Archive for Ponte Carrega

Pulizie di primavera nel quartiere!

Sabato 7 marzo abbiamo iniziato nuovamente a lavorare sull’acquedotto storico. La cancellazione dell’evento pubblico di pulizia organizzato dalla Federazione di Associazioni dell’Acquedotto storico dovuto all’emergenza Coronavirus non ha permesso di accogliere volontari ma la nostra associazione ha portato a termine un paio di piccoli interventi per preparare i prossimi interventi di manutenzione del territorio.

Il lavoro è stato fatto nei pressi dell’aiuola del civico 65 di Lungo Bisagno Dalmazia, che era stata vandalizzata con il getto di zetto e l’abbattimento della staccionata.

L’area è stata ripulita e sistemata, dopodichè la nostra associazione ha provveduto a sfalciare rovi e infestanti nell’area del trogolo di Staglieno, dove nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, proseguiranno i lavori volti alla riapertura del sito: l’obiettivo è finire i lavori entro settembre 2020.

Di seguito un po’ di foto della pulizia di sabato 7 marzo:

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Il nuovo progetto Coop per l’area delle ex Officine Guglielmetti

Guglielmetti

Come molti di voi avranno letto su Il Secolo XIX (https://www.ilsecoloxix.it/genova/2021/02/08/news/coop-all-attacco-obiettivo-valbisagno-maxi-progetto-per-l-ex-officina-amt-1.39875090) Coop Liguria ha infine presentato il progetto di riconversione delle ex officine Guglielmetti a Ponte Carrega.

Siamo in grado di fornirvi il render del progetto in questione e di dare alcuni commenti sul progetto.

Guglielmetti

Render del nuovo centro commerciale presentato in Comune da Coop-Talea

 

Come ormai era risaputo già dal 2017 non ci sarà alcuna variante al PUC: nessuno stravolgimento urbanistico e soprattutto nessuna torre alberghiera alta 35 metri nel mezzo della Val Bisagno: con la presentazione di questo nuovo progetto questa voce viene consolidata. Ricordiamo quanto impattante e violento nei confronti del nostro territorio fosse il vecchio progetto. - vedi qui come era il vecchio progetto

Il progetto attuale, a cura dello studio Design International, è ridimensionato rispetto alle prime versioni non essendoci più la destinazione ad uso ricettivo con l’eliminazione del vincolo in altezza dei relativi edifici.

E’ qui che si instaura il dubbio lanciato da Il Secolo XIX e che per molto tempo è stato anche da noi commentato: questa porzione del lotto di proprietà poteva o potrebbe essere permutato o nuovamente ceduto al Comune per realizzare una nuova rimessa di mezzi di trasporto pubblico locale (anche in tal caso sarebbe comunque necessaria una variante al PUC vigente, non essendo prevista quel tipo di destinazione.

L’area fu pagata da Coop la bellezza di circa 26 milioni di euro: un gioiellino piuttosto caro quindi, difficile da piazzare a un soggetto pubblico (Comune o Città metropolitana che sia), comprensibile quindi che il soggetto privato volesse in qualche modo far fruttare l’investimento fatto con l’acquisto dell’area nel 2009.

Abbiamo pensato che questa operazione potesse essere fatta attraverso una permuta (quindi uno scambio di aree tra pubblico e privato) o attraverso i fondi governativi grazie ai quali, salvo soprese, Genova (e la Val Bisagno) sarà dotata di un sistema di trasporto filoviario.

Abbiamo talmente a cuore il destino di questa area strategica della città che più volte abbiamo sostenuto, insieme all’attuale giunta municipale, l’importanza di far rimanere questo spazio di natura produttiva: sappiamo di aziende, anche di una certa rilevanza e di un certo prestigio e appeal internazionale, che erano in cerca di spazi per allargare la propria attività manifatturiera: abbiamo seguito da vicino questi passaggi ma il risultato è stato un nulla di fatto, fumata nera, nessuna lottizzazione della proprietà, o tutto o niente!

Rimane quindi a Coop l’unica altra destinazione prevista dal PUC, abilmente modificato dalla Giunta Vincenzi ormai tanti anni fa: la grande distribuzione, che si legge “centro commerciale”.

Saranno presenti tre medie superficie di vendita, MSV per un totale di circa 3.800 metri quadrati di superficie netta di vendita, dove saranno ricollocate le due MSV attualmente presenti più una terza.

La galleria commerciale avrà, in estrema sintesi, 22 negozi e 9 esercizi di vicinato (circa 3.000 metri quadrati complessivi) , oltre alla grande struttura di vendita Coop che sarà di 2.500 metri quadrati di SNV (Superficie netta di vendita).

Si tratta quindi proprio di quella destinazione d’uso che ora incontra più difficoltà a livello globale sia per la crisi economica sia per l’exploit dell’e-commerce e il boom di Amazon e altre piattaforme simili, ma che a Genova sembra non conoscere fine dato anche il recente ingresso sul mercato locale di un altro colosso della GDO come Esselunga.

Per questo motivo siamo rimasti un po’ perplessi dopo aver visto il nuovo progetto (che in realtà, salvo piccole modifiche) è il progetto rielaborato nel 2017 rimasto nei cassetti dei proponenti e depositato in Comune solo la scorsa settimana.

Il progetto, come anticipato, è sicuramente meno impattante rispetto alle prime versioni del 2013 e del 2014, mantiene una parte di produttivo con la realizzazione di due palazzine destinate, probabilmente, a uffici e una parte ad uso pubblico, a scorporo degli oneri, che è rappresentata da una piccola area verde in copertura e da uno spazio polivalente (un teatro).

La parte destinata agli uffici è realizzata con due palazzine spostate più a valle rispetto all’attuale capannone, con il mantenimento delle quote esistenti o forse, speriamo, anche più basse. Per queste palazzine auspichiamo che possano essere realizzate nell’ottica dell’insediamento in Val Bisagno degli uffici di una partecipata del Comune di Genova come Aster, che ha manifestato la volontà di spostare i propri uffici da Via XX Settembre. Un inserimento che auspichiamo il più possibile compatibile anche sotto il profilo delle scelte estetiche e funzionali in armonia con il prezioso tessuto storico e culturale del luogo.

Tornando al progetto presentato, siamo sempre perplessi di come non vengano valorizzate le ampie e luminose superfici della copertura dove il panorama si affaccia sul parco dei forti e dell’acquedotto storico.

Il pensiero progettuale in tal senso è sempre orientato a utilizzare le coperture quasi esclusivamente come parcheggio. A nostro avviso sarebbe stato meglio rafforzare in questi luoghi la funzione di aggregazione e connessione tra le persone in forte sintonia con il territorio destinando tali spazi alla pratica del coworking, della ristorazione e dell’intrattenimento anche all’aperto.

Chiudiamo con le dichiarazioni riportate dal Presidente di Coop: “…l’intervento permetterà di riqualificare un’area oggi inutilizzata , anche a beneficio del quartiere, al quale Coop Liguria continuerà a offrire un’ampia proposta di attività culturali, solidali e educative”.

Dunque invitiamo il presidente a conoscere questo quartiere ricco di testimonianze storiche e inserito dal MiBACT nel 2017 nelle manifestazioni delle giornate europee del patrimonio “Percorso della memoria culturale e paesaggistico da Ponte Carega alla Val Trebbia sulle tracce di Camillo Sbarbaro e Giorgio Caproni> vedi qui <  e oggi anche percorso multimediale > vedi qui < .

Nel 2020 la quercia del Sagrato è diventata un albero monumentale > vedi qui <

Questi importanti riconoscimenti dovrebbero indurre tutti gli operatori privati e pubblici a porre molta attenzione su ciò che in queste aree si andrà a costruire per non mortificare ulteriormente questa vallata, per far si che questa operazione non sia l’ennesima occasione persa per la Val Bisagno.

Per concludere la nostra associazione porterà tutta la sua attenzione sul tema degli oneri di urbanizzazione che saranno versati per la realizzazione di questa opera: è interesse di tutto il territorio concordare come e dove concentrare le risorse economiche derivanti da questa operazione.

 

L’avventura del corallo a Genova (e in Val Bisagno) nel nuovo libro di Pierguido Quartero

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Siamo felici di comunicarvi l’avvenuta pubblicazione del volume divulgativo di storia del territorio di Pier Guido Quartedo e Enzo Dagnino intitolato “Genova e il corallo”. In attesa di poterlo presentare in Val Bisagno, vi invitiamo a leggere il volume che racconta le vicessitudini della lavorazione del corallo a Genova dal secondo Medioevo all’età moderna. L’associazione Amici di Ponte Carrega ha collaborato con gli autori per la parte riguardante la Val Bisagno. Per alcuni secoli infatti la Val Bisagno e in particolare Montesignano, Struppa e Fontanegli sono stati fiorenti centri della lavorazione di questo prezioso materiale. Gli autori avevano trovato sul nostro sito alcuni articoli e un video dell’archivio RAI in cui si parlava della tradizione corallifera della valle e in particolare della casa del corallo della Ligorna. Siamo stati quindi da loro contattati e abbiamo organizzato un incontro con gli attuali proprietari della casa del corallo grazie ai quali e grazie all’Università di Genova è stato possibile fare delle analisi scientifiche sulle rarissime cementine di corallo.

Non anticipiamo altro e vi invitiamo alla lettura di questo prezioso volume su questa particolare tradizione della nostra città. Per altre info sul tema: http://www.amicidipontecarrega.it/2016/08/23/storia-e-tradizioni-della-val-bisagno-fontanegli-e-la-lavorazione-del-corallo/

Buona lettura!

 

 

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Genova delle Arti a Montesignano!

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Domenica 8 novembre, ore 16
Genova delle Arti – Lo spettacolo della bellezza. Montesignano, Chiesa di Santa Maria e San Giustino
Dove: canale Youtube di Palazzo Ducale, sulle pagine Facebook di Pino Petruzzelli e Coop Liguria

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La Genova che Resiste! In uscita il libro di Luca Borzani e Donatella Alfonso

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Siamo lieti di comunicare l’uscita del nuovo libro di Luca Borzani e Donatella Alfonso, edito da De Ferrari, La città che resiste. Il libro raccoglie gli ultimi anni di articoli pubblicati sull’edizione locale de La Repubblica e racconta i movimenti e le associazioni attive sul territorio genovese, da Levante a Ponente, passando anche dalla Val Bisagno: troverete infatti anche un capitolo sull’associazione Amici di Ponte Carrega.

Nel frattempo vi segnaliamo la presentazione del libro, come riportato nel volantino qui sotto, ma speriamo di poter, compatibilmente con le restrizioni dovute al Covid, organizzare la presentazione del libro anche in Val Bisagno.
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Terminati i lavori sulla briglia di Ponte Carrega!

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Siamo felici di constatare la fine dei lavori fatti da Aster sulla sottobriglia di Ponte Carrega, lavori richiesti e attesi da anni dall’associazioen Amici di Ponte Carrega e che finalmente sono stati ultimati. Il nostro impegno per il nostro ponte è stato premiato dalla realizzazione di questi importanti lavori e pertanto il nostro ringraziamento va al Comune di Genova, ad Aster e al Municipio IV Media Val Bisagno.

Di seguito potrete vedere alcune fotografie scattate durante l’arco dei lavori. Alcune di queste sono state scattate da ASTER.

River Restoration e il caso Ponte Carrega: una tesi di laurea

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Vogliamo fare i nostri complimenti a Francesca Viani che si è laureata alla triennale di Architettura all’Università di Genova con una tesi sulla “RiverRestoration” e il caso Val Bisagno.

Siamo felici di averle dato una mano e soprattutto siamo orgogliosi di essere stati inseriti nel suo lavoro di ricerca come un caso studio!
Grazie anche alla prof.ssa Katia Perini e al Dipartimento di Architettura per la continua attenzione e lo studio del nostro territorio!

Ospitiamo qui di seguito un breve intervento proprio di Francesca Viani sul contenuto della sua tesi:

La riqualificazione dei fiumi è un fenomeno che sta prendendo sempre più piede a partire dalle grandi metropoli fino alle città di dimensioni più ridotte.

Con il passare degli anni, la riqualificazione delle strutture sul nostro territorio e una presa di coscienza sulla parte verde delle nostre città diventa fondamentale per creare spazi di alta qualità.
Nella mia tesi “River Restoration and community involvement” ho analizzato come a partire dalle piccole realtà e da poche persone possano nascere delle associazioni che scelgono di prendersi cura del territorio che le ospita, in particolare parleremo di fiumi urbani.
Questo tipo di processo ha un nome, “Bottom-up”, e significa che le persone (Bottom) si uniscono e cercano di attirare l’attenzione degli enti governativi (Up) che trascurano i loro spazi, spesso a causa di scarsi interessi e investimenti nell’area in questione.
Sono stati presi in analisi alcuni fiumi urbani, europei e non, che in mano ad associazioni stanno o hanno recuperato uno stato simil naturale.
A partire da questi esempi sono stata messa in contatto dalla mia relatrice, Katia Perini, ricercatrice e professoressa presso la facoltà di Architettura di Genova, con l’associazione “Amici di Ponte Carrega”, che opera in Val Bisagno a Genova, un esempio molto vicino a me e decisamente attuale.
L’associazione non solo ha acconsentito a rilasciare un’intervista, ma mi ha coinvolto in discussioni riguardanti i loro obiettivi e su come muoversi per ottenere risultati.
L’aspetto che più mi incuriosiva era come si inizia a farsi sentire? Come essere ascoltati?
Così mi è stato spiegato che la diplomazia e l’informazione sono le due armi principali. Parliamo di persone che si sono trovate senza una casa di fronte alle alluvioni e di chi si è visto rovinare una valle bellissima nel corso degli anni a causa di costruzioni poco studiate e adattate al contesto, che hanno portato scarsi vantaggi per non dire nessuno alla vita dei cittadini. Lentamente si aggiungono persone, si cercano le motivazioni di determinate scelte prese dagli enti governativi.
Attrarre persone all’associazione vuol dire attrarre competenze e avere la possibilità di fare domande, mettendo in difficoltà chi non si aspettava reazioni ,ma solo silenzio.
Così la propria voce acquisisce importanza ,diventa difficile ignorarla e si modificano decisioni nelle quali inizialmente il cittadino non era coinvolto.
Ho partecipato con loro alla Clean Up del 26 settembre, durante la quale ho scattato alcune foto e ho compreso meglio lo spazio del letto del fiume.
Parlando del potenziale della valle abbiamo gettato le basi per un progetto di riqualificazione. La Val Bisagno potrebbe essere il territorio ideale per sperimentare la smart city di cui si parla tanto, bisogna solo comprenderlo e cercare di lasciarle spazio.

 

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La Piazza Adriatico che verrà!

L’associazione Amici di Ponte Carrega insieme al Comitato Cittadini di Piazza Adriatico e al Municipio IV Media Val Bisagno sta partecipando alla progettazione della prossima Piazza Adriatico. Come molti di voi ormai sapranno, ai 112.000 euro inizialmente stanziati per la riqualificazione di Piazza Adriatico, rimanenti dagli oneri di urbanizzazione dell’ex Italcementi, sono stati aggiunti grazie all’impegno della giunta comunale e in particolare dell’Assessore ai Lavori Pubblici Pietro Piciocchi, altri fondi per un totale di 800.000 euro. Il progetto di riqualificazione di Piazza Adriatico, che pubblicchiamo nella tavola di progetto qui sotto e realizzato in house dalla Direzione Lavori Pubblici e dall’architetto Bertolini, prende spunto dalle Linee Guida presentate dalla nostra associazione, dal Comitato, dal Centro Documentazione congiuntamente al termine di un processo partecipato svoltosi nel 2015.

Le tavole di progetto accolgono in tutto le proposte avanzate dai cittadini: la parte centrale della piazza sarà pedonalizzata, sarà realizzata una nuova pavimentazione, il campetto verrà mantenuto ma verrà ruotato in modo tale da aumentare la superficie di piazza pubblica con un rinnovamento delle piantumazioni, dell’arredo pubblico-urbano e dell’illuminazione pubblica. Sono questi in sintesi gli elementi che sono stati portati all’attenzione del Comune e che il Comune ha accolto nella progettazione.

Tuttavia dall’incontro del 08/02/2021, e come già vi avevamo comunicato a ottobre 2020, le tempistiche per la realizzazione di questo progetto sono notevolmente cambiate. Infatti il progetto di restyling di Piazza Adriatico sarà necessariamente realizzato posteriormente ai lavori di sistemazione idraulica di Rio Torre. Al momento, dopo che l’impresa che ha eseguito il primo lotto di lavori su Lungo Bisagno Dalmazia e che è stata sollevata dal proprio incarico, è in corso un nuovo bando di gara per l’assegnazione del secondo lotto.

Il progetto è stato riscritto e aggiornato secondo il nuovo prezziario e il costo di realizzazione è aumentato del 50% rispetto al primo progetto: si tratta quindi di un’ulteriore cifra di 500.000 euro da reperire da fondi pubblici in aggiunta ai 700.000 euro attualmente disponibili. Si aspetta in questi giorni l’approvazione del bilancio comunale in cui dovranno essere reperiti questi ulteriori 500.000 euro. L’assessore Piciocchi ha affermato che questi fondi saranno reperiti tra fondi di bilancio e ribassi d’asta.

La tempistica che ci è stata comunicata è la seguente: dopo l’esecutività del bilancio, la gara dovrebbe partire già nel mese di marzo 2021 e i conseguenti lavori dovrebbero pertanto iniziare in estate. La durata prevista per il completamento dei lavori è di 7 mesi e quindi nella più rosea delle previsioni i lavori potrebbero essere ultimati entro dicembre 2021.

Sappiamo come sono andate le altre previsioni, dato che questi lavori in un modo o nell’altro si rincorrono fin dal 2011: pertanto non ci facciamo illusioni ma attendiamo con ansia la fine di questi tanto sperati lavori di sistemazione idraulica del Rio Torre.

Solo a lavori ultimati, si potrà quindi partire anche con il progetto di restyling di Piazza Adiratico: tuttavia gli uffici tecnici ci hanno già informati che sarà necessario trovare ulteriori fondi rispetto agli 800.000 euro già stanziati per poter realizzare anche le reti bianche di Piazza Adriaco: si tratta presumibilmente di una cifra intorno ai 400.000 euro per la quale però non vi è ancora una copertura economica.

Il prossimo incontro tra Municipio, associazioni e Assessorato si terrà il prossimo 12 aprile.

Vi manterremo aggiornati su eventuali novità e sulla cronologia dei lavori.

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Progetto Piazza Adriatico

La quercia del Sagrato della Chiesa di Montesignano diventa “monumentale”

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Siamo lieti di potervi informare che la quercia del sagrato della Chiesa di S. Michele di Montesignano è stata inserita con D.Dir. n. 9022657 del 24/07/2020 nell’elenco italiano degli alberi monumentali e pertanto sarà tutelata dalle Legge n. 10/2013 e del Decreto 23 ottobre 2014.

Il nuovo servizio di Goolge maps relativo alla mappatura degli alberi monumentali ha già recepito l’inserimento della nostra bella Quercus ilex visibile a questo <link>

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Un primo bilancio della Spesa Sospesa dopo le prime dieci settimane

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Abbiamo deciso di condividere con voi un primo bilancio e un po’ di numeri che hanno riguardato la Spesa Sospesa in queste prime dieci settimane (siamo appena entrati nella undicesima) di raccolta alimentare a favore delle persone e delle famiglie del nostro territorio.

Il bilancio qui presentato riguarda il gruppo di Montesignano (e in parte quello di Sant’Eusebio che per un periodo ha condiviso con noi la raccolta alimentare quotidiana per poi passare ad una diversa strategia: per maggiori informazioni consultate la pagina facebook degli Iron Workers Sant’Eusebio).

108 famiglie seguite tra Montesignano, San Gottardo, Gavette e altre parti della città (Marassi, Bavari, Centro, Ponente), delle quali 28 precedentemente non seguite;

140 turni di volontariato di raccolta spesa per un totale di 280 ore, tutti i giorni, dal lunedì al sabato dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19;

84 consegne domiciliari + i turni di ritiro concordati dalla Parrocchia;

4 volontari (2 al carrello, 2 con le auto) impegnati ogni giorno, mattina e pomeriggio (con l’aggiunta di diversi turni doppi fino a un massimo di 6 volontari al giorno) da aprile a luglio;

quasi 200 turni con le automobili per il ritiro degli alimenti raccolti dai volontari nei supermercati e nei negozi aderenti alla raccolta e per la consegna domiciliare;

le macchine pronte per una delle consegne

le macchine pronte per una delle consegne

32 volontari coinvolti;

3 ragazzi del Servizio civile nazionale;

ampio e importante coinvolgimento di una rete di associazioni del territorio: da associazioni di quartiere come gli Iron Workers alle Pubbliche assistenze come la GAU, dagli Scout alle Parrocchie come quella di Montesignano con il Gruppo Vincenziano o quella di Sant’Eusebio, squadre di calcio amatoriale come il Bulldog Terpi, gruppi attivi sul territorio come Anpi, Zena Antifa, Pinelli e Centro documentazione Val Bisagno, alla Cooperativa La Comunità (per il Servizio civile), alle Vespertine (che hanno fornito le mascherine) e fino alle associazioni di categoria come la Confesercenti;

Spesa Sospesa

coinvolgimento di assistenti socialiATS e Servizi Sociali del Comune di Genova, IV° Distretto;

4 supermercati coinvolti (Lidl Marassi, Super Basko San Gottardo, Di Più Ponte Carrega, INS San Gottardo);

7 esercizi di vicinato (Allegra Bottega, Dalf, Frutta e Verdura Via Assarotti, Frutta e Verdura Via Terpi, Bottega Solidale Porto Antico, Bottega Solidale Via Galata, Sacchi Giuseppe SpA, che ha fornito i sacchetti per portare la spesa)

Il nostro gruppo ha tenuto traccia dettagliata di tutte le entrate e le conseguenti uscite di alimenti e ne ha sempre tenuto al corrente il Municipio IV, l’ente pubblico che ha patrocinato e sostenuto la Spesa Sospesa fin dall’inizio.

Sono stati raccolti:

1307 kg di pasta

171 Kg di riso

446 litri di latte

135 litri di olio

368 kg di farina

563 lattine di tonno

604 latte di pomodoro (0.5 o 0.7 l)

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557 bottiglie in vetro di passate di pomodoro (0,70 l)

533 legumi in latta o in scatola

650 pacchi di biscotti

196 tra merende e dolci

221 confezioni di caffè

187 kg di zucchero

111 vasetti di omogeneizzati

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55 confezioni di pane in cassetta

30 buste di parmigiano

90 kg di pollo fresco

vari prodotti per l’igiene personale (assorbenti, carta igienica, sapone, spazzolini, dentifricio, pannoloni per bimbi, salviette), prodotti per l’igiene della casa (detersivi, igienizzanti, detersivo piatti) per un totale di 100 articoli

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Con questi numeri, importanti, vogliamo ringraziarvi e dirvi che senza la generosità dimostrata da tante persone, senza l’atto concreto del dono, nulla di questo sarebbe possibile. 

Ora ci aspetta una sfida altrettanto dura: la crisi non accenna a diminuire ma la raccolta alimentare inizia a diminuire. Vi chiediamo ancora un aiuto per continuare ad aiutare le tante persone e le tante famiglie che ancora oggi fanno riferimento a questo importante aiuto della Spesa Sospesa.

Ringraziamo le tante persone che hanno pensato di fornirci spese e alimenti anche al di fuori dei negozi aderenti o che hanno contribuito a dare qualcosa per gli altri.

In attesa di estendere la rete di esercizi potrete trovare il carrello della spesa sospesa all’INS di San Gottardo e alle Botteghe Solidali di via Galata e del Porto Antico.

Se volete aiutarci o volete entrare in contatto con la realtà della Spesa Sospesa o se volete consegnarci una spesa o comprare dei generi alimentari potete scriverci a: info@amicidipontecarrega.it.

Spesa Sospesa: chi può dia, chi ha più bisogno prenda.

#QuartieriSolidali #SpesaSospesa

Trekking fotografico in Val Bisagno: l’introduzione al libro a cura degli Amici di Ponte Carrega

Pubblichiamo qui di seguito il testo che Fabrizio Spiniello ha preparato come introduzione alla pubblicazione curata da Ada (Associazione per i diritti degli Anziani), Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e Regione Liguria all’interno del Patto di Solidarietà 2018-2019, “Trekking fotografico in città ‘Val Bisagno’ “. Le fotografie oggetto della pubblicazione sono state esposte anche in una mostra organizzata alla GAU nel 2019.

Il libro fotografico doveva essere presentato nella primavera del 2020 ma a causa della pandemia la presentazione è stata rinviata a data da destinarsi. Vi comunicheremo la nuova data non appena sarà disponibile.

Nel frattempo, buona lettura:

Nell’immaginario collettivo la Val Bisagno è considerata ancora oggi come l’area di servizio della città di Genova, con le aree del fondovalle occupate da capannoni e magazzini, i grandi spazi utilizzati dalle ex municipalizzate e le vecchie aree industriali, in parte dismesse, in parte riconvertite in aree commerciali della grande distribuzione. Nel senso comune è considerata un’area periferica, degradata, di difficoltosa valorizzazione.

Durante quasi tutto il Novecento la Val Bisagno è stata un brulicare di attività economiche e industriali che andavano di pari passo con la crescita della città. Sorsero velocemente e spesso disordinatamente nuovi quartieri, cambiando così in pochi decenni il volto della vallata, che andava perdendo via via gli antichi caratteri coltivi e viabilistici che da una parte la contraddistinguevano come zona agricola del genovesato e dall’altra come importante crocevia verso il piacentino e oltre. Si andavano a rafforzare, con lo sviluppo dell’industria, altri tipi di attività manifatturiera che già nell’antichità avevano trovato terreno fertile in Val Bisagno in virtù della presenza sul territorio di abbondanti riserve di acqua e di tutto ciò che si poteva ricavare dal fiume e dai monti. In primo luogo si può quindi ricordare l’industria conciaria, che necessitava di abbondanza di acqua per il suo funzionamento, rafforzata a partire dagli anni trenta anche dall’attività dei civici macelli di Ca’ de Pitta, e di cui la storica Bocciardo di via Canevari, ancora oggi nella memoria di molti, fu l’esempio più emblematico. In secondo luogo, vanno ricordate anche le attività di cava che fornivano materiali per l’industria edile e che alimentarono il clamoroso boom edilizio che interessò la città per tutto l’arco di un secolo,  tra il 1870 e il 1970 circa: per questo ultimo caso possiamo ricordare le diverse cave presenti sul territorio come la cava Zanacchi e la Cavalletti, quest’ultima ancora oggi in funzione a Molassana, la cava dei Camaldoli a cui era collegata l’attività del cementificio di Ponte Carrega attivo tra il 1924 e gli anni ottanta del secolo scorso, ma anche la ex Fabbrica Plinthos della Canova a Struppa che sfornava migliaia di mattoni ogni giorno per la costruzione dei palazzi della città.

Oltre a questi esempi di industria di iniziativa privata, la Val Bisagno si è da sempre contraddistinta per aver ospitato, e continua tuttora ad ospitare, tutte quelle aree a servizio della città, a partire proprio dal celebre cimitero di Staglieno, uno dei gioielli della città, costruito al di fuori delle mura cittadine per non disturbare e non ostacolare lo sviluppo di Genova (all’epoca il comune di Staglieno era ancora autonomo e lo sarà fino al 1874). Sorte simile per l’area dei Macelli Civici a Ca’ de Pitta, le Officine del Littorio (poi Gugliemetti) a Ponte Carrega, la prima discarica nella zona di Fossato Cicala e poi il polo di Volpara, le officine elettriche di via Canevari e quelle del Gas alle Gavette.

Molti di questi poli produttivi, a partire dagli anni ottanta dello scorso secolo, si sono ridimensionati o hanno chiuso, via via lasciando vuoti urbani o spazi riempiti dai mall che a loro volta hanno contribuito a modificare drasticamente la geografia e l’economia del nostro territorio, ad esempio attraverso l’impoverimento del tessuto commerciale di prossimità.

Lo sviluppo veloce che la valle ha vissuto nei primi decenni del Novecento è una eredità che ancora oggi è difficile da gestire, tra spazi e destinazioni d’uso di stampo novecentesco, la crisi economica e quella demografica che svuota i quartieri e andrà a penalizzare i servizi soprattutto nelle zone più marginali e periferiche, e la necessità di immaginare un futuro in linea con le aspettative e le esigenze del mondo globalizzato del XXI secolo.

Le ultime alluvioni hanno poi rivelato tutta la fragilità di questo territorio così densamente urbanizzato, portando sempre più persone e associazioni a chiedersi quale futuro e quale vocazione si possa immaginare per la Val Bisagno: continuare ad essere un’area a servizio della città o cercare anche un’altra via che possa restituire dignità ad un territorio fragile e in difficoltà?

Mostrare l’altro volto della Val Bisagno, quello illustrato nelle fotografie che compongono il libro che tenete in mano, significa riconoscere a questo territorio una certa dimensione di bellezza che va conosciuta (e fatta conoscere), preservata e curata in funzione di una città a misura di persona, agli stessi cittadini genovesi che al prezzo di un biglietto dell’autobus possono trovarsi in poco tempo ai laghetti di Fossato Cicala o in visita ad una abbazia medievale, vicini eppure lontani dal centro della città.

Accanto alla città frenetica ne esiste una che va più lenta, a volte non raggiungibile in automobile, inerpicata su creuze di collina: è la stessa città, è pur sempre Genova, ma in una diversa accezione.

Valorizzare questo territorio, nel pieno delle sue contraddizioni, del disordine urbanistico e tra capannoni in disarmo non è facile: è una ricerca senza fine della bellezza, scrutando tra tutto ciò che di mediocre si incontra lungo il cammino fino a che non si coglie un particolare, una sensazione, un odore, un angolo prezioso.

Credo sia questo, in fondo, ciò che trovo di particolare nella Val Bisagno e quello che questo territorio può insegnare: la bellezza non è facile, si trova e si ottiene con fatica, con gli occhi di chi ha la pazienza e l’ostinazione di perdersi e camminare tra creuze di collina e capannoni abbandonati.

 

Fabrizio Spiniello

Presidente dell’Associazione Amici di Ponte Carrega

Territorio e Università: gli Amici di Ponte Carrega al workshop della laurea magistrale in Architettura sulla Val Bisagno

Lunedì scorso, 15 giugno, su invito dell’Università degli Studi di Genova abbiamo partecipato al workshop della Laurea magistrale in Architettura sulla Val Bisagno: è bello che il mondo dell’università coinvolga gli attori del territorio ed è bello che tra questi attori abbia scelto anche noi!

 

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L’intervento, a cura di Fabrizio Spiniello, si è focalizzato su tre macro tematiche:

1. Perché parlare della Val Bisagno può essere interessante.

La realtà della Val Bisagno è rappresentativa di altre realtà e di problematiche a livello nazionale, sia di natura ambientale (il dissesto idrogeologico, l’abbandono del territorio coltivo periurbano, la cementificazione), sia di natura sociale e politica (la chiusura dei negozi di quartieri e la proliferazione della GDO, una popolazione in calo – la nostra città continua a perdere abitanti in maniera impressionante, circa 300.000 a partire da fine anni’70, con previsioni identiche anche per i prossimi venti anni – , sempre più fragile e anziana, la mancanza di servizi e di spazi urbani aggregativi, le poche idee sul futuro della valle e della città, la diaspora dei giovani verso Milano o altre realtà europee.

2. Accenni sulla storia del lavoro e dell’immigrazione in Val Bisagno.

Partendo dai caratteri della Val Bisagno di fine Ottocento, ancorata a una agricoltura di sussistenza, all’artigianato e a un’economia legata ai trasporti, si è tentato di delineare un profilo di sviluppo che, attraverso la realizzazione delle nuove strade e dell’annessione alla grande Genova, ha portato in pochi anni la vallata ad essere una zona fortemente legata all’industria e ai servizi per la città.

Attraverso la storia dell’immigrazione in valle si è raccontato di uno sviluppo urbanistico legato soprattutto alla realizzazione di quartieri popolari e di impianti industriali, questi ultimi via via ridimensionati e dismessi a partire dagli anni Ottanta del Novecento. Molti di questi stabilimenti industriali sono stati riconvertiti in spazi commerciali della grande distribuzione.

3. Alcune riflessioni e proposte sul futuro della Val Bisagno.

Il racconto si è protratto su alcune tematiche di grande attualità, come il dissesto idrogeologico (scolmatore, fondi PON  Metro, progetto sul versante di Piazzale Bligny, Rio Torre), quello della mobilità (la Val Bisagno è in attesa dell’approvazione o del diniego del finanziamento richiesto dal Comune al MIT sulla realizzazione di una rete di filobus, anche se il dibattito fino ad oggi era concentrato sulla realizzazione di una tranvia, mezzo scelto a seguito del Debat Public del 2010).

Anche la realizzazione di una pista ciclabile è tema molto dibattutto negli ultimi mesi:  http://www.amicidipontecarrega.it/2020/05/17/un-percorso-ciclabile-tra-borgo-incrociati-e-via-adamoli-e-possibile/

Un altro esempio: la proliferazione dei centri commerciali. Oltre all’area ex Boero e all’area ex Cementifera, rimane in sospeso il progetto sull’area ex Guglielmetti dove era prevista la realizzazione di un centro commerciale e di un albergo (http://www.amicidipontecarrega.it/tematiche/territorio/ex-officine-guglielmetti/page/3/).

L’intervento è proseguito con il tema della valorizzazione e la salvaguardia della Val Bisagno, con le sue bellezze e i tanti beni storici e architettonici del suo territorio, sono, in primis, uno strumento a favore degli stessi cittadini che vivono o lavorano n Val Bisagno per ridare dignità a questo territorio e proteggerlo da ulteriori speculazioni e rapallizzazioni.

L’obiettivo dei prossimi anni per la Val Bisagno deve essere quello di non perdere più occasioni di rilancio: migliorare la vivibilità e la fruibilità dei nostri spazi pubblici non può essere fatto con la realizzazione di ulteriori centri commerciali ma può essere realizzato solo riconoscendo valore a questo territorio.

Esiste un patrimonio urbano anche nelle periferie: ignorarlo non significa che non esista.

Per concludere si è voluto porre l’accento su alcuni esempi concreti e alcune aree destinate ad essere al centro, nei prossimi anni, di trasformazioni urbanistiche sulle quali si giocherà gran parte del futuro di questa parte di città e sulle quali gli studenti di Architettura potranno confrontarsi:

  • Ex Guglielmetti: è ancora attuale, con l’avanzare dell’e-commerce, sostenere la realizzazione di un grande centro commerciale? E’ possibile ripensare l’area utilizzando anche la parziale destinazione industriale prevista dal PUC, e immaginare una diversa destinazione rispetto invece di una nuova Fiumara?
  • Volpara: area attualmente occupata da AMIU e dal fangodotto per il trattamento dei rifiuti reflui che sarà spostato nelle aree ex Ilva di Cornigliano a partire dal prossimo anno. L’area in parte è occupata da altre officine comunali: l’attuale amministrazione comunale ha dichiarato una possibile dismissione dell’area dalle attuali servitù ma non ha tracciato linee guida in merito a una sua riconversione ad eccezione di una proposta di collocare qui il centro direzionale Amiu, oggi in via D’Annunzio;
  • Area di Ca’ de Pitta: pur essendo in parte attualmente occupata dal cantiere dello Scolmatore e dal Mercato all’ingrosso del Pesce è ancora una area enorme e molto appetibile da un punto di vista urbanistico;
  • Area ex Moltini: la piombifera dismessa nei primi anni duemila è un’altra area che potrebbe essere trasformata;
  • Ipotesi di scuola: l’area di Gavette occupata da Iren. Le antiche Officine del Gas sono oggi utilizzate da Iren: qualche anno fa insieme al Politecnico si era lanciata l’idea di riconvertire l’area in un campus universitario, riutilizzando le pregevoli costruzioni poste all’interno dell’area e utilizzando gli enormi spazi oggi usati come parcheggio mezzi e depositi materiali.

 

“Mauro Pirovano: attore periferico privilegiato”, un video del Teatro dell’Ortica sulla Val Bisagno e non solo

Pubblichiamo qui di seguito un video realizzato dal Teatro dell’Ortica della serie FuoridalCentro. In questo video l’attore Mauro Pirovano si racconta, attraverso la narrazione del suo quartiere e della sua Val Bisagno.

Buona visione!

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=233110201248602&id=361045883929771

La locandina del Teatro dell'Ortica

La locandina del Teatro dell’Ortica

Aggiornamento sui lavori di protezione della briglia di Ponte Carrega

Pubblichiamo qui di seguito la comunicazione che l’Assessorato ai Lavori Pubblici del Comune ci ha inviato circa l’inizio dei lavori sulla platea di Ponte Carrega:
 
L’intervento per la protezione della briglia del ponte tramite la sottomurazione della briglia e la creazione di una scogliera con massi naturali è dotato di copertura finanziaria nonché di tutte le autorizzazioni necessarie.
 
La Ditta incaricata del lavoro è pienamente operativa dopo il rallentamento causa Covid, si sta predisponendo per iniziare i lavori al Ponte Carrega e inizierà il 3 giugno.
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Aggiornamento sui lavori del Rio Torre e sul rifacimento di Piazza Adriatico

Il 19 Maggio 2020, alla presenza dell’assessore Pietro Piciocchi , del Presidente del Municipio IV Media Val Bisagno Roberto D’Avolio,  dell’Arch. Pietro Valcalda della Direzione Opere Idrauliche del Comune di Genova e delle associazioni Comitato Piazza Adriatico e Amici di  Ponte Carrega, si è svolta una Video Riunione sul tema del restyling di Piazza Adriatico e della sistemazione idraulica del Rio Torre.

Per quanto riguarda il Rio Torre, l’assessore Piciocchi come già annunciato ha detto che attualmente è in corso la procedura di revoca in danno dell’appalto dei lavori sul rio Torre. Si è impegnato nella valutazione di un procedimento d’urgenza attraverso un appalto integrato per la riassegnazione del secondo lotto del vecchio progetto (che sarà comunque oggetto di una revisione progettuale complessiva), per la messa in gara e successiva assegnazione dei lavori entro la fine del 2020, in modo che i lavori possano partire a gennaio 2021 per una durata totale di 6 mesi, quindi con una previsione di fine lavori a giugno 2021.

Nel frattempo, per evitare di perdere l’attuale finanziamento di 800mila Euro messi a disposizione dall’amministrazione Comunale per il restyling di Piazza Adriatico, si è deciso di stornare da questa somma l’ammontare necessario per il rifacimento delle reti bianche di piazza Adriatico e Passo Ponte Carrega e per le reti nere di Piazza Adriatico, lavoro che potrà essere eseguito, a differenza del progetto di restyling, in concomitanza ai lavori sul Rio Torre.

Per quanto riguarda poi il progetto di restyling di Piazza Adriatico, bisognerà quindi vedere quanto rimarrà degli iniziali 800mila Euro a seguito dei lavori per il rifacimento delle reti bianche e nere.

L’Amministrazione comunale per voce dell’Ass. Piciocchi si è detta disponibile a reperire ulteriori risorse e a trovare la miglior soluzione economica per coprire tutti i costi relativi al progetto di restyling.

Le associazioni, Comitato Piazza Adriatico e Amici di Ponte Carrega, hanno gradito la disponibilità dell’assessore Picciocchi e degli impegni che si è preso in prima persona e sono fiduciose di un buon esito dei due progetti che devono essere realizzati ma rimarranno comunque presenti e vigili, nei confronti dell’amministrazione Comunale, per fare in modo che dalle parole si passi definitivamente e finalmente ai fatti.

 

Comitato Piazza Adriatico

Amici di Ponte Carrega

La Spesa Sospesa prosegue anche alla Bottega Solidale

Da questa quarta settimana di Spesa Sospesa a sostegno delle persone in difficoltà del nostro territorio si aggiunge anche la Bottega Solidale/Altromercato di Genova.

Per maggiori informazioni o per aderire a questa iniziativa clicca sul link di seguito:

http://bottegasolidale.it/botteghe/LaSpesaSospesa.html?fbclid=IwAR0U5PPKE43WI91pL9p5fzBhdaNMOK1p4fapuGDn1pdCd4o2YZKgbkum848

oppure recatevi in Bottega al Porto Antico o in Via Galata per effettuare una spesa a vostra scelta e donarla successivamente ad una delle organizzazioni coinvolte: Amici di Ponte Carrega, Caritas Genova e Gruppo Pane Quotidiano Onlus.

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Neoliberal Aesthetics and the Resistance to Redevelopment in an Italian Postindustrial Periphery

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È apparso sulla rivista accademica Space and Culture: An International Journal of Social Spaces (2020) un articolo di Emanuela Guano, l’antropologa urbana, docente alla Georgia State University di Atlanta (USA), che da qualche anno conduce ricerca etnografica tra gli Amici di Ponte Carrega. Intitolato Neoliberal Aesthetics and the Resistance to Redevelopment in an Italian Postindustrial Periphery, l’articolo dimostra come la nostra associazione sia riuscita a utilizzare come strumento di resistenza alla cementificazione la medesima sensibilità estetica che, nella letteratura scientifica, è solitamente associata alle dinamiche escludenti dell’urbanismo neoliberista. Questo perché, per gli Amici di Ponte Carrega, la salvaguardia dell’ambiente e la valorizzazione del patrimonio storico e culturale sono sia valori fondamentali che un diritto di tutti.


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La versione ufficiale dell’articolo è disponibile a questo link: https://journals.sagepub.com/doi/abs/10.1177/1206331220908212

La versione pre-editoriale, invece, si trova qui: https://scholarworks.gsu.edu/anthro_facpub/23/

La Val Bisagno si mobilita per la spesa sospesa

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Su La Repubblica del 30 aprile 2020 spazio all’iniziativa di solidarietà della Val Bisagno:

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Diciassette realtà della Media Valbisagno tra parrocchie, associazioni, scout, pubbliche assistenze e centri sociali, oltre all’Ats e ai Civ, si sono unite per rispondere all’emergenza Coronavirus, che ha moltiplicato il numero di persone in difficoltà, perché rimaste senza lavoro e senza uno stipendio. Il progetto, patrocinato dal Municipio della Media Valbisagno e Confesercenti, si chiama Spesa sospesa e provvede al rifornimento di viveri di prima necessità per almeno 160 nuclei familiari della zona. Le richieste infatti in questi mesi si sono moltiplicate e la rete tradizionale che già operava per rispondere alle richieste delle famiglie aveva bisogno di essere rafforzata, e così commercianti, associazioni e cittadini si sono messi in gioco: «Siamo riusciti a creare una rete ampia con tutte le realtà del territorio. Una rete molto bella che sta crescendo e che nei momenti difficili sa dare il meglio di sé», commenta il presidente del Municipio Roberto D’Avolio.

La modalità di raccolta della Spesa sospesa ricalca quella della Colletta alimentare: «Ci mettiamo con un carrello all’ingresso dei supermercati del territorio che hanno aderito all’iniziativa (l’elenco è sul sito www.genova20.com dell’omonimo gruppo scout ndr) e chi vuole può riempirlo lasciando dei generi alimentari di prima necessità, dalla pasta alla farina all’olio al cibo in scatola, che verranno poi portati alle parrocchie che preparano i pacchi alimentari, che poi vengono distribuiti dai volontari nelle vari zone», spiega Fabrizio Spiniello dell’associazione Amici di Pontecarrega, una delle tantissime realtà coinvolte nel progetto. E la risposta da parte del territorio è stata subito generosa: «Facciamo due turni al giorno (uno la mattina e l’altro il pomeriggio) e torniamo con i carrelli sempre pieni», osserva Spiniello che con la sua associazione opera nelle zone di Sant’Eusebio, Ponte Carrega e Montesignano. Il progetto ha preso il via lunedì 27 e «l’obiettivo è di portarlo avanti finché l’emergenza non sarà finita», conclude Spiniello.

Qui il LINK all’articolo de La Repubblica.it

Qui il comunicato stampa di CONFESERCENTI LIGURIA

Qui il link all’articolo di GENOVA 24

Qui il Link di TELENORD

Qui il link all’articolo di GENOVA TODAY

 

Fase 2: 40 associazioni scrivono al Comune un piano straordinario per la mobilità sostenibile

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All’attenzione di
Comune di Genova – Genoa Municipality e Città Metropolitana
Sindaco di Genova Marco Bucci per Genova
Assessore all’ambiente e trasporti Matteo Campora
Assessore allo sviluppo economico turistico e marketing territoriale Laura Gaggero
Coordinatore mobilità urbana sostenibile Enrico Musso – Autore
Consiglio Comunale
Regione Liguria Giovanni Toti
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Genova si sta apprestando ad affrontare la seconda fase di questa emergenza sanitaria con il rientro in attività di migliaia di cittadini. Sull’onda di decine di iniziative simili in tutta Italia, come rete di associazioni, gruppi e cittadini Vi chiediamo con forza di avere coraggio, ora più che mai,
nell’introdurre interventi forti per affrontare la Fase 2, capaci di avviare un cambiamento per un
futuro sostenibile.
Vogliamo che Genova inizi subito il percorso per diventare, come già da anni molte città europee, una città efficiente e vivibile.
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Se anche solo il 10% dei 369.000 utenti che ogni giorno usavano i mezzi AMT dovessero decidere di non tornare all’utilizzo dei mezzi pubblici, ci troveremmo improvvisamente per strada 37.000 auto o moto in più oltre a quelle che già “normalmente” affollavano le strade. Un repentino aumento dei gas presenterà dei contraccolpi notevoli con un inaccettabile ritorno al passato ma soprattutto col nuovo innesco di quel circolo vizioso che ha aggravato questa situazione.
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Grossi sacrifici sono stati chiesti in breve tempo ai cittadini per salvaguardare la comunità, ora chiediamo uno sforzo alle istituzioni per migliorare la nostra qualità di vita e tutelare la nostra salute sia presente che futura. Se tutto questo è stato spesso in passato considerato come un
optional dalle classi dirigenti, oggi è – prendiamone atto – necessità per la sopravvivenza e il benessere di tutta la comunità.
Non vogliamo tornare alla “normalità” perché la “normalità” era il problema.
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Visto il grande impatto – in condizioni di “normalità” – della mobilità privata a combustibile fossile sul clima (per via dei gas serra), sulla salute (per via di NO2 e PM10 in particolare), sugli incidenti stradali e sul traffico;
Visto il sensibile abbassamento di tali inquinanti in questo periodo di lockdown;
Vista la presunta correlazione tra aumento della mortalità dovuta al COVID-19 e l’inquinamento atmosferico;
Visto il tributo di vite umane che ogni anno in particolare Genova deve pagare a causa degli incidenti stradali; tributo che si è ridotto fino all’80% nella fase di lockdown;
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Come rete di associazioni, gruppi e cittadini abbiamo deciso di unire le forze e vi suggeriamo una serie di precise proposte efficaci che si possono mettere in campo da subito, alcune a costo praticamente zero, ma ad alto impatto anche educativo sulla cittadinanza.
A monte di tutte c’è quella di disincentivare l’uso dell’automobile in tutto il territorio cittadino; occorre inoltre creare una “Zona Rossa” che copra l’area più critica del centro città, in modo che sia aperta solo a solo mezzi pubblici e mezzi sostenibili, che meglio aiutano ad uscire
dall’emergenza.
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E’ necessario garantire il servizio adottando tutte le misure precauzionali e di distanziamento fisico, affinché nella fase di ripresa le persone non abbandonino il trasporto pubblico. Proponiamo di:
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– Stabilire corsie dedicate ai mezzi pubblici su tutti gli assi principali della città, a scapito delle corsie dedicate alle auto, in modo da rendere più conveniente e rapido muoversi coi mezzi rispetto al traffico.
– Aumentare sensibilmente la frequenza dei mezzi, come già è stato possibile in altre situazioni di emergenza.
– Utilizzare tutti i veicoli a disposizione, incluse le riserve.
– Sanificare i mezzi pubblici, installare adeguate paratie e dispenser igienizzanti per le mani in tutte le stazioni treno, metro e principali fermate degli autobus.
– Rendere gratuito o scontato il servizio, eventualmente in base a criteri strategici: a partire dagli impianti di risalita, per precise fasce di popolazione, su assi di congiunzione fondamentali (come i treni urbani o la metro).
– Dotare i principali autobus e mezzi di risalita di supporti per il trasporto biciclette.
– Potenziare il servizio Navebus.
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Occorre promuovere la mobilità pedonale senza costringere le persone a uno stretto contatto, e lo si può fare aumentando lo spazio pedonale in diversi modi:
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– Allargare i marciapiedi sempre ove possibile, anche con passerelle di legno, birilli o semplice vernice, eventualmente rinunciando a posteggi.
– Liberare i marciapiedi da arredi urbani, riposizionando i bidoni della spazzatura, i cartelli pubblicitari, i cartelli stradali ed ogni altro oggetto che ne limiti o ne ostacoli la fruibilità.
– Modificare i tempi semaforici a favore dei pedoni.
– Introdurre segnaletica che riporti le distanze pedonali in minuti, come avviene per i percorsi escursionistici, utile per rendere consapevoli i cittadini della convenienza di muoversi a piedi e in futuro utili per i turisti.
– Rivedere gli attraversamenti delle rotatorie che oggi penalizzano i pedoni.
– Aumentare le aree pedonali, a cominciare da Via XX settembre e Piazza Colombo.
– Incrementare le zone 30 dove il limite sia effettivamente rispettato, introducendo anche dissuasori di velocità appropriati dove non c’è il passaggio di bus.
– Garantire continuità di percorsi facilmente fruibili da persone con ridotta capacità motoria, eliminando gradini, ostacoli e pavimentazioni discontinue.
– In previsione della riapertura delle scuole a settembre, mettere in campo un insieme di azioni che promuovano e rendano sicuri i percorsi pedonali e ciclabili verso le scuole e scoraggino l’uso e la sosta dell’auto (tipo pedibus e bicibus).
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La bicicletta è il mezzo perfetto per mantenere il distanziamento fisico e raggiungere velocemente la destinazione. Per far sì che le persone utilizzino tale mezzo di trasporto sostenibile bisogna rendere veramente sicura la mobilità ciclabile e quindi occorre:
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– Creare una Rete di Emergenza di Piste Ciclabili sicure, che coprano tutti i principali collegamenti quartiere-quartiere e centro-periferia (segnaletica, cordoli, strisce) e prepararsi ad incrementare i percorsi ciclabili ancor più capillarmente per le fasi successive.
– Attivare e rendere operativo al più presto l’Ufficio Bici coinvolgendo gli stakeholders affinchè sia davvero efficace.
– Ottenere il transito in zone chiuse dall’Autorità Portuale come la fondamentale Via dei Pescatori tra Porto Antico e Piazzale Kennedy.
– Creare ciclo-posteggi e zone sosta bici diurne, e installare dei bici-park notturni sicuri, anche destinando locali pubblici in disuso o strutture prefabbricate.
– Incentivare il bike to work, anche tramite servizi già disponibili con apposite App.
– Incentivare l’acquisto di biciclette, e-bike, bici-cargo, monopattini, pattini e monoruota.
– Incentivare consegne e corrieri in bici-cargo tramite sgravi fiscali.
– Introdurre segnaletica che riporti le distanze ciclabili in minuti.
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L’emergenza ha reso evidente la quantità di persone che quotidianamente possono svolgere il loro lavoro senza spostarsi generando traffico, inquinamento e perdita di tempo, soltanto per connettersi da una scrivania diversa alla medesima rete. Questa è la prima chiave per
decongestionare la città nel quotidiano. Proponiamo di:
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– Offrire supporto logistico alle realtà che potrebbero introdurre lo smart working.
– Offrire supporto economico alle famiglie che non possono permettersi tutti i mezzi necessari per adottare questa modalità di lavoro.
– Mettere in evidenza l’impatto di risparmio ambientale, tempo, traffico che lo smart working consente.
– Incentivare le aziende a modificare gli orari di lavoro introducendo una flessibilità oraria o giornaliera tramite banca ore e diversificando orari di entrata/uscita.
– Premiare con vantaggi fiscali sia le aziende che i lavoratori che decideranno di puntare su soluzioni innovative di smart working.
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Una campagna informativa da parte del Comune attraverso tutti i mezzi di comunicazione è fondamentale per orientare le abitudini della cittadinanza verso un approccio sostenibile. Questi i messaggi che il Comune dovrebbe trasmettere ai cittadini:
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– Muoversi con mezzi sostenibili è una raccomandazione per la ripresa delle attività di tutte le persone, con enormi vantaggi sia nella fase attuale sia nella lotta ai cambiamenti climatici.
– Il mezzo privato crea inquinamento, traffico ed incidenti stradali gravi. L’uso quotidiano del mezzo privato non aiuterà ad uscire da questa emergenza, ma a preparare la prossima.
– C’è un’emergenza sanitaria in Italia: le vittime da smog, calcolate dall’OMS in 80.000 morti premature all’anno.
– Pubblicizzare quali sono i mezzi sostenibili a disposizione, dove si trovano, quanto costano e quale efficienza hanno.
– Promuovere la mobilità dolce nelle scuole.
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Ricordiamo che questi interventi sono volti a risolvere l’emergenza in corso ma anche a perseguire gli obiettivi di medio e lungo termine che l’umanità deve raggiungere:
• ridurre le emissioni di gas serra del 50% entro il 2030 e azzerarle entro il 2050, per restare sotto il grado e mezzo di aumento di temperatura con il fine di evitare cambiamenti climatici irreversibili sui sistemi umani e naturali (IPCC);
• diminuire sensibilmente i livelli di inquinanti (NO2 e PM10 in particolare) per salvaguardare la salute;
• diminuire fino ad azzerare le morti per incidenti stradali dovuti al traffico in città (Genova è la città italiana con il maggior numero di morti/abitante per incidenti);
• rendere la nostra città e i nostri spazi pubblici posti più vivibili e a misura delle persone.
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Questa lettera scritta da Associazioni, realtà locali e cittadini vuole essere una richiesta di intervento ma anche una proposta di collaborazione alle istituzioni, il cui scopo è affrontare la situazione di emergenza sanitaria ma anche quella ambientale e climatica in atto.
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Attendiamo un cortese riscontro e Vi porgiamo distinti saluti
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Fridays For Future Genova
Massa Critica Genova
Cittadini Sostenibili
Bike fever
Associazione Esperti Promotori della Mobilità Ciclistica
tRiciclo Bimbi a Basso Impatto
Osservatorio Meteorologico, Agrario, Geologico Prof. Gian Carlo Raffaelli dal 1883
Italia Nostra – Sezione di Genova
Scuola Italiana Monoruota
Pro Natura Genova
Amici di Ponte Carrega
Associazione Universitaria Unigeco
Fiab – Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta – Genova
CicloRiparo Fiab
ASD Genova MTB SantíEusebio
Comitato Liguria Federazione Ciclistica Italiana
Genova Segway
Monopattini Elettrici Genova
Greenpeace Italia
Anemmu in bici a Zena
Associazione A.ma. Abitanti maddalena
Medici per l’Ambiente – International Society of Doctors for Environment ISDE
Terra!
MobiGe
Fondazione Michele Scarponi
Famiglie senz’auto
WWF Genova Città Metropolitana
Genovapiedi
Surfrider Genova
Il Cesto
Giardini Luzzati spazio comune
Worldrise Onlus
Unione Sportiva Pontedecimo
Trip In Your Shoes
Centro Banchi Genova
Gruppo di Cittadini #genovaciclabile
Occupy Nervi
A thousand Trees Project
La Piuma Onlus
Circoliamo Sampierdarena

Partita la Spesa Sospesa per il nostro territorio!

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Da questa mattina abbiamo iniziato a fare la raccolta alimentare per le famiglie in difficoltà del nostro territorio.

Siamo tanti volontari e operiamo, come stanno già facendo a Struppa, Molassana e San Gottardo, in collaborazione con le parrocchie della zona per distribuire gli alimenti non deperibili che riusciremo a raccogliere negli esercizi aderenti.

L’obiettivo è raccogliere, grazie alla Vs generosità, ogni genere alimentare non deperibile da poter consegnare alle persone che in questo momento storico stanno vivendo delle difficoltà a causa della crisi aggravata dalla pandemia del Covid-19.

Il gruppo degli Amici di Ponte Carrega con ragazzi e ragazze del quartiere, gli scout del reparto GE48 e la squadra di calcio del quartiere di Via Terpi, il Bulldog, avrà come punto di riferimento la zona di Piazza Adriatico, Ponte Carrega e Montesignano: i viveri saranno consegnati al gruppo di volontariato Vincenziano della parrocchia di San Michele e alla Sporta Aperta. Il gruppo di Sant’Eusebio avrà invece come riferimento la parrocchia di Sant’Eusebio.

L’iniziativa ha ricevuto il Patrocinio del Comune di Genova – Municipio IV Media Val Bisagno e della Confesercenti.

Nei prossimi giorni troverete il nostro gruppo nel punto vendita dell’IN’S di Via Piacenza, tutti i giorni, dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 17:00 alle 19:00. Sabato dalle ore 10:00 alle ore 12:00.

Il gruppo di Sant’Eusebio raccoglierà gli alimenti nel punto vendita Basko di San Gottardo dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 15:00 alle 17:00.

Vi aspettiamo numerosi!

 

Il volantino che troverete affisso nei punti vendita aderenti

Il volantino che troverete affisso nei punti vendita aderenti

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