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I video degli incontri sul rischio alluvionale e l’educazione al disastro

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Pubblichiamo i video del ciclo dei tre incontri sull’informazione e prevenzione del rischio alluvionale e la cultura del rischio tenuti tra il 13 e il 27 ottobre all’Arci Zenzero e all’Arci Ponte Carrega.






 

1) Alluvioni, Perchè? Leggende e Realtà, parte 1:

2) Alluvioni, Perchè? Leggende e Realtà, parte 2:

3) Educare alla catastrofe:
 

 

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Aspetti Ambientali della agricoltura di Villa: video della conferenza del prof. Diego Moreno

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Pubblichiamo il primo video del ciclo di incontri “Noi di Val Bisagno, alla scoperta della bellezza“. La conferenza è stata tenuta dal prof. Diego Moreno sul tema degli “aspetti ambientali dell’agricoltura di villa” giovedì 8 ottobre presso la Sala consiliare del Municipio III Bassa Val Bisagno.

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Si ringrazia Riccardo Costa per le riprese.

Il prossimo incontro è previsto Giovedì 22 ottobre alle ore 16:00 presso il Centro Terralba 4R. L’arch.Matteo Marino parlerà delle chiese barocche della Val Bisagno.


Alluvioni. Perchè? Leggende e Realtà. Tre incontri sul rischio idrogeologico e la cultura del rischio

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la locandina dei tre incontri

la locandina dei tre incontri

Incontri_Alluvione_A3

La Associazione Amici di Ponte Carrega, il Circolo Arci Zenzero e Ingegneria Senza Frontiere organizzano tre incontri per parlare insieme alla popolazione di informazione e prevenzione del rischio alluvionale.

Riteniamo sia fondamentale, come più volte ripetuto, parlare di queste tematiche il più possibile e nella maniera più completa possibile: per questo nel corso di questi tre incontri cercheremo di affrontare, insieme a voi, il tema in tutta la sua complessità: imparare insieme a conoscere il problema ci permette di affrontarlo in modo consapevole e senza pregiudizi. Cercheremo di sfatare miti e leggende sulle alluvioni, capire il ruolo delle manutenzioni del territorio e delle grandi opere ingegneristiche. Parleremo di consumo di suolo e metereologia e finiremo per parlare della prevenzione e dell’educazione al rischio.

La formula che abbiamo scelto per questi tre incontri è interattiva: presenteremo al pubblico una serie di domande abbastanza diffuse sulle alluvioni e vi inviteremo a rispondere. Sarà questo il punto di partenza della nostra chiaccherata sul dissesto idrogeologico e il rischio alluvionale.

L’evento su Facebook: https://www.facebook.com/events/490746157766996/

I tre incontri:

MARTEDì 13 OTTOBRE

Circolo Arci Zenzero, Via Torti 35

ore 18:00

Alluvioni, perchè? Leggende e realtà, parte 1

Incontro con il prof. Gerardo Brancucci dell’Università di Genova, Luca Onorato di Arpal e Fabrizio Spiniello della Associazione Amici di Ponte Carrega

MARTEDì 20 OTTOBRE

Circolo Arci Zenzero, Via Torti 35

ore 18:00

Alluvioni, perchè? Leggende e realtà, parte 2

Incontro con il prof. Gerardo Brancucci dell’Università di Genova, Luca Onorato di Arpal e Fabrizio Spiniello della Associazione Amici di Ponte Carrega

MARTEDì 27 OTTOBRE

Arci Ponte Carrega, Passo Ponte Carrega 32 r (in auto da Piazza Adriatico)

ore 18.00

Educare alla catastrofe

Incontro con il prof. Gerardo Brancucci dell’Università di Genova, con l’arch. Emanuele Piccardo e i rappresentanti del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco Francesco Filippone, Fabio Marchelli e Federico Brizio.

Questo ultimo incontro rappresenta per la Associazione Amici di Ponte Carrega un evento significativo in quel percorso intrapreso dopo le ultime alluvioni in cui l’educazione della popolazione ai rischi rappresentano un aspetto fondamentale per affrontare l’alluvione in una ottica di resilienza, consapevolezza e partecipazione nella gestione del territorio. In attesa di future ed eventuali opere e in attesa che queste tematiche vengano affrontate quotidianamente dal Comune e dalla Protezione Civile ci muoviamo in maniera autonoma per imparare a convivere col rischio. Per questo abbiamo fortemente voluto l’intervento dei Vigili del Fuoco che secondo noi devono essere parte della macchina dell’emergenza essendo i soggetti più preparati e meglio a conoscenza delle misure da seguire in caso di emergenza.

Emanuele Piccardo (http://www.acmaweb.com/biennalemediterraneo/evento/profili/e_piccardo.htm) , architetto, critico e fotografo, “ha trovato nelle arti visive, come si legge sul sito della Fondazione MAXXI (Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo), nel video come nella fotografia, il canale per esprimere le proprie riflessioni sul tema del paesaggio e della città, per rappresentare attraverso le immagini alcuni dei problemi che assillano il nostro Paese. Compito della fotografia sarà quello di leggere e analizzare criticamente, stabilire punti di vista, cercare metafore. Ma anche favorire il dialogo tra i cittadini e le autorità e sollecitare il potere poiché spetta alla politica «recuperare il rapporto con il territorio tutto, definendo un’idea di città, fatta di molteplici città”. Negli ultimi anni si è occupato anche dei disastri naturali e dopo l’alluvione del 2011 alle Cinque Terre ha realizzato un documentario, “Fango”, che racconta il lento ritorno alla normalità e alla terra di una famiglia dopo quella disastrosa alluvione. Ha studiato i casi della Fema in Usa e altri casi internazionali sulla reazione alle catastrofi naturali: all’Arci Ponte Carrega ci racconterà cosa si fa all’estero e cosa si potrebbe fare a Genova.

Gerardo Brancuccihttps://architettura.unige.it/per/doc/brancuccig/brancuccigw1.htm

Luca Onorato, Arpal, è anche socio del Circolo Arci Zenzero, lavora presso ARPAL -Centro Funzionale Regionale di Protezione Civile www.meteoliguria.it – www.arpal.gov.it)

Memorie del Bisagno! Secondo incontro oggi all’Arci Ponte Carrega

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Care Associazioni/gruppi territoriali presenti o meno alla prima riunione organizzativa sul progetto “MemoriaBisagno”, nel raccogliere le indicazioni emerse in quella occasione, riteniamo opportuno sintetizzarle in alcune linee operative in vista della chiusura di questa prima fase, che avverrà all’atto della prossima riunione plenaria con l’adesione formale di chi vorrà parteciparvi.
Innanzitutto ricordiamo chi era presente alla riunione precedente. A nostra memoria, oltre alle Associazioni promotrici Amici PonteCarrega, Ingegneria Senza Frontiere, Legambiente Circolo Nuova Ecologia: lo Zenzero, Arci, Comitato Via Lodi, Associazione culturale Gossypium, Comitato No Cementificazione Terralba, Comitato Ex Mercato Corso Sardegna, Associazione Sì tram, Attac/Forum Beni Comuni, Associazione Insieme per Staglieno per un totale di 35 persone.
Nella sostanza si è affermata l’intenzione di costruire iniziative in un’ottica collaborativa, calendarizzandole in un arco temporale a costituire il programma fino alla notte di vigilia di S.Giovanni con il falò simbolico conclusivo.
La fase che seguirà la formazione del cartello di Associazioni aderenti al progetto, comincerà quindi con il lavorare, subito dopo la prossima riunione plenaria, attorno ad alcune idee guida, componendo il programma di massima che andrà presentato pubblicamente non più tardi dell’ultima decade di Ottobre. Si tratta di immaginare un percorso di iniziative, alcune delle quali particolarmente caratterizzanti, per cui sarebbe richiesta la massima partecipazione e una gestione condivisa, da collocare con periodicità mensile fino alla conclusione del progetto.
I motivi che ad oggi si prestano a ipotesi di collaborazione sono:
– lavoro con le scuole di cui si tratta di sviluppare compiutamente le tracce;
– iniziativa/e emotivo/sensoriale di accesso all’alveo e altre ipotesi di animazione;
– biciclettata in sponda destra del Bisagno con ipotesi di lavoro per una linea di trasporto pubblico in sede propria e di connessa riqualificazione urbana;
– Contratto di fiume per una gestione partecipata della risorsa Bisagno;
– falò sul greto del Bisagno tramite la costruzione di un percorso di avvicinamento e di coinvolgimento della popolazione.
…..
Le modalità promozionali e attuative delle suddette attività si avvarranno di produzioni di contenuti multimediali, workshop, visite guidate, mappatura dei sentieri storici….

Nel prosieguo del percorso si pensava inoltre di adottare un approccio interdisciplinare con l’individuazione di aree tematiche per ricondurre lo svolgersi di tutti gli eventi proposti sul territorio secondo un ordine espositivo logico, riannodandoli al filone principale e obiettivo ultimo dell’intero progetto, che è la gestione realmente partecipata del territorio e la richiesta di avere regole certe in merito, a garantirne la rispondenza ai voleri della popolazione interessata.

Per trattare e definire unitariamente quanto sopra esposto si dà appuntamento a:
Lunedì 12/10/2015 alle ore 18,30 presso l’Arci Ponte Carrega

Alla scoperta della Bellezza: riparte Noi di Val Bisagno

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Riparte il ciclo di incontri e visite alle bellezze della Val Bisagno organizzato dal Centro Culturale Terralba! Si ricomincia Giovedì 8 ottobre alle ore 16:00 presso la Sala Consiliare del Municipio III Bassa Val Bisagno con la conferenza dal titolo: “Gli aspetti ambientali dell’agricoltura di villa”, a cura del prof. Diego Moreno.

Anche la Associazione Amici di Ponte Carrega partecipa e aderisce a questa ricerca sulle evidenze storiche e le trasformazioni avvenute in Val Bisagno insieme alla Fondazione per la Cultura di Palazzo Ducale.

Qui il programma della seconda sessione di incontri fino a maggio 2016: http://www.palazzoducale.genova.it/noi-di-val-bisagno/

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Domani in Piazza Adriatico il Festival dell’Acquedotto!

Intervento di Giordano Bruschi
Intervento di Giordano Bruschi

Intervento di Giordano Bruschi

Domani in Piazza Adriatico si terrà la conferenza “Istria, una guerra per prenderla, una guerra per perderla” con Silvio Ferrari e la Comunità istriano dalmata. La conferenza avrà inizio alle ore 17:30 in Piazza Adriatico e fa parte del programma del settimo festival dell’acquedotto e delle antiche vie.
Il luogo scelto dal Teatro dell’Ortica per la sede dell’incontro è evocativo: nel secondo dopoguerra, prima le baracche e poi i palazzi popolari di Piazza Adriatico, ospitarono gli esuli di Istria, Giulia e Dalmazia oltre agli sfollati del centro storico bombardato. Per questo motivo l’amministrazione Adamoli scelse per queste zone di nuova edificazione i nomi di Lungo Bisagno Istria e Dalmazia, Piazza Adriatico e Via Spalato. Nel 1970 Piazza Adriatico accolse poi parte delle popolazioni di Via Madre di Dio distrutta per sempre dalla speculazione edilizia.
Con il professor Silvio Ferrari ripercorreremo le vicende storiche dell’Istria tra le due guerre mondiali.
A domani!Schermata 2015-07-06 a 16.32.17

Mirko Bonomi e il prof. Silvio Ferrari durante l'incontro

Mirko Bonomi e il prof. Silvio Ferrari durante l’incontro

 

L'intervento di Eugenio Bracco della Associazione Amici di Ponte Carrega

L’intervento di Eugenio Bracco della Associazione Amici di Ponte Carrega

Il ponte liberato

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Questa mattina gli abitanti della Val Bisagno e di Ponte Carrega si sono svegliati con un una brutta sorpresa: Ponte Carrega, bene monumentale vincolato ai sensi del DDR n. 27/13 del 19/04/2013, bene tutelato dal Fondo Ambiente Italiano, primo luogo del Cuore della Provincia di Genova nel 2012, era stato oltraggiato con delle bandierine commerciali.

Il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio all’art. 49 cita testualmente che “è vietato collocare o affiggere cartelli o altri mezzi di pubblicità sugli edifici e nelle aree tutelati come beni culturali. Il collocamento o l’affissione possono essere autorizzati dal soprintendente qualora non danneggino l’aspetto, il decoro o la pubblica fruizione di detti immobili”.

Questo codice dovrebbe essere ben conosciuto dalle aziende che si dichiarano attente al rispetto dell’ambiente, tale rispetto infatti si deve intendere esteso, secondo la Commissione Europea, anche nei confronti dei “beni che formano il patrimonio culturale e gli aspetti caratteristici del paesaggio”.

Dopo la nostra segnalazione, la Soprintendenza ha fatto immediatamente rimuovere le bandiere commerciali che evidentemente erano state collocate sul ponte con infrazione al codice sopra citato.

La tutela e il decoro del bene monumentale di il Ponte Carrega non può essere svenduto a fini commerciali.

Ringraziamo la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici della Liguria, il Municipio media Val Bisagno, nonché i Carabinieri del nucleo Tutela Patrimonio Culturale che sono intervenuti per far rimuovere rapidamente le bandiere minimizzando il danno all’immagine del nostro quartiere.

L’immagine sottostante mostra il bene monumentale oltraggiato dalle insegne pubblicitarie e la rimozione avvenuta in tarda mattinata dopo la nostra segnalazione alle autorità competenti.

In basso la festa sul ponte svolta nel 2013 dopo la proclamazione di Ponte Carrega Bene Monumentale

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Differenze

Una delegazione degli Amici di Ponte Carrega incontra l’ex Presidente José Pepe Mujica

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Oggi una delegazione degli Amici di Ponte Carrega ha incontrato l’ex Presidente della Repubblica di Uruguay José Pepe Mujica arrivato dall’altra parte del mondo per cercare le sue radici in Liguria.

Raccontate le nostre battaglie per il bene comune!

Qui il racconto del quotidiano La Repubblica: http://genova.repubblica.it/cronaca/2015/05/25/news/mujica_il_leader_uruguaiano_con_origini_liguri_il_viaggio_sulle_orme_della_memoria-115194493/
<<Non c’è niente nel breve periodo, nessuna vittoria dietro l’angolo. Non guadagnerò il paradiso o cose del genere. Ciò che voglio è combattere per il bene comune e il progresso>>.

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La sintesi del convegno Territorio come bene comune dell’11 gennaio scorso dei ragazzi di GhettUp TV

I ragazzi della tv di quartiere GhettUp Tv ci hanno fatto un bellissimo regalo: hanno montato una efficace sintesi delle parti più interessanti e significative della giornata di studio dello scorso 11 gennaio nella Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale. Qui trovate il link del video:

https://www.youtube.com/watch?v=pp4wVmCsdI8

Il video raccoglie i tratti salienti e i passaggi più importanti e significativi della giornata di approfondimento e confronto sul territorio come bene comune!

Vogliamo ancora una volta ringraziare i ragazzi di GhettUp TV e tutti gli altri ragazzi e ragazze che ci hanno aiutato tramite strumenti video e fotografici a documentare e divulgare i contenuti e le idee dell’11 gennaio e degli altri eventi. Ringraziamo in particolare i ragazzi di GENOVIRUS che hanno ripreso tutto in streaming e hanno permesso così a tanta gente da tutta Italia di seguire il convegno in diretta (ci hanno contattati dalla Calabria, da Roma, dalla Valle d’Aosta, dalla Val Susa, Parma, da Milano e Torino). Ringraziamo il Teatro dell’Archivolto per averci imprestato la strumentazione professionale e Carola per aver fatto le riprese. E poi ringraziamo i tanti fotografi, come Jacopo Baccani, Alex, Chiara, Leonardo, Susanna, Monica e Guido per le tante e bellissime foto scattate!

Giordano Bruschi – I Valori della Val Bisagno

La partecipazione dei cittadini e il caso Guglielmetti: il video del convegno

Dissesto

Pubblichiamo foto e video del convegno tenutosi Venerdì 27 marzo in una gremitissima Sala del Munizioniere di Palazzo Ducale, a dimostrazione del fatto che il tema è di molto interesse per la cittadinanza. Per le riprese e il montaggio video si ringrazia Ghettup TV, la televisione di quartiere del Ghetto. Si ringraziano inoltre, oltre al pubblico numeroso e attento, la Fondazione per la Cultura di Palazzo Ducale, la Fondazione San Marcellino Onlus, la Associazione di Mediazione Comunitaria di Genova, La Associazione Giovani Urbanisti, Incontri in Città, il professor Rosso del Politecnico di Milano, la professoressa Morelli dell’Università di Genova e il prof. Morisi dell’Università di Firenze. Si ringrazia anche la prof.ssa Marianella Sclavi per il video che purtroppo per un problema al cavo audio non siamo riusciti a mandare in onda durante il convegno e che pertanto pubblichiamo i questo post. Ringraziamo inoltre i membri delle associazioni e dei comitati cittadini e nazionali che hanno partecipato all’evento e risposto con entusiasmo al bisogno di partecipazione che questa città chiede oramai con forza e determinazione!

Qui di seguito riportiamo il documento condiviso dalla Associazione Amici di Ponte Carrega durante l’introduzione del convegno:

<<Dopo il convegno dell’11 gennaio è sorta in noi l’esigenza di approfondire il tema della Partecipazione e quindi di incontrarci una seconda volta, in una data abbastanza ravvicinata, per discuterne più approfonditamente insieme a chi potrà darci spunti su cui riflettere, sia a livello generale che per il caso concreto del nostro quartiere e quindi nel nostro caso specifico, per l’area ex Guglielmetti. Le ex Officine sono un ex spazio pubblico venduto dal Pubblico ai privati di Coop Liguria per fare cassa senza aver però tenuto conto di una qualche pianificazione armonica col contesto circostante di ciò che sarà l’impatto del nuovo insediamento sul futuro della vallata: anche le aree private secondo noi non devono sottrarsi al loro contesto pubblico. Qualcuno potrebbe dire che per questi ragionamenti è ormai troppo tardi, queste rivendicazioni andavano fatte nel 2010 quando le aree furono cedute dal pubblico al privato. Ma il discorso secondo noi non è ancora chiuso, da allora il proponente ha richiesto una variante al piano urbanistico per poter costruire su quelle aree un albergo molto impattante che al momento della vendita non era previsto. La variante al piano urbanistico deve ora passere da un approvazione del Consiglio Comunale. Si ripropone quindi una riflessione di rilevanza pubblica a cui noi chiediamo il diritto di poter partecipare con le nostre idee, il nostro contributo e le nostre critiche ad un processo di trasformazione che riguarda tutti e non solo il privato proprietario di quella specifica area. Per questo caso i proponenti, il comune e il municipio affermano che il percorso di partecipazione sia già stato effettuato. Non e’ cosi: dobbiamo distinguere ciò che è una semplice presentazione di un progetto in un’ assemblea pubblica da un reale percorso di condivisione di un progetto con il territorio e con tutti i portatori di interesse in un percorso definito e normato da regole. Crediamo sia necessario far crescere il dibattito sulla partecipazione, un tema vitale per la nostra città e per la nostra democrazia. Città è la metafora di Democrazia: la Città esiste nella misura in cui i suoi cittadini si riappropriano di essa, la democrazia esiste solo se i cittadini la fanno vivere contribuendo al dibattito e al confronto. Altrimenti avremo una città-cimitero e una democrazia altrettanto morente. Ecco perchè insistiamo nel dire che il tema della partecipazione sia vitale per la nostra democrazia e per la nostra città e perchè riteniamo sia un tema da affrontare sia da un punto di vista culturale, come stiamo facendo oggi, sia da un punto di vista giuridico che si concretizzi alla fine con una legge regionale sulla Partecipazione. Le scelte per lo sviluppo di questa città e di questa regione passano attraverso il contributo che i cittadini sapranno dare al dibattito politico e analogamente allo spazio che la politica darà loro, al di là dei soliti proclami pre elettorali, lasciando da parte (e questa è la parte forse più complicata) l’ autoreferenzialità e la scarsa capacità di ascolto e di autocritica della classe dirigente e politica. I cittadini esprimono una necessità, una volontà di intervenire nella trasformazione della città : forse non sempre hanno ragione ma crediamo che ci siano comunque sempre ragioni (e argomenti) da ascoltare. Il loro contributo creativo può trovare soluzioni concrete e alternative a quelle che la politica ci impone spesso senza cognizione di causa e senza l’ascolto del territorio.
 Siamo in una fase storica “interessante”, come direbbe un caro amico presente qui in sala oggi. La questione chiave, in questa disaffezione verso la democrazia rappresentativa, è la ricostruzione del concetto di cittadinanza inteso come quel processo che sappia legittimare le esigenze collettive espresse dai cittadini stessi. Questo processo secondo noi può essere solo la concertazione e la partecipazione condivisa “dal basso ”delle decisioni e può essere, a nostro modo di vedere, solo un elemento di arricchimento e di rinascimento sia per le nostre Città che per la nostra Democrazia>>.

Grazie a http://ghettuptv.net/ per le riprese

 


 

Il video della prof.ssa Marianella Sclavi, che con il suo consenso, avrebbe dovuto essere proiettato al convegno, ma che per un guasto tecnico non abbiamo potuto mostrarvelo

foto di L.Parigi per Palazzo Ducale

foto di L.Parigi per Palazzo Ducale

 

Cara maestra, ti scrivo

Albergo

Cara Coop Liguria, ti scrivo questa lettera perché ho letto nel giornale(1) che tu hai sottoscritto un accordo con la Regione Liguria e ufficialmente diventerai la mia maestra di scuola per insegnarmi il consumo consapevole e responsabile per non parlare delle buone pratiche di cittadinanza attiva.  

Sono molto contento che si parli anche a scuola di queste cose perché questi valori sono anche i miei valori, quelli insegnati dal mio papà e dalla mia mamma.

Infatti i miei genitori di recente si sono iscritti a un gruppo di acquisto solidale (GAS) che si è costituito spontaneamente nel quartiere e si sono fatti anche un piccolo orto urbano con il quale condividono esperienze e i frutti del raccolto tra vicini di casa.

Da qualche tempo i miei genitori hanno smesso di frequentare i vicini centri commerciali, che portano anche il tuo nome, perché mi hanno spiegato che preferiscono incentivare il piccolo esercizio di vicinato piuttosto che i grandi gruppi di vendita.

Il piccolo negozio di vicinato aperto ravviva la vie del quartiere in cui vivo che diversamente sarebbe solo un dormitorio.

Di recente mio papà e mia mamma si sono iscritti a un’associazione nata per tutelare un ponte pedonale che porta il nome del mio quartiere.

I miei genitori si sono dovuti impegnare molto per salvare il ponte perché il Comune aveva previsto di abbatterlo per farci al suo posto un nuovo ponte stradale per le macchine.

Molti dicono che questo intervento, più che la messa in sicurezza idrogeologica, avrebbe agevolato i nuovi centri commerciali in costruzione, fra cui c’è anche il tuo.

Cara maestra Coop, tu che mi vuoi insegnare cosa è un comportamento etico e sostenibile, vorrei sapere perché proprio tu hai previsto di sottrarmi la gioia di vedere sorgere il sole dietro alla mia collina con la costruzione di un grande albergo alto oltre 30m quando il quartiere ti aveva proposto e mostrato come farlo diversamente.

Cara maestra, vorrei capire quali valori avresti la pretesa di insegnarmi se proprio tu mi farai perdere il senso e il valore del paesaggio nel quale tutti i giorni mi riconosco ogni volta che mi affaccio alla finestra della scuola vedendo il mio bel ponte, la Chiesa di San Michele e il verde della collina dove sorge la torretta di Quezzi.

Rivedere sorgere la bellezza nel mio quartiere è il desiderio del mio cuore, l’insegnamento che ti posso offrire.

Con affetto,

un tuo (prossimo) alunno

Albergo

La foto mostra approssimativamente i profili  del nuovo centro commerciale Coop nelle ex aree delle officine Guglielmetti con il profilo della torre alberghiera davanti alla chiesa di S. Michele, l’apertura della valle del Mermi, il borgo di Ponte Carrega. Il profilo rappresenta la perdita della vista del paesaggio visto dalla sponda destra del Bisagno nella vicinanze della scuola Mazzini Lucarno.

(1) – Articolo uscito sul secolo XIX – del 9.04.2015 – “Intesa fra Coop e Regione sulla didattica nelle aule”

Coop

TERRITORIO COME BENE COMUNE – “LA PARTECIPAZIONE DEI CITTADINI e IL CASO VAL BISAGNO”

Dopo il convegno dell’11 gennaio vi aspettiamo al secondo appuntamento sul tema della Partecipazione che si terrà venerdì 27 marzo dalle 17:30 alle 20:00 a Palazzo Ducale nella Sala del Munizioniere.

Parteciperanno alla discussione:

Fabrizio SpinielloINTRODUCE
Presidente Associazione Amici di Pontecarrega

Luca Borzani: Partecipazione o le fatiche della democrazia
Presidente della Fondazione per la Cultura di Palazzo Ducale

Massimo MorisiLa partecipazione come forma normale di città. Il nostro esempio concreto
Ordinario di Scienza dell’amministrazione presso la Scuola di Scienze politiche dell’Università di Firenze e Garante della comunicazione nel governo del territorio della Regione Toscana.

Renzo Rosso: Alluvioni d’Italia: dall’unità a oggi cosa è cambiato
Ordinario di costruzioni idrauliche al Politecnico di Milano.

Giovani Urbanisti: Buone pratiche di partecipazione in Europa
L’Associazione Giovani Urbanisti-Fondazione Labò è nata come supporto volontario all’operato della Fondazione Mario e Giorgio Labò (fondazione di studi urbani e residenziali attiva sul territorio genovese a partire dagli anni ottanta), dall’unione di laureati in Pianificazione Urbanistica, Territoriale ed Ambientale.

Giacomo GallaratiIl caso Guglielmetti in Val Bisagno
(Gallarati Architetti), ha elaborato, come esempio di moltiplicazione dell’opzione,  una proposta progettuale alternativa per l’intervento Talea-Coop in area ex-Guglielmetti, in collaborazione con l’Associazione Amici di Pontecarrega.

Mara MorelliCONDUCE
Università di Genova e Associazione di Mediazione Comunitaria.
Locandina del convegno

Partecipazione

Stasera a Scala Mercalli si parla di alluvione e cementificazione a Genova

Stasera il programma di Rai 3 Scala Mercalli condotto da Luca Mercalli tratterà il tema delle alluvioni e del dissesto idrogeologico, facendo tappa anche a Genova e in particolare in Val Bisagno.

Qui il link del programma: http://www.scalamercalli.rai.it/dl/portali/site/page/Page-1b0bb64f-44f2-43ea-9f7e-6d791bb192e6.html

Nella foto, una delle fasi delle riprese a Ponte Carregamercalli

La Bellezza e il decoro urbano

Da qualche tempo assistiamo a un pericoloso aumento dell’abbandono che non è solo  imputabile all’amministrazione: manca un generale il senso di rispetto e dell’importanza della qualità urbana degli spazi pubblici.

Il tema della bellezza è fondamentale da collegare a una idea di cittadinanza e di comunità.  

Occorre conoscere il territorio, occorre farlo vivere, ci vuole consapevolezza dei valori storici e ambientali che abbiamo intorno.

Avere bellezza significa avere qualcosa intorno con il quale potersi identificare: non è solo un bisogno retorico ma è un’autentica cura sociale contro il degrado.

Preoccuparsi del nostro passato significa preoccuparsi del nostro futuro.

Occorrono atteggiamenti nuovi: occorre una concezione dello sviluppo del territorio che non sia concepito esclusivamente a funzioni: dove metto il supermercato, dove metto l’albergo? Questo ragionamento lo si può fare al massimo in un deserto, ma non in una città storica.

Per una corretta pianificazione del futuro occorre partire prendendo spunto dalle testimonianze storiche che abbiamo perché esse ci disegnano una strada anche per riscattare questa nostra città per il futuro.

Il problema non è propriamente rilegare le nostre testimonianze monumentali all’interno un museo, non è nemmeno un problema di spesa e di manutenzione: rifare un muretto a secco o lastricare una creuza. Il problema è quello di ricreare le condizioni di un rinnovato senso civico che permetta di riutilizzare queste nostre testimonianze nell’uso quotidiano, consapevoli della loro grande forza vitale ed espressiva, un senso di identificazione nella bellezza.

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Ecco un esempio di come si sono ristretti gli spazi della bellezza, qui siamo a Borgo Incrociati: la dove c’era una piazza con un percorso pedonale alberato ora c’è un benzinaio affacciato sul fiume e alcuni parcheggi.

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Le arcate del ponte di S. Agata, facente parte dall’antica via romana, sono state abbandonate al degrado,  piante infestanti minacciano la sua conservazione.

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L’asfalto non ha risparmiato nemmeno le piccole piazzette all’interno del Borgo Incrociati andando a coprire gli antichi ciottolati.

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Questo è l’inizio del ponte di S.Agata all’interno del Borgo Incrociati, anche qui asfalto e degrado non sono degni dell’importanza del luogo.

Come esempio di recupero e fruizione degli spazi pubblici monumentali proponiamo e vogliamo rilanciare il progetto dell’architetto Matteo Marino per il recupero del ponte di S. Agata.

Questo progetto sarebbe in grado di restituire all’antico ponte la sua funzione originale potendolo ripercorrere a piedi o in bicicletta.

Il tratto di ponte che rimane sotto via Canevari sarebbe rimarcato da lastroni e utilizzato come attraversamento pedonale. In questo modo sarebbe riqualificato a nuova funzione anche l’antico Borgo Incrociati, oggi molto colpito dagli ultimi eventi alluvionali.

Oltre alle necessarie opere di mitigazione del rischio idrogeologico, questo progetto dovrebbe essere perseguito per rivitalizzare una parte preziosissima della nostra città.

LatoBisagno

LatoDePaoli

 

Il testo del post è stato liberamente ispirato dagli argomenti trattati dal convegno-conferenza dell’Arch. Matteo Marino – “Noi di Val Bisagno”

Elogio della Bellezza

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SENTENZA: “IL PONTE ASSOLTO PER NON AVER COMMESSO IL FATTO”

 

La salvaguardia di Ponte Carrega.

Apprendiamo con soddisfazione della mozione votata alla unanimità dal consiglio comunale per la salvaguardia di Ponte Carrega. La notizia ci da spunti per alcune riflessioni maturate in questi anni di lavoro a difesa del Ponte.

Una prima riflessione ci dice che la politica non può essere sottomessa dalla tecnica e che la tecnica non deve essere strumentale alla politica: arrogarsi il diritto di imporre decisioni sotto la copertura e la giustificazione delle leggi scientifiche non è eticamente giustificabile. La politica non deve fermarsi di fronte alla tecnica ma deve rapportarsi con essa con tutti gli strumenti a sua disposizione: i più importanti strumenti di controllo sono il dibattito pubblico e la partecipazione dei cittadini al processo di gestione e governo del territorio. Rischiamo altrimenti una politica inumana, moralmente ignava, colpevole cioè di non voler comprendere fino in fondo le questioni della tecnica e di lasciare a questa ultima la responsabilità delle scelte e il lavoro “sporco” per arrivare a dire e realizzare qualunque cosa: “E’ la scienza, Signori, che ce lo impone” sarebbe la giustificazione più utilizzata: una bugia detta senza forse davvero comprendere fino in fondo le ragioni e la opportunità di quelle scelte, dettate da altri interessi. Noi siamo intervenuti in questo frangente: abbiamo studiato, ci siamo formati e informati, abbiamo cercato competenze al di fuori delle nostre conoscenze e competenze. Lo abbiamo fatto prima di tutto per una questione di dignità di un territorio che non vuole essere periferia nel senso classico di “banlieu” e rivendica una propria dimensione di bellezza che si oppone all’oblio di questi ultimi tempi.

La mozione pone anche un altro interrogativo etico, che non pone solo l’attenzione sulla idea di sviluppo di una città, ma piuttosto sulle priorità della nostra società: quali sono le priorità del nostro mondo? Fino a che punto possiamo spingerci, per esempio, per realizzare una infrastruttura? Il “progresso” fino a che punto può spingersi? Salvaguardare la storia, il nostro bagaglio culturale e identitario è un prezzo che possiamo pagare con leggerezza? In una società che svilisce il mondo della cultura e della scuola, che favorisce l’economia piuttosto che la comunità, questo interrogativo non diventa di facile risposta e rischia di trasformarsi in una domanda che travalica il mero esempio genovese e porta l’attenzione sullo “scontro di civiltà” che viviamo tutti i giorni, tra chi assiste passivamente contribuendo allo sfacelo e chi non rimane in silenzio e pensa ad una idea diversa di comunità e società. Può una opera, una infrastruttura essere messa davanti a tutto, davanti alle nostre sensibilità, alla nostra umanità?
In definitiva, perchè un gruppo di liberi cittadini si è voluto indignare e muovere per un così piccolo monumento presente nel proprio altrettanto piccolo quartiere? Crediamo che sia stato fatto soprattutto per salvaguardare il nostro futuro: preservare i simboli del nostro passato non significa fare un esercizio retorico, non significa essere dei malinconici individui attaccati ad una idea romantica di esistenza. Difendere il nostro passato, per citare Luca Borzani, significa difendere il nostro futuro. Significa dare un segnale alla città, non ripetere una nuova Via Madre di Dio. Preservare la Bellezza di un luogo e tutto ciò che è insito nel significato di bellezza stesso (l’umanità, il potenziale aggregativo di un luogo, il rispetto del paesaggio) significa rispettare e dare spazio alla bellezza nella sua dimensione pubblica di Bene Comune. Siamo a un bivio. Come immaginiamo la nostra società, e quindi la nostra città del futuro, quello spazio cioè dove si esplicita in maniera pubblica la nostra idea di società?
Ponte Carrega non è solo un insieme di pietre che si oppone alla furia del Bisagno: è una parte di città fatta di persone che vuole prendersi cura di un nostro territorio offeso dalla speculazione e ancor più dall’oblio della nostra democrazia.

L’idea di Bellezza è un tema politico che dovrebbe, senza retorica, fare parte dell’agenda politica di questa Regione e di questo Paese: l’articolo 9 della Costituzione ne è il fondamento giuridico e da qui passa il messaggio di una idea di cittadinanza, di una idea di cultura e di civiltà slegata dall’individualismo, dalla privatizzazione degli spazi pubblici, dalla autoreferenzialità e superficialità di un certo modo di fare politica che vorremmo vederci finalmente alle spalle.


Consiglio comunale: http://www.comune.genova.it/content/consiglio-comunale-seduta-del-24-febbraio
Schermata 2015-02-25 a 10.46.40Schermata 2015-02-18 a 19.06.15
http://genova.erasuperba.it/notizie-genova/ponte-carrega-valbisagno-no-demolizione
http://www.genovatoday.it/politica/ponte-carrega-demolizione.html
Qui il link della mozione approvata alla unanimità dal Consiglio comunale:http://www.comune.genova.it/sites/default/files/20150224_demolizione_ponte_carrega_moz.pdf

Noi di Val Bisagno, alla scoperta della bellezza

Una bellissima iniziativa partita dal Centro Terralba: “Noi di Val Bisagno, alla scoperta della bellezza”, realizzata anche con il patrocinio di Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura e dei Municipi Bassa Val Bisagno e Media Val Bisagno .

Un progetto in cui noi crediamo fortemente e che speriamo rappresenti solo l’inizio di una rinnovata sensibilità verso il bello, al decoro urbano e al bene comune, per la nostra vallata, per la nostra città.

Un evento che abbiamo voluto seguire e riprendere con alcuni video perché crediamo che questi temi non devono rimanere segregati, a disposizione solo di quei pochi che hanno potuto essere presenti, ma devono diventare patrimonio comune di tutti: un unico un sentire, il sentire di un’intera comunità che si stringe intorno al suo futuro conservando e utilizzando il suo passato. 

c’è un bisogno di bellezza!

Qui sotto il video della presentazione e la conferenza dell’architetto Matteo Marino


 

Scarica qui il volantino Noi di Val Bisagno

Fare Rete – L’agricoltura Periurbana a Genova

FARE RETE – L’AGRICOLTURA PERIURBANA A GENOVA
Incontro di preparazione al Convegno, Incontro del 9.10.2014 – Arci S. Eusebio (Genova)


video completo

playlist singoli interventi

Scopriamo il convegno: la Bellezza

IL TERRITORIO COME BENE COMUNE
Domenica 11 gennaio dalle ore 9.30
Sala del Maggior Consiglio – Palazzo Ducale, Genova
LA BELLEZZA 

La Val Bisagno non è solo un’area di servizio della città; non è solo fango e cemento, alluvioni e dissesto idrogeologico. La Val Bisagno ha una dimensione di bellezza tutta da scoprire e da rivalutare.

Partendo dal libro del Prof. Renzo Rosso “Bisagno. Il fiume nascosto” edito da Marsilio (http://www.marsilioeditori.it/libri/scheda-libro/3171790/bisagno) Alessandro Ravera, esperto di studi urbani e guida turistica innamorata del cimitero di Staglieno darà vita a un breve scambio di battute, assaggio di un qualcosa di più gustoso che proporremo più avanti, sulla Bellezza della Val Bisagno e sulla sua affascinante storia, insieme al prof. Rosso e al noto attore “bisagnino” Mauro Pirovano.

Insieme racconteranno le bellezze da cui bisogna ripartire: cimitero di Staglieno, sistema dei forti, Ponte Carrega, Abbazie e chiese, l’acquedotto storico e insieme ripercorreranno alcuni episodi storici della storia della città e d’Italia che sono passati anche attraverso la Val Bisagno, dalla Resistenza agli inizi della lotta armata.

Domenica alle 16:30 presso la Sala del Maggior Consiglio di palazzo Ducale

Territorio come Bene Comune – Domenica 11 gennaio 2015 – Palazzo Ducale

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 Scarica il Volantino