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Ponte Carrega ancora una volta Luogo del Cuore Fai!

logo-FAIOggi sono stati presentati a Milano i risultati del censimento internazionale promosso dal FAI -Fondo Ambiente italiano- I Luoghi del Cuore 2014.

Ponte Carrega nel 2012 si classificò primo luogo del cuore della Provincia di Genova: il ponte non era ancora stato vincolato con specifico decreto da parte del Ministero e quel risultato contribuì in maniera importante al suo vincolo. Le firme per quell’occasione furono raccolte in breve tempo e con urgenza per sensibilizzare l’opinione pubblica nell’intento di salvare il ponte dal possibile progetto di abbattimento e per valorizzarlo. Questa seconda tappa risponde a questa esigenza di protezione e valorizzazione che risponde allo scopo e allo spirito del censimento del Fondo Ambiente e della Associazione Amici di Ponte Carrega.

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La cosa più sorprendente di questa edizione del censimento è che questa volta, pur senza grandi clamori e con poca pubblicità (solo un paio di banchetti organizzati!), abbiamo riproposto la raccolta firme che con nostra grande sorpresa ha avuto di nuovo grande successo: mentre nel 2012 eravamo stati noi a promuoverla in prima persona, questa volta siamo stati soprattutto coordinatori e raccoglitori delle firme raccolte in giro per Genova e la Val Bisagno da cittadini e comitati che hanno raccolto molto spesso le firme in maniera autonoma e spontanea per Ponte Carrega: a tutte queste persone va oggi il nostro ringraziamento e il riconoscimento di questo ulteriore risultato ed obiettivo raggiunto dalla nostra vallata e dal Nostro Ponte! L’obiettivo di superare le mille firme è stato ampiamente sfondato e ora potremo partecipare al bando per cercare di ottenere quei finanziamenti per restauro che nel 2012 non eravamo riusciti ad ottenere per la mancanza di un dettaglio nel progetto di riqualificazione, chiudendo quindi un percorso incominciato nel 2012. Quest’anno, grazie allo studio di architetti Mangeruca, ci siamo mossi in anticipo per cercare di proporre al Fai un piccolo progetto per rendere questa parte di vallata più bella!

Il progetto verrà presentato in una delle prossime riunioni di quartiere.

Quest’anno il ponte si è classificato 3° luogo del cuore di Genova, rimanendo quindi sul podio e piazzandosi davanti alla Villa della Duchessa di Galliera di Voltri e all’Acquedotto storico e classificandosi al 207° posto su scala nazionale sugli oltre 20 mila luoghi segnalati e sui 1.658.701 voti complessivi (1 milione e seicentomila!) che hanno fatto di questa edizione una edizione record!

Il censimento del Fai ha poi riconosciuto, per la prima volta e con grande soddisfazione per la nostra Regione, la vittoria di un bene del cuore ligure: è arrivato infatti primo nella classifica nazionale il convento dei frati Cappuccini di Monterosso al Mare http://iluoghidelcuore.it/risultati# con oltre 110mila voti raccolti!

Il ponte è arrivato secondo nella categoria settoriale “ponti” a livello nazionale – un risultato per noi molto soddisfacente che ci permette di rientrare a pieno titolo nei piani di finanziamento del FAI e che ci rende orgogliosi del risultato raggiunto per il nostro quartiere e la vallata!

Grazie a tutti per aver partecipato!

Rassegna stampa Fai per recupero di Ponte Carrega nella scorsa edizione:

http://www.fondoambiente.it/Attivita-FAI/Index.aspx?q=recupero-del-primo-luogo-del-cuore-di-genova

Link Classifiche Luoghi del Cuore 2014: http://iluoghidelcuore.it/risultati#Fai3


Qui sotto riportiamo un video di repertorio sull’intervento di pulizia promosso dagli Amici di Ponte Carrega nel 2013

 

Un po’ di rassegna stampa

Linkiamo gli articoli delle redazioni web de Il Secolo XIX e La Repubblica sulla fantasiosa idea di una cabinovia sospesa a 35 metri di altezza sul Bisagno (una idea fantastica per favorire i negozi di vicinato evidentemente, ndr!): Secolo XIX: http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2015/02/17/ARCHe6YD-trasporto_valbisagno_progetto.shtml, La Repubblica: http://genova.repubblica.it/cronaca/2015/02/17/news/cabinovia-107551502/#gallery-slider=107565594.

Qui potete vedere il video realizzato da Il Secolo XIX Web dopo il convegno di ieri mattina, a presentazione avvenuta: http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2015/02/17/ARCHe6YD-trasporto_valbisagno_progetto.shtml mentre qui di seguito trovate l’articolo sulla Cabinovia della Val Bisagno anticipato in un articolo comparso sulla Gazzetta del Lunedì:

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 Qui il commento alla notizia del Comitato Si Tram:http://genova.mentelocale.it/63240-genova-funivia-sulla-valbisagno-progetto/.
Sempre sulla Gazzetta del Lunedì è comparso un articolo sul restringimento dell’argine destro del Bisagno con alcuni aggiornamenti: potete leggere l’articolo completo in formato pdf cliccando <qui>

 

Ieri infine in consiglio comunale si è parlato del degrado dell’Acquedotto storico e della scuola di Via Lodi a seguito degli ultimi interventi sui media locali e nazionali (Era Superba:http://genova.erasuperba.it/notizie-genova/acquedotto-storico-valbisagno-degrado-frane-discariche e La7: http://www.la7.it/laria-che-tira/video/a-genova-la-scuola-più-a-rischio-d’italia-06-02-2015-146822). Per quanto riguarda la scuola di Via Lodi è importante sottolineare come non ci siano centraline per il rilevamento della qualità dell’aria nelle vicinanze della più grande autorimessa di autobus della Regione! (le più vicine si trovano in corso Europa e Corso Buenos Aires!).

Qui potete leggere la sintesi del consiglio di ieri su Acquedotto (400 mila euro stanziati per recupero con fondi Por) e scuola di Via Lodi, oltrechè per la passeggiata di Nervi e la scalinata Borghese di Piazza Tommaseo: http://www.comune.genova.it/content/consiglio-comunale-seduta-del-17-febbraio

 

Dal bacino del Mediterraneo per parlare di Partecipazione a Ponte Carrega

Domani dalle ore 15:00 a Ponte Carrega accoglieremo 14 rappresentanti di associazioni e organizzazioni che lavorano nell’ambito della Partecipazione attiva provenienti dal bacino del Mediterraneo, dall’Africa del Nord, dall’Europa e dal Medio Oriente. Faremo loro visitare il quartiere e parleremo di Partecipazione confrontandoci e scambiandoci idee e esperienze: faremo vedere loro l’edificio per il Bricoman e il complesso delle ex officine Guglielmetti, esempi di una partecipazione mancata che travalica i confini nazionali come “Casi studio”. Alle ore 17:00 il seminario si sposta nella sala del Camino di Palazzo Ducale per continuare il dibattito e il confronto che rientra in un programma finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del programma Erasmus+ ed è organizzato dalla Associazione di promozione sociale milanese Joint.

Il nostro ringraziamento va alla Associazione Joint per aver pensato a Ponte Carrega e alla nostra associazione.comunicato stampa incontro 17 febbraio

Menzionati su WIRED! – Come annega una smart city

Wired è una delle riviste più diffuse a livello mondiale, compare anche nel cartone animato americano de I Simpson

Wired è una delle riviste più diffuse a livello mondiale, compare anche nel cartone animato americano de I Simpson

 

WiredTerstat

La prestigiosa rivista americana Wired (edizione italiana di dicembre 2014) – dedica un articolo alla nostra città, citando la nostra associazione e il caso di Ponte Carrega. L’articolo evidenzia le contraddizioni tra il voler essere una Smart City e la realtà dei fatti. Un amministrazione indolente che non sa imparare dai propri errori.

(Un articolo a firma della giornalista Carola Frediani, autrice del libro Deep Web)

WIRED

Non è un caso che la famosa giornalista esperta del web e la prestigiosa rivista americana Wired prenda come cattivo esempio il caso di Ponte Carrega per descrivere le contraddizioni di una città che pretende di essere “Smart” ma poi avvalla progetti di trasformazione edilizia devastanti dimostrando in tal senso di navigare a vista senza una effettiva strategia.  Evidentemente l’intervento CoopSette – Bricoman e ora anche Coop Liguria – Talea per le aree delle ex-officine Guglielmetti, rappresentano un caso emblematico non solo per la nostra città ma per il nostro paese: qui si continua a costruire e si è “costruito sul costruito” passando da 15.000 mq a oltre 49.000 mq.

Evidentemente ci sono interessi superiori a uno sviluppo “Smart” della città e questi attori sono in grado di condizionare la politica a loro esclusivo vantaggio, sanno già che i loro progetti hanno la strada spianata.  L’articolo riportato sul XIX secolo di oggi(http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2014/12/10/ARc5blpC-ultimatum_rimessa_guglielmetti.shtml ) mette in evidenza come ci siano opacità negli  accordi tra la politica di sempre e l’interesse privato di sempre. In particolare per il caso Coop Liguria e le aree delle ex Officine Guglielmetti sembrano essere state vendute con un contratto di vendita che avrebbe al suo interno una clausola con la quale il proponente ora minaccia la restituzione dei soldi se non verrà approvato il suo devastante progetto. Ricordiamo che Coop Liguria, contrariamente ai suoi principi etici di tutela per l’ambiente e del paesaggio, ha presentato un progetto completamente estraneo al contesto in cui si inserisce con una torre alberghiera innalzata davanti al borgo storico di Ponte Carrega e alla chiesa di Montesignano, una struttura di vendita che prevede un enorme parcheggio in copertura che dequalificherà completamente gli insediamenti storici urbani consolidati. Saranno previste migliaia di autovetture che andranno ad aumentare il traffico in queste zone ad alto rischio di inondazione. Una città che non sa valorizzare le sue risorse, svendendo con esse anche la sua memoria storica.

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Primocanale a Ponte Carrega, il programma Intorno a Noi racconta di alluvioni e crisi della politica con gli Amici di Ponte Carrega

Spalla Guarda lo streaming da PrimocanaleINOI

Rassegna stampa: Il Secolo XIX del 7/11/2014

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Flood Proofing a Pontecarrega e Piazza Adriatico

ArticoloSecoloTra le misure da mettere in pratica in ottica resiliente per ridurre il rischio idrogeologico e limitare i danni vi sono anche le misure di flood proofing. Scarsamente utilizzate in Italia, non agevolate dal punto di vista fiscale e misconosciute alle amministrazioni locali, le misure di flood proofing sono barriere mobili o strutturali che si azionano automaticamente in caso di allagamento. E’ l’evoluzione del sacchetto di sabbia e può contribuire, a seconda del tipo di barriera scelta a evitare allagamenti di negozi e abitazioni. La Associazione Amici di Ponte Carrega da quasi due anni porta avanti col Politecnico di Milano una collaborazione finalizzata alla promozione di questo tema e alla verificabilità di un utilizzo delle tecniche di flood proofing anche in ambiti territoriali più estesi rispetto al singolo negozio o cantina. Il Politecnico, cioè, sta facendo uno studio di prefattibilità per la installazione delle barriere in Piazza Adriatico e Pontecarrega, in modo da contribuire a superare una situazione di rischio che si protrae dal 1953 e che ha già visto numerose alluvioni e allagamenti.

Vorremmo capire, se i 112mila euro avanzati dagli oneri di urbanizzazione del progetto per il Bricoman e rientrati nella disponibilità pubblica, possano essere in parte utilizzati in questo modo e se, a seguito della attivazione di un percorso partecipato tra tutti gli abitanti del quartiere, questa possa essere una soluzione condivisa o meno.

Qui di seguito potete vedere un intervento del Prof. Rosso del Politecnico di Milano:

http://www.primocanale.it/video/allerta-meteo-l-esperto-ecco-cosa-fare-in-attesa-degli-scolmatori–65517.html

Qui accanto invece il trafiletto che Il Secolo XIX ha dedicato a questa collaborazione lo scorso 30 ottobre:

Amici di Ponte Carrega su La Voce di New York

Im1La Associazione Amici di Ponte Carrega sbarca oltre oceano su La Voce di New York. Un reportage da questi giorni difficili, di Gino Martella e gli amici solidali di Se Io Fossi Acqua.

http://www.lavocedinewyork.com/Il-Bello-ritrovato-nella-Genova-devastata-dall-alluvione-e-dalla-brutta-politica/d/8101/

 

Parte oggi il concorso fotografico Wiki Loves Monuments. La Associazione Amici di Ponte Carrega aderisce all’iniziativa!

open genovaLa Associazione Amici di Ponte Carrega aderisce insieme ad altre realtà genovesi e nazionali a Wiki Loves Monuments, contest fotografico internazionale promosso a Genova dalla Associazione Open Genova che ha l’obiettivo di  “valorizzare, tutelare e documentare il patrimonio culturale: possono partecipare al concorso le foto che raffigurano un monumento. Il termine monumento va inteso in senso ampio: si intendono edifici, sculture, siti archeologici, strutture architettoniche, siti naturali e interventi dell’uomo sulla natura”(fonte: sito Open Genova). Il termine di chiusura del concorso è il 30 settembre.

Oggi alle 17:00 nel Salone di rappresentanza di Palazzo Tursi alla presenza dell’assessore alla cultura del Comune di Genova Carla Sibilla e ad Emma Tracannella coordinatrice nazionale Wiki Love Monumets l’associazione Open Genova presenterà l’iniziativa nella nostra città, raccoglierà nuove adesioni e risponderà a tutte le domande.

Per maggiori info: http://www.opengenova.org/wikilovesmonuments/parte-oggi-wiki-loves-monuments/ oppure http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2014/09/04/ARMg5UqB-partito_genova_monuments.shtml

La Giunta chiede al Governo i fondi per la Val Bisagno

Pubblichiamo la delibera di giunta del 17 luglio 2014 e l’articolo firmato da Anna Maria Coluccia de Il Corriere Mercantile sui fondi Pon destinati alla Val Bisagno.

progetti piano operativo nazionale

mercantile

Basta centri commerciali in Val Bisagno: dateci l’Università!

Pubblichiamo qui di seguito la nostra opinione pubblicata sulla prima pagina de La Repubblica del 18 agosto 2014 e la lettera del Rettore della Università degli Studi di Genova, prof. Comanducci, da cui hanno preso le mosse le nostre riflessioni, pubblicata sempre da la Repubblica l’8 agosto 2014.

UNA REGIONE UNIVERSITARIA COSI’ IL DISEGNO DI COMANDUCCI PUO’ DECOLLARE

La Repubblica art unige 18 agosto 2014

Anche Oliviero Toscani per Ponte Carrega! C’era una volta il Bel Paese: il Bello e il Brutto raccontato per immagini come denuncia civile

oliviero-toscani-1 Il celebre fotografo Oliviero Toscani ha scelto per il blog “Fatto in Italia“, da lui curato per Il Fatto Quotidiano, anche una foto del cantiere Coopsette per il Bricoman di Ponte Carrega per raccontare per immagini cosa sta succedendo a quello che un tempo era considerato il Bel Paese. Una denuncia civile per testimoniare il Brutto e la fine del Bel Paesaggio all’italiana.

Questo nuovo riconoscimento del mondo della Cultura rafforza le nostre idee circa il tema del Cambiamento e il Valore del Bello. Le cose possono essere fatte con criteri che rispettino la dignità delle persone che abitano nelle aree di trasformazione ovvero senza questo tipo di percorso a cui corrisponde, inevitabilmente, un conflitto. Se la trasformazione viene confrontata con la cementifera nella sua piena attività è chiaro il miglioramento, ma se confrontata con i parametri e la tendenza europea allora si evidenzia l’inopportunità e l’arretratezza di certe scelte, un “costruire sul costruito” che prevede una riedificazione di tre volte il volume demolito: noi contestiamo il metodo con il quale sono state prese queste decisioni, non ascoltando a sufficienza la popolazione, senza una adeguata informazione e condivisione. Il contesto urbano e ambientale in cui si sviluppano le nostre esistenze dovrebbe essere la prima preoccupazione di un operatore che sceglie di investire in un’area di trasformazione, non solo il mercato. La preoccupazione delle Amministrazioni dovrebbe essere quella di farsi mediatrice tra i diversi interessi tutelando soprattutto la parte più debole, i cittadini, cercando di trovare una soluzione condivisa, non solo fare cassa con gli oneri di urbanizzazione, tanto più è grande l’opera e tanto più è l’incasso.

Riportiamo di seguito il link dove poter guardare le altre foto scelte dal celebre fotografo.

link al fattoquotidinao

TG3 Nazionale Fuori il TG, Ponte Carrega menzionato come cattivo esempio di urbanistica

Riportiamo lo stralcio della trasmissione TG 3 Nazionale del 18 marzo 2014 di Mezzogiorno che contiene un servizio sul nostro quartiere al minuto 17:00: http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-a1b4e6af-fbae-4f05-93e2-5a117ec58b34-tg3.html

Il servizio è particolarmente interessante soprattutto per l’autorevole intervento del Prof. Giovanni Spalla, noto professore architetto e urbanista, che spiega i motivi del dissesto idrogeologico e la mala urbanistica.

Riteniamo che non sia un caso se il servizio menziona le problematiche del quartiere di Ponte Carrega, fra la vicina valle del Rio Fereggiano e la costruzione della TAV del terzo valico. Particolarmente toccante sono gli interventi di due cittadini di Ponte Carrega che esprimono il disagio per aver affrontato tre alluvioni in quarant’anni e l’angoscia di vedere sorgere il nuovo ingombrante centro commerciale. – “Non mi piace, non lo vogliamo, non riusciamo ad accettarlo” – dice Susanna, ma questo è il pensiero diffuso nel quartiere, ormai forse anche il sentimento dell’intera vallata. Sappiamo che i lavori di messa in sicurezza dell’asta terminale del Rio Mermi non risolverà i problemi del quartiere che rimarrà comunque allagabile dal torrente Bisagno con le relative strade di accesso. Come ci hanno detto gli esperti, solo la costruzione del grande scolmatore potrebbe definitivamente risolvere il rischio idrogeologico, ma siamo lontanissimi dalla sua costruzione, nonostante questo si continua ad aumentare i volumi e le superfici agibili con nuove costruzioni con il risultato di aumentare il traffico e incentivare l’uso di mezzi privati. Come dicono gli stessi esperti intervistati nel servizio, occorrerebbe una inversione di tendenza con un piano di decostruzione e riduzione dell’abitato.

Secondo noi questi interventi urbanistici, pur regolarmente approvati, non vanno in questa direzione, rappresentano un incentivo all’uso dell’auto oltre alla dequalificazione del paesaggio con volumi che prima non c’erano. Al parere di questi tecnici, noi aggiungiamo che queste cose si sapevano perché già individuate nel 2004 dalla Provincia di Genova con la presentazione dell’agenda agenda 21 per lo “sviluppo sostenibile” per la Val Bisagno – che cita testualmente:

obbiettivo prioritario 2.3.1 “..incremento della qualità paesaggistica”

obbiettivo prioritario 2.3.3 “promozione di nuovi regolamenti edilizi orientati alla sostenibilità e all’uso di tecniche di bioedilizia”

obbiettivo prioritario – 3.1.2: “riduzione dei volumi di traffico dovuti a mobilità privata”

Ovviamente sono belle frasi, ma evidentemente se non trovano la giusta applicazione il risultato è lo sgomento, l’indignazione, fino ad arrivare alla ribalta della cronaca nazionale. Come associazione lavoreremo perché la nostra città non sia più menzionata in questi servizi.

Bricoman


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(Traffico a Ponte Carrega, in un giorno di pioggia)

Grazie Renzo..ma ora vienici a trovare!

renzopianoperiferico Oggi il Fattoqutidiano pubblica una lunga intervista di Ferruccio Sansa al neo senatore a Vita Renzo Piano. L’intervista è sconcertante, sembra che il neo senatore abbia letto il nostro manifesto e lo abbia fatto suo.

Renzo Piano, dimentica di essere stato il consulente per l’urbanistica durante l’amministrazione Marta Vincenzi, l’ex sindaco con la delega all’urbanistica che lo ha voluto al suo fianco come consulente agli Urban Lab.[cvg-video videoId=’53’ width=’300′ height=’200′ mode=’playlist’ /]

L’amministrazione Vincenzi dopo i buoni propositi iniziali, riscontrabili nell’intervista, ha successivamente approvato le varianti per le trasformazioni in atto nelle aree ex-Italcementi ed ex-officine Guglielmetti. Operazioni legittime, ma che non riteniamo coerenti con lo sviluppo sostenibile per la Val Bisagno che fu delineato nel 2004 nella rispettiva agenda 21 (sottoscrizione carta di Aalborg).

Non ci risulta che l’architetto Piano abbia mosso un dito per contrastare queste trasformazioni, che ripetiamo, ci sembrano in palese contraddizione con le sue affermazioni. Secondo noi queste trasformazioni ci riportano nel medioevo del secolo scorso con una urbanizzazione, una cementificazione, degna di essere annoverata con quella degli anni 60-70, più che del nuovo secolo.

Ma ora il grande architetto e senatore a vita ha l’occasione di mettere in atto le sue affermazioni.

Lo invitiamo a “salvarci”, venga qui a Ponte Carrega a vedere i cantieri e gli interventi edilizi in fase di approvazione, vorremo avere un suo parere, soprattutto se questo è ciò che intende per “recuperare le periferie”.

Ci auspichiamo il cambiamento, ma è la credibilità dei soggetti, che si fanno portatori del cambiamento, che ci fa riflettere. Un gruppo dirigente forse con poche idee, forse troppo anziano o reclutato nelle stesse file di chi ha sempre fatto le stesse operazioni e altro non riesce nemmeno a immaginare.

La domanda che facciamo a Renzo Piano è la seguente: può una parte politica legata a questo tipo di economia e di sviluppo, farsi portatrice di un modello di sviluppo antitetico rispetto a quello fino ad oggi perseguito?

Riportiamo di seguito alcune affermazioni dell’intervista a Renzo Piano…

bricoman-genova-ponte-carrega-1 “Le periferie. Questa è la nostra grande sfida, dobbiamo recuperarle, renderle davvero parte della città .. non devono più essere qualcosa che sta intorno a un centro”

bricoman-genova-ponte-carrega-2 - Periferie. Qualcuno vorrebbe raderle al suolo – “Sarebbe un atto di violenza, di arroganza, simile a quello di chi le ha costruite”

bricoma-senza-amore - Come cancellare danni tanto profondi – “Le periferie sono state costruite senza amore, senza cura per chi doveva viverci. Ma non sono tristi. Come diceva Calvino nelle Città invisibili in ogni luogo c’è un bagliore, un angolo di bellezza” … “Le periferie sono la città che non sa di esserlo … dobbiamo impegnare tutte le nostre energie per recuperarle” … “non penso a interventi faraonici ma a quelli realizzati da piccole imprese, spesso guidate da giovani” … “Il Verde. Non è solo un fatto estetico o poetico, non è solo bellezza, per quanto importante. E’ assolutamente pratico, significa ridurre la temperatura d’estate di due o tre gradi” … “e si contribuisce al consolidamento del suolo, soprattutto dove come a Genova esiste un elevato rischio idrogeologico. In periferia c’è almeno un vantaggio, c’è più spazio, può essere occupato dal verde”

Noi Amici di Ponte Carrega lo abbiamo sempre sostenuto e non finiremo mai di ricordarlo.

Le sofferenze di molti cittadini nei confronti di certi cantieri e interventi urbanistici, anche se formalmente legittimi, sono causati dalla mancanza di una effettiva partecipazione da parte dei cittadini ai processi decisionali.

A chi pensa che la partecipazione sia solo la pratica di presentare un progetto, magari con qualche bella diapositiva, magari davanti a un pubblico poco informato, noi diciamo che non è così e per dire questo ci siamo informati.

Quest’anno il nostro obbiettivo, in conformità con il nostro statuto e manifesto, sarà quello di intraprendere un autorevole studio di come dovrebbero avvenire i percorsi partecipati per la gestione del territorio. Abbiamo per questo già preso contatti con il mondo accademico, istituzionale, e naturalmente culturale.

La mancanza di vera partecipazione fra i cittadini, istituzioni e proponenti, crea conflitti e tensioni che non giovano a nessuno e per questo riteniamo assolutamente necessario aprire un dibattito serio su questo argomento.

Il nostro riferimento, per il momento, è la proposta di Legge Regionale Toscana, in particolare crediamo che occorra un’autorità garante per la partecipazione e la comunicazione. leggeregionaletoscana

(manifesto della proposta di legge sulla gestione del territorio – Regione Toscana)

“La crescita in equità esige qualcosa di più. Lungi da me il proporre un populismo irresponsabile, ma l’economia non può più ricorrere a rimedi che sono un nuovo veleno…” da “Evangelii Gaudium” – Papa Bergoglio

Ex Moltini, nostro intervento su Il Secolo XIX

Oggi su Il Secolo XIX il nostro intervento sull’area Moltini a firma di Alice Martinelli.
http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2014/02/27/AQLeKjvB-calcio_fabbrica_posto.shtmlex MoltiniPubblichiamo anche l’articolo di risposta di Ricupoil comparso su Il Secolo XIX il 28 febbraio:

http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2014/02/28/AQkIykwB-cittadini_risponde_proteste.shtml

 

Laboratorio della Sussidiarietà: gli Amici di Pontecarrega inseriti nella mappa nazionale dei Beni Comuni. Grande soddisfazione anche per la menzione delle nostre attività al Congresso dell’Arci

Vogliamo festeggiare questo primo anno di associazione condividendo con Voi questo articolo comparso sul sito di Labsus, Laboratorio per la Sussidiarietà, dedicato alla nostra associazione e alla operazione di pulizia e restauro dello storico Ponte Carrega avvenuta la scorsa estate. La eco della nostra attività è giunta fino alla Capitale e la Associazione Amici di Pontecarrega è stata inserita, prima tra le realtà genovesi, nella mappa nazionale dei Beni Comuni che il Laboratorio per la Sussidiarietà sta realizzando. Tra le realtà genovesi menzionate da Labsus troviamo anche, in altri ambiti, gli amici della Fondazione San Marcellino e la Onlus Per Staglieno per le loro attività meritevoli nel campo dell’assistenza e del volontariato attivo.

Questo l’articolo a firma di Lucia Zanfrilli: http://www.labsus.org/2014/02/amici-di-pontecarrega-per-la-citta-di-genova/

E’ motivo di grande orgoglio e di conferma del valore delle nostre scelte e delle nostre idee essere inseriti nella mappa nazionale dei Beni Comuni da un associazione di prestigio e indipendente come il Laboratorio della Sussidiarietà (http://www.labsus.org/ ), il cui scopo è quello di favorire la cittadinanza attiva nel rispetto del principio di sussidiarietà sancito dall’art. 118 della Costituzione. Labsus si avvale della collaborazione di università ed esperti in materia giuridica, economica e sociologica attraverso il lavoro di una direzione, di una redazione e di un prestigioso comitato scientifico (http://www.labsus.org/le-persone/). Questo riconoscimento conferma come la strada intrapresa sia giusta: il livello decentrato di governo del territorio fa parte del disegno costituzionale dalla riforma del 2001. La nostra associazione si pone in questa scia culturale che vede la cittadinanza come il primo e più importante livello di decisione amministrativa: la gestione del territorio passa attraverso il cittadino e le associazioni presenti sul territorio. Chi vive il territorio è promotore e primo attore che deve avere coscienza del proprio territorio. E’ questo l’unico modo che immaginiamo per la risoluzione dei conflitti e per la mediazione, di norma conflittuale, tra territorio e mondo politico. Noi offriamo un cambio di prospettiva, laboratorio vivo in cui si sperimenta la cittadinanza attiva: non ci opponiamo al cambiamento ma vogliamo esserne partecipi e promotori. La gestione del territorio va ridiscussa dal basso, con il contributo della cittadinanza in un rapporto “orizzontale” tra i livelli decentrati di governo e la cittadinanza. Essere cittadinanza attiva significa avere un ruolo ben definito ma significa avere una prospettiva propositiva e critica nei processi decisionali e di partecipazione che vanno al di là della democrazia rappresentativa rasentando i principi della democrazia partecipativa.

Altro grande motivo di soddisfazione, inoltre, è lo spazio dedicato alla Associazione Amici di Pontecarrega al convegno dell’Arci di sabato 8 febbraio 2013 ( http://arcigenova.org/2014/01/11/a-marzo-il-xvi-congresso-nazionale-dellarci/ ) che ha visto il rinnovo delle cariche sociali e la presentazione del documento “Il valore dell’ associazionismo al tempo della crisi “. La nostra associazione non era presente ma la menzione dell’Arci è per noi motivo di grande soddisfazione e segno di una fruttuosa collaborazione anche con l’Arci Genova.

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http://www.labsus.org/2014/02/amici-di-pontecarrega-per-la-citta-di-genova/

In attesa di verdetto – rassegna stampa Corriere Mercantile 6.02.2014

BRICOMAN IN ATTESA DI VERDETTO

Contro il cemento un esposto: l’articolo de Il Corriere Mercantile sul cantiere Bricoman e la replica dell’ass. Crivello

 

Un esposto alla Procura della Repubblica per chiedere ai magistrati di accertare eventuali responsabilità per quanto accaduto il 26 dicembre scorso cantiere in corso per la costruzione dell’edificio Bricoman.Lo hanno depositato ieri gli amici di Ponte Carrega che continuano la loro battaglia contro il cemento nella vallata simbolo del dissesto idrogeologico e dei danni provocati alla cementificazione.Già il 26 dicembre gli Amici di Ponte Carrega avevano lanciato l’allarme per gli allagamenti che si erano verificati nell’area del cantiere per le masse d’acqua e fango che da li avevano raggiunto le case della zona.Gli abitanti hanno raccolto poi tutto il materiale necessario documentare quanto accaduto e hanno depositato tutto in Procura chiedendo ai magistrati di indagare. Per costruire il nuovo edificio estate sbancata una collina e ora sono presenti grande accumuli di terra a seguito della movimentazione delle terre scrivere 26 dicembre gli amici ponte Carrega il fango visto l’acqua aggiungere sfondi di passo ponte Carregaa seguito della movimentazione terre -scrivevano il 26 dicembre gli amici ponte Carrega -il fango misto ad acqua giunge presso i fondi di passo ponte Carrega
Cosa succederebbe in caso di pioggia forte come quella del 4 novembre 2011? E la preoccupazione di abitanti aumenta di fronte alla possibilità che l’amministrazione comunale approvi la variante urbanistica presentata dal gruppo coopsette per realizzare anche tra l’altro un parcheggio di struttura coperto di circa 6600 metri quadrati davanti all’edificio Bricoman.Proprio per cercare di sensibilizzare l’amministrazione e convincere la Giunta a bloccare questa variante, gli amici di Ponte Carrega hanno consegnato martedì scorso a tutti i gruppi consiliari del consiglio comunale un’interrogazione molto articolata nella quale illustrano la situazione della zona e quali sarebbero gli effetti della costruzione di un ulteriore superficie impermeabile e chiedono di argomentare le ragioni di questa eventuale scelta. E se la variante sarà comunque approvata, fanno sapere di essere pronti a rivolgersi al TAR.

CORRIERE MERCANTILE DEL 23/1/2014

 

La replica dell'ass. Crivello

La replica dell’ass. Crivello

Esposto in procura per gli avvenimenti del 26/12/2013

Ieri abbiamo raccolto le diverse testimonianze e preoccupazioni degli abitanti di Ponte Carrega e Piazza Adriatico riguardo l’effettivo stato della situazione di rischio idrogeologico del nostro quartiere. Le abbiamo presentate con un esposto alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Genova.

La domanda è semplice, visto quanto è accaduto il 26 dicembre 2013, documentato con fotografie e video, a seguito di una pioggia forte, ma non eccezionale. Cosa succederebbe in caso di precipitazioni simili a quelle che hanno colpito la scorsa settimana il levante cittadino o peggio come quella del 4 novembre 2011?

Con la movimentazione delle terre e gli sbancamenti effettuati nel vicino cantiere, avvenuti dopo il 4 novembre 2011, come sono cambiati gli scenari di rischio, sono rimasti gli stessi rispetto a prima? Sono state adottate tutte le misure di tutela e precauzione per evitare aggravio di danni in caso di alluvione?

A queste domande da circa un anno stiamo cercando una risposta ma nessuna autorità ha dato una risposta formale e soprattutto certa. I lavori di messa in sicurezza sono iniziati ma il fango sembra arrivare alle case con più frequenza di prima. E’ normale tutto questo?

In realtà una risposta certa è arrivata dal Vice Sindaco Stefano Bernini, ovvero l’intenzione di concedere una variante al progetto in corso d’opera che prevede una nuova struttura oltre a quella già approvata con un nuovo asse viario che da Via Fratelli Chiarella si sviluppa in aderenza a Via Gambaro di Montesignano, affiancando e sovrastando la stessa via, in parte anche con una struttura tipo viadotto.

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Esposto

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