Archive for Acquedotto storico

4 luglio ore 19:00: vi aspettiamo all’inaugurazione del nuovo impianto di illuminazione di Ponte Carrega!

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In occasione della stondaiata inaugurale del XIII° Festival dell’Antico Acquedotto di domenica 4 luglio si terrà l’attesa inaugurazione del nuovo impianto di illuminazione dello storico Ponte Carrega.

PROGRAMMA:

STONDAIATA A PONTECARREGA
partenza da Ponte Carrega
con Mauro Pirovano, Fabio Biale
Pier Franco Morando, Fabrizio Spiniello
incursione di Rino Giannini
Dal ponte che nell’Ottocento permetteva il passaggio dei carri da una sponda all’altra del Bisagno, la passeggiata prevede la visita – nei cento anni dalla nascita dell’artista Emanuele Luzzati – della ex sala mensa operaia di Gavette, decorata a graffito all’inizio degli anni ’50 da Lele Luzzati e Dario Bernazzoli.
Alle ore 19.00 è prevista l’inaugurazione della nuova illuminazione sul Ponte Carrega, con i rappresentanti dell’associazione, del Municipio IV e di Iren.
______________________
INGRESSO GRATUITO CON POSTI LIMITATI
Prenotazione obbligatoria 353.4289366 (lun – ven 10.00 – 13.00 | 15.00 – 17-30)

 

Potrebbe essere un'immagine raffigurante muro di mattoni, attività all'aperto e il seguente testo "DOM 4 LUG ORE 17.00 STONDAIATE IREN VIA RIACENZ STONDAIATA A PONTECARREGA ECARREG"

Lavori in corso al lavatoio di Staglieno!

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Proseguono con grande lena i lavori di restauro del lavatoio di Staglieno da parte dell’associazione Amici di Ponte Carrega con l’obiettivo di riaprire l’area alla cittadinanza dal mese di settembre.

Negli ultimi sabati di lavoro è stato rifatto con la calce l’intonaco della vasca, il cui acquisto è stato possibile attraverso il Patto di collaborazione con il municipio IV Media Val Bisagno.

È stato poi ripristinato il marciapiede in lastre di Luserna: alla lastra donata dal Sertoli e tagliata gratuitamente da D’avolio Marmi si sono aggiunte le ultime lastre tagliate direttamente sul posto dai nostri meravigliosi volontari!

Infine è stato rimosso il cemento che ostruiva l’antica calotta in marmo originaria di fine ottocento, ora finalmente tornata libera e completamente visibile così come la vedevano i nostri bisnonni e le nostre bisnonne un secolo fa.

Nei prossimi sabato prima della pausa estiva si cercherà di finire il tetto che secondo le prescrizioni della soprintendenza deve essere in metallo zincato.

Nel frattempo pubblichiamo qui di seguito alcune foto del “working in progress”.

A presto per gli altri aggiornamenti sul trogolo di Staglieno!

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Un grande grazie ai volontari dell’acquedotto storico!

Dopo

Vogliamo dire il nostro grande grazie al gruppo di volontari della federazione dell’acquedotto storico e in particolare a Bruno Calabria e a Rita Martini per il coordinamento dei lavori di pulizia dell’ex bocciofila di San Bartolomeo a Staglieno, abbandonata da circa 40 anni, avvenuto nelle giornate del 5 e del 6 maggio 2021.

Lo staff dei Volontari della Federazione con Rita Martini e Bruno Calabria, su proposta di Fabrizio Spiniello dell’associazione Amici di Ponte Carrega e dopo sopralluogo dei giorni scorsi col presidente del Muncipio Roberto D’Avolio, ha iniziato il recupero dell’ex campo da bocce sull’Acquedotto nei pressi di Staglieno destinato ad una delle tante aree di sosta per i visitatori dell’Acquedotto storico: qui di seguito un po’ di fotografie della loro spettacolare opera.

L'ex bocciofila ricoperta di rovi

L’ex bocciofila ricoperta di rovi

Prima

Prima

Dopo

Dopo

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Dopo

 

Dopo

Dopo

Sabato mattina andremo al trogolo di Staglieno dalle 9 alle 13 per sfalciare l’erba e magari iniziare l’intonaco della vasca!

Se qualcuno volesse venire a dare una mano può scriverci qui nei commenti o alla mail info@amicdiipontecarrega.it!

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Il togolo di Salita Alla Chiesa di Staglieno

Grazie!!

AAA Cercasi volontari!

Dopo

Insieme all’amico Bruno Calabria, a Rita Martini del CAI e alla Federazione per la salvaguardia e la valorizzazione dell’acquedotto storico della Val Bisagno stiamo cercando di mettere insieme una squadra di volontari per iniziare la pulizia da rovi e infestanti dell’area dell’ex bocciofila a San Bartolomeo di Staglieno.
Obiettivo: rendere questa area pubblica di nuovo fruibile per i camminatori dell’acquedotto storico con la creazione di una piccola area di sosta.
Si inizia mercoledi 5 e giovedi 6 maggio (intera giornata).
Chi avesse la possibilità di dare una mano in questi giorni o in altre date o nel fine settimana può contattarci su: info@amicidipontecarrega.it.

L'ex bocciofila ricoperta di rovi

L’ex bocciofila ricoperta di rovi

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Grazie mille

Passeggiate e ciclabili: Il Bisagno sostenibile in una tesi di laurea e su La Repubblica

Ieri, 19 aprile 2021, l’Associazione Amici di Ponte Carrega è comparsa  insieme all’amica Francesca Viani su La Repubblica in un articolo a firma di Rosangela Urso.

Riportiamo qui sotto il testo dell’articolo, buona lettura!

 

PasseggiateBisagno

River restoration: un articolo de La Voce di Genova

Condividiamo con voi l’articolo di Rosangela Urso su La Voce di Genova sulla tesi di laurea in Architettura di Francesca Viani a cui abbiamo collaborato.

La tesi di laurea è incentrata sulla Val Bisagno e su un progetto di River Restoration che guarda a modelli europei e americani e a una riqualificazione leggera e flessibile che asseconda le stagioni e le piene del fiume.

Buona lettura

 

https://www.lavocedigenova.it/2021/04/06/mobile/leggi-notizia/argomenti/municipio-media-valbisagno/articolo/pista-ciclabile-e-spazio-da-vivere-la-nuova-vita-del-bisagno-nella-tesi-di-unarchitetta-genovese.html

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Pulizie di primavera nel quartiere!

Sabato 7 marzo abbiamo iniziato nuovamente a lavorare sull’acquedotto storico. La cancellazione dell’evento pubblico di pulizia organizzato dalla Federazione di Associazioni dell’Acquedotto storico dovuto all’emergenza Coronavirus non ha permesso di accogliere volontari ma la nostra associazione ha portato a termine un paio di piccoli interventi per preparare i prossimi interventi di manutenzione del territorio.

Il lavoro è stato fatto nei pressi dell’aiuola del civico 65 di Lungo Bisagno Dalmazia, che era stata vandalizzata con il getto di zetto e l’abbattimento della staccionata.

L’area è stata ripulita e sistemata, dopodichè la nostra associazione ha provveduto a sfalciare rovi e infestanti nell’area del trogolo di Staglieno, dove nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, proseguiranno i lavori volti alla riapertura del sito: l’obiettivo è finire i lavori entro settembre 2020.

Di seguito un po’ di foto della pulizia di sabato 7 marzo:

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Continua la raccolta firme per l’oratorio di San Rocco sull’Acquedotto storico

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Aggiornamento dal lavatoio di Staglieno!

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In attesa di riprendere i lavori con la primavera 2021 vi aggiorniamo sui lavori di volontariato che abbiamo ripreso nell’area del lavatoio di Staglieno: tra luglio e agosto 2020 abbiamo verniciato la struttura in ghisa (risalente al 1893), secondo le indicazioni della Soprintendenza e con la vernice fornita dal Municipio IV nell’ambito del Patto di Collaborazione siglato tra l’ente e la nostra associazione. Lo smalto ferromicaceo garantirà maggior protezione alla struttura in vista della realizzazione della copertura che sarà possibile non appena la nostra associazione riuscirà a reperire i fondi necessari (serve almene un migliaio di euro). Sulla copertura sarà poi installato un piccolo pannello solare così da poter illuminare la struttura con energia pulita utilizzando la vecchia lampada, reasturata, posta propria sopra le vasche.

I prossimi lavori, che inizieranno nelle prossime settimana, prevedono la intonacatura dell’esterno delle vasche con un intonaco naturale, la pulizia dei graniti segnati, l’intonacatura  dell’interno delle vasche con calce idraulica e il posizionamento delle utlime Luserne recuperate.

Infatti dopo aver posizionato due lastre di Luserna durante l’ultima pulizia dell’acquedotto a ottobre 2020 (la lastra originaria di Luserna era stata donata dal Circolo Sertoli e tagliata gratuitamente da D’avolio Marmi), le rimanenti lastre verranno tagliate e posizionate entro la primavera del 2021.

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Mancherebbe ancora la sistemazione dello spazio soprastante il trogolo, sul quale abbiamo già installato, carteggiato o verniviato le ringhiere, recuperate anni fa durante i lavori di urbanizzazione su Via Ponte Carrega, risalenti al 1907 e originariamente poste su Ponte Carrega: qui vorremmo posizionare una pedana e un tavolo per permettere la sosta e il ristoro dei camminatori dell’acquedotto storico. Purtroppo risulta ancora problematico l’accesso non essendoci una scala di accesso che andrebbe realizzata ex novo.

 

Giornata di pulizia dell’acquedotto storico

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Sabato 10 ottobre 2020  si è svolta la giornata di pulizia dell’acquedotto storico, che era stata annullata precedentemente a causa delle estrizioni anti-Covid. L’associazione Amici di Ponte Carrega, insieme ai volontari del Servizio Civile, si è occupata dell’area del lavatoio di Staglieno e della parte di condotto che va dalla chiesa di San Bartolomeo verso Preli. Ci siamo occupati di rimuovere la spazzatura incontrata e di fare lo sfalcio dell’erba lungo il percorso e lungo parte di Salita alla chiesa di Staglieno.

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La Genova che Resiste! In uscita il libro di Luca Borzani e Donatella Alfonso

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Siamo lieti di comunicare l’uscita del nuovo libro di Luca Borzani e Donatella Alfonso, edito da De Ferrari, La città che resiste. Il libro raccoglie gli ultimi anni di articoli pubblicati sull’edizione locale de La Repubblica e racconta i movimenti e le associazioni attive sul territorio genovese, da Levante a Ponente, passando anche dalla Val Bisagno: troverete infatti anche un capitolo sull’associazione Amici di Ponte Carrega.

Nel frattempo vi segnaliamo la presentazione del libro, come riportato nel volantino qui sotto, ma speriamo di poter, compatibilmente con le restrizioni dovute al Covid, organizzare la presentazione del libro anche in Val Bisagno.
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Trekking fotografico in Val Bisagno: l’introduzione al libro a cura degli Amici di Ponte Carrega

Pubblichiamo qui di seguito il testo che Fabrizio Spiniello ha preparato come introduzione alla pubblicazione curata da Ada (Associazione per i diritti degli Anziani), Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e Regione Liguria all’interno del Patto di Solidarietà 2018-2019, “Trekking fotografico in città ‘Val Bisagno’ “. Le fotografie oggetto della pubblicazione sono state esposte anche in una mostra organizzata alla GAU nel 2019.

Il libro fotografico doveva essere presentato nella primavera del 2020 ma a causa della pandemia la presentazione è stata rinviata a data da destinarsi. Vi comunicheremo la nuova data non appena sarà disponibile.

Nel frattempo, buona lettura:

Nell’immaginario collettivo la Val Bisagno è considerata ancora oggi come l’area di servizio della città di Genova, con le aree del fondovalle occupate da capannoni e magazzini, i grandi spazi utilizzati dalle ex municipalizzate e le vecchie aree industriali, in parte dismesse, in parte riconvertite in aree commerciali della grande distribuzione. Nel senso comune è considerata un’area periferica, degradata, di difficoltosa valorizzazione.

Durante quasi tutto il Novecento la Val Bisagno è stata un brulicare di attività economiche e industriali che andavano di pari passo con la crescita della città. Sorsero velocemente e spesso disordinatamente nuovi quartieri, cambiando così in pochi decenni il volto della vallata, che andava perdendo via via gli antichi caratteri coltivi e viabilistici che da una parte la contraddistinguevano come zona agricola del genovesato e dall’altra come importante crocevia verso il piacentino e oltre. Si andavano a rafforzare, con lo sviluppo dell’industria, altri tipi di attività manifatturiera che già nell’antichità avevano trovato terreno fertile in Val Bisagno in virtù della presenza sul territorio di abbondanti riserve di acqua e di tutto ciò che si poteva ricavare dal fiume e dai monti. In primo luogo si può quindi ricordare l’industria conciaria, che necessitava di abbondanza di acqua per il suo funzionamento, rafforzata a partire dagli anni trenta anche dall’attività dei civici macelli di Ca’ de Pitta, e di cui la storica Bocciardo di via Canevari, ancora oggi nella memoria di molti, fu l’esempio più emblematico. In secondo luogo, vanno ricordate anche le attività di cava che fornivano materiali per l’industria edile e che alimentarono il clamoroso boom edilizio che interessò la città per tutto l’arco di un secolo,  tra il 1870 e il 1970 circa: per questo ultimo caso possiamo ricordare le diverse cave presenti sul territorio come la cava Zanacchi e la Cavalletti, quest’ultima ancora oggi in funzione a Molassana, la cava dei Camaldoli a cui era collegata l’attività del cementificio di Ponte Carrega attivo tra il 1924 e gli anni ottanta del secolo scorso, ma anche la ex Fabbrica Plinthos della Canova a Struppa che sfornava migliaia di mattoni ogni giorno per la costruzione dei palazzi della città.

Oltre a questi esempi di industria di iniziativa privata, la Val Bisagno si è da sempre contraddistinta per aver ospitato, e continua tuttora ad ospitare, tutte quelle aree a servizio della città, a partire proprio dal celebre cimitero di Staglieno, uno dei gioielli della città, costruito al di fuori delle mura cittadine per non disturbare e non ostacolare lo sviluppo di Genova (all’epoca il comune di Staglieno era ancora autonomo e lo sarà fino al 1874). Sorte simile per l’area dei Macelli Civici a Ca’ de Pitta, le Officine del Littorio (poi Gugliemetti) a Ponte Carrega, la prima discarica nella zona di Fossato Cicala e poi il polo di Volpara, le officine elettriche di via Canevari e quelle del Gas alle Gavette.

Molti di questi poli produttivi, a partire dagli anni ottanta dello scorso secolo, si sono ridimensionati o hanno chiuso, via via lasciando vuoti urbani o spazi riempiti dai mall che a loro volta hanno contribuito a modificare drasticamente la geografia e l’economia del nostro territorio, ad esempio attraverso l’impoverimento del tessuto commerciale di prossimità.

Lo sviluppo veloce che la valle ha vissuto nei primi decenni del Novecento è una eredità che ancora oggi è difficile da gestire, tra spazi e destinazioni d’uso di stampo novecentesco, la crisi economica e quella demografica che svuota i quartieri e andrà a penalizzare i servizi soprattutto nelle zone più marginali e periferiche, e la necessità di immaginare un futuro in linea con le aspettative e le esigenze del mondo globalizzato del XXI secolo.

Le ultime alluvioni hanno poi rivelato tutta la fragilità di questo territorio così densamente urbanizzato, portando sempre più persone e associazioni a chiedersi quale futuro e quale vocazione si possa immaginare per la Val Bisagno: continuare ad essere un’area a servizio della città o cercare anche un’altra via che possa restituire dignità ad un territorio fragile e in difficoltà?

Mostrare l’altro volto della Val Bisagno, quello illustrato nelle fotografie che compongono il libro che tenete in mano, significa riconoscere a questo territorio una certa dimensione di bellezza che va conosciuta (e fatta conoscere), preservata e curata in funzione di una città a misura di persona, agli stessi cittadini genovesi che al prezzo di un biglietto dell’autobus possono trovarsi in poco tempo ai laghetti di Fossato Cicala o in visita ad una abbazia medievale, vicini eppure lontani dal centro della città.

Accanto alla città frenetica ne esiste una che va più lenta, a volte non raggiungibile in automobile, inerpicata su creuze di collina: è la stessa città, è pur sempre Genova, ma in una diversa accezione.

Valorizzare questo territorio, nel pieno delle sue contraddizioni, del disordine urbanistico e tra capannoni in disarmo non è facile: è una ricerca senza fine della bellezza, scrutando tra tutto ciò che di mediocre si incontra lungo il cammino fino a che non si coglie un particolare, una sensazione, un odore, un angolo prezioso.

Credo sia questo, in fondo, ciò che trovo di particolare nella Val Bisagno e quello che questo territorio può insegnare: la bellezza non è facile, si trova e si ottiene con fatica, con gli occhi di chi ha la pazienza e l’ostinazione di perdersi e camminare tra creuze di collina e capannoni abbandonati.

 

Fabrizio Spiniello

Presidente dell’Associazione Amici di Ponte Carrega

Territorio e Università: gli Amici di Ponte Carrega al workshop della laurea magistrale in Architettura sulla Val Bisagno

Lunedì scorso, 15 giugno, su invito dell’Università degli Studi di Genova abbiamo partecipato al workshop della Laurea magistrale in Architettura sulla Val Bisagno: è bello che il mondo dell’università coinvolga gli attori del territorio ed è bello che tra questi attori abbia scelto anche noi!

 

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L’intervento, a cura di Fabrizio Spiniello, si è focalizzato su tre macro tematiche:

1. Perché parlare della Val Bisagno può essere interessante.

La realtà della Val Bisagno è rappresentativa di altre realtà e di problematiche a livello nazionale, sia di natura ambientale (il dissesto idrogeologico, l’abbandono del territorio coltivo periurbano, la cementificazione), sia di natura sociale e politica (la chiusura dei negozi di quartieri e la proliferazione della GDO, una popolazione in calo – la nostra città continua a perdere abitanti in maniera impressionante, circa 300.000 a partire da fine anni’70, con previsioni identiche anche per i prossimi venti anni – , sempre più fragile e anziana, la mancanza di servizi e di spazi urbani aggregativi, le poche idee sul futuro della valle e della città, la diaspora dei giovani verso Milano o altre realtà europee.

2. Accenni sulla storia del lavoro e dell’immigrazione in Val Bisagno.

Partendo dai caratteri della Val Bisagno di fine Ottocento, ancorata a una agricoltura di sussistenza, all’artigianato e a un’economia legata ai trasporti, si è tentato di delineare un profilo di sviluppo che, attraverso la realizzazione delle nuove strade e dell’annessione alla grande Genova, ha portato in pochi anni la vallata ad essere una zona fortemente legata all’industria e ai servizi per la città.

Attraverso la storia dell’immigrazione in valle si è raccontato di uno sviluppo urbanistico legato soprattutto alla realizzazione di quartieri popolari e di impianti industriali, questi ultimi via via ridimensionati e dismessi a partire dagli anni Ottanta del Novecento. Molti di questi stabilimenti industriali sono stati riconvertiti in spazi commerciali della grande distribuzione.

3. Alcune riflessioni e proposte sul futuro della Val Bisagno.

Il racconto si è protratto su alcune tematiche di grande attualità, come il dissesto idrogeologico (scolmatore, fondi PON  Metro, progetto sul versante di Piazzale Bligny, Rio Torre), quello della mobilità (la Val Bisagno è in attesa dell’approvazione o del diniego del finanziamento richiesto dal Comune al MIT sulla realizzazione di una rete di filobus, anche se il dibattito fino ad oggi era concentrato sulla realizzazione di una tranvia, mezzo scelto a seguito del Debat Public del 2010).

Anche la realizzazione di una pista ciclabile è tema molto dibattutto negli ultimi mesi:  http://www.amicidipontecarrega.it/2020/05/17/un-percorso-ciclabile-tra-borgo-incrociati-e-via-adamoli-e-possibile/

Un altro esempio: la proliferazione dei centri commerciali. Oltre all’area ex Boero e all’area ex Cementifera, rimane in sospeso il progetto sull’area ex Guglielmetti dove era prevista la realizzazione di un centro commerciale e di un albergo (http://www.amicidipontecarrega.it/tematiche/territorio/ex-officine-guglielmetti/page/3/).

L’intervento è proseguito con il tema della valorizzazione e la salvaguardia della Val Bisagno, con le sue bellezze e i tanti beni storici e architettonici del suo territorio, sono, in primis, uno strumento a favore degli stessi cittadini che vivono o lavorano n Val Bisagno per ridare dignità a questo territorio e proteggerlo da ulteriori speculazioni e rapallizzazioni.

L’obiettivo dei prossimi anni per la Val Bisagno deve essere quello di non perdere più occasioni di rilancio: migliorare la vivibilità e la fruibilità dei nostri spazi pubblici non può essere fatto con la realizzazione di ulteriori centri commerciali ma può essere realizzato solo riconoscendo valore a questo territorio.

Esiste un patrimonio urbano anche nelle periferie: ignorarlo non significa che non esista.

Per concludere si è voluto porre l’accento su alcuni esempi concreti e alcune aree destinate ad essere al centro, nei prossimi anni, di trasformazioni urbanistiche sulle quali si giocherà gran parte del futuro di questa parte di città e sulle quali gli studenti di Architettura potranno confrontarsi:

  • Ex Guglielmetti: è ancora attuale, con l’avanzare dell’e-commerce, sostenere la realizzazione di un grande centro commerciale? E’ possibile ripensare l’area utilizzando anche la parziale destinazione industriale prevista dal PUC, e immaginare una diversa destinazione rispetto invece di una nuova Fiumara?
  • Volpara: area attualmente occupata da AMIU e dal fangodotto per il trattamento dei rifiuti reflui che sarà spostato nelle aree ex Ilva di Cornigliano a partire dal prossimo anno. L’area in parte è occupata da altre officine comunali: l’attuale amministrazione comunale ha dichiarato una possibile dismissione dell’area dalle attuali servitù ma non ha tracciato linee guida in merito a una sua riconversione ad eccezione di una proposta di collocare qui il centro direzionale Amiu, oggi in via D’Annunzio;
  • Area di Ca’ de Pitta: pur essendo in parte attualmente occupata dal cantiere dello Scolmatore e dal Mercato all’ingrosso del Pesce è ancora una area enorme e molto appetibile da un punto di vista urbanistico;
  • Area ex Moltini: la piombifera dismessa nei primi anni duemila è un’altra area che potrebbe essere trasformata;
  • Ipotesi di scuola: l’area di Gavette occupata da Iren. Le antiche Officine del Gas sono oggi utilizzate da Iren: qualche anno fa insieme al Politecnico si era lanciata l’idea di riconvertire l’area in un campus universitario, riutilizzando le pregevoli costruzioni poste all’interno dell’area e utilizzando gli enormi spazi oggi usati come parcheggio mezzi e depositi materiali.

 

Vota l’oratorio di San Rocco sull’Acquedotto storico come Luogo del Cuore FAI!

La nostra associazione è parte della Federazione per la tutela e la valorizzazione dell’acquedotto storico della Val Bisagno e sostiene la raccolta firme a favore dell’Oratorio di San Rocco!

 

Aiutaci a proteggere questo bene in pericolo, insieme possiamo provare a salvarlo!!

Qui di seguito il link per la firma online (previo accesso a Facebook o iscrizione al sito del FAI):

https://fondoambiente.it/luoghi/oratorio-di-san-rocco?ldc

 

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Locandina San Rocco

“Mauro Pirovano: attore periferico privilegiato”, un video del Teatro dell’Ortica sulla Val Bisagno e non solo

Pubblichiamo qui di seguito un video realizzato dal Teatro dell’Ortica della serie FuoridalCentro. In questo video l’attore Mauro Pirovano si racconta, attraverso la narrazione del suo quartiere e della sua Val Bisagno.

Buona visione!

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=233110201248602&id=361045883929771

La locandina del Teatro dell'Ortica

La locandina del Teatro dell’Ortica

Un percorso ciclabile tra Borgo Incrociati e via Adamoli è possibile!

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IN SINTESI: la proposta, rispetto a quanto è stato realizzato già come ciclabile d’emergenza in altre parti della città (Corso Italia), non prevede di occupare le carreggiate destinate al traffico automibilistico o destinate al trasporto pubblico ma prevede di utilizzare per la prima tratta su sponda destra (Borgo Incrociati-Gavette) il percorso interno e per la seconda tratta (Veronelli- Via Adamoli) il marciapiede lato Bisagno della sponda sinistra, attrezzato e sistemato adeguatamente (ndr, una parte è già stata finanziata, come potete leggere nella lettura del resto dell’articolo qui sotto).

Riteniamo che questa sia l’opzione più rapida e meno problematica per la realizzazione di un percorso ciclabile in Val Bisagno.

 

Pubblichiamo la lettera che abbiamo inviato all’Ass. Campora insieme all’associazione ISF in merito alla creazione di una pista ciclabile in Val Bisagno:

Lʼidea di una pista ciclabile tra Borgo Incrociati e Gavette si inserisce in unʼottica di promozione di proposte  rivolte all’amministrazione comunale volta a migliorare la vivibilità dei nostri quartieri. L’emergenza legata al Covid-19 ha evidenziato ancora di più la necessità di un ripensamento della viabilità in Val Bisagno come nel resto della città. Come evidenziato da molte altre associazioni e realtà genovesi in genere, soprattutto con la presentazione della lettera sottoscritta da più di 40 realtà associative (tra cui anche la nostra associazione: http://www.amicidipontecarrega.it/2020/04/29/11431/ ), il trasporto di persone in questa fase 2 di ripresa delle attività lavorative non dovrebbe essere affidato unicamente ai mezzi a motore privati come unica alternativa al trasporto pubblico. Questo al fine di garantire la vivibilità e la sicurezza della nostra città.

Una parte del percorso ciclabile nella zona di Staglieno

Una parte del percorso ciclabile nella zona di Staglieno

Il percorso che andiamo a proporLe, già noto tra i cicloamatori, e già presentato in un incontro tra Lei e le nostre realtà nel gennaio 2018 (qui un link sempre su questa proposta risalente invece al gennaio 2014:  http://http://www.amicidipontecarrega.it/2014/02/05/pista-ciclabile-in-val-bisagno-noi-ci-proviamo/), ripercorre lʼantico tracciato di sponda destra del Bisagno che corre parallelo alle strade principali Via Canevari, Via Bobbio e Via Piacenza, oggi utilizzato in prevalenza per il traffico di servizio dei residenti. Riteniamo che tale alternativa al passaggio di una pista ciclabile su via Piacenza offra un percorso maggiormente protetto e che invogli quindi i cittadini all’uso della bicicletta per il raggiungimento di Borgo Incrociati e del centro città.
Il tracciato inizia in Borgo Incrociati, prosegue per via Canevari e via Ponterotto – dove si incontra lʼascensore che risale fino a via Montello (in un’ottica di risalita verso la Circonvallazione e Manin)-, Via del Chiappazzo, Via Vecchia, Via Caderiva e arriva fino a Via delle Gavette.

La mappa del percorso ciclabile da Borgo Incrociati al Ponte Feritore

Da qui pare interessante la possibilità di collegarsi con il tracciato di sponda sinistra presentato da questa amministrazione e che congiungerebbe il capolinea della linea 13 a Prato con il ponte Fleming(nella speranza che il progetto annunciato fino al ponte Fleming possa essere ulteriormente proseguito fino a al Ponte Feritore). In prossimità di via delle Gavette si può infatti agevolmente attraversare il Bisagno in corrispondenza della passerella pedonale Veronelli o del Ponte Carrega e congiungersi quindi al percorso immaginato in sponda sinistra che procede da Lungo Bisagno Dalmazia fino a Via Adamoli, dando quindi continuità alla pista di sponda sinistra e creando un percorso completo da Via Adamoli a Brignole, rapido (la media di attraversamento dellʼintero percorso è di 15 minuti per un totale di 5 km di percorso) e alternativo ai mezzi a motore che può contribuire, assieme alla realizzazione di una linea di trasporto pubblico dedicata, a decongestionare il traffico della vallata ( Qui il progetto del comune di Genova e del Municipio IV Media Val Bisagno per la pista ciclabile in Val Bisagno: http://https://smart.comune.genova.it/contenuti/progetto-di-fattibilita%E2%80%99-tecnica-ed-economica-la-pista-ciclopedonale-lungo-la-Valbisagno).
Lʼidea di un riconoscimento di questo percorso ciclabile si dovrà accompagnare ad una riqualificazione delle strade interessate dal percorso: nuova pavimentazione, nuova segnaletica verticale e orizzontale, installazione di rastrelliere (facciamo notare che un lotto è già stato acquistato dal Comune con delibera di Giunta comunale n. 454 del 28 dicembre 2012 e attualmente in deposito nei vari municipi, compreso il nostro deposito municipale sito in via Fossato Cicala, vedi: http://http://www.amicidipontecarrega.it/2016/04/30/ma-le-rastrelliere-che-fine-hanno-fatto/), creazione di punti di bike sharing in corrispondenza di aree strategiche di collegamento con il centro città (ad esempio: zona Ponterotto in corrispondenza della casa dello Studente di Via Asiago/Fieschine; piazzale Bligny, via Adamoli in corrispondenza del complesso polisportivo Sciorba). Riteniamo che questa proposta, una volta necessariamente vagliati e analizzati i punti critici e le interferenze con il traffico veicolare che chiaramente persistono in alcuni punti (in particolare Via Caderiva e il tratto finale di Via Ponterotto), possa rappresentare per molte persone unʼalternativa allʼutilizzo
dellʼautomobile facilmente connessa ai sistemi di risalita esistenti, come lʼascensore di Via
Ponterotto (esempio unico sul tracciato ma meritevole di essere replicato anche altrove).
Oltre a ciò, il percorso ciclabile Borgo Incrociati- Gavette e il suo prolungamento su sponda
sinistra, può rappresentare un punto qualificante per la nostra vallata nellʼottica di migliorare
la qualità urbana dei nostri quartieri e di rafforzare i percorsi pedonali e la viabilità storica
utilizzata dai residenti ma appetibile anche in una prospettiva di valorizzazione turistica e di
riscoperta delle bellezze e delle potenzialità del territorio. Per questo motivo abbiamo
immaginato questo tracciato inserito nella rete dei percorsi della Val Bisagno, sia di fondo
valle, attraverso il riconoscimento di un percorso protetto nel Bisagno, sia di creuze storiche
e sentieri di crinale, dall’acquedotto storico al sistema dei forti occidentali ed orientali. Su
proposta del Municipio IV si è formato in Val Bisagno una federazione di associazioni
principalmente a sostegno dell’acquedotto storico, ma non solo. La ciclabile di fondo valle
potrebbe essere connessa in futuro con crocevia trasversali che risalgano i versanti verso
luoghi di interesse da un punto di vista storico, culturale e naturalistico, divenendo attrazione
non solo per gli abitanti della Val Bisagno, ma per i cittadini tutti.
Genova, 14 maggio 2020
Associazione Amici di Ponte Carrega
Ingegneria Senza Frontiere-Genova

Neoliberal Aesthetics and the Resistance to Redevelopment in an Italian Postindustrial Periphery

Sage

È apparso sulla rivista accademica Space and Culture: An International Journal of Social Spaces (2020) un articolo di Emanuela Guano, l’antropologa urbana, docente alla Georgia State University di Atlanta (USA), che da qualche anno conduce ricerca etnografica tra gli Amici di Ponte Carrega. Intitolato Neoliberal Aesthetics and the Resistance to Redevelopment in an Italian Postindustrial Periphery, l’articolo dimostra come la nostra associazione sia riuscita a utilizzare come strumento di resistenza alla cementificazione la medesima sensibilità estetica che, nella letteratura scientifica, è solitamente associata alle dinamiche escludenti dell’urbanismo neoliberista. Questo perché, per gli Amici di Ponte Carrega, la salvaguardia dell’ambiente e la valorizzazione del patrimonio storico e culturale sono sia valori fondamentali che un diritto di tutti.


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La versione ufficiale dell’articolo è disponibile a questo link: https://journals.sagepub.com/doi/abs/10.1177/1206331220908212

La versione pre-editoriale, invece, si trova qui: https://scholarworks.gsu.edu/anthro_facpub/23/

Lista Rossa dei monumenti italiani in pericolo: la nostra segnalazione per l’oratorio di San Rocco

prospetto principale in cui risulta ancora 
 leggibile la decorazione a fascioni orizzontali bianco-grigi

Italia Nostra ha promosso una lista nazionale dei monumenti in pericolo che andranno a confluire in una LISTA ROSSA il cui obiettivo è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sui Beni Culturali italiani in pericolo. La LISTA ROSSA è uno dei progetti più identitari e riusciti di Italia Nostra ed è il primo passo per costruire un progetto di recupero e valorizzazione da attuare nel prossimo futuro.

Gli Amici di Ponte Carrega hanno proposto di inserire nella lista l’antico oratorio di San Rocco dell’Antico Acquedotto. Si tratta di un antico oratorio sconsacrato a pianta quadrata risalente al XV/XVI secolo che si trova sul percorso dell’antico acquedotto nella zona di Prato, in prossimità della via dei Filtri.

Il complesso conta anche un piccolo giardino (o meglio, quello che ne rimane) con una dozzina di cipressi monumentali e fa parte del lotto che include anche l’antico Palazzo di Gio. Battista Invrea. Si tratta del rudere (purtroppo), un tempo antica villa nobiliare, che potete vedere appena sopra il capolinea del 13 a Prato, sventrato da una speculazione edilizia di alcuni fa (qui un nostro articolo a tal riguardo: http://www.amicidipontecarrega.it/2014/05/21/metamorfosi-della-val-bisagno/) è ora di proprietà di un fondo immobiliare lombardo.

L’oratorio, come potete vedere dalle foto qui sotto, versa in condizioni conservative pessime e si mostra oramai quasi totalmente compromesso: senza un adeguato intervento nel giro di qualche anno la nostra città perderà un manufatto che invece sarebbe bello preservare e valorizzare sia per la nostra Memoria, sia nell’ottica della salvaguardia e valorizzazione del nostro territorio.

Per questo motivo abbiamo presentato questa segnalazione alla associazione ambientalista più antica d’Italia: speriamo di poter iniziare con questo gesto a smuovere le acque e trovare nuove energie per poter trovare una soluzione positiva a quello che, a tutti gli effetti, la nostra associazione ritiene un sogno bellissimo: il recupero dell’antico oratorio di San Rocco! E’ necessario, passata l’emergenza e comunque nel giro di pochi anni, prima che il manufatto tramonti definitivamente, porvi un attenzione più attenta di quella odierna e trovare una soluzione per questa bellezza della nostra vallata.

il lato sinistro dell'oratorio crollato a seguito di una frana

il lato sinistro dell’oratorio crollato a seguito di una frana

prospetto principale in cui risulta ancora   leggibile la decorazione a fascioni orizzontali bianco-grigi

prospetto principale in cui risulta ancora
leggibile la decorazione a fascioni orizzontali bianco-grigi

l'altare vandalizzato

l’altare vandalizzato

particolare delle condizioni di degrado in cui versa l'altrare

particolare delle condizioni di degrado in cui versa l’altrare

l'entrata dell'edificio vista dall'altare

l’entrata dell’edificio vista dall’altare

particolare della copertura

particolare della copertura

particolare della rottura sul lato sinistro del tetto dell'oratorio

particolare della rottura sul lato sinistro del tetto dell’oratorio

una delle aperture sul tetto

una delle aperture sul tetto

una delle aperture sul tetto

una delle aperture sul tetto

una delle aperture sul tetto

una delle aperture sul tetto

Restauro di un documento antico sulla Val Bisagno!

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Come facciamo da alcuni anni anche nel 2019 abbiamo aderito all’iniziativa dell’Archivio di Stato di Genova “Adotta un Documento”.

 

 

 

 

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Si tratta di una lodevole iniziativa che ha l’obiettivo di coinvolgere la cittadinanza nella conservazione dell’immenso patrimonio documentale conservato presso il complesso di Sant’Ignazio e in particolare della parte della documentazione medievale relativa all’antica Repubblica di Genova.

Due anni fa la curatrice dott.ssa Olgiati aveva individuato per noi un documento del XII Secolo che trattava della zona della Volpara e di un mulino antico (Maucene).

Nel 2019 invece la dott.ssa Olgiati ha scelto per noi un documento analogo, sempre riguardante la Val Bisagno e ancora una volta tratto dalla raccolta delle Pergamene di Santo Stefano, facente parte dell’Archivio Segreto della Repubblica di Genova:

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Qui sotto potete vedere la foto del documento restaurato e la sua descrizione storica:

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Come ogni anno vogliamo inoltre ringraziare la nostra socia, sig.ra Iolanda Valenti, per le ricerche che sta svolgendo su questa parte di Val Bisagno e che un prima o poi vi presenteremo, per averci fatto conoscere questa splendida iniziativa che rinnoveremo anche nel 2020.

Un ringraziamento va poi naturalmente all’Archivio di Stato e alla dott.ssa Olgiati per l’amore e la passione che mettono nella conservazione del nostro patrimonio archivistico e per la spledida iniziativa che portano avanti da alcuni anni, sperando che sempre più persona possano aderire a questa iniziativa, anche con piccole offerte!

7 marzo: giornata di pulizia dell’Acquedotto Storico

Pulizia

Sabato 7 marzo 2020 si svolgerà la giornata di pulizia dell’acquedotto storico organizzata dalla Federazione di Associazioni dell’Antico Acquedotto di cui la Associazione Amici di Ponte Carrega è membro fondatore.

Per quanto riguarda la nostra associazione l’appuntamento è tra le 8:30 e le 9:00 sul sagrato della chiesa di San Bartolomeo di Staglieno (raggiungibile in auto percorrendo via delle Gavette o a piedi risalendo Salita alla Chiesa di Staglieno, dietro la Socrem). La giornata di pulizia procederà fino al primo pomeriggio presso l’area del trogolo di Staglieno (proprio sotto la chiesa di San Bartolomeo). Le operazioni di pulizia consisteranno soprattutto nel taglio di infestanti e rovi nell’area.

i lavatoi di Staglieno: ora sono infestati da erba alta e rovi, sabato 7 marzo procederemo alla pulizia dell'area

i lavatoi di Staglieno: ora sono infestati da erba alta e rovi, sabato 7 marzo procederemo alla pulizia dell’area

 

I volontari possono poi raggiungere l’Arci di Pino dove alle ore 13:00 si svolgerà il pranzo per i volontari offerto dal Municipio IV.

Ogni volontario sarà registrato per ragioni assicurative. Noi porteremo gli attrezzi ma consigliamo sempre ai volontari di portarsi dietro un paio di guanti da giardino.

Nelle prossime settimane la nostra associazione continuerà a lavorare nell’area del trogolo con l’obiettivo di finire finalmente, entro l’estate, i lavori di sistemazione e recupero del lavatoio di Staglieno, così da poter aprire l’area alla cittadinanza!

Chi volesse darci una mano e aiutarci nel rendere più bella questa parte di quartiere, anche nei sabati successivi al 7 marzo, può scriverci una mail all’indirizzo info@amicidipontecarrega.it oppure rimanere in contatto con noi tramite la pagina Facebook Amici Di Pontecarrega in cui verranno pubblicati di settimana in settimana orari e lavori di volontariato da effettuare.

Il volantino per la giornata di pulizia del 7 marzo con i vari riferimenti per ogni associazione e per ogni tratto dell'acquedotto storico

Il volantino per la giornata di pulizia del 7 marzo con i vari riferimenti per ogni associazione e per ogni tratto dell’acquedotto storico