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Territorio e Università: gli Amici di Ponte Carrega al workshop della laurea magistrale in Architettura sulla Val Bisagno

Lunedì scorso, 15 giugno, su invito dell’Università degli Studi di Genova abbiamo partecipato al workshop della Laurea magistrale in Architettura sulla Val Bisagno: è bello che il mondo dell’università coinvolga gli attori del territorio ed è bello che tra questi attori abbia scelto anche noi!

 

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L’intervento, a cura di Fabrizio Spiniello, si è focalizzato su tre macro tematiche:

1. Perché parlare della Val Bisagno può essere interessante.

La realtà della Val Bisagno è rappresentativa di altre realtà e di problematiche a livello nazionale, sia di natura ambientale (il dissesto idrogeologico, l’abbandono del territorio coltivo periurbano, la cementificazione), sia di natura sociale e politica (la chiusura dei negozi di quartieri e la proliferazione della GDO, una popolazione in calo – la nostra città continua a perdere abitanti in maniera impressionante, circa 300.000 a partire da fine anni’70, con previsioni identiche anche per i prossimi venti anni – , sempre più fragile e anziana, la mancanza di servizi e di spazi urbani aggregativi, le poche idee sul futuro della valle e della città, la diaspora dei giovani verso Milano o altre realtà europee.

2. Accenni sulla storia del lavoro e dell’immigrazione in Val Bisagno.

Partendo dai caratteri della Val Bisagno di fine Ottocento, ancorata a una agricoltura di sussistenza, all’artigianato e a un’economia legata ai trasporti, si è tentato di delineare un profilo di sviluppo che, attraverso la realizzazione delle nuove strade e dell’annessione alla grande Genova, ha portato in pochi anni la vallata ad essere una zona fortemente legata all’industria e ai servizi per la città.

Attraverso la storia dell’immigrazione in valle si è raccontato di uno sviluppo urbanistico legato soprattutto alla realizzazione di quartieri popolari e di impianti industriali, questi ultimi via via ridimensionati e dismessi a partire dagli anni Ottanta del Novecento. Molti di questi stabilimenti industriali sono stati riconvertiti in spazi commerciali della grande distribuzione.

3. Alcune riflessioni e proposte sul futuro della Val Bisagno.

Il racconto si è protratto su alcune tematiche di grande attualità, come il dissesto idrogeologico (scolmatore, fondi PON  Metro, progetto sul versante di Piazzale Bligny, Rio Torre), quello della mobilità (la Val Bisagno è in attesa dell’approvazione o del diniego del finanziamento richiesto dal Comune al MIT sulla realizzazione di una rete di filobus, anche se il dibattito fino ad oggi era concentrato sulla realizzazione di una tranvia, mezzo scelto a seguito del Debat Public del 2010).

Anche la realizzazione di una pista ciclabile è tema molto dibattutto negli ultimi mesi:  http://www.amicidipontecarrega.it/2020/05/17/un-percorso-ciclabile-tra-borgo-incrociati-e-via-adamoli-e-possibile/

Un altro esempio: la proliferazione dei centri commerciali. Oltre all’area ex Boero e all’area ex Cementifera, rimane in sospeso il progetto sull’area ex Guglielmetti dove era prevista la realizzazione di un centro commerciale e di un albergo (http://www.amicidipontecarrega.it/tematiche/territorio/ex-officine-guglielmetti/page/3/).

L’intervento è proseguito con il tema della valorizzazione e la salvaguardia della Val Bisagno, con le sue bellezze e i tanti beni storici e architettonici del suo territorio, sono, in primis, uno strumento a favore degli stessi cittadini che vivono o lavorano n Val Bisagno per ridare dignità a questo territorio e proteggerlo da ulteriori speculazioni e rapallizzazioni.

L’obiettivo dei prossimi anni per la Val Bisagno deve essere quello di non perdere più occasioni di rilancio: migliorare la vivibilità e la fruibilità dei nostri spazi pubblici non può essere fatto con la realizzazione di ulteriori centri commerciali ma può essere realizzato solo riconoscendo valore a questo territorio.

Esiste un patrimonio urbano anche nelle periferie: ignorarlo non significa che non esista.

Per concludere si è voluto porre l’accento su alcuni esempi concreti e alcune aree destinate ad essere al centro, nei prossimi anni, di trasformazioni urbanistiche sulle quali si giocherà gran parte del futuro di questa parte di città e sulle quali gli studenti di Architettura potranno confrontarsi:

  • Ex Guglielmetti: è ancora attuale, con l’avanzare dell’e-commerce, sostenere la realizzazione di un grande centro commerciale? E’ possibile ripensare l’area utilizzando anche la parziale destinazione industriale prevista dal PUC, e immaginare una diversa destinazione rispetto invece di una nuova Fiumara?
  • Volpara: area attualmente occupata da AMIU e dal fangodotto per il trattamento dei rifiuti reflui che sarà spostato nelle aree ex Ilva di Cornigliano a partire dal prossimo anno. L’area in parte è occupata da altre officine comunali: l’attuale amministrazione comunale ha dichiarato una possibile dismissione dell’area dalle attuali servitù ma non ha tracciato linee guida in merito a una sua riconversione ad eccezione di una proposta di collocare qui il centro direzionale Amiu, oggi in via D’Annunzio;
  • Area di Ca’ de Pitta: pur essendo in parte attualmente occupata dal cantiere dello Scolmatore e dal Mercato all’ingrosso del Pesce è ancora una area enorme e molto appetibile da un punto di vista urbanistico;
  • Area ex Moltini: la piombifera dismessa nei primi anni duemila è un’altra area che potrebbe essere trasformata;
  • Ipotesi di scuola: l’area di Gavette occupata da Iren. Le antiche Officine del Gas sono oggi utilizzate da Iren: qualche anno fa insieme al Politecnico si era lanciata l’idea di riconvertire l’area in un campus universitario, riutilizzando le pregevoli costruzioni poste all’interno dell’area e utilizzando gli enormi spazi oggi usati come parcheggio mezzi e depositi materiali.

 

L’infinita servitù della Volpara: facciamo il punto della situazione

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Nel mese di marzo 2020 “La Città, giornale di società civile” diretto da Luca Borzani e Giuliano Galletta ha ospitato un intervento del Presidente dell’Associazione Amici di Ponte Carrega, Fabrizio Spiniello, sulla questione della Volpara:

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Cliccando qui sotto potete leggere il testo completo dell’articolo in formato PDF:

La città

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Documento

La bellezza di restaurare e restituire alla comunità un antico documento della Val Bisagno, un foglio antico che parla della nostra storia e del nostro territorio: è stata una cosa che ci ha coinvolto e ci ha profondamente entusiasmato! Il documento in questione è un documento del 15 dicembre 1196 e riguarda la nostra valle: si tratta di un contratto di vendita tra il monastero di Santo Stefano (che possiamo vedere sopra Via XX settembre) e un certo Marchisio de Vulpaira per la vendita di due terreni situati in Maguceno, in località Podium, al prezzo di lire 17, riservandosi il relativo diritto d’uso dell’acqua per i suoi mulini posti sul Bisagno. Da oggi potete andare a vederlo insieme a tanti altri importanti documenti restaurati nel corso del 2017 grazie ai contributi di tanti cittadini e associazioni genovesi alla mostra allestita nei locali dell’ Archivio di Stato di Genova! Grazie all’ Archivio di Stato di Genova per questa splendida iniziativa e per questa grande occasione di preservare e trasmettere la nostra memoria!

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Verbale Osservatorio Volpara, n.6 Aprile 2016

Volpare

Si allega il verbale dell’incontro avvenuto il 27 aprile in Municipio tra associazioni, Municipio, Comune e Amiu:

n 6 verbale osservatorio cittadinanza attiva rifiuti zero val bisagno del 27 aprile 2016 (1)

Una tesi di laurea sulla trasformazione delle aree dismesse della Val Bisagno

Tesi

Sono passati alcuni anni da quando abbiamo incominciato a collaborare col Politecnico di Milano. Da allora abbiamo avuto un cospicuo scambio di interessi e opinioni, abbiamo partecipato insieme al bando per un progetto europeo Life+, siamo stati ai loro convegni per informarci e formarci e abbiamo ospitato gli interventi dei professori nei nostri eventi. Abbiamo incontrato insieme esponenti della Giunta comunale per portare avanti temi di interesse collettivo e collaborato a studi su interventi di flood proofing (barriere anti alluvione) nel quartiere. Insieme a queste attività si è affiancata anche quella di dare una mano e collaborare ad alcune tesi di laurea sia di Ingegneria che di Architettura.

Una di queste tesi, arrivata alla sua conclusione, è quella delle studentesse Martina Romanò, Serena Galli e Valentina Gaffuri ed è incentrata, come si legge nell’abstract qui sotto, sulla trasformazione di alcune aree della Val Bisagno.

Chi fosse stato presente al convegno dell’11 gennaio scorso nella sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale potrà ricordare il loro intervento e l’intervento del Correlatore della tesi, il prof. Ezechieli, che insieme al Prof. Rosso ha seguito le tre studentesse nel loro percorso di laurea. Questa tesi verrà nuovamente presentata a Genova, ancora a Palazzo Ducale ma nella Sala del Minor Consiglio, sabato 31 ottobre alle ore 10:00 all’interno del calendario del Festival della Scienza, nel contorno di una conferenza su Leonardo da Vinci organizzata dal Circolo Sertoli di Molassana.

L'abstract della tesi

L’abstract della tesi

Riportiamo anche un articolo dell’agosto 2014 sull’idea lanciata dalla nostra associazione della Università in Val Bisagno al posto di aree dismesse e centri commerciali comparso sulle pagine del quotidiano La Repubblica. L’articolo è stato uno degli spunti raccolti dal prof. Rosso per la la tesi di laurea.

La-Repubblica-art-unige-18-agosto-2014

La locandina della conferenza di sabato 31 ottobre

La locandina della conferenza di sabato 31 ottobre

Osservatorio Volpara

Resoconto della riunione dell’Osservatorio cittadinanza attiva rifiuti Val Bisagno

del 02/12/2014

Introduzione del Presidente del Municipio

L’attività dell’Osservatorio è finalizzata non ad appoggiare a priori l’attività di Amiu, ma a sviluppare la conoscenza dei progetti,  a migliorare la vita della vallata e tutelarne la salute.

A causa del blocco in centro attuato dai lavoratori di Amt, il Sig. Castagna non può essere presente all’incontro.

I problemi rimasti aperti nell’ultima riunione, per i quali attendiamo risposte,  riguardavano la presenza dell’amianto ed il numero di camion in transito per la Volpara.

Si propone la partecipazione ai lavori dell’Osservatorio di un medico dell’ASL che possa dare un parere tecnico alle questioni poste; il nominativo del medico dovrà essere indicato dall’ASL.

Intervento della Sig.ra Comparini (Genova Bene Comune)

La Sig.ra Comparini propone la bozza di un documento finalizzato a codificare delle regole e dare una forma ufficiale alle attività delle associazioni e dei cittadini nell’ambito dell’Osservatorio (sul tipo delle commissioni mensa). La bozza viene consegnata ai partecipanti, con la richiesta di leggerla e inviare la proprie osservazioni via mail possibilmente entro il 15/12, per poterle elaborare e discuterne nella prossima riunione.

Il Presidente fa notare che l’ufficializzazione dei partecipanti è già implicita nella delibera del Municipio che promuoveva l’Osservatorio, e pertanto il documento proposto potrebbe non essere necessario.

Intervento dei rappresentanti di Amiu (Carlo Senesi e Luca Zane)

Viene accettata e ritenuta valida la proposta di avere un medico di ASL per avere un parere scientifico da condividere.

Diossina

Si ribadisce che, non essendoci al momento impianti di combustione alla Volpara, non è possibile che ci sia presenza di diossina nell’aria. ( un chimico interpellato da una partecipante all’Osservatorio ha dichiarato che  eventuali presenze in aria potrebbero essere date da impianti di combustione presenti in un raggio fino a 5 km, come, ad esempio, il forno crematorio di Staglieno).

Potrebbe essere rimasta presenza di diossina nel terreno forse prodotta dal vecchio forno inceneritore ormai dismesso,  ma è stata  probabilmente dilavata dalle piogge negli anni; si potrà comunque porre la questione della diossina al medico dell’Asl.

Traffico dei camion alla Volpara

Riguardo al Tigullio,  la situazione del traffico sta rientrando e si sta stabilizzando; il comune di Chiavari si è già organizzato e manda i suoi rifiuti direttamente a Torino,  Rapallo e Lavagna non arriveranno più alla Volpara da fine anno.  Rimangono solo i camion dei rifiuti di Genova e dei piccoli comuni.

Visita al sito di stoccaggio dell’amianto

Quanto prima verranno proposte da Amiu due o tre date (mattina o primo pomeriggio) da effettuarsi entro Natale.

Programmi di intervento

Entro 5 mesi da ora si mira ad avere operativo alla Volpara l’impianto di separazione secco/umido, che permetterà di portare a Scarpino la parte di secco riducendo così i rifiuti da conferire fuori regione con costi elevati.

È in corso la ricerca del sito (già individuato ma non ancora divulgabile) dove mettere l’impianto per la digestione dell’umido, e nello stesso sito verrà anche trasferito dalla Volpara l’impianto di divisione secco/umido che potrà essere alimentato con l’energia prodotta dal biogas dell’impianto di digestione dell’umido; in questo modo si ottimizzerà la logistica e l’economia del sistema.

Tempi tecnici per l’impianto di digestione dell’umido:

  • entro l’anno individuazione dell’area di collocazione dell’impianto. Sono in esame soltanto aree a destinazione industriale per minimizzare le eventuali proteste degli abitanti della zona;
  • entro sei mesi stesura del progetto preliminare;
  • per la gara e la realizzazione, che di norma richiedono circa 3 anni, si spera di accelerare affidando le successive fasi di  progettazione a società pubbliche (quindi senza gara); così si dovrebbe avere l’impianto operativo entro il 2017;
  • a quel punto si potrà trasferire l’impianto di divisione secco/umido dalla Volpara al nuovo sito.

Il nuovo impianto si auto finanzia (domanda del sig.Mazzarello) in quanto i soggetti che vi conferiranno la spazzatura dovranno pagare per il servizio.

Chiarimenti a domande varie sul trattamento dei rifiuti

Gli impianti della Volpara e di Rialto separano il secco/umido che proviene dalla raccolta indifferenziata (bidoni verdi) e non trattano l’organico (bidoni marroni); il secco potrà andare a Scarpino, l’umido potrà andare a Scarpino solo se preventivamente stabilizzato (cioè sottoposto ad un trattamento aerobico che produce un residuo con quantità minima di umido). Si sta progettando di mettere a Scarpino un impianto per produrre lo stabilizzato, in modo da chiudere completamente il ciclo dei rifiuti.

Un altro obiettivo futuro è la raccolta di cartoni dai centri commerciali e grossisti con il porta a porta e non più in punti di raccolta.

Presentazione del piano industriale di Amiu

Il Municipio chiede di presentarlo nella sede Coop della Val Bisagno, nei primi dieci giorni di gennaio.

Il Comune ed Amiu vorrebbero anticipare, per avere già  entro metà gennaio i riscontri delle presentazioni nei Municipi.

La segretaria del Municipio comunica di aver completato i verbali delle precedenti riunioni, che sono stati verificati dal Presidente e sono visionabili presso il suo ufficio. Analogamente è visionabile la documentazione presentata da Amiu, troppo corposa per essere caricata e inviata via e-mail.

 

La Associazione Amici di Ponte Carrega invita i soggetti interessati a far pervenire domande e osservazioni da porre nel prossimo incontro dell’Osservatorio all’indirizzo mail info@amicidipontecarrega.it