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Creare socialità attraverso la terra: bozza di progetto per gli orti sociali

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Il nuovo progetto Coop per l’area delle ex Officine Guglielmetti

Guglielmetti

Come molti di voi avranno letto su Il Secolo XIX (https://www.ilsecoloxix.it/genova/2021/02/08/news/coop-all-attacco-obiettivo-valbisagno-maxi-progetto-per-l-ex-officina-amt-1.39875090) Coop Liguria ha infine presentato il progetto di riconversione delle ex officine Guglielmetti a Ponte Carrega.

Siamo in grado di fornirvi il render del progetto in questione e di dare alcuni commenti sul progetto.

Guglielmetti

Render del nuovo centro commerciale presentato in Comune da Coop-Talea

 

Come ormai era risaputo già dal 2017 non ci sarà alcuna variante al PUC: nessuno stravolgimento urbanistico e soprattutto nessuna torre alberghiera alta 35 metri nel mezzo della Val Bisagno: con la presentazione di questo nuovo progetto questa voce viene consolidata. Ricordiamo quanto impattante e violento nei confronti del nostro territorio fosse il vecchio progetto. - vedi qui come era il vecchio progetto

Il progetto attuale, a cura dello studio Design International, è ridimensionato rispetto alle prime versioni non essendoci più la destinazione ad uso ricettivo con l’eliminazione del vincolo in altezza dei relativi edifici.

E’ qui che si instaura il dubbio lanciato da Il Secolo XIX e che per molto tempo è stato anche da noi commentato: questa porzione del lotto di proprietà poteva o potrebbe essere permutato o nuovamente ceduto al Comune per realizzare una nuova rimessa di mezzi di trasporto pubblico locale (anche in tal caso sarebbe comunque necessaria una variante al PUC vigente, non essendo prevista quel tipo di destinazione.

L’area fu pagata da Coop la bellezza di circa 26 milioni di euro: un gioiellino piuttosto caro quindi, difficile da piazzare a un soggetto pubblico (Comune o Città metropolitana che sia), comprensibile quindi che il soggetto privato volesse in qualche modo far fruttare l’investimento fatto con l’acquisto dell’area nel 2009.

Abbiamo pensato che questa operazione potesse essere fatta attraverso una permuta (quindi uno scambio di aree tra pubblico e privato) o attraverso i fondi governativi grazie ai quali, salvo soprese, Genova (e la Val Bisagno) sarà dotata di un sistema di trasporto filoviario.

Abbiamo talmente a cuore il destino di questa area strategica della città che più volte abbiamo sostenuto, insieme all’attuale giunta municipale, l’importanza di far rimanere questo spazio di natura produttiva: sappiamo di aziende, anche di una certa rilevanza e di un certo prestigio e appeal internazionale, che erano in cerca di spazi per allargare la propria attività manifatturiera: abbiamo seguito da vicino questi passaggi ma il risultato è stato un nulla di fatto, fumata nera, nessuna lottizzazione della proprietà, o tutto o niente!

Rimane quindi a Coop l’unica altra destinazione prevista dal PUC, abilmente modificato dalla Giunta Vincenzi ormai tanti anni fa: la grande distribuzione, che si legge “centro commerciale”.

Saranno presenti tre medie superficie di vendita, MSV per un totale di circa 3.800 metri quadrati di superficie netta di vendita, dove saranno ricollocate le due MSV attualmente presenti più una terza.

La galleria commerciale avrà, in estrema sintesi, 22 negozi e 9 esercizi di vicinato (circa 3.000 metri quadrati complessivi) , oltre alla grande struttura di vendita Coop che sarà di 2.500 metri quadrati di SNV (Superficie netta di vendita).

Si tratta quindi proprio di quella destinazione d’uso che ora incontra più difficoltà a livello globale sia per la crisi economica sia per l’exploit dell’e-commerce e il boom di Amazon e altre piattaforme simili, ma che a Genova sembra non conoscere fine dato anche il recente ingresso sul mercato locale di un altro colosso della GDO come Esselunga.

Per questo motivo siamo rimasti un po’ perplessi dopo aver visto il nuovo progetto (che in realtà, salvo piccole modifiche) è il progetto rielaborato nel 2017 rimasto nei cassetti dei proponenti e depositato in Comune solo la scorsa settimana.

Il progetto, come anticipato, è sicuramente meno impattante rispetto alle prime versioni del 2013 e del 2014, mantiene una parte di produttivo con la realizzazione di due palazzine destinate, probabilmente, a uffici e una parte ad uso pubblico, a scorporo degli oneri, che è rappresentata da una piccola area verde in copertura e da uno spazio polivalente (un teatro).

La parte destinata agli uffici è realizzata con due palazzine spostate più a valle rispetto all’attuale capannone, con il mantenimento delle quote esistenti o forse, speriamo, anche più basse. Per queste palazzine auspichiamo che possano essere realizzate nell’ottica dell’insediamento in Val Bisagno degli uffici di una partecipata del Comune di Genova come Aster, che ha manifestato la volontà di spostare i propri uffici da Via XX Settembre. Un inserimento che auspichiamo il più possibile compatibile anche sotto il profilo delle scelte estetiche e funzionali in armonia con il prezioso tessuto storico e culturale del luogo.

Tornando al progetto presentato, siamo sempre perplessi di come non vengano valorizzate le ampie e luminose superfici della copertura dove il panorama si affaccia sul parco dei forti e dell’acquedotto storico.

Il pensiero progettuale in tal senso è sempre orientato a utilizzare le coperture quasi esclusivamente come parcheggio. A nostro avviso sarebbe stato meglio rafforzare in questi luoghi la funzione di aggregazione e connessione tra le persone in forte sintonia con il territorio destinando tali spazi alla pratica del coworking, della ristorazione e dell’intrattenimento anche all’aperto.

Chiudiamo con le dichiarazioni riportate dal Presidente di Coop: “…l’intervento permetterà di riqualificare un’area oggi inutilizzata , anche a beneficio del quartiere, al quale Coop Liguria continuerà a offrire un’ampia proposta di attività culturali, solidali e educative”.

Dunque invitiamo il presidente a conoscere questo quartiere ricco di testimonianze storiche e inserito dal MiBACT nel 2017 nelle manifestazioni delle giornate europee del patrimonio “Percorso della memoria culturale e paesaggistico da Ponte Carega alla Val Trebbia sulle tracce di Camillo Sbarbaro e Giorgio Caproni> vedi qui <  e oggi anche percorso multimediale > vedi qui < .

Nel 2020 la quercia del Sagrato è diventata un albero monumentale > vedi qui <

Questi importanti riconoscimenti dovrebbero indurre tutti gli operatori privati e pubblici a porre molta attenzione su ciò che in queste aree si andrà a costruire per non mortificare ulteriormente questa vallata, per far si che questa operazione non sia l’ennesima occasione persa per la Val Bisagno.

Per concludere la nostra associazione porterà tutta la sua attenzione sul tema degli oneri di urbanizzazione che saranno versati per la realizzazione di questa opera: è interesse di tutto il territorio concordare come e dove concentrare le risorse economiche derivanti da questa operazione.

 

Commenti sullo skytram.

Mercoledi 23 Dicembre si è svolta la conferenza stampa di presentazione del cosiddetto skytram della Val Bisagno. Si tratta in realtà di una metropolitana leggera automatica che poggerebbe su di una struttura sopraelevata che verrebbe realizzata con una quota al di sopra del livello stradale di 9 m. Al progetto hanno partecipato due raggruppamenti di imprese che hanno presentato al Comune due distinti elaborati, il primo costituto dalla Hiitachi Rail, ex Ansaldo STS e da Salini Impregilo, il secondo invece da parte del raggruppamento di imprese costituito da ITINERA SPA, Alstom ferroviaria, Meridiam Investments.

Si tratta di due progetti che prevedono soluzioni differenti. La proposta progettuale del primo raggruppamento prevedeva infatti un binario unico lungo tutta la linea con raddoppi in prossimità delle stazioni mente il progetto che poi è risultato il vincitore prevede il doppio binario lungo tutta la linea con un terzo binario in prossimità delle stazione di Brignole. Veniamo quindi ad analizzare dal punto di vista tecnico la proposta.

Si tratta di una metropolitana automatica a tutti gli effetti, con porte a banchina, questo significa che ogni stazione è dotata di porte che si aprono automaticamente nel momento in cui il treno arriva in banchina.

La linea, lunga 6,5 km si sviluppa interamente in viadotto con quota del piano di rotolamento posto a circa 9 m rispetto al piano stradale, partendo dalla stazione FS di Genova Brignole per poi svilupparsi lungo la sponda destra del Bisagno fino a Marassi, passare in sponda sinistra fino a Molassana, ove sarebbe dislocato il capolinea a nord e l’officina per le manutenzioni.

Le pile sono previste sempre parallelamente alle due sponde del torrente eccetto la zona di Marassi ove avviene il cambio di sponda, da quella destra alla sinistra. Sono previste 8 stazioni:

Brignole, Marassi, Parenzo, Staglieno, Adriatico, Piazzale Bligny, San Gottardo, Molassana.

 

immagine stazioni skytram  Figura 1  Pianta con le otto stazioni

Le stazioni sono tutte a banchina laterale, tranne il capolinea di Brignole che potrebbe essere a tre banchine, con porte di banchina automatica. Ecco un render della stazione di San Gottardo.

Fotomontaggio skytram Sciorba Figura 2  Render della stazione di San Gottardo

La linea è prevista a doppio binario per l’intero tracciato, con incroci in prossimità delle stazioni di Brignole e Molassana per permettere l’inversione di marcia dei convogli e in prossimità delle stazioni di Staglieno e San Gottardo per consentire elasticità in caso di guasti, avarie.

Per quanto riguarda l’impalcato, il viadotto viene realizzato interamente in conci di calcestruzzo prefabbricati assemblati in cantiere per, secondo loro, minimizzare l’impatto della cantierizzazione. I piloni si troverebbero ad un passo di 31 m circa, a sezione circolare con un diametro di 2 m aventi l‘asse spostato più verso l’argine del fiume. In alcuni tratti singolari l’impalcato poggia su sostegni a telaio con due pile di minori dimensioni poste ai lati della strada sottostante.

Su Lungo Bisagno Dalmazia, a monte del ponte Feritore, al di sotto quindi dell’impalcato si prevede poi la realizzazione di una pista ciclopedonale la quale, in corrispondenza delle pile, verrebbe realizzata a sbalzo sull’argine del torrente.

Analizziamo ora quello che dal nostro punto di vista, occorre sottolineare affinchè non venga stravolta la vallata dal punto di vista paesaggistico, dell’impatto ambientale. Tutto questo viene analizzato in alcuni punti:

1)Impatto ambientale devastante sul territorio, con vere e proprie cattedrali nel deserto, opere ciclopiche che dequalificherebbero il tessuto urbanistico, paesaggistico della vallata.

Un esempio è la stazione di Brignole con la realizzazione di una vera struttura sopraelevata, di fatto un viadotto vero e proprio costituito da due imponenti costruzioni,  uno l’impalcato che sorregge il mezzo di trasporto e l’ altro, in gergo ingegneristico si parla di telaio, con pilastri in cemento armato da entrambi i lati, a sorreggere la struttura.

viadotto via Canevari

 Figura 3  Viadotto nei pressi di Via Canevari

2) Impatto dei piloni sui marciapiedi e delle relative rampe di salita, discesa, ascensori, scale mobili, ecc.

Si elencano alcuni fotomontaggi:

 

Immagine Marassi porcata

Figura 4  Fotomontaggio nei pressi dello stadio

 

Immagine passerella pedonale

 Figura 5  Fotomontaggio nei pressi di una passerella pedonale

Immagine ponte Campanella

               Figura 6  Fotomontaggio nei pressi del ponte Campanella

 

Immagine ponte Monteverde

Figura 7  Fotomontaggio nei pressi del ponte Monteverde

Immagine fotomontaggio porcata

 Figura 8  Fotomontaggio nei pressi di Ponte Carrega

3) Tempo per arrivare alle fermate che non è meno di 7, 8 minuti medi da sponda sinistra a sponda destra e viceversa con il risultato che il tempo totale, tra salire le scale, ascensori, percorrere la banchina, fare il viaggio, scendere, attraversare la strada è pari a 25 minuti complessivi reali tra Molassana e Brignole.Si tratta di un tempo paragonabile a quello di una moderna tranvia a raso tra Molassana e Brignole in sede protetta per oltre l’85%, 90% con fermate distanziate 300 m circa.

4) Mancanza dei parcheggi di interscambio che dovrebbero essere localizzati lungo il percorso, uno almeno presso Molassana, di difficile realizzazione visto che necessiterebbe di ulteriori piastre sul torrente con conseguente cementificazione delle aree a ridosso del Bisagno.

5) Costi spropositati, 580 milioni di euro per 6,5 km ,cioè 89 milioni di euro a km, uno sproposito difficilmente sostenibile considerando che vi sarebbe una parallela linea di forza su gomma più capillare, che andrebbe ad intercettare la maggior parte dell’utenza. Con una moderna tranvia il costo a km sarebbe intorno ai 25 milioni di euro.

6) Sviluppo del percorso in sponda sinistra mentre l’utenza, da Marassi a Molassana è in sponda destra

7) Distanza tra le fermate eccessiva, una media di 800 m per fermata,1400 m tra Marassi e Brignole.

8) Mancanza di effetto rete con il resto del sistema di trasporto pubblico, visto che non può andare oltre la ferrovia a Brignole. Si parlava addirittura di arrivare in zona Fiera, cosa impossibile da realizzare tenuto conto che sarebbe necessario un franco di sicurezza per scavalcare il rilevato ferroviario di diversi metri, con il risultato che si arriverebbe ad una quota rispetto al piano stradale di oltre 15 m e considerando l’impatto che avrebbe sulla aiuole di viale Brigate Bisagno e Partigiane, in fase di ultimazione.

9) Costi di manutenzione enormi per rampe di scale, scale mobili ascensori, uscite di sicurezza, le norme antincendio, tenendo inoltre conto della corrosione del cemento armato che col tempo si degrada, a maggior ragione con il vento in città. Considerando le 8 stazioni con il piano dl ferro posto a 9 m dal piano stradale si avrebbero almeno 16 ascensori, due per fermata, almeno due rampe di scale per stazione, almeno due rampe di scale mobili per ciascuna stazione.

10) Abbattimento del valore immobiliare delle case che vi si affacciano.

11) Degrado generale, cementificazione determinati dalla presenza di questa enorme struttura che offuscherebbe tutta la vallata sotto ogni aspetto.

Proviamo dunque a chiederci chi mai prenderebbe un mezzo lontano dalle case, difficilmente appetibile, che costringe la gente a lunghi percorsi a piedi e con uno stress motorio, specialmente per la popolazione anziana che rappresenta una buona parte della demografia della zona, assolutamente non indifferente. Tutto ciò costituisce un motivo per non utilizzare questo mezzo di trasporto.

Immaginatevi per un momento una persona anziana, magari con la pioggia, vento, neve che percorre un tragitto di 70, 80 m quale è quello dell’attraversamento dei ponti sul Bisagno a cui si somma il tempo necessario a salire le scale per andare in banchina, per un totale di non meno di 8, 9 minuti. Tutto questo dovrebbe essere ripetuto anche al ritorno, per una durata complessiva, da capolinea a capolinea, di non meno di 25 minuti.

La soluzione, lo diciamo tutti da decenni, in primis la letteratura scientifica è la realizzazione, da estendere in tutta la città in un concetto di Rete Tranviaria, della tranvia della vallata da Molassana a Brignole e in un secondo tempo a Prato, in sede protetta per oltre l’85%, 90% del percorso, con un completo asservimento semaforico agli incroci. Una volta pronto il canale scolmatore del Bisagno, sarà possibile allargare il tratto compreso tra la località Doria di Struppa e Staglieno e nel tratto tra Staglieno e via Bobbio, creando dunque la sede protetta per due corsie tranviarie, con uno spazio a raso occupato inferiore a 10 m. Possiamo vedere in queste sezioni come si inserirebbe tranquillamente la sede tranviaria nel tessuto urbano.Sezione Via Struppa Madonnetta con allargamento

        Figura 9  Sezione di via Struppa, Madonnetta

Sezione Via Struppa Madonnetta con allargamento cava

      Figura 10  Sezione cava di via Struppa, Madonnetta

sezione Gavette           Figura 11  Sezione Gavette

 sezione cava Gavette

                   Figura 12  Seziona cava a Gavette

, sezione Bobbio punto più stretto più con gli alberi 2,05 e allargamento

            Figura 13  Sezione di Via Bobbio

, sezione Bobbio punto più stretto più con gli alberi con allargamento cavo

            Figura 14  Sezione cava di Via Bobbio

Proposte per progetto Chiarella

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Incontro su progetto Chiarella

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Il giocattolo sospeso – la consegna

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Dopo 2 settimane di intensa raccolta di libri e di giocattoli (raccolta, sanificazione e impacchettamento di centinaia di doni), oggi abbiamo iniziato la distribuzione in un pomeriggio freddo e bagnato dalla pioggia ma riscaldato dai sorrisi felici dei bambini! Babbo Natale, uno straordinario Andrea Merlo, e i suoi aiutanti hanno distribuito tanti doni in Piazza Adriatico.
Un ringraziamento per questa iniziativa va alle tante persone, volontari e associazioni che hanno aiutato e contribuito a rendere questa giornata speciale!
Partiamo dai nostri volontari che da sabato scorso hanno iniziato, ogni pomeriggio e ogni sera di questa settimana, a igienizzare e poi a impacchettare i regali.
Diciamo grazie alle tante persone che hanno donato, e sono state tantissime, centinaia: in un periodo come questo non era scontato, e questo ci ha allargato il cuore!
Grazie alle associazioni: I circolioperai e Genovasolidale, il Comitato Cittadini Piazza Adriatico, ,

Bulldog Terpi, Sertoli Circolo Ricreativo Culturale, Centro Documentazione Libertario ValBisagno, il Genova48, CoSerco e un grande grazie ai volontari del servizio civile di Legambiente Liguria Onlus e della Comunità Cooperativa Sociale

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Un grande grazie alla Tipografia Algraphy di Passo Ponte Carrega per aver regalato la carta regalo, ai negozi che ci hanno aiutato con la raccolta (La Befana e la libreria L’amico immaginario).
Grazie anche al Municipio 4 Media Val Bisagno per l’assistenza nell’organizzazione!
La distribuzione continua ora a domicilio insieme alla spesa sospesa fino a mercoledì 23.
Il più grande grazie va però ai tantissimi bambini di oggi pomeriggio: eravamo convinti di regalare loro una piccola gioia quando invece, magari senza saperlo, sono stati loro ad averci illuminato di nuova luce.

Giocattolo Sospeso

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Sabato 12 mattina in Piazza dell’Olmo sotto i portici del municipio Media Valbisagno, dalle 10 alle 13, raccoglieremo libri e giocattoli, nuovi e usati, che saranno poi regalati affinché tutti possano passare un Natale un po’ più sereno, nonostante questo periodo di difficoltà e emergenza per tanti.

 

 

 

<Qui un articolo di genova24> 

Qui sotto l’intervista telefonica a Fabrizio Spiniello, presidente dell’associazione Amici di Ponte Carrega

 

L’avventura del corallo a Genova (e in Val Bisagno) nel nuovo libro di Pierguido Quartero

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Siamo felici di comunicarvi l’avvenuta pubblicazione del volume divulgativo di storia del territorio di Pier Guido Quartedo e Enzo Dagnino intitolato “Genova e il corallo”. In attesa di poterlo presentare in Val Bisagno, vi invitiamo a leggere il volume che racconta le vicessitudini della lavorazione del corallo a Genova dal secondo Medioevo all’età moderna. L’associazione Amici di Ponte Carrega ha collaborato con gli autori per la parte riguardante la Val Bisagno. Per alcuni secoli infatti la Val Bisagno e in particolare Montesignano, Struppa e Fontanegli sono stati fiorenti centri della lavorazione di questo prezioso materiale. Gli autori avevano trovato sul nostro sito alcuni articoli e un video dell’archivio RAI in cui si parlava della tradizione corallifera della valle e in particolare della casa del corallo della Ligorna. Siamo stati quindi da loro contattati e abbiamo organizzato un incontro con gli attuali proprietari della casa del corallo grazie ai quali e grazie all’Università di Genova è stato possibile fare delle analisi scientifiche sulle rarissime cementine di corallo.

Non anticipiamo altro e vi invitiamo alla lettura di questo prezioso volume su questa particolare tradizione della nostra città. Per altre info sul tema: http://www.amicidipontecarrega.it/2016/08/23/storia-e-tradizioni-della-val-bisagno-fontanegli-e-la-lavorazione-del-corallo/

Buona lettura!

 

 

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Genova delle Arti a Montesignano!

Genova delle Arti (1)
Domenica 8 novembre, ore 16
Genova delle Arti – Lo spettacolo della bellezza. Montesignano, Chiesa di Santa Maria e San Giustino
Dove: canale Youtube di Palazzo Ducale, sulle pagine Facebook di Pino Petruzzelli e Coop Liguria

Genova delle Arti (2)Genova delle Arti (1)

Aggiornamento dal lavatoio di Staglieno!

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In attesa di riprendere i lavori con la primavera 2021 vi aggiorniamo sui lavori di volontariato che abbiamo ripreso nell’area del lavatoio di Staglieno: tra luglio e agosto 2020 abbiamo verniciato la struttura in ghisa (risalente al 1893), secondo le indicazioni della Soprintendenza e con la vernice fornita dal Municipio IV nell’ambito del Patto di Collaborazione siglato tra l’ente e la nostra associazione. Lo smalto ferromicaceo garantirà maggior protezione alla struttura in vista della realizzazione della copertura che sarà possibile non appena la nostra associazione riuscirà a reperire i fondi necessari (serve almene un migliaio di euro). Sulla copertura sarà poi installato un piccolo pannello solare così da poter illuminare la struttura con energia pulita utilizzando la vecchia lampada, reasturata, posta propria sopra le vasche.

I prossimi lavori, che inizieranno nelle prossime settimana, prevedono la intonacatura dell’esterno delle vasche con un intonaco naturale, la pulizia dei graniti segnati, l’intonacatura  dell’interno delle vasche con calce idraulica e il posizionamento delle utlime Luserne recuperate.

Infatti dopo aver posizionato due lastre di Luserna durante l’ultima pulizia dell’acquedotto a ottobre 2020 (la lastra originaria di Luserna era stata donata dal Circolo Sertoli e tagliata gratuitamente da D’avolio Marmi), le rimanenti lastre verranno tagliate e posizionate entro la primavera del 2021.

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Mancherebbe ancora la sistemazione dello spazio soprastante il trogolo, sul quale abbiamo già installato, carteggiato o verniviato le ringhiere, recuperate anni fa durante i lavori di urbanizzazione su Via Ponte Carrega, risalenti al 1907 e originariamente poste su Ponte Carrega: qui vorremmo posizionare una pedana e un tavolo per permettere la sosta e il ristoro dei camminatori dell’acquedotto storico. Purtroppo risulta ancora problematico l’accesso non essendoci una scala di accesso che andrebbe realizzata ex novo.

 

Giornata di pulizia dell’acquedotto storico

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Sabato 10 ottobre 2020  si è svolta la giornata di pulizia dell’acquedotto storico, che era stata annullata precedentemente a causa delle estrizioni anti-Covid. L’associazione Amici di Ponte Carrega, insieme ai volontari del Servizio Civile, si è occupata dell’area del lavatoio di Staglieno e della parte di condotto che va dalla chiesa di San Bartolomeo verso Preli. Ci siamo occupati di rimuovere la spazzatura incontrata e di fare lo sfalcio dell’erba lungo il percorso e lungo parte di Salita alla chiesa di Staglieno.

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Giornata di pulizia del Bisagno!

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DSC_0990 DSC_1011 DSC_1039 DSC_1042Il 10 settembre 2020 abbiamo partecipato alla pulizia del Bisagno, nel tratto di Marassi, organizzata insieme a il Metereologo Ignorante, Trash Team-Clean the river, Mtb Sant’Eusebio, Croce Rossa Italiana, Clean Up e Lega Ambiente. Almeno un centinaio di persone, soprattutto giovanissimi, si sono date appuntamento sul Piazzale Marassi e una volta discese nel letto del fiume hanno iniziato un’opera di pulizia e rimozione di rifiuti senza precedenti per la nostra valle. A fine giornata Amiu ha raccolto decine e decine di sacchi e centinaia di chili di spazzatura e rottami di ogni genere, dalle carcasse di motorini alle reti dei materassi, dai tubi di gomma ai sacchetti di plastica. Certi che questa sarà una prima iniziativa che si potrà organizzare nuovamente insieme a tutte queste interessanti realtà del territorio già a partire dalla prossima primavera.

Foto di Francesca Viani e del Trash Team.

 

Open Genova: un progetto da condividere e sostenere

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PERCHÉ
“Tutti Connessi” , nato nel periodo del lockdown a Torino e successivamente diffusa a Roma e che punta a rigenerare/sanificare computer portatili, tablet o smartphone, di qualsiasi marca e tipologia, purché funzionanti e sufficientemente recenti, successivamente distribuirli agli studenti che ne abbiano necessità (attraverso gli  istituti scolastici o altri soggetti garanti).

https://associazione.opengenova.org/progetti/tutticonnessi/

COME
Senza nessuna pretesa di volersi sostituire ad iniziative istituzionali, sappiamo, dati alla mano, che ogni iniziativa in questo senso è comunque utile.

Per questo è nata la Rete Raccolta Device (RRD) che vuole essere una “cassa di risonanza” al progetto Tutti Connessi Genova.

Il progetto funziona se tante persone sanno che c’è la possibilità di donare il proprio PC affinché quest’ultimo venga rigenerato e donato ai ragazzi delle scuole che ne hanno bisogno.

La Genova che Resiste! In uscita il libro di Luca Borzani e Donatella Alfonso

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Siamo lieti di comunicare l’uscita del nuovo libro di Luca Borzani e Donatella Alfonso, edito da De Ferrari, La città che resiste. Il libro raccoglie gli ultimi anni di articoli pubblicati sull’edizione locale de La Repubblica e racconta i movimenti e le associazioni attive sul territorio genovese, da Levante a Ponente, passando anche dalla Val Bisagno: troverete infatti anche un capitolo sull’associazione Amici di Ponte Carrega.

Nel frattempo vi segnaliamo la presentazione del libro, come riportato nel volantino qui sotto, ma speriamo di poter, compatibilmente con le restrizioni dovute al Covid, organizzare la presentazione del libro anche in Val Bisagno.
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Terminati i lavori sulla briglia di Ponte Carrega!

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Siamo felici di constatare la fine dei lavori fatti da Aster sulla sottobriglia di Ponte Carrega, lavori richiesti e attesi da anni dall’associazioen Amici di Ponte Carrega e che finalmente sono stati ultimati. Il nostro impegno per il nostro ponte è stato premiato dalla realizzazione di questi importanti lavori e pertanto il nostro ringraziamento va al Comune di Genova, ad Aster e al Municipio IV Media Val Bisagno.

Di seguito potrete vedere alcune fotografie scattate durante l’arco dei lavori. Alcune di queste sono state scattate da ASTER.

Amici di Ponte Carrega su GoodMorning Genova: la nostra posizione sul progetto Skytram

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Video sul canale GoodMorning Genova

Continua la collaborazione con il Servizio Civile per l’emergenza Covid

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La nostra associazione continua in una proficua collaborazione con il Servizio civile. Anche nel 2020 siamo partner della Cooperativa Sociale La Comiunità e di Legambiente Liguria per il servizio civile – Garanzia giovani.

Il progetto sociale sviluppato insieme agli enti formatori riguarda sia la cura del territorio (compatibilmente con le attività che si potranno fare in piena emergenza pandemica) si ala cura delle persone attraverso il progetto della Spesa Sospesa: i ragazzi e le ragazze del Servizio Civile ci aiuteranno a effettuare le raccolte alimentari necessarie per portare avanti il progetto iniziato con l’inizio della pandemia e che sta proseguendo senza sosta per dare una risposta immediata alla crisi oggi in atto.

Un grazie quindi, già da ora, ai ragazzi e alle ragazze di questo nuovo ciclo di Servizio Civile: buon lavoro!

 

 

 

 

 

 

River Restoration e il caso Ponte Carrega: una tesi di laurea

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Vogliamo fare i nostri complimenti a Francesca Viani che si è laureata alla triennale di Architettura all’Università di Genova con una tesi sulla “RiverRestoration” e il caso Val Bisagno.

Siamo felici di averle dato una mano e soprattutto siamo orgogliosi di essere stati inseriti nel suo lavoro di ricerca come un caso studio!
Grazie anche alla prof.ssa Katia Perini e al Dipartimento di Architettura per la continua attenzione e lo studio del nostro territorio!

Ospitiamo qui di seguito un breve intervento proprio di Francesca Viani sul contenuto della sua tesi:

La riqualificazione dei fiumi è un fenomeno che sta prendendo sempre più piede a partire dalle grandi metropoli fino alle città di dimensioni più ridotte.

Con il passare degli anni, la riqualificazione delle strutture sul nostro territorio e una presa di coscienza sulla parte verde delle nostre città diventa fondamentale per creare spazi di alta qualità.
Nella mia tesi “River Restoration and community involvement” ho analizzato come a partire dalle piccole realtà e da poche persone possano nascere delle associazioni che scelgono di prendersi cura del territorio che le ospita, in particolare parleremo di fiumi urbani.
Questo tipo di processo ha un nome, “Bottom-up”, e significa che le persone (Bottom) si uniscono e cercano di attirare l’attenzione degli enti governativi (Up) che trascurano i loro spazi, spesso a causa di scarsi interessi e investimenti nell’area in questione.
Sono stati presi in analisi alcuni fiumi urbani, europei e non, che in mano ad associazioni stanno o hanno recuperato uno stato simil naturale.
A partire da questi esempi sono stata messa in contatto dalla mia relatrice, Katia Perini, ricercatrice e professoressa presso la facoltà di Architettura di Genova, con l’associazione “Amici di Ponte Carrega”, che opera in Val Bisagno a Genova, un esempio molto vicino a me e decisamente attuale.
L’associazione non solo ha acconsentito a rilasciare un’intervista, ma mi ha coinvolto in discussioni riguardanti i loro obiettivi e su come muoversi per ottenere risultati.
L’aspetto che più mi incuriosiva era come si inizia a farsi sentire? Come essere ascoltati?
Così mi è stato spiegato che la diplomazia e l’informazione sono le due armi principali. Parliamo di persone che si sono trovate senza una casa di fronte alle alluvioni e di chi si è visto rovinare una valle bellissima nel corso degli anni a causa di costruzioni poco studiate e adattate al contesto, che hanno portato scarsi vantaggi per non dire nessuno alla vita dei cittadini. Lentamente si aggiungono persone, si cercano le motivazioni di determinate scelte prese dagli enti governativi.
Attrarre persone all’associazione vuol dire attrarre competenze e avere la possibilità di fare domande, mettendo in difficoltà chi non si aspettava reazioni ,ma solo silenzio.
Così la propria voce acquisisce importanza ,diventa difficile ignorarla e si modificano decisioni nelle quali inizialmente il cittadino non era coinvolto.
Ho partecipato con loro alla Clean Up del 26 settembre, durante la quale ho scattato alcune foto e ho compreso meglio lo spazio del letto del fiume.
Parlando del potenziale della valle abbiamo gettato le basi per un progetto di riqualificazione. La Val Bisagno potrebbe essere il territorio ideale per sperimentare la smart city di cui si parla tanto, bisogna solo comprenderlo e cercare di lasciarle spazio.

 

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La Piazza Adriatico che verrà!

L’associazione Amici di Ponte Carrega insieme al Comitato Cittadini di Piazza Adriatico e al Municipio IV Media Val Bisagno sta partecipando alla progettazione della prossima Piazza Adriatico. Come molti di voi ormai sapranno, ai 112.000 euro inizialmente stanziati per la riqualificazione di Piazza Adriatico, rimanenti dagli oneri di urbanizzazione dell’ex Italcementi, sono stati aggiunti grazie all’impegno della giunta comunale e in particolare dell’Assessore ai Lavori Pubblici Pietro Piciocchi, altri fondi per un totale di 800.000 euro. Il progetto di riqualificazione di Piazza Adriatico, che pubblicchiamo nella tavola di progetto qui sotto e realizzato in house dalla Direzione Lavori Pubblici e dall’architetto Bertolini, prende spunto dalle Linee Guida presentate dalla nostra associazione, dal Comitato, dal Centro Documentazione congiuntamente al termine di un processo partecipato svoltosi nel 2015.

Le tavole di progetto accolgono in tutto le proposte avanzate dai cittadini: la parte centrale della piazza sarà pedonalizzata, sarà realizzata una nuova pavimentazione, il campetto verrà mantenuto ma verrà ruotato in modo tale da aumentare la superficie di piazza pubblica con un rinnovamento delle piantumazioni, dell’arredo pubblico-urbano e dell’illuminazione pubblica. Sono questi in sintesi gli elementi che sono stati portati all’attenzione del Comune e che il Comune ha accolto nella progettazione.

Tuttavia dall’incontro del 08/02/2021, e come già vi avevamo comunicato a ottobre 2020, le tempistiche per la realizzazione di questo progetto sono notevolmente cambiate. Infatti il progetto di restyling di Piazza Adriatico sarà necessariamente realizzato posteriormente ai lavori di sistemazione idraulica di Rio Torre. Al momento, dopo che l’impresa che ha eseguito il primo lotto di lavori su Lungo Bisagno Dalmazia e che è stata sollevata dal proprio incarico, è in corso un nuovo bando di gara per l’assegnazione del secondo lotto.

Il progetto è stato riscritto e aggiornato secondo il nuovo prezziario e il costo di realizzazione è aumentato del 50% rispetto al primo progetto: si tratta quindi di un’ulteriore cifra di 500.000 euro da reperire da fondi pubblici in aggiunta ai 700.000 euro attualmente disponibili. Si aspetta in questi giorni l’approvazione del bilancio comunale in cui dovranno essere reperiti questi ulteriori 500.000 euro. L’assessore Piciocchi ha affermato che questi fondi saranno reperiti tra fondi di bilancio e ribassi d’asta.

La tempistica che ci è stata comunicata è la seguente: dopo l’esecutività del bilancio, la gara dovrebbe partire già nel mese di marzo 2021 e i conseguenti lavori dovrebbero pertanto iniziare in estate. La durata prevista per il completamento dei lavori è di 7 mesi e quindi nella più rosea delle previsioni i lavori potrebbero essere ultimati entro dicembre 2021.

Sappiamo come sono andate le altre previsioni, dato che questi lavori in un modo o nell’altro si rincorrono fin dal 2011: pertanto non ci facciamo illusioni ma attendiamo con ansia la fine di questi tanto sperati lavori di sistemazione idraulica del Rio Torre.

Solo a lavori ultimati, si potrà quindi partire anche con il progetto di restyling di Piazza Adiratico: tuttavia gli uffici tecnici ci hanno già informati che sarà necessario trovare ulteriori fondi rispetto agli 800.000 euro già stanziati per poter realizzare anche le reti bianche di Piazza Adriaco: si tratta presumibilmente di una cifra intorno ai 400.000 euro per la quale però non vi è ancora una copertura economica.

Il prossimo incontro tra Municipio, associazioni e Assessorato si terrà il prossimo 12 aprile.

Vi manterremo aggiornati su eventuali novità e sulla cronologia dei lavori.

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Progetto Piazza Adriatico

La quercia del Sagrato della Chiesa di Montesignano diventa “monumentale”

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Siamo lieti di potervi informare che la quercia del sagrato della Chiesa di S. Michele di Montesignano è stata inserita con D.Dir. n. 9022657 del 24/07/2020 nell’elenco italiano degli alberi monumentali e pertanto sarà tutelata dalle Legge n. 10/2013 e del Decreto 23 ottobre 2014.

Il nuovo servizio di Goolge maps relativo alla mappatura degli alberi monumentali ha già recepito l’inserimento della nostra bella Quercus ilex visibile a questo <link>

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