Archive for Collaborazioni

Puliamo l’acquedotto!

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Partono da mercoledì prossimo 9 agosto fino al 31 ottobre 2017 due progetti di pulizia e recupero:

1. ex bocciofila Gavette;

2. tratto Acquedotto ponte Preli-muro Iren.

***Stiamo cercando VOLONTARI***

Sfrutteremo questo periodo più caldo per alcuni sopralluoghi nel tardo pomeriggio / sera per fare foto e per conoscere i primi volontari, magari facendo una passeggiata al fresco, quindi non esitate a scrivere anche solo x info: ilfocato@gmail.com o info@amicidipontecarrega.it o su FB con messanger (Acquedotto storico genova 8-comitato Preli-Staglieno o Amici di Pontecarrega).

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Florence e Vincent, la loro esperienza con gli Amici di Pontecarrega

Vincent

Pubblichiamo integralmente la lettera di Vincent Brun e Florence Thornton, del servizio civile francese, relativa alla loro esperienza a Genova con gli Amidi di Ponte Carrega e non solo.

Anche noi ricambiamo con stima e ringraziamento del lavoro svolto con noi, sperando di poterli rivedere presto!

 

 

 

 

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Genova non dimentica Viareggio

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CONTINUA IL VIAGGIO DEL RACCONTO SULLA STRAGE FERROVIARIA DI VIAREGGIO

Venerdì 7 aprile 2017 alle ore 21.00 presso il Circolo ARCI Zenzero in via Torti 35, San Fruttuoso a GENOVA sarà proiettato il documentario “Ovunque proteggi” alla presenza dei familiari delle vittime della strage ferroviaria di Viareggio e del regista massese Massimo Bondielli, in una serata organizzata dall’associazione Amici di Pontecarrega. Alla serata parteciperà anche il giornalista de Il Fatto Quotidiano Ferruccio Sansa.

L’ingresso è gratuito.

E’ la 57° proiezione pubblica di Ovunque proteggi che viene realizzata insieme ai familiari delle vittime della strage. Familiari che hanno fondato l’Associazione “Il Mondo che Vorrei – ONLUS”, nata a Viareggio all’indomani della strage ferroviaria del 29/06/2009. Negli anni, i familiari delle vittime hanno trasformato il loro dolore intimo e personale in una battaglia di civiltà per tutti.
E’ fondamentale sostenere le attività dell’associazione con le modalità che si possono trovare al link
http://www.ilmondochevorreiviareggio.it/wordpress/privati-2/ o richiedendo copia di “Ovunque Proteggi” a info@ilmondochevorreiviareggio.it

“Ovunque proteggi” regia di Massimo Bondielli, scritto da Massimo Bondielli e Gino Martella e prodotto dalla Caravanserraglio Film Factory. Il cortometraggio in 12′ minuti racconta la dimensione umana, materiale, sconvolgente e inaccettabile di quanto accaduto la notte del 29 giugno 2009 nella stazione ferroviaria di Viareggio. La strage che ha ucciso 32 persone bruciate vive nelle loro case. Selezionato a 24 festival con 8 premi vinti, “Ovunque proteggi” è tra i documentari italiani più premiati del 2015. Il 21 maggio 2016 a Cannes, Massimo Bondielli e Marco Piagentini hanno ritirato il premio di Best Documentary vinto al Global Short Film Awards di New York. Nella motivazione del premio si legge: Un film italiano dal messaggio universale. Attualmente, gli autori sono a lavoro sul documentario dal titolo “Il sole sulla pelle”, che racconterà in un lungometraggio la vicenda della Strage ferroviaria di Viareggio, esplorando con umana curiosità il rapporto che ognuno di noi ha con il dolore, le grandi paure e i grandi sogni.
E’ possibile seguire il lavoro della Caravanserraglio sulla pagina facebook:
https://www.facebook.com/caravanserragliofilmfactory/17553718_1810406392618874_8259270714145399336_n

Il Politecnico di Milano in Val Bisagno!

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Il Laboratorio di Progettazione architettonica del Politecnico di Milano fa tappa in Media Val Bisagno. La visita è prevista martedì 28 marzo dalle ore 10:15 al primo pomeriggio tra Staglieno e Gavette. L’appuntamento è in Piazzale Resasco alle ore 10:15. Scopo della visita è quello di far vedere e conoscere ai ragazzi che da tutta Europa studiano nell’ateneo milanese la complessità e la bellezza della vallata, in vista della loro esercitazione sulla riconversione di alcune grandi aree della Val Bisagno, in particolare dell’area di Gavette.
Conoscere in maniera approfondita il valore dei territori e ascoltare le sensibilità degli abitanti ha la finalità, per i futuri architetti e progettisti, di migliorare la progettazione e di renderla più vicina alle esigenze del territorio cercando al contempo di evitare danni e ferite irreversibili per la città.

La partecipazione è gratuita ma si richiede di iscriversi alla visita inviando una mail a info@amicidipontecarrega.it

Ponte Carrega sul muro del Paradise di Ghett Up tv!

GetUpTV

Ecco il link della 2^ puntata del Muro del Paradise girata al Bar Paradise di Via Canneto da Ghett Up Tv nel quale trovate l’intervento degli Amici di Ponte Carrega:

http://forum.ghettuptv.net/node/80
“Il Muro del Paradise” è un programma sperimentale per la costituzione di un televisione di quartiere. La puntata è stata realizzata grazie al contributo di:

cittadini di Vico Amandorla e via S. Donato sulle conseguenze altamente inquinanti
per l’ambiente e le persone dell’attività di demolizione delle navi prevista nel Blue Print;
gli Amici di Ponte Carrega il cui amore per il territorio che abitano, la Val Bisagno, li
spinge a impegnarsi attivamente per promuovere politiche di riassetto ambientale
contro il dissesto provocato da una dissennata speculazione edilizia e commerciale, che
continua anche oggi malgrado sia la causa principale riconosciuta da tutti delle tragiche
vicende vissute con le ultime alluvioni;
Cristina Nico, cantutrice rock, con due splendidi brani sulla nostra contemporaneità che
interessano da vicino anche i nostri quartieri e la nostra città.
Una televisione di quartiere ha senso solo se nasce da un processo partecipato dal basso.

Fate pervenire a Ghett Up Tv le vostre idee per la terza puntata!

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La cantautrice  Cristina Nico

La cantautrice Cristina Nico

San Giovanni sul Bisagno!

Memorie

VOLANTINO 23 GIUGNO

 

Programma della serata, a partire dalle ore 18:00:

 

Aperitivo e bicchierata gratis per tutti, offerti dalle associazioni e dalla Pizzeria d’asporto ” Il Boss della Pizza Via Lungo Bisagno Dalmazia 23;

Presentazione del progetto “Memoria/e del Bisagno” e del calendario di eventi e manifestazioni;

Spazio per la condivisione e la presentazione di idee, proposte e racconti sulla valle;

Cittadini e associazioni si raccontano;

Concerto del cantautore Aldo Ascolese “La musica che viene dal ponte come il vento”;

Esposizione della mostra fotografica “Terre” di Iskra Coronelli, a cura del Centro documentazione Val Bisagno;

Proiezione video “Via Madre di Dio”, di Samantha Woods (Accademia di Carrara)

Musica dal vivo e Giocolieri di strada

Spazio libero per la condivisione

INGRESSO LIBERO

Amici di Ponte Carrega inclusi in un progetto di ricerca della Georgia State University (USA)

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Il Dipartimento di Antropologia urbana della Georgia State University di Atlanta (USA) sta conducendo un progetto di ricerca etnografica sulla Val Bisagno.
La Associazione Amici di Ponte Carrega, insieme ad altre realtà, è stata inserita in questo progetto di ricerca!
Si ringrazia la Professoressa E. Guano, coordinatrice della ricerca.
Siamo contenti di poter collaborare a questo studio e siamo orgogliosi di farne parte!
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Proposta di tre delibere di iniziativa popolare. Il video della presentazione al Circolo Zenzero

Zenzero

Tre delibere di iniziativa popolare: si parte!

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Per la prima volta a Genova i cittadini provano a partecipare ai processi decisionali del Comune, usando uno strumento introdotto nel lontano 2000.

Nove, tra Associazioni e Comitati, si sono attivate per permettere a strati più ampi di cittadini di far sentire la loro voce, promuvendo tre delibere di iniziativa popolare da presentare al Consiglio Comunale.
Secondo lo Statuto del Comune esse debbono essere sottoscritte da almeno 2.000 residenti nel Comune di Genova che abbiano compiuto 16 anni.

Anche la Associazione Amici di Ponte Carrega ha aderito e partecipato al lancio delle proposte di delibere!

Le tre delibere avranno come argomenti:
DIRITTI, TRASPARENZA E PARTECIPAZIONE:
più diritti, più trasparenza, più partecipazione, meno delega
SERVIZI PUBBLICI LOCALI
no alla privatizzazione dei Servizi Pubblici Locali
SERVIZIO IDRICO INTEGRATO
si all’Acqua Pubblica a Genova

Chiunque voglia saperne ancora di più è invitato alla presentazione ufficiale della campagna:
Sabato 6 Febbraio
Circolo Zenzero
via Giovanni Torti 35
a partire dalle ore 15,30

Organizzatori:
Attac – Genova
Comitato Gestione Corretta Rifiuti – Genova
Comitato Acqua Bene Comune – Genova
Comitato Protezione Bosco Pelato
Comitato Contro la Cementificazione di Terralba
Medici per l’Ambiente – Liguria
Associazione Amici di Pontecarrega
Associazione Comitato Acquasola
Gruppo per la Riqualificazione dell’ex Mercato di Corso Sardegna

Scarica il Volantino

Evento facebook: https://www.facebook.com/events/1513507372285174/

Attac – nuove collaborazioni

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Dal convegno di gennaio ad oggi non è passata settimana senza aver incontrato un comitato o una associazione interessata a fare rete e a conoscerci. Questo è uno dei grandi risultati del convegno di gennaio che ci ha permesso di metterci in contatto con tanta cittadinanza attiva, non solo della nostra città, ma anche in ambito regionale e nazionale. Riportiamo il resoconto di Attac Genova relativo al nostro incontro con loro.

Grazie ad Attac per l’interessamento.

Attac

Incontro di laboratorio sulla “democrazia di prossimità”
giovedì 19 febbraio (h.18.00 / 21.30)

Resoconto e risultati

Per prima cosa la delegazione di Attac-Genova (formata da Marina, Ivo e Pino) presente all’incontro con l’Associazione Amici di Pontecarrega ha reso noto al gruppo di lavoro di Attac-Genova, quanto emerso durante il colloquio. (Qui di seguito sono riassunti solo alcuni dati salienti)

Agli  Amici di Pontecarrega erano state poste domande relative al percorso intrapreso dall’Associazione,
– la motivazione della sua costituzione,
– gli obiettivi della loro azione,
– i risultati finora ottenuti
– i problemi incontrati.

Le risposte avevano in particolare evidenziato che:

– il punto di partenza è stato il rischio di demolizione del ponte storico e la conseguente protesta degli abitanti del quartiere per l’inizio dei lavori di rimozione dei pilastri; lo scopo dell’Associazione si è poi ampliato e riguarda oggi la riqualificazione della valle Bisagno, considerata come periferica e quindi soggetta a degrado, quindi la possibilità dei suoi abitanti di conservare e tutelare la loro memoria storica e di partecipare alla scelta della destinazione d’uso del  territorio, dei suoi edifici e dei suoi spazi;

– il percorso,  certamente non concluso,  ha avuto come tappe significative: la raccolta di 2500 firme per bloccare la demolizione del ponte; svariati incontri con Municipio e Comune e soggetti privati, in merito della concessione di spazi e luoghi del quartiere; la richiesta di un percorso partecipato e la presentazione di progetti alternativi (su restringimento  viabilità, area centro commerciale e altro); i lavori per il restauro del ponte,  l’organizzazione dei due convegni su “territorio come bene comune” a Palazzo Ducale, con il coinvolgimento di molte realtà impegnate a vario titolo sul territorio genovese (e non solo);

-le maggiori difficoltà incontrate hanno riguardato il rapporto con le istituzioni che si sono dimostrate poco competenti, disinformate, quando non inesistenti. L’associazione pur cercando il dialogo e non il contrasto, non ottiene reale ascolto dalle Istituzioni e la lentezza e l’ambiguità di  Municipio e Comune le sono state di ostacolo;

-altro problema è la difficoltà di coinvolgere con continuità gli abitanti del quartiere, vuoi per disinteresse, vuoi per rassegnazione e, in molti casi, per scarsa memoria e diffuso adeguamento alla logica del mercato. Infine è da notare che l’Associazione non è ancora riuscita a ottenere una sede idonea per la sua attività.

 

Terminato il resoconto, il gruppo di lavoro di Attac ha dibattuto sulla natura, sulle potenzialità e sui limiti dell’azione intrapresa dall’associazione. Ciascuno dei presenti  ha dato la propria valutazione e ha portato le proprie considerazioni. Dal confronto e dal dibattito è emerso quanto segue:

Si valuta che gli Amici di Pontecarrega abbiano  raggiunto risultati più che apprezzabili. In particolare sono riusciti a

  • dare visibilità ai problemi della Val Bisagno e maggiore dignità al quartiere
  • prospettare la possibilità della sua riqualificazione con proposte concrete e fondate
  • porre il territorio e la sua salvaguardia al centro dell’attenzione politica
  • ventilare l’idea che un’alternativa allo sfruttamento e alla mercificazione degli spazi e dei luoghi è possibile
  • tessere relazioni sociali e mettere in rete  associazioni e comitati presenti sul territorioSi apprezza  che l’Associazione, nonostante le difficoltà incontrate specie nel rapporto con Municipio e Comune, prosegua con tenacia e ostinazione, senza venir meno all’idea del dialogo e del confronto, nell’intento di migliorare la qualità della vita collettiva e con l’idea che gli abitanti hanno il diritto di  partecipare alla gestione del territorio.

I limiti o le carenze dell’azione portata avanti dagli Amici di Pontecarrega sembrano imputabili alle Istituzioni piuttosto che a difetti del loro lavoro. Si rileva anzi il pregio di un percorso coerente, nei modi e nelle scelte di contenuto, con gli obiettivi dichiarati e con lo scopo generale di difendere la ricchezza sociale del territorio. Nel loro operato, se mai, potrebbe esserci il rischio, possibile in tutte le azioni locali, di non riferire le problematiche territoriali al quadro politico ed economico generale. Tuttavia gli Amici di Pontecarrega, che dicono di essere cresciuti personalmente e politicamente grazie al loro percorso di cittadinanza attiva, sembrano aver maturato nel loro percorso la consapevolezza che  la posta in gioco è assai più ampia  e che, al di là dei problemi locali, essa coinvolge il rapporto fra cittadini e Istituzioni e il principio stesso di sovranità popolare.

L’Associazione sembra promuovere un modo nuovo di fare politica, basato sull’ascolto e sul confronto. Ci chiediamo se la scelta di dialogare e di proporre progetti e soluzioni migliorative sia una tattica e corrisponda a un atteggiamento pragmatico e fermo sugli obiettivi dell’Associazione, o se risponda a una visione alternativa che mette in discussione il sistema vigente fondato sulla delega, sulla mercificazione del territorio e sulla svendita della “cosa pubblica”.

Riteniamo che l’azione degli Amici di Pontecarrega promuova un cambiamento soprattutto culturale che va nella direzione della collaborazione “sociale” e della necessità di acquisire e “socializzare” competenze e  informazione. Gli aspetti più innovativi sono forse la ricerca di modalità e strumenti “partecipativi” e la considerazione del territorio come spazio di vita, di relazione, di continuità e memoria storica, insomma come bene comune.

Il gruppo di lavoro Attac-genova ritiene che il cammino da fare (per tutti) sia proprio nella direzione in cui gli Amici di Pontecarrega si sono mossi con esito apprezzabile, cioè nel fare “rete” con chi condivide lo scopo di “riappropriarsi del comune”. Ma non solo. Proprio alla luce delle battaglie intraprese dagli Amici di Pontecarrega, ci sembra necessario spingere  verso un cambiamento nel rapporto fra Istituzioni e cittadinanza, per una ridistribuzione del potere  di decidere, controllare e deliberare che garantisca il diritto di conservare e avere accesso alle risorse del territorio.

Per concludere, il gruppo di lavoro si è posto la domanda sul ruolo di Attac-Genova rispetto ad azioni locali quali quelle promosse dagli Amici di Pontecarrega. Nel ribadire l’utilità di questo incontro di  “laboratorio” sia all’interno di attac stesso, come momento di autoformazione, sia verso l’esterno, come occasione di scambio, ritiene che Attac abbia una funzione trasversale di stimolo al dialogo e alla ricerca di strategie alternative e di percorsi possibili per far fronte comune alla crisi economica, politica e sociale in corso.

Riflettere sul colloquio avuto con gli Amici di Pontecarrega ci ha offerto lo spunto per confrontarci sul tema della democrazia partecipativa e di prossimità e su questo vorremmo proseguire il dialogo e il confronto con l’Associazione.

In particolare si sono rilevate evidenti connessioni fra il loro percorso e quanto contenuto nel documento ultimo di Attac nazionale “Riprendiamoci il Comune” e anche su questo contiamo di poter avere con loro un proficuo scambio di idee.

 

 

 

 

 

 

Presentazione del libro “Bisagno. Il fiume nascosto”

presentazione-libro-rosso Domani, venerdì 16 maggio alle ore 17:00 nella sala del Munizioniere di Palazzo Ducale si terrà la presentazione del libro del professor Renzo Rosso del Politecnico di Milano.

Oltre all’autore parteciperanno alla presentazione del volume edito da Marsilio Editore il Sindaco di Genova, prof. Marco Doria; il vice direttore de Il Secolo XIX, Alessandro Cassinis e l’Associazione Amici di Ponte Carrega.

http://www.marsilioeditori.it/libri/scheda-libro/3171790/bisagno-il-fiume-nascosto

http://www.palazzoducale.genova.it/newsletter/ns20140508.htm

 

MaggioCreativo

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Italia, bellezza futuro

La Associazione Amici di PonteCarrega aderisce a “ITALIA, BELLEZZA FUTURO”, l’iniziativa promossa da Legambiente Italia per la “Settimana della bellezza”: http://www.legambiente.it/bellezza. L’iniziativa consiste nella presentazione di un d.d.l. contro il consumo del suolo e in una serie di iniziative concrete sulla bellezza nei quartieri italiani. A questa ultima categoria fa capo l’iniziativa “Mappa Parlante” di Legambiente Genova: siamo felici di essere i primi ad aderire all’iniziativa! Per maggiori informazioni: http://www.mappaparlante.it/

Pontecarrega è arrivato fino alla Sorbonne di Parigi! Incomincia una importante collaborazione con l’università francese

Giorno per giorno l’interesse intorno alla nostra associazione cresce.

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passarola Come riporta il titolo, i nostri tweet (che ci auguravamo arrivassero lontani, ma non speravamo così tanto!) le nostre attività sono arrivate in Francia, a Parigi.

Con grande sorpresa ed emozione abbiamo ricevuto la telefonata del prof. Sebastien Jacquot, ricercatore presso la più antica e più importante Università di Francia, la Paris 1-Sorbonne.

Jacquot si occupa di banlieu parigine e di periferie e già da alcuni anni studia per motivi accademici il Caso Genova e nel particolare il centro storico. Incuriosito dal nostro sito e dal nostro Manifesto (http://www.amicidipontecarrega.it/?page_id=460) e consigliatogli da chi ci segue da vicino, ha voluto incontrarci per farsi raccontare a viva voce la nostra storia, la nostra lotta di “periferia che vuole superare la periferia”: ne è scaturito un incontro che darà interessanti frutti e che pone le basi per una importante collaborazione internazionale che rafforza la nostra posizione e la nostra credibilità nello sforzo di estendere la nostra conoscenza e la nostra formazione culturale il più ampiamente possibile.

Questo incontro rende evidente a tutti il fatto che i temi da noi affrontati e discussi siano sempre più ascoltati e discussi. Noi descriviamo un caso piccolo e particolare come è il “caso Pontecarrega e della Val Bisagno”: si potrà quindi pensare a temi ristretti ai tipici argomenti da “comitato”, ma non è così.

Analizziamo il caso particolare per giungere a conclusioni generali e globalmente valide e condivise, anche in ambito accademico e in ambito europeo.

La famosa Agenda21 e la Carta di Aalborg, le chimere da cui dovevano ripartire Genova e la Val Bisagno del nuovo secolo, sono nate in Europa e rappresentavano il punto di inizio di un nuovo tipo di sviluppo per la città. Questo dettato è stato tradito e disatteso e ora incominciamo a pagarne le conseguenze, anche in termini di “pace sociale”. Parliamo di temi la cui sensibilità cresce di giorno in giorno: la cura del territorio e dei propri versanti, il lavoro di qualità e qualificante, il superamento del concetto di periferia e la Riscoperta del Bello, la democrazia partecipata.

Temi generalmente nuovi, o poco affrontati, di cui spesso si sente parlare solo in campagna elettorale. Come uno di quei frutti esotici di cui si vuole provare la polpa almeno una volta ma poi si scopre che non corrisponde ai propri gusti: così questi temi. Tutti devono almeno provare a parlarne ma poi si scopre che non vanno bene coi propri gusti. Come può sposarsi l’esotico gusto della sostenibilità con l’impellente bisogno di cementificare per dare lavoro agli amici costruttori? Come può abbinarsi il tema del lavoro di qualità e legato al territorio se bisogna favorire a tutti i costi determinati operatori che però sposano contratti di tipo flessibile o iterinale. Come poter sposare il gusto del Bello se come oneri di urbanizzazione chiediamo un parcheggio?

- Questione di gusti? -

Anche, ma è anche una questione di coerenza: quando si promuovono interessi particolari come si può pensare di essere credibili nel proporre interessi generali? Noi crediamo che non abbia alcun peso un percorso partecipato se non ci sono autorità garanti in grado di bilanciare le forze; infatti chi garantisce contro un’amministrazione che potrebbe favorire una particolare clientela piuttosto che il bene comune?

La partecipazione è soprattutto una questione culturale.

Essere periferia è uno stato mentale, come lo è essere provincia. L’amministrazione locale si pone, in un contesto europeo, con la sufficienza propria della provinciale, senza respiro di innovazione dovuto soprattutto ad un ritardo culturale e d’informazione. Il politico deve essere un bravo studente, deve aggiornarsi come un bravo professionista. Soprattutto a livello locale e decentrato il politico dovrebbe concentrarsi sui problemi del suo territorio: cosa serve discutere di politica monetaria internazionale se poi non si è in grado di risolvere i problemi più piccoli o peggio ancora se non li conosce neppure!

 

Due chiacchere con i ragazzi di Architettura

logounige La nostra associazione si caratterizza da sempre per la ricerca arch1 delle competenze. Siamo cittadini normali che si formano e cercano il confronto costruttivo con terzi, istituti di ricerca e università. Il nostro percorso è caratterizzato da questa impronta: anche oggi si è verificato questo e grazie all’amico Alessandro siamo entrati in contatto con il Dipartimento di Architettura della Scuola politecnica della Università degli Studi di Genova e la mattina del 19 marzo siamo stati invitati a tenere un seminario sulla Val Bisagno nell’ambito della lezione di Laboratorio di Progettazione del Paesaggio.

Abbiamo illustrato agli studenti la nostra attività, abbiamo descritto loro il nostro territorio e le operazioni speculative di cui noi e il nostro territorio siamo testimoni. Abbiamo descritto la Val Bisagno e Pontecarrega in un contesto europeo, quello descritto dalle linee dell’Agenda 21 e della Carta di Aalborg: lo abbiamo fatto nella consapevolezza che quella direzione è stata tradita e disattesa e che il modello di sviluppo proposto per la Val Bisagno sia oramai un modello superato e non più attuale (da alcuni decenni secondo noi). E’ stimolante parlare di questi contenuti davanti a studenti di diverse regioni e differenti origini, è stimolante parlarne davanti a ragazzi e professori la cui visione guarda all’ Europa e non alla provincia e agli “interessi particolari”.

Il ritardo culturale di Genova (e dell’Italia) di fronte a certi temi è allarmante. L’università è uno dei pochi luoghi dove permane un certo dinamismo intellettuale e con grande entusiasmo abbiamo colto l’occasione di poter incominciare a collaborare anche con loro, per un reciproco scambio di idee e confronto.

Sostenere che il futuro possa sostenersi sulle stesse basi di ieri significa due cose: non voler vedere l’evidenza di questa crisi strutturale della nostra economia; ovvero non essere in grado di vedere il cambiamento a cui la nostra economia si sta indirizzando, inevitabilmente, per cause macroeconomiche di portata mondiale.

Per questo riteniamo che sia auspicabile un ritorno progressivo all’utilizzo del territorio come risorsa che, allo stesso tempo, possa produrre ricchezza, posti di lavoro di qualità (qualificati e qualificanti) e possa porre un rimedio alla grande problematica del dissesto idrogeologico (che così, come affermato nel convegno di novembre scorso, può diventare una “risorsa per la città”).

Rispetto a questa visione si pongono in contraddizione le grandi operazioni speculative che deturpano e depauperizzano il nostro tessuto commerciale e sociale creando insanabili ferite per il nostro territorio: è il gigante che sferra l’attacco prima di crollare. Con la chimera di posti di lavoro (ma quali tipi di contratto?) e senza tenere conto che determinati tipi di attività non andranno a creare nuovi posti di lavoro ma andranno solamente a ricollocare impiegati in esubero da altre attività similari, si mantiene in vita un modello di sviluppo oramai sorpassato e in declino. Il futuro è già tracciato e va in direzione opposta rispetto ai grandi centri commerciali; la grande industria è oramai un lontano ricordo della Genova che fu ed è un futuro che non appartiene più a Genova (e forse all’Italia e a gran parte dell’Europa per cause macroeconomiche) e la grande distribuzione non potrà sostenersi in un mondo in cui si produce sempre meno e si consuma sempre meno (impoverimento della classe media; aumento dei pensionati in una città composta in grande maggioranza di over 65 con un potere di acquisto che via via sarà sempre minore a causa dell’abbassamento progressivo delle pensioni come conseguenza di contratti di lavoro non di qualità, mal retribuiti e flessibili). Oggi godiamo ancora dell’ultima parte di questa “golden age” ma bisognerebbe già pensare con la testa rivolta al futuro, al momento in cui il gigante sarà immobile e a terra, esanime. Per questo consideriamo le operazioni sul nostro territorio come il frutto di una miope visione politica che guarda agli effetti immediati (e nemmeno bene, a dire la verità!) piuttosto che a lungo termine. Una visione legata ad idee vecchie e ormai sorpassate. Idee legate a doppio filo ad un imperante provincialismo (più che all’Europa e ai nostri vicini) e all’inalterato mantenimento degli equilibri di potere e degli interessi di mercato dei soliti noti.

Con i futuri architetti e con i loro professori abbiamo voluto discutere anche della Responsabilità dei Tecnici: un architetto ha le stesse responsabilità degli amministratori. Per questo abbiamo voluto porre l’accento sulla mancanza di percorsi di condivisione con la cittadinanza. Siamo voluti partire dal nostro caso concreto e dalla mancanza di partecipazione nei processi decisionali legati al nostro territorio per dire che non si deve arrivare a scontri e conflitti insanabili ma che va fatto un percorso di mediazione per arrivare a soluzioni condivise tra tecnici, amministratori e cittadinanza. La mediazione va fatta da un’autorità garante che sia autorevole per entrambi le parti e che bilanci i rapporti di forza, da un lato un enorme potere politico-finanziario e dall’altra i cittadini.

“Non il possesso della conoscenza, della verità irrefutabile, fa l’uomo di scienza, ma la ricerca critica, persistente e inquieta, della verità”  – Karl Raimund Popper

Pontecarrega oggi ospite alla Facoltà di Architettura dell’Università di Genova

logounige Oggi dalle 12:30 alle 13:30 la nostra Associazione sarà ospite del corso di Laboratorio di Progettazione del Paesaggio della Scuola Politecnica dell’Università degli Studi di Genova. Esporremo agli studenti del corso la nostra idea di Paesaggio e di Urbanistica Partecipata partendo dal Nostro amato ponte e dal nucleo storico del nostro quartiere: le operazioni e le costruzioni non condivise e che non rispettano il tessuto sociale di un quartiere offendono la dignità dei suoi abitanti.

Pontecarrega ad Architettura!

logounige Oggi alle 12:30 l’Associazione Amici di Pontecarrega, insieme al Comitato No cementificazione Terralba, sarà ospite della Facoltà di Architettura in Stradone Sant’Agostino per un seminario di studio sulla Val Bisagno e per una chiaccherata con gli studenti

Politecnico per Pontecarrega e Piazza Adriatico

politecnico-di-milano-concorsi Dopo quasi due mesi l’ufficio cartografico del Comune di Genova e la Protezione Civile ci hanno trasmesso i dati cartografici di Piazza Adriatico e Pontecarrega per poter finalmente cominciare il progetto insieme al Politecnico di Milano. Per ottenere un file in formato dwg e in scala 1:1000 abbiamo dovuto sudare più del previsto ma la nostra perseveranza alla fine ha ottenuto il tanto richiesto materiale digitale.
Ora può cominciare il lavoro dei ragazzi del corso di Rischio Idrogeologico e Protezione Civile del Politecnico di Milano che dalla prossima settimana e fino a giugno studieranno Piazza Adriatico e Pontecarrega facendo uno studio di prefattibilità sull’impiego di tecniche di flood proofing nel nostro quartiere!
Buon lavoro!

Perchè. La ragione dei disastri. Un libro del prof. Giovanni Menduni

“Perchè. La ragione dei disastri”.
Un e-book del nostro caro amico, il Professor Giovanni Menduni del Politecnico di Milano. Un’opera assolutamente da leggere per meglio comprendere il tema del dissesto idrogeologico in Italia.

La trama del libro:
Il nostro Paese, ormai tutti lo sanno, si presenta come una sorta di show room del rischio naturale. Il territorio di tutte le venti regioni e quello di più o meno tutti gli oltre ottomila comuni, è soggetto a qualche forma di minaccia: frana, alluvione, subsidenza, allagamento, incendi boschivi, tsunami. Pure gli uragani, come si è visto a Taranto nel novembre del 2012, non mancano. Per non parlare dei terremoti che, per diverse ragioni costituiscono un capitolo a parte e dei quali, in questo libro, non tratteremo. Non ci facciamo mancare nulla, e si tratta di un rischio che si materializza con straordinaria frequenza in eventi drammatici, con danni ingentissimi e talvolta, purtroppo, vittime. L’Italia è stato anche un paese che ha seriamente provato a mettere a posto le cose. Ha dedicato tempo, denaro, intelligenza, a sviluppare una propria politica originale e autonoma che potesse governare questo problema. Ha anche segnato alcuni risultati importanti, battaglie volte a proprio favore in una guerra che, oggi come oggi, si presenta tuttavia ancora lunga, faticosa e tutt’altro che vincente. Anzi, diciamoci pure che la questione è messa piuttosto male e possiamo constatarlo pressoché ogni giorno. Questo libro si domanda il perché, anzi i perché di questa situazione e cerca di proporre anche qualche risposta. L’Autore ha vissuto in prima persona, e sotto diversi ruoli, molti passaggi di questa storia. Si tratta dunque di un pensiero “di parte” che ricalca i frutti di una storia personale e che, per questo, non pretende di offrire una trattazione organica e completa della materia dal punto di vista tecnico, giuridico o storico. E’ una visione sostanzialmente contro corrente che si oppone ad alcuni stereotipi che nel tempo sono andati a consolidarsi nel pensiero collettivo. Tra questi l’atteggiamento fideistico nei confronti delle opere di ingegneria, trascurando al contempo il governo del territorio e il ruolo attivo delle comunità nell’affrontare la difesa dalle calamità.
http://libreriarizzoli.corriere.it/Perch-.-Le-ragioni-dell-Italia-dei-disastri-e-qualche-idea-per-cambiare-le-cose/KpqsEWcVQjsAAAE93W9mhAFv/pc?CatalogCategoryID=Q62sEWcW7XcAAAEryr0dhq_J&Root=eBook

Il Politecnico di Milano a Pontecarrega e Piazza Adriatico. Prosegue il lavoro post convegno con Protezione Civile

Ieri mattina abbiamo dato seguito al nostro percorso incominciato col gruppo di lavoro sul dissesto idrogeologico e proseguito con il convegno dell’8 e 9 novembre scorsi.
Durante la preparazione del convegno infatti era emersa da parte nostra la richiesta di approfondire il tema della autoprotezione e della partecipazione della cittadinanza in tema di cultura del rischio e di protezione civile. Avevamo quindi chiesto alla dott.ssa Bocchiardo, capo della Protezione Civile del Comune di Genova, di organizzare un incontro per parlare più specificatamente della situazione di Piazza Adriatico e Pontecarrega. L’incontro è stato organizzato insieme alla segreteria dell’assessore alla Protezione Civile Gianni Crivello e si è tenuto venerdì 17 gennaio presso il suo ufficio al Matitone. Insieme a noi e da noi invitati c’erano Rinaldo Mazzoni del WWF e i professori Rosso e Bignami del Politecnico di Milano. Era nostra intenzione infatti, fin da subito, evitare ogni incontro politico e puntare fin da subito alle competenze tecniche e ad una riunione tecnica: in questa ottica erano stati informati dell’incontro anche i tecnici del Cima e il prof. Roth dell’Università di Genova, mentre la presenza dell’ing. Francesca Giannoni del Centro Funzionale MeteoIdrologico di Protezione Civile della Regione Liguria di Arpal è stata compromessa dallo stato di allerta 2 sul resto della Regione Liguria. Anche l’ass. Briano è stata informata mentre per quanto riguarda il Comune di Genova erano presenti all’incontro gli assessori Gianni Crivello (Lavori Pubblici e Protezione Civile), Valeria Garotta (Ambiente), la dott.ssa Monica Bocchiardo (Protezione Civile) e il dott. Franco Ravera.

L’incontro aveva come oggetto due temi:
Il primo tema era quello delle misure di protezione civile da adottare nel quartiere; dal caso generale affrontato durante il convegno ad un caso particolare e pratico da noi identificato in Piazza Adriatico e Pontecarrega in cui cercare di applicare i progressi fatti da Protezione civile nel campo della gestione del rischio finora affrontato con le sole scuole. Noi ci siamo proposti come promotori e portatori di interesse della possibilità di organizzare una esercitazione insieme alla Protezione Civile. Contemporaneamente abbiamo però espresso alcuni punti fermi: la nostra associazione si occupa di promozione sociale e non può prendersi responsabilità per le quali non è preparata. In secondo luogo abbiamo espresso le nostre perplessità sulle scelte del Comune nel nostro territorio: benissimo l’intenzione di una diversa e condivisa gestione delle emergenze ma per quanto riguarda il governo del territorio abbiamo ritenuto di esprimere le nostre considerazioni su alcune realtà che sono sotto gli occhi di tutti e che non possono essere ignorate: la costruzione dei grandi centri di attrazione in zone inondabili; l’aumento del traffico in zone inondabili; lo slittamento dei lavori del Rio Torre al 2015; la presenza di famiglie nei primi piani di Piazza Adriatico nonostante la revoca dell’uso abitativo e il rischio della revoca del decreto alla fine dei lavori su Rio Mermi e Rio Torre. Purtroppo le risposte non sono state molto esaustive per il fatto che la Protezione Civile non si occupa di tutto ciò che è strutturale che invece compete al comune. Proprio per questo e per la presenza degli ass. Crivello e Garotta c’era stata da parte nostra la volontà di fare queste premesse.

Il secondo grande tema dell’incontro era quello di portare i nostri amministratori a conoscenza delle misure di flood proofing: Il Politecnico di Milano fa da tempo ricerche sull’utilizzo e l’applicazione di queste tecniche. Si tratta di barriere non strutturali, gonfiabili o fisse, che possono essere montate in pochi minuti in caso di emergenza (alcune con un compressore, altre con il solo posizionamento) e poi possono essere trasferite in altri posti. Non risolvono il rischio alluvionale ma contribuiscono a rendere meno gravi i danni e a salvare negozi e appartamenti. Il costo di queste misure ancora poco diffuse non è proibitivo e comunque non paragonabile ai danni che un’alluvione può provocare: per questo fin dal Convegno abbiamo voluto approfondire questo aspetto della “cultura del rischio”. Il nostro invito rivolto al Politecnico di Milano era proprio rivolto ad approfondire questo tema completamente nuovo nella nostra regione e nel nostro comune ma con numerose applicazioni nel resto del mondo.
Il prof. Bignami quindi ha illustrato le varie tecniche più innovative, alcune già utilizzate in Italia e già in uso in Piemonte e Lombardia. L’idea più semplice è quella delle paratie che si vedono alle porte dei negozi o dei sacchi di sabbia lungo gli argini dei fiumi: sostanzialmente il flood proofing parte da questa idea base e semplice per arrivare a delle soluzioni tecnologicamente molto più avanzate ed efficaci rispetto alle paratie o ai sacchi di sabbia di cui sopra.
Il comune ha espresso interesse su un tema fino a ieri sconosciuto: la disponibilità è per ora quella di comiciare a tessere una alleanza con associazioni e municipi e cercare la disponibilità di fondi attraverso finanziamenti europei o progetti smart city.
Protezione Civile invece si concentrerà sulla proposta di organizzare un incontro/esercitazione con la popolazione di Pontecarrega e Piazza Adriatico: nella seconda metà di febbraio si terrà un sopralluogo sul posto con la dott.ssa Bocchiardo per organizzare l’esercitazione.
Il prof. Rosso ha poi proposto di rendere questo progetto come il PROGETTO PILOTA di un percorso partecipato di cittadinanza attiva che vedi impegnati in prima persona i cittadini e quindi la protezione civile con il solo ruolo di coordinazione. Anche nella nostra ottica potrebbe essere così e la presenza del WWF serviva anche ad affermare questa volontà di ripetere l’esperimento anche in altre parti della città coinvolgendo, ad esempio, le realtà facenti parte del gruppo di lavoro sul dissesto idrogeologico (Vivere in Collina, Terralba, Bosco Pelato).
La cosa più interessante e caratterizzante dell’incontro è emersa però dalla idea del prof. Bignami: da lui infatti nasce l’idea, da noi subito appoggiata e sostenuta, di fare uno studio di fattibilità per l’applicazione delle tecniche di flood proofing nel nostro quartiere. Gli studenti del corso di Rischio Idrogeologico e Protezione Civile del Politecnico di Milano studieranno nel corso del prossimo semestre accademico la conformazione, le quote, le planimetrie di Pontecarrega e Piazza Adriatico facendo un sopralluogo sul posto, svolgendo esercitazioni mirate e infine presentando gli studi nel corso di un apposito seminario da tenersi a giugno presso il campus del Politecnico di Milano o a Genova.

Chiaro il nostro entusiasmo e la nostra soddisfazione per questo risultato conseguito attraverso la collaborazione e l’aiuto del Politecnico, che si pone in piena sintonia con il nostro statuto e il crescente desiderio di formarci e di ricercare competenze tecniche che altrimenti non potremmo avere.