Archive for Attività

Un grande grazie ai volontari dell’acquedotto storico!

Vogliamo dire il nostro grande grazie al gruppo di volontari della federazione dell’acquedotto storico e in particolare a Bruno Calabria e a Rita Martini per il coordinamento dei lavori di pulizia dell’ex bocciofila di San Bartolomeo a Staglieno, abbandonata da circa 40 anni, avvenuto nelle giornate del 5 e del 6 maggio 2021.

Lo staff dei Volontari della Federazione con Rita Martini e Bruno Calabria, su proposta di Fabrizio Spiniello dell’associazione Amici di Ponte Carrega e dopo sopralluogo dei giorni scorsi col presidente del Muncipio Roberto D’Avolio, ha iniziato il recupero dell’ex campo da bocce sull’Acquedotto nei pressi di Staglieno destinato ad una delle tante aree di sosta per i visitatori dell’Acquedotto storico: qui di seguito un po’ di fotografie della loro spettacolare opera.

L'ex bocciofila ricoperta di rovi

L’ex bocciofila ricoperta di rovi

Prima

Prima

Dopo

Dopo

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Dopo

 

Dopo

Dopo

Sabato mattina andremo al trogolo di Staglieno dalle 9 alle 13 per sfalciare l’erba e magari iniziare l’intonaco della vasca!

Se qualcuno volesse venire a dare una mano può scriverci qui nei commenti o alla mail info@amicdiipontecarrega.it!

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Il togolo di Salita Alla Chiesa di Staglieno

Grazie!!

Primo maggio in Piazza

Si è svolta nella mattinata del primo maggio la distribuzione di giocattoli e abiti per bambini e di generi alimentari di Genova Solidale e circoli operai con la collaborazione della nostra associazione, nell’ambito del progetto della spesa sospesa che entra proprio in questi giorni nella 54° settimana di attività.
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AAA Cercasi volontari!

Insieme all’amico Bruno Calabria, a Rita Martini del CAI e alla Federazione per la salvaguardia e la valorizzazione dell’acquedotto storico della Val Bisagno stiamo cercando di mettere insieme una squadra di volontari per iniziare la pulizia da rovi e infestanti dell’area dell’ex bocciofila a San Bartolomeo di Staglieno.
Obiettivo: rendere questa area pubblica di nuovo fruibile per i camminatori dell’acquedotto storico con la creazione di una piccola area di sosta.
Si inizia mercoledi 5 e giovedi 6 maggio (intera giornata).
Chi avesse la possibilità di dare una mano in questi giorni o in altre date o nel fine settimana può contattarci su: info@amicidipontecarrega.it.

L'ex bocciofila ricoperta di rovi

L’ex bocciofila ricoperta di rovi

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Grazie mille

Gli appuntamenti settimanali con la Spesa Sospesa

Questa Settimana n. 53 di #spesasospesa si apre martedì 27 aprile alla Basko di San Gottardo e all’Ekom di piazzale Bligny dove troverete rispettivamente i volontari Carlo (Co.ser.co) e Flavio.
Venerdì 30 aprile troverete Federica del #serviziocivile all’Ins di San Gottardo. Nella giornata di sabato la raccolta alimentare proseguirà grazie ai volontari del reparto AGESCI Genova48 di Montesignano e dei Circoli operai preso l’Ins e la Basko di San Gottardo.

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Storie IN Scatola intervista Fabrizio Spiniello

StorieInScatola

Quando le parole non servono: una riflessione sulla spesa sospesa

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Pubblichiamo con grande piacere una riflessione scritta da Luna Scoglio, volontaria del Servizio Civile – Garanzia Giovani che si è appena concluso, sulla Spesa Sospesa:

Sono in piedi da due ore, e inizio anche ad avere un po’ freddo. Ci sono gli spifferi, e ogni volta che la porta scorrevole si apre, entra una folata di vento. Il mio umore non è dei migliori, chiunque abbia lavorato a contatto con il pubblico sa quanto le persone possano essere sgradevoli. All’ordine del giorno vi sono persone che non salutano, che ti ignorano malamente, scortesi, frettolose… E tu sei lì, e ti chiedi come si sia possibile fingere di non vedere una raccolta alimentare. Come si fa ad essere indifferenti sapendo che, se il carrello rimane vuoto, c’è qualcuno che rischia di non avere un pasto in tavola? Alle poche persone che si fermano a parlare, chiedendo informazioni, racconto che ci sono tante, troppe famiglie a beneficiare di questo aiuto. “Come fate a sfamarne così tante?”, mi chiedono i passanti. E io provo a raccontare che è uno sforzo collettivo, che ci sono tante persone come me che dedicano una parte del proprio tempo per fare questa raccolta. Una reazione frequente in cui mi imbatto e l’ammirazione, di sicuro. Eppure, il problema è proprio questo: come tradurre la buona volontà degli interessati in qualcosa di concreto? Come spingere le persone ad impegnarsi in prima persona? Mentre continuano a frullarmi in testa queste domande, arrivano varie persone: è quasi l’ora di punta e c’è un viavai di persone di tutte le età. Come sempre, porgo un volantino e invito a mettere qualcosa in più nel cartello, qualcosa da donare. Un signore mi passa davanti e mi fa un cenno, avvicinando le mani alla testa, come a voler dire “c’ho da fare, lasciami in pace”. Mi irrito all’istante, sento il fuoco divampare dentro. Il costo, sia in termini di denaro che in termini di tempo, per acquistare un bene in più facendo la spesa per casa propria, è pressocchè nullo! Con che coraggio le persone mi rispondono che non hanno tempo? E voglia? É inconcepibile, e la maleducazione, è la ciliegina sulla torta. Ovviamente lascio correre, non posso e non voglio discutere con nessuno. Ci rimango male, ma a questo tipo di manifestazioni di disinteresse, già dopo qualche ora, ci si fa l’abitudine. E invece, una gioia inaspettata. Il signore che due minuti prima mi aveva snobbata allegramente, mi si avvicina e mi porge un tesserino: «Ente Nazionale Sordi». In quel momento un’ondata di stati d’animo mi ha attraversato: lo stupore, l’imbarazzo, la curiosità. Quell’individuo che mi stava davanti, non solo non era stato scortese nei miei confronti, ma addirittura era tornato indietro per darmi spiegazioni. La comunicazione poi, è andata avanti, io non saprei descrivere come: gesti, suoni, dita che disegnano lettere sulle pareti lisce intorno a noi. La vita che sprizzava quest’uomo, mi ha contagiato: la voglia di comunicare, l’entusiasmo per quello che stavo facendo… Ha mostrato più interesse di tutte le altre persone incontrate quel pomeriggio messe assieme, ed è tornato, a spesa conclusa, con un intero sacchetto di cibo da donare. E non ho potuto fare a meno di rallegrarmi. Fare una qualsiasi attività di volontariato, comporta dei momenti in cui ci si ritrova a riflettere su quello che si sta facendo. Prima fra tutte, la consapevolezza che basterebbe un contributo minimo di tutti per ottenere un risultato grandioso. Sono davvero imprescindibili le immagini dei bambini con gli occhi grandi e i pancini gonfi per ricordare alle persone che c’è chi ha fame? Le pubblicità progresso? Non basterebbe invece elaborare la quantità di dati e informazioni che i media riportano sulla povertà crescente in Italia per rendersi conto che il problema è impellente? «Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo», diceva Gandhi. Le parole non servono, ma basta un buon cuore.

Luna Scoglio

 

Grazie ragazzi!

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Lo scorso venerdì 26 marzo si è concluso il ciclo di Servizio Civile – Garanzia Giovani per l’emergenza covid di cui siamo stati partner con Legambiente Liguria e Cooperativa La Comunità.

I ragazzi sono stati una forza fondamentale per permettere il funzionamento del progetto della spesa sospesa che la nostra associazione, insieme ad altre realtà del territorio, sta portando avanti da quasi un anno.

Il nostro ringraziamento va a questo gruppo di ragazzi che ha lavorato, in piena emergenza, svolgendo un servizio encomiabile per tutta la comunità.

Per questo motivo vogliamo ringraziarli uno per uno: Luna, Chiara, Federico, Arianna, Tamara.

Grazie grazie grazie!

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Alcune considerazioni dopo nove mesi di “Spesa sospesa”

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L’iniziativa “Spesa Sospesa” nasce in piena emergenza Covid, un’emergenza che ingenuamente si pensava fosse transitoria. Nasce come un servizio di bassissima soglia, per dare una risposta rapida a un bisogno – e un diritto – fondamentale, ossia il cibo.

La decisione di lanciarci in questa avventura nasce da anni di presidio e cura del territorio, una cura che non può prescindere dalla cura dalle persone che lo abitano e che si trovano ad affrontare serie difficoltà economiche dovute alla pandemia da Covid 19.

Con il passare dei mesi, l’esperienza si è consolidata e strutturata, ma sostanzialmente consiste in un piccolo gruppo di volontari che settimanalmente raccoglie, prepara e consegna borse di viveri non deperibili ad un numero variabile di famiglie, al momento 63, con una cadenza che da bisettimanale è diventata mensile. I beni non deperibili vengono raccolti nei supermercati del territorio, grazie alla solidarietà delle persone, con il prezioso supporto dei volontari.

Grazie all’impegno dei volontari e alla collaborazione con altri enti possiamo quindi assicurare un servizio continuativo che però, proprio perché conta sul volontariato delle persone, potrebbe doversi interrompere in qualsiasi momento se la situazione personale dei singoli dovesse cambiare.

Dall’inizio della pandemia (aprile 2020) abbiamo continuato l’attività di raccolta nei supermercati, preparato gli alimenti per le famiglie e consegnato quanto raccolto, tenendo traccia di quanto veniva donato e di quanto veniva consegnato. Dall’anno scorso come associazione abbiamo sostenuto in modo continuativo circa 30 famiglie, delle quali alcune segnalate dai servizi sociali, che non avendo risorse a disposizione ci hanno chiesto aiuto nel supporto alle persone più vulnerabili. Oggi con il prezioso supporto dei volontari del servizio civile (Cooperativa La Comunità e Legambiente) dei Circoli Operai, degli Scout del Genova48 e di Coserco riusciamo ad aiutare mensilmente 63 famiglie solo in Val Bisagno.

Complessivamente dallo scorso aprile sono stati raccolti:

1491 PACCHI DI BISCOTTI

576 TRA CONFEZIONI DI THE E CAFFE’

679 KG DI FARINA

1496.5 LITRI DI LATTE

1976 CONFEZIONI DI LEGUMI

562.5 LITRI DI OLIO

816 VASETTI DI OMOGENEIZZATI

2496.5 KG DI PASTA

1720 CONFERZIONI DI PELATI

881.5 KG DI RISO

1036.5 BOTTIGLIE DI SALSA DI POMODORO

2089 SCATOLETTE DI CARNE IN SCATOLA E TONNO

568 KG DI ZUCCHERO

357 TRA PRODOTTI PER LA CASA E IGIENE PERSONALE

Siamo consapevoli che quanto raccolto sopperisce solo in piccola parte al bisogno reale delle persone che abbiamo deciso di aiutare, e in modo maggiore rispetto ai bisogni dell’intera città. Bisogni che riteniamo non siano solo legati alla pura sussistenza. In un momento di fragilità e precarietà come questo le persone hanno bisogno di “relazione”, di comunità. È per questo motivo che la scorsa primavera abbiamo deciso di attivare dei numeri per le persone sole, che non hanno nessuno con cui condividere la propria quotidianità. Per lo stesso motivo prima di Natale abbiamo aderito all’iniziative del “Giocattolo sospeso”, ideato dai Circoli Operai. Grazie alla generosità delle persone e di alcuni negozianti abbiamo raccolto e distribuito giochi nuovi e usati alle famiglie coinvolte nella “Spesa sospesa” e a quanti si sono presentanti nelle giornate di distribuzione.

Crediamo fermamente che l’aiuto alle persone che in questo momento sono più fragili e in difficoltà non possa essere ridotto ad un mero sostentamento improntato sulla “carità”, dimenticandosi invece della complessità delle persone e delle situazioni che sono chiamate a vivere quotidianamente.

In una logica spesso troppo incentrata sul “fare” a volte non si trova il tempo di fermarsi e fare il punto su ciò che si sta facendo, su quali siano i punti forti e quali quelli critici del nostro agire.

Approfittando in qualche modo della libertà di espressione che la natura completamente volontaria del nostro impegno ci consente, ci siamo ritagliati alcuni momenti di pensiero e condivisione per osservare “dall’alto” la situazione particolare che stiamo vivendo. Come privati cittadini e come associazione di promozione sociale, riteniamo infatti fondamentale continuare a porci in maniera critica rispetto ai fenomeni sociali che osserviamo. Di seguito riportiamo quindi alcune riflessioni e constatazioni, non in ordine di importanza, che ci piacerebbe condividere con chiunque abbia voglia di conoscerci un po’ più da vicino .

Una prima constatazione riguarda proprio “l’osservatorio” della spesa sospesa: l’analisi ad un livello micro come quello del nostro quartiere ci dice molto sul contesto generale rispetto alle politiche del lavoro e al sostegno a quanti lo perdono, alla cura delle persone che per età o condizione non possono lavorare e più in generale rispetto allo stato dei servizi – in particolare sociali – e la visione della condizione di marginalità che vivono le persone, soprattutto nelle periferie come la nostra.

La risposta istituzionale alle necessità, impellenti, delle persone si limita ad un’azione emergenziale, una risposta carente e miope ai bisogni e diritti primari delle persone e basata su una logica di carità: redditi di emergenza – nella “migliore” delle ipotesi – buoni spesa – quando disponibili – e riferimento a realtà del volontariato o del terzo settore più o meno strutturate per accedere a servizi o beni che l’istituzione non è più in grado di fornire. È, quindi, chiara la debolezza dell’istituzione pubblica, in particolare di tutto l’apparato dei servizi sociali, che deriva da anni di risparmi sulla spesa pubblica e tagli che, nel momento di maggior bisogno di un’istituzione presente e forte, sono molto più evidenti. E dove l’istituzione manca ci si affida al territorio, al volontariato, al “buon cuore” delle associazioni e delle persone, in un meccanismo chiaramente improntato sulla carità.

E la stessa logica di affidamento alla persona si riflette in modo speculare nel nostro rapporto verso le istituzioni. Nella nostra esperienza c’è collaborazione e comunicazione con i servizi sociali del territorio perché c’è relazione col singolo operatore, ma non è abbastanza e le nostre reti di relazioni interpersonali sul territorio diventano fondamentali per continuare a fare quello che stiamo facendo.

Un altro aspetto su cui crediamo sia importante soffermarci riguarda il fatto che questa ultima crisi, come immaginabile, colpisce persone che già vivevano in situazione di fragilità: la quasi totalità delle famiglie che seguiamo era già conosciuta o in carico ai servizi e il nostro piccolo contributo si aggiunge ad una presa in carico istituzionale di anni a volte, indicatore del fatto che le risposte in essere prima della crisi probabilmente non erano abbastanza o abbastanza sostenibili.

Una terza riflessione è legata, come si menzionava sopra, al pensiero sulla persona in condizione di fragilità/marginalità: le famiglie e i singoli con cui ci rapportiamo non hanno diritto nemmeno a scegliere cosa mangiare, perché il contenuto delle borse dipende da cosa raccogliamo, dal “gusto” di terzi e da una suddivisione degli alimenti che giocoforza ci troviamo a fare per poter fronteggiare tutte le richieste. E sebbene chiediamo e cerchiamo quanto possibile di diversificare, o di rispondere ad alcune richieste puntuali, in questo sistema il “povero” non ha voce, né possibilità di azione: si limita a dover accettare l’aiuto concessogli, ringraziando noi che a nostra volta ringraziamo chi dona dei viveri perché sappiamo che grazie a questo potremo continuare ad assicurare un piccolo aiuto. Questo è svilente, prima di tutto per le persone con cui ci rapportiamo, e per noi volontari, che ci sentiamo bloccati in un meccanismo che si autoriproduce e da cui è difficile emergere.

L’ultima riflessione riguarda l’occasione di incontro e vicinanza che questa attività ci sta dando: in primis il rapporto con le famiglie, con cui ormai si è stabilita una certa confidenza, che si manifesta nell’invito a prendere un caffè o nella telefonata per chiedere un’informazione o capire come muoversi in una certa situazione: pagare le bollette, avere aiuti con gli affitti, trovare la cancelleria per la scuola dei figli. Il mercoledì sera è ormai fatto di piccoli riti nel passaggio di casa in casa e incontri preziosi. Arricchente e prezioso è lo scambio con le persone degli altri enti e associazioni che, a partire dai valori più diversi, sono impegnati in attività simili alla nostra, donando tempo, energie, braccia e kilometri e impegnandosi a collaborare per un obiettivo comune. Ci dà speranza, infine, incontrare una cittadinanza generosa, che continua a donare e a interessarsi, ed esercenti che continuano ad aderire all’iniziativa.

Ci chiediamo spesso se potremmo fare di più, strutturarci di più, interagire con altre realtà per poter dare una risposta più ampia ai bisogni con cui ci interfacciamo… certamente, organizzandosi è possibile fare tutto, ma non è questo il nostro compito.

Non vogliamo infatti diventare “professionisti della beneficienza”. Siamo presenti sul territorio e tra le persone che lo vivono, come comunità solidale, e vogliamo continuare a esprimerci liberamente rispetto a quello che facciamo, riportandone criticità e spunti di miglioramento.

Pertanto, vogliamo concludere riaffermando la necessità di risposte più complesse a situazioni complesse, come lo sono le vite delle persone, che escano da una logica emergenziale: è necessario coinvolgere le persone in una progettualità in cui siano protagoniste, in cui possano partecipare in prima persona, mettere a frutto le proprie competenze e conoscenze e attivarsi, per non rimanere schiacciate, per ripensarsi al di là della situazione di difficoltà che stanno affrontando. Nel nostro piccolo, stiamo cercando di coinvolgere quanti lo vogliano nelle attività dell’associazione nel quartiere, nel supporto alla spesa sospesa stessa e, quando il nostro sogno degli orti sociali diverrà finalmente realtà, ci auguriamo di riuscire a coinvolgere le famiglie che lo vorranno nella coltivazione di un piccolo orto.

Così come per i problemi legati al dissesto idrogeologico del nostro territorio, alla sanità o alla mobilità e i trasporti, anche per quel che riguarda i servizi sociali e il supporto alla persona crediamo fortemente che lo sguardo oggi debba andare oltre la gestione dell’emergenza. Occorre ripensarci come comunità, rimettere al centro le persone e le relazioni, per intraprendere un cammino di analisi e ci auspichiamo risoluzione di problematiche complesse come quelle sopra descritte.

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Pulizie di primavera nel quartiere!

Sabato 7 marzo abbiamo iniziato nuovamente a lavorare sull’acquedotto storico. La cancellazione dell’evento pubblico di pulizia organizzato dalla Federazione di Associazioni dell’Acquedotto storico dovuto all’emergenza Coronavirus non ha permesso di accogliere volontari ma la nostra associazione ha portato a termine un paio di piccoli interventi per preparare i prossimi interventi di manutenzione del territorio.

Il lavoro è stato fatto nei pressi dell’aiuola del civico 65 di Lungo Bisagno Dalmazia, che era stata vandalizzata con il getto di zetto e l’abbattimento della staccionata.

L’area è stata ripulita e sistemata, dopodichè la nostra associazione ha provveduto a sfalciare rovi e infestanti nell’area del trogolo di Staglieno, dove nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, proseguiranno i lavori volti alla riapertura del sito: l’obiettivo è finire i lavori entro settembre 2020.

Di seguito un po’ di foto della pulizia di sabato 7 marzo:

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Giocattolo Sospeso

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Sabato 12 mattina in Piazza dell’Olmo sotto i portici del municipio Media Valbisagno, dalle 10 alle 13, raccoglieremo libri e giocattoli, nuovi e usati, che saranno poi regalati affinché tutti possano passare un Natale un po’ più sereno, nonostante questo periodo di difficoltà e emergenza per tanti.

 

 

 

<Qui un articolo di genova24> 

Qui sotto l’intervista telefonica a Fabrizio Spiniello, presidente dell’associazione Amici di Ponte Carrega

 

Aggiornamento dal lavatoio di Staglieno!

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In attesa di riprendere i lavori con la primavera 2021 vi aggiorniamo sui lavori di volontariato che abbiamo ripreso nell’area del lavatoio di Staglieno: tra luglio e agosto 2020 abbiamo verniciato la struttura in ghisa (risalente al 1893), secondo le indicazioni della Soprintendenza e con la vernice fornita dal Municipio IV nell’ambito del Patto di Collaborazione siglato tra l’ente e la nostra associazione. Lo smalto ferromicaceo garantirà maggior protezione alla struttura in vista della realizzazione della copertura che sarà possibile non appena la nostra associazione riuscirà a reperire i fondi necessari (serve almene un migliaio di euro). Sulla copertura sarà poi installato un piccolo pannello solare così da poter illuminare la struttura con energia pulita utilizzando la vecchia lampada, reasturata, posta propria sopra le vasche.

I prossimi lavori, che inizieranno nelle prossime settimana, prevedono la intonacatura dell’esterno delle vasche con un intonaco naturale, la pulizia dei graniti segnati, l’intonacatura  dell’interno delle vasche con calce idraulica e il posizionamento delle utlime Luserne recuperate.

Infatti dopo aver posizionato due lastre di Luserna durante l’ultima pulizia dell’acquedotto a ottobre 2020 (la lastra originaria di Luserna era stata donata dal Circolo Sertoli e tagliata gratuitamente da D’avolio Marmi), le rimanenti lastre verranno tagliate e posizionate entro la primavera del 2021.

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Mancherebbe ancora la sistemazione dello spazio soprastante il trogolo, sul quale abbiamo già installato, carteggiato o verniviato le ringhiere, recuperate anni fa durante i lavori di urbanizzazione su Via Ponte Carrega, risalenti al 1907 e originariamente poste su Ponte Carrega: qui vorremmo posizionare una pedana e un tavolo per permettere la sosta e il ristoro dei camminatori dell’acquedotto storico. Purtroppo risulta ancora problematico l’accesso non essendoci una scala di accesso che andrebbe realizzata ex novo.

 

Giornata di pulizia dell’acquedotto storico

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Sabato 10 ottobre 2020  si è svolta la giornata di pulizia dell’acquedotto storico, che era stata annullata precedentemente a causa delle estrizioni anti-Covid. L’associazione Amici di Ponte Carrega, insieme ai volontari del Servizio Civile, si è occupata dell’area del lavatoio di Staglieno e della parte di condotto che va dalla chiesa di San Bartolomeo verso Preli. Ci siamo occupati di rimuovere la spazzatura incontrata e di fare lo sfalcio dell’erba lungo il percorso e lungo parte di Salita alla chiesa di Staglieno.

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Giornata di pulizia del Bisagno!

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DSC_0990 DSC_1011 DSC_1039 DSC_1042Il 10 settembre 2020 abbiamo partecipato alla pulizia del Bisagno, nel tratto di Marassi, organizzata insieme a il Metereologo Ignorante, Trash Team-Clean the river, Mtb Sant’Eusebio, Croce Rossa Italiana, Clean Up e Lega Ambiente. Almeno un centinaio di persone, soprattutto giovanissimi, si sono date appuntamento sul Piazzale Marassi e una volta discese nel letto del fiume hanno iniziato un’opera di pulizia e rimozione di rifiuti senza precedenti per la nostra valle. A fine giornata Amiu ha raccolto decine e decine di sacchi e centinaia di chili di spazzatura e rottami di ogni genere, dalle carcasse di motorini alle reti dei materassi, dai tubi di gomma ai sacchetti di plastica. Certi che questa sarà una prima iniziativa che si potrà organizzare nuovamente insieme a tutte queste interessanti realtà del territorio già a partire dalla prossima primavera.

Foto di Francesca Viani e del Trash Team.

 

La Genova che Resiste! In uscita il libro di Luca Borzani e Donatella Alfonso

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Siamo lieti di comunicare l’uscita del nuovo libro di Luca Borzani e Donatella Alfonso, edito da De Ferrari, La città che resiste. Il libro raccoglie gli ultimi anni di articoli pubblicati sull’edizione locale de La Repubblica e racconta i movimenti e le associazioni attive sul territorio genovese, da Levante a Ponente, passando anche dalla Val Bisagno: troverete infatti anche un capitolo sull’associazione Amici di Ponte Carrega.

Nel frattempo vi segnaliamo la presentazione del libro, come riportato nel volantino qui sotto, ma speriamo di poter, compatibilmente con le restrizioni dovute al Covid, organizzare la presentazione del libro anche in Val Bisagno.
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Amici di Ponte Carrega su GoodMorning Genova: la nostra posizione sul progetto Skytram

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Video sul canale GoodMorning Genova

Continua la collaborazione con il Servizio Civile per l’emergenza Covid

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La nostra associazione continua in una proficua collaborazione con il Servizio civile. Anche nel 2020 siamo partner della Cooperativa Sociale La Comiunità e di Legambiente Liguria per il servizio civile – Garanzia giovani.

Il progetto sociale sviluppato insieme agli enti formatori riguarda sia la cura del territorio (compatibilmente con le attività che si potranno fare in piena emergenza pandemica) si ala cura delle persone attraverso il progetto della Spesa Sospesa: i ragazzi e le ragazze del Servizio Civile ci aiuteranno a effettuare le raccolte alimentari necessarie per portare avanti il progetto iniziato con l’inizio della pandemia e che sta proseguendo senza sosta per dare una risposta immediata alla crisi oggi in atto.

Un grazie quindi, già da ora, ai ragazzi e alle ragazze di questo nuovo ciclo di Servizio Civile: buon lavoro!

 

 

 

 

 

 

River Restoration e il caso Ponte Carrega: una tesi di laurea

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Vogliamo fare i nostri complimenti a Francesca Viani che si è laureata alla triennale di Architettura all’Università di Genova con una tesi sulla “RiverRestoration” e il caso Val Bisagno.

Siamo felici di averle dato una mano e soprattutto siamo orgogliosi di essere stati inseriti nel suo lavoro di ricerca come un caso studio!
Grazie anche alla prof.ssa Katia Perini e al Dipartimento di Architettura per la continua attenzione e lo studio del nostro territorio!

Ospitiamo qui di seguito un breve intervento proprio di Francesca Viani sul contenuto della sua tesi:

La riqualificazione dei fiumi è un fenomeno che sta prendendo sempre più piede a partire dalle grandi metropoli fino alle città di dimensioni più ridotte.

Con il passare degli anni, la riqualificazione delle strutture sul nostro territorio e una presa di coscienza sulla parte verde delle nostre città diventa fondamentale per creare spazi di alta qualità.
Nella mia tesi “River Restoration and community involvement” ho analizzato come a partire dalle piccole realtà e da poche persone possano nascere delle associazioni che scelgono di prendersi cura del territorio che le ospita, in particolare parleremo di fiumi urbani.
Questo tipo di processo ha un nome, “Bottom-up”, e significa che le persone (Bottom) si uniscono e cercano di attirare l’attenzione degli enti governativi (Up) che trascurano i loro spazi, spesso a causa di scarsi interessi e investimenti nell’area in questione.
Sono stati presi in analisi alcuni fiumi urbani, europei e non, che in mano ad associazioni stanno o hanno recuperato uno stato simil naturale.
A partire da questi esempi sono stata messa in contatto dalla mia relatrice, Katia Perini, ricercatrice e professoressa presso la facoltà di Architettura di Genova, con l’associazione “Amici di Ponte Carrega”, che opera in Val Bisagno a Genova, un esempio molto vicino a me e decisamente attuale.
L’associazione non solo ha acconsentito a rilasciare un’intervista, ma mi ha coinvolto in discussioni riguardanti i loro obiettivi e su come muoversi per ottenere risultati.
L’aspetto che più mi incuriosiva era come si inizia a farsi sentire? Come essere ascoltati?
Così mi è stato spiegato che la diplomazia e l’informazione sono le due armi principali. Parliamo di persone che si sono trovate senza una casa di fronte alle alluvioni e di chi si è visto rovinare una valle bellissima nel corso degli anni a causa di costruzioni poco studiate e adattate al contesto, che hanno portato scarsi vantaggi per non dire nessuno alla vita dei cittadini. Lentamente si aggiungono persone, si cercano le motivazioni di determinate scelte prese dagli enti governativi.
Attrarre persone all’associazione vuol dire attrarre competenze e avere la possibilità di fare domande, mettendo in difficoltà chi non si aspettava reazioni ,ma solo silenzio.
Così la propria voce acquisisce importanza ,diventa difficile ignorarla e si modificano decisioni nelle quali inizialmente il cittadino non era coinvolto.
Ho partecipato con loro alla Clean Up del 26 settembre, durante la quale ho scattato alcune foto e ho compreso meglio lo spazio del letto del fiume.
Parlando del potenziale della valle abbiamo gettato le basi per un progetto di riqualificazione. La Val Bisagno potrebbe essere il territorio ideale per sperimentare la smart city di cui si parla tanto, bisogna solo comprenderlo e cercare di lasciarle spazio.

 

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La Piazza Adriatico che verrà!

L’associazione Amici di Ponte Carrega insieme al Comitato Cittadini di Piazza Adriatico e al Municipio IV Media Val Bisagno sta partecipando alla progettazione della prossima Piazza Adriatico. Come molti di voi ormai sapranno, ai 112.000 euro inizialmente stanziati per la riqualificazione di Piazza Adriatico, rimanenti dagli oneri di urbanizzazione dell’ex Italcementi, sono stati aggiunti grazie all’impegno della giunta comunale e in particolare dell’Assessore ai Lavori Pubblici Pietro Piciocchi, altri fondi per un totale di 800.000 euro. Il progetto di riqualificazione di Piazza Adriatico, che pubblicchiamo nella tavola di progetto qui sotto e realizzato in house dalla Direzione Lavori Pubblici e dall’architetto Bertolini, prende spunto dalle Linee Guida presentate dalla nostra associazione, dal Comitato, dal Centro Documentazione congiuntamente al termine di un processo partecipato svoltosi nel 2015.

Le tavole di progetto accolgono in tutto le proposte avanzate dai cittadini: la parte centrale della piazza sarà pedonalizzata, sarà realizzata una nuova pavimentazione, il campetto verrà mantenuto ma verrà ruotato in modo tale da aumentare la superficie di piazza pubblica con un rinnovamento delle piantumazioni, dell’arredo pubblico-urbano e dell’illuminazione pubblica. Sono questi in sintesi gli elementi che sono stati portati all’attenzione del Comune e che il Comune ha accolto nella progettazione.

Tuttavia dall’incontro del 08/02/2021, e come già vi avevamo comunicato a ottobre 2020, le tempistiche per la realizzazione di questo progetto sono notevolmente cambiate. Infatti il progetto di restyling di Piazza Adriatico sarà necessariamente realizzato posteriormente ai lavori di sistemazione idraulica di Rio Torre. Al momento, dopo che l’impresa che ha eseguito il primo lotto di lavori su Lungo Bisagno Dalmazia e che è stata sollevata dal proprio incarico, è in corso un nuovo bando di gara per l’assegnazione del secondo lotto.

Il progetto è stato riscritto e aggiornato secondo il nuovo prezziario e il costo di realizzazione è aumentato del 50% rispetto al primo progetto: si tratta quindi di un’ulteriore cifra di 500.000 euro da reperire da fondi pubblici in aggiunta ai 700.000 euro attualmente disponibili. Si aspetta in questi giorni l’approvazione del bilancio comunale in cui dovranno essere reperiti questi ulteriori 500.000 euro. L’assessore Piciocchi ha affermato che questi fondi saranno reperiti tra fondi di bilancio e ribassi d’asta.

La tempistica che ci è stata comunicata è la seguente: dopo l’esecutività del bilancio, la gara dovrebbe partire già nel mese di marzo 2021 e i conseguenti lavori dovrebbero pertanto iniziare in estate. La durata prevista per il completamento dei lavori è di 7 mesi e quindi nella più rosea delle previsioni i lavori potrebbero essere ultimati entro dicembre 2021.

Sappiamo come sono andate le altre previsioni, dato che questi lavori in un modo o nell’altro si rincorrono fin dal 2011: pertanto non ci facciamo illusioni ma attendiamo con ansia la fine di questi tanto sperati lavori di sistemazione idraulica del Rio Torre.

Solo a lavori ultimati, si potrà quindi partire anche con il progetto di restyling di Piazza Adiratico: tuttavia gli uffici tecnici ci hanno già informati che sarà necessario trovare ulteriori fondi rispetto agli 800.000 euro già stanziati per poter realizzare anche le reti bianche di Piazza Adriaco: si tratta presumibilmente di una cifra intorno ai 400.000 euro per la quale però non vi è ancora una copertura economica.

Il prossimo incontro tra Municipio, associazioni e Assessorato si terrà il prossimo 12 aprile.

Vi manterremo aggiornati su eventuali novità e sulla cronologia dei lavori.

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Progetto Piazza Adriatico

Comunicato stampa sul TPL – 13 luglio 2020

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PDF comunicato stampa

Un primo bilancio della Spesa Sospesa dopo le prime dieci settimane

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Abbiamo deciso di condividere con voi un primo bilancio e un po’ di numeri che hanno riguardato la Spesa Sospesa in queste prime dieci settimane (siamo appena entrati nella undicesima) di raccolta alimentare a favore delle persone e delle famiglie del nostro territorio.

Il bilancio qui presentato riguarda il gruppo di Montesignano (e in parte quello di Sant’Eusebio che per un periodo ha condiviso con noi la raccolta alimentare quotidiana per poi passare ad una diversa strategia: per maggiori informazioni consultate la pagina facebook degli Iron Workers Sant’Eusebio).

108 famiglie seguite tra Montesignano, San Gottardo, Gavette e altre parti della città (Marassi, Bavari, Centro, Ponente), delle quali 28 precedentemente non seguite;

140 turni di volontariato di raccolta spesa per un totale di 280 ore, tutti i giorni, dal lunedì al sabato dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19;

84 consegne domiciliari + i turni di ritiro concordati dalla Parrocchia;

4 volontari (2 al carrello, 2 con le auto) impegnati ogni giorno, mattina e pomeriggio (con l’aggiunta di diversi turni doppi fino a un massimo di 6 volontari al giorno) da aprile a luglio;

quasi 200 turni con le automobili per il ritiro degli alimenti raccolti dai volontari nei supermercati e nei negozi aderenti alla raccolta e per la consegna domiciliare;

le macchine pronte per una delle consegne

le macchine pronte per una delle consegne

32 volontari coinvolti;

3 ragazzi del Servizio civile nazionale;

ampio e importante coinvolgimento di una rete di associazioni del territorio: da associazioni di quartiere come gli Iron Workers alle Pubbliche assistenze come la GAU, dagli Scout alle Parrocchie come quella di Montesignano con il Gruppo Vincenziano o quella di Sant’Eusebio, squadre di calcio amatoriale come il Bulldog Terpi, gruppi attivi sul territorio come Anpi, Zena Antifa, Pinelli e Centro documentazione Val Bisagno, alla Cooperativa La Comunità (per il Servizio civile), alle Vespertine (che hanno fornito le mascherine) e fino alle associazioni di categoria come la Confesercenti;

Spesa Sospesa

coinvolgimento di assistenti socialiATS e Servizi Sociali del Comune di Genova, IV° Distretto;

4 supermercati coinvolti (Lidl Marassi, Super Basko San Gottardo, Di Più Ponte Carrega, INS San Gottardo);

7 esercizi di vicinato (Allegra Bottega, Dalf, Frutta e Verdura Via Assarotti, Frutta e Verdura Via Terpi, Bottega Solidale Porto Antico, Bottega Solidale Via Galata, Sacchi Giuseppe SpA, che ha fornito i sacchetti per portare la spesa)

Il nostro gruppo ha tenuto traccia dettagliata di tutte le entrate e le conseguenti uscite di alimenti e ne ha sempre tenuto al corrente il Municipio IV, l’ente pubblico che ha patrocinato e sostenuto la Spesa Sospesa fin dall’inizio.

Sono stati raccolti:

1307 kg di pasta

171 Kg di riso

446 litri di latte

135 litri di olio

368 kg di farina

563 lattine di tonno

604 latte di pomodoro (0.5 o 0.7 l)

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557 bottiglie in vetro di passate di pomodoro (0,70 l)

533 legumi in latta o in scatola

650 pacchi di biscotti

196 tra merende e dolci

221 confezioni di caffè

187 kg di zucchero

111 vasetti di omogeneizzati

90 confezioni di dadi 90

55 confezioni di pane in cassetta

30 buste di parmigiano

90 kg di pollo fresco

vari prodotti per l’igiene personale (assorbenti, carta igienica, sapone, spazzolini, dentifricio, pannoloni per bimbi, salviette), prodotti per l’igiene della casa (detersivi, igienizzanti, detersivo piatti) per un totale di 100 articoli

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Con questi numeri, importanti, vogliamo ringraziarvi e dirvi che senza la generosità dimostrata da tante persone, senza l’atto concreto del dono, nulla di questo sarebbe possibile. 

Ora ci aspetta una sfida altrettanto dura: la crisi non accenna a diminuire ma la raccolta alimentare inizia a diminuire. Vi chiediamo ancora un aiuto per continuare ad aiutare le tante persone e le tante famiglie che ancora oggi fanno riferimento a questo importante aiuto della Spesa Sospesa.

Ringraziamo le tante persone che hanno pensato di fornirci spese e alimenti anche al di fuori dei negozi aderenti o che hanno contribuito a dare qualcosa per gli altri.

In attesa di estendere la rete di esercizi potrete trovare il carrello della spesa sospesa all’INS di San Gottardo e alle Botteghe Solidali di via Galata e del Porto Antico.

Se volete aiutarci o volete entrare in contatto con la realtà della Spesa Sospesa o se volete consegnarci una spesa o comprare dei generi alimentari potete scriverci a: info@amicidipontecarrega.it.

Spesa Sospesa: chi può dia, chi ha più bisogno prenda.

#QuartieriSolidali #SpesaSospesa