da VDNEWS

Nella Genova che ha dichiarato guerra al bitume, si continua a bitumare, e si bituma tanto, almeno qui a Ponte Carrega, in occasione della costruzione della nuova autorimessa AMT nell’ex area Guglielmetti. Mentre la Sindaca Salis parla di “depaving“, nello stesso tempo a Ponte Carrega si bituma un area di 17.234 m² con l’asfalto nero, proprio quello che la sindaca che vorrebbe togliere in altre zone della città.  

Bisogna fare in fretta, perché incombe il rischio della perdita dei finanziamenti e le opere sono già in ritardo. In questo contesto, le mitigazioni ambientali non arrivano prima dell’asfalto: prima si riempie il grande piazzale di autobus, poi, forse, si penserà al resto. Si tratta in realtà di una mitigazione abbastanza banale nel contesto complessivo dell’intervento: “alberature a contorno dell’area del parcheggio“, così come evidenziato nella relazione agronomica predisposta dalla dott.ssa Spagnolli alla conferenza dei servizi dell’aprile 2024 che cita testualmente:  “… non da ultimo, queste nuove aree verdi, ordinate, curate e debitamente nutrite costituiranno
un’unità tampone dal punto di vista microclimatico e biologico, con effetti mitigatori su temperature, umidità e qualità dell’aria, con l’efficacia ecologica della lotta naturale ai parassiti e il contrasto agli insetti fastidiosi da
parte dell’avifauna richiamata, a tutto vantaggio dei residenti e dei passanti“.  La mitigazione verrà rinviata in quel continuo procedere a posticipare che trasforma il “provvisorio” in qualcosa di definitivo, e poi capita che finiscono i fondi e non si fa più niente. 

L’area Guglielmetti era stata venduta a Coop nel 2009 dal centrosinistra guidato da Marta Vincenzi ma poi dopo fantasmagorici progetti presentati dal gruppo Talea, l’immobiliare di Coop Liguria, anche a seguito delle sonore bocciature della Regione Liguria legate al rischio alluvionale, tutto si è ridimensionato e il sindaco Marco Bucci ha ricomprato parte di quell’area restituendola al ruolo di rimessa.  

Nel frattempo, però, qualcosa di definitivo è già accaduto: è scomparsa la piccola aiuola che delimitava il parcheggio di Ponte Carrega verso la rimessa, eliminata per consentire un più ampio accesso al nascente deposito. Quella striscia verde, composta da siepi e due alberi, ormai poco curati, era stata realizzata come opera di urbanizzazione compensativa durante la costruzione del gigantesco edificio del Bricoman (oggi Tecnomat).

Da GenovaToDay

Non si trattava di fermare quell’intervento, ormai avviato, ma almeno di attenuarne l’impatto estetico e urbanistico su un quartiere costretto a convivere con una struttura di dimensioni evidentemente troppo grandi. L’amministrazione guidata da Marco Doria avrebbe potuto pretendere opere di mitigazione assai più efficaci, ma non è andata così. Piccole cose a cui qualche volontario si era attaccato nel procedere a mantenere in vita quelle povere piante assetate per la mancanza di acqua di irrigazione che non ha mai funzionato dalla sua installazione. Dunque si rimediava portando alla sera qualche secchiata d’acqua nella speranza che un giorno quel verde potesse rifiorire. 

 

 

Oggi molto è cambiato: sono passati due cicli amministrativi e il Municipio è tornato sotto la guida del centrosinistra con l’elezione di Lorenzo Passadore, dopo i tre anni di amministrazione del centrodestra guidata dall’ingegnere Maurizio Uremassi. Molto probabilmente, una delle cause di questo ribaltamento è stata anche l’ostinazione nel voler portare avanti, “senza se e senza ma”, progetti poco condivisi come lo Skymetro e la realizzazione di un nuovo crematorio laddove ne esiste già uno perfettamente funzionante e sufficiente per le esigenze della città.

Nel frattempo anche a Palazzo Tursi c’è stato un cambio di consegne: l’assessore uscente Matteo Campora ha lasciato il ruolo ai Lavori Pubblici all’architetto Massimo Ferrante.

Con la vittoria netta della Sindaca Silvia Salis si poteva aprire una nuova stagione di rinnovamento, come è noto uno dei temi forti della sindaca in campagna elettorale era il rafforzamento del ruolo dei Municipi e il confronto stabile con i cittadini.

Alla nuova amministrazione si chiede, ormai da almeno sei mesi, di poter consultare i progetti aggiornati e di conoscere tempi, modalità operative e sviluppi previsti per questi cantieri. Non è una richiesta particolarmente complessa da attuare dato che gli stessi attori politici, quando sedevano all’opposizione, erano particolarmente solerti ed efficienti a diffondere gli estremi dei progetti pubblicati sul sito del Comune, ma accessibili solo a loro, e a sollevare dubbi sui presunti pericoli degli inquinanti che evidentemente erano presenti nelle aree dismesse.  

L’assessore, ci viene detto, è troppo impegnato per venire a illustrare questo nuovo “capolavoro” che per ora profuma soprattutto di catrame. L’assessore non ha tempo, almeno fino al 30 giugno per un incontro pubblico, anche se il tempo per qualsiasi inaugurazione lo trova sempre, come per esempio la piantumazione del primo albero del nascente parco del levante. Lo ricordiamo presente pochi mesi fa all’inaugurazione della Madonnina settecentesca di Ponte Carrega, ricollocata dopo anni di assenza, dopo che la Copsette l’aveva rimossa ma mai riposizionata per mancanza di fondi. 

L’assessore, evidentemente non delega, non lascia da soli parlare i tecnici responsabili dell’operazione, ma non si spiega come non possa delegare un rappresentante politico, per esempio il presidente o qualche altro assessore del Municipio, questi, se ben informati, potrebbero sgravarlo da così tanti impegni.

In assenza di risposte certe e formali da parte dell’amministrazione chiediamo alla Sindaca Silvia Salis di riferirci direttamente Lei cosa sta succedendo a Ponte Carrega nelle aree ex Guglielmetti e Gavette.

Vorremo capire come da un lato si possa parlare di “depaving” e dall’altra parte si bituma con asfalto nero un piazzale di 17200 m2    

Il progetto è finanziato dal PNRR come indicato nel cartello di cantiere?

Se l’autorimessa verrà utilizzata prima della realizzazione delle opere di mitigazione ambientale, come sarà possibile affermare che l’intervento rispetta i requisiti DNSH e che l’opera possa considerarsi conclusa? Domande che avremmo voluto rivolgere direttamente all’assessore competente ma che, dopo oltre sei mesi, ci troviamo ora a porre direttamente alla Sindaca.

Qui si frantuma quello slogan “È già domani” della Sindaca Silvia Salis perché a Ponte Carrega la rigenerazione urbana è come la supercazzola, quella invenzione uscita da un film comico che ha molto di malinconico. Intanto in questo nuovo procedere il prof. Coppola studia funivie per la Valbisagno evocando Parigi, ma forse in cuor suo pensava più alle favelas di Medellín, in Colombia, dove queste cose hanno funzionato. In fondo è questo che si è sempre pensato di questa valle: una favelas, fra centri commerciali, depositi, pattumiere, rimesse, gasometri, crematori e cave che macinano pietre, non sapendo davvero come cambiare rotta. 

“Or volge l’anno”, (cit.) 

“Vola il tempo lo sai che vola e va… “,  (cit.)

 

— NOTA AGGIUNTA (01.06.2026) — 

Vogliamo precisare quanto segue:

Noi ci siamo rapportati con il Municipio e con i consiglieri municipali e comunali, ed erano loro a doversi rapportare con l’assessore competente, perché questo è il meccanismo che normalmente si segue.

Da mesi chiediamo di essere aggiornati sul progetto attraverso un’assemblea pubblica dedicata, non prima però di aver potuto visionare le tavole del progetto che si sta cantierizzando.

Alla fine sono arrivati i lavori e il bitume senza che questi aggiornamenti e queste informazioni ci fossero stati forniti.

Ci è stato risposto di fidarci del Comune e di attendere dopo il 30 giugno per poter avere un incontro pubblico di questo genere.

Nel frattempo i lavori saranno terminati senza che nessuno ci dica dove siano finite le alberature che avevamo ottenuto con fatica e impegno partecipando alla Conferenza dei Servizi durante il precedente ciclo amministrativo.

Se non c’è un problema di trasparenza, c’è quantomeno un problema di comunicazione e di difficoltà per i cittadini nell’accedere agli atti pubblici.

Occorre intervenire anche su questo fronte.

Riportiamo qui sotto, per correttezza, il punto di vista dell’assessore Ferrante ricevuto in un un commento. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

— NOTA AGGIUNTA (03.06.2026) —

Abbiamo inviato via PEC una proposta di cambiamento delle regole di accesso agli atti più semplice, più efficace, che possa dare a ogni cittadina e cittadino un più facile accesso agli atti di pubblico interesse. < qui la nostra proposta >

— NOTA AGGIUNTA (08/06/2026)

Come da intese con l’assessore arch. Massimo Ferrante, abbiamo inviato una lettera formale via PEC, per richiedere di fissare un incontro relativo all’avanzamento dei lavori dell’ex officina Guglielmetti <qui la nostra lettera>

— NOTA AGGIUNTA (10/06/2026)

AGGIORNAMENTO DEL 10/06/2026
A seguito di richiesta di accesso agli atti presentata in data 08/06/2026 abbiamo ricevuto in data odierna dall’Assessorato ai Lavori pubblici il link per poter scaricare e visionare la documentazione richiesta.
Ringraziamo gli uffici e l’Assessore arch. Massimo Ferrante per la collaborazione e il riscontro.