Archive for Cultura

Ponte Carrega sul muro del Paradise di Ghett Up tv!

GetUpTV

Ecco il link della 2^ puntata del Muro del Paradise girata al Bar Paradise di Via Canneto da Ghett Up Tv nel quale trovate l’intervento degli Amici di Ponte Carrega:

http://forum.ghettuptv.net/node/80
“Il Muro del Paradise” è un programma sperimentale per la costituzione di un televisione di quartiere. La puntata è stata realizzata grazie al contributo di:

cittadini di Vico Amandorla e via S. Donato sulle conseguenze altamente inquinanti
per l’ambiente e le persone dell’attività di demolizione delle navi prevista nel Blue Print;
gli Amici di Ponte Carrega il cui amore per il territorio che abitano, la Val Bisagno, li
spinge a impegnarsi attivamente per promuovere politiche di riassetto ambientale
contro il dissesto provocato da una dissennata speculazione edilizia e commerciale, che
continua anche oggi malgrado sia la causa principale riconosciuta da tutti delle tragiche
vicende vissute con le ultime alluvioni;
Cristina Nico, cantutrice rock, con due splendidi brani sulla nostra contemporaneità che
interessano da vicino anche i nostri quartieri e la nostra città.
Una televisione di quartiere ha senso solo se nasce da un processo partecipato dal basso.

Fate pervenire a Ghett Up Tv le vostre idee per la terza puntata!

muro del Paradise 2

 

La cantautrice  Cristina Nico

La cantautrice Cristina Nico

San Giovanni sul Bisagno!

Memorie

VOLANTINO 23 GIUGNO

 

Programma della serata, a partire dalle ore 18:00:

 

Aperitivo e bicchierata gratis per tutti, offerti dalle associazioni e dalla Pizzeria d’asporto ” Il Boss della Pizza Via Lungo Bisagno Dalmazia 23;

Presentazione del progetto “Memoria/e del Bisagno” e del calendario di eventi e manifestazioni;

Spazio per la condivisione e la presentazione di idee, proposte e racconti sulla valle;

Cittadini e associazioni si raccontano;

Concerto del cantautore Aldo Ascolese “La musica che viene dal ponte come il vento”;

Esposizione della mostra fotografica “Terre” di Iskra Coronelli, a cura del Centro documentazione Val Bisagno;

Proiezione video “Via Madre di Dio”, di Samantha Woods (Accademia di Carrara)

Musica dal vivo e Giocolieri di strada

Spazio libero per la condivisione

INGRESSO LIBERO

Sosteniamo il progetto “Il sole sulla pelle”!

Il sole sulla pelle III

12920380_1015598255192999_6494944329992576700_nGino Martella e Massimo Bondielli, dopo essersi occupati dell’alluvione nello spezzino del 2011, raccontata attraverso le immagini e le parole di “Se Io Fossi Acqua” si sono cimentati in una nuova avventura. Il loro ultimo lavoro, “Il Sole sulla Pelle”, è il racconto della strage alla stazione ferroviaria di Viareggio. Il corto ha vinto il premio come miglior cortometraggio al Festival di Cannes e ora vuole crescere e continuare a raccontare quella storia attraverso la forma del documentario. Per farlo, per far si che il progetto cresca e che il messaggio e la storia di Viareggio non venga dimenticata c’è bisogno dell’aiuto di tutti, di una raccolta fondi popolare.

Vi chiediamo di sostenere a abbracciare la campagna di crowdfunding del progetto “Il sole sulla pelle
Le donazioni sono già a 35 con oltre 2.000 € raccolti. E’ una buona partenza!

 

Anche la nostra associazione vuole contribuire a diffondere tale iniziativa per la riuscita del progetto.

 

Per procedere con una quota di sostegno < link qui >
 

 

Alleghiamo una sintesi degli articoli, interviste ed altro apparsi in questi ultimi giorni su questo tema.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/05/20/festival-cannes-2016-premio-come-miglior-corto-al-documentario-sulla-strage-di-viareggio-familiari-ce-la-nostra-vita-e-il-nostro-dolore/2750610/

http://video.repubblica.it/edizione/firenze/ovunque-proteggi-il-corto-sulla-strage-di-viareggio-vince-a-newyork/238263/238118

http://www.iodonna.it/personaggi/cinema-tv/2016/05/21/cannes-2016-i-vincitori-di-un-certain-regard/

http://iltirreno.gelocal.it/versilia/cronaca/2016/05/21/news/il-film-sulla-strage-approda-a-cannes-1.13516043

http://www.lanazione.it/viareggio/global-short-film-awards-1.2120998

http://www.anonimacinefili.it/2016/05/10/ovunque-proteggi-strage-viareggio-cortometraggio/

http://www.liguritutti.it/2016/05/12/strage-di-viareggio-un-documentario-per-cercare-giustizia/

http://www.cittadellaspezia.com/Sarzana/Sarzana-Val-di-Magra/Strage-di-Viareggio-proiezione-207745.aspx

http://www.laspeziaoggi.it/2016/05/08/da-ovunque-proteggi-a-il-sole-sulla-pelle/

http://www.tgregione.it/cultura-e-spettacolo/la-strage-di-viareggio-diventa-un-film-da-ovunque-proteggi-a-il-sole-sulla-pelle/

http://www.intoscana.it/site/it/articolo/Da-Virzi-a-Mordini-il-cinema-toscano-protagonista-a-Cannes/

http://www.novaradio.info/ovunque-proteggi-corto-sulla-strage-di-viareggio-vince-a-new-york/

http://www.radiotoscana.it/11245/strage-di-viareggio-cortometraggio-premiato-a-cannes/

http://www.noitv.it/reteversilianews/programmi/tg-versilia-extra-27052015/

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La Costituzione in Piazza torna domani in Piazza Adriatico!

Contri

Domattina in Piazza Adriatico parliamo di Resistenza e Costituzione insieme agli studenti dell’Istituto Comprensivo Staglieno e all’ex Giudice della Corte Costituzionale Fernanda Contri!
L’ingresso è libero ma in caso di brutto tempo o freddo l’appuntamento sarà spostato a scuola e sarà riservato ai soli studenti e insegnanti della scuola.
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Gestione sostenibile delle acque: dieci progetti in giro per il mondo e una tesi sulla Val Bisagno!

Una Questione per Genova

Sul numero di Febbraio 2016 della rivista IoArch si parla di gestione sostenibile del ciclo delle acque come opportunità per le città: dieci progetti da Milano al New Jersey passando per l’Olanda, tra architettura e ambiente. Tra questi progetti emerge una tesi di laurea sulla Val Bisagno, seguita fin dalla nascita dalla nostra associazione e opera di Martina Romanò, Valentina Gafurri e Serena Galli coordinate dai Prof. Ezechieli e Rosso del Politecnico di Milano.
È sempre bello parlare di nuove idee, buona lettura!

Link <qui>
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Progetto europeo TAPAS

Luden

L’Ufficio Partecipazione del Comune ci aveva coinvolto, insieme a Università di Genova, Istituto Italiano di Tecnologie (IIT) e altre associazioni del territorio (Giovani Urbanisti, Open Genova) in una progettazione europea, il progetto TAPAS, sviluppato da LUDEN (network di città ed enti locali con sede a Bruxelles, www.ludenet.org ) nell’ambito del programma Horizon 2020.

 

Il progetto si chiama TAPAS (There Are Plenty of AlternativeS) e riguarda lo sviluppo di strumenti partecipativi di mapping (es. apps) per costruire un nuovo modello di analisi dell’indice di prosperità del territorio (Better Life Index) in relazione al cambiamento climatico, da sperimentare in due città europee (Genova e Wuppertal). Il macro obiettivo è quello di promuovere una low carbon economy aspirando ad una crescita ad impatto zero o quasi.

Il Comune di Genova all’interno del progetto ha il ruolo di creare una Open Data Partnership (ODP) che agirà come comitato consultivo per tutta la durata del progetto TAPAS (32 mesi).

Tale comitato sarà composto da organizzazioni intersettoriali rappresentate da associazioni, imprese, istituti di ricerca, istituzioni accademiche, ONG inerenti al settore ambientale e all’innovazione digitale.  Il ruolo chiave dell’ODP sarà stabilire e monitorare le azioni, co-creare due piattaforme informatiche (una dedicata alla gestione e l’analisi dei dati, l’altra di dialogo con la società civile) e valutare l’impatto del progetto TAPAS nelle due città. I membri dell’ODP si impegneranno a partecipare a face to face e on-line meeting durante le fasi di sviluppo, implementazione e valutazione del progetto. L’adesione all’ODP darà diritto solo ai membri del comitato consultivo di prendere parte al Tactical Urban Social Innovation Actions (4° fase del progetto), nell’ambito delle quali si prevede la realizzazione di un concorso che finanzierà azioni volte a ottenere un coinvolgimento della cittadinanza in relazione alle sfide definite fra gli obiettivi del progetto (sviluppo sostenibile).

Purtroppo il progetto non è stato accolto. Speriamo di poter presto partecipare a un progetto di questo respiro e importanza.

Stay tuned!

Nuove mani nella Città – i video degli incontri

Memorie

Video del primo incontro “Nuove mani nella Città“, Genova e i suoi quartieri come responsabilità comune, ciclo di incontri sulla gestione responsabile del territorio

 


Incontro del 1 aprile 2016
 


Incontro del 7 aprile 2016
 


Incontro del 15 aprile 2016


Ultimo incontro del 21 aprile 2016

“La mafia uccide, il silenzio pure”: un incontro sulle mafie con l’Istituto Comprensivo Staglieno, L’istituto Tecnico Marco Polo di Palermo e Fernanda Contri

Mafia

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Nuove mani nella città: ciclo di incontri sulla gestione responsabile del territorio

Memorie

Calendario seminari aprile 2016 PDF_A3

Ad Aprile in Val Bisagno si parlerà di partecipazione dei cittadini alla gestione del territorio. Lo faremo insieme ad altre associazioni e comitati della vallata riuniti in rete e lo faremo insieme ad esperti e docenti universitari delle università di Firenze, Genova, Milano (Politecnico) e Bilbao (Spagna). Gli incontri avranno una forma interattiva con il pubblico: non si sono voluti organizzare seminari cattedratici o lezioni magistrali ma incontri volti alla formazione e al confronto tra tutti i soggetti coinvolti. Per questo motivo i seminari sono rivolti a tutti, studenti, cittadini, associazioni, professionisti e politici.

Abbiamo scelto due luoghi simbolo: un municipio, per sottolineare il legame con uno dei luoghi simbolo del dibattito politico sul territorio e una scuola, per sottolineare la necessità di formazione di noi tutti e l’importanza dell’istituzione scolastica nella formazione dei cittadini.

Qui di seguito trovate il calendario degli incontri, vi aspettiamo!

Guarda <qui il calendario dei seminari>

NUOVE MANI NELLA CITTÀ, ciclo di incontri sulla gestione responsabile della città

GENOVA E I SUOI QUARTIERI COME RESPONSABILITÀ COMUNE

Patrocinio

Venerdì 1 Aprile 2016

“Il governo della città”. Ovvero: “Genova come destino comune” (M. Morisi)

Sala Consiliare Municipio IV Media Val Bisagno, Piazza dell’Olmo 3, ore 18:00-20:00

Giovedì 7 Aprile 2016

“La città nelle mie mani”. Ovvero: “La partecipazione dei cittadini nella formazione e nella messa in opera delle politiche locali.” (M. Morisi)

Sala Consiliare Municipio IV Media Val Bisagno, Piazza dell’Olmo 3, ore 18:00-20:00

Venerdì 15 Aprile 2016

Il valore dei luoghi. Ovvero, “La città come Bene Comune” (C. Calvaresi, R. Alzate, M. Morisi

Aula Magna Istituto Secondario Superiore Firpo-Buonarroti, Via Canevari 51, ore 18:00-20:00

Giovedì 21 Aprile 2016

“La città come responsabilità comune” (M. Morelli, M. Penco, L. Borzani)

Aula Magna Istituto Secondario Superiore Firpo-Buonarroti, Via Canevari 51, ore 18:00-20:00

I seminari sono condotti da docenti delle università di Firenze, Milano (PoliMI), Genova e Bilbao (SP):

Ramon Alzate professore di Mediazione, Educazione e Conflitto alla Università dei Paesi Baschi di Bilbao.

Claudio Calvaresi professore di Urban Conflicts Analysis al Politecnico di Milano.

Mara Morelli  professoressa di Iberistica all’Università di Genova, è presidente della Associazione di Mediazione Comunitaria di Genova.

Massimo Morisi garante della Partecipazione della Regione Toscana, è professore di Scienza Politica e Scienza della Amministrazione all’Università di Firenze.

Monica Penco si occupa di procedure deliberative e partecipative presso il Dipartimento di

             Scienza Politica dell’Università degli Studi di Genova.

Luca Borzani presidente Fondazione per la Cultura di Palazzo Ducale

Gli obiettivi dei seminari

Capire il reale significato del partecipare. Formare cittadini consapevoli dei propri mezzi e attivi nella gestione del territorio, emanciparli dal ruolo di spettatori per renderli attori delle trasformazioni della città. Apprendere le buone pratiche di governo del territorio al di fuori di Genova e della Liguria. Conoscere modelli positivi di gestione partecipata del territorio e delle periferie nel resto del Mondo. Risolvere le controversie evitando lo scontro.

Dove

La Val Bisagno. Perché, destati violentemente dall’alluvione, abbiamo reagito creando una rete territoriale di cittadini, associazioni e comitati, alla ricerca di nuovi strumenti di governo del territorio.

Per chi

I seminari sono indirizzati a tutti, cittadini, politici, associazioni, professionisti e studenti; sono svolti in forma interattiva con il pubblico e stimolano il confronto e il dialogo. Viene consegnato un attestato di partecipazione con almeno 3/4 delle presenze.

Le associazioni e i comitati organizzatori:

Associazione Amici di Pontecarrega

Attac – genova

Associazione di Mediazione Comunitaria – Genova

Associazione Comitato Acquasola

Comitato Contro la Cementificazione di Terralba

Comitato Gino Benazzi

Comitato Via Montello

FIAB Genova – Amici della Bicicletta

Forum dei beni comuni Genova

Ghettup Tv

Giovani Urbanisti

Gossypium

Gruppo per la riqualificazione dell’ex mercato di corso Sardegna

Ingegneria senza Frontiere –Genova

Legambiente- Circolo Nuova Ecologia

Comitato Protezione Bosco Pelato

Per approfondimenti ed iscrizione ai seminari:

e-mail segreteria: memoriabisagno@gmail.com

referenti: Fabrizio Spiniello 3492377545, Laura Tubelli 3483545816

Il Cinema Teatro Nazionale di Molassana

CineMa

Ogni quartiere che si rispetti ha il suo fiore all’occhiello, un luogo che vive nel cuore della gente, un posto dove abbiamo lasciato una parte di noi. Il luogo del cuore di Molassana è il Cinema Teatro Nazionale. Costruito nel 1937 nella località Olmo per volontà della famiglia Finello e progettato dall’Ing. Ravera, in origine fu denominato “Savoia” ed è stato  il primo cinema a nascere nella vallata, seguirono poi il piccolo ”Esperia” in Lungo Bisagno Dalmazia e la ”Perla” in via Piacenza che possedeva addirittura una sala all’aperto. Con la sua facciata monumentale arricchita da pregiate balaustre e modanature, si presentava come un grande salotto della Genova “bene”, per poi diventare col tempo il centro di ritrovo dei più giovani che qui passavano interi pomeriggi con amici. Il suo interno presenta un seminterrato adibito a deposito, un piano terra con foyer per ospitare gli spettatori durante i tempi morti, la suggestiva sala con platea, comodi seggiolini in legno seppur scricchiolanti e ovviamente lui: il palcoscenico. Successivamente al piano superiore fu realizzata una palestra e la sede “Opera Nazionale Balilla”. Ma come tutte le belle storie,  ha anche una fine. E quella del Cinema Teatro Nazione porta la data degli anni ’70, quando si era deciso di chiuderlo provvisoriamente. Il cinema però non è mai stato riaperto e versa in condizioni precarie, vedendolo protagonista pochi anni fa di un grave  incendio sviluppatosi al suo interno a causa di abusivi, che contribuiscono ad aggravare la situazione. Una ferita aperta per la comunità di Molassana: all’epoca non c’erano molti divertimenti in zona, i bambini giocavano nel greto del Bisagno e i ragazzini più grandi andavano a vedere giocare il Molassana, finché non è nata questa grande scatola magica che ancora ricorda i bei tempi dei varietà, l’appuntamento delle ore 21.00 in cui veniva  trasmesso “Lascia e raddoppia” con Mike Bongiorno e le locandine dei prossimi film western in uscita appese fuori. Chissà quanta gente ricorda i signori Finello arrivare con la propria automobile per aprire la saracinesca, la puzza di fumo che si attaccava ai vestiti  quando ancora si poteva fumare, le indimenticabili caramelle di Pippo che non si scioglievano mai e la simpatia dell’operatore Dario. Chissà quanti ragazzi qui hanno portato la fanciulla di cui erano innamorati per poterla abbracciare furtivamente. Chissà quanti amori sono nati con un semplice biglietto da 50 lire. Chissà quanti figli di queste coppie oggi sono costretti a passare d’avanti a questo edificio ormai vuoto e dalla facciata triste. Una ferita aperta che urla: la gente di Molassana non ci sta a vedere chiuso il proprio Cinema e ne chiede prepotentemente la riqualificazione. Ma la situazione non è delle più rosee, infatti, un lascito testamentario ne blocca la cessione e i proprietari non sono intenzionati a vendere al Comune per continui mancati accordi.  Probabilmente non riavremo più il cinema, ma sarebbe bello che questi locali un giorno ritornassero a vivere e che la luce possa nuovamente filtrare dalle finestre sigillate da fin troppo tempo.

Articolo scritto da Paolo Congiu, fotografo e appassionato di Genova. Co-autore del libro “La Valpolcevera – Nuova Editrice Genovese.”

L’articolo è tratto dal numero di Pasqua 2016 del bimestrale della Polisportiva Alta Val Bisagno “Noi in 20 Pagine”, rubrica “C’era una Volta” a cura degli Amici di Ponte Carrega.

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540 anni di Confraternita a Montesignano: presentazione del libro di Paolo Giacomini

Montesignano

Storia e tradizioni delle Confraternite della Val Bisagno: le Confraternite

Nello scorso mese di Settembre, a Montesignano, si è celebrato il 540° di fondazione della locale Confraternita intitolata al SS.mo Sacramento e S.Maria di Terpi, sorta  nel 1475; per la precisione questa data è riferita al primo documento ufficiale in cui la stessa è citata, ma riferimenti storico – artistici trovati nell’oratorio fanno credibilmente presumere che la fondazione sia avvenuta alcuni decenni prima. Storicamente le confraternite nascono come sodalizi laici, ma di chiara matrice religiosa, con obiettivi primari di preghiera, suffragio dei defunti e soprattutto di mutuo soccorso, concetto questo che oggi appare scontato ma che nel medioevo era a dir poco rivoluzionario; non a caso in alcune regioni come la Toscana le confraternite sono chiamate, al pari delle pubbliche assistenze, “misericordie”. La confraternita di Montesignano aveva, già nel ‘400, un suo Oratorio e perciò forniva agli abitanti del piccolo borgo rurale non solo assistenza spirituale e solidarietà, ma anche un luogo di aggregazione e riunione dove tutti, non solo i confratelli iscritti, potevano riunirsi e deliberare su questioni di comune interesse. Questo dimostra come la storia di questo sodalizio sia profondamente radicata sul territorio e quanto solido sia il legame con la vita della comunità da più di cinque secoli. Legame talmente profondo e sentito che queste persone seppero negli anni, anche a prezzo di grandi sacrifici, far abbellire l’oratorio con dipinti e sculture, crocifissi processionali e tessuti commissionati ai più famosi artisti genovesi, creando un patrimonio artistico di rilievo che l’attuale consiglio direttivo della confraternita conserva con dedizione e, quando necessario, provvede a far restaurare. All’inizio dell’800 la confraternita mise a disposizione del paese il proprio oratorio che divenne la Chiesa Parrocchiale di S.Michele di Montesignano, in sostituzione della vecchia chiesa medievale franata e distrutta che era situata sul terreno dell’attuale campo da gioco del Baiardo e che restò in uso per quasi due secoli fino alla costruzione della nuova chiesa di S.Giustino in via Terpi. Ai giorni nostri la confraternita provvede, oltre alle già citate attività spirituali (preghiera e suffragio dei defunti) e materiali (conservazione beni artistico-culturali e quote di beneficenza ad enti assistenziali sul territorio), anche all’organizzazione della processione che si tiene in occasione della festa patronale, movimentando i maestosi crocifissi e la cassa della Madonna del Maragliano. In occasione di questo “compleanno” la confraternita ha pubblicato un libro in cui questi argomenti sono trattati in maniera completa ed organica; troviamo capitoli dedicati alla storia del paese dalle origini ad oggi, alla storia del sodalizio, alle devozioni di Montesignano, ai priori che hanno segnato la storia della Confraternita, alla squadra di “cristezzanti” del Bisagno, al Priorato Ligure, all’oratorio e al suo patrimonio artistico il tutto completato da materiale fotografico d’epoca e recente che lo rende godibile non solo agli abitanti del quartiere ma a tutti i curiosi e appassionati di storia della Val Bisagno. Il libro è impreziosito dalla Prefazione della prof.ssa Fausta Franchini Guelfi, storica e studiosa di tradizioni liguri e dalla collaborazione di Mauro Pirovano. Copie del libro saranno collocate nelle biblioteche civiche genovesi mentre per chi fosse interessato ad averne una copia si può chiedere direttamente in Parrocchia in Via Terpi o presso la Onlus Casa Luce di Via Mogadiscio.

Articolo a cura di Paolo Giacomini

Vice Priore Confraternita SS.mo Sacramento e S.Maria di Terpi e autore del libro

Tour multimediale della Chiesa di San Michele in un video realizzato dal sig. Alberto Debidda vedibile su su Youtube: https://www.youtube.com/watch?v=LRNGvadUQWI

La Confraternita ha sede presso la chiesa di San Michele di Montesignano, in via Mogadiscio 10, proprio sopra il borgo di Ponte Carrega. In essa è conservato l’Archivio Storico Casareto, fonte inesauribile di storia delle Casacce genovesi e liguri.

La Chiesa di San Michele ha ospitato nella data del 3 marzo 2016 la conferenza sui “Ponti della Val Bisagno” a cura di Jolanda Valenti, Mauro Pirovano e dello stesso Paolo Giacomini nell’ambito del ciclo di incontri “Noi di Val Bisagno”, organizzato dal Centro Terralba e Fondazione per la Cultura di Palazzo Ducale insieme ai Municipi della Val Bisagno, alla Associazione Amici di Ponte Carrega e ad altre realtà associative della città e della vallata. Di questa conferenza trovate i video sul nostro sito internet e il nostro canale

L’articolo di Paolo Giacomini è tratto dal numero di Gennaio del bimestrale della Polisportiva Alta Val Bisagno “Noi in 20 Pagine”, rubrica “C’era una Volta” a cura degli Amici di Ponte Carrega. Prossimo appuntamento a Pasqua 2016 con un articolo sul Cimema Teatro Nazionale di Molassana a firma di Paolo Congiu, scrittore e fotografo di Val Bisagno.ù

marca della Confraternita

marca della Confraternita

cassa processionale

cassa processionale

il cosidetto "Cristo Moro" e la Chiesa Vecchia di Montesignano

il cosidetto “Cristo Moro” e la Chiesa Vecchia di Montesignano

La copertina del libro

La copertina del libro

pag.17 di Noi in 20 Pagine

pag.17 di Noi in 20 Pagine

Ponte Carrega, Origine e Nome

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Seconda parte del video della conferenza tenuta il 3 marzo scorso nell’ambito della rassegna “Noi di Val Bisagno” nella Chiesa di San Michele di Montesignano.

Jolanda Valenti Clara racconta l’origine e il nome di Ponte Carrega.

Riprese a cura degli Amidi di Ponte Carrega

Buona visione

Voci dal X Congresso mondiale di mediazione: presentato il libro!

X Congresso

Giovedì è stato presentato il libro che raccoglie le voci del X Congresso mondiale di mediazione comunitaria, svoltosi a Genova nel Settembre 2014.

ringraziamo Mara Morelli, Danilo De Luise e tutto lo staff per la pubblicazione e la citazione della associazione Amici di Ponte Carrega all’interno del libro.

La copertina del libro

La copertina del libro

La Chiesa di San Michele di Montesignano raccontata da Paolo Giacomini

Giacomini

…il “c’era una volta incomincia in maniera molto semplice, forse non tutti sanno che Montesignano, insieme al paesino di Aggio, sono gli insediamenti più antichi della Val Bisagno…

Video della Conferenza di Paolo Giacomini sulla Chiesa di San Michele di Montesignano.


… il valore del paesaggio della Val Bisagno sempre più a rischio.

Val Bisagno, storia di ponti, di piene e di paura

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Qui trovate il link alla news+video di Tabloid sui ponti Carrega e della Rosata in val Bisagno, pubblicata su ‘Notizie metropolitane’, il sito di notizie della Città Metropolitana di Genova:


Tabloid è il videomagazine di informazione della Città metropolitana di Genova a periodicità settimanale, diffuso online e sui social – paginaYouTube della CM, sito http://notizie.cittametropolitana.genova.it/, pagina Fb e account Twitter – e inoltre attraverso la messa in onda da parte di alcune emittenti televisive locali, fra cui Telegenova e Telepace.
Il video è stato realizzato dalla Città Metropolitana per promuovere la conferenza tenutasi Giovedì 3 marzo 2016 a cura di Jolanda Valenti, occasione in cui la ricercatrice storica ha presentato alla cittadinanza il frutto delle sue ultime ricerche storiche su Ponte Carrega presso l’Archivio storico del Comune di Genova presso Palazzo Ducale.

Proposta di tre delibere di iniziativa popolare. Il video della presentazione al Circolo Zenzero

Zenzero

Lo scolmatore del diritto

GiustiziaScolmata

Negli ultimi giorni si è molto discusso sui giornali e nelle piazze del ricorso fatto al Tar contro la copertura del cantiere dello scolmatore del Fereggiano in Corso Italia. La nostra associazione ha voluto fare la seguente riflessione visto il tema delicato e da noi molto sentito come quello della sicurezza idrogeologica della città.
Eravamo indecisi se intervenire o meno proprio per il fatto che il ricorso non riguarda questioni idrauliche o di merito dello scolmatore (di questo ne abbiamo discusso ampiamente quando era il momento di farlo).  Infatti il ricorso riguarda esclusivamente la legittimità della copertura sorta sopra il cantiere di Corso Italia.
Ora, lo Stato, attraverso un suo organo giudicante, si dovrà esprimere su un quesito posto da alcuni cittadini e nel caso in cui la legge fosse stata violata, in uno qualsiasi dei suoi aspetti, prenderà i provvedimenti del caso.  Il ricorso può essere accolto o respinto, ma la sola presentazione del ricorso ha fatto molti gridare allo scandalo. Presentare una domanda alla autorità giudiziaria è legittimo. La domanda che molti cittadini si sono posti è invece un’altra: è opportuno? È moralmente accettabile? Noi crediamo di si. Tutti possono rivolgersi all’autorità giudiziaria se ritengono sia stato violato un diritto.

Semmai bisognerebbe discutere e dovremmo domandarci perché quei cittadini sono arrivati a chiedere all’organo giudiziario quanto hanno effettivamente chiesto; andrebbe chiesto il perché, nel caso in cui il ricorso venisse accolto, il comune o chi ha dato i permessi non abbia controllato il corretto procedere dei lavori che avrebbe potuto scongiurare fin da subito e senza esitazioni ogni tentativo di ricorso.
E infine bisognerebbe chiedersi se e in che modo, visto che si tratta di un conflitto che si vuol far passare come “di classe” o di “quartiere”, il ricorso potesse essere evitato ricorrendo a uno strumento di gestione partecipata del territorio, come un dibattito pubblico, un incontro pubblico o una mirata informazione e sensibilizzazione verso gli abitanti. Questi compiti la Pubblica Amministrazione li ha svolti?
Questi sono i quesiti che avremmo voluto ascoltare in questi giorni, non le contrapposizioni, le esasperazioni mediatiche che invece abbiamo letto sui giornali e che portano la discussione lontana  dai punti focali della questione.
Non si tratta di voler bloccare o meno il cantiere dello scolmatore. Il ricorso non entra nel merito di scelte tecniche o di opportunità della costruzione dello scolmatore. Si domanda al Tar di verificare che tutti i passaggi previsti per la costruzione della copertura del cantiere siano avvenuti in modo legittimo e rispettosi delle normative vigenti.

Se ciò non fosse avvenuto, dovremmo prendercela con i 9 ricorrenti che hanno tutelato un interesse legittimo tutelato dalla legge e dalla Costituzione, o dovremmo prendercela con chi, nel pieno delle proprie facoltà e dei propri ruoli, non ha vigilato per tempo e nei modi corretti sull’apertura e il procedere del cantiere?

Il Comune ha fatto tutto ciò che era nei suoi poteri per far procedere il cantiere in maniera corretta?

Noi crediamo di si, non lo mettiamo in dubbio: sarà compito del Tar a questo punto stabilirlo ma se il ricorso venisse accolto e ci ritrovassimo con un cantiere non a norma di legge e con possibilità concrete di ritardare l’esecuzione dell’opera allora di chi sarebbe la colpa? Dei ricorrenti o dei tecnici del Comune? 
A questo noi sappiamo dare una risposta. Ma la domanda che rimane senza risposta è un’altra: sappiamo rispettare le regole che uno stato di diritto comporta? Un potenziale ricorrente deve fermarsi di fronte a certe esigenze di interesse collettivo? Oppure va tutelata sempre e in ogni sua forma la possibilità del singolo individuo di  tutelare il proprio interesse legittimo, fino al giudizio, senza gogna pubblica?
Le discussioni di questi giorni sottolineano la immaturità del nostro dibattito politico sempre e solo basato sulle contrapposizioni politiche e sempre poco obiettivo.
Non si parla di pro scolmatori o contro scolmatori: è una discussione più ampia e generale che riguarda la nostra idea di interpretare e vedere la Giustizia e il Diritto.

L’unica cosa che possiamo dire con certezza e con forza è che questa faccenda non deve apparire così come è sembrato invece declinarsi sulle pagine dei quotidiani: una guerra tra poveri, tra cittadini delle zone popolari e cittadini delle zone ricche.

La discussione, comunque la si pensi sullo scolmatore del Fereggiano e del Bisagno è altra.

Riguarda la nostra idea di Stato di diritto, il diritto del cittadino a ricorrere allo strumento giudiziario per veder tutelato ciò che egli ritiene possa essere stato leso.

Infine possiamo “scolmare” o deviare il diritto? Possiamo in circostanze di interesse collettivo e di sicurezza derogare al diritto? La risposta è NO: in democrazia il maggior interesse collettivo che deve prevalere è quello che il diritto di ognuno sia sempre rispettato e soprattutto garantito dallo Stato.

Bisagno il fiume nascosto – Presentazione del libro del Prof. Renzo Rosso all’università di Cosenza

Bisagno il fiume nascosto
- Presentazione del libro del Prof. Renzo Rosso all’università di Cosenza -

La riqualificazione

Riqualifica

Con il termine “riqualificazione” s’intende l’azione di cambiare e migliorare la qualifica di un oggetto. Un termine che esprime concetti spirituali estremamente positivi: quello del cambiamento, ossia dello sforzo umano di chi si oppone alla stagnazione e il fine di tale azione che è il miglioramento di ciò che si ritiene migliorabile.

Con questa premessa tuttavia non sfugge come l’applicazione di questa pratica assuma spesso connotati negativi ed è motivo di preoccupazione se non di contestazione. Perché avviene questo?

Villa Gio. Batta Invrea prima della “riqualificazione”

Fine Lavori

Intervento molto discutibile di “riqualificazione” della storica villa cinquecentesca di Gio. Batta Invrea a Genova Prato in Val Bisagno

Prendiamo per esempio il caso in cui l’amministrazione preveda un premio a chi demolisce una vecchia costruzione fatiscente per costruirne un’altra “riqualificata”. Questo premio molto spesso si realizza concedendo indici di edificazione volumetrica maggiori rispetto al vecchio costruito.

Questa pratica di per se non è negativa, nè positiva, perché i termini volumetrici, seppur significativi, non sono direttamente collegabili con l’impatto dell’edificio sul territorio e sull’ambiente. Per esempio una palazzina piccola con il tetto di amianto ed energivora può essere molto più impattante per l’ambiente di una palazzina più grande costruita con tecnologie bioedilizie, reversibile, riciclabile, a consumo di energia passivo, magari costruita in modo che il suo impatto estetico sia minimizzato e ben integrato nel paesaggio. In questi termini non è difficile pensare che una simile “riqualificazione”, pur ammettendo un aumento di volume, sia più che accettabile e conveniente per la collettività.

D’altra parte una società riluttante all’approfondimento non può che affermarsi con frasi di grande effetto mediatico come “costruire nel costruito”, senza tenere conto che se costruisco peggio di prima non ho alcun vantaggio e ho solo rinnovato l’elemento del degrado. L’efficacia di questi slogan trovano la loro ragione di essere perché frasi come “costruire nel costruito” sembrano voler intendere che non si costruirà mai più oltre ai confini di ciò che c’è già. Questo assunto sembra avere un connotato positivo perché troppo spesso i confini del costruito sono degradati e invivibili, quindi è sempre auspicabile non procedere oltre a tale degrado. Ci si dimentica tuttavia che ci sarebbero interi quartieri da demolire, territori da far ritornare al loro stato naturale per i quali l’applicazione del criterio del “costruire nel costruito” sarebbe un gravissimo errore,  occorrerebbe in tal caso parlare piuttosto di “decostruzione”.

La gestione dell’ambiente e del territorio è una materia complessa perché complessa è l’azione dell’uomo sugli elementi naturali intorno ad esso. Come è possibile racchiudere questa complessità all’interno di una  legislazione? Con l’uso di formule matematiche, algoritmi, termini e definizioni, quali sono gli elementi che non riuscirò a controllare, che volontariamente o involontariamente ho trascurato? Se la normativa è troppo complessa come posso limitare l’abusivismo? Secondo noi non esiste una norma sufficiente per racchiudere tutta la complessità delle azioni possibili. Il vero problema di come contenere l’abusivismo e la speculazione edilizia è da ricercare altrove, non in una legislazione per quanto buona o cattiva possa essere.

In Italia si ha un eccesso di legislazione ma non per questo le cose vanno meglio, anzi questo procedere fa capire come si tenti di dare ai cittadini una cornice edittale entro cui stare in assenza degli altri strumenti culturali di cui il paese è evidentemente sprovvisto, per tradizione o per formazione.

Per essere educati non serve una legge ma servono gli strumenti per sviluppare quella educazione. Se nel nostro paese si è concesso di costruire troppo e male, vi sono fenomeni di abusivismo e corruzione , non è solo una questione legislativa ma è soprattutto una questione culturale. Un’assenza di sensibilità e capacità del saper fare che comprende tutti i livelli della società, da chi domanda a chi propone, fino arrivare a chi è preposto alla decisione e al controllo.

Prima di ogni legislazione occorre che si formi una piena coscienza di come si deve gestire correttamente il territorio fra sfruttamento, valorizzazione economica, tutela ambientale, riqualificazione, difesa dei valori identitari del paesaggio, capire di volta in volta cosa sia accettabile fare per il bene della comunità.   Questo percorso deve avvenire senza contrapposizioni ideologiche, occorre escludere qualunque visione di un economia che agisce “secondo natura” dove beni e servizi sono raggiunti esclusivamente dalla mutua interazione fra venditori e acquirenti, ma occorre affermare la priorità della politica, ovvero le regole della convivenza sociale, incardinandole su modalità partecipative.

Questo procedere è l’unico modo, secondo noi, che garantisca la comprensione di ciò che richiede il territorio in tutta la sua complessità, culturale, economica, sociale.

Affermare questo principio significherebbe stimolare le risorse spirituali della collettività: università, ordini professionali, associazioni, istituzioni e cittadini insieme, con il fine di rimettersi in gioco ogni volta se ne presenti l’occasione, per offrire all’interno di questi percorsi inclusivi le soluzioni più innovative e accettabili per la comunità, percorsi senza i quali oggi le opere vengono realizzate da pochi interlocutori, (troppo spesso solo economici), al minimo ribasso anche in termini concettuali. Riteniamo che i tempi e le tecnologia per fare questo passo siano maturi.

Se non si è capaci di fare questo allora è meglio lasciare le cose come stanno, non “riqualificare” nulla, rimandare questo complicato compito alle generazioni future per evitare ulteriori danni, scempi del nostro territorio: in questo contesto trovano spazio le ragioni del “No”, la ragionevole paura del cambiamento, così che il termine “riqualificazione” assume un connotato negativo.  

Cementificazione

Particolare della costruzione dell’edificio ex Cementificio Italcementi a Genova Ponte Carrega

 

 

 

 

Partecipazione e politiche pubbliche nel governo del territorio. Convegno a Firenze

Morisi

Nell’ambito della nostra attività di formazione sulle tematiche legate alla Partecipazione dei cittadini nel governo del territorio e delle attività del Gruppo di Lavoro Partecipazione del progetto Memorie del Bisagno, la Associazione Amici di Ponte Carrega si è recata nella giornata di venerdì 20 novembre 2015 a Firenze per assistere al convegno della Fondazione Cesifin a Palazzo Incontri. Insieme a noi era presente anche la Associazione Ingegneria Senza Frontiere.Schermata 2015-11-20 a 11.42.49