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Spesa Sospesa: un grande grazie a tutti voi!

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Ci avviamo piano piano al secondo anno di spesa sospesa: la rete spesa sospesa val Bisagno prosegue con le sue iniziative che in vista del Natale si sono moltiplicate: sono state davvero tante le energie messe in campo in questo periodo. Non è possibile non ringraziare chi fa parte di questa rete e chi si adopera per farla funzionare. Un grande grazie alla Gau, al gruppo scout Genova XX di Molassana, agli Iron Workers di Sant’Eusebio e alla Sporta aperta di Ponte Carrega.

La collaborazione con GenovaSolidale e i circoli operai ha invece compiuto un anno, così come la collaborazione con la cooperativa Co.ser.co: la nostra collaborazione era nata in occasione della raccolta del giocattolo sospeso ed è proseguita durante tutto il 2021 con la raccolta e la distribuzione alimentare della spesa sospesa.

Abbiamo pensato di fare questo post di ringraziamento condividendo con voi alcuni dati della spesa sospesa per la zona di San Gottardo, Staglieno, Ponte Carrega e Sant’Eusebio attraverso la pubblicazione del volantino che è stato (o che verrà a breve) distribuito agli esercenti e ai supermercati che ci consentono di fare continuamente la raccolta alimentare.

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Allo stesso tempo vogliamo ringraziare tutti quegli enti, aziende e esercenti che hanno dato il loro importante contributo per rendere il pacco alimentare di dicembre un po’ più ricco del solito con la donazione di alimenti e dei panettoni natalizi.

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In particolare vogliamo ringraziare la Allegra Bottega di via San Felice, le Botteghe solidali di via Galata e del porto antico, la Milfa, la Sogegross, la Pasticceria Guano di Torriglia che hanno donato i panettoni e i pandori da mettere nei pacchi alimentari di Natale.

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Vogliamo ringraziare il Rotary Club Golfo di Genova per aver donato tanti kg di riso da poter inserire nei pacchi alimentari.

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Vogliamo ringraziare la ditta Ferutec di via Geirato che tramite il Municipio 4 ci ha fatto pervenire dei buoni spesa da poter utilizzare per i pacchi alimentari.

Ringraziamo il circolo Arci 7 novembre della Ligorna a Struppa per aver raccolto generi alimentari durante tutto il periodo natalizio nelle sue iniziative sociali.

Vogliamo ringraziare di cuore le persone dei laboratori della Gau, del Leccio di Sant’Eusebio, delle Vespertine di via Terpi che hanno confezionato i regali da inserire nei pacchi alimentari e i bambini e le insegnanti delle scuole primarie di Struppa, Montesignano e Sant’Eusebio che hanno realizzato i biglietti di auguri.

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Infine, un grande grazie di cuore a tutte le persone che hanno donato e che hanno dimostrato un grande senso di solidarietà verso quelle persone che stanno vivendo un momento di difficoltà.

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Grazie di cuore dagli Amici di Ponte Carrega

 

 

 

Un progetto con l’istituto Firpo Buonarroti sulle ville della Val Bisagno

Uno stralcio delle slides proiettate a scuola

Lo scorso 16 dicembre Fabrizio Spiniello dell’Associazione Amici di Ponte Carrega è stato ospite dell’Istituto per il Turismo Firpo Buonarroti per parlare dei palazzi di villa della Val Bisagno.

L’iniziativa fa parte di un progetto di approfondimento che le classi quinte hanno intrapreso sotto la guida dei loro docenti e della prof.ssa Antonella di Benedetto, sulla val Bisagno e la sua storia.

Il nostro contributo è stato quello di introdurre il tema che sarà poi toccato anche da esperti e docenti e che porterà gli studenti a realizzare contributi scritti sul sistema delle ville della Val Bisagno.

La relazione di Fabrizio Spiniello ha trattato alcuni dei palazzi più importanti della vallata da Terralba a Struppa cercando di contestualizzare il loro ruolo nell’economia della vallata e della città.

Gli amici di Ponte Carrega da sempre approfondiscono la storia, le radici e la memoria della Val Bisagno ritenendo la ricerca storica come uno degli elementi chiave del proprio agire sul territorio.

Uno stralcio delle slides proiettate a scuola

Uno stralcio delle slides proiettate a scuola

Amici di Ponte Carrega insieme all’Archivio di Stato per la conservazione della nostra storia

La giornata di consegna degli attestati e presentazione dei restauri del 2021 nell'ex chiesa di Sant'Ignazio, parte del complesso dell'Archivio di Stato

Da alcuni anni l’associazione Amici di Ponte Carrega partecipa al progetto “Adotta un Documento” finanziando il restauro di un antico documento dell’Archivio di Stato di Genova che riguarda la Val Bisagno.

Quest’anno la curatrice Giustina Olgiati ha scelto di restaurare una pergamena di Santo Stefano, risalente al 1212 in cui è scritto che i comproprietari dei mulini Binelli, tra cui il monastero di Santo Stefano, e dei mulini de Insula Alta, tra cui lo stesso monastero, stabiliscono di dividere a metà le spese di riparazione, accollandosi inoltre, i primi, i due terzi delle spese di derivazione dell’acqua, e i secondi il restante terzo.

L’abbazia di Santo Stefano, che oggi sovrasta via XX Settembre, fu fin dal medioevo una delle fondazioni ecclesiastiche più venerate dai genovesi che la facevano spesso oggetto di lasciti e donazioni, tra cui numerosi terreni in val Bisagno.

La mostra è visitabile per tutto il mese di gennaio nelle giornate di mercoledì e giovedì fino alle 15:30.

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Il documento restaurato in mostra

 

Il documento restaurato in mostra

La giornata di consegna degli attestati e presentazione dei restauri del 2021 nell'ex chiesa di Sant'Ignazio, parte del complesso dell'Archivio di Stato

La cerimonia di consegna degli attestati e presentazione dei restauri del 2021 svoltasi il 16 dicembre nell’ex chiesa di Sant’Ignazio, parte del complesso dell’Archivio di Stato

La Val Bisagno si racconta: la Spesa Sospesa, considerazioni e riflessioni

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Le iniziative di Natale della rete Spesa Sospesa della Media Val Bisagno

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Il Secolo XIX, 30 gennaio 2021

Quartieri solidali

Quartieri Solidali

Giovedì 16 alle 18:00 parteciperemo al convegno Quartieri Solidali all’Arci 7 Novembre della Ligorna. L’incontro vuole essere un momento di riflessione sulle tematiche dell’accoglienza e della solidarietà nei nostri quartieri, sul territorio della Val Bisagno.

Quartieri Solidali

Quartieri Solidali

Un incontro pubblico sulla sicurezza idrogeologica della Val Bisagno

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Venerdì 10 dicembre alle ore 17:30 l’Associazione Amici di Ponte Carrega interverrà con Fabrizio Spiniello al convegno promosso dal Municipio 4 Media Val Bisagno sulla sicurezza idrogeologica della Val Bisagno.

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4 novembre 2011: non possiamo dimenticare.

La locandina del convegno del 6/11/2021

La Associazione Amici di Ponte Carrega, nata proprio a seguito di quell’evento drammatico per la nostra città, promuove un momento di riflessione a dieci anni di distanza dall’alluvione del 4 novembre 2011.

L’appuntamento è fissato per sabato 6 novembre 2021 a partire dalle ore 09:00 nella sala Consiliare del Municipio Bassa Val Bisagno in piazza Manzoni, 1.

L’obiettivo del convegno è fare il punto sulla nostra vallata a dieci anni di distanza dal 4/11.

Partendo dal racconto di quella drammatica giornata si vuole portare la discussione sul futuro del nostro territorio, tra misure adottate, opere realizzate o disattese, progetti da realizzare.

Nel pomeriggio ci sarà un ulteriore momento di approfondimento grazie al progetto “Corpi idrici” e al laboratorio estetico politico di cittadinanza attiva che si svilupperà a partire dai temi emersi in mattinata. Il laboratorio prepara la partecipazione di cittadine/i allo spettacolo Corpi idrici al Teatro Ivo Chiesa -Teatro Nazionale il 13 novembre alle 21 (biglietto speciale: 1 euro), prodotto da Forevergreen.fm e Fondazione Giangiacomo Feltrinelli di Milano.

L’incontro del pomeriggio si terrà presso la sala consiliare del municipio Media Val Bisagno in piazza dell’Olmo, 3 a Molassana, dalle ore 15 alle 18.

Il convegno ha ricevuto il patrocinio del comune di Genova – Municipi Bassa Val Bisagno e Media Val Bisagno.

La capienza massima della sala consiliare è di 70 persone: l’ingresso sarà fino a esaurimento posti con la possibilità di prenotare il posto via whatsapp al 349 2377545 o via email a info@amicidipontecarrega.it.

Per accedere sarà necessario essere muniti di green pass.

La locandina del convegno del 6/11/2021

La locandina del convegno del 6/11/2021Uno

Un po’ di foto dal guerrilla gardening del 5 giugno!

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Il 5 giugno 2021 in occasione della Giornata mondiale dell’ambiente, insieme al centro documentazione val Bisagno, siamo scesi per le strade e le piazze del quartiere per l’oramai tradizionale Guerrilla gardening di quartiere! Sono stati piantate siepi, semi e alberi nelle aiuole di Ponte Carrega e piazza Adriatico.

Le siepi di photiniae, piantate a Ponte Carrega intorno alle panchine, sono state fornite dal Municipio IV nell’ambito del patto di collaborazione con l’associazione Amici di Ponte Carrega.

Inoltre abbiamo fatto lo sfalcio erba e pulizia di alcune aree pubbliche (oltre alla tanta parietaria sono stati raccolti diversi sacchi di plastica, cicche di sigarette e vetro) in passo Ponte Carrega e piazza Adriatico.

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Per i ragazzi più giovani e per i bambini sono stati organizzati dei laboratori di colore: è stato fatto un cartellone che è poi stato appeso al campetto ed è stata dipinta una panchina con i colori della lotta alla discriminazione.

Infine è stata sistemata l’area intorno alla targa della Brigata Guglielmetti di via Laiasso: è stata fatta una pulizia approfondita ed è stata ridipinta la ringhiera e la porta del rifugio anti aereo della seconda guerra mondiale.

Qui di seguito un po’ di fotografie della bellissima giornata di sabato!

Grazie a tutti!!

Lavori in corso al lavatoio di Staglieno!

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Proseguono con grande lena i lavori di restauro del lavatoio di Staglieno da parte dell’associazione Amici di Ponte Carrega con l’obiettivo di riaprire l’area alla cittadinanza dal mese di settembre.

Negli ultimi sabati di lavoro è stato rifatto con la calce l’intonaco della vasca, il cui acquisto è stato possibile attraverso il Patto di collaborazione con il municipio IV Media Val Bisagno.

È stato poi ripristinato il marciapiede in lastre di Luserna: alla lastra donata dal Sertoli e tagliata gratuitamente da D’avolio Marmi si sono aggiunte le ultime lastre tagliate direttamente sul posto dai nostri meravigliosi volontari!

Infine è stato rimosso il cemento che ostruiva l’antica calotta in marmo originaria di fine ottocento, ora finalmente tornata libera e completamente visibile così come la vedevano i nostri bisnonni e le nostre bisnonne un secolo fa.

Nei prossimi sabato prima della pausa estiva si cercherà di finire il tetto che secondo le prescrizioni della soprintendenza deve essere in metallo zincato.

Nel frattempo pubblichiamo qui di seguito alcune foto del “working in progress”.

A presto per gli altri aggiornamenti sul trogolo di Staglieno!

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Sabato 5 giugno torna il Guerrilla gardening nel quartiere!

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Convenzione con la biblioteca Saffi per i soci APC

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L’associazione Amici di Ponte Carrega e la Civica biblioteca Saffi di Molassana hanno sottoscritto un progetto di collaborazione per agevolare il prestito bibliotecario sul territorio.

Il progetto ha per ora una durata semestrale: ogni mese sarà messo a disposizione dei soci dell’associazione una selezione di libri e periodici delle collezioni della Biblioteca Saffi e Campanella con particolare attenzione alla sezione di storia locale e di libri per bambini.

Ringraziamo la biblioteca Saffi e in particolare la responsabile delle biblioteche della val Bisagno Elena Ghigliani e Rossella Restivo.
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Un grande grazie ai volontari dell’acquedotto storico!

Dopo

Vogliamo dire il nostro grande grazie al gruppo di volontari della federazione dell’acquedotto storico e in particolare a Bruno Calabria e a Rita Martini per il coordinamento dei lavori di pulizia dell’ex bocciofila di San Bartolomeo a Staglieno, abbandonata da circa 40 anni, avvenuto nelle giornate del 5 e del 6 maggio 2021.

Lo staff dei Volontari della Federazione con Rita Martini e Bruno Calabria, su proposta di Fabrizio Spiniello dell’associazione Amici di Ponte Carrega e dopo sopralluogo dei giorni scorsi col presidente del Muncipio Roberto D’Avolio, ha iniziato il recupero dell’ex campo da bocce sull’Acquedotto nei pressi di Staglieno destinato ad una delle tante aree di sosta per i visitatori dell’Acquedotto storico: qui di seguito un po’ di fotografie della loro spettacolare opera.

L'ex bocciofila ricoperta di rovi

L’ex bocciofila ricoperta di rovi

Prima

Prima

Dopo

Dopo

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Dopo

 

Dopo

Dopo

Sabato mattina andremo al trogolo di Staglieno dalle 9 alle 13 per sfalciare l’erba e magari iniziare l’intonaco della vasca!

Se qualcuno volesse venire a dare una mano può scriverci qui nei commenti o alla mail info@amicdiipontecarrega.it!

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Il togolo di Salita Alla Chiesa di Staglieno

Grazie!!

Primo maggio in Piazza

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Si è svolta nella mattinata del primo maggio la distribuzione di giocattoli e abiti per bambini e di generi alimentari di Genova Solidale e circoli operai con la collaborazione della nostra associazione, nell’ambito del progetto della spesa sospesa che entra proprio in questi giorni nella 54° settimana di attività.
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AAA Cercasi volontari!

Dopo

Insieme all’amico Bruno Calabria, a Rita Martini del CAI e alla Federazione per la salvaguardia e la valorizzazione dell’acquedotto storico della Val Bisagno stiamo cercando di mettere insieme una squadra di volontari per iniziare la pulizia da rovi e infestanti dell’area dell’ex bocciofila a San Bartolomeo di Staglieno.
Obiettivo: rendere questa area pubblica di nuovo fruibile per i camminatori dell’acquedotto storico con la creazione di una piccola area di sosta.
Si inizia mercoledi 5 e giovedi 6 maggio (intera giornata).
Chi avesse la possibilità di dare una mano in questi giorni o in altre date o nel fine settimana può contattarci su: info@amicidipontecarrega.it.

L'ex bocciofila ricoperta di rovi

L’ex bocciofila ricoperta di rovi

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Grazie mille

Gli appuntamenti settimanali con la Spesa Sospesa

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Questa Settimana n. 53 di #spesasospesa si apre martedì 27 aprile alla Basko di San Gottardo e all’Ekom di piazzale Bligny dove troverete rispettivamente i volontari Carlo (Co.ser.co) e Flavio.
Venerdì 30 aprile troverete Federica del #serviziocivile all’Ins di San Gottardo. Nella giornata di sabato la raccolta alimentare proseguirà grazie ai volontari del reparto AGESCI Genova48 di Montesignano e dei Circoli operai preso l’Ins e la Basko di San Gottardo.

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Comunicazioni sul progetto di adeguamento idraulico del Rio Torre dopo la riunione del 12 aprile 2021

A seguito dell’incontro dello scorso 12 aprile il Municipio, insieme alle associazioni del territorio che partecipano al tavolo sul rio Torre e Piazza Adriatico hanno condiviso questa lettera indirizzata e inviata all’assessore ai Lavori Pubblici Pietro Piciocchi:

Interventi adeguamento idraulico Rio Torre_ Prot.PG/2021

 

River restoration: un articolo de La Voce di Genova

Condividiamo con voi l’articolo di Rosangela Urso su La Voce di Genova sulla tesi di laurea in Architettura di Francesca Viani a cui abbiamo collaborato.

La tesi di laurea è incentrata sulla Val Bisagno e su un progetto di River Restoration che guarda a modelli europei e americani e a una riqualificazione leggera e flessibile che asseconda le stagioni e le piene del fiume.

Buona lettura

 

https://www.lavocedigenova.it/2021/04/06/mobile/leggi-notizia/argomenti/municipio-media-valbisagno/articolo/pista-ciclabile-e-spazio-da-vivere-la-nuova-vita-del-bisagno-nella-tesi-di-unarchitetta-genovese.html

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Next generation?

Sumson
Il progetto dello skytram della Val Bisagno sarebbe, nei sogni dell’amministrazione comunale, finanziabile con i fondi del Recovery Fund, il Piano Next Generation EU, una valanga di soldi pubblici che l’Europa si appresta a erogare ai paesi membri come contributo per la “transizione ecologica“.
E’ straordinario come questo piano sia in così netta contraddizione con un progetto come quello dello skytram che di “futuribile” e di sostenibile ha assai poco.
E’ vero, però, che questo progetto ha messo a nudo uno scontro generazionale nella visione della nostra città. Da una parte un’idea antiquata di città in cui ha la priorità il trasporto privato e il singolo individuo, che si contrappone ad una una visione di città di più ampio respiro in cui il mezzo di trasporto pubblico non è solo un mezzo di trasporto ma un vero e e proprio veicolo di trasformazione e di miglioramento del territorio.
Nella prima concezione, si punta su un’opera dai costi sproporzionati che rimarrà a carico delle generazioni future (alla faccia della Next Generation) e che intende cambiare tutto per non cambiare niente: il traffico rimarrà uguale ma il paesaggio della Val Bisagno ne uscirà deturpato. La nostra visione invece mira alla realizzazione di una tranvia, un’opera che tenta di migliorare la vivibilità dei nostri quartieri e che limitando il traffico privato, lo disciplinerebbe e di conseguenza contribuirebbe a diminuirlo. Nei contesti urbani in cui è stato reinserito, il tram è stato uno straordinario volano di riqualificazione e di rivalutazione del trasporto pubblico. In merito vi è una larga letteratura di respiro europeo e tutti sono concordi nel valutare positivamente gli effetti di reintroduzione del tram. Non vi è altrettanta letteratura in merito ad una proposta di Skytram perché non vi sono molti esempi di questo mezzo di trasporto in Europa e nel mondo. Sappiamo solo che al di là delle facili considerazioni riguardo all’impatto paesaggistico e di impatto sul torrente Bisagno, il costo di quest’opera si aggira intorno agli 80 – 89 milioni di euro al chilometro. Il Ministero dei Trasporti ha da sempre bocciato il progetto del tram poiché ritenuto antieconomico per i volumi di utenza rappresentati dalla valle. Il tram ha un costo al chilometro che varia dai 20 ai 26 milioni di euro. Basterebbe questo per sostenere le cause di un’opposizione ad un’opera spropositata per il nostro territorio, ma possiamo anche stare al gioco ed elencare altre cause di perplessità: il governo ha appena approvato il finanziamento del filobus per un totale di quasi 500 milioni di euro per tutta la città di Genova e per una linea in Val Bisagno. Davvero il governo aggiungerà altri 800 milioni ai 500 già dati per la città di Genova solo per la Val Bisagno? Altro punto critico: la distanza tra le varie stazioni. I progettisti dello Skytram prevedono di percorrere la Val Bisagno da Molassana (è impensabile un prolungamento verso Prato per gli stessi motivi di cui sopra: alto costo e poca domanda di utenza) a Brignole in 14 minuti. Per fare ciò è necessario ridurre il numero di fermate che sarebbero distanziate di circa 800 metri/1 chilometro l’una dall’altra. Quale sarà quindi l’effettivo tempo di percorrenza fino a Brignole contando gli spostamenti a piedi o con altro mezzo di trasporto o con altro mezzo pubblico? Oltretutto si consideri che la maggior parte del tracciato sarà sulla sponda sinistra del Bisagno e quindi lontano dalle abitazioni. Terzo punto critico: il finanziamento dell’opera. Se è vero che il Comune ha chiesto un finanziamento di 500 milioni per un’opera che ne costa almeno 800 e se è vero, come sembra, che i restanti costi saranno coperti da una joint venture di aziende private, come potrà il privato rientrare di questo investimento con 30 anni di affidamento del servizio in un territorio che perde continuamente utenza e abitanti? Quale dovrà essere il costo dei biglietti per poter assicurare la sostenibilità di quest’opera agli investitori? 
A sostegno di questa tesi che prende in considerazione gli alti costi e la difficile manutenzione, riportiamo il  caso della monorotaia di Sydney: Lo skytram viene demolito solo dopo 30 anni di esercizio.

In definitiva rileviamo diverse contraddizioni che ci sembra troppe persone non abbiano intenzione di approfondire abbagliate da promesse di progresso e che hanno invece a che vedere più con la sfera della propaganda politica.  In questo senso, è molto più facile sostenere un’opera che pur costando 3, 4 volte di più non intralcia la mobilità privata  abbassando il rischio di “costi” elettorali – piuttosto che sostenere un progetto riqualificante da un punto di vista ambientale, trasportistico, urbanistico e perfino più sostenibile economicamente se messo in comparazione con lo Skytram.

Spesa Sospesa: un articolo a firma di Ferruccio Sansa

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Con il permesso dell’autore, il giornalista e consigliere regionale Ferruccio Sansa, pubblichiamo l’articolo da lui scritto e pubblicato sul suo sito internet dopo aver partecipato a una serata di spesa sospesa e dopo aver sentito il nostro punto di vista sul tema.

Ringraziamo Ferruccio per il suo partecipato contributo e vi riportiamo qui di seguito il link per leggere l’articolo: https://www.ferrucciosansa.it/anarchici-comunisti-e-cattolici-ecco-i-giovani-che-portano-cibo-e-fanno-rinascere-genova/ :

Anarchici, comunisti, cattolici, ambientalisti, comitati. Semplicemente ragazzi. “Neanche Draghi è riuscito a riunire uno schieramento così”, scherzano. Entrano dai magazzini della parrocchia di San Michele Arcangelo in via Terpi ed escono con uno, due, dieci scatoloni. Li ammassano come possono sulle auto stipate all’inverosimile. E si ritrovano sul piazzale per dividersi le strade. Ogni scatola ha un nome. Ogni nome è una persona, una famiglia. Qualcuno che ha bisogno di cibo.

 

I ragazzi della Val Bisagno andranno da loro, porteranno pasta, biscotti, tonno in scatola. Ma anche qualche parola, uno sguardo scambiato su un pianerottolo, sopra la mascherina. La pandemia ha portato nuova povertà nelle famiglie di Genova, ma ha anche risvegliato forze che non sapevamo di avere. Il virus ha diviso i destini, ma ha unito le forze.

Una rete che coinvolge tante realtà associative della Val Bisagno, da Sant’Eusebio a Struppa passando per Molassana.

Cosi tutti i mercoledì sera le truppe di trenta, quaranta ragazzi partono per il loro viaggio. Un lavoro che richiede un lungo impegno: andare nei supermercati a chiedere ai clienti di fare la spesa anche per chi non ce la fa. Poi portare tutto nella chiesa di via Terpi dove ogni settimana la generosità della gente permette di raccogliere centinaia di scatoloni. E alla fine arrivano loro, i ragazzi con le loro auto, e distribuiscono a centinaia di famiglie. Almeno duecento.

 

Certo, non sarà la salvezza, ma è già molto, una spesa che permette di tirare avanti una settimana senza l’incubo del cibo che manca. Sì, proprio così, a Genova (ma anche Imperia, Savona, La Spezia), magari nell’appartamento accanto al nostro, c’è chi oggi ha fame. Gente che un anno fa viveva come noi, aveva magari un lavoro, mandava i figli a calcio e prenotava le vacanze. Poi il filo si è spezzato, ed era un filo troppo corto: il mutuo per la casa, il finanziamento per l’auto, la tv. E, chissà, magari avevi appena dato fondo ai risparmi per concederti il primo viaggio tutti insieme. O per tornare a casa se venivi da lontano. Ci sono immigrati, ovvio, ma anche tanti italiani. Il bisogno li ha colti impreparati. Lo vedi dalle case, dall’androne del condominio, elegante, pulito, con la passatoia rossa e lo specchio alla parete. Lo intravedi quando si apre la porta dall’ingresso ordinato e dignitoso.

 

Ma da un mese all’altro ti trovi a pensare a come tirare avanti. Ma proprio mangiare. Comprare i libri per tuo figlio, anche solo un quaderno e una matita. E chissà se sia più difficile vincere la fame oppure l’orgoglio quando ti tocca ammettere che hai bisogno di aiuto.

 

Non c’era tanto bisogno appena un anno fa. E chissà, ti chiedi, se esistessero già allora questi ragazzi comparsi all’improvviso con gli scatoloni in mano. C’erano eccome, nei Circoli Operai, negli scout, nei cortei dei Friday For Future, nei gruppi di Legambiente, nella parrocchia, nell’associazione degli Amici di Ponte Carrega, tra i volontari del servizio civile. Ma adesso sono insieme; li unisce il desiderio, è anche questo un bisogno, di non lasciare indietro nessuno. Li richiama la necessità di dare il proprio contributo in una città, un Paese, dove i giovani non hanno voce.

 

C’erano, sì, eravamo noi che non li vedevamo.

 

Questi ragazzi che caricano le auto, girano per le strade. Che suonano a centinaia di porte: ogni campanello una storia. C’è l’operaio turco che da trent’anni vive in Italia e qui si sente a casa, ma d’un tratto, proprio nei giorni del lockdown, ha scoperto di avere un tumore. E adesso sta qui, nel Paese che ormai sente suo, aggrappato al niente. A servizi sociali che annaspano, a un conto in banca ormai prosciugato. C’è la famiglia di un rifugiato politico Urdu che non ha un luogo dove tornare perché nel suo paese lo sbatterebbero in galera. E ci sono anche tanti italiani, anziani a un passo dalla pensione che tirano avanti come possono per raggiungere la meta. Ma soprattutto, sì, incontri tanti giovani, coppie di trent’anni che avevano già dipinto la camera preparando l’arrivo di un figlio. Ragazzi che facevano i cuochi, che avevano messo su una piccola impresa, che erano architetti. Gente che aveva studiato e ha una laurea nel cassetto del tinello. Ora stanno ad aspettare chissà cosa nelle stanze che piano piano perdono i profumi, i colori.

 

Stasera attendono la telefonata dei ragazzi della Val Bisagno che arrivano e portano il cibo, senza fare domande. Soprattutto senza dare l’idea di fare l’elemosina. “È capitato a loro, ma potevamo essere noi”, dicono prima che la porta si apra. Già, può succedere a tanti. La lista presto potrebbe allungarsi, e molto, quando a marzo finirà il blocco dei licenziamenti. E meno male che c’è il reddito di cittadinanza, quella scialuppa di salvataggio che tanti avevano criticato e oggi evita la disperazione. I ragazzi hanno ormai imparato come comportarsi: suonano, salutano, giusto due parole, porgono lo scatolone. Senza cerimonie che sembrerebbero pietà. Qualcuno ringrazia e chiude la porta. Altri invece tengono lo scatolone in mano, a mezz’aria, e cominciano a parlare. Sera dopo sera, frase dopo frase, ci si scambiano i pacchi e le vite. Quelle esistenze che intravvedi appena nei portafoto appoggiati sui mobili dell’ingresso. C’è chi richiude rapido la porta, tenendo alta la mascherina per non essere guardato, e chi invece si offre per compiere servizi di quartiere. Un po’ per sdebitarsi, per guadagnarsi quel pacco, un po’ per uscire da questo lockdown imposto dal virus e talvolta dall’avvilimento. Così un signore di mezza età viene arruolato per tenere gli orti di quartiere, una coppia di pensionati decide di prestare servizio sul sentiero dell’antico Acquedotto che rischia di andare in malora.

 

“Loro hanno bisogno di noi e noi di loro”, racconta Fabrizio Spiniello degli Amici di Ponte Carrega. Anche aiutare ti aiuta. Ma dopo, una volta tornato alla tua vita, ti resta il peso: “Il problema non è risolto, il nostro è un servizio di emergenza. Non si può pensare che diventi la regola. Purtroppo, dopo tanti tagli, c’è un grande vuoto: i servizi sociali si stanno rassegnando a delegare a noi. Ci chiamano per affidarci la sorte di persone e famiglie che non riescono a seguire. Non può essere così”, dice Fabrizio. Le istituzioni che si arrendono e si appoggiano ai cittadini.

 

Ma un servizio pubblico non può diventare carità. La città deve affrontare questa povertà nuova e non meno dolorosa. Questa povertà con le Nike, lo smart phone con la scheda ormai scarica e la Playstation – ma non il cibo – che abbiamo imparato ad associare a una sconfitta. Addirittura a una colpa.

 

Guardi i ragazzi partire con i loro scatoloni e capisci che oggi le nostre città rischiano la sconfitta. Ma forse comincia anche la rinascita.

 

Copyright Ferruccio Sansa 2020