Archive for Piazza Adriatico

Primo maggio in Piazza

Si è svolta nella mattinata del primo maggio la distribuzione di giocattoli e abiti per bambini e di generi alimentari di Genova Solidale e circoli operai con la collaborazione della nostra associazione, nell’ambito del progetto della spesa sospesa che entra proprio in questi giorni nella 54° settimana di attività.
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Comunicazioni sul progetto di adeguamento idraulico del Rio Torre dopo la riunione del 12 aprile 2021

A seguito dell’incontro dello scorso 12 aprile il Municipio, insieme alle associazioni del territorio che partecipano al tavolo sul rio Torre e Piazza Adriatico hanno condiviso questa lettera indirizzata e inviata all’assessore ai Lavori Pubblici Pietro Piciocchi:

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La Genova che Resiste! In uscita il libro di Luca Borzani e Donatella Alfonso

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Siamo lieti di comunicare l’uscita del nuovo libro di Luca Borzani e Donatella Alfonso, edito da De Ferrari, La città che resiste. Il libro raccoglie gli ultimi anni di articoli pubblicati sull’edizione locale de La Repubblica e racconta i movimenti e le associazioni attive sul territorio genovese, da Levante a Ponente, passando anche dalla Val Bisagno: troverete infatti anche un capitolo sull’associazione Amici di Ponte Carrega.

Nel frattempo vi segnaliamo la presentazione del libro, come riportato nel volantino qui sotto, ma speriamo di poter, compatibilmente con le restrizioni dovute al Covid, organizzare la presentazione del libro anche in Val Bisagno.
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River Restoration e il caso Ponte Carrega: una tesi di laurea

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Vogliamo fare i nostri complimenti a Francesca Viani che si è laureata alla triennale di Architettura all’Università di Genova con una tesi sulla “RiverRestoration” e il caso Val Bisagno.

Siamo felici di averle dato una mano e soprattutto siamo orgogliosi di essere stati inseriti nel suo lavoro di ricerca come un caso studio!
Grazie anche alla prof.ssa Katia Perini e al Dipartimento di Architettura per la continua attenzione e lo studio del nostro territorio!

Ospitiamo qui di seguito un breve intervento proprio di Francesca Viani sul contenuto della sua tesi:

La riqualificazione dei fiumi è un fenomeno che sta prendendo sempre più piede a partire dalle grandi metropoli fino alle città di dimensioni più ridotte.

Con il passare degli anni, la riqualificazione delle strutture sul nostro territorio e una presa di coscienza sulla parte verde delle nostre città diventa fondamentale per creare spazi di alta qualità.
Nella mia tesi “River Restoration and community involvement” ho analizzato come a partire dalle piccole realtà e da poche persone possano nascere delle associazioni che scelgono di prendersi cura del territorio che le ospita, in particolare parleremo di fiumi urbani.
Questo tipo di processo ha un nome, “Bottom-up”, e significa che le persone (Bottom) si uniscono e cercano di attirare l’attenzione degli enti governativi (Up) che trascurano i loro spazi, spesso a causa di scarsi interessi e investimenti nell’area in questione.
Sono stati presi in analisi alcuni fiumi urbani, europei e non, che in mano ad associazioni stanno o hanno recuperato uno stato simil naturale.
A partire da questi esempi sono stata messa in contatto dalla mia relatrice, Katia Perini, ricercatrice e professoressa presso la facoltà di Architettura di Genova, con l’associazione “Amici di Ponte Carrega”, che opera in Val Bisagno a Genova, un esempio molto vicino a me e decisamente attuale.
L’associazione non solo ha acconsentito a rilasciare un’intervista, ma mi ha coinvolto in discussioni riguardanti i loro obiettivi e su come muoversi per ottenere risultati.
L’aspetto che più mi incuriosiva era come si inizia a farsi sentire? Come essere ascoltati?
Così mi è stato spiegato che la diplomazia e l’informazione sono le due armi principali. Parliamo di persone che si sono trovate senza una casa di fronte alle alluvioni e di chi si è visto rovinare una valle bellissima nel corso degli anni a causa di costruzioni poco studiate e adattate al contesto, che hanno portato scarsi vantaggi per non dire nessuno alla vita dei cittadini. Lentamente si aggiungono persone, si cercano le motivazioni di determinate scelte prese dagli enti governativi.
Attrarre persone all’associazione vuol dire attrarre competenze e avere la possibilità di fare domande, mettendo in difficoltà chi non si aspettava reazioni ,ma solo silenzio.
Così la propria voce acquisisce importanza ,diventa difficile ignorarla e si modificano decisioni nelle quali inizialmente il cittadino non era coinvolto.
Ho partecipato con loro alla Clean Up del 26 settembre, durante la quale ho scattato alcune foto e ho compreso meglio lo spazio del letto del fiume.
Parlando del potenziale della valle abbiamo gettato le basi per un progetto di riqualificazione. La Val Bisagno potrebbe essere il territorio ideale per sperimentare la smart city di cui si parla tanto, bisogna solo comprenderlo e cercare di lasciarle spazio.

 

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La Piazza Adriatico che verrà!

L’associazione Amici di Ponte Carrega insieme al Comitato Cittadini di Piazza Adriatico e al Municipio IV Media Val Bisagno sta partecipando alla progettazione della prossima Piazza Adriatico. Come molti di voi ormai sapranno, ai 112.000 euro inizialmente stanziati per la riqualificazione di Piazza Adriatico, rimanenti dagli oneri di urbanizzazione dell’ex Italcementi, sono stati aggiunti grazie all’impegno della giunta comunale e in particolare dell’Assessore ai Lavori Pubblici Pietro Piciocchi, altri fondi per un totale di 800.000 euro. Il progetto di riqualificazione di Piazza Adriatico, che pubblicchiamo nella tavola di progetto qui sotto e realizzato in house dalla Direzione Lavori Pubblici e dall’architetto Bertolini, prende spunto dalle Linee Guida presentate dalla nostra associazione, dal Comitato, dal Centro Documentazione congiuntamente al termine di un processo partecipato svoltosi nel 2015.

Le tavole di progetto accolgono in tutto le proposte avanzate dai cittadini: la parte centrale della piazza sarà pedonalizzata, sarà realizzata una nuova pavimentazione, il campetto verrà mantenuto ma verrà ruotato in modo tale da aumentare la superficie di piazza pubblica con un rinnovamento delle piantumazioni, dell’arredo pubblico-urbano e dell’illuminazione pubblica. Sono questi in sintesi gli elementi che sono stati portati all’attenzione del Comune e che il Comune ha accolto nella progettazione.

Tuttavia dall’incontro del 08/02/2021, e come già vi avevamo comunicato a ottobre 2020, le tempistiche per la realizzazione di questo progetto sono notevolmente cambiate. Infatti il progetto di restyling di Piazza Adriatico sarà necessariamente realizzato posteriormente ai lavori di sistemazione idraulica di Rio Torre. Al momento, dopo che l’impresa che ha eseguito il primo lotto di lavori su Lungo Bisagno Dalmazia e che è stata sollevata dal proprio incarico, è in corso un nuovo bando di gara per l’assegnazione del secondo lotto.

Il progetto è stato riscritto e aggiornato secondo il nuovo prezziario e il costo di realizzazione è aumentato del 50% rispetto al primo progetto: si tratta quindi di un’ulteriore cifra di 500.000 euro da reperire da fondi pubblici in aggiunta ai 700.000 euro attualmente disponibili. Si aspetta in questi giorni l’approvazione del bilancio comunale in cui dovranno essere reperiti questi ulteriori 500.000 euro. L’assessore Piciocchi ha affermato che questi fondi saranno reperiti tra fondi di bilancio e ribassi d’asta.

La tempistica che ci è stata comunicata è la seguente: dopo l’esecutività del bilancio, la gara dovrebbe partire già nel mese di marzo 2021 e i conseguenti lavori dovrebbero pertanto iniziare in estate. La durata prevista per il completamento dei lavori è di 7 mesi e quindi nella più rosea delle previsioni i lavori potrebbero essere ultimati entro dicembre 2021.

Sappiamo come sono andate le altre previsioni, dato che questi lavori in un modo o nell’altro si rincorrono fin dal 2011: pertanto non ci facciamo illusioni ma attendiamo con ansia la fine di questi tanto sperati lavori di sistemazione idraulica del Rio Torre.

Solo a lavori ultimati, si potrà quindi partire anche con il progetto di restyling di Piazza Adiratico: tuttavia gli uffici tecnici ci hanno già informati che sarà necessario trovare ulteriori fondi rispetto agli 800.000 euro già stanziati per poter realizzare anche le reti bianche di Piazza Adriaco: si tratta presumibilmente di una cifra intorno ai 400.000 euro per la quale però non vi è ancora una copertura economica.

Il prossimo incontro tra Municipio, associazioni e Assessorato si terrà il prossimo 12 aprile.

Vi manterremo aggiornati su eventuali novità e sulla cronologia dei lavori.

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Progetto Piazza Adriatico

Territorio e Università: gli Amici di Ponte Carrega al workshop della laurea magistrale in Architettura sulla Val Bisagno

Lunedì scorso, 15 giugno, su invito dell’Università degli Studi di Genova abbiamo partecipato al workshop della Laurea magistrale in Architettura sulla Val Bisagno: è bello che il mondo dell’università coinvolga gli attori del territorio ed è bello che tra questi attori abbia scelto anche noi!

 

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L’intervento, a cura di Fabrizio Spiniello, si è focalizzato su tre macro tematiche:

1. Perché parlare della Val Bisagno può essere interessante.

La realtà della Val Bisagno è rappresentativa di altre realtà e di problematiche a livello nazionale, sia di natura ambientale (il dissesto idrogeologico, l’abbandono del territorio coltivo periurbano, la cementificazione), sia di natura sociale e politica (la chiusura dei negozi di quartieri e la proliferazione della GDO, una popolazione in calo – la nostra città continua a perdere abitanti in maniera impressionante, circa 300.000 a partire da fine anni’70, con previsioni identiche anche per i prossimi venti anni – , sempre più fragile e anziana, la mancanza di servizi e di spazi urbani aggregativi, le poche idee sul futuro della valle e della città, la diaspora dei giovani verso Milano o altre realtà europee.

2. Accenni sulla storia del lavoro e dell’immigrazione in Val Bisagno.

Partendo dai caratteri della Val Bisagno di fine Ottocento, ancorata a una agricoltura di sussistenza, all’artigianato e a un’economia legata ai trasporti, si è tentato di delineare un profilo di sviluppo che, attraverso la realizzazione delle nuove strade e dell’annessione alla grande Genova, ha portato in pochi anni la vallata ad essere una zona fortemente legata all’industria e ai servizi per la città.

Attraverso la storia dell’immigrazione in valle si è raccontato di uno sviluppo urbanistico legato soprattutto alla realizzazione di quartieri popolari e di impianti industriali, questi ultimi via via ridimensionati e dismessi a partire dagli anni Ottanta del Novecento. Molti di questi stabilimenti industriali sono stati riconvertiti in spazi commerciali della grande distribuzione.

3. Alcune riflessioni e proposte sul futuro della Val Bisagno.

Il racconto si è protratto su alcune tematiche di grande attualità, come il dissesto idrogeologico (scolmatore, fondi PON  Metro, progetto sul versante di Piazzale Bligny, Rio Torre), quello della mobilità (la Val Bisagno è in attesa dell’approvazione o del diniego del finanziamento richiesto dal Comune al MIT sulla realizzazione di una rete di filobus, anche se il dibattito fino ad oggi era concentrato sulla realizzazione di una tranvia, mezzo scelto a seguito del Debat Public del 2010).

Anche la realizzazione di una pista ciclabile è tema molto dibattutto negli ultimi mesi:  http://www.amicidipontecarrega.it/2020/05/17/un-percorso-ciclabile-tra-borgo-incrociati-e-via-adamoli-e-possibile/

Un altro esempio: la proliferazione dei centri commerciali. Oltre all’area ex Boero e all’area ex Cementifera, rimane in sospeso il progetto sull’area ex Guglielmetti dove era prevista la realizzazione di un centro commerciale e di un albergo (http://www.amicidipontecarrega.it/tematiche/territorio/ex-officine-guglielmetti/page/3/).

L’intervento è proseguito con il tema della valorizzazione e la salvaguardia della Val Bisagno, con le sue bellezze e i tanti beni storici e architettonici del suo territorio, sono, in primis, uno strumento a favore degli stessi cittadini che vivono o lavorano n Val Bisagno per ridare dignità a questo territorio e proteggerlo da ulteriori speculazioni e rapallizzazioni.

L’obiettivo dei prossimi anni per la Val Bisagno deve essere quello di non perdere più occasioni di rilancio: migliorare la vivibilità e la fruibilità dei nostri spazi pubblici non può essere fatto con la realizzazione di ulteriori centri commerciali ma può essere realizzato solo riconoscendo valore a questo territorio.

Esiste un patrimonio urbano anche nelle periferie: ignorarlo non significa che non esista.

Per concludere si è voluto porre l’accento su alcuni esempi concreti e alcune aree destinate ad essere al centro, nei prossimi anni, di trasformazioni urbanistiche sulle quali si giocherà gran parte del futuro di questa parte di città e sulle quali gli studenti di Architettura potranno confrontarsi:

  • Ex Guglielmetti: è ancora attuale, con l’avanzare dell’e-commerce, sostenere la realizzazione di un grande centro commerciale? E’ possibile ripensare l’area utilizzando anche la parziale destinazione industriale prevista dal PUC, e immaginare una diversa destinazione rispetto invece di una nuova Fiumara?
  • Volpara: area attualmente occupata da AMIU e dal fangodotto per il trattamento dei rifiuti reflui che sarà spostato nelle aree ex Ilva di Cornigliano a partire dal prossimo anno. L’area in parte è occupata da altre officine comunali: l’attuale amministrazione comunale ha dichiarato una possibile dismissione dell’area dalle attuali servitù ma non ha tracciato linee guida in merito a una sua riconversione ad eccezione di una proposta di collocare qui il centro direzionale Amiu, oggi in via D’Annunzio;
  • Area di Ca’ de Pitta: pur essendo in parte attualmente occupata dal cantiere dello Scolmatore e dal Mercato all’ingrosso del Pesce è ancora una area enorme e molto appetibile da un punto di vista urbanistico;
  • Area ex Moltini: la piombifera dismessa nei primi anni duemila è un’altra area che potrebbe essere trasformata;
  • Ipotesi di scuola: l’area di Gavette occupata da Iren. Le antiche Officine del Gas sono oggi utilizzate da Iren: qualche anno fa insieme al Politecnico si era lanciata l’idea di riconvertire l’area in un campus universitario, riutilizzando le pregevoli costruzioni poste all’interno dell’area e utilizzando gli enormi spazi oggi usati come parcheggio mezzi e depositi materiali.

 

Aggiornamento sui lavori del Rio Torre e sul rifacimento di Piazza Adriatico

Il 19 Maggio 2020, alla presenza dell’assessore Pietro Piciocchi , del Presidente del Municipio IV Media Val Bisagno Roberto D’Avolio,  dell’Arch. Pietro Valcalda della Direzione Opere Idrauliche del Comune di Genova e delle associazioni Comitato Piazza Adriatico e Amici di  Ponte Carrega, si è svolta una Video Riunione sul tema del restyling di Piazza Adriatico e della sistemazione idraulica del Rio Torre.

Per quanto riguarda il Rio Torre, l’assessore Piciocchi come già annunciato ha detto che attualmente è in corso la procedura di revoca in danno dell’appalto dei lavori sul rio Torre. Si è impegnato nella valutazione di un procedimento d’urgenza attraverso un appalto integrato per la riassegnazione del secondo lotto del vecchio progetto (che sarà comunque oggetto di una revisione progettuale complessiva), per la messa in gara e successiva assegnazione dei lavori entro la fine del 2020, in modo che i lavori possano partire a gennaio 2021 per una durata totale di 6 mesi, quindi con una previsione di fine lavori a giugno 2021.

Nel frattempo, per evitare di perdere l’attuale finanziamento di 800mila Euro messi a disposizione dall’amministrazione Comunale per il restyling di Piazza Adriatico, si è deciso di stornare da questa somma l’ammontare necessario per il rifacimento delle reti bianche di piazza Adriatico e Passo Ponte Carrega e per le reti nere di Piazza Adriatico, lavoro che potrà essere eseguito, a differenza del progetto di restyling, in concomitanza ai lavori sul Rio Torre.

Per quanto riguarda poi il progetto di restyling di Piazza Adriatico, bisognerà quindi vedere quanto rimarrà degli iniziali 800mila Euro a seguito dei lavori per il rifacimento delle reti bianche e nere.

L’Amministrazione comunale per voce dell’Ass. Piciocchi si è detta disponibile a reperire ulteriori risorse e a trovare la miglior soluzione economica per coprire tutti i costi relativi al progetto di restyling.

Le associazioni, Comitato Piazza Adriatico e Amici di Ponte Carrega, hanno gradito la disponibilità dell’assessore Picciocchi e degli impegni che si è preso in prima persona e sono fiduciose di un buon esito dei due progetti che devono essere realizzati ma rimarranno comunque presenti e vigili, nei confronti dell’amministrazione Comunale, per fare in modo che dalle parole si passi definitivamente e finalmente ai fatti.

 

Comitato Piazza Adriatico

Amici di Ponte Carrega

La Spesa Sospesa prosegue anche alla Bottega Solidale

Da questa quarta settimana di Spesa Sospesa a sostegno delle persone in difficoltà del nostro territorio si aggiunge anche la Bottega Solidale/Altromercato di Genova.

Per maggiori informazioni o per aderire a questa iniziativa clicca sul link di seguito:

http://bottegasolidale.it/botteghe/LaSpesaSospesa.html?fbclid=IwAR0U5PPKE43WI91pL9p5fzBhdaNMOK1p4fapuGDn1pdCd4o2YZKgbkum848

oppure recatevi in Bottega al Porto Antico o in Via Galata per effettuare una spesa a vostra scelta e donarla successivamente ad una delle organizzazioni coinvolte: Amici di Ponte Carrega, Caritas Genova e Gruppo Pane Quotidiano Onlus.

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Neoliberal Aesthetics and the Resistance to Redevelopment in an Italian Postindustrial Periphery

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È apparso sulla rivista accademica Space and Culture: An International Journal of Social Spaces (2020) un articolo di Emanuela Guano, l’antropologa urbana, docente alla Georgia State University di Atlanta (USA), che da qualche anno conduce ricerca etnografica tra gli Amici di Ponte Carrega. Intitolato Neoliberal Aesthetics and the Resistance to Redevelopment in an Italian Postindustrial Periphery, l’articolo dimostra come la nostra associazione sia riuscita a utilizzare come strumento di resistenza alla cementificazione la medesima sensibilità estetica che, nella letteratura scientifica, è solitamente associata alle dinamiche escludenti dell’urbanismo neoliberista. Questo perché, per gli Amici di Ponte Carrega, la salvaguardia dell’ambiente e la valorizzazione del patrimonio storico e culturale sono sia valori fondamentali che un diritto di tutti.


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La versione ufficiale dell’articolo è disponibile a questo link: https://journals.sagepub.com/doi/abs/10.1177/1206331220908212

La versione pre-editoriale, invece, si trova qui: https://scholarworks.gsu.edu/anthro_facpub/23/

La Val Bisagno si mobilita per la spesa sospesa

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Su La Repubblica del 30 aprile 2020 spazio all’iniziativa di solidarietà della Val Bisagno:

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Diciassette realtà della Media Valbisagno tra parrocchie, associazioni, scout, pubbliche assistenze e centri sociali, oltre all’Ats e ai Civ, si sono unite per rispondere all’emergenza Coronavirus, che ha moltiplicato il numero di persone in difficoltà, perché rimaste senza lavoro e senza uno stipendio. Il progetto, patrocinato dal Municipio della Media Valbisagno e Confesercenti, si chiama Spesa sospesa e provvede al rifornimento di viveri di prima necessità per almeno 160 nuclei familiari della zona. Le richieste infatti in questi mesi si sono moltiplicate e la rete tradizionale che già operava per rispondere alle richieste delle famiglie aveva bisogno di essere rafforzata, e così commercianti, associazioni e cittadini si sono messi in gioco: «Siamo riusciti a creare una rete ampia con tutte le realtà del territorio. Una rete molto bella che sta crescendo e che nei momenti difficili sa dare il meglio di sé», commenta il presidente del Municipio Roberto D’Avolio.

La modalità di raccolta della Spesa sospesa ricalca quella della Colletta alimentare: «Ci mettiamo con un carrello all’ingresso dei supermercati del territorio che hanno aderito all’iniziativa (l’elenco è sul sito www.genova20.com dell’omonimo gruppo scout ndr) e chi vuole può riempirlo lasciando dei generi alimentari di prima necessità, dalla pasta alla farina all’olio al cibo in scatola, che verranno poi portati alle parrocchie che preparano i pacchi alimentari, che poi vengono distribuiti dai volontari nelle vari zone», spiega Fabrizio Spiniello dell’associazione Amici di Pontecarrega, una delle tantissime realtà coinvolte nel progetto. E la risposta da parte del territorio è stata subito generosa: «Facciamo due turni al giorno (uno la mattina e l’altro il pomeriggio) e torniamo con i carrelli sempre pieni», osserva Spiniello che con la sua associazione opera nelle zone di Sant’Eusebio, Ponte Carrega e Montesignano. Il progetto ha preso il via lunedì 27 e «l’obiettivo è di portarlo avanti finché l’emergenza non sarà finita», conclude Spiniello.

Qui il LINK all’articolo de La Repubblica.it

Qui il comunicato stampa di CONFESERCENTI LIGURIA

Qui il link all’articolo di GENOVA 24

Qui il Link di TELENORD

Qui il link all’articolo di GENOVA TODAY

 

Partita la Spesa Sospesa per il nostro territorio!

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Da questa mattina abbiamo iniziato a fare la raccolta alimentare per le famiglie in difficoltà del nostro territorio.

Siamo tanti volontari e operiamo, come stanno già facendo a Struppa, Molassana e San Gottardo, in collaborazione con le parrocchie della zona per distribuire gli alimenti non deperibili che riusciremo a raccogliere negli esercizi aderenti.

L’obiettivo è raccogliere, grazie alla Vs generosità, ogni genere alimentare non deperibile da poter consegnare alle persone che in questo momento storico stanno vivendo delle difficoltà a causa della crisi aggravata dalla pandemia del Covid-19.

Il gruppo degli Amici di Ponte Carrega con ragazzi e ragazze del quartiere, gli scout del reparto GE48 e la squadra di calcio del quartiere di Via Terpi, il Bulldog, avrà come punto di riferimento la zona di Piazza Adriatico, Ponte Carrega e Montesignano: i viveri saranno consegnati al gruppo di volontariato Vincenziano della parrocchia di San Michele e alla Sporta Aperta. Il gruppo di Sant’Eusebio avrà invece come riferimento la parrocchia di Sant’Eusebio.

L’iniziativa ha ricevuto il Patrocinio del Comune di Genova – Municipio IV Media Val Bisagno e della Confesercenti.

Nei prossimi giorni troverete il nostro gruppo nel punto vendita dell’IN’S di Via Piacenza, tutti i giorni, dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 17:00 alle 19:00. Sabato dalle ore 10:00 alle ore 12:00.

Il gruppo di Sant’Eusebio raccoglierà gli alimenti nel punto vendita Basko di San Gottardo dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 15:00 alle 17:00.

Vi aspettiamo numerosi!

 

Il volantino che troverete affisso nei punti vendita aderenti

Il volantino che troverete affisso nei punti vendita aderenti

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Passeggiata partigiana virtuale del 25 aprile 2020

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Quartiere solidale!

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Il Secolo XIX del 24/04/2020

Il Secolo XIX del 24/04/2020

Voci dal Quartiere!

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Da lunedì 13 aprile è attivato il progetto VOCI DAL QUARTIERE.

Simona, Monica e Fabrizio risponderanno alle telefonate per dare supporto e informazioni, o anche solo per scambiare quattro parole, con tutte le persone che vorranno farlo!

 

 

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QUI IL VOLANTINO PDF DA FAR GIRARE: Progetto Voci dal Quartiere_Amici di Ponte Carrega

 

 

Buona Pasqua dagli Amici di Ponte Carrega

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Volevamo condividere con voi la gioia e la forza che proviamo nel poter dare una mano in questo periodo di emergenza legata alla pandemia del Covid-19 ai volontari della Sporta Aperta nella consegna dei pacchi alimentari mensili per le famiglie bisognose della città, insieme al Municipio, all’ATS e ai volontari della Parrocchia di Sant’Eusebio.

Cogliamo l’occasione per un sincero pensiero augurale, al quale si associa la speranza e la fiducia di poter ripartire con entusiasmo!

Vogliamo ringraziare tutte le persone e i volontari che stanno lavorando con noi e che si sono messi a disposizione della Sporta Aperta, una bellissima realtà del nostro quartiere che opera su tutto il territorio comunale.

Inoltre il nostro ringraziamento va ai volontari del Servizio Civile (Mattia e Lorenzo) che grazie alla Cooperativa La Comunità con cui da anni collaboriamo per la formazione del Servizio civile nazionale e regionale, ci danno una mano sia nelle consegne della Sporta Aperta sia nelle consegne quotidiane all’interno del progetto della Protezione Civile #tifacciolaspesa.

Grazie davvero, a tutti!

Buona Pasqua a tutti voi

 

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Piazza prima di Piazza!

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Qualche tempo fa, sul gruppo facebook C’era una volta Genova (per opera del sig. Cesare Maria Vecchi e della sig.ra Raffaella Amina Bisio, che ringraziamo) sono state pubblicate queste foto tratte dal Bollettino Municipale del Comune di Genova pubblicato nel novembre del 1928.

Si tratta delle cosiddette “baracche” di Ponte Carrega, costruite nel 1928 per, come si legge nell’articolo, gli sfrattati:

 

 

 

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Il progetto di restyling di Piazza Adriatico su La Repubblica

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Con grande entusiasmo e un pizzico di orgoglio pubblichiamo qui di seguito l’articolo apparso su La Repubblica in merito al progetto di rifacimento di Piazza Adriatico. Le nostre osservazioni e i nostri commenti sono contenuti nell’articolo firmato da Donatella Alfonso.

Qui invece la versione PDF dell’articolo: articolo La Repubblica Piazza Adriatico

Articolo su Piazza Adriatico La Repubblica

Piazza Adriatico su “La Città, giornale di società civile”

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“La Città, Giornale di Società Civile” ha ospitato nel mese di gennaio 2020 un intervento scritto dal presidente dell’Associazione Amici di Ponte Carrega, Fabrizio Spiniello, in merito al progetto di restyling di Piazza Adriatico.

Riproduciamo qui sotto il testo scritto dal nostro Presidente:

4  novembre 2019: questa giornata, come ogni anno, ha un significato particolare per Ponte Carrega e Piazza Adriatico. Cercare di riordinare pensieri e parole oggi ha un qualcosa di simbolico. La consegna del pezzo è stata fissata per il 5 novembre, il tempo stringe, ma non potevo non aspettare proprio oggi per scrivere. Ogni 4 novembre i ricordi e i pensieri sono più nitidi, più vivi; emerge in tutta la sua chiarezza la mattinata di 8 anni fa che portò fango, morte e cicatrici nella nostra città.

Tuttavia è proprio di questi giorni la notizia dell’inserimento di una cifra considerevole per interventi di riqualificazione in Piazza Adriatico nel Piano Triennale dei Lavori Pubblici del Comune e questa notizia rende questa giornata meno buia del solito. In una nota dell’assessore Pietro Piciocchi, sostenitore del progetto di riqualificazione insieme al presidente del Municipio IV Media Val Bisagno Roberto D’Avolio, viene specificato che la cifra da considerare utile per gli interventi in Piazza è di 800 mila euro. Questa considerevole somma, a otto anni dall’alluvione, fa riaprire alle associazioni e al quartiere il libro dei sogni per la rivincita e per il miglioramento degli spazi pubblici devastati dall’alluvione.

La ferita del 4 novembre, per le persone che l’hanno vissuta da vicino, è sempre aperta. Per alcune di queste, l’esperienza dell’Associazione Amici di Ponte Carrega è stato un modo per reagire a questa ferita e per provare a curarla. La violenza del fango che ha spazzato via ogni cosa ha portato via anche il nostro vecchio quartiere: le ultime attività che non hanno riaperto, le famiglie che sono andate via, un degrado sempre crescente accompagnato da un vuoto urbano e da un vuoto umano da contrastare. Allo stesso tempo il quartiere ferito è stato mortificato da nuove operazioni speculative, con l’oramai antica operazione nell’area dell’ex Italcementi su tutte, a dimostrare che non c’è fango che tenga quando di mezzo ci sono le esigenze di costruttori e di amministrazioni comunali avide di oneri di urbanizzazione.

La Piazza viveva nei ricordi di molti di noi come il luogo centrale del quartiere, il luogo da cui ripartire per far tornare le persone a vivere il territorio, a uscire di casa. La prospettiva di farla rivivere è sempre stata fin dall’inizio uno degli orizzonti dell’attività dell’associazione. Tutti avevamo in mente un’idea romantica di piazza, non più corrispondente alla realtà di un quartiere come quello del post alluvione: ognuno di noi sapeva che non sarebbe stato più possibile tornare ad un quartiere come quello dei nostri ricordi ma tutti eravamo consapevoli che bisognava muoversi in prima persona per scatenare una qualche reazione per far tornare a vivere la zona, per migliorarla e soprattutto, per superare la paura e far di nuovo pace con il nostro territorio.

“Viva la Piazza Viva” fu il primo segnale di questa ritrovata dinamicità. Nel tentativo di organizzare, ad un anno dall’alluvione, un evento lontano dagli stereotipi istituzionali della commemorazione, incontrammo l’esperienza della Mediazione comunitaria che, attraverso un progetto coordinato da San Marcellino tramite l’Università di Genova e la Fondazione per la Cultura di Palazzo Ducale, accese una prima scintilla che permise al gruppo di passare dalla fase della rabbia dei primi mesi alla fase della progettualità. Il 29 aprile 2013, alla presenza delle istituzioni cittadine, presentammo pubblicamente per la prima volta la nostra idea e il nostro progetto per Piazza Adriatico, frutto degli incontri dell’associazione nei mesi precedenti.

Si trattava di un progetto “senza portafoglio” ovvero di un’idea che, seppur senza fondi disponibili, tentava di raccontare come parte della popolazione volesse far rivivere il quartiere dopo l’alluvione. Risalgono a quel momento alcune delle idee che ancora oggi caratterizzano l’idea della nuova piazza: trasformare gli spazi abitativi distrutti dall’alluvione e abbandonati in spazi sociali e aggregativi, come una casa di quartiere; ampliare la zona pedonale, allontanare le auto dalla parte centrale della piazza, migliorare il fondo attraverso una nuova pavimentazione drenante che potesse ridare permeabilità al suolo migliorando la respirazione dell’impianto arboreo oggi presente e favorendo l’assorbimento delle acque di caduta al suolo anche solo per le piogge più deboli (perchè Piazza si allaga anche con piogge leggere!), ed infine rifare il campetto da calcio e le aree gioco.

L’occasione per tramutare queste idee in realtà si ebbe per la prima volta durante la discussione del progetto di riconversione dell’area ex Italcementi, ora Bricoman, di Ponte Carrega. Seguendo da vicino quella operazione, contrastandola ed opponendoci a quel maldestro tentativo di riqualificazione, fummo informati nel corso di una commissione consiliare che una piccola parte di oneri di urbanizzazione di quella operazione milionaria sarebbe andata a coprire due voci di spesa che, secondo noi, equivalevano però ad uno spreco di denaro pubblico: 112 mila euro di questi oneri di urbanizzazione sarebbero stati utilizzati infatti per la realizzazione di un cordolo spartitraffico su Lungo Bisagno Dalmazia e per la mera progettazione di Piazza Adriatico. Noi avevamo già un progetto, idee che partivano dal basso e ritenevamo che non fosse necessario sacrificare quella cifra per una progettazione che non sarebbe mai stata realizzata. Fu allora che, insieme al Municipio e all’allora assessore al territorio Gianni Baghino, chiedemmo di stornare quella cifra dagli oneri di urbanizzazione del Bricoman e di inserirli nel Piano Triennale dei Lavori Pubblici, in attesa di un futuro adeguamento della cifra verso l’alto o di un restyling, seppur minimo, con la cifra a disposizione.

Nell’estate del 2015 l’Associazione Amici di Ponte Carrega propose quindi al Municipio e agli altri gruppi del quartiere, Arci Ponte Carrega, Comitato Piazza Adriatico e Centro Documentazione Val Bisagno, di organizzare incontri pubblici per informare la cittadinanza della cifra a disposizione e per ragionare insieme su cosa proporre al Comune. Nel corso dell’estate e dell’autunno, con l’aiuto di alcuni architetti, venne elaborata una progettazione condivisa che portò alla presentazione nel gennaio del 2016 delle Linee Guida per Piazza Adriatico, sottoscritte da tutte le associazioni del quartiere, presentate e protocollate anche in sede di Conferenza dei Servizi per i Lavori di Adeguamento idraulico del rio Torre, il rivo che, insieme al Rio Mermi, aveva sommerso il quartiere il 4 novembre 2011, e i cui lavori, finanziati già dalla scorsa amministrazione comunale, sono ora in fase di realizzazione.

Il punto centrale del documento presentato ai Lavori Pubblici è stata la pedonalizzazione della Piazza. Un’enorme corte centrale, racchiusa tra i palazzi e tra gli alberi, può diventare di nuovo il centro della vita del quartiere. Le persone che oggi si spostano per far giocare i loro bambini in altre zone, potranno tornare a vivere una piazza rinnovata e vivibile.

L’obiettivo delle Linee Guida e del progetto di restyling è quello di ricreare socialità in un quartiere dormitorio in cui le persone, soprattutto quelle di nuovo insediamento ma anche quelle più anziane, difficilmente vivono il quartiere e socializzano tra di loro. Alcuni degli accorgimenti inseriti nel documento, come l’installazione di panchine ravvicinate in modo da permettere alle persone sedute di stare vicine, faccia a faccia, il rinnovo dell’area gioco per i più piccoli con l’inserimento nella stessa di tavoli da gioco per i più anziani, tendono proprio a favorire il contatto tra le persone e tra le diverse generazioni.

Il comunicato con il quale l’assessore Piciocchi comunica l’aumento dei fondi dai 112 mila inizialmente previsti a 800 mila euro, apre adesso nuove e interessanti prospettive per ampliare il libro dei sogni del quartiere con nuove idee che possono essere rimesse in circolo e nuovamente presentate al Municipio e al Comune per arricchire le Linee Guida presentate nel 2016 bisognose ora di un doveroso aggiornamento e di nuovi elementi. Tutti gli appartamenti e gli spazi distrutti dall’alluvione del 2011, per i quali da sempre ci battiamo affinchè non venga ridata l’abitabilità, potrebbero per esempio essere riutilizzati a favore delle associazioni della vallata e della città come spazi associativi e aggregativi: tanti, tra di noi, sognano una piccola biblioteca di quartiere, uno spazio per la memoria del territorio, un luogo in cui esprimere e coltivare le arti con laboratori di pittura, di musica, di teatro. Potrebbero essere spazi in cui i più giovani possono lavorare o studiare insieme: questi spazi, riportati in vita, potrebbero risvegliare il nostro quartiere dopo un lungo autunno. Con i fondi annunciati si potrebbe anche sistemare il campetto da calcio, uno dei pochissimi campetti rimasti aperti e liberi nell’intera vallata e forse si potrebbero anche rendere più agibili le abitazioni per le persone anziane che vivono nei palazzi popolari di Piazza, ancora oggi sprovvisti di ascensori.

Con questo obiettivo, vorremmo ora, partendo dalle Linee Guida del 2016, tornare in piazza e promuovere, insieme agli altri gruppi del quartiere, un percorso partecipato per decidere insieme alle persone la Piazza Adriatico che vogliamo. Il percorso partecipato, come da sempre sosteniamo, è lo strumento necessario per portare le decisioni tra le persone, tra coloro che vivono e partecipano alla vita del territorio: nei nostri pensieri, in assenza di una regolamentazione a riguardo, questo deve essere uno strumento utile ad arricchire la percezione e la sensibilità dei progettisti del Comune a cui sarà affidata la progettazione.

La partecipazione degli abitanti del quartiere e il loro contributo nel dire come vorrebbero migliorare la Piazza e cosa vorrebbero fare, è un messaggio importante che si vuole dare al Comune per rendere il nostro quartiere più bello, più vivibile, fatto a misura di persona. Questo è l’obiettivo della nostra associazione e degli altri gruppi che lavorano da tanti anni per migliorare questo spazio di città che negli ultimi decenni è stato dimenticato e lasciato a sé stesso, usato spesso per fini elettorali, travolto infine da alluvioni e dallo sviluppo incontrollato della valle che ha lasciato indietro questa parte di città che adesso può tornare a dire la sua e a rivivere, otto anni dopo l’alluvione che aveva provato a metterci in ginocchio.

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Per leggere l’estratto in in formato pdf: la città (3)

 

 

Progetto Piazza Adriatico: cosa è emerso dall’incontro pubblico con l’ass. Piciocchi e il Presidente di Municipio

Piazza Adriatico Incontro
Il 21 gennaio 2020 si è svolta presso i locali del comitato di piazza l’assemblea pubblica su Piazza Adriatico. Erano presenti l’assessore Piciocchi, il presidente di municipio D’Avolio, il direttore dei lavori e i rappresentanti della ditta appaltatrice per i civici 5-6 e gli arch. Bertolini e Patrone dei Lavori Pubblici.
Questi i punti affrontati:
1) Lavori alla facciata e al vano scala dei civici 5-6 di piazza Adriatico: il cantiere è stato aperto, in meno di un anno dovrebbe finire. Sarà fatto il cappotto termico al palazzo, saranno cambiati gli infissi e rifatti i portoni e i citofoni. È al vaglio la scelta del colore della facciata. Il cantiere non interferirà con gli altri lavori che si svolgeranno in piazza e verranno tolti solo due parcheggi. È al vaglio, su richiesta dell’associazione amici di Ponte Carrega, la possibilità di reperire fondi per realizzare gli ascensori.
2) Rio Torre: la Direzione idraulica era assente all’incontro. L’ass. Piciocchi ha riportato che è in corso la procedura per rescindere il contratto di appalto con l’impresa che ha realizzato il primo lotto per i ritardi e i disagi causati. Sarà poi convocata la seconda impresa in graduatoria per la realizzazione del secondo lotto di lavori.
AGGIORNAMENTO DEL 20 FEBBRAIO 2020: a seguito di un incontro presso il Municipio IV in cui era presente anche il Comitato di Piazza siamo venuti a sapere quanto segue: le imprese arrivate seconde e terze nella precedente graduatoria non hanno accettato di subentrare alla impresa che ha realizzato il primo lotto dei lavori di sistemazione idraulica del rio Torre. Per questo motivo il Presidente di Municipio ha comunicato che la procedura di gara di appalto ripartirà dall’inizio e ciò comporterà un aggravio di tempi di almeno 6 mesi.
3) convocazione riunione con Amiu: viste le numerose lamentele espresse dai cittadini sullo stato di pulizia e decoro del quartiere è stato richiesto un incontro con Amiu e l’assessore competente.
4) progetto piazza Adriatico: l’arch. Bertolini, responsabile del progetto di restyling, ha illustrato la tavola qui sotto pubblicata affermando che si tratta per ora solo di un primo rendering che tiene conto delle richieste delle associazioni e degli abitanti sulla base delle linee guida presentate nel 2016.
L’attuale progetto prevede quindi: la pedonalizzazione della piazza, la realizzazione di una pavimentazione drenante, il rifacimento dell’area giochi, la realizzazione di un’area gioco tra i civici 4 e 5 dedicata agli anziani.
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È stato immaginato, d’accordo col Municipio e con l’assessore, un secondo incontro con i tecnici per proseguire con la progettazione per verificare i seguenti punti:
1) quadro economico e verifica dei fondi necessari per realizzare anche reti nere in Piazza e reti bianche sia in Piazza sia in Passo Ponte Carrega;
2) possibilità di ruotare il campetto così da ricavare più spazio come piazza pedonale e conseguente cambio delle alberature oggi presenti;
3) possibilità di realizzare un piazzale alberato anche sul piazzale dell’Arci;
4) verificare le problematiche della viabilità e dei parcheggi all’interno della piazza come richiesto dalla cittadinanza.
La tavola della prima versione del progetto di massima per il rifacimento di Piazza Adriatico

La tavola della prima versione del progetto di massima per il rifacimento di Piazza Adriatico

Aggiornamento sulle manutenzioni del nostro quartiere

Periodicamente l’Associazione Amici di Ponte Carrega incontra il Municipio per parlare delle problematiche che riguardano il nostro quartiere, che ci vengono da voi segnalate. Molte di queste problematiche si ripetono da anni (carenza di pulizia da parte di AMIU ad esempio), altre invece con costanza e continui solleciti, vengono risolte o migliorate:

vi continuiamo ad invitare ad inviarci le vostre richieste e le vostre comunicazioni da far giungere al Presidente del Municipio e all’Ufficio Tecnico.

In alternativa potete muovervi in autonomia segnalando malfunzionamenti o problemi (riguardanti strade e manutenzioni) all’UFFICIO SEGNALAZIONI del Municipio IV: 010 5578327 Email: segnalazionimunicipio4@comune.genova.it

Le segnalazioni riguardanti la manutenzione del verde pubblico vengono raccolte dal Municipio e poi girate ad ASTER che è l’unico soggetto che può intervenire essendoci carenza di manodopera nei nostri municipi.

Per segnalazioni a guasti agli impianti di illuminazione pubblica bisogna invece contattare ASTER o attraverso l’app ASTER LUXE scaricabile gratuitamente su tutti gli smartphone oppure attraverso numero verde gratuito 800523188.

Il vantaggio di scaricare l’app ASTER LUXE è quello di poter indicare con estrema precisione il punto luce spento o rotto.

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Nell’ultimo tavolo col Municipio sono stati affrontati i seguenti punti:

Fontanella dei giardini nuovi di Ponte Carrega: fin dalla loro realizzazione a seguito dei lavori di urbanizzazione dell’area ex Italcementi si era dimostrata necessaria la installazione di una fontanella per l’acqua pubblica nei giardinetti di via Ponte Carrega: si richiede la installazione di una fontanella, vista anche la presenza dell’attacco che fu predisposto all’epoca dei lavori;

- Installazione delle rastrelliere per lo stallo di biciclette in via Ponte Carrega: come da ultima conversazione con geom. Maragliano si richiede la installazione di alcune rastrelliere per bicicletta a Ponte Carrega (e successivamente in Piazza Adriatico, a seguito dei lavori di cui sarà oggetto la piazza). E’ stata individuata come area di installazione lo spazio attualmente adibito ad aiuola a fianco del parcheggio per disabili.

Contratto di servizio Amiu per via Ponte Carrega e Piazza Adriatico: si constata sempre la mancanza di cestini e di pulizia della strada: si richiede al Municipio di risolvere la questione che va avanti da anni attraverso un tavolo con l’ass. Campora.

Stato di decoro e di manutenzione delle aiuole di Ponte Carrega: si constata sempre una manutenzione approssimativa e indecorosa delle aiuole in concessione al condominio Bricoman: si chiede pertanto al Municipio di intervenire. Si fa presente anche lo stato di completo abbandono delle aiuole lato Via Lungo Bisagno Dalmazia, a seguito dei lavori di scavo di Terna (in parte ancora in corso, anche se la prima parte dei lavori risale a prima dell’estate). Le piante rimosse o seccate vanno ripristinate come da progetto originario approvato dal Comune.

Inoltre si è notato un peggioramento della condizione delle aiuole dovuto a maleducazione, come si evince dalla foto qui sotto: un ribaltabile ha scaricato lo zetto dentro un’aiuola:

Aiuola dal civ. 65 di Lungo Bisagno Dalmazia

Aiuola dal civ. 65 di Lungo Bisagno Dalmazia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

- Aggiornamento su lavori sulla platea del Ponte Carrega: i lavori dovrebbero iniziare in primavera.

- Casotto del dazio di Preli: una volta pronto il progetto curato dall’arch. Stefano Repetto per il recupero del casotto del dazio di Preli sarà necessario, per presentare ufficialmente il progetto alla Soprintendenza, avere un nulla osta da parte del Municipio in cui si dichiari che il Municipio è d’accordo riguardo al recupero del manufatto che sarà curato dall’associazione attraverso il Patto di Collaborazione col Municipio.

Programmazione e fornitura di arbusti e piante in vista nella primavera del 2020 per proseguire con l’opera di piantumazione ed abbellimento degli spazi pubblici verdi del quartiere.

Edicola votiva (Madonnina di Ponte Carrega), promemoria: quando la Parrocchia avrà raccolto i fondi necessari per la installazione dell’edicola votiva di Ponte Carrega per cui esistono già tutti i permessi del Comune e della Soprintendenza procederemo a richiedere i seguenti permessi all’Area Tecnica del Municipio:

  1. a) permesso rottura suolo;
  2. b) delimitazione area di cantiere (che sarà delimitato all’area pedonale di via Ponte Carrega tra le panchine, in corrispondenza della svolta su via Ponte Carrega da Via Lungo Bisagno Dalmazia;
  3. c) si richiederà anche, come d’accordo, l’aiuto del Municipio o di Aster per il trasporto del manufatto dal deposito di via Terpi all’area di cantiere.ù

Ad oggi si sta aspettando riscontro da parte della Parrocchia di Montesignano.

- Tempistiche per il rifacimento delle facciate dei palazzi di Piazza Adriatico: i lavori sono partiti a inizio febbraio e dureranno circa un anno.