Archive for Ex Officine Guglielmetti

Modifiche al progetto Coop-Talea per area ex-officine Guglielmetti

Recentemente sono state consegnate in Comune le modifiche al progetto Coop – Talea per le aree ex-officine Guglielmetti. Il progetto fu presentato l’autunno scorso con la riserva di operare alcune modifiche migliorative.

Di seguito pubblichiamo alcuni render della proposta progettuale revisionata e la foto dell’area allo stato attuale.

Crediamo di far cosa gradita a chi fosse interessato indicare il link dove poter scaricare la versione informatica del progetto depositato in Comune. >  link <

Albergo

Albergo2

 

ProspettoTalea

Edificio

 

La grande bellezza

 

la-grande-bellezza La primavera e’ vicina, il tepore di una giornata insolitamente calda sembra allontanare i preoccupanti rigurgiti dell’acqua che hanno caratterizzato un autunno finito alle porte della bella stagione.

C’è aria di rinnovato ottimismo con un oscar a un film italiano che è una “grande bellezza”, ma soprattutto abbiamo un nuovo governo che ci guiderà senza indugio verso la primavera perché, come a Ponte Carrega, è “cambiato il passo”.  

Nonostante l’aria che tira qualcuno non riesce ancora a digerire il cemento che è stato versato dopo il 4 novembre 2011. Sembra un butto sogno, o come un bambino che si è immedesimato in un racconto malvagio, quel fango spalato con fatica, ora sembra solidificarsi in colonne di cemento che la mente non riesce più a spazzare via. Il quartiere non si risolleverà, questo è certo,  non per l’alluvione ma per quello che è avvenuto dopo. In effetti il passo è stato cambiato, ma occorre capire in quale direzione, dato che il grande l’edificio un primato certamente lo ha, fin troppo ingombrante. Chi non e’ nato in questi luoghi, o chi non li ha frequentati, non può capire. Questo scempio edilizio continuerà a produrre sofferenza e a mantenere aperto un conflitto che non si placherà  perché fisicamente percepito come un’offesa agli abitanti. Il foresto si guarda intorno smarrito, non trova le differenze fra questa e tante altre periferie che ha trattato con uguale superficialità: ruggine e rottami, qualche traccia di antico vissuto, case popolari di operai senza lavoro e il degrado. Le grandi aree dismesse sono tutte uguali.

Il “nulla da riempire” deve essere stato il pensiero di  qualche tecnico, ingegnere o architetto che sia, spinto dagli indicatori di  sistema per massimizzare la speculazione e sfruttare il diritto a edificare.

Riguardo al fatto che la “cosa” poteva essere migliore, la risposta è sempre quella: il cliente ha sempre ragione altrimenti non si compra e non si vende. Questa è la convinzione ferma del mercante alla quale invece l’arte e il buon senso avrebbero consigliato la prudenza, il non buttar via secoli di storia, di cultura e con quello l’ultimo briciolo di umanità che avrebbe voluto far sorgere il bello, il buono e la giusta misura.

Persone, spinte da amorevole convinzione “cooperativa” non hanno esitato acquistare spazio a tre volte il suo valore, pur di non rischiare un concorrente.

Auto e carrello è il destino di tutti, altro non sanno pensare, perché se si abbassa, o si  restringe, il risultato è sempre quello: vieni a comprare.   altri-carrelli  

In tutto questo muover di concetti, propositi, riqualificazioni e speculazioni, piccoli rappresentanti del popolo s’aggirano smarriti al sorgere di un edificio che avevano inteso molto più piccolo e che ora invece appare grande il triplo.

Con il senno del poi, codesti personaggi, vorrebbero vederlo ridotto, ma è troppo tardi, ormai hanno concesso il titolo. Per dire di no, non hanno avuto la forza, perché più del popolo, rincorrono il partito, e in quello la base conta, ma il capitale di più, alla faccia di chi ci ha creduto! Il ponte intanto rimane li, a guardare queste cose, sempre avvezzo a sorprendere. Qualcuno lo vuole già spacciato e in quel posto vuole mettere un bel totem, segno di vittoria del mercato. totem

Ora i suoi abitanti sono già pronti con una colonna infame, di marmo o di cartone, questo non importa, a inaugurare gli incanti e questi sepolcri.  

Saranno gli abitanti di quei luoghi, i figli di nessuno, che in gran festa, ogni anno, davanti a quei mercati, sapranno rammentare i fatti: “S’ingannarono i miei occhi quella sera” e in terra dei franchi già vola un uccellino a rammentare le cose: di belle e di brutte qui se ne son viste di tutte.    

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Renzo Piano…vieni a Pontecarrega!

Piano venga a Pontecarrega!

Sarebbe bello poter replicare a Renzo Piano, consulente per l’urbanistica della scorsa amministrazione. Quale era la sua idea di periferia nel 2010 quando la giunta di cui era il consulente approvò il Bricoman? Quando nel 2009 la Guglielmetti passò alla Coop Talea e già si sapeva cosa ne sarebbe venuto fuori, cioè un centro commerciale…posteggi e interscambio auto-carrello? Vorremmo invitarlo qui e chiedergli di ripetere le stesse cose, molto condivisibili e da noi ripetute fino allo sfinimento. Queste cose le ha dette a La7, venga a qui a vedere l’effetto delle sue consulenze… davanti al nuovo edificio per il Bricoman!

                                                             LE PAROLE

                                                              I FATTI

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Guarda anche questo link

Osservazion conferenza dei servizi talea

Osservazion conferenza dei servizi talea
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Verbale seduta istruttoria 18 dicembre 2013 – S.U. 294/2013 – ex officine guglielmetti

Istruttoria

Pubblichiamo verbale della seduta istruttoria del 18 dicembre 2013 – S.U. 294/2013, richiesta variante PUC per ex. Officine Guglielmetti – Coop Talea.

Invitiamo a tutti coloro che sono interessati a mandarci le loro osservazioni, l’associazione Amici di Ponte Carrega, si farà carico di riassumerle e consegnarle agli uffici Comunali entro il 17 gennaio 2013. A seguito della seduta istruttoria i cittadini possono allegare loro osservazioni al procedimento aperto di variante al PUC.

Scarica qui il documento

Corriere Mercantile del 3 gennaio 2014

Schermata 2014-01-04 a 11.53.24 Schermata 2014-01-04 a 11.56.02 Schermata 2014-01-04 a 12.03.01

Coop + Bricoman= 5.490 auto in più ogni giorno in Lungo Bisagno

E intanto la Coop si fa bella parlando di bikeconomics! http://www.consumatori.e-coop.it/index.php/articoli-mese-corrente/leconomia-che-gira-su-due-ruote

E intanto la Coop si fa bella parlando di bikeconomics!
http://www.consumatori.e-coop.it/index.php/articoli-mese-corrente/leconomia-che-gira-su-due-ruote (disegno tratto da CON, numero di dicembre 2013)

 

 

Esattamente un anno fa, 28 dicembre 2012, la giunta comunale approvava la installazione di rastrelliere per le biciclette nei vari municipi di Genova: anche nel IV Media Val Bisagno. Due di queste rastrelliere dovevano essere installate anche nel territorio del nostro quartiere, una su via Pontecarrega e una in Piazzale Bligny. Ora lasciando da parte il fatto che questa amministrazione non punta assolutamente su sistemi di trasporto sostenibili e piuttosto cerca di favorire la gomma (la costruzione dei centri commerciali, il parcheggio di interscambio gomma-carrello sulla copertura della futura Coop Guglielmetti!) e lasciando da parte la critica sempre attuale che senza una programmazione e investimenti sulle piste ciclabili (in Val Bisagno già esiste praticamente e non ce ne siamo accorti,https://www.youtube.com/watch?v=WYdxBf6h5tM) non si va da nessuna parte rischiando solo di sperperare denaro pubblico in maniera irresponsabile (il classico “tappullo” senza idee a lungo termine!) ci chiediamo a che punto siamo con queste rastrelliere ad un anno preciso dalla delibera?

https://www.facebook.com/groups/263283517124959/322456221207688/

Questo vuole essere un pretesto per parlare di viabilità e soprattutto di coerenza e credibilità: riprendendo il discorso di chi punta sulla gomma e non sui trasporti sostenibili e che per la struttura stessa della propria attività di impresa non potrebbe mai rinunciare alla gomma vogliamo porre l’attenzione sull’ultimo numero di dicembre della rivista CON. La rivista dei consumatori e soci Coop si apre con un elogio delle due ruote che suona quantomeno incoerente se consideriamo gli oltre mille posteggi che Coop Liguria realizzerà nel nuovo centro commerciale Guglielmetti proprio davanti alle nostre case e che aumenterà, secondo le loro stime, il traffico in Val Bisagno di almeno 549 veicoli (compreso Bricoman) in più ogni ora rispetto ad oggi per un totale quindi di quasi 5.490 macchine in più nell’arco di 10 ore (altro che le 1000-1200 in più al giorno risultanti dalla istruttoria della valutazione per l’impatto ambientale per il Bricoman – Decreto Regione Liguria N°1835 del 28/06/2011  che fu anche oggetto di ricorso al TAR…).

Istruttoria Regionale

(In base alle assunzioni sopra definite il traffico orario incrementale risulta pari a 549 veicoli, valore calcolato come di seguito specificato e da considerare sia in arrivo che in partenza:

La macro Matrice OD di Tabella 4 è infine particolarizzata nelle Tabelle 5, 6, 7 nella forma di Matrice OD da Sezione al Cordone a Sezione al Cordone.

+518 pa x 0,67 = +345 veicoli [associato alle strutture di vendita al dettaglio previste dal Progetto di Nuovo Complesso Commerciale] 

- 242 pa x 0,67 = -161 veicoli [associato alle strutture di vendita al dettaglio nell’Attuale Complesso Commerciale]

+491 pa x 0,20 = +98 veicoli [associato alle altre attività previste dal Progetto di Nuovo Complesso Commerciale]

+267 pa x 0,67 = +179 veicoli [associato alla struttura di vendita al dettaglio prevista dal Progetto Bricoman]

 

+438 pa x 0,20 = +88 veicoli [associato alle altre attività previste dal Progetto Bricoman].

 

Rilevazioni fatte sabato 7 gennaio 2012 tra le 9:00 e le 19:00 e sabato 16 febbraio 2012 da TTA srl e gentilmente concessi dai progettisti Coop) 

Suona quindi molto paradossale un elogio della bicicletta fatta da chi vive e lucra sull’uso dell’automobile. L’impressione è la stessa che può fare il cacciatore che si iscrive al WWF o a Legambiente.

Un tentativo di pulirsi la coscienza o di farsi belli indossando un bel vestito da gala sopra una tunica sporca  puntando sulla buona fede della gente e facendo presa su di essa con argomenti attuali e sempre più quotidiani? L’etica non abita qui. Non pretendiamo questo da chi fa questo tipo di attività: sarebbe da ingenui, anche se il soggetto in questione si chiama Coop e nonostante abbia una politica sociale ben definita e diversa rispetto ad altre imprese capitaliste dello stesso tipo. Chiediamo però onestà intellettuale e trasparenza. Questo articolo si configura, per noi, come una mossa pubblicitaria a cui la Coop ci ha già ben abituati e che ha una grande attrattività e una grande presa sulle masse. Risulta essere, in conclusione, un elogio che davvero non è credibile per il fatto che senza automobili la Coop non esisterebbe più! Altrimenti, che senso avrebbe realizzare 1000 nuovi parcheggi nella Coop Val Bisagno?

<<Si chiama bikenomics: è la dimostrazione che l’aumento delle persone che pedalano, oltre a far bene alla salute e combattere l’inquinamento, è un volano prezioso per il paese. Da due anni si vendono più bici che auto, poi c’è il turismo… Ecco allora che la bicicletta, dopo essere stata ignorata, irrisa e sottovalutata, oggi sembra puntare al bersaglio grosso e comincia a chiedere spazio non solo nelle città, ma anche in economia>>.

Il numero completo al seguente link:

http://www.consumatori.e-coop.it/index.php/articoli-mese-corrente/leconomia-che-gira-su-due-ruote

Relazione traffico TTA srl sopra citata: ALL. 7 relazione Traffico_

Oggi si è svolta la conferenza dei servizi per la Guglielmetti

Stamattina alle ore 11:00 al Matitone si è svolta la conferenza dei servizi per l’area ex Guglielmetti.

Peccato non aver potuto partecipare, anche se soggetti giuridici portatori di interessi legittimi. Peccato perchè si è persa una occasione per applicare sul campo la tanto abusata “partecipazione”. Spesso sentiamo parlare di questo tema. I politici la usano proprio come fosse un cavallo e lo portano allo sfinimento dopo una lunga cavalcata nelle campagne elettorali. Lo sfiancano e lo lasciano lì, a rimpinzarsi di fieno fino al prossimo appuntamento elettorale. Alla fine il discorso è sempre lo stesso: pochi decidono per tutti e la conferenza dei servizi non sfugge alla regola. Pochi soggetti, qualcuno ben qualificato, altri meno. E il territorio? Praticamente assente, al di là di un paio di rappresentanti municipali che però non possono certo mettersi sulle spalle il peso della rappresentanza di una intera comunità. Sarebbe stato interessante ascoltare, senza intervenire dato che non è permesso dai regolamenti che disciplinano lo svolgimento delle conferenze dei servizi, ciò che viene proposto e che sarà vissuto sulla nostra pelle con la trasformazione del nostro quartiere. In fondo la famosa e tanta abusata partecipazione passa da qua. O forse no. Forse la partecipazione è tutta un’altra cosa ed è cosa diversa dalla informazione, dalla democrazia partecipativa, dal rendere conto di certe scelte di fronte ai rappresentati. Forse la partecipazione è cosa diversa ma qualcuno, per favore, ci spieghi che cosa è!

Si chiede solo trasparenza per non svegliarsi la mattina e doversi chiedere, attoniti, come cittadini di un altro mondo bevendo il caffè davanti al telegiornale, da dove nasca l’esasperazione dei conflitti sociali e le tensioni di questi ultimi mesi.

Fatte queste banali considerazioni di ordine generale (un tema sicuramente da approfondire ma in sedi più specifiche) ci preme informare che abbiamo già fatto richiesta della copia del verbale della riunione di oggi e che rimane comunque fermo il diritto di poter presentare osservazioni in maniera formale (l’invito è rivolto a tutti).

Stamattina dovrebbero essere state confermate le tre richieste da noi fatte per mitigare l’impatto:

1) eliminazione della rampa elicoidale davanti al borgo storico di Pontecarrega

2) abbassamento dell’altezza dell’albergo di circa 7metri rispetto ai 35metri originariamente previsti a progetto

3) installazione del teatro dell’Ortica

Presto pubblicheremo il verbale dell’incontro.

Ex Guglielmetti: accolte alcune richieste da noi proposte

Articolo de Il Corriere Mercantile di Venerdì 29 novembre 2013

Articolo de Il Corriere Mercantile di Venerdì 29 novembre 2013

Alcune nostre richieste accolte dai progettisti di Coop Talea.

Il nostro comunicato stampa, che troverete domani su Il Corriere Mercantile, con le nostre considerazioni dopo la presentazione ai soci Coop di ieri sera del progetto Coop Talea per l’area Guglielmetti.

In attesa del percorso partecipato che il Municipio organizzerà ci riteniamo soddisfatti dell’incontro di ieri: le modifiche che avevamo proposto a Coop a settembre, la eliminazione della rampa di accesso alla copertura e l’inserimento del teatro dell’Ortica, sono state accolte.
Ora ci aspettiamo di vedere da parte di Coop un ultimo sforzo per la mitigazione dell’altezza dell’albergo davanti al borgo storico di Pontecarrega.

Attendiamo di vedere se è possibile accogliere le ns proposte di un impatto meno forte per quanto riguarda i 35m di altezza dell’albergo, magari modificando la geometria dell’edificio.

Per quanto riguarda le perplessità espresse da noi e la cittadinanza sul traffico siamo in grado di pubblicare lo studio sulla qualità dell’aria e la relazione sul Traffico forniteci dall’arch. Ferrari di Talea:
Pubblichiamo infine alcune foto delle modifiche apportate al progetto

 

La piastra sulla copertura con l'inserimento sul lato di Via Terpi del Teatro dell'Ortica.

La piastra sulla copertura con l’inserimento sul lato di Via Terpi del Teatro dell’Ortica.

 

Sezione del Teatro dell'Ortica: una superficie di 380 mq con una capienza di circa 100 persone

Sezione del Teatro dell’Ortica: una superficie di 380 mq con una capienza di circa 100 persone

 

In basso a destra: è scomparsa la rampa che portava alla copertura della Guglielmetti. Davanti al borgo storico ci sarà reception e ristorante dell'albergo con una piccola area verde. Gli 8 parcheggi che vedete sono quelli riservati agli ospiti in arrivo in reception

In basso a destra: è scomparsa la rampa che portava alla copertura della Guglielmetti. Davanti al borgo storico ci sarà reception e ristorante dell’albergo con una piccola area verde. Gli 8 parcheggi che vedete sono quelli riservati agli ospiti in arrivo in reception

 

Lato Sud, Pontecarrega: il render senza la rampa.

Lato Sud, Pontecarrega: il render senza la rampa.

 

Hotel: secondo gli interventi di ieri in assemblea l'altezza è eccessiva (36metri). Si chiede a Coop di sviluppare l'albergo in maniera differente, mantenendo lo standard delle 150 stanze necessarie all'albergo ma proponendo una nuova forma geometrica (a L oppure più basso e più lungo).

Hotel: secondo gli interventi di ieri in assemblea l’altezza è eccessiva (36metri). Si chiede a Coop di sviluppare l’albergo in maniera differente, mantenendo lo standard delle 150 stanze necessarie all’albergo ma proponendo una nuova forma geometrica (a L oppure più basso e più lungo).L’ing. Lino di Sviluppo Coop ha detto che sarà un hotel 3 stelle con stanze per famiglie e comitive. Le stanze saranno fino a 6 persone per permettere il pernottamento di gruppi e comitive.

 

Un film già visto..


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Tra qualche giorno la giunta dovrà esprimersi per l’approvazione della variante richiesta dal gruppo Coopsette, per l’edifico in cui andrà a collocarsi il nuovo negozio Bricoman.

Il film sarà sempre lo stesso, forse perché queste cose sono regolate con accordi preliminari, dove i cittadini contano come il due di picche.

Come associazione da circa un anno abbiamo chiesto il miglioramento del progetto attraverso semplici interventi di piantumazione di alberi a medio e alto fusto intorno all’attività prevista. Questa richiesta sarebbe un minimo riconoscimento e attenzione per il disagio che sarà arrecato a chi dovrà vivere con il traffico e l’aumento dell’inquinamento portato dei nuovi centri commerciali.

Dopo sei mesi di comunicazioni politiche e istituzionali, dove i signori di turno esprimevano compiacenza e approvazione alle nostre richieste, il risultato è stato quello di ottenere una variante dove al posto del piazzale del parcheggio viene proposta una nuova struttura per aumentare i posti auto pertinenziali.

Evidentemente nel progetto approvato i posteggi previsti non erano sufficienti.

In questa storia troppe cose non tornano: un ponte del 1788, non più idoneo al piano di bacino, si deve abbattere senza nemmeno prospettare un suo adeguamento. Perché questa volontà distruttiva? Forse non si conosceva il valore storico o culturale del monumento? In tal caso l’ipotesi è ancora più inquietante perché getterebbe un ombra sulle capacità, soprattutto culturali, dei progettisti proponenti. Noi non crediamo che sia così. Anzi i tecnici a questo livello sono molto bravi, piuttosto crediamo che abbiano risposto alle esigenze di un committente superiore, ma quale?

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Dopo l’abbattimento di Ponte Carrega il progetto prevede il rifacimento di un ponte a quattro corsie automobilistiche con innesto nella rotonda verso i nuovi centri commerciali: ex-Italcementi, ex-officine Gulgielmetti. Ma non è difficile prospettare che il nuovo ponte è realizzato per favorire l’accesso veicolare verso l’area delle Gavette, oggi di proprietà del Comune tramite la società controllata S.P.IN.spa

In tutto questo procedere sembra che ci sia una regia superiore, estranea anche alla volontà dichiarata dalle principali forze politiche di maggioranza e dei cittadini. In campagna elettorale si diceva: “..non s’intende avvallare un modello di insediamento presente in altre parti della citta (Campi) , molti di noi hanno creduto a queste affermazioni, ma i fatti, ora è certo, sono un’altra cosa.

In Val Bisagno ci sono grandi distretti di trasformazione, aree pubbliche da vendere ai privati e da far fruttare il più possibile con la monetizzazione e gli oneri di urbanizzazione, proprio come è già avvenuto per l’ex area italcementi e le ex-officine Guglielmetti. Diciamo la verità, le grandi aree pubbliche, per essere appetibili ai privati, dovranno essere prima raccordate con una nuova viabilità, altrimenti la vallata esploderà.

Ma come far passare tutta questa opera di trasformazione senza che ci sia un opposizione forte dei residenti che presto saranno travolti dal nuovo traffico, inquinamento e rumore, con un declassamento complessivo della qualità di vita?

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Occorre qualcosa che attragga il consenso e che sia anche di grande riscontro mediatico, diversamente nessuno approverebbe una trasformazione della Val Bisagno nella Val Polcevera del levante.

Ecco quindi l’idea di unire il concetto della messa in sicurezza idraulica“, ovvero di un  fine superiore al quale nessuno porterà opporsi, all’idea della mobilità.

La chiave è la necessità di un TPL veloce, e in tal senso ben vengano anche le riduzioni degli autobus e la difficoltà dei cittadini nel muoversi. Questo non farà altro che portare consenso e maggiore pressione per la realizzazione dell’opera, ma riducendo il rischio di critiche sulla qualità della progettazione che favorisce non solo il trasporto pubblico ma soprattutto quello privato. Non era possibile un altro progetto altrettanto efficace per il trasporto pubblico ma meno impattante per l’ambiente e magari capace di riqualificare il tessuto urbano in un senso più umanoIl progetto del TPL presentato prevede l’abbattimento dei cinque ponti, tra cui lo storico Ponte Carrega, e la ricostruzione di solo due ponti a quattro corsie automobilistiche, non viene quindi favorita la mobilità pedonale tra le due sponde (distruzione delle attuali passerelle pedonali senza loro sostituzione) isolando le due sponde che rimarranno fra loro irraggiungibili senza un mezzo di trasporto. Tutto il progetto è pianificato per non intaccare, anzi favorire, la circolazione di mezzi privati. A ben guardare il progetto sembra essere studiato dalla stessa regia che ha mosso la volontà di costruire in Val Bisagno gli enormi centri commerciali, ovvero appartenere a quella volontà assoluta di non sottrarre spazio alla circolazione veicolare privatache anzi deve essere agevolarla, se no ai centri commerciali chi ci va?

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(rampa elicoidale prevista vicino alla rotonda di Ponte Carrega per l’accesso al centro commerciale Coop)

Dunque se verrà approvata la variante del parcheggio in struttura presentata dalla ditta Coopsette per aumentare il numero di posti auto di pertinenza al Bricoman, sarà un ulteriore riprova di questa volontà.

 

(alcune immagini sono tratte dal film metropolis di Fritz Lang)

>> Guarda il film Metropolis <<

>> guarda tutte le foto del progetto in variante <<

Anteprima progetto Talea (Coop Liguria) sul progetto depositato in Comune

Siamo andati in Comune e abbiamo esaminato la documentazione depositata dal Gruppo Talea e che prossimamente verrà presentata in Municipio. Di seguito esponiamo alcune fotografie dei documenti che abbiamo esaminato.

Abbiamo provato a sovrapporre le dimensioni indicative degli edifici esistenti e quelli in previsione, abbiamo quindi immaginato come potrebbe apparire una ipotetica cartolina…

SalutiDaTalea

InfoCoop

“.. il mercato che ha plasmato la società a sua immagine e somiglianza, deve avere dei limiti, ancorati a principi morali a loro volta fissati sulla base di una discussione pubblica esplicita, trasparente e partecipata.”

“..il mercato non modifica il valore dei beni che vengono scambiati. Questo è vero se sono beni materiali, un frigo o una tv. Ma la cosa cambia quando parliamo di cose immateriali, di beni comuni o del corpo delle persone…” Tratto dal periodico “Consumatori” di luglio – agosto 2013

CoopMorale

>> Scarica qui tutte le immagini << 

 

 

S.U. 294/13 – Gruppo Talea – Variante al PUC

Indichiamo di seguito il link dove trovare la variante al PUC presentata dal gruppo Talea per le Ex-Officine Guglielmetti.

http://suapgeinternet.comune.genova.it/comunege/Suip/Istanze%20Conferenza%20di%20servizi%20in%20variante/istanza%20SU294-2013.pdf

 

Slogan

Il carosello

Lo slogan è la moda dei nostri tempi, è una breve frase capace di esprimere un concetto in modo efficace e sintetico, il che lo rende particolarmente adatto alla propaganda e alla pubblicità.

Ma spesso lo slogan nasconde insidie e deviazioni dei concetti che sono in grado di assopire la coscienza e il buon senso dei cittadini, in questo modo è più facile fargli accettare cose che diversamente sarebbero respinte.

Per esempio si sosteneva che un ponte del 1788 era “fuori norma” e per questo occorreva abbatterlo, ma se accettassimo questa logica dovremo abbattere anche ponte vecchio di Firenze, e forse anche molti altri ponti romani o medioevali, certamente “non a norma” semplicemente perché a quel tempo non esistevano norme come quelle di oggi. 

Ma l’insidia degli slogan è molto più sottile e idoneo alla propaganda.

Per esempio un famoso slogan ancora oggi molto di moda che piace tanto è “costruire nel costruito” lasciando intendere che non è più possibile procedere con un consumo indiscriminato di suolo.

Solo un bene riconosciuto tale ha valore e quindi merita di essere perseguito dalla collettività. 

Costruire sul costruito” non è un bene a priori, basta pensare ai danni che la dittatura di Nicolae Ceaușescu’ ha fatto con la demolizione della capitale Bucarest, distruggendo il centro storico e demolendo capolavori medioevali per costruirci sopra enormi e anonimi palazzoni in stile sovietico.

Costruire sul costruito” non è un bene a priori!

costruire MENO superfici e volumetrie” non è un bene a priori, basta pensare cosa sarebbe del bel paese se i nostri maestri del rinascimento avessero applicato questa singolare regola. Non ci sarebbe la cupola del Brunellechi: chi sarebbe contrario a un’opera davanti a casa dove aprendo la finestra si mostrasse un capolavoro come Santa Maria Novella?

costruire MENO superfici e volumetrie” non è un bene a priori! è la qualità del costruito che fa la differenza!

 Anche “creare nuovi posti di lavoro” è uno slogan di moda e attualissimo. Ma anche in questo caso creare nuovi posti di lavoro non è un bene a priori. Se non si guarda alla qualità del lavoro creato, la società che massimizza questo slogan è la società basata sulla schiavitù, e questo certamente non è un bene.

creare nuovi posti di lavoro” non è un bene a priori!

Per rovesciare il senso comune di questi slogan basta riflettere su cosa sia veramente un bene e quindi porsi in quella prospettiva. Ovviamente in questa prospettiva emergono le visioni contrastanti, i conflitti di interessi, perché non è detto che un bene particolare, per esempio quello che massimizza un profitto o la strategia per non avere concorrenti commerciali, coincida con il bene comune, o comunque dei molti.

Un intervento di riqualificazione urbana, per essere un bene, deve porsi come obbiettivo il bene comune e mediarlo con il bene dei proponenti che hanno spesso obbiettivi contrastanti.  Derogare al bene comune, per un’amministrazione, significa porsi in una condizione d’ingiustizia a favore di una parte più forte che ha la capacità di imporla. 

Quali sono i beni che un’amministrazione dovrebbe tutelare?

La salute dei cittadini e delle generazioni future sono beni riconosciuti come tali e come tali hanno un valore.

Un ambiente sostenibile è un bene e come tale ha valore.

Il paesaggio e l’identità storica, sono un bene e come tale hanno un valore.

I posti di lavoro stabili e qualificati, sono un bene e come tale hanno un valore.

L’istruzione e l’intelligenza è un bene e come tali hanno un valore.

La mobilità, ovvero la possibilità di muoversi in città a basso costo è un bene e come tale ha un valore, ma spesso questo bene non coincide con nuovi parcheggi, tantomeno se sono parcheggi di interscambio: auto – carrello (della spesa).

Per giudicare i progetti di trasformazione occorre valutare se questi massimizzano il bene comune o diversamente sono compatibili solo con gli slogan e gli interessi dei costruttori.

Per perseguire il Bene Comune occorre darsi un Etica, non c’è altra via.

“Noi crediamo nel potere illimitato delle forze spirituali: Amore, Verità, Giustizia, Bellezza. Gli uomini, le ideologie, gli stati che dimenticheranno una sola di queste forze creatrici non potranno indicare a nessuno il cammino della civiltà. 

..ma il disordine ancora prevale. Ne siamo consapevoli quando incontriamo  – e la tristezza ci avvince – il diseredato, il disoccupato, quando nei rioni delle nostre città e nei borghi vediamo giocare in letizia nugoli di bambini che hanno soltanto a loro difesa il sole, caldo e materno, e nulla sappiamo del loro avvenire: è ancora disordine quando vediamo le nostre città crescere senza piani, senza spazi verdi, nel rumore e nella bruttezza.”  Adriano Olivetti, il mondo che nasce: dieci scritti per la cultura, la politica, la società.

 

 

Banchetto informativo alla festa del Leccio

Il nostro picolo banchetto informativo (per informare sulle nostre iniziative sociali e sulle operazioni Coop e Coopsette in atto nel nostro quartiere) alla Festa organizzata da Il Leccio di Sant’Eusebio nella bellissima piazza del paese…a proposito…sarebbe bello che anche il nostro quartiere avesse un angolo così vivibile!

Incontrando la Coop; il primo incontro con i costruttori.

nostra ipotesi con i render in nostro possesso sull'impatto dell'edificio sulla valle.

nostra ipotesi con i render in nostro possesso sull’impatto dell’edificio sulla valle.

Mercoledì 11 settembre abbiamo incontrato i tecnici responsabili del progetto di Coop Liguria e Talea per la riconversione delle Ex Officine Guglielmetti. E’ previsto un nuovo incontro per approfondire le tematiche e le problematiche emerse nel primo incontro.

L’incontro è stato cordiale e certamente interessante.

Ovviamente sono emersi i diversi punti di vista fra i proponenti e noi semplici cittadini residenti in questo quartiere.

Il punto di vista del proponente è quello di chi ha comprato un’area partecipando a una gara pubblica indetta dal gruppo AMI, braccio immobiliare dell’azienda di trasporti AMT, a circa tre volte il suo valore commerciale. Questo è avvenuto per evitare che la gara fosse vinta da un concorrente commerciale che si sarebbe potuto insediare in una area commerciale molto più grande della odierna Coop Superstore di Piazzale Bligny. La concorrenza fa bene ma non in questo caso e il proponente ha fatto capire che se non si fosse agito in questo modo forse avrebbero chiuso i battenti.

L’area del gruppo AMI è stata resa appetibile cambiando la destinazione d’uso delle aree. Maggiore capacità edificatoria, destinazioni d’uso di maggiore interesse, abbandono della destinazione industriale per la destinazione produttiva.

Questa è stata una scelta “politica”, diversamente nessuno avrebbe comprato quell’area. La storia è sempre la stessa: il comune non ha soldi e per monetizzare privatizza le aree che ha. Se non hanno valore si alzano gli indici edificatori e si cambiano le destinazioni d’uso. Occorre ricordare questa logica quando viene propagandato che vendere il patrimonio pubblico è una cosa sana e giusta, spesso veicolata come unica soluzione ai dissesti finanziari dello stato o dei comuni. Occorre capire che prima o poi qualcuno paga, magari i nostri figli o le generazioni future.

Chi ha comprato, ha tutto il diritto di edificare secondo i crismi e i regolamenti edilizi: altezze, superfici, volumi, ecc. Non importa se queste maggiori possibilità sono state concesse per scongiurare l’imminente baratro finanziario di AMT nel 2008, non per reale necessita di urbanizzazione del territorio.

Nonostante la buona volontà dei proponenti le aree comprate devono fruttare, è il mercato che lo richiede ed è comprensibile nell’ottica del costruttore, qualunque esso sia. La cooperativa di consumo, pur ispirandosi a valori sociali ed etici, deve agire nel libero mercato e in questo contesto deve operare per sopravvivere.

Il punto di vista dei cittadini è quello di poter vivere in un ambiente sano, non solo dal punto di vista salutistico, ma anche sociale, ambientale, paesaggistico. In una parola di poter vivere nel bello e non in una periferia decadente all’ombra di un centro commerciale. Questo diritto non deve essere riservato solo alle poche famiglie dei quartieri rinomati ma a tutti secondo un principio di sostenibilità ambientale e di conservazione delle risorse non rinnovabili. Questi indirizzi sono stati indicati preferenzialmente per la Val Bisagno nell’agenda 21 e sottoscritta dal Comune di Genova e Provincia già nel 2004, un riconoscimento dei valori storici e ambientali di questa valle, non solo per chi ci abita, ma per tutta la città come possibilità di un diverso futuro, quello auspicato per il 21° secolo.

Se da una parte il proponente indica un miglioramento delle aree, comunque in modo funzionale ai suoi modelli e interessi economici, dall’altra si chiede di mitigare l’impatto delle attività previste sulla popolazione residente.

La trasformazione imporrà modelli e comportamenti che abbiamo già visto in operazioni simili, una trasformazione che i cittadini non hanno chiesto direttamente, ne desiderato. I precedenti di queste operazioni sono desolanti, si veda l’area di Campi e di Sampierdarena.

Il progetto si profila complesso perché è impossibile far conciliare pienamente le due divergenti posizioni.

Occorre considerare che in tutto questo procedere, la parte debole siamo noi cittadini. Siamo stati prima abbandonati da un’amministrazione debole e ricattabile finanziariamente che ha abdicato ai suoi intenti per sanare temporaneamente un’imbarazzante fallimento di AMT. In queste scelte poco abbiamo contato e poco abbiamo da contrapporre se non la forza della nostra ragione.

Nonostante la nostra posizione, del tutto squilibrata fra le due parti, abbiamo fatto appello alla sensibilità e alla volontà, che non è mancata, dei proponenti, chiedendo loro di rivedere gli accessi delle rampe elicoidali, di spostare o limitare al massimo l’impatto e la forma dell’edificio alberghiero alto 35m, di utilizzare le migliori tecnologie per limitare la distruzione degli elementi del paesaggio (con interventi di ingegneria verde), di identità, e della qualità di vita del nostro territorio.

Non nascondiamo le preoccupazioni per l’aumento del traffico e delle sostanze inquinanti in sospensione perché il proponente ammette che, con l’avvio del nuovo edificio ex-Italcementi e la nuova Coop, saranno previste migliaia di autovetture in più rispetto ad ora e per questo sarà necessario aumentare il raggio della rotonda davanti a Ponte Carrega.

La forma, la collocazione e l’altezza dell’edificio alberghiero è quella che i proponenti indicano la più interessante commercialmente, dal loro punto di vista non è modificabile perché hanno sostenuto che non potrà essere diversamente venduto. Una posizione che riteniamo singolare dato che, se così fosse, al mondo non ci sarebbe altra forma d’albergo oltre a quella che loro sostengono e che assomiglia, secondo noi, a motel autostradale.

Di fronte a queste premesse, con amministrazioni che hanno barattato la qualità di vita di una intera valle in cambio del risanamento temporaneo di AMT o qualche interessante monetizzazione sugli oneri di urbanizzazione come per esempio le aree Italcementi, cosa possiamo aspettarci?

Anche se l’amministrazione è cambiata, è il “PASSO” doveva essere diverso, la tendenza sembra essere la stessa. Nonostante l’incontro con Sindaco, vice sindaco e Assessori, che hanno negato questa possibilità, l’amministrazione si prepara ad approvare una nuova variante che prevede un parcheggio in struttura e una nuova strada parallela a Viale Gambaro di Montesignano.

Cosa possiamo aspettarci domani?

Noi saremo presenti per raccontare questa storia, per ricordarla ai nostri figli e a chi presto perderà la memoria di chi ha voluto tutto questo. Lo ricorderemo a coloro che sventoleranno, solo a parole, la bandiera del cambiamento.

Chi pagherà il conto?

“Questa nuova urbanizzazione tende ad annullare l’equilibrio città-campagna, anzi infrange o nega ogni codice storico-culturale dello spazio perché è al servizio dell’industrializzazione, di cui adotta pratiche e strategie, ponendo il mercato al di sopra di ogni altro valore. La distruzione dei codici di organizzazione dello spazio, delle loro valenze storiche, memoriali e simboliche in favore di un’indiscriminata cementificazione al solo servizio del ‘dio mercato’ comporta una drammatica perdita di significati”.

Salvatore Settis, “Paesaggio, Costituzione, Cemento. La battaglia per l’ambiente contro il degrado civile”, Torino 2010.

Per correttezza sotto indichiamo alcune osservazioni del proponente dopo la pubblicazione di questo articolo

“…mi permetto di esprimere la mia opinione con franchezza, al fine di avere, se ciò può essere  utile, un confronto che faccia entrare  nel merito delle soluzioni proposte tutti coloro che ne hanno interesse; infatti penso che a questo devono servire i processi partecipativi che a mio avviso, devono rispondere sempre a criteri di interesse generale, in quanto “superiori”.

Ciò detto e con riferimento al verbale presente sul sito, mi pare che  l’informazione sul progetto sia un po’ incompleta e  non riporti  i contenuti della proposta di variante che, com’è noto, scaturisce da un approfondimento sull’idoneità dell’area  e del contesto circostante ad ospitare la funzione del cash and carry. Fermo restando ogni libero pensiero sull’opportunità e/o la possibilità di disporre di beni pubblici in modo diverso rispetto alle scelte già operate dalla Amministrazione Comunale, tuttavia credo utile rendere noto, per una discussione più ampia, che la  soluzione proposta è comunque meno impattante nelle funzioni  (albergo in luogo del cashandcarry) e di minore volumetria; complessivamente ci sono circa 8.700mq. in meno di costruito rispetto a quanto oggi legittimamente previsto  nelle aree di proprietà: oltre a ciò vanno valutati  altri elementi quale l’organizzazione e la dotazione  degli spazi pubblici e le scelte architettoniche che, vi confermo in assoluta buona fede, abbiamo cercato proprio per la riqualificazione del contesto.

Spero che venga percepita la massima buona volontà che anche personalmente ha messo chi ha lavorato al progetto, proprio per ricercare nella trasformazione (oggi inevitabile, anche se mi rendo conto, da voi poco gradita) una soluzione che dia un elemento di valorizzazione alla Vallata, che in parole povere migliorando  ciò che oggi c’è, si coniughi comunque con esigenze di l’interesse pubblico.

Con amicizia…”  e-mail Arch. Ferrari 17/09/2013

Il Comune ripensa un Piano di Emergenza

Come già da noi anticipato mesi fa il Comune sta preparando un nuovo piano di emergenza per le alluvioni. Bloccare il traffico, e quindi evitare che la gente si sposti o passi nelle zone a rischio con auto e moto creando ingorghi e affollamenti in zone esondabili è un bel passo avanti rispetto a prima. Auspichiamo anche il fatto che ogni esercizio commerciale sito nelle zone a rischio debba dotarsi di un piano di emergenza così da non farsi trovare impreparato in caso di allerta. Siamo anche ansiosi di vedere superata l’Ordinanza del Sindaco provvedimento N. 2012-POS-274 del 28/08/2012 che prevede un generico sgombero per gli abitanti che vivono nelle zone dichiarate a rischio in caso di allerta 1 e 2, ma non prevede, ad esempio, la chiusura della Coop Val Bisagno che si trova sotto il livello del Bisagno.

Durante il Convegno di novembre, che stiamo organizzando con il Wwf, parleremo anche dei Piani di Emergenza.

http://genova.repubblica.it/cronaca/2013/09/10/news/alluvione_rischio_ovunque_con_allerta_2_stop_alle_auto-66226507/

La COOP sei TU…ma anche NOI !

Anticipandoci sui tempi, ci hanno contattato il responsabile del progetto per Talea e il direttore sviluppo di Coop Liguria per fornirci la loro disponibilità a un confronto in merito al progetto dell’area ex-officine Guglielmetti. Questo per noi è un grande risultato e senza dubbio coglieremo questa disponibilità come ottimo punto di partenza per una proficua collaborazione. Questa disponibilità è un primo segno distintivo della diversità d’approccio e attenzione verso la comunità di Ponte Carrega, rispetto a quanto invece è avvenuto per la costruzione dell’edificio per Bricoman, un errore che ha causato malumore e conflitti, anche fra il mondo cooperativo e la cittadinanza, non ancora completamente risolti.

Il nostro obiettivo, come riscontrabile dal nostro manifesto, è tutelare la nostra identità territoriale rappresentata simbolicamente dallo storico Ponte e dal suo antico borgo. Il valore storico di questo quartiere, come ci insegna il nostro Mauro Pirovano, è testimoniato anche dall’attaccamento dei suoi abitanti e dalla cura con cui essi, nonostante le vicende passate e recenti, cercano di preservarlo: aspetti forse non conosciuti ai molti ma noti a chi vive questa singolarissima realtà. Dal borgo, ancora oggi è possibile evocare le antiche percorrenze attraversando il ponte: dal versante destro verso la collina di Preli, incontrando l’acquedotto storico del seicento, si risale Salita della Chiappa e si raggiungono le principali fortificazioni genovesi: Forte Sperone, Forte Puin, Forte Diamante e due Fratelli, mentre dal versante opposto, sulle orme di Camillo Sbarbaro, si risale salita Migliavacca, per raggiungere la Torretta di Quezzi (sito di interesse comunitario) e incrociare le strade militari ottocentesche (ciclabili in fuori strada) che portano a Forte Monte Ratti, Forte Richelieu, Forte S.Tecla. Ponte Carrera è stato assunto da associazioni culturali e ambientali quali ad esempio il FAI e il WWF,  come simbolo e mezzo per unire queste grandi realtà genovesi ancora tutte da valorizzare, un volano che potrebbe portate a medio e lungo termine, veri posti di lavoro qualificanti e legati al territorio. Questo aspetto non dovrebbe essere sottovalutato ma valorizzato anche in questo progetto di trasformazione, soprattutto da chi, come suo patrimonio aziendale e cooperativo, promuove questi valori.

Svelate le carte sul progetto Guglielmetti: ecco il render in anteprima

Grazie al consigliere comunale G. Malatesta siamo in grado di rendere pubbliche le prime tavole del progetto di Talea (immobiliare di Coop) sull’area delle ex officine Guglielmetti.

E’ confermata la presenza della torre alberghiera: sembra che almeno tre catene di hotel abbiano avanzato la propria candidatura per investire nella superficie alberghiera che andrà ad occupare l’area verde tra la Guglielmetti e le concessionarie di automobili e che è frutto della rinuncia da parte di Coop di investire nella parte a destinazione industriale del vecchio complesso un tempo di proprietà di Amt.

Il progetto sembra mantenere l’altezza attuale (al colmo delle volte). Sarà sormontato sul tetto da un parcheggio di interscambio. Ciò naturalmente andrà incidere ulteriormente sull’equilibrio del nostro quartiere e aumenterà traffico, smog e rumore. Il nuovo centro commerciale conterà 21 negozi, 4 pubblici esercizi e 11 attività di connettivo urbano. Tra questi negozi troveranno spazio una Coop, la Upim e un grosso negozio di elettronica (che sia il francese Conforama? ndr).La superficie di vendita sarà di 7.434 mq mentre l’albergo avrà una superficie di 7.441 mq.

L’opera prevede la connessione dell’attuale Centro Acquisti Val Bisagno con l’area Guglielmetti attraverso una piastra coperta sulla cui superficie troveranno spazio un piccolo parco giochi e una piccola arena (4.000 mq in totale).

Non c’ è traccia delle richieste avanzate a suo tempo al Municipio da noi che chiedevamo la possibilità di installare nel nuovo complesso un poliambulatorio sociale, nè dal Teatro dell’Ortica che richiedeva una nuova sede e un teatro per la Val Bisagno. Non c’è la multisala cinema che qualcuno aveva immaginato, ma compare un centro fitness-benessere.

L’opera comporta nei confronti della collettività oneri urbanistici per 5 milioni di euro di cui la metà in opere, l’altra metà in denaro. Tra questi oneri è già conteggiata la messa in sicurezza del rio che scorre sotto la Coop arrivando da via Terpi e un ascensore (o altra soluzione da studiare) che colleghi Via Terpi al fondovalle.

L’associazione Amici di Pontecarrega ha chiesto un incontro, tramite il Municipio e l’ass. Baghino, con Coop e Talea per una mediazione che avvenga PRIMA dell’approvazione de progetto. A conti fatti, una presentazione fatta a progetto approvato non aiuta il clima di tensione in cui il nostro quartiere vive da qualche mese a causa della trasformazione dequalificante in atto. Pertanto vorremmo intraprendere con Coop, in piena sintonia con il suo statuto e la sua politica, un percorso partecipato in cui emergano le criticità del progetto e le nostre proposte per superarle.

Pur apprezzando la qualità complessiva del progetto abbiamo alcune perplessità che vorremmo chiarire assolutamente e imprescindibilmente:

-l’altezza della torre è quantificata in 35 metri: decisamente troppi per gli abitanti che vivono proprio alle sue spalle e per l’impatto sulla Valle.

-la ruzzola (rampa) di accesso al parcheggio di interscambio: anche questa si trova proprio di fronte ai civici di Lungo Bisagno e Salita alla Chiesa. Chiederemo un ripensamento/miglioramento della soluzione.

-la copertura del parcheggio di interscambio: mentre sopra Piazzale Bligny è prevista una copertura con pergolato sopra la ex Guglielmetti non sembra essere prevista. Chiederemo una copertura “verde”

-la viabilità: vorremmo chiarire se l’ingresso al centro commerciale si trovi esclusivamente in corrispondenza con la rotonda di Lungo Bisagno, ovvero se sia previsto un secondo accesso da Piazzale Bligny per decongestionare il traffico a Pontecarrega (che sarà critico anche per la contemporanea presenza di Bricoman e Sogegross).

Non diciamo no al cambiamento; vogliamo però contribuire a rendere l’impatto più umano e a misura d’uomo e di cittadino. Chi vivrà 24 ore al giorno con sopra la testa una torre di 35 metri e un parcheggio di interscambio ha DIRITTO di poter dire la sua e di poter essere ascoltato.

 

render Coop Guglielmetti

render Coop Guglielmetti

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Realizziamo un bosco in città, come a Milano

In coerenza con le linee guida indicate dall’agenda 21 che cita: “Valorizzazione del sistema dei parchi urbani genovesi e delle aree di pregio a valenza naturalistica-ambientale non istituzionalizzate”, riteniamo che la destinazione d’uso dei fondi delle aree ex-industriali intorno a Ponte Carrega avrebbe dovuto essere molto diversa rispetto alle trasformazioni e alla qualità architettonica approvata. Per queste aree infatti l’agenda 21 auspicava la“promozione di nuovi regolamenti edilizi orientati alla sostenibilità e all’uso di tecniche di bioedilizia”.

Di seguito segnaliamo un intervento del Prof. Renzo Rosso, ordinario di costruzioni idrauliche e marittime e idrologia al Politecnico di Milano, sul >> secolo XIX del 23.08.2013 <<  riguardante l’area ferroviaria di Terralba

Per mitigare l’impatto delle trasformazioni in atto preso Ponte Carrega, riteniamo necessario innestare attorno alle aree di servizio previste, interventi qualificanti che siano in grado, citando sempre l’agenda 21, di garantire lavalorizzazione dell’attività agricola, non commerciale – soprattutto periurbana – tutela della biodiversità anche con forme d’assistenza colturale” () “valorizzare le esperienze delle singole realtà associative della Valle, e per favorire la ricostruzione del senso d’identità”, per questo l’associazione ha chiesto all’amministrazione di dotare il quartiere di spazi verdi pubblici per realizzare orti urbani e nuovi centri di aggregazione. Visti gli alti costi di manutenzione l’associazione si prenderebbe carico della gestione della concessione e della sua manutenzione. Vedremo quali saranno le risposte…