Storia e tradizioni della Val Bisagno: Fontanegli e la lavorazione del corallo

La Media Valle della Valbisagno è formata da antiche frazioni in cui gli abitanti si occupavano prevalentemente di agricoltura. Ma c’è un paese che in

Via Madre di Dio

Il proposito di questo documento video di Samantha Woods sulla demolizione dell’intero quartiere di Via Madre di Dio a Genova,e quindi della costruzione di nuovi

Alcune osservazioni presentate al Municipio IV sul nostro quartiere

Il documento è stato inviato in Municipio alla fine di Luglio. -sistemazione idraulica Rio Torre In merito ai lavori di sistemazione idraulica del Rio Torre si

Nuovi alberi e nuove bocche di lupo per il quartiere

Nuovi alberi e nuove bocche di lupo per il quartiere

Dopo i sopralluoghi degli scorsi mesi e la presentazione di osservazioni da parte della nostra associazione registriamo sia da parte pubblica (Municipio IV Media Val

Proposta di Regolamento sulla collaborazione tra cittadini ed amministrazione per la cura, la gestione e la rigenerazione in forma condivisa dei beni comuni urbani

Proposta di Regolamento sulla collaborazione tra cittadini ed amministrazione per la cura, la gestione e la rigenerazione in forma condivisa dei beni comuni urbani

Qui di seguito trovate il pdf della bozza di testo del Regolamento sulla Collaborazione tra cittadini e amministrazione presentato il 27 Luglio in Municipio IV

Memorie del Bisagno: il video racconto del 23 Giugno a Ponte Carrega!

Memorie del Bisagno: il video racconto del 23 Giugno a Ponte Carrega!

I ragazzi di Ghett Up Tv, la televisione di quartiere, hanno realizzato il video racconto della giornata di festa e presentazione del progetto Memorie del

Storia e tradizioni della Val Bisagno: Fontanegli e la lavorazione del corallo

La Media Valle della Valbisagno è formata da antiche frazioni in cui gli abitanti si occupavano prevalentemente di agricoltura. Ma c’è un paese che in questo si è differenziato da ogni altro: Fontanegli, il paese a forma di cuore. Prima di addentrarci in questo discorso, conosciamolo meglio. Situato su una collina nel versante sinistro del torrente Bisagno, facente parte del comune di Bavari. È nato da piccole famiglie contadine nei pressi della “via del sale”, creando così un luogo di ristoro per i mercanti. Il suo nome, come si può intuire, è stato ispirato dalla presenza di numerose sorgenti naturali, infatti il termine “Fontanegli” deriva dalla forma dialettale “Fontaneggi”. Per la sua posizione soleggiata e tipicamente fresca, questa vallata è stata scelta come luogo di villeggiatura da importanti famiglie nobili, di cui possiamo ancora trovare tre ville: Villa Ferretto, Villa Centurione Thellung e Villa Raggi. Villa Ferretto, di origine seicentesca, è stata proprietà dei marchesi omonimi e successivamente di altre famiglie molto conosciute nella Valbisagno. La seicentesca Villa Centurione Thellung é situata più in basso rispetto le altre ville ed è meno visibile, dicerie popolari affermano che qui Goffredo Mameli, abbia scritto l’Inno d’Italia. Villa Raggi è anch’essa di epoca seicentesca e, dopo un periodo di totale abbandono é stata in parte ricostruita e restaurata. Proprio la famiglia Raggi si prestò a donare soldi per restaurare ed ingrandire l’antica chiesa di San Pietro, apostolo di Fontanegli, di cui le prime notizie si hanno nel 1198. Ma ora ritorniamo al discorso iniziale. Nella grande vallata della Valbisagno era tradizione coltivare la terra, occuparsi del bestiame, preoccuparsi del proprio mulino e accogliere i mercanti provenienti dalla “via del sale”, tutto questo avveniva anche a Fontanegli, ma c’era una cosa che la caratterizzava da tutti gli altri paesi vicini: la lavorazione del corallo. Genova, che era molto gelosa del suo primato nella lavorazione di gioielli di corallo, tra il ‘600 e ’800 si proteggeva con delle leggi studiate appositamente e acconsentiva a pochissimi paesi al di fuori delle Mura questo tipo di commercio. Un aneddoto lo possiamo trovare nell’avventura poco fortunata di Giacinto Lastrego di Fontanegli, un grande artista in questo settore. Dopo essersi  distinto a Genova, decise di provare il salto di qualità trasferendosi in Toscana, ma una volta trasferitosi, gli vennero sequestrati tutti i suoi beni e imprigionarono il padre, costringendolo a tornare a lavorare nel paese natale. La lavorazione del corallo avveniva in laboratori specifici in  mano a delle grandi botteghe artigiane, di cui si ricordano soprattutto la “Francesco e Raffaele Costa”, i “Morando” e i “Dellepiane”. La materia prima arriva direttamente dalla Sardegna, ma anche da India e Giappone. Si aveva una vastissima richiesta di compratori dalle grandi città di tutta Europa, soprattutto dalla Russia. Tutte le polveri e gli avanzi di corallo venivano riciclati per la realizzazione dei pavimenti alla veneziana, insomma, non si buttava assolutamente nulla. Naturalmente questo lavoro avveniva soprattutto nelle tradizionali case-botteghe a conduzione famigliare, ricordi di cui ormai non si ha più traccia. Durante l’ottocento queste attività persero di interesse ma restò ugualmente viva grazie alle donne di paese che durante l’inverno cercavano di “arrotondare” le entrate della propria famiglia. Questa è una delle tante storie di un passato che purtroppo si sta perdendo, ma che tutti insieme possiamo mantenere viva. Questa era Fontanegli, il paese che per alcuni dei suoi attuali abitanti ha la forma di un cuore…di corallo!

Paolo Congiu, fotografo e appassionato di storia e tradizioni della Val Bisagno.

L’articolo è tratto dal numero di Giugno 2016 “Noi in 20 Pagine, il notiziario della Polisportiva Alta Val Bisagno”, dalla rubrica C’era una volta.

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Via Madre di Dio

Il proposito di questo documento video di Samantha Woods sulla demolizione dell’intero quartiere di Via Madre di Dio a Genova,e quindi della costruzione di nuovi edifici, è quello di far sì che la la cittadinanza, le persone, possano farsi una idea propria delle motivazioni che portano le amministrazioni pubbliche a compiere determinate scelte anziché altre; sopratutto far sì che, proprio la cittadinanza ,osservi sempre più da vicino simili fenomeni più che mai attuali, si interroghi, ed interroghino i responsabili, cercando di valutarne insieme rischi e benefici.

Il documento video, caricato da Ghett Up Tv sul forum: http://forum.ghettuptv.net/node/82

Se si osserva “La forma della città” di Pasolini (https://www.youtube.com/watch?v=btJ-EoJxwr4) si può notare come egli mette in paragone la forma di una città antica, ormai “naturalizzata”, con una città moderna, di stampo fascista, costruita ad hoc per l’uomo moderno. Pasolini valorizza e vuole salvaguardare in entrambe i casi la popolarità, cioè il popolo come “artista” nel costruire un antico borgo e il popolo nei suoi usi e costumi, rimasto nella sua genuinità e umiltà nonostante l’architettura fu pensata per un altro “tipo di uomo” Nel corso di alcune ricerche ho scoperto un “piccolo mondo” ormai andato perduto, il primo borgo di Genova e nucleo da cui si sviluppò il famoso centro storico genovese, Via Madre di Dio.

I palazzi, le case, le botteghe, le trattorie sono state costruite dal popolo per il popolo. Si creò dunque un centro di scambi, dialogo e cultura. Nei vicoli del quartiere riecheggiavano canti popolari, i bambini giocavano liberi e le donne lavavano i panni comunitariamente nel trogolo.
Via madre di Dio negli anni della grande guerra fu colpita dalle bombe, del resto come tanti altri luoghi, lasciando “scarni” alcuni edifici, ma questo non impedì ai cittadini di continuare a vivere nelle proprie abitazioni adiacenti; nonostante ciò per il volere di pochi e per cause ufficialmente non identificabili, è stato distrutto un intero quartiere portando via con sé tradizioni usi e costumi. Proteste e resistenze da parte della comunità non sono servite poiché il parere di essi stessi non è stato ascoltato.
Ciò che più sconcerne è che nel medesimo lasso di tempo in cui è stato abbattuto un intero quartiere medievale, la coscienza del patrimonio culturale era già viva nelle persone, tant’è vero che nel 1974 fu istituito il ministero dei beni culturali da Giovanni Spadolini.
Oggi al posto di Via Madre di Dio troviamo i giardini di Baltimora, un praticello incorniciato da nuovi palazzoni dell’architettura brutalista e nascosti in questa zona si posso trovare alcune tracce di un ipotetico passato. E. Turri ne “Il paesaggio e il silenzio” asserisce che: “Quando negli anni ’60 del 900 s’imposero le trasformazioni indotte dal miracolo economico, non furono molte le voci che, in Italia, si sollevarono per lamentare le offese patite del paesaggio (…) Ed è in quel periodo della storia Italiana che il nostro paesaggio comincia a morire. Si intende per morte una storia di trasformazioni così profonde che è venuto meno, per alcune generazioni, il riferimento a scenari di vita, a immagini e testimonianze nel territorio che si ponevano come elementi di identità e la cui perdita ha provocato perciò stesso una sorta di straniamento, di disorientamento”.
Quando Turri scrive di alcune generazioni a cui manca uno scenario di vita che testimonia il passato di un territorio, io posso affermare che la mia generazione, e quelle successive, subiscono inconsciamente questo stato di straniamento, poiché io ho scoperto quasi per caso l’estrapolamento del nucleo della mia città. Se è vero che l’identificazione e l’orientamento sono aspetti primari dello stare al mondo, credo che spetta a noi il recupero di un ricordo collettivo da mandare avanti per poi poterci orientare e progredire in una società consapevole (testo di Samantha Woods).

Per concludere vorremmo sottolineare come sia forte il legame del nostro quartiere con Via Madre di Dio: quando nel 1970 il quartiere del centro storico fu raso al suolo i suoi abitanti furono  dispersi per gli atri quartieri cittadini, tra i quali Piazza Adriatico e Via Mogadiscio. Memori di quello scempio, il Manifesto della nostra associazione si è intitolato “No ad un’altra via Madre di Dio” (http://www.amicidipontecarrega.it/manifesto/)
un stralcio del video proiettato sulle memorie di Via Madre di Dio, opera di Samantha Woods

un stralcio del video di Samantha Woods proiettato sulle memorie di Via Madre di Dio su Ponte Carrega

Alcune osservazioni presentate al Municipio IV sul nostro quartiere

Il documento è stato inviato in Municipio alla fine di Luglio.

-sistemazione idraulica Rio Torre
In merito ai lavori di sistemazione idraulica del Rio Torre si chiede di aggiornare la cittadinanza circa l’inizio dei lavori. Al momento, come risulta dal sito internet del Comune di Genova l’avvio della procedura per la gara di appalto è prevista per ottobre 2016. Ciò rappresenta un ulteriore rinvio per l’apertura di un cantiere e di fondamentale importanza per il quartiere.
-rifacimento acque bianche Passo Ponte Carrega e Piazza Adriatico
 Come riferito dall’Ufficio Idraulica del Comune di Genova la somma destinata all’adeguamento idraulico del Rio Torre non è sufficiente a garantire anche la  fondamentale opera di rifacimento della rete di acque bianche di Passo Ponte Carrega e Piazza Adriatico. Rivolgiamo pertanto all’Amministrazione la richiesta di intervenire contestualmente ai lavori di adeguamento idraulico del Rio Torre (così da concentrare i lavori in un unico lotto) utilizzando fondi municipali o comunali destinati a questa categoria di opere e/o ribassi d’asta dovuti ai lavori di sistemazione idraulica del rio Torre.

-progetto rifacimento Piazza Adriatico: situazione dei fondi stanziati e della procedura presso Ass.Lavori Pubblici
A seguito degli incontri con il Municipio IV Media Val Bisagno e a seguito delle assemblee pubbliche di quartiere svoltesi nell’arco dell’estate 2015 sono state presentate, dai cittadini del quartiere, all’Ufficio dei Lavori Pubblici del Comune di Genova le linee guide per il rifacimento di Piazza Adriatico attraverso l’utilizzo dei fondi ricavati dalla mancata realizzazione del cordolo stradale e della progettazione di Piazza Adriatico derivanti dagli oneri di urbanizzazione del Bricoman.
Si intende chiedere conto all’Amministrazione di quanto presentato e protocollato dagli uffici, chiedendo di essere aggiornati sullo stato attuale della progettazione, facente riferimento all’Assessorato al Territorio del Municipio e all’Assessorato ai Lavori Pubblici del Comune di Genova-Direzione Lavori Pubblici-Settore Progettazione e Opere Pubbliche (Arch. Mirco Grassi). Analogamente si chiede all’amministrazione municipale di aggiornare la cittadinanza sugli esiti della richiesta da parte del Consiglio comunale di effettuare un sopralluogo della Commissione V Territorio presso Piazza Adriatico e Ponte Carrega.

-aggiornamento sui lavori di tracciatura della segnaletica orizzontale presso Via Fratelli Chiarella e realizzazione nuovo attraversamento presso Via Ponte Carrega
A seguito dei sopralluoghi dell’Ufficio tecnico del Municipio IV Media Val Bisagno e della Polizia Locale effettuati nel mese di giugno sulle problematiche relative alla viabilità di Via Ponte Carrega e Via Fratelli Chiarella era emersa la necessità di tracciare una nuova e più efficace segnaletica orizzontale all’inizio di Via Fratelli Chiarella e di installare un nuovo attraversamento pedonale presso i bidoni R.S.U. in Via Ponte Carrega. A seguito di tali iniziative chiediamo al Municipio IV Media Val Bisagno di aggiornare la cittadinanza.

(Su Via Chiarella è stato anche fatto presente, successivamente alla mail e all’incontro con l’Ufficio Tecnico che va rialzato lo scalino con il quale si accede ai civici di Via Fratelli Chiarella, come prima dei lavori. E’ inoltre stato fatto il sollecito ai Chiarella per la sfalciatura delle alberature sul lato sx di Via Fratelli Chiarella)

Risposta del Municipio: in attesa di aggiornamento da Aster

-aggiornamento sulla sistemazione delle aiuole di Ponte Carrega e sull’intervento di Amiu
A seguito del sopralluogo dell’Ufficio tecnico del Municipio, del dirigente di Amiu, del rappresentante dell’amministrazione del condominio Bricoman-Sogegross e dei giardinieri responsabili della manutenzione delle aiuole sono state installate nuove piante al posto di quelle seccate e si sta procedendo alla manutenzione del verde e dell’impianto di irrigazione, così come richiesto dal contratto di gestione delle aree verdi stipulato tra Comune di Genova e gestore dell’area suddetta, oltrechè dalle richieste della cittadinanza.
A seguito di ciò si vuole sottolineare, per permettere una più facile ed efficace manutenzione di tali aree, la necessità di installare dissuasori volti a impedire ai cani di accedere alle aiuole.
Si chiede anche all’Amministrazione municipale di aggiornare la cittadinanza circa una eventuale e auspicabile modifica del contratto di gestione delle aree che al momento non prevedono l’intervento di Amiu per quanto riguarda la pulizia del quartiere nelle aree di nuova realizzazione.
Allo stesso tempo si vuole esprimere vivo apprezzamento per l’installazione da parte di Amiu dei nuovi cassonetti in cemento dislocati in Piazza Adriatico e per la pulizia del verde della Creuza di Salita Terpi.

Risposta del Municipio: in attesa di modifica del contratto di gestione delle aree che avverrà nei prossimi mesi

-trogolo
Chiediamo all’amministrazione di aggiornare la Associazione, stipulante una convenzione di scopo con Questo Municipio per la gestione dell’area del lavatoio di Salita alla Chiesa di Staglieno, circa il proseguo dei lavori di sistemazione del muro di confine tra l’area del lavatoio e quella del Cimitero monumentale di Staglieno.
In assenza di questi necessari lavori di sicurezza, la nostra associazione è costretta a tenere chiusa l’area e a non poter proseguire i lavori di recupero dell’area pubblica.

-pali storici Ponte carrega
A seguito di richieste effettuate nel tempo al Presidente del Municipio IV Media Val Bisagno e all’Ufficio tecnico del Municipio si è chiesta, in passato, la possibilità di inserire nel capitolo di spese municipale riguardante la Illuminazione pubblica l’inserimento della illuminazione storica ai due estremi del Ponte Carrega. Chiediamo all’Amministrazione municipale di comunicarci l’eventuale adesione a questa progettazione già approvata dalla Soprintendenza e dagli Uffici competenti del Comune di Genova.

Inoltre la Associazione ha presentato altre tre segnalazioni al Municipio:

-la prima in data 1 agosto, mandata al Presidente del Municipio IV Gianelli, all’Ufficio Tecnico e alla Soprintendenza è stata poi trasmessa all’ing.Pinasco dell’Ufficio Idraulica del Comune di Genova riguarda lo stato di erosione della platea di Ponte Carrega. Qui di seguito il testo della mail:

Con la presente mail si vuole dare seguito alle segnalazioni fatte in precedenza in sede di audizione in Consiglio Comunale e Osservazioni al Piano triennale dei Lavori Pubblici circa la situazione di degrado ed erosione della platea in cemento armato del Ponte Carrega. Le armature sono oramai da molto tempo a vista e non risultano più essere coperte da cemento; la stessa base si presenta oramai molto erosa e scavata dalle acque. Dando seguito alle richieste dei cittadini riferiamo all’Amministrazione municipale i nostri dubbi e le nostre preoccupazioni per questa situazione e chiediamo al Municipio IV Media Val Bisagno di farsi carico della comunicazione all’Assessorato ai Lavori Pubblici del Comune di Genova affinchè i suoi tecnici possano eseguire un sopralluogo e possano quindi stabilire l’entità del problema e intervenire a salvaguardia del bene storico monumentale di Ponte Carrega, in accordo con la Soprintendenza competente, che legge in copia.
Si resta in attesa di risposta e si saluta cordialmente.

Questa la risposta del Municipio:

Spett. Associazione Amici di Ponte Carrega

In relazione alla Vostra segnalazione di cui sotto, qui pervenuta alla Segreteria del Presidente (prot. 268033/3.8.2016) e   per conoscenza   all’Area Tecnica municipale e ai Beni Culturali, si informa che la stessa,  come da Voi richiesto,  è stata inoltrata  alla Segreteria dell’Assessorato ai Lavori Pubblici del Comune di Genova.

L’Area Tecnica municipale, tramite il Responsabile Geom. Roberto Maragliano, si è peraltro prontamente attivata al fine di verificare, come di sua primaria competenza, quanto da Voi evidenziato, interessando gli Uffici competenti per gli opportuni sopralluoghi e le valutazioni in merito a quanto segnalato.

Cordiali saluti

Il Presidente del Municipio IV

Agostino Gianelli

Segreteria Organi Istituzionali

Municipio IV Media Val Bisagno

(Arrigo Gemignani)

-la seconda in data 9 agosto riguardate la movimentazione terra nel greto del Bisagno all’altezza delle Gavette. della quale l’assessore al territorio del Municipio IV, Gianni Bagnino, ci ha riferito quanto segue: “si tratta di una operazione autorizzata dalla Città Metropolitana e si tratta di terra prelevata da sotto la copertura dello Stadio di Marassi ( Aster sta effettuando la pulizia della parte sottostante la copertura del Bisagno in Piazzale Marassi), stoccata presso il greto all’altezza delle Gavette e in attesa di essere collocata all’altezza della briglia del ponte Monteverde a Staglieno”.

-la terza in data 10 agosto riguardante i lavori di ripristino della pavimentazione presso la rotonda di Ponte Carrega (laddove sono stati effettuati gli scavi per la realizzazione della bocca di lupo, guarda articolo precedente): al posto degli autobloccanti drenanti è stata fatta una asfaltatura del marciapiede. Abbiamo chiesto, tramite il Municipio e l’Ufficio tecnico, spiegazioni: Aster ci ha comunicato che l’asfaltatura è stata voluta perchè, a detta del geometra di Aster, “altrimenti si rischia che la forza dell’acqua si porti via i blocchetti”.  Crediamo che il Municipio possa trovare insieme ad Aster una soluzione diversa da quella oggi adottata e ripristinare la pavimentazione drenante in autobloccanti.

E’ stato poi fatto il punto sulla edicola votiva di Ponte Carrega. La nostra associazione insieme alla Parrocchia di Montesignano è in attesa degli ultimi rinnovi di autorizzazione per iniziare i lavori di riposizionamento dell’edicola.

Infine è stato fatto presente il problema della pensilina dell’autobus mancante in Via Terpi all’incrocio con Via Mogadiscio.