Archive for Il Ponte Carrega

4 luglio ore 19:00: vi aspettiamo all’inaugurazione del nuovo impianto di illuminazione di Ponte Carrega!

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In occasione della stondaiata inaugurale del XIII° Festival dell’Antico Acquedotto di domenica 4 luglio si terrà l’attesa inaugurazione del nuovo impianto di illuminazione dello storico Ponte Carrega.

PROGRAMMA:

STONDAIATA A PONTECARREGA
partenza da Ponte Carrega
con Mauro Pirovano, Fabio Biale
Pier Franco Morando, Fabrizio Spiniello
incursione di Rino Giannini
Dal ponte che nell’Ottocento permetteva il passaggio dei carri da una sponda all’altra del Bisagno, la passeggiata prevede la visita – nei cento anni dalla nascita dell’artista Emanuele Luzzati – della ex sala mensa operaia di Gavette, decorata a graffito all’inizio degli anni ’50 da Lele Luzzati e Dario Bernazzoli.
Alle ore 19.00 è prevista l’inaugurazione della nuova illuminazione sul Ponte Carrega, con i rappresentanti dell’associazione, del Municipio IV e di Iren.
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INGRESSO GRATUITO CON POSTI LIMITATI
Prenotazione obbligatoria 353.4289366 (lun – ven 10.00 – 13.00 | 15.00 – 17-30)

 

Potrebbe essere un'immagine raffigurante muro di mattoni, attività all'aperto e il seguente testo "DOM 4 LUG ORE 17.00 STONDAIATE IREN VIA RIACENZ STONDAIATA A PONTECARREGA ECARREG"

Il nostro 25 aprile in Piazza e nelle strade del quartiere

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Questo 25 aprile, oltre al corteo e alla deposizione delle corone presso le targhe dei partigiani, abbiamo installato due nuovi cartelli nelle vie di Ponte Carrega per raccontare la storia della resistenza nel nostro quartiere: il primo è la didascalia della targa di marmo che ricorda la nascita della resistenza in val Bisagno nell’ottobre 1943 presso l’osteria del Varni in via Laiasso: la porta che si trova a fianco alla targa fu il primo deposito di armi di quella che diventerà la Brigata Guglielmetti.

La seconda targa è stata installata all’altezza del civico 7 di via Ponte Carrega, dove viveva Maria Cappellotto a cui il partigiano Pietro Pinetti scrisse la sua ultima straziante lettera prima di essere fucilato dai nazifascisti.

Questi atti non sono solo esercizi di memoria o mere commemorazioni: servono a noi stessi, in primo luogo, per il nostro spirito e per nostra ispirazione, per andare avanti: ascoltare le parole di un condannato a morte per la libertà ci ricorda ciò che non va sprecato e ciò per cui, ancora oggi, vale la pena vivere e lottare.

Viva il 25 aprile, sempre!

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Terminati i lavori sulla briglia di Ponte Carrega!

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Siamo felici di constatare la fine dei lavori fatti da Aster sulla sottobriglia di Ponte Carrega, lavori richiesti e attesi da anni dall’associazioen Amici di Ponte Carrega e che finalmente sono stati ultimati. Il nostro impegno per il nostro ponte è stato premiato dalla realizzazione di questi importanti lavori e pertanto il nostro ringraziamento va al Comune di Genova, ad Aster e al Municipio IV Media Val Bisagno.

Di seguito potrete vedere alcune fotografie scattate durante l’arco dei lavori. Alcune di queste sono state scattate da ASTER.

Territorio e Università: gli Amici di Ponte Carrega al workshop della laurea magistrale in Architettura sulla Val Bisagno

Lunedì scorso, 15 giugno, su invito dell’Università degli Studi di Genova abbiamo partecipato al workshop della Laurea magistrale in Architettura sulla Val Bisagno: è bello che il mondo dell’università coinvolga gli attori del territorio ed è bello che tra questi attori abbia scelto anche noi!

 

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L’intervento, a cura di Fabrizio Spiniello, si è focalizzato su tre macro tematiche:

1. Perché parlare della Val Bisagno può essere interessante.

La realtà della Val Bisagno è rappresentativa di altre realtà e di problematiche a livello nazionale, sia di natura ambientale (il dissesto idrogeologico, l’abbandono del territorio coltivo periurbano, la cementificazione), sia di natura sociale e politica (la chiusura dei negozi di quartieri e la proliferazione della GDO, una popolazione in calo – la nostra città continua a perdere abitanti in maniera impressionante, circa 300.000 a partire da fine anni’70, con previsioni identiche anche per i prossimi venti anni – , sempre più fragile e anziana, la mancanza di servizi e di spazi urbani aggregativi, le poche idee sul futuro della valle e della città, la diaspora dei giovani verso Milano o altre realtà europee.

2. Accenni sulla storia del lavoro e dell’immigrazione in Val Bisagno.

Partendo dai caratteri della Val Bisagno di fine Ottocento, ancorata a una agricoltura di sussistenza, all’artigianato e a un’economia legata ai trasporti, si è tentato di delineare un profilo di sviluppo che, attraverso la realizzazione delle nuove strade e dell’annessione alla grande Genova, ha portato in pochi anni la vallata ad essere una zona fortemente legata all’industria e ai servizi per la città.

Attraverso la storia dell’immigrazione in valle si è raccontato di uno sviluppo urbanistico legato soprattutto alla realizzazione di quartieri popolari e di impianti industriali, questi ultimi via via ridimensionati e dismessi a partire dagli anni Ottanta del Novecento. Molti di questi stabilimenti industriali sono stati riconvertiti in spazi commerciali della grande distribuzione.

3. Alcune riflessioni e proposte sul futuro della Val Bisagno.

Il racconto si è protratto su alcune tematiche di grande attualità, come il dissesto idrogeologico (scolmatore, fondi PON  Metro, progetto sul versante di Piazzale Bligny, Rio Torre), quello della mobilità (la Val Bisagno è in attesa dell’approvazione o del diniego del finanziamento richiesto dal Comune al MIT sulla realizzazione di una rete di filobus, anche se il dibattito fino ad oggi era concentrato sulla realizzazione di una tranvia, mezzo scelto a seguito del Debat Public del 2010).

Anche la realizzazione di una pista ciclabile è tema molto dibattutto negli ultimi mesi:  http://www.amicidipontecarrega.it/2020/05/17/un-percorso-ciclabile-tra-borgo-incrociati-e-via-adamoli-e-possibile/

Un altro esempio: la proliferazione dei centri commerciali. Oltre all’area ex Boero e all’area ex Cementifera, rimane in sospeso il progetto sull’area ex Guglielmetti dove era prevista la realizzazione di un centro commerciale e di un albergo (http://www.amicidipontecarrega.it/tematiche/territorio/ex-officine-guglielmetti/page/3/).

L’intervento è proseguito con il tema della valorizzazione e la salvaguardia della Val Bisagno, con le sue bellezze e i tanti beni storici e architettonici del suo territorio, sono, in primis, uno strumento a favore degli stessi cittadini che vivono o lavorano n Val Bisagno per ridare dignità a questo territorio e proteggerlo da ulteriori speculazioni e rapallizzazioni.

L’obiettivo dei prossimi anni per la Val Bisagno deve essere quello di non perdere più occasioni di rilancio: migliorare la vivibilità e la fruibilità dei nostri spazi pubblici non può essere fatto con la realizzazione di ulteriori centri commerciali ma può essere realizzato solo riconoscendo valore a questo territorio.

Esiste un patrimonio urbano anche nelle periferie: ignorarlo non significa che non esista.

Per concludere si è voluto porre l’accento su alcuni esempi concreti e alcune aree destinate ad essere al centro, nei prossimi anni, di trasformazioni urbanistiche sulle quali si giocherà gran parte del futuro di questa parte di città e sulle quali gli studenti di Architettura potranno confrontarsi:

  • Ex Guglielmetti: è ancora attuale, con l’avanzare dell’e-commerce, sostenere la realizzazione di un grande centro commerciale? E’ possibile ripensare l’area utilizzando anche la parziale destinazione industriale prevista dal PUC, e immaginare una diversa destinazione rispetto invece di una nuova Fiumara?
  • Volpara: area attualmente occupata da AMIU e dal fangodotto per il trattamento dei rifiuti reflui che sarà spostato nelle aree ex Ilva di Cornigliano a partire dal prossimo anno. L’area in parte è occupata da altre officine comunali: l’attuale amministrazione comunale ha dichiarato una possibile dismissione dell’area dalle attuali servitù ma non ha tracciato linee guida in merito a una sua riconversione ad eccezione di una proposta di collocare qui il centro direzionale Amiu, oggi in via D’Annunzio;
  • Area di Ca’ de Pitta: pur essendo in parte attualmente occupata dal cantiere dello Scolmatore e dal Mercato all’ingrosso del Pesce è ancora una area enorme e molto appetibile da un punto di vista urbanistico;
  • Area ex Moltini: la piombifera dismessa nei primi anni duemila è un’altra area che potrebbe essere trasformata;
  • Ipotesi di scuola: l’area di Gavette occupata da Iren. Le antiche Officine del Gas sono oggi utilizzate da Iren: qualche anno fa insieme al Politecnico si era lanciata l’idea di riconvertire l’area in un campus universitario, riutilizzando le pregevoli costruzioni poste all’interno dell’area e utilizzando gli enormi spazi oggi usati come parcheggio mezzi e depositi materiali.

 

“Mauro Pirovano: attore periferico privilegiato”, un video del Teatro dell’Ortica sulla Val Bisagno e non solo

Pubblichiamo qui di seguito un video realizzato dal Teatro dell’Ortica della serie FuoridalCentro. In questo video l’attore Mauro Pirovano si racconta, attraverso la narrazione del suo quartiere e della sua Val Bisagno.

Buona visione!

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=233110201248602&id=361045883929771

La locandina del Teatro dell'Ortica

La locandina del Teatro dell’Ortica

Aggiornamento sui lavori di protezione della briglia di Ponte Carrega

Pubblichiamo qui di seguito la comunicazione che l’Assessorato ai Lavori Pubblici del Comune ci ha inviato circa l’inizio dei lavori sulla platea di Ponte Carrega:
 
L’intervento per la protezione della briglia del ponte tramite la sottomurazione della briglia e la creazione di una scogliera con massi naturali è dotato di copertura finanziaria nonché di tutte le autorizzazioni necessarie.
 
La Ditta incaricata del lavoro è pienamente operativa dopo il rallentamento causa Covid, si sta predisponendo per iniziare i lavori al Ponte Carrega e inizierà il 3 giugno.
Erosione platea Ponte Carrega (2)

Un percorso ciclabile tra Borgo Incrociati e via Adamoli è possibile!

StradaVecchia

IN SINTESI: la proposta, rispetto a quanto è stato realizzato già come ciclabile d’emergenza in altre parti della città (Corso Italia), non prevede di occupare le carreggiate destinate al traffico automibilistico o destinate al trasporto pubblico ma prevede di utilizzare per la prima tratta su sponda destra (Borgo Incrociati-Gavette) il percorso interno e per la seconda tratta (Veronelli- Via Adamoli) il marciapiede lato Bisagno della sponda sinistra, attrezzato e sistemato adeguatamente (ndr, una parte è già stata finanziata, come potete leggere nella lettura del resto dell’articolo qui sotto).

Riteniamo che questa sia l’opzione più rapida e meno problematica per la realizzazione di un percorso ciclabile in Val Bisagno.

 

Pubblichiamo la lettera che abbiamo inviato all’Ass. Campora insieme all’associazione ISF in merito alla creazione di una pista ciclabile in Val Bisagno:

Lʼidea di una pista ciclabile tra Borgo Incrociati e Gavette si inserisce in unʼottica di promozione di proposte  rivolte all’amministrazione comunale volta a migliorare la vivibilità dei nostri quartieri. L’emergenza legata al Covid-19 ha evidenziato ancora di più la necessità di un ripensamento della viabilità in Val Bisagno come nel resto della città. Come evidenziato da molte altre associazioni e realtà genovesi in genere, soprattutto con la presentazione della lettera sottoscritta da più di 40 realtà associative (tra cui anche la nostra associazione: http://www.amicidipontecarrega.it/2020/04/29/11431/ ), il trasporto di persone in questa fase 2 di ripresa delle attività lavorative non dovrebbe essere affidato unicamente ai mezzi a motore privati come unica alternativa al trasporto pubblico. Questo al fine di garantire la vivibilità e la sicurezza della nostra città.

Una parte del percorso ciclabile nella zona di Staglieno

Una parte del percorso ciclabile nella zona di Staglieno

Il percorso che andiamo a proporLe, già noto tra i cicloamatori, e già presentato in un incontro tra Lei e le nostre realtà nel gennaio 2018 (qui un link sempre su questa proposta risalente invece al gennaio 2014:  http://http://www.amicidipontecarrega.it/2014/02/05/pista-ciclabile-in-val-bisagno-noi-ci-proviamo/), ripercorre lʼantico tracciato di sponda destra del Bisagno che corre parallelo alle strade principali Via Canevari, Via Bobbio e Via Piacenza, oggi utilizzato in prevalenza per il traffico di servizio dei residenti. Riteniamo che tale alternativa al passaggio di una pista ciclabile su via Piacenza offra un percorso maggiormente protetto e che invogli quindi i cittadini all’uso della bicicletta per il raggiungimento di Borgo Incrociati e del centro città.
Il tracciato inizia in Borgo Incrociati, prosegue per via Canevari e via Ponterotto – dove si incontra lʼascensore che risale fino a via Montello (in un’ottica di risalita verso la Circonvallazione e Manin)-, Via del Chiappazzo, Via Vecchia, Via Caderiva e arriva fino a Via delle Gavette.

La mappa del percorso ciclabile da Borgo Incrociati al Ponte Feritore

Da qui pare interessante la possibilità di collegarsi con il tracciato di sponda sinistra presentato da questa amministrazione e che congiungerebbe il capolinea della linea 13 a Prato con il ponte Fleming(nella speranza che il progetto annunciato fino al ponte Fleming possa essere ulteriormente proseguito fino a al Ponte Feritore). In prossimità di via delle Gavette si può infatti agevolmente attraversare il Bisagno in corrispondenza della passerella pedonale Veronelli o del Ponte Carrega e congiungersi quindi al percorso immaginato in sponda sinistra che procede da Lungo Bisagno Dalmazia fino a Via Adamoli, dando quindi continuità alla pista di sponda sinistra e creando un percorso completo da Via Adamoli a Brignole, rapido (la media di attraversamento dellʼintero percorso è di 15 minuti per un totale di 5 km di percorso) e alternativo ai mezzi a motore che può contribuire, assieme alla realizzazione di una linea di trasporto pubblico dedicata, a decongestionare il traffico della vallata ( Qui il progetto del comune di Genova e del Municipio IV Media Val Bisagno per la pista ciclabile in Val Bisagno: http://https://smart.comune.genova.it/contenuti/progetto-di-fattibilita%E2%80%99-tecnica-ed-economica-la-pista-ciclopedonale-lungo-la-Valbisagno).
Lʼidea di un riconoscimento di questo percorso ciclabile si dovrà accompagnare ad una riqualificazione delle strade interessate dal percorso: nuova pavimentazione, nuova segnaletica verticale e orizzontale, installazione di rastrelliere (facciamo notare che un lotto è già stato acquistato dal Comune con delibera di Giunta comunale n. 454 del 28 dicembre 2012 e attualmente in deposito nei vari municipi, compreso il nostro deposito municipale sito in via Fossato Cicala, vedi: http://http://www.amicidipontecarrega.it/2016/04/30/ma-le-rastrelliere-che-fine-hanno-fatto/), creazione di punti di bike sharing in corrispondenza di aree strategiche di collegamento con il centro città (ad esempio: zona Ponterotto in corrispondenza della casa dello Studente di Via Asiago/Fieschine; piazzale Bligny, via Adamoli in corrispondenza del complesso polisportivo Sciorba). Riteniamo che questa proposta, una volta necessariamente vagliati e analizzati i punti critici e le interferenze con il traffico veicolare che chiaramente persistono in alcuni punti (in particolare Via Caderiva e il tratto finale di Via Ponterotto), possa rappresentare per molte persone unʼalternativa allʼutilizzo
dellʼautomobile facilmente connessa ai sistemi di risalita esistenti, come lʼascensore di Via
Ponterotto (esempio unico sul tracciato ma meritevole di essere replicato anche altrove).
Oltre a ciò, il percorso ciclabile Borgo Incrociati- Gavette e il suo prolungamento su sponda
sinistra, può rappresentare un punto qualificante per la nostra vallata nellʼottica di migliorare
la qualità urbana dei nostri quartieri e di rafforzare i percorsi pedonali e la viabilità storica
utilizzata dai residenti ma appetibile anche in una prospettiva di valorizzazione turistica e di
riscoperta delle bellezze e delle potenzialità del territorio. Per questo motivo abbiamo
immaginato questo tracciato inserito nella rete dei percorsi della Val Bisagno, sia di fondo
valle, attraverso il riconoscimento di un percorso protetto nel Bisagno, sia di creuze storiche
e sentieri di crinale, dall’acquedotto storico al sistema dei forti occidentali ed orientali. Su
proposta del Municipio IV si è formato in Val Bisagno una federazione di associazioni
principalmente a sostegno dell’acquedotto storico, ma non solo. La ciclabile di fondo valle
potrebbe essere connessa in futuro con crocevia trasversali che risalgano i versanti verso
luoghi di interesse da un punto di vista storico, culturale e naturalistico, divenendo attrazione
non solo per gli abitanti della Val Bisagno, ma per i cittadini tutti.
Genova, 14 maggio 2020
Associazione Amici di Ponte Carrega
Ingegneria Senza Frontiere-Genova

Neoliberal Aesthetics and the Resistance to Redevelopment in an Italian Postindustrial Periphery

Sage

È apparso sulla rivista accademica Space and Culture: An International Journal of Social Spaces (2020) un articolo di Emanuela Guano, l’antropologa urbana, docente alla Georgia State University di Atlanta (USA), che da qualche anno conduce ricerca etnografica tra gli Amici di Ponte Carrega. Intitolato Neoliberal Aesthetics and the Resistance to Redevelopment in an Italian Postindustrial Periphery, l’articolo dimostra come la nostra associazione sia riuscita a utilizzare come strumento di resistenza alla cementificazione la medesima sensibilità estetica che, nella letteratura scientifica, è solitamente associata alle dinamiche escludenti dell’urbanismo neoliberista. Questo perché, per gli Amici di Ponte Carrega, la salvaguardia dell’ambiente e la valorizzazione del patrimonio storico e culturale sono sia valori fondamentali che un diritto di tutti.


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La versione ufficiale dell’articolo è disponibile a questo link: https://journals.sagepub.com/doi/abs/10.1177/1206331220908212

La versione pre-editoriale, invece, si trova qui: https://scholarworks.gsu.edu/anthro_facpub/23/

Passeggiata partigiana virtuale del 25 aprile 2020

Partigiani

Aggiornamento sulle manutenzioni del nostro quartiere

Periodicamente l’Associazione Amici di Ponte Carrega incontra il Municipio per parlare delle problematiche che riguardano il nostro quartiere, che ci vengono da voi segnalate. Molte di queste problematiche si ripetono da anni (carenza di pulizia da parte di AMIU ad esempio), altre invece con costanza e continui solleciti, vengono risolte o migliorate:

vi continuiamo ad invitare ad inviarci le vostre richieste e le vostre comunicazioni da far giungere al Presidente del Municipio e all’Ufficio Tecnico.

In alternativa potete muovervi in autonomia segnalando malfunzionamenti o problemi (riguardanti strade e manutenzioni) all’UFFICIO SEGNALAZIONI del Municipio IV: 010 5578327 Email: segnalazionimunicipio4@comune.genova.it

Le segnalazioni riguardanti la manutenzione del verde pubblico vengono raccolte dal Municipio e poi girate ad ASTER che è l’unico soggetto che può intervenire essendoci carenza di manodopera nei nostri municipi.

Per segnalazioni a guasti agli impianti di illuminazione pubblica bisogna invece contattare ASTER o attraverso l’app ASTER LUXE scaricabile gratuitamente su tutti gli smartphone oppure attraverso numero verde gratuito 800523188.

Il vantaggio di scaricare l’app ASTER LUXE è quello di poter indicare con estrema precisione il punto luce spento o rotto.

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Nell’ultimo tavolo col Municipio sono stati affrontati i seguenti punti:

Fontanella dei giardini nuovi di Ponte Carrega: fin dalla loro realizzazione a seguito dei lavori di urbanizzazione dell’area ex Italcementi si era dimostrata necessaria la installazione di una fontanella per l’acqua pubblica nei giardinetti di via Ponte Carrega: si richiede la installazione di una fontanella, vista anche la presenza dell’attacco che fu predisposto all’epoca dei lavori;

- Installazione delle rastrelliere per lo stallo di biciclette in via Ponte Carrega: come da ultima conversazione con geom. Maragliano si richiede la installazione di alcune rastrelliere per bicicletta a Ponte Carrega (e successivamente in Piazza Adriatico, a seguito dei lavori di cui sarà oggetto la piazza). E’ stata individuata come area di installazione lo spazio attualmente adibito ad aiuola a fianco del parcheggio per disabili.

Contratto di servizio Amiu per via Ponte Carrega e Piazza Adriatico: si constata sempre la mancanza di cestini e di pulizia della strada: si richiede al Municipio di risolvere la questione che va avanti da anni attraverso un tavolo con l’ass. Campora.

Stato di decoro e di manutenzione delle aiuole di Ponte Carrega: si constata sempre una manutenzione approssimativa e indecorosa delle aiuole in concessione al condominio Bricoman: si chiede pertanto al Municipio di intervenire. Si fa presente anche lo stato di completo abbandono delle aiuole lato Via Lungo Bisagno Dalmazia, a seguito dei lavori di scavo di Terna (in parte ancora in corso, anche se la prima parte dei lavori risale a prima dell’estate). Le piante rimosse o seccate vanno ripristinate come da progetto originario approvato dal Comune.

Inoltre si è notato un peggioramento della condizione delle aiuole dovuto a maleducazione, come si evince dalla foto qui sotto: un ribaltabile ha scaricato lo zetto dentro un’aiuola:

Aiuola dal civ. 65 di Lungo Bisagno Dalmazia

Aiuola dal civ. 65 di Lungo Bisagno Dalmazia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

- Aggiornamento su lavori sulla platea del Ponte Carrega: i lavori dovrebbero iniziare in primavera.

- Casotto del dazio di Preli: una volta pronto il progetto curato dall’arch. Stefano Repetto per il recupero del casotto del dazio di Preli sarà necessario, per presentare ufficialmente il progetto alla Soprintendenza, avere un nulla osta da parte del Municipio in cui si dichiari che il Municipio è d’accordo riguardo al recupero del manufatto che sarà curato dall’associazione attraverso il Patto di Collaborazione col Municipio.

Programmazione e fornitura di arbusti e piante in vista nella primavera del 2020 per proseguire con l’opera di piantumazione ed abbellimento degli spazi pubblici verdi del quartiere.

Edicola votiva (Madonnina di Ponte Carrega), promemoria: quando la Parrocchia avrà raccolto i fondi necessari per la installazione dell’edicola votiva di Ponte Carrega per cui esistono già tutti i permessi del Comune e della Soprintendenza procederemo a richiedere i seguenti permessi all’Area Tecnica del Municipio:

  1. a) permesso rottura suolo;
  2. b) delimitazione area di cantiere (che sarà delimitato all’area pedonale di via Ponte Carrega tra le panchine, in corrispondenza della svolta su via Ponte Carrega da Via Lungo Bisagno Dalmazia;
  3. c) si richiederà anche, come d’accordo, l’aiuto del Municipio o di Aster per il trasporto del manufatto dal deposito di via Terpi all’area di cantiere.ù

Ad oggi si sta aspettando riscontro da parte della Parrocchia di Montesignano.

- Tempistiche per il rifacimento delle facciate dei palazzi di Piazza Adriatico: i lavori sono partiti a inizio febbraio e dureranno circa un anno.

Le nostre attività sul territorio

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Nella carrellata di foto qui sotto vi illustriamo le attività che la nostra associazione sta svolgendo in questi mesi nell’ambito del Patto di Collaborazione tra Associazione Amici di Ponte Carrega e Municipio IV, che ci fornisce i materiali di lavoro:

– carteggiatura e verniciatura della ringhiera del tratto dell’acquedotto storico tra il Ponte di Preli e Salita Chiappa (muro di Iren);

verniciatura della ringhiera dello storico Ponte Carrega;

recupero dell’area dell’antico trogolo di Staglieno e della fascia soprastante da adibire ad area di sosta e ristoro sul percorso dell’acquedotto;

pulizia del quartiere e guerrilla gardening nelle aree verdi del quartiere di Ponte Carrega e Piazza Adriatico, consistente nella piantumazione di alberi ed arbusti nel quartiere.

Nelle prossime settimane lavoreremo ancora sull’acquedotto storico e presso il trogolo di Staglieno (non appena sarà ultimato il recupero del muro crollato). Nei prossimi mesi vorremmo inoltre portare avanti il progetto di recupero della garitta del dazio della Chiappa, ripristinandola come in origine e trasformandola in un piccolo punto informativo sulla storia dell’acquedotto e il progetto di ricollocazione dell’edicola votiva di Ponte Carrega che sarà sistemata in Via Ponte Carrega tra le panchine presso le quali abbiamo iniziato a piantumare gli arbusti.

Per portare avanti questi progetti siamo sempre alla ricerca di nuovi amici che vogliano dare una mano a “camallare” e a progettare insieme a noi! Se siete interessati ad aiutarci e a partecipare a questi progetti per il nostro territorio scrivici una mail a info@amicidipontecarrega per avere qualsiasi tipo di informazione!

VI ASPETTIAMO OGNI SABATO PER I LAVORI DI VOLONTARIATO SUL TERRITORIO (Appuntamento ore 9:30 in Passo Ponte Carrega 7 a rosso, orario di lavoro: 9.30 – 17:00)!

 

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Lavori al truogolo Salita alla Chiesa di Staglieno

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Lavori al truogolo Salita alla Chiesa di Staglieno

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Manutenzione ringhiera di Ponte Carrega

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Manutenzione ringhiera di Ponte Carrega

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Manutenzione aiuole Ponte Carrega

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Manutenzione aiuole Ponte Carrega

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Manutenzione aiuole Ponte Carrega

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Manutenzione aiuole Ponte Carrega

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Manutenzione aiuole Ponte Carrega

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Manutenzione aiuole Ponte Carrega

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Manutenzione aiuole Ponte Carrega

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Manutenzione aiuole Ponte Carrega

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Manutenzione ringhiere Acquedotto Storico

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Manutenzione ringhiere Acquedotto Storico

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Manutenzione ringhiere Acquedotto Storico

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Manutenzione ringhiere Acquedotto Storico

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Manutenzione ringhiere Acquedotto Storico

 

Nostro intervento alla trasmissione La7 – L’aria che tira estate – del 27.07.2018

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Nostro intervento alla trasmissione di LA7 – l’aria che tira estate – 27.07.2018

I Cartelli del percorso Camillo Sbarbaro

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Prende vita il percorso della memoria di Camillo Sbarbaro a Ponte Carrega! Dalla garitta del dazio, al Ponte Carrega, al borgo storico, fin su per la creuza che conduce alla chiesa di San Michele e di lì alla Villa Grimaldi lasciatevi condurre dal racconto del poeta Camillo Sbarbaro!
Scaricate gratuitamente una qualsiasi App per leggere il QR CODE e puntate la fotocamera sul codice impresso sui cartelli e ascoltate automaticamente l’audio-guida che vi racconterà la storia del territorio e del paesaggio! L’audio-guida è disponibile in italiano (voce di Paolo Paolini), inglese (grazie a Ema) e genovese ( grazie alla A Compagna) e presto sarà disponibile in altre lingue!!
Il percorso della memoria di Camillo Sbarbaro ha ricevuto il patrocinio del Municipio IV Media Val Bisagno ed è stato riconosciuto di interesse culturale dal Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo che lo ha inserito nelle Giornate europee del Patrimonio! -

< Vai all’audio guida qui >

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Garitta del dazio – Prima Tappa


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Pontecarrega – Seconda Tappa

La Borgata – Terza Tappa

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Il Sagrato – Quarta Tappa

La Villa – Quinta Tappa

I Paolotti – Sesta Tappa


Eco Genova Tour: un progetto a cui aderisce anche la Associazione Amici di Ponte Carrega!

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Nel link maggiori informazioni sul progetto di Terra!Onlushttp://www.terraonlus.it/component/k2/item/598-eco-genova-tour-l-app-che-ti-guida-nella-genova-piu-green

Alcuni momenti della presentazione del terzo rapporto sulle città in Italia di Urban@it

Momenti

In attesa della pubblicazione del video del convegno, ecco alcuni momenti riguardanti l’evento del 19 maggio scorso, la presentazione del “Terzo rapporto sulle Città in Italia” di Urban@it, centro nazionale di studi per le politiche urbane, organizzato dagli Amici di Ponte Carrega a Palazzo Ducale in collaborazione con San Marcellino, Ass.Med.Com e Isf Genova e con il patrocinio dell’Università degli studi di Genova e dell’Ordine degli architetti di Genova.

Il rapporto Urban@it del 2018 è intitolato Mind the gap. Il distacco tra politiche e città. Sul sito di Urban@it sono disponibili i background papers: https://www.urbanit.it/rapporti-annuali/

La prima parte della mattinata si è svolta con l’introduzione di Fabrizio Spiniello, presidente dell’Associazione Amici di Ponte Carrega a cui è seguito l’intervento del vice Sindaco di Genova, Stefano Balleari. Sono poi intervenuti i docenti dell’Università degli studi di Firenze, Massimo Morisi e Camilla Perrone e di Avanzi, sostenibilità per azioni-Milano, Claudio Calvaresi.

Nella seconda parte della mattinata il focus si è poi spostato sulle politiche urbane genovesi grazie alla tavola rotonda condotta dal giornalista de La Repubblica Marco Preve a cui hanno partecipato il prof. Lombardini in rappresentanza dell’Università degli studi di Genova (era assente il prof. Bobbio inizialmente indicato dal Dipartimento), il prof. Gastaldi dell’Università IUAV di Venezia e l’arch. Stefano Sibilla, vice presidente dell’Ordine degli architetti di Genova.

Le associazioni e i comitati che si sono iscritti al gruppo di lavoro su Urban@it si incontreranno il 23 maggio e il 4 giugno prossimi per preparare l’evento del pomeriggio di lunedì 11 giugno nel Salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi: in questa occasione, in cui sarà presente il prof. Morisi di Urban@it, le associazioni e i comitati presenteranno un breve documento di rielaborazione di quanto ascoltato all’incontro del 19 maggio al Ducale e lanceranno una proposta di lavoro aperta alla cittadinanza e alle associazioni per parlare del futuro della nostra città e delle sue periferie.

Vi aspettiamo alle ore 17:00 di lunedì 11 giugno in Via Garibaldi 9 per iniziare questo percorso di riflessione sulla città!

L'articolo pubblicato su La Repubblica del 19 maggio

L’articolo pubblicato su La Repubblica del 19 maggio

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L’intervento del prof.Morisi. Al suo fianco la prof.ssa Perrone e il dott. Calvaresi

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Il Vice Sindaco di Genova, dott. Stefano Balleari

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La tavola rotonda "Politiche urbane per Genova" con il prof. Gastaldi, Marco Preve,  Stefano Sibilla e il prof. Lombardini

La tavola rotonda “Politiche urbane per Genova” con il prof. Gastaldi, Marco Preve, Stefano Sibilla e il prof. Lombardini

Sabato 5 maggio pulizia del quartiere!

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A Ponte Carrega con Camillo Sbarbaro

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Il percorso della memoria di Camillo Sbarbaro entra a far parte degli eventi delle giornate europee del patrimonio nella edizione 2017. Un importante riconoscimento paesaggistico e culturale per questo angolo di Val Bisagno da parte della Sporintendenza e del Ministero dei Beni e delle attività Culturali e per il Turismo. Per noi il percorso storico dell’acquedotto rappresenta il naturale accesso verso la conoscenza della vallata e delle sue piccole ma importanti costellazioni: chiese, ville, crêuze, mulini, acciotolati artistici, oratori, terrazzamenti, orti, boschi, torrenti, che nel loro insieme costituiscono un sistema monumentale e naturalistico di straordinaria importanza per la memoria storica e l’identità di questa città.

Giornata Europea del Patrimonio

Commissione parlamentare di inchiesta sulle periferie in Piazza Adriatico

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Domenica 14 maggio – Passeggiate alla scoperta del territorio – Memorie del Bisagno

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Renzo Rosso, professore di costruzioni idrauliche al Politecnico di Milano e autore del libro “Bisagno, il fiume nascosto” ci porta alla scoperta della storia idraulica, civile e politica del Bisagno.
Partendo da Ponte Carrega e scendendo in alveo all’altezza di Via Lodi è previsto di risalire il Bisagno fino alla zona della Sciorba, il tratto di corso d’acqua nel quale è prevista la realizzazione dello scolmatore del Bisagno.
A causa della presenza di ancora molta acqua all’interno del greto si consiglia di munirsi di stivali e abbigliamento sportivo.
Appuntamento alle ore 10:00 sul Ponte Carrega
Ingresso gratuito!

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Il percorso della memoria, sulle tracce di Camillo Sbarbaro

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Con questo nuovo articolo vogliamo segnalare un sentiero ancora oggi poco conosciuto che si stacca dal percorso dell’acquedotto storico e raggiunge la collina di Montesignano. Il sentiero è percorribile facilmente come deviazione dal percorso principale in circa 30 minuti di cammino.

Il percorso è ricco di testimonianze storiche e culturali d’importanza monumentale con una peculiarità che lo rende unico: i luoghi attraversati sono stati esplicitamente menzionati dal Poeta Camillo Sbarbaro in una sua prosa “Tramonto a Pontecarrega“. Ancora oggi i luoghi attraversati dal poeta, a quasi cinquant’anni dalla sua morte, si possono facilmente riconoscere anche se avulsi e a volte nascosti dietro l’intensa urbanizzazione del secolo scorso e del passato recente.

Il fascino evocativo di questo percorso è ancora oggi straordinario perché molto del paesaggio descritto dal poeta è ancora leggibile e in grado di emozionare.

Scopriamo questo percorso che idealmente abbiamo chiamato “percorso della memoria, sulle tracce di Camillo Sbarbaro” perché molti hanno dimenticato che questo tracciato un tempo era frequentato da Camillo Sbarbaro. Forse questo paesaggio così evocativo, tanto da essere menzionato dal poeta, ha contribuito a stimolarlo verso quella “tematica della natura” così ricorrente nei suoi testi. I tesori nascosti di valore paesagistico sono ancora oggi straordinariamente intensi e di grande rilevanza per la memoria storica di tutta la Val Bisagno.

Molti, la natura li disturba; i più non la vedono. In lei io mi verso. È la sola costanza, la sola fedeltà che conosco nell’incertezza di tutto” – Camillo Sbarbaro

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< audio guida >

Il percorso inizia idealmente come deviazione al percorso principale dell’acquedotto storico in corrispondenza di Salita della Chiappa. Il punto è facilmente riconoscibile per la presenza di uno strano manufatto a pianta quadrata. Si tratta dell’antica garitta del dazio, oggi purtroppo in rovina. Dalla garitta s’imbocca Salita della Chiappa in direzione valle e si raggiunge via Lodi e si prosegue verso Via Piacenza.

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Si percorre un breve tratto lungo la sponda destra del Bisagno lungo Via Piacenza. Da questo punto guardando le sponda sinistra possiamo ammirare il paesaggio descritto da Sbarbaro (Rif. 1) dove in alto svetta la nostra meta: la Chiesa di San Michele Arcangelo di Montesignano. La chiesa ha origini che risalgono al quattrocento, come testimoniano gli affreschi recentemente rinvenuti con gli ultimi restauri. Il campanile che domina l’accesso alla valle del Rio Mermi, come un segnavia, indica la presenza dell’antico valico di crinale che porta verso Sant’Eusebio e Bavari.

Scendendo lungo Via Piacenza s’incontra Ponte Carrega, primo riferimento esplicito nella prosa di Sbarbaro.

S’ingannarono i miei occhi quella sera o Pontecarrega è in mattone (Rif 2)

Al tempo di Camillo Sbarbaro la strada di scorrimento della sponda sinistra non esisteva ancora e il ponte conservava ancora tutte le sue originali arcate.

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Veduta della Chiesa di San Michele dalla sponda sinistra del torrente Bisagno

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Pontecarrega al tempo del Poeta Sbarbaro

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Pontecarrega come appare oggi

Attraversata la strada di scorrimento, dopo la prima rotonda, guadagnano nuovamente il percorso storico, più o meno dove finiva l’antico ponte prima del suo restringimento, ovvero in corrispondenza a Salita alla Chiesa di Montesignano. Qui incontriamo il secondo riferimento esplicito nella prosa di Sbarbaro.

La stagione arruginiva il cono cui la borgata s’inerpica, pezzato di vigne (Rif 3)

L’antica borgata di Ponte Carrega a cui il poeta si riferisce è quella parte dell’abitato di Pontecarrega che sale verso la Chiesa di Montesignano le cui colline erano un tempo tappezzate di vigne. Il borgo è tuttora esistente ma le colline, in parte edificate, sono ancora oggi ben tenute con alberi da frutto e siepi.

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“il cono cui la borgata s’inerpica, pezzato di vigne”, il borgo esiste ancora ma è rimasto dietro i depositi delle ex. Officine Guglielmetti

 

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Borgata di Pontecarrega come appare oggi, verso Salita alla Chiesa di Montesignano

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il percorso sale verso Salita alla Chiesa di Montesignano

Superate le prime case la strada risale con i caratteristici tratti di una mulattiera acciottolata ma le pietre sono visibili solo al primo tornante mentre l’inizio del percorso è purtroppo ricoperto d’asfaltato. Il gruppo di edifici che si attraversa costituiscono il nucleo storico di Pontecarrega, probabilmente coevo con il ponte da cui prende il nome.

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Particolare della cartografia militare del Genio sardo rappresentante Pontecarrega con gli edifici della borgata omonima. Ignazio Porro, 1835

Consigliamo di soffermarsi sui particolari perché nel retro del borgo è ancora visibile il profilo dell’argine originale del Bisagno prima del suo restringimento. Il profilo coincide con il confine degli orti urbani ancora esistenti e ben mantenuti dietro gli edifici della borgata.

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Borgata storica di Pontecarrega ancora esistente dietro le ex. Officine Guglielmetti

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Particolare di un cortile nella borgata

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Inizio di Salita alla Chiesa di Montesignano (loc. detta “porte chiuse”)


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Pompa idraulica per pozzo in uno dei cortili della borgata

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Risalita dopo il primo tornante di Salita alla Chiesa di Montesignano

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Salita dopo il secondo tornante di Salita alla Chiesa di Montesignano

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Ultimo tratto della salita prima di arrivare alla Chiesa di San Michele Arcangelo di Montesignano

Al termine della salita la mattonata s’interrompe bruscamente per l’allargamento di Via Mogadiscio che sale verso S. Eusebio.

Finalmente siamo arrivati al sagrato della Chiesa di Montesignano, San Michele Arcangelo, e scopriamo il terzo riferimento esplicito nella prosa di Sbarbaro

Dal rogo scampavano solo le querce del sagrato.(Rif 4)

Il sagrato della chiesa è caratterizzato ancora oggi dall’antico mosaico acciottolato, uno dei più belli della Val Bisagno. Uno dei due lecci (Quercus ilex) a cui il Poeta si riferiva è ancora presente con i sui 300 e passa anni di esistenza oggi inserito nell’elenco italiano degli alberi monumentali.

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Sagrato della Chiesa San Michele Arcangelo di Montesignano

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Facciata della Chiesa di San Michele Arcangelo di Montesignano

 

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Una delle due querce rimasta come era al tempo di Camillo  ..”dal rogo scamparono solo le querce del sagrato” – Oggi inserite nell’elenco italiano degli alberi monumentali

Dal sagrato della Chiesa s’affacciano davanti a noi i crinali del parco dei forti, notiamo sulla sinistra Forte Sperone, poi spostandoci sulla destra in ordine Forte Puin e Forte Diamante con la sua inconfondibile forma a piramide. Questo paesaggio non è sfuggito al Poeta che così lo rappresenta:

I torvi picchi dei Forti in corona erano giganti che assistevano alla nascita d’una rosa” 

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Vista del parco dei forti dal sagrato della Chiesa, il paesaggio descritto dal poeta e forse come queste le nuvolaglie a cui si riferiva?

 

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Pontecarrega dal sagrato della Chiesa, “..un attimo dopo la borgata si splendette di un più raccolto lume.”

Per visitare la Chiesa consigliamo di contattare la Parrocchia o la Confraternita del Santissimo Sacramento e Santa Maria di Terpi, una delle confraternite più antiche della vallata e della città, la cui fondazione risale a 541 anni fa. Il nucleo originario della attuale chiesa è già presente infatti nel 1475, anno a cui si fa risalire la nascita della Confraternita e dell’oratorio, trasformato poi in chiesa parrocchiale nel 1818. Al suo interno si conservano opere della scuola genovese del seicento, da Orazio De Ferrari al Biscaino. Svetta per importanza la grande pala d’altare del fiammingo Cornelius De Wael, uno dei primi fiamminghi a lavorare in pianta stabile a Genova nella prima metà del seicento. Anche i marmi degli altari sono importanti: negli anni della trasformazione da oratorio a chiesa parrocchiale vennero acquisiti gli antichi marmi di San Domenico, demolito proprio in quegli anni per far spazio al Teatro Carlo Felice. Meritano ancora citazioni il ciclo di affreschi realizzati sulla volta dal Passano nel 1846 e l’ampio e prezioso corredo di stoffe e di cristi processionali della Confraternita. La statua lignea della Madonna del Maragliano è invece oggi conservata nella nuova sede parrocchiale in Via Terpi.

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cappa processionale della Confreternita, da poco restaurata

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La Madonna del Maragliano, conservata in Via Terpi

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Tracce degli affreschi quattrocenteschi ritrovati dietro il coro

 

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Particolare della pala d’altare di C. De Wael

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Ancora tracce degli antichi affreschi del ‘400 recentemente ritrovati

Non sappiamo se il Poeta ha proseguito oltre il sagrato, noi consigliamo di proseguire verso la borgata in località Terpi risalendo l’omonima mattonata fino alla Villa Durazzo-Grimaldi-Chiarella, la cui fabbrica risale agli inizi del seicento, e che fu anche sede del Comune di Bavari.(Rif. 5) dove notiamo come il paesaggio si apre nuovamente con i verdi crinali di S. Eusebio, di Monte Ratti e di Quezzi con la caratteristica torretta di costruzione sabauda. 

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Villa monumentale Durazzo-Grimaldi del secolo XVI. Il palazzo fu anche proprietà Raggi, Grillo-Cattaneo, Burlando e Chiarella

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Affresco interno alla villa

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Androne interno della villa

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Vista del campanile da Terpi


Il nostro percorso giunge a termine ma per ripercorrere le orme di Sbarbaro occorre ridiscendere nuovamente da dove siamo venuti.

Al ritorno, esprimeva l’ultima luce la vetrata limone dei “Paolotti(Rif. 6) 

I Paolotti è il nome di una delle tante osterie di Pontecarrega. Di questo luogo rimangono ancora molti ricordi nella memoria collettiva degli abitanti perché sono disponibili alcune fotografie su come si svolgeva la vita sociale di un tempo.

Anche in questo caso l’antica osteria è ancora riconoscibile nel contesto avulso e disordinato dell’urbanizzazione. I discutibili interventi urbanistici di recente realizzazione non hanno saputo cogliere e interpretare al meglio i valori della memoria, forse si poteva armonizzare con maggiore efficacia l’esigenze del nostro tempo con il prezioso tessuto storicamente consolidato che rappresenta un collegamento ideale, storicamente certo, tra i due parchi monumentali dei forti di Genova, quelli del versante occidentale e quelli del versante orientale, collegamento tanto auspicato per una effettiva valorizzazione di questo immenso patrimonio culturale.

Si ricorda per chi volesse ristorarsi, che la vecchia osteria dei Paolotti è ancora esistente, ma oggi si chiama trattoria “al Ciclamino”.

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Momento di socialità all’inizio del secolo scorso presso l’osteria dei Paolotti

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Insegna riconoscibile dell’osteria Paolotti

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L’antica osteria dei Paolotti, oggi trattoria “Il Ciclamino” e l’antica borgata di Pontecarrega ancora oggi riconoscibile nonostante l’aggressiva l’urbanizzazione del nostro tempo

 Vogliamo concludere la nostra breve descrizione con queste ultime parole

Sul ponte di tozza pietra bambinelle si davano la mano a girotondo” 

Di là del fiume il Caffè dei Velocipedisti sbadigliava dai buchi delle porte la noia della giornata.
Pontecarrega, rosso fiore colto dagli occhi una sera; come un ricordo d’amore tra le pagine chiuso.

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   Il testo integrale della prosa e la galleria storica è disponibile a questo <link>

 


Il percorso della memoria di Camillo Sbarbaro è stato inserito negli eventi della giornata europea del patrimonio nella edizione 2017

Camillo Sbarbaro 

Video su Camillo Sbarbato Città Metropolitana di Genova

Per approfondimenti su Camillo Sbarbaro e la tematica della natura

Camillo Sbarbaro, proposta di lettura del prof. Silvio Guarnieri

Alcune poesie

il mio cuore si gonfia per te terra,Camillo Sbarbaro

A volte, mentre vado per le strade – Camillo Sbarbaro

Svegliandomi il mattino – Camillo Sbarbaro

Talor mentre cammino, Camillo Sbarbaro

Forse un giorno, sorella – Camillo Sbarbaro

Padre che muori tutti i giorni un poco – Camillo Sbarbaro

Padre se tu non fossi – Camillo Sbarbaro

La trama delle lucciole – Camillo Sbarbaro