Dopo anni di progettazione, piani di bacino, autorizzazioni, pareri della Regione e del Comune, criteri ambientali e sistemi di allertamento meteo, a Ponte Carrega si ripete la solita storia. Si parla di prevenzione e di depaving, ma a pagare sono sempre i cittadini.
La nuova rimessa Guglielmetti, realizzata con fondi del PNRR e dotata di un grande piazzale per il parcheggio degli autobus AMT, ha modificato la morfologia dell’area, innalzando il terreno di oltre un metro e mezzo rispetto alla quota precedente. Alla prima forte pioggia, dal piazzale si sono riversati ingenti flussi d’acqua verso le abitazioni vicine, allagando scantinati e ingressi.
Il nuovo intervento ha modificato il deflusso delle acque meteoriche, senza che queste venissero adeguatamente intercettate e convogliate. Le immagini del video mostrano ciò che i residenti hanno dovuto subire.
Parliamo di un quartiere già colpito dalle alluvioni del 2011 e del 2014, ancora oggi soggetto a restrizioni in caso di allerta: un luogo che avrebbe meritato particolare attenzione in ogni scelta progettuale.
E invece ci troviamo a denunciare nuovi allagamenti dopo la realizzazione di un’opera appena costruita. Non stiamo facendo i conti con un intervento degli anni Cinquanta, quando la consapevolezza del rischio idrogeologico era ben diversa, ma con una trasformazione recente, progettata e autorizzata con gli strumenti e le conoscenze di oggi.
Mentre si parla di depaving, cioè di rimuovere le pavimentazioni per restituire permeabilità al suolo, qui è stata realizzata un’enorme superficie pavimentata e sopraelevata. E mentre chiedevamo he fine avessero fatto gli alberi previsti dal progetto, avremmo anche dovuto chiedere come siano state progettate e realizzate le pendenze, le caditoie e la rete di raccolta delle acque.
Perché, di fronte a questi allagamenti, le autorizzazioni sulla carta non bastano. Servono verifiche, risposte pubbliche e interventi risolutivi.
A pagare non possono essere, ancora una volta, i cittadini.
Qui la nostra PEC inviata all’assessore ai lavori pubblici – Arch. Massimo Ferrante
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