Archive for Sociale

La Costituzione spiegata ai ragazzi: incontro con Fernanda Contri

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Insegnare la Costituzione ai ragazzi delle scuole è il modo migliore per dare il nostro contributo alla società, soprattutto in un periodo di inasprimento del dibattito sociale in cui si mettono in dubbio anche i più elementari diritti della nostra democrazia.
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Condividiamo quindi con voi alcune foto scattate negli ultimi giorni di scuola dell’anno scolastico appena trascorso che ritraggono la nostra amica Fernanda Contri, ex Ministro della Repubblica ed ex Giudice della Corte Costituzionale, insieme al Preside e agli studenti dell’Istituto Comprensivo Staglieno nell’ormai tradizionale incontro che la Associazione Amici di Ponte Carrega organizza ogni anno con le scuole del quartiere.

Fernanda Contri con il Preside dell’Istituto Comprensivo Staglieno, dott. Casubolo

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Florence e Vincent, la loro esperienza con gli Amici di Pontecarrega

Vincent

Pubblichiamo integralmente la lettera di Vincent Brun e Florence Thornton, del servizio civile francese, relativa alla loro esperienza a Genova con gli Amidi di Ponte Carrega e non solo.

Anche noi ricambiamo con stima e ringraziamento del lavoro svolto con noi, sperando di poterli rivedere presto!

 

 

 

 

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Migliorare la qualità del decoro urbano, ognuno può far qualcosa…

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L’approssimazione o la cura con cui si trattano i particolari del decoro urbano, la pulizia, la piccola manutenzione, il mantenimento del verde, sono importanti segni che rappresentano il modo in cui viene vissuta e percepita un città, il modo in cui essa è desiderata dai suoi cittadini.

Anche un singolo cittadino può fare molto per migliorare la qualità del decoro urbano, per esempio prendendosi cura di un aiuola o mantenere pulita la via sotto casa, mettere fioriere nel proprio balcone.
Volgiamo presentarvi un piccolo esempio a Ponte Carrega. Qui di recente è stato riqualificato un piccolo cortile privato. Era un vero e proprio “buco di cemento” ma con un poco di volontà e fantasia il buco è diventato un  allegro cortile fiorito.
Si è partiti dall’idea che non esistono spazi che non possono essere riqualificati e diventare più belli anche con semplici gesti e pochissimo impegno economico.

 

Nella foto il cortile come appariva prima dell’intervento

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Nella foto sottostante il render del progetto di miglioramento

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Nella foto sotto inizio dei lavori, tolto il cemento

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Come appare oggi

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Nuove mani nella Città – i video degli incontri

Memorie

Video del primo incontro “Nuove mani nella Città“, Genova e i suoi quartieri come responsabilità comune, ciclo di incontri sulla gestione responsabile del territorio

 


Incontro del 1 aprile 2016
 


Incontro del 7 aprile 2016
 


Incontro del 15 aprile 2016


Ultimo incontro del 21 aprile 2016

Attac – nuove collaborazioni

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Dal convegno di gennaio ad oggi non è passata settimana senza aver incontrato un comitato o una associazione interessata a fare rete e a conoscerci. Questo è uno dei grandi risultati del convegno di gennaio che ci ha permesso di metterci in contatto con tanta cittadinanza attiva, non solo della nostra città, ma anche in ambito regionale e nazionale. Riportiamo il resoconto di Attac Genova relativo al nostro incontro con loro.

Grazie ad Attac per l’interessamento.

Attac

Incontro di laboratorio sulla “democrazia di prossimità”
giovedì 19 febbraio (h.18.00 / 21.30)

Resoconto e risultati

Per prima cosa la delegazione di Attac-Genova (formata da Marina, Ivo e Pino) presente all’incontro con l’Associazione Amici di Pontecarrega ha reso noto al gruppo di lavoro di Attac-Genova, quanto emerso durante il colloquio. (Qui di seguito sono riassunti solo alcuni dati salienti)

Agli  Amici di Pontecarrega erano state poste domande relative al percorso intrapreso dall’Associazione,
– la motivazione della sua costituzione,
– gli obiettivi della loro azione,
– i risultati finora ottenuti
– i problemi incontrati.

Le risposte avevano in particolare evidenziato che:

– il punto di partenza è stato il rischio di demolizione del ponte storico e la conseguente protesta degli abitanti del quartiere per l’inizio dei lavori di rimozione dei pilastri; lo scopo dell’Associazione si è poi ampliato e riguarda oggi la riqualificazione della valle Bisagno, considerata come periferica e quindi soggetta a degrado, quindi la possibilità dei suoi abitanti di conservare e tutelare la loro memoria storica e di partecipare alla scelta della destinazione d’uso del  territorio, dei suoi edifici e dei suoi spazi;

– il percorso,  certamente non concluso,  ha avuto come tappe significative: la raccolta di 2500 firme per bloccare la demolizione del ponte; svariati incontri con Municipio e Comune e soggetti privati, in merito della concessione di spazi e luoghi del quartiere; la richiesta di un percorso partecipato e la presentazione di progetti alternativi (su restringimento  viabilità, area centro commerciale e altro); i lavori per il restauro del ponte,  l’organizzazione dei due convegni su “territorio come bene comune” a Palazzo Ducale, con il coinvolgimento di molte realtà impegnate a vario titolo sul territorio genovese (e non solo);

-le maggiori difficoltà incontrate hanno riguardato il rapporto con le istituzioni che si sono dimostrate poco competenti, disinformate, quando non inesistenti. L’associazione pur cercando il dialogo e non il contrasto, non ottiene reale ascolto dalle Istituzioni e la lentezza e l’ambiguità di  Municipio e Comune le sono state di ostacolo;

-altro problema è la difficoltà di coinvolgere con continuità gli abitanti del quartiere, vuoi per disinteresse, vuoi per rassegnazione e, in molti casi, per scarsa memoria e diffuso adeguamento alla logica del mercato. Infine è da notare che l’Associazione non è ancora riuscita a ottenere una sede idonea per la sua attività.

 

Terminato il resoconto, il gruppo di lavoro di Attac ha dibattuto sulla natura, sulle potenzialità e sui limiti dell’azione intrapresa dall’associazione. Ciascuno dei presenti  ha dato la propria valutazione e ha portato le proprie considerazioni. Dal confronto e dal dibattito è emerso quanto segue:

Si valuta che gli Amici di Pontecarrega abbiano  raggiunto risultati più che apprezzabili. In particolare sono riusciti a

  • dare visibilità ai problemi della Val Bisagno e maggiore dignità al quartiere
  • prospettare la possibilità della sua riqualificazione con proposte concrete e fondate
  • porre il territorio e la sua salvaguardia al centro dell’attenzione politica
  • ventilare l’idea che un’alternativa allo sfruttamento e alla mercificazione degli spazi e dei luoghi è possibile
  • tessere relazioni sociali e mettere in rete  associazioni e comitati presenti sul territorioSi apprezza  che l’Associazione, nonostante le difficoltà incontrate specie nel rapporto con Municipio e Comune, prosegua con tenacia e ostinazione, senza venir meno all’idea del dialogo e del confronto, nell’intento di migliorare la qualità della vita collettiva e con l’idea che gli abitanti hanno il diritto di  partecipare alla gestione del territorio.

I limiti o le carenze dell’azione portata avanti dagli Amici di Pontecarrega sembrano imputabili alle Istituzioni piuttosto che a difetti del loro lavoro. Si rileva anzi il pregio di un percorso coerente, nei modi e nelle scelte di contenuto, con gli obiettivi dichiarati e con lo scopo generale di difendere la ricchezza sociale del territorio. Nel loro operato, se mai, potrebbe esserci il rischio, possibile in tutte le azioni locali, di non riferire le problematiche territoriali al quadro politico ed economico generale. Tuttavia gli Amici di Pontecarrega, che dicono di essere cresciuti personalmente e politicamente grazie al loro percorso di cittadinanza attiva, sembrano aver maturato nel loro percorso la consapevolezza che  la posta in gioco è assai più ampia  e che, al di là dei problemi locali, essa coinvolge il rapporto fra cittadini e Istituzioni e il principio stesso di sovranità popolare.

L’Associazione sembra promuovere un modo nuovo di fare politica, basato sull’ascolto e sul confronto. Ci chiediamo se la scelta di dialogare e di proporre progetti e soluzioni migliorative sia una tattica e corrisponda a un atteggiamento pragmatico e fermo sugli obiettivi dell’Associazione, o se risponda a una visione alternativa che mette in discussione il sistema vigente fondato sulla delega, sulla mercificazione del territorio e sulla svendita della “cosa pubblica”.

Riteniamo che l’azione degli Amici di Pontecarrega promuova un cambiamento soprattutto culturale che va nella direzione della collaborazione “sociale” e della necessità di acquisire e “socializzare” competenze e  informazione. Gli aspetti più innovativi sono forse la ricerca di modalità e strumenti “partecipativi” e la considerazione del territorio come spazio di vita, di relazione, di continuità e memoria storica, insomma come bene comune.

Il gruppo di lavoro Attac-genova ritiene che il cammino da fare (per tutti) sia proprio nella direzione in cui gli Amici di Pontecarrega si sono mossi con esito apprezzabile, cioè nel fare “rete” con chi condivide lo scopo di “riappropriarsi del comune”. Ma non solo. Proprio alla luce delle battaglie intraprese dagli Amici di Pontecarrega, ci sembra necessario spingere  verso un cambiamento nel rapporto fra Istituzioni e cittadinanza, per una ridistribuzione del potere  di decidere, controllare e deliberare che garantisca il diritto di conservare e avere accesso alle risorse del territorio.

Per concludere, il gruppo di lavoro si è posto la domanda sul ruolo di Attac-Genova rispetto ad azioni locali quali quelle promosse dagli Amici di Pontecarrega. Nel ribadire l’utilità di questo incontro di  “laboratorio” sia all’interno di attac stesso, come momento di autoformazione, sia verso l’esterno, come occasione di scambio, ritiene che Attac abbia una funzione trasversale di stimolo al dialogo e alla ricerca di strategie alternative e di percorsi possibili per far fronte comune alla crisi economica, politica e sociale in corso.

Riflettere sul colloquio avuto con gli Amici di Pontecarrega ci ha offerto lo spunto per confrontarci sul tema della democrazia partecipativa e di prossimità e su questo vorremmo proseguire il dialogo e il confronto con l’Associazione.

In particolare si sono rilevate evidenti connessioni fra il loro percorso e quanto contenuto nel documento ultimo di Attac nazionale “Riprendiamoci il Comune” e anche su questo contiamo di poter avere con loro un proficuo scambio di idee.

 

 

 

 

 

 

I 100 anni del signor Gardella di Ponte Carrega

gardella-2 La Associazione Amici di Ponte Carrega ha voluto festeggiare i 100 anni del signor Gardella di Ponte Carrega.

Siamo convinti che la nostra comunità abbia bisogno di tutti i suoi membri per essere una comunità migliore: dal giovane all’anziano ognuno ha un ruolo importante nei confronti dell’altro. Tra gli scopi e gli obiettivi della nostra associazione, contenuto anche nella descrizione della nostra attività, vi è quello di creare socialità e far si che il giovane e l’anziano condividano gli spazi del quartiere: non inventiamo nulla di nuovo, è sempre stato così ma negli ultimi tempi è molto cambiata la stessa idea di socialità, di aggregazione. Anche il ruolo degli spazi sociali sembra cambiato. Le piazze si svuotano e i centri commerciali diventano centri di attrazione. I giovani stanno sempre meno tempo all’aperto e a contatto con altre realtà; gli anziani passano spesso il loro tempo davanti alla televisione e dimenticano di trasmettere le loro esperienze a chi potrebbe farne tesoro. Vogliamo andare in controtendenza e riportare la gente, giovani e anziani, nelle nostre piazze e nei nostri spazi urbani. E’ l’unica arma che abbiamo contro la solitudine e a favore della aggregazione tra persone. Superare le barriere tra generazioni e tra “diverso e diverso” contribuisce a rendere i nostri quartieri vivibili e solidali!