Archive for Cultura

Un progetto con l’istituto Firpo Buonarroti sulle ville della Val Bisagno

Uno stralcio delle slides proiettate a scuola

Lo scorso 16 dicembre Fabrizio Spiniello dell’Associazione Amici di Ponte Carrega è stato ospite dell’Istituto per il Turismo Firpo Buonarroti per parlare dei palazzi di villa della Val Bisagno.

L’iniziativa fa parte di un progetto di approfondimento che le classi quinte hanno intrapreso sotto la guida dei loro docenti e della prof.ssa Antonella di Benedetto, sulla val Bisagno e la sua storia.

Il nostro contributo è stato quello di introdurre il tema che sarà poi toccato anche da esperti e docenti e che porterà gli studenti a realizzare contributi scritti sul sistema delle ville della Val Bisagno.

La relazione di Fabrizio Spiniello ha trattato alcuni dei palazzi più importanti della vallata da Terralba a Struppa cercando di contestualizzare il loro ruolo nell’economia della vallata e della città.

Gli amici di Ponte Carrega da sempre approfondiscono la storia, le radici e la memoria della Val Bisagno ritenendo la ricerca storica come uno degli elementi chiave del proprio agire sul territorio.

Uno stralcio delle slides proiettate a scuola

Uno stralcio delle slides proiettate a scuola

Amici di Ponte Carrega insieme all’Archivio di Stato per la conservazione della nostra storia

La giornata di consegna degli attestati e presentazione dei restauri del 2021 nell'ex chiesa di Sant'Ignazio, parte del complesso dell'Archivio di Stato

Da alcuni anni l’associazione Amici di Ponte Carrega partecipa al progetto “Adotta un Documento” finanziando il restauro di un antico documento dell’Archivio di Stato di Genova che riguarda la Val Bisagno.

Quest’anno la curatrice Giustina Olgiati ha scelto di restaurare una pergamena di Santo Stefano, risalente al 1212 in cui è scritto che i comproprietari dei mulini Binelli, tra cui il monastero di Santo Stefano, e dei mulini de Insula Alta, tra cui lo stesso monastero, stabiliscono di dividere a metà le spese di riparazione, accollandosi inoltre, i primi, i due terzi delle spese di derivazione dell’acqua, e i secondi il restante terzo.

L’abbazia di Santo Stefano, che oggi sovrasta via XX Settembre, fu fin dal medioevo una delle fondazioni ecclesiastiche più venerate dai genovesi che la facevano spesso oggetto di lasciti e donazioni, tra cui numerosi terreni in val Bisagno.

La mostra è visitabile per tutto il mese di gennaio nelle giornate di mercoledì e giovedì fino alle 15:30.

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Il documento restaurato in mostra

 

Il documento restaurato in mostra

La giornata di consegna degli attestati e presentazione dei restauri del 2021 nell'ex chiesa di Sant'Ignazio, parte del complesso dell'Archivio di Stato

La cerimonia di consegna degli attestati e presentazione dei restauri del 2021 svoltasi il 16 dicembre nell’ex chiesa di Sant’Ignazio, parte del complesso dell’Archivio di Stato

Corpi idrici sinfonia di una città

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Abbiamo il piacere di inviarvi l’invito e link allo spettacolo Corpi Idrici. Sinfonia da una città che si terrà nell’ambito di Electropark al Teatro Ivo Chiesa – Teatro Nazionale il prossimo sabato 13 novembre alle ore 21. (In allegato il comunicato). Lo spettacolo è lo sviluppo di quello presentato in Fondazione Giangiacomo Feltrinelli a Milano lo scorso giugno e vedrà la partecipazione anche di alcuni cittadine e cittadini in quello che abbiamo chiamato Parlamento dei corpi idrici.
Speriamo che possiate intervenire. Qualora non riusciste ad acquistare il biglietto online potete imvarci i nominativi e potrete rititrarlo al Teatro. L’invito è estendibile a chi vorrete, grazie all’ampia capienza del teatro.

CORPI IDRICI. SINFONIA DA UNA CITTA’
Direzione artistica: Anna Daneri e Alessandro Mazzone (Forevergreen)
Musica: Matteo Manzitti
Regia: Alessandra Vannucci
Regia del suono: Danilo Gervasoni
Video: Anna Positano
Composizione grafica allestimenti: Matteo Casari, Gaia Cambiaggi, Juan Lopez Cano

Costumi e elementi scenici: Nicolò Servi
Musicisti: Rossana Bribò (percussioni), Marco Danesi (clarinetti), Eugenia Amisano
(voce), Danilo Gervasoni (electronics), Rinaldo Marti (field recording)
Drammaturgia: Alessandra Vannucci e Massimo Bavastro
Carta dei diritti dei Corpi idrici: Nuvola Ravera, Nicolò Servi con Lucia Bergamaschi
Recitazione: Emanuele Niego con la partecipazione speciale di Marco Pasquinucci
Parlamento dei Corpi idrici: cittadine e cittadini genovesi

Acrobazia: Alice Rende
Movimenti: Alessandra Vannucci in collaborazione con Questioni di Danza (direzione artistica di Silvia Nevoso)
Performers: Margherita Bianchi, Chiara Camilleri, Valentina Favilli, Letizia Liotta,
Asia Maccarelli, Diletta Pirovano, Marta Rinaldi, Margherita Rojas, Alessia Sorrentino
Proiezioni: Silvio Sgueglia, Teodoro Tabaton
Video editing: Samuele Würtz
Riprese live: SquaesyFilm
Ricerca e documentazione: Gaia Cambiaggi, Anna Positano, Nuvola Ravera, Nicolò
Servi: con la collaborazione di: Carmen Andriani, Lucia Bergamaschi, Francesca
Berni, Giovanni Besio, Antonio Bruno, Laura Castellano, Marco Colombini, Barbara
Costantino, Alice Giuliano, Elisa Giliano, Juan Lopez Cano, Elisabetta Carosio,
Matilde Orlando, Carla Peirolero, Marina Petrillo, Fabrizio Spiniello, Antonio
Tancredi, Maria Pina Usai e Associazione Amici di Ponte Carrega, Associazione
culturale Aegua Fresca, Genova NO FUMI NAVI NO INQUINAMENTO, Dipartimento
Sostenibilità dell’Università di Genova, Ufficio Resilienza del Comune di Genova
Grazie a: Diana Benghi, Paolo Cerruti, Marco D’Amico, Marco Ferini, Davide
Palmigiano, Pasquale Picardi, Stefano Pinasco, Pierfrancesco Redaelli, Roberto
Valcada per le visite allo scolmatore del Ferreggiano, al cantiere di copertura del
Bisagno e al cantiere del rio Molinassi
Per lo spettacolo al Teatro Nazionale ai ringraziano particolarmente: Valentina

Mancinelli, Pino Petruzzelli, Mauro Pirovano, Renzo Rosso
 

Corpi Idrici – Collettivo di ricerca artistica

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Giovedì 14 ottobre proiezione del film “Marzo. Cronache di una vita” all’Auditorium di Molassana

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Video nuova illuminazione del ponte

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Video nuova illuminazione di Ponte Carrega

Una nuova illuminazione per Ponte Carrega

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Ecco la nostra sorpresa per il nostro amato Ponte Carrega!!!
Il progetto di installazione di una nuova illuminazione per ponte Carrega da noi presentato lo scorso anno al Comitato territoriale di #Iren Genova ha ricevuto il finanziamento! E oggi dopo tanta attesa il progetto sta diventando realtà!
Il nostro grande ringraziamento va quindi a Iren per aver creduto in questo progetto di riqualificazione e al Municipio 4 Media Val Bisagno per aver supportato e sostenuto l’iniziativa!
L’installazione avverrà in questi giorni a cura di #Aster che si sta anche occupando del taglio dei fichi e delle infestanti ai lati del Ponte
..stiamo già pensando a una bella festa di inaugurazione per tutto il quartiere!!

 

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Convenzione con la biblioteca Saffi per i soci APC

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L’associazione Amici di Ponte Carrega e la Civica biblioteca Saffi di Molassana hanno sottoscritto un progetto di collaborazione per agevolare il prestito bibliotecario sul territorio.

Il progetto ha per ora una durata semestrale: ogni mese sarà messo a disposizione dei soci dell’associazione una selezione di libri e periodici delle collezioni della Biblioteca Saffi e Campanella con particolare attenzione alla sezione di storia locale e di libri per bambini.

Ringraziamo la biblioteca Saffi e in particolare la responsabile delle biblioteche della val Bisagno Elena Ghigliani e Rossella Restivo.
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Presentazione del libro Fa un po’ caldo – breve storia del riscaldamento globale e dei suoi protagonisti

Il riscaldamento globale influisce sulla vita quotidiana delle singole persone. Anche sulla tua.
Scopriamo insieme come evitare che a Milano faccia caldo come a Casablanca, che la città di Jakarta sprofondi sott’acqua e che gli alligatori tornino a colonizzare il circolo polare artico (spoiler: è già successo!)
Ne parleremo giovedì 22 aprile dalle ore 18:00 sulla piattaforma Google Meet al seguente link: https://meet.google.com/pmk-gpib-qer insieme agli autori del libro “Fa un po’ caldo, breve storia del riscaldamento globale e dei suoi protagonisti” Federico Grazzini e Sergio Rossi e con Marco Costi e Matteo Dellacasagrande degli Amici di Ponte Carrega.
Il libro è edito da Fabbri Editori 
fa un po caldo

River restoration: un articolo de La Voce di Genova

Condividiamo con voi l’articolo di Rosangela Urso su La Voce di Genova sulla tesi di laurea in Architettura di Francesca Viani a cui abbiamo collaborato.

La tesi di laurea è incentrata sulla Val Bisagno e su un progetto di River Restoration che guarda a modelli europei e americani e a una riqualificazione leggera e flessibile che asseconda le stagioni e le piene del fiume.

Buona lettura

 

https://www.lavocedigenova.it/2021/04/06/mobile/leggi-notizia/argomenti/municipio-media-valbisagno/articolo/pista-ciclabile-e-spazio-da-vivere-la-nuova-vita-del-bisagno-nella-tesi-di-unarchitetta-genovese.html

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Se questa è periferia….

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Nel 2018, dopo l’inaugurazione del percorso della memoria di Camillo Sbarbaro, l’Associazione Amici di Ponte Carrega istruì la pratica per la segnalazione della quercia del sagrato della chiesa di San Michele per chiederne il riconoscimento monumentale.

La segnalazione, accompagnata da un dossier di 24 pagine, fu inviata alla Regione Liguria.

Come già anticipato ( http://www.amicidipontecarrega.it/2020/08/28/la-quercia-del-sagrato-della-chiesa-di-montesignano-diventa-monumentale/) dopo due anni di attesa, la quercia del sagrato (Quercus ilex) è stata inserita dal Ministero delle Politiche agricole nella lista degli alberi monumentali d’Italia ai sensi della D.Dir. n. 9022657 del 24/07/2020.

Con la quercia di Montesignano sono 7 gli alberi riconosciuti di interesse culturale e monumentale della città di Genova, come potete vedere dal link qui riportato: <Link>

Ora grazie all’architetto e amico Stefano Repetto, cultore di storia antica della val Bisagno e amante del bello, possiamo aggiungere qualche altro nuovo particolare a questa vicenda, grazie alla ricerca di archivio da lui fatta. Riportiamo quanto da lui raccontato e lo ringraziamo:

“Verso il mezzogiorno del 26 febbraio 1831 il massaro Luigi Ratto di Giovanni mise a dimora sullo spiazzo antistante la chiesa di San Michele due alberi di elce (leccio). La realizzazione dell’acciottolato sul sagrato fu terminata il 20 ottobre 1841, cioè 180 anni fa”.

Nelle prossime settimane sarà apposta una bella targhetta d’ottone a ricordo del vincolo posto.

Nel frattempo celebriamo questo bel riconoscimento per la nostra amata quercia con questo splendido video a cura di Mauro Pirovano e Lafilmaker:

 

 

 

 

 

 

Storie IN Scatola intervista Fabrizio Spiniello

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Continua la raccolta firme per l’oratorio di San Rocco sull’Acquedotto storico

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Studiate e Siate Coraggiosi

Studiate e siate coraggiosi

Oggi su la Repubblica Genova è stata pubblicata un’intervista di Marco Preve agli Amici Di Pontecarrega , Mobige e Friday for future sul tema della militanza dal basso e del rapporto con la politica e i partiti. L’articolo fa parte dell’inchiesta “Alla ricerca della sinistra” e ha dato ampio spazio alle posizioni della nostra associazione.

L’attuale periodo storico è caratterizzato da un vuoto di rappresentanza che tenta di essere colmato dall’associazionismo: i partiti non hanno più una rappresentanza territoriale e faticano a trovare una quadra su diverse tematiche. L’organizzazione e l’impegno dei comitati e delle associazioni dovrebbe invece essere considerata una risorsa da non disperdere ma per il momento non è così e i due mondi continuano a viaggiare su due binari separati per incontrarsi solo prima delle elezioni.

Diffidenze reciproche, disillusione dalla politica, scontro tra interessi generali e particolari: tutto ciò ha contribuito a uno svuotamento del ruolo dei partiti nel meccanismo democratico.

È come se mancasse un meccanismo: il macchinario non può continuare a girare come se nulla fosse. Mancano i pezzi di ricambio ma anche le professionalità che possano sistemarlo.

Il tema dell’articolo era soprattutto questo: il ruolo delle associazioni è fondamentale ma è chiaro che la loro diffusione risponda a un bisogno di rappresentanza che non è più svolto dai partiti e che va colmato.

 

Qui di seguito il testo dell’articolo.

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L’avventura del corallo a Genova (e in Val Bisagno) nel nuovo libro di Pierguido Quartero

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Siamo felici di comunicarvi l’avvenuta pubblicazione del volume divulgativo di storia del territorio di Pier Guido Quartedo e Enzo Dagnino intitolato “Genova e il corallo”. In attesa di poterlo presentare in Val Bisagno, vi invitiamo a leggere il volume che racconta le vicessitudini della lavorazione del corallo a Genova dal secondo Medioevo all’età moderna. L’associazione Amici di Ponte Carrega ha collaborato con gli autori per la parte riguardante la Val Bisagno. Per alcuni secoli infatti la Val Bisagno e in particolare Montesignano, Struppa e Fontanegli sono stati fiorenti centri della lavorazione di questo prezioso materiale. Gli autori avevano trovato sul nostro sito alcuni articoli e un video dell’archivio RAI in cui si parlava della tradizione corallifera della valle e in particolare della casa del corallo della Ligorna. Siamo stati quindi da loro contattati e abbiamo organizzato un incontro con gli attuali proprietari della casa del corallo grazie ai quali e grazie all’Università di Genova è stato possibile fare delle analisi scientifiche sulle rarissime cementine di corallo.

Non anticipiamo altro e vi invitiamo alla lettura di questo prezioso volume su questa particolare tradizione della nostra città. Per altre info sul tema: http://www.amicidipontecarrega.it/2016/08/23/storia-e-tradizioni-della-val-bisagno-fontanegli-e-la-lavorazione-del-corallo/

Buona lettura!

 

 

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Genova delle Arti a Montesignano!

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Domenica 8 novembre, ore 16
Genova delle Arti – Lo spettacolo della bellezza. Montesignano, Chiesa di Santa Maria e San Giustino
Dove: canale Youtube di Palazzo Ducale, sulle pagine Facebook di Pino Petruzzelli e Coop Liguria

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Aggiornamento dal lavatoio di Staglieno!

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In attesa di riprendere i lavori con la primavera 2021 vi aggiorniamo sui lavori di volontariato che abbiamo ripreso nell’area del lavatoio di Staglieno: tra luglio e agosto 2020 abbiamo verniciato la struttura in ghisa (risalente al 1893), secondo le indicazioni della Soprintendenza e con la vernice fornita dal Municipio IV nell’ambito del Patto di Collaborazione siglato tra l’ente e la nostra associazione. Lo smalto ferromicaceo garantirà maggior protezione alla struttura in vista della realizzazione della copertura che sarà possibile non appena la nostra associazione riuscirà a reperire i fondi necessari (serve almene un migliaio di euro). Sulla copertura sarà poi installato un piccolo pannello solare così da poter illuminare la struttura con energia pulita utilizzando la vecchia lampada, reasturata, posta propria sopra le vasche.

I prossimi lavori, che inizieranno nelle prossime settimana, prevedono la intonacatura dell’esterno delle vasche con un intonaco naturale, la pulizia dei graniti segnati, l’intonacatura  dell’interno delle vasche con calce idraulica e il posizionamento delle utlime Luserne recuperate.

Infatti dopo aver posizionato due lastre di Luserna durante l’ultima pulizia dell’acquedotto a ottobre 2020 (la lastra originaria di Luserna era stata donata dal Circolo Sertoli e tagliata gratuitamente da D’avolio Marmi), le rimanenti lastre verranno tagliate e posizionate entro la primavera del 2021.

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Mancherebbe ancora la sistemazione dello spazio soprastante il trogolo, sul quale abbiamo già installato, carteggiato o verniviato le ringhiere, recuperate anni fa durante i lavori di urbanizzazione su Via Ponte Carrega, risalenti al 1907 e originariamente poste su Ponte Carrega: qui vorremmo posizionare una pedana e un tavolo per permettere la sosta e il ristoro dei camminatori dell’acquedotto storico. Purtroppo risulta ancora problematico l’accesso non essendoci una scala di accesso che andrebbe realizzata ex novo.

 

Giornata di pulizia dell’acquedotto storico

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Sabato 10 ottobre 2020  si è svolta la giornata di pulizia dell’acquedotto storico, che era stata annullata precedentemente a causa delle estrizioni anti-Covid. L’associazione Amici di Ponte Carrega, insieme ai volontari del Servizio Civile, si è occupata dell’area del lavatoio di Staglieno e della parte di condotto che va dalla chiesa di San Bartolomeo verso Preli. Ci siamo occupati di rimuovere la spazzatura incontrata e di fare lo sfalcio dell’erba lungo il percorso e lungo parte di Salita alla chiesa di Staglieno.

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La Genova che Resiste! In uscita il libro di Luca Borzani e Donatella Alfonso

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Siamo lieti di comunicare l’uscita del nuovo libro di Luca Borzani e Donatella Alfonso, edito da De Ferrari, La città che resiste. Il libro raccoglie gli ultimi anni di articoli pubblicati sull’edizione locale de La Repubblica e racconta i movimenti e le associazioni attive sul territorio genovese, da Levante a Ponente, passando anche dalla Val Bisagno: troverete infatti anche un capitolo sull’associazione Amici di Ponte Carrega.

Nel frattempo vi segnaliamo la presentazione del libro, come riportato nel volantino qui sotto, ma speriamo di poter, compatibilmente con le restrizioni dovute al Covid, organizzare la presentazione del libro anche in Val Bisagno.
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La quercia del Sagrato della Chiesa di Montesignano diventa “monumentale”

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Siamo lieti di potervi informare che la quercia del sagrato della Chiesa di S. Michele di Montesignano è stata inserita con D.Dir. n. 9022657 del 24/07/2020 nell’elenco italiano degli alberi monumentali e pertanto sarà tutelata dalle Legge n. 10/2013 e del Decreto 23 ottobre 2014.

Il nuovo servizio di Goolge maps relativo alla mappatura degli alberi monumentali ha già recepito l’inserimento della nostra bella Quercus ilex visibile a questo <link>

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RIFLESSIONE SUL MORANDI

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Il 3 agosto è stato inaugurato il nuovo ponte San Giorgio, ex ponte Morandi. Alla cerimonia erano presenti il presidente della repubblica, del consiglio, il presidente della regione Liguria e il sindaco di Genova. C’erano anche la ministra delle infrastrutture e i presidenti di Camera e Senato. Erano presenti ovviamente l’attuale arcivescovo di Genova, il capo della Protezione Civile e il capo della polizia. Per l’occasione sono state anche fatte volare sopra Genova le frecce tricolore, per celebrare l’apertura del nuovo viadotto autostradale.

Tuttavia, nella celebrazione, sembra essere mancata una riflessione fondamentale:

Cosa ha fatto sì che il 3 agosto ci fossero tutte quelle persone sul ponte, cosa ha reso “necessaria” quella cerimonia?

La risposta più ovvia e scontata sarebbe Il crollo del precedente viadotto Morandi. Tuttavia, non basta, non è sufficiente come spiegazione. Prima ancora ci sono le manutenzioni non fatte e i report falsificati. E prima ancora c’è stata la scelta consapevole e pianificata di qualcuno di anteporre il profitto aziendale e individuale davanti al bene comune, che non è nell’opera del ponte ovviamente, ma nella vita delle persone. In quel momento il Morandi ha iniziato a crollare e le persone che hanno perso la vita hanno iniziato a morire lì.

Ancora una volta nella storia il profitto ha vinto sull’uomo. Non ci sono interpretazioni diverse o possibili altre spiegazioni. Qualcuno ha deciso che il profitto veniva prima della vita, e quindi si tagliano le manutenzioni, perché costano e riducono l’utile, e si riducono il volume di chi intasca quell’utile può concedersi. Non importa se questo comporta la perdita di 43 vite umane.

Da genovesi viene facile fare questo tipo di riflessioni in merito al Morandi, ma lo stesso principio vale purtroppo per la messa in sicurezza delle zone allagabili, vale per la Thyssenkrupp, per le miniere in Sud America, e vale per tanti altri esempi in tutto il mondo.

In questo senso fa riflettere la parola “Inaugurazione”. Fa pensare alla presentazione di qualcosa di nuovo. Si il ponte è nuovo, quello vecchio non esiste più. Ma la logica che ha portato alla necessità della sua costruzione? Quella esiste ancora e ne era pervasa la celebrazione stessa del ponte che da viadotto autostradale è stato trasformato in passerella politica. Perché il profitto non è solo quello dei dividendi. È anche affermazione di sé. E sulla base di questo principio viene facile trasformare un atto criminale, che si è trasformato in tragedia con la morte di 43 persone, in occasione per raccogliere consensi, alimentare il proprio potere, il proprio Io che ancora una volta viene messo davanti al rispetto di chi ha “pagato” realmente quel ponte. Di chi ha perso la vita e di chi nei quartieri vicino al ponte ha continuato a vivere e sopravvivere. Dov’è allora l’inaugurazione, il nuovo? Non c’è. Il tutto si limita semplicemente all’opera ingegneristica celebrata e caricata di conquista politica, ma nulla è cambiato nel rapporto tra la vita e il profitto individuale.

In questi mesi, in cui famiglie intere si sono trovate senza lavoro e con difficoltà a fare la spesa, si è scelto, ancora consapevolmente, di investire denaro pubblico nella celebrazione dell’opera, traguardo ingegneristico e politico di pochi individui.

A Genova però esiste un’altra città, fatta di associazioni, gruppi informali, scout, persone che ha costruito in questi mesi una rete di solidarietà a sostegno di chi perdendo il lavoro ha perso tutto, fino alla possibilità di fare la spesa per la propria famiglia, di garantirne la sopravvivenza e, quindi, la vita. Ne è un esempio il progetto della Spesa Sospesa, attuato in più parti della città, con raccolte alimentari nei supermercati e donazioni di negozianti e cittadini. Sono state raccolte tonnellate di cibo e beni di prima necessità, ma ovviamente questi gesti di comunità vera non possono che essere marginali rispetto alla totalità delle persone che continuano a non riuscire ad arrivare alla fine del mese.

Viene spontaneo in questo senso un pensiero banale: quanto costa in pacchi di pasta far volare le frecce tricolore? Far volare una freccia tricolore costa circa 5000 euro l’ora, da moltiplicare per i 9 aerei, con un totale di 45000 euro. Poi a questi vanno aggiunte spese accessorie per la sicurezza e la manutenzione pre- e post-volo, oltre a dover considerare in questo caso i soldi spesi per l’organizzazione dell’intera cerimonia di riapertura del ponte. Bene con 45000 euro si possono comprare a scelta:

  • 43,2 tonnellate di pasta

  • 11 tonnellate di riso

  • 32000 scatolette di tonno

  • 54000 scatolette di polpa di pomodoro

  • 125000 scatolette di legumi

  • 9000 bottiglie d’olio

  • 7500 confezioni di pannolini

Questi sono alcuni esempi dei beni che sono stati distribuiti dai volontari in questi mesi di crisi a tante famiglie, per le quali un sacchetto equivalente a circa 50 euro di spesa, consegnato due volte al mese, è diventato essenziale.

Quindi non è stato inaugurato niente, è stata aperta un’opera carica delle logiche che hanno portato alla distruzione della precedente. Sarebbe stata una vera inaugurazione se non fosse stata trasformata in passerella politica proprio a ridosso delle elezioni regionali, se fosse garantito che i responsabili delle 43 morti siano processati e paghino per quanto accaduto, se si fosse scelto il rispetto per chi ha perso la vita e per chi vive la periferia della città. Si poteva cominciare destinando le risorse investite nella celebrazione della ricostruzione in progetti di solidarietà, a sostegno di chi è più debole, di chi paga le scelte sbagliate di pochi, ma si è scelto, ancora una volta in modo consapevole, di non farlo.

Ovviamente qui in fondo una riflessione è d’obbligo. Noi che non eravamo su quella passerella abbiamo comunque una responsabilità forte. La responsabilità di indignarci, di chiedere conto delle scelte fatte, di volere leggi diverse e di volere il rispetto per la vita davanti al profitto individuale. In questo Genova storicamente si è dimostrata forte, è importante che non perdiamo questa lunga tradizione.