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Un primo bilancio della Spesa Sospesa dopo le prime dieci settimane

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Abbiamo deciso di condividere con voi un primo bilancio e un po’ di numeri che hanno riguardato la Spesa Sospesa in queste prime dieci settimane (siamo appena entrati nella undicesima) di raccolta alimentare a favore delle persone e delle famiglie del nostro territorio.

Il bilancio qui presentato riguarda il gruppo di Montesignano (e in parte quello di Sant’Eusebio che per un periodo ha condiviso con noi la raccolta alimentare quotidiana per poi passare ad una diversa strategia: per maggiori informazioni consultate la pagina facebook degli Iron Workers Sant’Eusebio).

108 famiglie seguite tra Montesignano, San Gottardo, Gavette e altre parti della città (Marassi, Bavari, Centro, Ponente), delle quali 28 precedentemente non seguite;

140 turni di volontariato di raccolta spesa per un totale di 280 ore, tutti i giorni, dal lunedì al sabato dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19;

84 consegne domiciliari + i turni di ritiro concordati dalla Parrocchia;

4 volontari (2 al carrello, 2 con le auto) impegnati ogni giorno, mattina e pomeriggio (con l’aggiunta di diversi turni doppi fino a un massimo di 6 volontari al giorno) da aprile a luglio;

quasi 200 turni con le automobili per il ritiro degli alimenti raccolti dai volontari nei supermercati e nei negozi aderenti alla raccolta e per la consegna domiciliare;

le macchine pronte per una delle consegne

le macchine pronte per una delle consegne

32 volontari coinvolti;

3 ragazzi del Servizio civile nazionale;

ampio e importante coinvolgimento di una rete di associazioni del territorio: da associazioni di quartiere come gli Iron Workers alle Pubbliche assistenze come la GAU, dagli Scout alle Parrocchie come quella di Montesignano con il Gruppo Vincenziano o quella di Sant’Eusebio, squadre di calcio amatoriale come il Bulldog Terpi, gruppi attivi sul territorio come Anpi, Zena Antifa, Pinelli e Centro documentazione Val Bisagno, alla Cooperativa La Comunità (per il Servizio civile), alle Vespertine (che hanno fornito le mascherine) e fino alle associazioni di categoria come la Confesercenti;

Spesa Sospesa

coinvolgimento di assistenti socialiATS e Servizi Sociali del Comune di Genova, IV° Distretto;

4 supermercati coinvolti (Lidl Marassi, Super Basko San Gottardo, Di Più Ponte Carrega, INS San Gottardo);

7 esercizi di vicinato (Allegra Bottega, Dalf, Frutta e Verdura Via Assarotti, Frutta e Verdura Via Terpi, Bottega Solidale Porto Antico, Bottega Solidale Via Galata, Sacchi Giuseppe SpA, che ha fornito i sacchetti per portare la spesa)

Il nostro gruppo ha tenuto traccia dettagliata di tutte le entrate e le conseguenti uscite di alimenti e ne ha sempre tenuto al corrente il Municipio IV, l’ente pubblico che ha patrocinato e sostenuto la Spesa Sospesa fin dall’inizio.

Sono stati raccolti:

1307 kg di pasta

171 Kg di riso

446 litri di latte

135 litri di olio

368 kg di farina

563 lattine di tonno

604 latte di pomodoro (0.5 o 0.7 l)

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557 bottiglie in vetro di passate di pomodoro (0,70 l)

533 legumi in latta o in scatola

650 pacchi di biscotti

196 tra merende e dolci

221 confezioni di caffè

187 kg di zucchero

111 vasetti di omogeneizzati

90 confezioni di dadi 90

55 confezioni di pane in cassetta

30 buste di parmigiano

90 kg di pollo fresco

vari prodotti per l’igiene personale (assorbenti, carta igienica, sapone, spazzolini, dentifricio, pannoloni per bimbi, salviette), prodotti per l’igiene della casa (detersivi, igienizzanti, detersivo piatti) per un totale di 100 articoli

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Con questi numeri, importanti, vogliamo ringraziarvi e dirvi che senza la generosità dimostrata da tante persone, senza l’atto concreto del dono, nulla di questo sarebbe possibile. 

Ora ci aspetta una sfida altrettanto dura: la crisi non accenna a diminuire ma la raccolta alimentare inizia a diminuire. Vi chiediamo ancora un aiuto per continuare ad aiutare le tante persone e le tante famiglie che ancora oggi fanno riferimento a questo importante aiuto della Spesa Sospesa.

Ringraziamo le tante persone che hanno pensato di fornirci spese e alimenti anche al di fuori dei negozi aderenti o che hanno contribuito a dare qualcosa per gli altri.

In attesa di estendere la rete di esercizi potrete trovare il carrello della spesa sospesa all’INS di San Gottardo e alle Botteghe Solidali di via Galata e del Porto Antico.

Se volete aiutarci o volete entrare in contatto con la realtà della Spesa Sospesa o se volete consegnarci una spesa o comprare dei generi alimentari potete scriverci a: info@amicidipontecarrega.it.

Spesa Sospesa: chi può dia, chi ha più bisogno prenda.

#QuartieriSolidali #SpesaSospesa

Trekking fotografico in Val Bisagno: l’introduzione al libro a cura degli Amici di Ponte Carrega

Pubblichiamo qui di seguito il testo che Fabrizio Spiniello ha preparato come introduzione alla pubblicazione curata da Ada (Associazione per i diritti degli Anziani), Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e Regione Liguria all’interno del Patto di Solidarietà 2018-2019, “Trekking fotografico in città ‘Val Bisagno’ “. Le fotografie oggetto della pubblicazione sono state esposte anche in una mostra organizzata alla GAU nel 2019.

Il libro fotografico doveva essere presentato nella primavera del 2020 ma a causa della pandemia la presentazione è stata rinviata a data da destinarsi. Vi comunicheremo la nuova data non appena sarà disponibile.

Nel frattempo, buona lettura:

Nell’immaginario collettivo la Val Bisagno è considerata ancora oggi come l’area di servizio della città di Genova, con le aree del fondovalle occupate da capannoni e magazzini, i grandi spazi utilizzati dalle ex municipalizzate e le vecchie aree industriali, in parte dismesse, in parte riconvertite in aree commerciali della grande distribuzione. Nel senso comune è considerata un’area periferica, degradata, di difficoltosa valorizzazione.

Durante quasi tutto il Novecento la Val Bisagno è stata un brulicare di attività economiche e industriali che andavano di pari passo con la crescita della città. Sorsero velocemente e spesso disordinatamente nuovi quartieri, cambiando così in pochi decenni il volto della vallata, che andava perdendo via via gli antichi caratteri coltivi e viabilistici che da una parte la contraddistinguevano come zona agricola del genovesato e dall’altra come importante crocevia verso il piacentino e oltre. Si andavano a rafforzare, con lo sviluppo dell’industria, altri tipi di attività manifatturiera che già nell’antichità avevano trovato terreno fertile in Val Bisagno in virtù della presenza sul territorio di abbondanti riserve di acqua e di tutto ciò che si poteva ricavare dal fiume e dai monti. In primo luogo si può quindi ricordare l’industria conciaria, che necessitava di abbondanza di acqua per il suo funzionamento, rafforzata a partire dagli anni trenta anche dall’attività dei civici macelli di Ca’ de Pitta, e di cui la storica Bocciardo di via Canevari, ancora oggi nella memoria di molti, fu l’esempio più emblematico. In secondo luogo, vanno ricordate anche le attività di cava che fornivano materiali per l’industria edile e che alimentarono il clamoroso boom edilizio che interessò la città per tutto l’arco di un secolo,  tra il 1870 e il 1970 circa: per questo ultimo caso possiamo ricordare le diverse cave presenti sul territorio come la cava Zanacchi e la Cavalletti, quest’ultima ancora oggi in funzione a Molassana, la cava dei Camaldoli a cui era collegata l’attività del cementificio di Ponte Carrega attivo tra il 1924 e gli anni ottanta del secolo scorso, ma anche la ex Fabbrica Plinthos della Canova a Struppa che sfornava migliaia di mattoni ogni giorno per la costruzione dei palazzi della città.

Oltre a questi esempi di industria di iniziativa privata, la Val Bisagno si è da sempre contraddistinta per aver ospitato, e continua tuttora ad ospitare, tutte quelle aree a servizio della città, a partire proprio dal celebre cimitero di Staglieno, uno dei gioielli della città, costruito al di fuori delle mura cittadine per non disturbare e non ostacolare lo sviluppo di Genova (all’epoca il comune di Staglieno era ancora autonomo e lo sarà fino al 1874). Sorte simile per l’area dei Macelli Civici a Ca’ de Pitta, le Officine del Littorio (poi Gugliemetti) a Ponte Carrega, la prima discarica nella zona di Fossato Cicala e poi il polo di Volpara, le officine elettriche di via Canevari e quelle del Gas alle Gavette.

Molti di questi poli produttivi, a partire dagli anni ottanta dello scorso secolo, si sono ridimensionati o hanno chiuso, via via lasciando vuoti urbani o spazi riempiti dai mall che a loro volta hanno contribuito a modificare drasticamente la geografia e l’economia del nostro territorio, ad esempio attraverso l’impoverimento del tessuto commerciale di prossimità.

Lo sviluppo veloce che la valle ha vissuto nei primi decenni del Novecento è una eredità che ancora oggi è difficile da gestire, tra spazi e destinazioni d’uso di stampo novecentesco, la crisi economica e quella demografica che svuota i quartieri e andrà a penalizzare i servizi soprattutto nelle zone più marginali e periferiche, e la necessità di immaginare un futuro in linea con le aspettative e le esigenze del mondo globalizzato del XXI secolo.

Le ultime alluvioni hanno poi rivelato tutta la fragilità di questo territorio così densamente urbanizzato, portando sempre più persone e associazioni a chiedersi quale futuro e quale vocazione si possa immaginare per la Val Bisagno: continuare ad essere un’area a servizio della città o cercare anche un’altra via che possa restituire dignità ad un territorio fragile e in difficoltà?

Mostrare l’altro volto della Val Bisagno, quello illustrato nelle fotografie che compongono il libro che tenete in mano, significa riconoscere a questo territorio una certa dimensione di bellezza che va conosciuta (e fatta conoscere), preservata e curata in funzione di una città a misura di persona, agli stessi cittadini genovesi che al prezzo di un biglietto dell’autobus possono trovarsi in poco tempo ai laghetti di Fossato Cicala o in visita ad una abbazia medievale, vicini eppure lontani dal centro della città.

Accanto alla città frenetica ne esiste una che va più lenta, a volte non raggiungibile in automobile, inerpicata su creuze di collina: è la stessa città, è pur sempre Genova, ma in una diversa accezione.

Valorizzare questo territorio, nel pieno delle sue contraddizioni, del disordine urbanistico e tra capannoni in disarmo non è facile: è una ricerca senza fine della bellezza, scrutando tra tutto ciò che di mediocre si incontra lungo il cammino fino a che non si coglie un particolare, una sensazione, un odore, un angolo prezioso.

Credo sia questo, in fondo, ciò che trovo di particolare nella Val Bisagno e quello che questo territorio può insegnare: la bellezza non è facile, si trova e si ottiene con fatica, con gli occhi di chi ha la pazienza e l’ostinazione di perdersi e camminare tra creuze di collina e capannoni abbandonati.

 

Fabrizio Spiniello

Presidente dell’Associazione Amici di Ponte Carrega

Vota l’oratorio di San Rocco sull’Acquedotto storico come Luogo del Cuore FAI!

La nostra associazione è parte della Federazione per la tutela e la valorizzazione dell’acquedotto storico della Val Bisagno e sostiene la raccolta firme a favore dell’Oratorio di San Rocco!

 

Aiutaci a proteggere questo bene in pericolo, insieme possiamo provare a salvarlo!!

Qui di seguito il link per la firma online (previo accesso a Facebook o iscrizione al sito del FAI):

https://fondoambiente.it/luoghi/oratorio-di-san-rocco?ldc

 

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Locandina San Rocco

Aggiornamento sui lavori del Rio Torre e sul rifacimento di Piazza Adriatico

Il 19 Maggio 2020, alla presenza dell’assessore Pietro Piciocchi , del Presidente del Municipio IV Media Val Bisagno Roberto D’Avolio,  dell’Arch. Pietro Valcalda della Direzione Opere Idrauliche del Comune di Genova e delle associazioni Comitato Piazza Adriatico e Amici di  Ponte Carrega, si è svolta una Video Riunione sul tema del restyling di Piazza Adriatico e della sistemazione idraulica del Rio Torre.

Per quanto riguarda il Rio Torre, l’assessore Piciocchi come già annunciato ha detto che attualmente è in corso la procedura di revoca in danno dell’appalto dei lavori sul rio Torre. Si è impegnato nella valutazione di un procedimento d’urgenza attraverso un appalto integrato per la riassegnazione del secondo lotto del vecchio progetto (che sarà comunque oggetto di una revisione progettuale complessiva), per la messa in gara e successiva assegnazione dei lavori entro la fine del 2020, in modo che i lavori possano partire a gennaio 2021 per una durata totale di 6 mesi, quindi con una previsione di fine lavori a giugno 2021.

Nel frattempo, per evitare di perdere l’attuale finanziamento di 800mila Euro messi a disposizione dall’amministrazione Comunale per il restyling di Piazza Adriatico, si è deciso di stornare da questa somma l’ammontare necessario per il rifacimento delle reti bianche di piazza Adriatico e Passo Ponte Carrega e per le reti nere di Piazza Adriatico, lavoro che potrà essere eseguito, a differenza del progetto di restyling, in concomitanza ai lavori sul Rio Torre.

Per quanto riguarda poi il progetto di restyling di Piazza Adriatico, bisognerà quindi vedere quanto rimarrà degli iniziali 800mila Euro a seguito dei lavori per il rifacimento delle reti bianche e nere.

L’Amministrazione comunale per voce dell’Ass. Piciocchi si è detta disponibile a reperire ulteriori risorse e a trovare la miglior soluzione economica per coprire tutti i costi relativi al progetto di restyling.

Le associazioni, Comitato Piazza Adriatico e Amici di Ponte Carrega, hanno gradito la disponibilità dell’assessore Picciocchi e degli impegni che si è preso in prima persona e sono fiduciose di un buon esito dei due progetti che devono essere realizzati ma rimarranno comunque presenti e vigili, nei confronti dell’amministrazione Comunale, per fare in modo che dalle parole si passi definitivamente e finalmente ai fatti.

 

Comitato Piazza Adriatico

Amici di Ponte Carrega

La Spesa Sospesa prosegue anche alla Bottega Solidale

Da questa quarta settimana di Spesa Sospesa a sostegno delle persone in difficoltà del nostro territorio si aggiunge anche la Bottega Solidale/Altromercato di Genova.

Per maggiori informazioni o per aderire a questa iniziativa clicca sul link di seguito:

http://bottegasolidale.it/botteghe/LaSpesaSospesa.html?fbclid=IwAR0U5PPKE43WI91pL9p5fzBhdaNMOK1p4fapuGDn1pdCd4o2YZKgbkum848

oppure recatevi in Bottega al Porto Antico o in Via Galata per effettuare una spesa a vostra scelta e donarla successivamente ad una delle organizzazioni coinvolte: Amici di Ponte Carrega, Caritas Genova e Gruppo Pane Quotidiano Onlus.

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Un percorso ciclabile tra Borgo Incrociati e via Adamoli è possibile!

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IN SINTESI: la proposta, rispetto a quanto è stato realizzato già come ciclabile d’emergenza in altre parti della città (Corso Italia), non prevede di occupare le carreggiate destinate al traffico automibilistico o destinate al trasporto pubblico ma prevede di utilizzare per la prima tratta su sponda destra (Borgo Incrociati-Gavette) il percorso interno e per la seconda tratta (Veronelli- Via Adamoli) il marciapiede lato Bisagno della sponda sinistra, attrezzato e sistemato adeguatamente (ndr, una parte è già stata finanziata, come potete leggere nella lettura del resto dell’articolo qui sotto).

Riteniamo che questa sia l’opzione più rapida e meno problematica per la realizzazione di un percorso ciclabile in Val Bisagno.

 

Pubblichiamo la lettera che abbiamo inviato all’Ass. Campora insieme all’associazione ISF in merito alla creazione di una pista ciclabile in Val Bisagno:

Lʼidea di una pista ciclabile tra Borgo Incrociati e Gavette si inserisce in unʼottica di promozione di proposte  rivolte all’amministrazione comunale volta a migliorare la vivibilità dei nostri quartieri. L’emergenza legata al Covid-19 ha evidenziato ancora di più la necessità di un ripensamento della viabilità in Val Bisagno come nel resto della città. Come evidenziato da molte altre associazioni e realtà genovesi in genere, soprattutto con la presentazione della lettera sottoscritta da più di 40 realtà associative (tra cui anche la nostra associazione: http://www.amicidipontecarrega.it/2020/04/29/11431/ ), il trasporto di persone in questa fase 2 di ripresa delle attività lavorative non dovrebbe essere affidato unicamente ai mezzi a motore privati come unica alternativa al trasporto pubblico. Questo al fine di garantire la vivibilità e la sicurezza della nostra città.

Una parte del percorso ciclabile nella zona di Staglieno

Una parte del percorso ciclabile nella zona di Staglieno

Il percorso che andiamo a proporLe, già noto tra i cicloamatori, e già presentato in un incontro tra Lei e le nostre realtà nel gennaio 2018 (qui un link sempre su questa proposta risalente invece al gennaio 2014:  http://http://www.amicidipontecarrega.it/2014/02/05/pista-ciclabile-in-val-bisagno-noi-ci-proviamo/), ripercorre lʼantico tracciato di sponda destra del Bisagno che corre parallelo alle strade principali Via Canevari, Via Bobbio e Via Piacenza, oggi utilizzato in prevalenza per il traffico di servizio dei residenti. Riteniamo che tale alternativa al passaggio di una pista ciclabile su via Piacenza offra un percorso maggiormente protetto e che invogli quindi i cittadini all’uso della bicicletta per il raggiungimento di Borgo Incrociati e del centro città.
Il tracciato inizia in Borgo Incrociati, prosegue per via Canevari e via Ponterotto – dove si incontra lʼascensore che risale fino a via Montello (in un’ottica di risalita verso la Circonvallazione e Manin)-, Via del Chiappazzo, Via Vecchia, Via Caderiva e arriva fino a Via delle Gavette.

La mappa del percorso ciclabile da Borgo Incrociati al Ponte Feritore

Da qui pare interessante la possibilità di collegarsi con il tracciato di sponda sinistra presentato da questa amministrazione e che congiungerebbe il capolinea della linea 13 a Prato con il ponte Fleming(nella speranza che il progetto annunciato fino al ponte Fleming possa essere ulteriormente proseguito fino a al Ponte Feritore). In prossimità di via delle Gavette si può infatti agevolmente attraversare il Bisagno in corrispondenza della passerella pedonale Veronelli o del Ponte Carrega e congiungersi quindi al percorso immaginato in sponda sinistra che procede da Lungo Bisagno Dalmazia fino a Via Adamoli, dando quindi continuità alla pista di sponda sinistra e creando un percorso completo da Via Adamoli a Brignole, rapido (la media di attraversamento dellʼintero percorso è di 15 minuti per un totale di 5 km di percorso) e alternativo ai mezzi a motore che può contribuire, assieme alla realizzazione di una linea di trasporto pubblico dedicata, a decongestionare il traffico della vallata ( Qui il progetto del comune di Genova e del Municipio IV Media Val Bisagno per la pista ciclabile in Val Bisagno: http://https://smart.comune.genova.it/contenuti/progetto-di-fattibilita%E2%80%99-tecnica-ed-economica-la-pista-ciclopedonale-lungo-la-Valbisagno).
Lʼidea di un riconoscimento di questo percorso ciclabile si dovrà accompagnare ad una riqualificazione delle strade interessate dal percorso: nuova pavimentazione, nuova segnaletica verticale e orizzontale, installazione di rastrelliere (facciamo notare che un lotto è già stato acquistato dal Comune con delibera di Giunta comunale n. 454 del 28 dicembre 2012 e attualmente in deposito nei vari municipi, compreso il nostro deposito municipale sito in via Fossato Cicala, vedi: http://http://www.amicidipontecarrega.it/2016/04/30/ma-le-rastrelliere-che-fine-hanno-fatto/), creazione di punti di bike sharing in corrispondenza di aree strategiche di collegamento con il centro città (ad esempio: zona Ponterotto in corrispondenza della casa dello Studente di Via Asiago/Fieschine; piazzale Bligny, via Adamoli in corrispondenza del complesso polisportivo Sciorba). Riteniamo che questa proposta, una volta necessariamente vagliati e analizzati i punti critici e le interferenze con il traffico veicolare che chiaramente persistono in alcuni punti (in particolare Via Caderiva e il tratto finale di Via Ponterotto), possa rappresentare per molte persone unʼalternativa allʼutilizzo
dellʼautomobile facilmente connessa ai sistemi di risalita esistenti, come lʼascensore di Via
Ponterotto (esempio unico sul tracciato ma meritevole di essere replicato anche altrove).
Oltre a ciò, il percorso ciclabile Borgo Incrociati- Gavette e il suo prolungamento su sponda
sinistra, può rappresentare un punto qualificante per la nostra vallata nellʼottica di migliorare
la qualità urbana dei nostri quartieri e di rafforzare i percorsi pedonali e la viabilità storica
utilizzata dai residenti ma appetibile anche in una prospettiva di valorizzazione turistica e di
riscoperta delle bellezze e delle potenzialità del territorio. Per questo motivo abbiamo
immaginato questo tracciato inserito nella rete dei percorsi della Val Bisagno, sia di fondo
valle, attraverso il riconoscimento di un percorso protetto nel Bisagno, sia di creuze storiche
e sentieri di crinale, dall’acquedotto storico al sistema dei forti occidentali ed orientali. Su
proposta del Municipio IV si è formato in Val Bisagno una federazione di associazioni
principalmente a sostegno dell’acquedotto storico, ma non solo. La ciclabile di fondo valle
potrebbe essere connessa in futuro con crocevia trasversali che risalgano i versanti verso
luoghi di interesse da un punto di vista storico, culturale e naturalistico, divenendo attrazione
non solo per gli abitanti della Val Bisagno, ma per i cittadini tutti.
Genova, 14 maggio 2020
Associazione Amici di Ponte Carrega
Ingegneria Senza Frontiere-Genova

Neoliberal Aesthetics and the Resistance to Redevelopment in an Italian Postindustrial Periphery

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È apparso sulla rivista accademica Space and Culture: An International Journal of Social Spaces (2020) un articolo di Emanuela Guano, l’antropologa urbana, docente alla Georgia State University di Atlanta (USA), che da qualche anno conduce ricerca etnografica tra gli Amici di Ponte Carrega. Intitolato Neoliberal Aesthetics and the Resistance to Redevelopment in an Italian Postindustrial Periphery, l’articolo dimostra come la nostra associazione sia riuscita a utilizzare come strumento di resistenza alla cementificazione la medesima sensibilità estetica che, nella letteratura scientifica, è solitamente associata alle dinamiche escludenti dell’urbanismo neoliberista. Questo perché, per gli Amici di Ponte Carrega, la salvaguardia dell’ambiente e la valorizzazione del patrimonio storico e culturale sono sia valori fondamentali che un diritto di tutti.


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La versione ufficiale dell’articolo è disponibile a questo link: https://journals.sagepub.com/doi/abs/10.1177/1206331220908212

La versione pre-editoriale, invece, si trova qui: https://scholarworks.gsu.edu/anthro_facpub/23/

La Val Bisagno si mobilita per la spesa sospesa

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Su La Repubblica del 30 aprile 2020 spazio all’iniziativa di solidarietà della Val Bisagno:

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Diciassette realtà della Media Valbisagno tra parrocchie, associazioni, scout, pubbliche assistenze e centri sociali, oltre all’Ats e ai Civ, si sono unite per rispondere all’emergenza Coronavirus, che ha moltiplicato il numero di persone in difficoltà, perché rimaste senza lavoro e senza uno stipendio. Il progetto, patrocinato dal Municipio della Media Valbisagno e Confesercenti, si chiama Spesa sospesa e provvede al rifornimento di viveri di prima necessità per almeno 160 nuclei familiari della zona. Le richieste infatti in questi mesi si sono moltiplicate e la rete tradizionale che già operava per rispondere alle richieste delle famiglie aveva bisogno di essere rafforzata, e così commercianti, associazioni e cittadini si sono messi in gioco: «Siamo riusciti a creare una rete ampia con tutte le realtà del territorio. Una rete molto bella che sta crescendo e che nei momenti difficili sa dare il meglio di sé», commenta il presidente del Municipio Roberto D’Avolio.

La modalità di raccolta della Spesa sospesa ricalca quella della Colletta alimentare: «Ci mettiamo con un carrello all’ingresso dei supermercati del territorio che hanno aderito all’iniziativa (l’elenco è sul sito www.genova20.com dell’omonimo gruppo scout ndr) e chi vuole può riempirlo lasciando dei generi alimentari di prima necessità, dalla pasta alla farina all’olio al cibo in scatola, che verranno poi portati alle parrocchie che preparano i pacchi alimentari, che poi vengono distribuiti dai volontari nelle vari zone», spiega Fabrizio Spiniello dell’associazione Amici di Pontecarrega, una delle tantissime realtà coinvolte nel progetto. E la risposta da parte del territorio è stata subito generosa: «Facciamo due turni al giorno (uno la mattina e l’altro il pomeriggio) e torniamo con i carrelli sempre pieni», osserva Spiniello che con la sua associazione opera nelle zone di Sant’Eusebio, Ponte Carrega e Montesignano. Il progetto ha preso il via lunedì 27 e «l’obiettivo è di portarlo avanti finché l’emergenza non sarà finita», conclude Spiniello.

Qui il LINK all’articolo de La Repubblica.it

Qui il comunicato stampa di CONFESERCENTI LIGURIA

Qui il link all’articolo di GENOVA 24

Qui il Link di TELENORD

Qui il link all’articolo di GENOVA TODAY

 

Fase 2: 40 associazioni scrivono al Comune un piano straordinario per la mobilità sostenibile

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All’attenzione di
Comune di Genova – Genoa Municipality e Città Metropolitana
Sindaco di Genova Marco Bucci per Genova
Assessore all’ambiente e trasporti Matteo Campora
Assessore allo sviluppo economico turistico e marketing territoriale Laura Gaggero
Coordinatore mobilità urbana sostenibile Enrico Musso – Autore
Consiglio Comunale
Regione Liguria Giovanni Toti
*
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Genova si sta apprestando ad affrontare la seconda fase di questa emergenza sanitaria con il rientro in attività di migliaia di cittadini. Sull’onda di decine di iniziative simili in tutta Italia, come rete di associazioni, gruppi e cittadini Vi chiediamo con forza di avere coraggio, ora più che mai,
nell’introdurre interventi forti per affrontare la Fase 2, capaci di avviare un cambiamento per un
futuro sostenibile.
Vogliamo che Genova inizi subito il percorso per diventare, come già da anni molte città europee, una città efficiente e vivibile.
*
Se anche solo il 10% dei 369.000 utenti che ogni giorno usavano i mezzi AMT dovessero decidere di non tornare all’utilizzo dei mezzi pubblici, ci troveremmo improvvisamente per strada 37.000 auto o moto in più oltre a quelle che già “normalmente” affollavano le strade. Un repentino aumento dei gas presenterà dei contraccolpi notevoli con un inaccettabile ritorno al passato ma soprattutto col nuovo innesco di quel circolo vizioso che ha aggravato questa situazione.
*
Grossi sacrifici sono stati chiesti in breve tempo ai cittadini per salvaguardare la comunità, ora chiediamo uno sforzo alle istituzioni per migliorare la nostra qualità di vita e tutelare la nostra salute sia presente che futura. Se tutto questo è stato spesso in passato considerato come un
optional dalle classi dirigenti, oggi è – prendiamone atto – necessità per la sopravvivenza e il benessere di tutta la comunità.
Non vogliamo tornare alla “normalità” perché la “normalità” era il problema.
*
*

Visto il grande impatto – in condizioni di “normalità” – della mobilità privata a combustibile fossile sul clima (per via dei gas serra), sulla salute (per via di NO2 e PM10 in particolare), sugli incidenti stradali e sul traffico;
Visto il sensibile abbassamento di tali inquinanti in questo periodo di lockdown;
Vista la presunta correlazione tra aumento della mortalità dovuta al COVID-19 e l’inquinamento atmosferico;
Visto il tributo di vite umane che ogni anno in particolare Genova deve pagare a causa degli incidenti stradali; tributo che si è ridotto fino all’80% nella fase di lockdown;
*
*

Come rete di associazioni, gruppi e cittadini abbiamo deciso di unire le forze e vi suggeriamo una serie di precise proposte efficaci che si possono mettere in campo da subito, alcune a costo praticamente zero, ma ad alto impatto anche educativo sulla cittadinanza.
A monte di tutte c’è quella di disincentivare l’uso dell’automobile in tutto il territorio cittadino; occorre inoltre creare una “Zona Rossa” che copra l’area più critica del centro città, in modo che sia aperta solo a solo mezzi pubblici e mezzi sostenibili, che meglio aiutano ad uscire
dall’emergenza.
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E’ necessario garantire il servizio adottando tutte le misure precauzionali e di distanziamento fisico, affinché nella fase di ripresa le persone non abbandonino il trasporto pubblico. Proponiamo di:
*
– Stabilire corsie dedicate ai mezzi pubblici su tutti gli assi principali della città, a scapito delle corsie dedicate alle auto, in modo da rendere più conveniente e rapido muoversi coi mezzi rispetto al traffico.
– Aumentare sensibilmente la frequenza dei mezzi, come già è stato possibile in altre situazioni di emergenza.
– Utilizzare tutti i veicoli a disposizione, incluse le riserve.
– Sanificare i mezzi pubblici, installare adeguate paratie e dispenser igienizzanti per le mani in tutte le stazioni treno, metro e principali fermate degli autobus.
– Rendere gratuito o scontato il servizio, eventualmente in base a criteri strategici: a partire dagli impianti di risalita, per precise fasce di popolazione, su assi di congiunzione fondamentali (come i treni urbani o la metro).
– Dotare i principali autobus e mezzi di risalita di supporti per il trasporto biciclette.
– Potenziare il servizio Navebus.
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Occorre promuovere la mobilità pedonale senza costringere le persone a uno stretto contatto, e lo si può fare aumentando lo spazio pedonale in diversi modi:
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– Allargare i marciapiedi sempre ove possibile, anche con passerelle di legno, birilli o semplice vernice, eventualmente rinunciando a posteggi.
– Liberare i marciapiedi da arredi urbani, riposizionando i bidoni della spazzatura, i cartelli pubblicitari, i cartelli stradali ed ogni altro oggetto che ne limiti o ne ostacoli la fruibilità.
– Modificare i tempi semaforici a favore dei pedoni.
– Introdurre segnaletica che riporti le distanze pedonali in minuti, come avviene per i percorsi escursionistici, utile per rendere consapevoli i cittadini della convenienza di muoversi a piedi e in futuro utili per i turisti.
– Rivedere gli attraversamenti delle rotatorie che oggi penalizzano i pedoni.
– Aumentare le aree pedonali, a cominciare da Via XX settembre e Piazza Colombo.
– Incrementare le zone 30 dove il limite sia effettivamente rispettato, introducendo anche dissuasori di velocità appropriati dove non c’è il passaggio di bus.
– Garantire continuità di percorsi facilmente fruibili da persone con ridotta capacità motoria, eliminando gradini, ostacoli e pavimentazioni discontinue.
– In previsione della riapertura delle scuole a settembre, mettere in campo un insieme di azioni che promuovano e rendano sicuri i percorsi pedonali e ciclabili verso le scuole e scoraggino l’uso e la sosta dell’auto (tipo pedibus e bicibus).
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La bicicletta è il mezzo perfetto per mantenere il distanziamento fisico e raggiungere velocemente la destinazione. Per far sì che le persone utilizzino tale mezzo di trasporto sostenibile bisogna rendere veramente sicura la mobilità ciclabile e quindi occorre:
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– Creare una Rete di Emergenza di Piste Ciclabili sicure, che coprano tutti i principali collegamenti quartiere-quartiere e centro-periferia (segnaletica, cordoli, strisce) e prepararsi ad incrementare i percorsi ciclabili ancor più capillarmente per le fasi successive.
– Attivare e rendere operativo al più presto l’Ufficio Bici coinvolgendo gli stakeholders affinchè sia davvero efficace.
– Ottenere il transito in zone chiuse dall’Autorità Portuale come la fondamentale Via dei Pescatori tra Porto Antico e Piazzale Kennedy.
– Creare ciclo-posteggi e zone sosta bici diurne, e installare dei bici-park notturni sicuri, anche destinando locali pubblici in disuso o strutture prefabbricate.
– Incentivare il bike to work, anche tramite servizi già disponibili con apposite App.
– Incentivare l’acquisto di biciclette, e-bike, bici-cargo, monopattini, pattini e monoruota.
– Incentivare consegne e corrieri in bici-cargo tramite sgravi fiscali.
– Introdurre segnaletica che riporti le distanze ciclabili in minuti.
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L’emergenza ha reso evidente la quantità di persone che quotidianamente possono svolgere il loro lavoro senza spostarsi generando traffico, inquinamento e perdita di tempo, soltanto per connettersi da una scrivania diversa alla medesima rete. Questa è la prima chiave per
decongestionare la città nel quotidiano. Proponiamo di:
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– Offrire supporto logistico alle realtà che potrebbero introdurre lo smart working.
– Offrire supporto economico alle famiglie che non possono permettersi tutti i mezzi necessari per adottare questa modalità di lavoro.
– Mettere in evidenza l’impatto di risparmio ambientale, tempo, traffico che lo smart working consente.
– Incentivare le aziende a modificare gli orari di lavoro introducendo una flessibilità oraria o giornaliera tramite banca ore e diversificando orari di entrata/uscita.
– Premiare con vantaggi fiscali sia le aziende che i lavoratori che decideranno di puntare su soluzioni innovative di smart working.
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Una campagna informativa da parte del Comune attraverso tutti i mezzi di comunicazione è fondamentale per orientare le abitudini della cittadinanza verso un approccio sostenibile. Questi i messaggi che il Comune dovrebbe trasmettere ai cittadini:
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– Muoversi con mezzi sostenibili è una raccomandazione per la ripresa delle attività di tutte le persone, con enormi vantaggi sia nella fase attuale sia nella lotta ai cambiamenti climatici.
– Il mezzo privato crea inquinamento, traffico ed incidenti stradali gravi. L’uso quotidiano del mezzo privato non aiuterà ad uscire da questa emergenza, ma a preparare la prossima.
– C’è un’emergenza sanitaria in Italia: le vittime da smog, calcolate dall’OMS in 80.000 morti premature all’anno.
– Pubblicizzare quali sono i mezzi sostenibili a disposizione, dove si trovano, quanto costano e quale efficienza hanno.
– Promuovere la mobilità dolce nelle scuole.
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Ricordiamo che questi interventi sono volti a risolvere l’emergenza in corso ma anche a perseguire gli obiettivi di medio e lungo termine che l’umanità deve raggiungere:
• ridurre le emissioni di gas serra del 50% entro il 2030 e azzerarle entro il 2050, per restare sotto il grado e mezzo di aumento di temperatura con il fine di evitare cambiamenti climatici irreversibili sui sistemi umani e naturali (IPCC);
• diminuire sensibilmente i livelli di inquinanti (NO2 e PM10 in particolare) per salvaguardare la salute;
• diminuire fino ad azzerare le morti per incidenti stradali dovuti al traffico in città (Genova è la città italiana con il maggior numero di morti/abitante per incidenti);
• rendere la nostra città e i nostri spazi pubblici posti più vivibili e a misura delle persone.
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Questa lettera scritta da Associazioni, realtà locali e cittadini vuole essere una richiesta di intervento ma anche una proposta di collaborazione alle istituzioni, il cui scopo è affrontare la situazione di emergenza sanitaria ma anche quella ambientale e climatica in atto.
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Attendiamo un cortese riscontro e Vi porgiamo distinti saluti
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Fridays For Future Genova
Massa Critica Genova
Cittadini Sostenibili
Bike fever
Associazione Esperti Promotori della Mobilità Ciclistica
tRiciclo Bimbi a Basso Impatto
Osservatorio Meteorologico, Agrario, Geologico Prof. Gian Carlo Raffaelli dal 1883
Italia Nostra – Sezione di Genova
Scuola Italiana Monoruota
Pro Natura Genova
Amici di Ponte Carrega
Associazione Universitaria Unigeco
Fiab – Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta – Genova
CicloRiparo Fiab
ASD Genova MTB SantíEusebio
Comitato Liguria Federazione Ciclistica Italiana
Genova Segway
Monopattini Elettrici Genova
Greenpeace Italia
Anemmu in bici a Zena
Associazione A.ma. Abitanti maddalena
Medici per l’Ambiente – International Society of Doctors for Environment ISDE
Terra!
MobiGe
Fondazione Michele Scarponi
Famiglie senz’auto
WWF Genova Città Metropolitana
Genovapiedi
Surfrider Genova
Il Cesto
Giardini Luzzati spazio comune
Worldrise Onlus
Unione Sportiva Pontedecimo
Trip In Your Shoes
Centro Banchi Genova
Gruppo di Cittadini #genovaciclabile
Occupy Nervi
A thousand Trees Project
La Piuma Onlus
Circoliamo Sampierdarena

Passeggiata partigiana virtuale del 25 aprile 2020

Partigiani

Lista Rossa dei monumenti italiani in pericolo: la nostra segnalazione per l’oratorio di San Rocco

prospetto principale in cui risulta ancora 
 leggibile la decorazione a fascioni orizzontali bianco-grigi

Italia Nostra ha promosso una lista nazionale dei monumenti in pericolo che andranno a confluire in una LISTA ROSSA il cui obiettivo è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sui Beni Culturali italiani in pericolo. La LISTA ROSSA è uno dei progetti più identitari e riusciti di Italia Nostra ed è il primo passo per costruire un progetto di recupero e valorizzazione da attuare nel prossimo futuro.

Gli Amici di Ponte Carrega hanno proposto di inserire nella lista l’antico oratorio di San Rocco dell’Antico Acquedotto. Si tratta di un antico oratorio sconsacrato a pianta quadrata risalente al XV/XVI secolo che si trova sul percorso dell’antico acquedotto nella zona di Prato, in prossimità della via dei Filtri.

Il complesso conta anche un piccolo giardino (o meglio, quello che ne rimane) con una dozzina di cipressi monumentali e fa parte del lotto che include anche l’antico Palazzo di Gio. Battista Invrea. Si tratta del rudere (purtroppo), un tempo antica villa nobiliare, che potete vedere appena sopra il capolinea del 13 a Prato, sventrato da una speculazione edilizia di alcuni fa (qui un nostro articolo a tal riguardo: http://www.amicidipontecarrega.it/2014/05/21/metamorfosi-della-val-bisagno/) è ora di proprietà di un fondo immobiliare lombardo.

L’oratorio, come potete vedere dalle foto qui sotto, versa in condizioni conservative pessime e si mostra oramai quasi totalmente compromesso: senza un adeguato intervento nel giro di qualche anno la nostra città perderà un manufatto che invece sarebbe bello preservare e valorizzare sia per la nostra Memoria, sia nell’ottica della salvaguardia e valorizzazione del nostro territorio.

Per questo motivo abbiamo presentato questa segnalazione alla associazione ambientalista più antica d’Italia: speriamo di poter iniziare con questo gesto a smuovere le acque e trovare nuove energie per poter trovare una soluzione positiva a quello che, a tutti gli effetti, la nostra associazione ritiene un sogno bellissimo: il recupero dell’antico oratorio di San Rocco! E’ necessario, passata l’emergenza e comunque nel giro di pochi anni, prima che il manufatto tramonti definitivamente, porvi un attenzione più attenta di quella odierna e trovare una soluzione per questa bellezza della nostra vallata.

il lato sinistro dell'oratorio crollato a seguito di una frana

il lato sinistro dell’oratorio crollato a seguito di una frana

prospetto principale in cui risulta ancora   leggibile la decorazione a fascioni orizzontali bianco-grigi

prospetto principale in cui risulta ancora
leggibile la decorazione a fascioni orizzontali bianco-grigi

l'altare vandalizzato

l’altare vandalizzato

particolare delle condizioni di degrado in cui versa l'altrare

particolare delle condizioni di degrado in cui versa l’altrare

l'entrata dell'edificio vista dall'altare

l’entrata dell’edificio vista dall’altare

particolare della copertura

particolare della copertura

particolare della rottura sul lato sinistro del tetto dell'oratorio

particolare della rottura sul lato sinistro del tetto dell’oratorio

una delle aperture sul tetto

una delle aperture sul tetto

una delle aperture sul tetto

una delle aperture sul tetto

una delle aperture sul tetto

una delle aperture sul tetto

7 marzo: giornata di pulizia dell’Acquedotto Storico

Pulizia

Sabato 7 marzo 2020 si svolgerà la giornata di pulizia dell’acquedotto storico organizzata dalla Federazione di Associazioni dell’Antico Acquedotto di cui la Associazione Amici di Ponte Carrega è membro fondatore.

Per quanto riguarda la nostra associazione l’appuntamento è tra le 8:30 e le 9:00 sul sagrato della chiesa di San Bartolomeo di Staglieno (raggiungibile in auto percorrendo via delle Gavette o a piedi risalendo Salita alla Chiesa di Staglieno, dietro la Socrem). La giornata di pulizia procederà fino al primo pomeriggio presso l’area del trogolo di Staglieno (proprio sotto la chiesa di San Bartolomeo). Le operazioni di pulizia consisteranno soprattutto nel taglio di infestanti e rovi nell’area.

i lavatoi di Staglieno: ora sono infestati da erba alta e rovi, sabato 7 marzo procederemo alla pulizia dell'area

i lavatoi di Staglieno: ora sono infestati da erba alta e rovi, sabato 7 marzo procederemo alla pulizia dell’area

 

I volontari possono poi raggiungere l’Arci di Pino dove alle ore 13:00 si svolgerà il pranzo per i volontari offerto dal Municipio IV.

Ogni volontario sarà registrato per ragioni assicurative. Noi porteremo gli attrezzi ma consigliamo sempre ai volontari di portarsi dietro un paio di guanti da giardino.

Nelle prossime settimane la nostra associazione continuerà a lavorare nell’area del trogolo con l’obiettivo di finire finalmente, entro l’estate, i lavori di sistemazione e recupero del lavatoio di Staglieno, così da poter aprire l’area alla cittadinanza!

Chi volesse darci una mano e aiutarci nel rendere più bella questa parte di quartiere, anche nei sabati successivi al 7 marzo, può scriverci una mail all’indirizzo info@amicidipontecarrega.it oppure rimanere in contatto con noi tramite la pagina Facebook Amici Di Pontecarrega in cui verranno pubblicati di settimana in settimana orari e lavori di volontariato da effettuare.

Il volantino per la giornata di pulizia del 7 marzo con i vari riferimenti per ogni associazione e per ogni tratto dell'acquedotto storico

Il volantino per la giornata di pulizia del 7 marzo con i vari riferimenti per ogni associazione e per ogni tratto dell’acquedotto storico

Il progetto di restyling di Piazza Adriatico su La Repubblica

Piazza Adriatico

Con grande entusiasmo e un pizzico di orgoglio pubblichiamo qui di seguito l’articolo apparso su La Repubblica in merito al progetto di rifacimento di Piazza Adriatico. Le nostre osservazioni e i nostri commenti sono contenuti nell’articolo firmato da Donatella Alfonso.

Qui invece la versione PDF dell’articolo: articolo La Repubblica Piazza Adriatico

Articolo su Piazza Adriatico La Repubblica

Amici di Ponte Carrega sostiene il Progetto Terra Madre 2.0

TerraMadre

La nostra associazione sostiene il progetto Terra Madre 2.0 ideato da Comunità San Benedetto al Porto, Orti di Staglieno e Azienda Agricola La Tabacca.

Si tratta di un progetto di rete di agricoltura sociale che vuole unire i valori dell’accoglienza, dell’inclusione e del lavoro a quello della valorizzazione e recupero del territorio.

Le aziende che collaborano con il progetto sono tutte piccole realtà agricole con un forte legame sociale con il proprio territorio nei termini di rispetto, tutela e valorizzazione, che si rivolgono ad un mercato sensibile ai temi della qualità e della sostenibilità. Lavorano a diretto contatto con la clientela in filiere brevissime a km 0 e biologiche.

Insieme vogliono realizzare un laboratorio di trasformazione “comunitario” in grado di dare risposte sul piano del welfare generativo e che includa le persone fragili che già svolgono attività in queste aziende, per lo sviluppo di una economia rispondente ai bisogni dei produttori che sappia valorizzare le tipicità locali:

https://www.coltiviamoagricolturasociale.it/progetti/progetto-terra-madre-2-0/

 

http://sanbenedetto.org/progetti/progetto-terra-madre/

Alle associazioni proponenti va il nostro augurio per il proseguimento e il successo di questo progetto!

 

Amici di Ponte Carrega nella mappa nazionale Sustainability is Human

Avanzi – Sostenibilità per Azioni, società di ricerca e consulenza di Milano, su incarico del Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare, sta svolgendo alcune attività dedicate alla promozione e implementazione della Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile attraverso la realizzazione del progetto “Sustainability is Human”.

Il progetto muove dalla convinzione che un’operazione di questo tipo richieda di produrre e disseminare conoscenza utilizzabile per lo sviluppo di pratiche e politiche. L’obiettivo è quello di far emergere e mettere in rete le risorse di conoscenza e le esperienze orientate alla sostenibilità diffuse nella società, raccogliendo in una mappa partecipata gli attori, le iniziative e le pratiche di sostenibilità a livello nazionale per restituire una fotografia dell’intelligenza sociale attiva sul tema.

La principale attività svolta, finora, fa quindi riferimento alla costruzione di una piattaforma che consente di mettere in rete esperienze di scala nazionale (qui il link).

A valle della fase di esplorazione di esperienze orientate alla sostenibilità (che ha visto la ricerca sul territorio nazionale di esperienze coerenti con l’SDG 11 dell’Agenda 2030 “Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, resilienti e sostenibili”), Avanzi ha ritenuto interessante mappare anche il nostro caso:

lo potrete trovare mappato qui, insieme ad altri case studies nazionali.
Qui di seguito inoltre riportiamo, in formato pdf scaricabile, una scheda di sintesi della Strategia Nazionale e una presentazione del progetto “Sustainability is Human”, con preghiera di diffusione a vostri contatti che ritenete possano essere interessati a far parte di questa rete:

scheda di sintesi: Sustainability_is_human

presentazione del progetto “Sustainability is Human”: STRATEGIA_SIH

E’ nata la Federazione delle associazioni dell’Antico Acquedotto

Il 13 febbraio scorso è nata ufficialmente la Federazione delle associazioni dell’Antico Acquedotto che riunisce ben 13 associazioni della Media Val Bisagno e del genovesato per la tutela, la salvaguardia e la valorizzazione dell’acquedotto storico di Genova.

Obiettivo della Federazione, che già si riuniva informalmente con la regia del Municipio da quasi tre anni sotto il nome di Coordinamento di associazioni dell’acquedotto storico e che ora assume invece la forza di un soggetto terzo ed autonomo, è quello di dare massima visibilità all’acquedotto mettendo in atto questi tre principii:

1) organizzare eventi coordinati su tutto il percorso dell’acquedotto, come le giornate di pulizia sul condotto;

2) dare visibilità attraverso i social e i quotidiani alle iniziative culturali fatte dalla Federazione o dalle singole associazioni;

3) attirare sull’acquedotto sponsorizzazioni e finanziamenti pubblici e privati facendo attività di social lobbying a favore del territorio.

Le associazioni che hanno fondato la Federazione sono le seguenti:

AIB, Amici di Ponte Carrega, Antico Acquedotto, ANPI Provinciale, ARCI di Pino, CAI ULE, Scout Molassana, Circolo Sertoli, GAU, GAU Aps, Confraternita di S. Giovani Battista di Molassana, Nuovo Ciep, Teatro dell’Ortica.

Ogni associazione ha espresso un membro parte del Consiglio Direttivo che ha poi votato il presidente e i due vice presidenti: Gianni Zai del Circolo Sertoli è stato votato Presidente della Federazione mentre i due vice presidenti sono il presidente della GAU Carla Casagrande e il presidente dell’Associazione Amici di Ponte Carrega Fabrizio Spiniello, il quale ha assunto anche la delega al Patrimonio.

L'assemblea costitutiva della Federazione di Associazioni dell'Acquedotto Storico di Genova

L’assemblea costitutiva della Federazione di Associazioni dell’Acquedotto Storico di Genova

Ora la Federazione è ufficialmente costituita: nei prossimi giorni si provvederà alla registrazione formale presso l’Agenzia delle Entrate e già dal 7 marzo 2020 sarà operativa con il primo evento: la pulizia del percorso (seguirà volantino una volta pronto) che per quanto riguarda la nostra associazione riguarderà il lavatoio di Staglieno (raduno presso il sagrato di San Bartolomeo tra le 8:30 e le 9:00 di sabato 7 marzo 2020).

Tramday for Tramway!

Cattura

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Eco Genova Tour: un progetto a cui aderisce anche la Associazione Amici di Ponte Carrega!

App

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Nel link maggiori informazioni sul progetto di Terra!Onlushttp://www.terraonlus.it/component/k2/item/598-eco-genova-tour-l-app-che-ti-guida-nella-genova-piu-green

Lunedì 11 giugno alle ore 17 a Palazzo Tursi il secondo incontro di riflessione sulla città e le periferie di Urban@it

Frammenti

volantino 11 giugno Palazzo Tursi (1)

Alcuni momenti della presentazione del terzo rapporto sulle città in Italia di Urban@it

Momenti

In attesa della pubblicazione del video del convegno, ecco alcuni momenti riguardanti l’evento del 19 maggio scorso, la presentazione del “Terzo rapporto sulle Città in Italia” di Urban@it, centro nazionale di studi per le politiche urbane, organizzato dagli Amici di Ponte Carrega a Palazzo Ducale in collaborazione con San Marcellino, Ass.Med.Com e Isf Genova e con il patrocinio dell’Università degli studi di Genova e dell’Ordine degli architetti di Genova.

Il rapporto Urban@it del 2018 è intitolato Mind the gap. Il distacco tra politiche e città. Sul sito di Urban@it sono disponibili i background papers: https://www.urbanit.it/rapporti-annuali/

La prima parte della mattinata si è svolta con l’introduzione di Fabrizio Spiniello, presidente dell’Associazione Amici di Ponte Carrega a cui è seguito l’intervento del vice Sindaco di Genova, Stefano Balleari. Sono poi intervenuti i docenti dell’Università degli studi di Firenze, Massimo Morisi e Camilla Perrone e di Avanzi, sostenibilità per azioni-Milano, Claudio Calvaresi.

Nella seconda parte della mattinata il focus si è poi spostato sulle politiche urbane genovesi grazie alla tavola rotonda condotta dal giornalista de La Repubblica Marco Preve a cui hanno partecipato il prof. Lombardini in rappresentanza dell’Università degli studi di Genova (era assente il prof. Bobbio inizialmente indicato dal Dipartimento), il prof. Gastaldi dell’Università IUAV di Venezia e l’arch. Stefano Sibilla, vice presidente dell’Ordine degli architetti di Genova.

Le associazioni e i comitati che si sono iscritti al gruppo di lavoro su Urban@it si incontreranno il 23 maggio e il 4 giugno prossimi per preparare l’evento del pomeriggio di lunedì 11 giugno nel Salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi: in questa occasione, in cui sarà presente il prof. Morisi di Urban@it, le associazioni e i comitati presenteranno un breve documento di rielaborazione di quanto ascoltato all’incontro del 19 maggio al Ducale e lanceranno una proposta di lavoro aperta alla cittadinanza e alle associazioni per parlare del futuro della nostra città e delle sue periferie.

Vi aspettiamo alle ore 17:00 di lunedì 11 giugno in Via Garibaldi 9 per iniziare questo percorso di riflessione sulla città!

L'articolo pubblicato su La Repubblica del 19 maggio

L’articolo pubblicato su La Repubblica del 19 maggio

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L’intervento del prof.Morisi. Al suo fianco la prof.ssa Perrone e il dott. Calvaresi

Baleari

Il Vice Sindaco di Genova, dott. Stefano Balleari

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La tavola rotonda "Politiche urbane per Genova" con il prof. Gastaldi, Marco Preve,  Stefano Sibilla e il prof. Lombardini

La tavola rotonda “Politiche urbane per Genova” con il prof. Gastaldi, Marco Preve, Stefano Sibilla e il prof. Lombardini