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L’urbanistica, in Italia, è regolata da una legge degli anni quaranta

L’urbanistica, in Italia, è regolata da una legge degli anni quaranta. Da allora però si sono fatte strada nuove consapevolezze. Come la necessità di non consumare più suolo, di riqualificare l’esistente, di rispettare l’ambiente, di ridurre l’impiego di energia. Tanti i progetti di legge, le petizioni, le richieste di associazioni ed enti, ma ad oggi, nessuna riforma.
Ascolta >> l’Intervista a Federico Oliva << (presidente Istituto Nazionale Urbanistica)
…necessità di non consumare più suolo!
Ricordiamo che il Comune di Genova aveva sottoscritto nel 2004 – l’Agenda 21 - per la Valbisagno:
Indichiamo gli obbiettivi dell’area tematica N°2…
Obiettivi
Sviluppo dell’agricoltura multifunzionale, recupero del paesaggio
Integrazione dell’attività agricola con quella turistica
Valorizzazione dei prodotti tipici, dei prodotti locali e delle produzioni biologiche
Ampliamento e valorizzazione dell’offerta turistica
Protezione dal dissesto idrogeologico, sistemazione e gestione idraulico forestale
Azioni di ringiovanimento e rimboschimento
Sostenibilità nell’edilizia
Integrazione degli strumenti di pianificazione
Protezione e incremento della biodiversità naturale
Ecco l’applicazione…. che coerenza!
sbancamento

Rischio idrogeologico, non solo fiumi e torrenti

La cementificazione rende fragile il territorio, sono gli scenari di rischio che determinano le situazioni di pericolo, mettere “a norma” un torrente non è sufficiente se poi si continua a rendere fragile il territorio edificando e sbancando colline come si faceva negli anni 60-70.   Ora gli scenari di rischio iniziano a mostrarsi con tutta la loro drammaticità, è il caso di ieri al Lagaccio, li non c’era un torrente o un fiume esondato a cui dare la colpa. Ieri è successo al Lagaccio, domani dove?… A Ponte Carrega, in una zona ad alto rischio idrogeologico dove vige ancora uno stato di emergenza,  (provvedimento N. 2012-POS.274 del 28/08/2012), alcune famiglie devono evacuare le case in caso di allerta I e II,  ma nello stesso tempo si continua a procedere alla edificazione di enormi centri commerciali sbancando la collina per realizzare rampe e piazzali. In questo modo si sono tolte ulteriori aree verdi (guarda la galleria fotografica), le uniche riconosciute idonee ad assorbire e rallentare efficacemente le acque piovane ad alta intensità. Ma perché l’edificio è così grande? Lo dice il documento di relazione istruttoria della direzione sviluppo urbanistico e grandi progetti, dove è indicato che è stata concessa maggiore edificazione proprio in cambio della “messa in sicurezza” dell’asta terminale del rio Mermi.    Riportiamo di seguito lo stralcio della relazione…

Art. 9

Quindi si è concesso una maggiore edificazione in cambio della “messa in sicurezza” del Rio Mermi senza riflettere che questo è in palese contraddizione con quanto ormai risaputo: edificare e sbancare colline rende fragili i territori contro gli eventi alluvionali. Quindi al termine di questo intervento il territorio sarà complessivamente più sicuro o più a rischio di prima? In queste condizioni un domani si attireranno in questi luoghi 1200-2000 persone al giorno, con quali reali scenari di rischio? Per ora naturalmente tutto è regolare!, a quando la prossima vittima? Approfondisci l’argomento nella pagina dedicata Alluvione di Cemento
guarda l’articolo di repubblica

Orti urbani – una visione sistemica del territorio

OrtiUrbani comune genova

Relazione del seminario promosso da Cima al campus universitario di Savona

Ieri una nostra delegazione si è recata al campus universitario dell’università di Genova a Savona per seguire i lavori del seminario organizzato dal Cima (International Centre on Environmental Monitoring). L’occasione era la presentazione del libro “Perché. Le ragioni dell’Italia dei disastri e qualche idea per cambiare le cose”

(http://www.bookrepublic.it/book/9788867556168-perche-le-ragioni-dellitalia-dei-disastri-e-qualche-idea-per-cambiare-le-cose/)

scritto dal professor Giovanni Menduni (coordinatore dell’area innovazione del Comune di Firenze, già direttore generale presso il Dipartimento della Protezione civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri e Segretario generale dell’Autorità di bacino del Fiume Arno. Professore associato in aspettativa nel Politecnico di Milano). Read more

Dall’alluvione di tronchi a quella di cemento!

Sono passati circa 16 mesi da quando il 4 Novembre 2011 una così definita “bomba d’acqua” ha colpito la Valbisagno ed ha provocato l’esondazione dei rivi che portano le acque delle colline sino al torrente Bisagno. Infatti, come è noto, non è stato il grande torrente ad esondare ma sono stati i rivi laterali che lo riforniscono a non reggere la quantità d’acqua scaricata dal cielo. L’opera distruttiva delle acque è stata amplificata dall’incuria che purtroppo impera in questi periodi dove i soldi per la sicurezza sono sempre troppo pochi, se non inesistenti ed è molto più semplice e remunerativo intervenire solo dopo, in stato di emergenza.
In quei giorni abbiamo imparato che l’amministrazione è impreparata e non svolge il suo ruolo principale, ovvero quello di preoccuparsi della sicurezza del cittadino! A distanza di quasi un anno e mezzo, qui è ancora tutto in forse e apparentemente lasciato al caso. Parliamo nello specifico di quello che è successo in Piazza Adriatico e Pontecarrega, due fra i quartieri maggiormente colpiti rimasti in ombra rispetto a via Fereggiano solo perché fortunatamente non è morto nessuno. Il fatto che non vi siano state vittime è stata solo una coincidenza fortuita dato che sono stati sommersi quasi completamente tutti fondi e i primi piani degli edifici; se l’evento si fosse verificato di notte invece che di giorno avrebbe trovato nel sonno decine di anziani ed invalidi. Diversamente e per fortuna con la luce del giorno sono riusciti a mettersi in salvo. Read more

Esempi virtuosi

Contadini: ecco i ragazzi che trasformeranno la terra in oro

La disoccupazione giovanile si attesta intorno al 37% : l’agricoltura potrebbe offrire delle possibilità. I posti di lavoro sono in crescita del 6% nel settore e in tutta Italia compaiono “esempi virtuosi”… (articolo di Repubblica.it) di Carlo Petrini


Seminario di Giovanni Menduni e Massimo Morisi

….occorre chiedersi quali siano le logiche che hanno portato a queste scelte e in tal senso la ricerca non sarà condotta genericamente, ma altresì avanzata con metodo, individuando e ricercando di volta in volta le forze e le competenze necessarie per raggiungere  efficacemente tale obbiettivo… (dal manifesto Amici di Pontecarrega)

in coerenza con il nostro obbiettivo… partecipiamo numerosi al seminario offerto dal CIMA

seminario CIMA


Sturare un lavandino…

sturare un lavandino

“….Il Ministero dei Lavori pubblici, tramite il suo Provveditorato per la Toscana, elaborò un progetto di abbassamento delle platee dei ponti Vecchio e Santa Trinita che iniziarono poi (non proprio tempestivamente) nel giugno 1977 terminando poi nel novembre 1980. Una operazione non propriamente soft e che andò a mettere pesantemente le mani tanto sul ponte medievale forse più famoso al mondo, che sul capolavoro rinascimentale dell.’Ammannati nel quale molti vedono la mano di Michelangelo. Avete presente sturare un lavandino? La capacità di smaltimento del tratto cittadino di Firenze aumentò tuttavia istantaneamente di quasi il 40% dimezzando così la probabilità di esondazione sull.’orizzonte dei trent.’anni. Un miglioramento immediato dell’ammalato che sorprese gli stessi medici, ancora intenti a riporre il bisturi. La malattia, tuttavia, non si perse nel nulla ritrovandosi rifilata, senza troppi complimenti, alle comunità sull.’Arno poste a valle della città che peraltro, adagiate nella Piana, avevano già abbastanza problemi per conto loro…”

… tratto da “Perche, Le ragioni dell’italia dei disastri” di Giovanni Menduni


Classifica nazionale “luoghi del cuore” – FAI – 2012

Classifica fai

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per il momento il sito è in costruzione puoi seguirci nella seguente pagina facebook

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