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Skymetro, la metrò opportunista

Bisagno Feritore

Lo skymetro, il prolungamento della metropolitana in sopraelevazione è un progetto opportunista.

La proposta non è affatto una soluzione economia, ne razionale e nel suo genere è una soluzione senza precedenti al mondo!. Si tratta di una metropolitana sopraelevata a binario unico per i due sensi di marcia per intenderci come il trenino di casella dove i binari si raddoppiano solo in corrispondenza delle stazioni.

Riteniamo questa soluzione progettuale come “il progetto opportunista” perché la sua realizzazione è la più comoda possibile, anche se palesemente irrazionale, sia per i costi altissimi di realizzazione, sia per i costi di manutenzione, se rapportati al tipo di utenza che andrà ad intercettare.
Il progetto risponde bene ai luoghi comuni: Genova non ha gli spazi per il tram, Il tram è pericoloso per i motociclisti, Il tram sottrae spazio ai parcheggi e incide negativamente sulla viabilità privata, Il tram implica interminabili lavori per sistemare i sottoservizi. Tutti luoghi comuni che in parte trovano qualche riscontro oggettivo nella particolare morfologia genovese, ma non basterebbero per liquidare la soluzione tram se ci fosse una reale volontà politica di rivoluzione il trasporto pubblico secondo le migliori pratiche adottate in Europa con la reintroduzione del tram.
La soluzione opportunista adottata dalla amministrazione Bucci si evidenzia nel suo divenire: Le scelte del sindaco decisionista cambiano per ben sette volte: Tram, Ligh Tram, Filobus 18m, Autobus a batteria, Monorotaia, Skytram, Skymetro.
Dal divenire delle diverse tipologie di vettore si riconosce l’intenzione di evadere i problemi dovuti alla gestione del consenso che richiederebbe la soluzione tram, sotto questo profilo sicuramente la soluzione più critica perché è difficile mediare la diversa gestione degli spazi pubblici a favore del TPL: negozianti scontenti delle nuove aree pedonali, posti auto spostati o ridotti, corsie protette, zone 30. Soluzioni che oggettivamente è difficile gestire da un amministrazione populista che ha facilitato l’accesso alle auto nel centro storico e che non è riuscita in cinque anni nemmeno a pedonalizzare piazza Colombo in occasione restyling del mercato orientale.
Lo skymetro mette d’accordo tutti, ha una narrazione forte, quasi mitologica: raggiungere Molassana e poi in un futuro anche Prato in 10 minuti, letteralmente volando su impalcati e piloni fuori da caotico circuito stradale sottostante. A questa narrazione si aggiunge ovviamente un forte consenso dei costruttori che vedono nella soluzione più costosa la migliore opportunità di profitto. Anche AMT applaude a questa soluzione perché non dovrà fare alcun bando di assegnazione per ottenere la gestione del prolungamento della metro. L’assegnazione della gestione della tratta tramviaria invece, come è avvenuto a Firenze, dovrebbe passare attraverso un bando pubblico europeo di cui l’esito non sarebbe così scontato a favore dell’azienda di trasporti locale.
Applaudono i centauri che hanno così tanta paura di inciampare sui binari del tram, applaudono gli automobilisti che con questa soluzione non vedono penalizzata la loro scelta di continuare a utilizzare il mezzo privato, tra l’altro in centro si continuano a realizzare nuovi posti auto come nella pratica degli anni sessanta.
La scelta opportunista non guarda gli esempi virtuosi delle esperienze europee, ma afferma che ci saranno pannelli fotovoltaici a far marciare i treni, ma in questi termini non si prende in considerazione l’impronta ecologica dell’opera per essere realizzata, sospesa tra piloni e impalcati di cemento e ferro.
La scelta opportunista non guarda al bene delle generazioni future che dovranno subire gli alti costi di gestione e manutenzione. La scelta opportunista guarda ai bisogni della pancia, bisogni immediati che la soluzione campata per aria soddisfa e sazia pienamente. Nessuno può resistere alla narrazione forte dello skymetro e ai suoi 10 minuti per raggiungere Molassana. L’altra narrazione, quella del tram, è debole e fragile, si infrange nel dissenso di chi non vuole cambiare paradigma, si infrange nelle argomentazioni deboli come la conservazione del paesaggio e il rispetto del fiume che non deve essere ulteriormente cementificato. Si infrange nella difficile argomentazione di quanto o meno impatterà una nuova sopraelevata in vallata, quanto saranno estese le ombre e quanto saranno sgradevoli gli odori, i rumori sotto gli impalcati, che per il momento nessuno sembra voler intendere o immaginare.

Chi pagherà il prezzo della soluzione opportunista? Sarà come al solito l’alveo del Bisagno. È sempre stato così, a piccoli passi, stringi oggi e stringi domani, siamo arrivati a dover porci rimedio con lo scolmatore.

In questo procedere le cattive pratiche di porre altri piloni sull’alveo del Bisagno, i vizi sulla gestione dell’alveo, non si fermeranno di fronte alle nuove esigenze “populiste” del grande treno sopraelevato che tanto affascina per la sua corsa sopra al torrente addomesticato.

Qui potete scaricare il progetto preliminare depositato in comune dello skytram: clicca qui

Allegoria Del Bisagno – di Domenico Parodi – Affresco Palazzo dei Rolli Via del Campo 12 – Il Bisagno come un gigante che rilascia la sua “Meteora” d’acqua, con la sua spada ferisce e travolge tutto.

Domenica 17 luglio il festival dell’acquedotto a Ponte Carrega!

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Comunicato stampa

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La Valbisagno si racconta – ACQUEDOTTO STORICO

Lavatoio

 

 

 

 

 

 

 

30 e 31 maggio: assemblee pubbliche sul progetto Skymetro in Val Bisagno

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La Valbisagno si racconta – “UNO SGUARDO DAL PONTE” dal futuro al passato attraverso il presente

PassatoFuturo

Genova perde il tram

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Genova perde il tram, ecco cosa significa la realizzazione della nuova sopraelevata Skymetro in Valbisagno.

Noi da sempre siamo stati chiari sulle nostre posizioni, sulla necessità di avere in Valbisagno un trasporto pubblico veloce, efficiente, capillare, economico e sostenibile, in tendenza a quanto si sta realizzando in Europa nelle e nelle altre grandi città italiane. Questo trasporto pubblico si chiama tram.

Perdere il tram significa non arrivare in tempo, perdere l’occasione di un grande finanziamento che ora viene dirottato da questa amministrazione verso la realizzazione di un treno sopraelevato con pochissime fermate distanti e inaccessibili, realizzate sulla sponda sinistra dove c’è poca utenza e una scarsa densità abitativa.

generica-659595  Fotomontaggio tram a Gavette

Perdere il tram significa perdere un progetto condiviso da decenni, promesso alla Valbisagno e mai realizzato per mancanza di fondi.

Perdere il tram significativa mancare una profonda riqualificazione della vallata in senso sostenibile e di bellezza che ora viene seriamente compromessa dalla realizzazione di una nuova sopraelevata.

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Perdere il tram significa pagare tre volte di più per un opera costosa letteralmente campata in aria, con stazioni da sorvegliare, ascensori da mantenere, strutture da controllare, scale e gradini da dover superare.

Perdere il tram significa ostacolare i disabili perché saranno costretti ad attraversare il Bisagno per raggiungere le stazioni su sponda sinistra per poi attendere un ascensore che li accompagni a raggiungere il treno.

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Perdere il tram significa perdere lo spazio e la luce sotto gli impalcati delle sopraelevate, dei piloni, delle passerelle, delle strutture dei nuovi volumi per le stazioni.

Perdere il tram significa chiedere un altro finanziamento per arrivare a Prato

Perdere il tram significa credere che Genova non abbia la capacità di gestire gli spazi, significa non mantenere le promesse:dove ora c’è il bus ci sarà il tram” lo diceva il candidato sindaco Marco Bucci

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(vedi qui https://youtu.be/jQ8sKAW21w4)

La Grande Genova è stata pensata nel novecento immaginando il futuro con i mezzi della modernità: non c’è una fotografia della Grande Genova in cui non venga mostrato l’orgoglio di quel primato: il tram

Genova è una città Grande, ma vuole essere piccola e congestionata

Genova ha perso il tram

http://www.mondotram.it/un_tram_per_genova/

http://www.amicidipontecarrega.it/wp-content/uploads/2022/05/Genova-Perde-il-Tram.png

 

 

 

Benvenuti al lavatoio di Staglieno!

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Gli Amici di Ponte Carrega vi invitano a visitare l’antico lavatoio di salita alla chiesa di Staglieno, riaperto al pubblico dopo decenni di abbandono.

Il lavatoio, uno dei più antichi della città, è stato recuperato e reso nuovamente disponibile alla cittadinanza e alla città dopo anni di lavoro di volontariato degli Amici di Ponte Carrega.

Tuttavia, per considerare terminati definitivamente i lavori di restauro occorrerà ancora realizzare la copertura in lamiera, ma per farlo occorrono almeno altri 3.000€ oltre a quelli già stanziati dalla Federazione per la salvaguardia e valorizzazione dell’acquedotto storico.

Nel frattempo, buona visita!

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Val Bisagno Solidale

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Siamo orgogliosi di aver ricevuto questo attestato da parte del Municipio 4  Media Val Bisagno per l’attività che abbiamo iniziato a svolgere all’inizio della pandemia e che continua ancora oggi insieme a GenovaSolidale.

Ancora di più siamo orgogliosi di avere molti compagni di viaggio, di collaborare con tante associazioni e realtà che nei quartieri della val Bisagno cercano di creare, quotidianamente, una comunità solidale.

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Sabato 9 aprile convegno sull’acquedotto storico

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Sabato 9 aprile a partire dalle ore 9:30 si svolgerà, presso l’Auditorium di Molassana, il convegno organizzato dalla Federazione per la tutela e la valorizzazione dell’acquedotto storico, di cui la nostra associazione è parte, per raccontare progetti e idee per il nostro amato condotto.

Inoltre, al termine della mattinata, sarà anche premiata, insieme a Giordano Bruschi, anche la nostra socia Iolanda Valenti, con la seguente motivazione:

A riconoscimento dell’instancabile attività di ricerca e divulgazione portata avanti negli anni a favore dell’acquedotto storico genovese.

Un motivo in più per partecipare numerosi all’incontro di sabato!

Qui sotto il programma del convegno:
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Comunicato stampa sul progetto SkyTram in Val Bisagno

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Una nuova fontanella a Ponte Carrega!

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Dopo costanti richieste nel corso degli anni e dopo aver acquistato la bella fontanella in ghisa che vedete nella foto sotto finalmente un nostro piccolo progetto è stato realizzato!

 

Grazie al lavoro eseguito dal Municipio 4 Media Val Bisagno di concerto con Iren e Aster è stata installata la fontanella dell’acqua pubblica nei giardinetti di via Ponte Carrega! Nei prossimi giorni sarà ultimato il collegamento alla rete idrica.

In tempi in cui le fontanelle si tolgono dalle strade e si mette in dubbio l’acqua come bene comune questa è una piccola battaglia vinta, con la collaborazione di tanti, per attrezzare un’area pubblica, comune a tutti!
#AcquaBeneComune

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Nuove panchine sull’acquedotto storico!

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La settimana scorsa qualcuno ha rotto una delle panchine sull’acquedotto nella zona di San Bartolomeo a Staglieno.

Qualche volontario ha rimosso la panchina danneggiata e ha creato una piccola panchina per bimbi: ringraziamo di cuore chiunque abbia fatto questo lavoro!

Nei giorni scorsi i volontari dell’associazione Amici di Ponte Carrega hanno collocato sul posto altre due panchine, fornite dal Municipio 4 Media Val Bisagno , e le hanno verniciate di verde! Speriamo che possano rimanere al loro posto a lungo senza essere danneggiate da persone incivili!

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Partecipa al sondaggio sulla percezione del rischio alluvionale a Genova

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Vi invitiamo a partecipare a questo sondaggio online sulla percezione del rischio alluvionale a Genova.
Il sondaggio è stato preparato da Martina Verner , studentessa di Antropologia all’università di Torino, che sta preparando un articolo proprio su su questa tematica e con la quale abbiamo collaborato nelle scorse settimane.
Vi ringraziamo per la vostra risposta e per il tempo che impiegherete per partecipare al sondaggio:

Clicca qui per partecipare al sondaggio sul rischio alluvionale a Genova

Spesa Sospesa: un grande grazie a tutti voi!

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Ci avviamo piano piano al secondo anno di spesa sospesa: la rete spesa sospesa val Bisagno prosegue con le sue iniziative che in vista del Natale si sono moltiplicate: sono state davvero tante le energie messe in campo in questo periodo. Non è possibile non ringraziare chi fa parte di questa rete e chi si adopera per farla funzionare. Un grande grazie alla Gau, al gruppo scout Genova XX di Molassana, agli Iron Workers di Sant’Eusebio e alla Sporta aperta di Ponte Carrega.

La collaborazione con GenovaSolidale e i circoli operai ha invece compiuto un anno, così come la collaborazione con la cooperativa Co.ser.co: la nostra collaborazione era nata in occasione della raccolta del giocattolo sospeso ed è proseguita durante tutto il 2021 con la raccolta e la distribuzione alimentare della spesa sospesa.

Abbiamo pensato di fare questo post di ringraziamento condividendo con voi alcuni dati della spesa sospesa per la zona di San Gottardo, Staglieno, Ponte Carrega e Sant’Eusebio attraverso la pubblicazione del volantino che è stato (o che verrà a breve) distribuito agli esercenti e ai supermercati che ci consentono di fare continuamente la raccolta alimentare.

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Allo stesso tempo vogliamo ringraziare tutti quegli enti, aziende e esercenti che hanno dato il loro importante contributo per rendere il pacco alimentare di dicembre un po’ più ricco del solito con la donazione di alimenti e dei panettoni natalizi.

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In particolare vogliamo ringraziare la Allegra Bottega di via San Felice, le Botteghe solidali di via Galata e del porto antico, la Milfa, la Sogegross, la Pasticceria Guano di Torriglia che hanno donato i panettoni e i pandori da mettere nei pacchi alimentari di Natale.

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Vogliamo ringraziare il Rotary Club Golfo di Genova per aver donato tanti kg di riso da poter inserire nei pacchi alimentari.

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Vogliamo ringraziare la ditta Ferutec di via Geirato che tramite il Municipio 4 ci ha fatto pervenire dei buoni spesa da poter utilizzare per i pacchi alimentari.

Ringraziamo il circolo Arci 7 novembre della Ligorna a Struppa per aver raccolto generi alimentari durante tutto il periodo natalizio nelle sue iniziative sociali.

Vogliamo ringraziare di cuore le persone dei laboratori della Gau, del Leccio di Sant’Eusebio, delle Vespertine di via Terpi che hanno confezionato i regali da inserire nei pacchi alimentari e i bambini e le insegnanti delle scuole primarie di Struppa, Montesignano e Sant’Eusebio che hanno realizzato i biglietti di auguri.

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Infine, un grande grazie di cuore a tutte le persone che hanno donato e che hanno dimostrato un grande senso di solidarietà verso quelle persone che stanno vivendo un momento di difficoltà.

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Grazie di cuore dagli Amici di Ponte Carrega

 

 

 

Un progetto con l’istituto Firpo Buonarroti sulle ville della Val Bisagno

Uno stralcio delle slides proiettate a scuola

Lo scorso 16 dicembre Fabrizio Spiniello dell’Associazione Amici di Ponte Carrega è stato ospite dell’Istituto per il Turismo Firpo Buonarroti per parlare dei palazzi di villa della Val Bisagno.

L’iniziativa fa parte di un progetto di approfondimento che le classi quinte hanno intrapreso sotto la guida dei loro docenti e della prof.ssa Antonella di Benedetto, sulla val Bisagno e la sua storia.

Il nostro contributo è stato quello di introdurre il tema che sarà poi toccato anche da esperti e docenti e che porterà gli studenti a realizzare contributi scritti sul sistema delle ville della Val Bisagno.

La relazione di Fabrizio Spiniello ha trattato alcuni dei palazzi più importanti della vallata da Terralba a Struppa cercando di contestualizzare il loro ruolo nell’economia della vallata e della città.

Gli amici di Ponte Carrega da sempre approfondiscono la storia, le radici e la memoria della Val Bisagno ritenendo la ricerca storica come uno degli elementi chiave del proprio agire sul territorio.

Uno stralcio delle slides proiettate a scuola

Uno stralcio delle slides proiettate a scuola

Amici di Ponte Carrega insieme all’Archivio di Stato per la conservazione della nostra storia

La giornata di consegna degli attestati e presentazione dei restauri del 2021 nell'ex chiesa di Sant'Ignazio, parte del complesso dell'Archivio di Stato

Da alcuni anni l’associazione Amici di Ponte Carrega partecipa al progetto “Adotta un Documento” finanziando il restauro di un antico documento dell’Archivio di Stato di Genova che riguarda la Val Bisagno.

Quest’anno la curatrice Giustina Olgiati ha scelto di restaurare una pergamena di Santo Stefano, risalente al 1212 in cui è scritto che i comproprietari dei mulini Binelli, tra cui il monastero di Santo Stefano, e dei mulini de Insula Alta, tra cui lo stesso monastero, stabiliscono di dividere a metà le spese di riparazione, accollandosi inoltre, i primi, i due terzi delle spese di derivazione dell’acqua, e i secondi il restante terzo.

L’abbazia di Santo Stefano, che oggi sovrasta via XX Settembre, fu fin dal medioevo una delle fondazioni ecclesiastiche più venerate dai genovesi che la facevano spesso oggetto di lasciti e donazioni, tra cui numerosi terreni in val Bisagno.

La mostra è visitabile per tutto il mese di gennaio nelle giornate di mercoledì e giovedì fino alle 15:30.

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Il documento restaurato in mostra

 

Il documento restaurato in mostra

La giornata di consegna degli attestati e presentazione dei restauri del 2021 nell'ex chiesa di Sant'Ignazio, parte del complesso dell'Archivio di Stato

La cerimonia di consegna degli attestati e presentazione dei restauri del 2021 svoltasi il 16 dicembre nell’ex chiesa di Sant’Ignazio, parte del complesso dell’Archivio di Stato

La Val Bisagno si racconta: la Spesa Sospesa, considerazioni e riflessioni

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Le iniziative di Natale della rete Spesa Sospesa della Media Val Bisagno

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Il Secolo XIX, 30 gennaio 2021

Auguri di buone feste dagli Amici di Ponte Carrega!

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