Campagna informativa riguardante i progetti

di cementificazione sul territorio della Val Bisagno

 

In questo spazio presto troverete tutto il materiale riguardante questo argomento…..

 

CUI BONO   Art. 9 2014-09-21 14.36.57

Come è stato possibile concedere ai costruttori di edificare in questo modo, sbancando una collina in un bacino idrografico ad alto rischio idrogeologico?

L’edificio sarà lungo 300m, alto 40m, e largo 60m, e per realizzarlo saranno sottratti ulteriori spazi verdi (guarda la galleria) 

come verranno rimpiazzati? Cosa verrà dato alla cittadinanza in cambio del disagio portato dall’aumento del traffico veicolare portato dai nuovi centri commerciali?

Foto della costruzione dell’ecomostro “centro commerciale”, notare l’altezza delle gru semoventi per avere idea delle proporzioni, lo scheletro dell’edificio è a 1/3 della sua lunghezza
FotoGru

Guarda la galleria

L’eco mostro avanza, ogni pilone è alto c.a. 40m, anche qui le proporzioni ingannano
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Ecco le aree verdi sottratte dallo sbancamento della collina. Chiedete agli esperti, e avrete come risposta che non si può mettere in sicurezza un territorio a rischio idrogeologico sbancando colline e sottraendo ulteriori spazi alle aree verdi. Se vi diranno che in cambio a questo intervento metteranno “a norma i torrenti”, allora diffidate della norma e di chi le applica con tanta disinvoltura senza un principio di precauzione. Chiedete agli esperti e scoprirete che ciò che chiamano “norma” e “sicurezza” sono due termini insufficienti  per scongiurare gli scenari di rischio. Occorre quindi parlare solo di opere di “mitigazione del rischio” perché il rischio residuo sarà ancora molto elevato e non si potrà parlare di sicurezza.
sbancamento

Render del nuovo stabilimento, confronta le dimensioni del nuovo edificio con quelle degli edifici esistenti. Qualcuno potrebbe pensare che prima c’era la “cementifera” e che quindi non molto è cambiato. Ma in realtà il nuovo edificio sarà molto più grande con dentro migliaia di persone al giorno, l’edificio sarà uniformemente alto quanto la massima altezza del vecchio insediamento, ovvero una torre di 40m. La sua mole impatterà sul paesaggio e sarà visibile dal parco dei forti.
ProgettoRender

La vocazione del costruttore è costruire, ma se tutto è regolare, e dunque l’amministrazione ha concesso di edificare in questo modo, le norme lo consentono…. chi protegge e tutela il territorio secondo l’art. 9 della costituzione?  Non sono forse le istituzioni che devono mitigare la voracità della speculazione fondiaria? Quale idea di futuro sottende tutto questo? Come sono state applicate le regole tanto acclamate negli Urban-Lab: “Costruire nel costruito”? Occorre ricordare che il Comune di Genova aveva sottoscritto la Carta di Aalborg , e nel 2004 aveva indicato gli obbiettivi da perseguire nell’agenda 21. Nell’agenda veniva scelta  la Valbisagno come porzione di territorio dove meglio applicare e perseguire i criteri di città sostenibile proprio per le sue peculiarità….  L’approvazione di nuove concessioni edilizie per i centri commerciali legati a grandi catene di vendita multinazionali non ci sembra in linea con tali principi, fatevi voi un parere.

Perché l’edificio è così grande? Lo dice il documento di relazione istruttoria della direzione sviluppo urbanistico e grandi progetti del comune di Genova, dove è indicato che è stata concessa una maggiore edificazione proprio in cambio della “messa in sicurezza” dell’asta terminale del rio Mermi. Riportiamo di seguito lo stralcio della relazione…

Portare 1200-2000 persone al giorno intorno a un fondovalle a rischio idrogeologico, quali nuovi scenari di rischio si configureranno?  A meno di duecento metri ancora oggi vige lo stato di emergenza per calamità naturale (provvedimento N. 2012-POS.274 del 28/08/2012) , in caso di sola allerta I vengono evacuate molte famiglie dai loro alloggi, ma non è un controsenso? La magistratura ha indagato la scorsa giunta su come ha gestito l’emergenza, ma è stato valutato anche questo comportamento? Le concessioni saranno anche regolari ma dopo il 4 novembre 2011, è stato proclamato lo stato di emergenza, è ancora sostenibile un simile intervento? Non sarebbe meglio applicare un principio di precauzione? E se succederanno disgrazie?.. Il Poeta Fabrizio De André in una sua canzone scrisse…

“..verremo ancora alle vostre porte
e grideremo ancora più forte
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti!…”

I processi di partecipazione della cittadinanza sono stati disattesi, tutto è passato in ombra, dove sono andati a finire gli oneri di urbanizzazione di questa operazione? Quali vantaggi reali per i cittadini e quali per i titolari di questa operazione?

Guardate e giudicate voi: chi si è opposto e chi ha sostenuto l’opera: Consiglio Comunale seduta del 20 settembre 2011 occorre avere memoria, occorre ricordare, chi ha promesso una cosa e poi ne ha fatta un’altra.

Trova le differenze
Trova le differenze

13/01/2009    Comune – Delibera 1/2009 – APPROVAZIONE DEGLI INDIRIZZI DI PIANIFICAZIONE
24/02/2011    Comune – Sportello unico per le imprese – Relazione istruttoria
15/02/2011     Comune – Valutazione impatto acustico – Prot. 49756/SF
28/06/2011    Regione – Relaziome valutazione di impatto ambientale – Decreto 1835
01/07/2011    Variante urbanistica – Relazione illustrativa
05/07/2011    Comune – Conferenza dei servizi – Importi oneri di urbanizzazione
08/07/2011    Bozza di convenzione tra Comune e Coopsette
08/07/2011    Comune – Conferenza dei servizi – Importi oneri di urbanizzazione (rev.)
20/09/2011    Comune – Verbale Seduta del Consiglio – Approvazione Variante PUC
13/03/2013    Comune – Conferenza dei servizi – rilascio autorizzazione in capo a Bricoman Italia srl – per esercizio grande struttura di vendita settore non alimentare

 

Il titolo edilizio  “permesso di costruire” è stato rilasciato dall’attuale amministrazione Marco Doria il 30 luglio 2012, sei mesi dopo l’alluvione del 4 novembre 2011, circa venti giorni più tardi dal rilascio del titolo, la stessa amministrazione, emette l’ordinanza di divieto di permanenza in caso di allerta idrogeologica I e II nelle abitazioni collocate immediatamente a valle del cantiere, a non più di 200m!. Questo ultimo fatto è il riconoscimento che tali zone sono ad alto rischio idrogeologico, non si poteva non sapere. Come mai non è stato fermato il titolo edilizio dopo i disastri del 4 novembre 2011?  Come mai non è stato variato il progetto per evitare lo sbancamento della collina e applicare un principio di precauzione?, Il progetto è ancora compatibile con l’evidente cambiamento climatico in atto su un bacino idrografico così fragile? In questo momento la popolazione è più sicura di prima o a maggior rischio? In queste zone verranno attratte migliaia di autovetture che per arrivare in questo sito dovranno attraversare la viabilità della sponda del torrente Bisagno, tutte zone allagabili a grande rischio idrogeologico. E’ sufficienza mettere a “norma” il rio Mermi, ovvero allargare gli argini del torrente, quando nessuno pensa al dissesto dei ripidi versanti dello stesso bacino idrografico? E se la “norma” non fosse più adeguata al mutamento climatico, è corretto attrarre comunque così tante persone? Cosa succederebbe se tronchi e materiale di smottamento del terreno, a causa delle “bombe d’acqua” e della ripidità dei versanti si riversasse sul nuovo argine? A questa domande le risposte date dai tecnici non sono per nulla rassicuranti e il silenzio delle istituzioni ad esprimersi è a dir poco inquietante.

SCollina Tronchi

 

Coopsette


Ponte Carrega, via alla rivoluzione delle aree… Secolo XIX 24.01.2011

Ai nuovi centri commerciali servirà un nuovo assetto di viabilità?, Ponte Carrega, anno di costruzione 1788 si trova proprio al posto giusto.

– ma è pedonale!

– Nessun problema si demolisce!

Ecco un render realizzato dal nostro staff di come potrebbe apparire il ponte veicolare sostitutivo dell’antico Ponte Carrega.
Stato Attuale
PonteCarrega

Render
PonteCarrega

Se vi sembra fantascientza allora guardate il progetto presentato dalla Regione Liguria nel 2012

>> Messa in sicurezza del torrente Bisagno… << e la relativa approvazione del Comune di Genova in data 01 ottobre 2012  >> delibera_n.345 <<

maggio 2013 >> DGC-2013-90 << Approvazione dello schema di atto integrativo del protocollo d’intesa per interventi strutturali volti alla mitigazione dell’emergenza idraulica del bacino del Torrente Bisagno…

 

IpotesiPonte Sezione Ponte

>> progetto in versione integrale <<

Siamo sicuri dei progetti di “messa in sicurezza” finora realizzati…

Bisagno 2Bisagno 1

…«Negli uffici comunali di protezione civile – spiegano gli inquirenti – avevano ricevuto notizie allarmanti già alle 11 del mattino mentre il rio Fereggiano esondò intorno all’una. In quelle 2 ore c’era la possibilità di evitare la tragedia con alcuni accorgimenti che non vennero messi in atto». Non solo i vertici «non fecero quello che andava fatto» ma secondo l’accusa «falsificarono il verbale taroccando l’orario dell’esondazione». dal XIX del 02.07.2013

Fatevi voi un parere, ma secondo noi non c’è da stare tranquilli

 

Di seguito gli ultimi Post:

 

 

 

Riunione pubblica del 28 settembre 2017

Cattura

Qui di seguito potete scaricare il documento che le realtà associative del quartiere hanno presentato al Municipio durante l’incontro pubblico del 28 settembre scorso: punti riunione pubblica del 28 settembre con tavole PDF

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Un nostro intervento su Primocanale-Live on the road

anteprima

Pubblichiamo un paio di stralci del nostro intervento del 18 settembre 2017 sul dissesto idrogeologico del quartiere. Nel primo video la proposta di progetto pilota di autoprotezione dal rischio alluvionale:

Nel secondo video l’intervento sui lavori di adeguamento idraulico del rio Torre:

http://www.primocanale.it/video/piazzale-adriatico-comitato-amici-ponte-carrega-aspettiamo-i-lavori-di-adeguamento-idraulico-del-rio-torre-di-quezzi–96539.html

Commissione parlamentare di inchiesta sulle periferie in Piazza Adriatico

Commisione

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