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A Ponte Carrega con Camillo Sbarbaro

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Il percorso della memoria di Camillo Sbarbaro entra a far parte degli eventi delle giornate europee del patrimonio nella edizione 2017. Un importante riconoscimento paesaggistico e culturale per questo angolo di Val Bisagno da parte della Sporintendenza e del Ministero dei Beni e delle attività Culturali e per il Turismo. Per noi il percorso storico dell’acquedotto rappresenta il naturale accesso verso la conoscenza della vallata e delle sue piccole ma importanti costellazioni: chiese, ville, crêuze, mulini, acciotolati artistici, oratori, terrazzamenti, orti, boschi, torrenti, che nel loro insieme costituiscono un sistema monumentale e naturalistico di straordinaria importanza per la memoria storica e l’identità di questa città.

Giornata Europea del Patrimonio

Commissione parlamentare di inchiesta sulle periferie in Piazza Adriatico

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Domenica 14 maggio – Passeggiate alla scoperta del territorio – Memorie del Bisagno

MDB

Renzo Rosso, professore di costruzioni idrauliche al Politecnico di Milano e autore del libro “Bisagno, il fiume nascosto” ci porta alla scoperta della storia idraulica, civile e politica del Bisagno.
Partendo da Ponte Carrega e scendendo in alveo all’altezza di Via Lodi è previsto di risalire il Bisagno fino alla zona della Sciorba, il tratto di corso d’acqua nel quale è prevista la realizzazione dello scolmatore del Bisagno.
A causa della presenza di ancora molta acqua all’interno del greto si consiglia di munirsi di stivali e abbigliamento sportivo.
Appuntamento alle ore 10:00 sul Ponte Carrega
Ingresso gratuito!

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Il percorso della memoria, sulle tracce di Camillo Sbarbaro

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Con questo nuovo articolo vogliamo segnalare un sentiero ancora oggi poco conosciuto che si stacca dal percorso dell’acquedotto storico e raggiunge la collina di Montesignano. Il sentiero è percorribile facilmente come deviazione dal percorso principale in circa 30 minuti di cammino.

Il percorso è ricco di testimonianze storiche e culturali d’importanza monumentale con una peculiarità che lo rende unico: i luoghi attraversati sono stati esplicitamente menzionati dal Poeta Camillo Sbarbaro in una sua prosa “Tramonto a Pontecarrega“. Ancora oggi i luoghi attraversati dal poeta, a quasi cinquant’anni dalla sua morte, si possono facilmente riconoscere anche se avulsi e a volte nascosti dietro l’intensa urbanizzazione del secolo scorso e del passato recente.

Il fascino evocativo di questo percorso è ancora oggi straordinario perché molto del paesaggio descritto dal poeta è ancora leggibile e in grado di emozionare.

Scopriamo questo percorso che idealmente abbiamo chiamato “percorso della memoria, sulle tracce di Camillo Sbarbaro” perché molti hanno dimenticato che questo tracciato un tempo era frequentato da Camillo Sbarbaro. Forse questo paesaggio così evocativo, tanto da essere menzionato dal poeta, ha contribuito a stimolarlo verso quella “tematica della natura” così ricorrente nei suoi testi. I tesori nascosti di valore paesagistico sono ancora oggi straordinariamente intensi e di grande rilevanza per la memoria storica di tutta la Val Bisagno.

Molti, la natura li disturba; i più non la vedono. In lei io mi verso. È la sola costanza, la sola fedeltà che conosco nell’incertezza di tutto” – Camillo Sbarbaro

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Il percorso inizia idealmente come deviazione al percorso principale dell’acquedotto storico in corrispondenza di Salita della Chiappa. Il punto è facilmente riconoscibile per la presenza di uno strano manufatto a pianta quadrata. Si tratta dell’antica garitta del dazio, oggi purtroppo in rovina. Dalla garitta s’imbocca Salita della Chiappa in direzione valle e si raggiunge via Lodi e si prosegue verso Via Piacenza.

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Si percorre un breve tratto lungo la sponda destra del Bisagno lungo Via Piacenza. Da questo punto guardando le sponda sinistra possiamo ammirare il paesaggio descritto da Sbarbaro (Rif. 1) dove in alto svetta la nostra meta: la Chiesa di San Michele Arcangelo di Montesignano. La chiesa ha origini che risalgono al quattrocento, come testimoniano gli affreschi recentemente rinvenuti con gli ultimi restauri. Il campanile che domina l’accesso alla valle del Rio Mermi, come un segnavia, indica la presenza dell’antico valico di crinale che porta verso Sant’Eusebio e Bavari.

Scendendo lungo Via Piacenza s’incontra Ponte Carrega, primo riferimento esplicito nella prosa di Sbarbaro.

S’ingannarono i miei occhi quella sera o Pontecarrega è in mattone (Rif 2)

Al tempo di Camillo Sbarbaro la strada di scorrimento della sponda sinistra non esisteva ancora e il ponte conservava ancora tutte le sue originali arcate.

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Veduta della Chiesa di San Michele dalla sponda sinistra del torrente Bisagno

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Pontecarrega al tempo del Poeta Sbarbaro

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Pontecarrega come appare oggi

Attraversata la strada di scorrimento, dopo la prima rotonda, guadagnano nuovamente il percorso storico, più o meno dove finiva l’antico ponte prima del suo restringimento, ovvero in corrispondenza a Salita alla Chiesa di Montesignano. Qui incontriamo il secondo riferimento esplicito nella prosa di Sbarbaro.

La stagione arruginiva il cono cui la borgata s’inerpica, pezzato di vigne (Rif 3)

L’antica borgata di Ponte Carrega a cui il poeta si riferisce è quella parte dell’abitato di Pontecarrega che sale verso la Chiesa di Montesignano le cui colline erano un tempo tappezzate di vigne. Il borgo è tuttora esistente ma le colline, in parte edificate, sono ancora oggi ben tenute con alberi da frutto e siepi.

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“il cono cui la borgata s’inerpica, pezzato di vigne”, il borgo esiste ancora ma è rimasto dietro i depositi delle ex. Officine Guglielmetti

 

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Borgata di Pontecarrega come appare oggi, verso Salita alla Chiesa di Montesignano

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il percorso sale verso Salita alla Chiesa di Montesignano

Superate le prime case la strada risale con i caratteristici tratti di una mulattiera acciottolata ma le pietre sono visibili solo al primo tornante mentre l’inizio del percorso è purtroppo ricoperto d’asfaltato. Il gruppo di edifici che si attraversa costituiscono il nucleo storico di Pontecarrega, probabilmente coevo con il ponte da cui prende il nome.

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Particolare della cartografia militare del Genio sardo rappresentante Pontecarrega con gli edifici della borgata omonima. Ignazio Porro, 1835

Consigliamo di soffermarsi sui particolari perché nel retro del borgo è ancora visibile il profilo dell’argine originale del Bisagno prima del suo restringimento. Il profilo coincide con il confine degli orti urbani ancora esistenti e ben mantenuti dietro gli edifici della borgata.

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Borgata storica di Pontecarrega ancora esistente dietro le ex. Officine Guglielmetti

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Particolare di un cortile nella borgata

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Inizio di Salita alla Chiesa di Montesignano (loc. detta “porte chiuse”)


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Pompa idraulica per pozzo in uno dei cortili della borgata

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Risalita dopo il primo tornante di Salita alla Chiesa di Montesignano

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Salita dopo il secondo tornante di Salita alla Chiesa di Montesignano

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Ultimo tratto della salita prima di arrivare alla Chiesa di San Michele Arcangelo di Montesignano

Al termine della salita la mattonata s’interrompe bruscamente per l’allargamento di Via Mogadiscio che sale verso S. Eusebio.

Finalmente siamo arrivati al sagrato della Chiesa di Montesignano, San Michele Arcangelo, e scopriamo il terzo riferimento esplicito nella prosa di Sbarbaro

Dal rogo scampavano solo le querce del sagrato.(Rif 4)

Il sagrato della chiesa è caratterizzato ancora oggi dall’antico mosaico acciottolato, uno dei più belli della Val Bisagno. Uno dei due lecci (Quercus ilex) a cui il Poeta si riferiva è ancora presente con i sui 300 e passa anni di esistenza.

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Sagrato della Chiesa San Michele Arcangelo di Montesignano

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Facciata della Chiesa di San Michele Arcangelo di Montesignano

 

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Una delle due querce rimasta come era al tempo di Camillo  ..”dal rogo scamparono solo le querce del sagrato”

Dal sagrato della Chiesa s’affacciano davanti a noi i crinali del parco dei forti, notiamo sulla sinistra Forte Sperone, poi spostandoci sulla destra in ordine Forte Puin e Forte Diamante con la sua inconfondibile forma a piramide. Questo paesaggio non è sfuggito al Poeta che così lo rappresenta:

I torvi picchi dei Forti in corona erano giganti che assistevano alla nascita d’una rosa” 

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Vista del parco dei forti dal sagrato della Chiesa, il paesaggio descritto dal poeta e forse come queste le nuvolaglie a cui si riferiva?

 

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Pontecarrega dal sagrato della Chiesa, “..un attimo dopo la borgata si splendette di un più raccolto lume.”

Per visitare la Chiesa consigliamo di contattare la Parrocchia o la Confraternita del Santissimo Sacramento e Santa Maria di Terpi, una delle confraternite più antiche della vallata e della città, la cui fondazione risale a 541 anni fa. Il nucleo originario della attuale chiesa è già presente infatti nel 1475, anno a cui si fa risalire la nascita della Confraternita e dell’oratorio, trasformato poi in chiesa parrocchiale nel 1818. Al suo interno si conservano opere della scuola genovese del seicento, da Orazio De Ferrari al Biscaino. Svetta per importanza la grande pala d’altare del fiammingo Cornelius De Wael, uno dei primi fiamminghi a lavorare in pianta stabile a Genova nella prima metà del seicento. Anche i marmi degli altari sono importanti: negli anni della trasformazione da oratorio a chiesa parrocchiale vennero acquisiti gli antichi marmi di San Domenico, demolito proprio in quegli anni per far spazio al Teatro Carlo Felice. Meritano ancora citazioni il ciclo di affreschi realizzati sulla volta dal Passano nel 1846 e l’ampio e prezioso corredo di stoffe e di cristi processionali della Confraternita. La statua lignea della Madonna del Maragliano è invece oggi conservata nella nuova sede parrocchiale in Via Terpi.

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cappa processionale della Confreternita, da poco restaurata

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La Madonna del Maragliano, conservata in Via Terpi

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Tracce degli affreschi quattrocenteschi ritrovati dietro il coro

 

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Particolare della pala d’altare di C. De Wael

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Ancora tracce degli antichi affreschi del ‘400 recentemente ritrovati

Non sappiamo se il Poeta ha proseguito oltre il sagrato, noi consigliamo di proseguire verso la borgata in località Terpi risalendo l’omonima mattonata fino alla Villa Durazzo-Grimaldi-Chiarella, la cui fabbrica risale agli inizi del seicento, e che fu anche sede del Comune di Bavari.(Rif. 5) dove notiamo come il paesaggio si apre nuovamente con i verdi crinali di S. Eusebio, di Monte Ratti e di Quezzi con la caratteristica torretta di costruzione sabauda. 

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Villa monumentale Durazzo-Grimaldi del secolo XVI. Il palazzo fu anche proprietà Raggi, Grillo-Cattaneo, Burlando e Chiarella

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Affresco interno alla villa

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Androne interno della villa

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Vista del campanile da Terpi


Il nostro percorso giunge a termine ma per ripercorrere le orme di Sbarbaro occorre ridiscendere nuovamente da dove siamo venuti.

Al ritorno, esprimeva l’ultima luce la vetrata limone dei “Paolotti(Rif. 6) 

I Paolotti è il nome di una delle tante osterie di Pontecarrega. Di questo luogo rimangono ancora molti ricordi nella memoria collettiva degli abitanti perché sono disponibili alcune fotografie su come si svolgeva la vita sociale di un tempo.

Anche in questo caso l’antica osteria è ancora riconoscibile nel contesto avulso e disordinato dell’urbanizzazione. I discutibili interventi urbanistici di recente realizzazione non hanno saputo cogliere e interpretare al meglio i valori della memoria, forse si poteva armonizzare con maggiore efficacia l’esigenze del nostro tempo con il prezioso tessuto storicamente consolidato che rappresenta un collegamento ideale, storicamente certo, tra i due parchi monumentali dei forti di Genova, quelli del versante occidentale e quelli del versante orientale, collegamento tanto auspicato per una effettiva valorizzazione di questo immenso patrimonio culturale.

Si ricorda per chi volesse ristorarsi, che la vecchia osteria dei Paolotti è ancora esistente, ma oggi si chiama trattoria “al Ciclamino”.

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Momento di socialità all’inizio del secolo scorso presso l’osteria dei Paolotti

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Insegna riconoscibile dell’osteria Paolotti

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L’antica osteria dei Paolotti, oggi trattoria “Il Ciclamino” e l’antica borgata di Pontecarrega ancora oggi riconoscibile nonostante l’aggressiva l’urbanizzazione del nostro tempo

 Vogliamo concludere la nostra breve descrizione con queste ultime parole

Sul ponte di tozza pietra bambinelle si davano la mano a girotondo” 

Di là del fiume il Caffè dei Velocipedisti sbadigliava dai buchi delle porte la noia della giornata.
Pontecarrega, rosso fiore colto dagli occhi una sera; come un ricordo d’amore tra le pagine chiuso.

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   Il testo integrale della prosa e la galleria storica è disponibile a questo <link>

 


Il percorso della memoria di Camillo Sbarbaro è stato inserito negli eventi della giornata europea del patrimonio nella edizione 2017

Camillo Sbarbaro 

Video su Camillo Sbarbato Città Metropolitana di Genova

Per approfondimenti su Camillo Sbarbaro e la tematica della natura

Camillo Sbarbaro, proposta di lettura del prof. Silvio Guarnieri

Alcune poesie

il mio cuore si gonfia per te terra,Camillo Sbarbaro

A volte, mentre vado per le strade – Camillo Sbarbaro

Svegliandomi il mattino – Camillo Sbarbaro

Talor mentre cammino, Camillo Sbarbaro

Forse un giorno, sorella – Camillo Sbarbaro

Padre che muori tutti i giorni un poco – Camillo Sbarbaro

Padre se tu non fossi – Camillo Sbarbaro

La trama delle lucciole – Camillo Sbarbaro

Memorie del Bisagno: il video racconto del 23 Giugno a Ponte Carrega!

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I ragazzi di Ghett Up Tv, la televisione di quartiere, hanno realizzato il video racconto della giornata di festa e presentazione del progetto Memorie del Bisagno che si è svolta lo scorso 23 Giugno sul Ponte Carrega.

Qui di seguito trovate il link del video, buona visione!

http://forum.ghettuptv.net/node/81

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Val Bisagno: la memoria della valle scorre nell’acqua. Il video servizio de La Repubblica sul lancio del progetto “Memorie del Bisagno”!

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Ripercorrere la storia e progettare il futuro della Valbisagno partendo dal suo fiume e coinvolgendo i cittadini. Risalendo la strada tracciata dal corso d’acqua. Perché Bisagno “non significa soltanto alluvioni”. Il progetto di una rete di 20 associazioni… Articolo su La Repubblica edizione genovese del 27 giugno 2016​, articolo e il video di Rosangela Urso. Memorie del Bisagno: Bellezza, Comunità, Partecipazione, riutilizzo degli spazi abbandonati, questi i temi che vogliamo riportare al centro della Val Bisagno! Noi siamo Bisagno! Qui di seguito articolo e video de La Repubblica e qualche foto della serata del 23 Giugno:

http://genova.repubblica.it/cronaca/2016/06/27/news/valbisagno_la_memoria_della_valle_scorre_nell_acqua-142909039/

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San Giovanni sul Bisagno!

Memorie

VOLANTINO 23 GIUGNO

 

Programma della serata, a partire dalle ore 18:00:

 

Aperitivo e bicchierata gratis per tutti, offerti dalle associazioni e dalla Pizzeria d’asporto ” Il Boss della Pizza Via Lungo Bisagno Dalmazia 23;

Presentazione del progetto “Memoria/e del Bisagno” e del calendario di eventi e manifestazioni;

Spazio per la condivisione e la presentazione di idee, proposte e racconti sulla valle;

Cittadini e associazioni si raccontano;

Concerto del cantautore Aldo Ascolese “La musica che viene dal ponte come il vento”;

Esposizione della mostra fotografica “Terre” di Iskra Coronelli, a cura del Centro documentazione Val Bisagno;

Proiezione video “Via Madre di Dio”, di Samantha Woods (Accademia di Carrara)

Musica dal vivo e Giocolieri di strada

Spazio libero per la condivisione

INGRESSO LIBERO

Sabato 14 e sabato 28 insieme puliamo il quartiere!

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Vi aspettiamo sabato 14 maggio e sabato 28 maggio per una colorata pulizia del quartiere! Insieme ad altre associazioni del territorio, il Centro Documentazione Val Bisagno, il Comitato Gino Benazzi di Via Lodi e il Comitato Acquedotto Storico Genova 8, puliremo il quartiere dalla spazzatura e le aiuole dall’erba infestante e al loro posto pianteremo fiori e arbusti! Abbiamo un po’ di attrezzi (scope, ramazze, sacchi e guanti) ma per sicurezza meglio portarsi un po’ di attrezzi da casa: portate anche piante, fiori, semi che vorreste vedere negli spazi verdi del quartiere! Ci sono tante aree da sistemare: da Ponte Carrega, alle creuze, le aiuole nuove da ripulire, le aiuole di Piazza da abbellire, l’Orpea, Passo Ponte Carrega! Più siamo e più riusciremo ad abbellire il quartiere!

Sabato 14 ci vediamo intorno alle 9.30 presso i giardini nuovi di Ponte Carrega: si mangia negli orti di Ponte Carrega con le cose che porteremo “al sacco” o che andremo a comprare nei negozi di vicinato. La gionata di pulizia prosegue per chi può nel pomeriggio e si può concludere con l’apericena al Centro Documentazione di Piazza Adriatico, a cui seguirà la proiezione del film “Il pianeta verde” di Coline Serrau.

In caso di pioggia la pulizia/guerrilla gardening si svolgerà il sabato seguente al mattino!

Sabato 28 maggio invece l’appuntamento è sull’acquedotto storico: appuntamento intorno alle ore 9:30 dietro il muraglione di Iren, subito dopo la Garitta del dazio di Preli, in corrispondenza del civico 14 di Salita Chiappa. In pausa pranzo, con pranzo al sacco, andremo a mangiare tra gli olivi e andremo a visitare il grande lavoro degli Orti di Staglieno insieme a Marco!

Se possibile iscrivetevi prima telefonando ai numeri sul volantino o inviando una mail a info@amicidipontecarrega.it. Se non riuscite ci vediamo nei punti stabiliti direttamente il sabato mattina!
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Ponte Carrega, Origine e Nome

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Seconda parte del video della conferenza tenuta il 3 marzo scorso nell’ambito della rassegna “Noi di Val Bisagno” nella Chiesa di San Michele di Montesignano.

Jolanda Valenti Clara racconta l’origine e il nome di Ponte Carrega.

Riprese a cura degli Amidi di Ponte Carrega

Buona visione

Val Bisagno, storia di ponti, di piene e di paura

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Qui trovate il link alla news+video di Tabloid sui ponti Carrega e della Rosata in val Bisagno, pubblicata su ‘Notizie metropolitane’, il sito di notizie della Città Metropolitana di Genova:


Tabloid è il videomagazine di informazione della Città metropolitana di Genova a periodicità settimanale, diffuso online e sui social – paginaYouTube della CM, sito http://notizie.cittametropolitana.genova.it/, pagina Fb e account Twitter – e inoltre attraverso la messa in onda da parte di alcune emittenti televisive locali, fra cui Telegenova e Telepace.
Il video è stato realizzato dalla Città Metropolitana per promuovere la conferenza tenutasi Giovedì 3 marzo 2016 a cura di Jolanda Valenti, occasione in cui la ricercatrice storica ha presentato alla cittadinanza il frutto delle sue ultime ricerche storiche su Ponte Carrega presso l’Archivio storico del Comune di Genova presso Palazzo Ducale.

Noi di Val Bisagno: il 3 marzo si parla dei ponti della val Bisagno

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FAI: Ponte Carrega tra gli interventi ammissibili ma non finanziati per esaurimento dei fondi del Censimento I Luoghi del Cuore

Nel 2012 la grande mobilitazione per Ponte Carrega portò il Nostro ponte ad aggiudicarsi il primo posto per la città di Genova nel Censimento dei luoghi del Cuore 2012. Anche nel 2014 Ponte Carrega si è comportato molto bene: a fronte di un aumento dei beni segnalati, circa 100 mila per più di un milione di voti complessivi in tutta Italia Ponte Carrega si è piazzato comunque terzo a livello genovese. Un buon risultato contando il fatto che questa volta non abbiamo organizzato banchetti e le firme spontanee arrivate in associazione sono state tantissime, portateci da tante atre associazioni e comitati cittadini che si sono prodigati a raccogliere le firme per permetterci di raggiungere quelle 1000 firme necessarie per partecipare al bando di concorso per proporre un progetto di restauro finanziato da Fai e Intesa San Paolo. Alla fine sono arrivate più di 1400 firme ed essendoci mossi per tempo grazie allo Studio di Architettura Mangeruca siamo riusciti a presentare un progetto di restauro seguendo le linee guida del Fai: il progetto è stato approvato in Comune, in Città metropolitana e in Soprintendenza ed ha superato le selezioni preliminari del concorso senza però aggiudicarsi i fondi richiesti. Si è comunque piazzato tra i progetti approvati e questo, a fronte delle migliaia di progetti presentati, è comunque un motivo di orgoglio per la nostra organizzazione.

Il progetto ora tenterà altre strade per poter veder realizzato il disegno di abbellimento di ponte Carrega con la installazione della antica edicola votiva e della nuova illuminazione “storica”.

Un grazie a chi ci ha sostenuti!

Ci vediamo al prossimo Censimento de I Luoghi del Cuore del FAI!

Link FAI: http://iluoghidelcuore.it/infografica

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Alcuni progetti del 2003 per la valorizzazione di beni storici della Val Bisagno

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Riproponiamo alcuni progetti che nel 2003 furono proposti per valorizzare alcuni monumenti della Val Bisagno come l’Acquedotto Storico, l’Abbazia di San Siro di Struppa e Ponte Carrega attraverso una nuova illuminazione e la organizzazione di alcuni eventi volti alla riscoperta di questi beni. I progetti “Genova in Controluce” sono a firma di: Aldo Vinci, Liliana Iadeluca, Irene Delfino e Cristina Torriano.

Riscopriamoli insieme:

 

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Scarica la guida

 

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Scarica la guida

 

Da Montpellier per Ponte Carrega

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Grazie alla Associazione Yeast che si occupa di mobilità internazionale di giovani e studenti abbiamo ricevuto la visita di una delegazione di giovani ragazzi di Montpellier e una di Recco: entrambi vivono in zone alluvionate e alluvionabili e insieme abbiamo parlato di Acqua e Alluvioni. Abbiamo camminato per il quartiere, parlato con loro di cultura del rischio, resilienza ma anche di versanti e misure di flood proofing, dell’importanza dell’associazionismo, di periferia e di Bellezza raccontando loro dei Forti, dei sentieri e dell’Acquedotto storico. Grande stupore ha suscitato la visita in Piazza Adriatico, dove hanno visto il livello che l’acqua e il fango avevano raggiunto nel 2011, e la vista dell’edificio per il Bricoman, che ha introdotto il tema della urbanizzazione e della cementificazione.

E’ curioso il fatto che un gruppo di studenti francesi sia capitato proprio qui? No, secondo noi: le scelte urbanistiche fatte su questo territorio sono emblematiche di una cattiva gestione del territorio negli ultimi decenni, che fanno di Genova e della Val Bisagno un caso studio di livello europeo.

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Alla scoperta della Bellezza: riparte Noi di Val Bisagno

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Riparte il ciclo di incontri e visite alle bellezze della Val Bisagno organizzato dal Centro Culturale Terralba! Si ricomincia Giovedì 8 ottobre alle ore 16:00 presso la Sala Consiliare del Municipio III Bassa Val Bisagno con la conferenza dal titolo: “Gli aspetti ambientali dell’agricoltura di villa”, a cura del prof. Diego Moreno.

Anche la Associazione Amici di Ponte Carrega partecipa e aderisce a questa ricerca sulle evidenze storiche e le trasformazioni avvenute in Val Bisagno insieme alla Fondazione per la Cultura di Palazzo Ducale.

Qui il programma della seconda sessione di incontri fino a maggio 2016: http://www.palazzoducale.genova.it/noi-di-val-bisagno/

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Il ponte liberato

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Questa mattina gli abitanti della Val Bisagno e di Ponte Carrega si sono svegliati con un una brutta sorpresa: Ponte Carrega, bene monumentale vincolato ai sensi del DDR n. 27/13 del 19/04/2013, bene tutelato dal Fondo Ambiente Italiano, primo luogo del Cuore della Provincia di Genova nel 2012, era stato oltraggiato con delle bandierine commerciali.

Il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio all’art. 49 cita testualmente che “è vietato collocare o affiggere cartelli o altri mezzi di pubblicità sugli edifici e nelle aree tutelati come beni culturali. Il collocamento o l’affissione possono essere autorizzati dal soprintendente qualora non danneggino l’aspetto, il decoro o la pubblica fruizione di detti immobili”.

Questo codice dovrebbe essere ben conosciuto dalle aziende che si dichiarano attente al rispetto dell’ambiente, tale rispetto infatti si deve intendere esteso, secondo la Commissione Europea, anche nei confronti dei “beni che formano il patrimonio culturale e gli aspetti caratteristici del paesaggio”.

Dopo la nostra segnalazione, la Soprintendenza ha fatto immediatamente rimuovere le bandiere commerciali che evidentemente erano state collocate sul ponte con infrazione al codice sopra citato.

La tutela e il decoro del bene monumentale di il Ponte Carrega non può essere svenduto a fini commerciali.

Ringraziamo la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici della Liguria, il Municipio media Val Bisagno, nonché i Carabinieri del nucleo Tutela Patrimonio Culturale che sono intervenuti per far rimuovere rapidamente le bandiere minimizzando il danno all’immagine del nostro quartiere.

L’immagine sottostante mostra il bene monumentale oltraggiato dalle insegne pubblicitarie e la rimozione avvenuta in tarda mattinata dopo la nostra segnalazione alle autorità competenti.

In basso la festa sul ponte svolta nel 2013 dopo la proclamazione di Ponte Carrega Bene Monumentale

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Differenze

Elogio della Bellezza

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SENTENZA: “IL PONTE ASSOLTO PER NON AVER COMMESSO IL FATTO”

 

La salvaguardia di Ponte Carrega.

Apprendiamo con soddisfazione della mozione votata alla unanimità dal consiglio comunale per la salvaguardia di Ponte Carrega. La notizia ci da spunti per alcune riflessioni maturate in questi anni di lavoro a difesa del Ponte.

Una prima riflessione ci dice che la politica non può essere sottomessa dalla tecnica e che la tecnica non deve essere strumentale alla politica: arrogarsi il diritto di imporre decisioni sotto la copertura e la giustificazione delle leggi scientifiche non è eticamente giustificabile. La politica non deve fermarsi di fronte alla tecnica ma deve rapportarsi con essa con tutti gli strumenti a sua disposizione: i più importanti strumenti di controllo sono il dibattito pubblico e la partecipazione dei cittadini al processo di gestione e governo del territorio. Rischiamo altrimenti una politica inumana, moralmente ignava, colpevole cioè di non voler comprendere fino in fondo le questioni della tecnica e di lasciare a questa ultima la responsabilità delle scelte e il lavoro “sporco” per arrivare a dire e realizzare qualunque cosa: “E’ la scienza, Signori, che ce lo impone” sarebbe la giustificazione più utilizzata: una bugia detta senza forse davvero comprendere fino in fondo le ragioni e la opportunità di quelle scelte, dettate da altri interessi. Noi siamo intervenuti in questo frangente: abbiamo studiato, ci siamo formati e informati, abbiamo cercato competenze al di fuori delle nostre conoscenze e competenze. Lo abbiamo fatto prima di tutto per una questione di dignità di un territorio che non vuole essere periferia nel senso classico di “banlieu” e rivendica una propria dimensione di bellezza che si oppone all’oblio di questi ultimi tempi.

La mozione pone anche un altro interrogativo etico, che non pone solo l’attenzione sulla idea di sviluppo di una città, ma piuttosto sulle priorità della nostra società: quali sono le priorità del nostro mondo? Fino a che punto possiamo spingerci, per esempio, per realizzare una infrastruttura? Il “progresso” fino a che punto può spingersi? Salvaguardare la storia, il nostro bagaglio culturale e identitario è un prezzo che possiamo pagare con leggerezza? In una società che svilisce il mondo della cultura e della scuola, che favorisce l’economia piuttosto che la comunità, questo interrogativo non diventa di facile risposta e rischia di trasformarsi in una domanda che travalica il mero esempio genovese e porta l’attenzione sullo “scontro di civiltà” che viviamo tutti i giorni, tra chi assiste passivamente contribuendo allo sfacelo e chi non rimane in silenzio e pensa ad una idea diversa di comunità e società. Può una opera, una infrastruttura essere messa davanti a tutto, davanti alle nostre sensibilità, alla nostra umanità?
In definitiva, perchè un gruppo di liberi cittadini si è voluto indignare e muovere per un così piccolo monumento presente nel proprio altrettanto piccolo quartiere? Crediamo che sia stato fatto soprattutto per salvaguardare il nostro futuro: preservare i simboli del nostro passato non significa fare un esercizio retorico, non significa essere dei malinconici individui attaccati ad una idea romantica di esistenza. Difendere il nostro passato, per citare Luca Borzani, significa difendere il nostro futuro. Significa dare un segnale alla città, non ripetere una nuova Via Madre di Dio. Preservare la Bellezza di un luogo e tutto ciò che è insito nel significato di bellezza stesso (l’umanità, il potenziale aggregativo di un luogo, il rispetto del paesaggio) significa rispettare e dare spazio alla bellezza nella sua dimensione pubblica di Bene Comune. Siamo a un bivio. Come immaginiamo la nostra società, e quindi la nostra città del futuro, quello spazio cioè dove si esplicita in maniera pubblica la nostra idea di società?
Ponte Carrega non è solo un insieme di pietre che si oppone alla furia del Bisagno: è una parte di città fatta di persone che vuole prendersi cura di un nostro territorio offeso dalla speculazione e ancor più dall’oblio della nostra democrazia.

L’idea di Bellezza è un tema politico che dovrebbe, senza retorica, fare parte dell’agenda politica di questa Regione e di questo Paese: l’articolo 9 della Costituzione ne è il fondamento giuridico e da qui passa il messaggio di una idea di cittadinanza, di una idea di cultura e di civiltà slegata dall’individualismo, dalla privatizzazione degli spazi pubblici, dalla autoreferenzialità e superficialità di un certo modo di fare politica che vorremmo vederci finalmente alle spalle.


Consiglio comunale: http://www.comune.genova.it/content/consiglio-comunale-seduta-del-24-febbraio
Schermata 2015-02-25 a 10.46.40Schermata 2015-02-18 a 19.06.15
http://genova.erasuperba.it/notizie-genova/ponte-carrega-valbisagno-no-demolizione
http://www.genovatoday.it/politica/ponte-carrega-demolizione.html
Qui il link della mozione approvata alla unanimità dal Consiglio comunale:http://www.comune.genova.it/sites/default/files/20150224_demolizione_ponte_carrega_moz.pdf

Ponte Carrega ancora una volta Luogo del Cuore Fai!

logo-FAIOggi sono stati presentati a Milano i risultati del censimento internazionale promosso dal FAI -Fondo Ambiente italiano- I Luoghi del Cuore 2014.

Ponte Carrega nel 2012 si classificò primo luogo del cuore della Provincia di Genova: il ponte non era ancora stato vincolato con specifico decreto da parte del Ministero e quel risultato contribuì in maniera importante al suo vincolo. Le firme per quell’occasione furono raccolte in breve tempo e con urgenza per sensibilizzare l’opinione pubblica nell’intento di salvare il ponte dal possibile progetto di abbattimento e per valorizzarlo. Questa seconda tappa risponde a questa esigenza di protezione e valorizzazione che risponde allo scopo e allo spirito del censimento del Fondo Ambiente e della Associazione Amici di Ponte Carrega.

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La cosa più sorprendente di questa edizione del censimento è che questa volta, pur senza grandi clamori e con poca pubblicità (solo un paio di banchetti organizzati!), abbiamo riproposto la raccolta firme che con nostra grande sorpresa ha avuto di nuovo grande successo: mentre nel 2012 eravamo stati noi a promuoverla in prima persona, questa volta siamo stati soprattutto coordinatori e raccoglitori delle firme raccolte in giro per Genova e la Val Bisagno da cittadini e comitati che hanno raccolto molto spesso le firme in maniera autonoma e spontanea per Ponte Carrega: a tutte queste persone va oggi il nostro ringraziamento e il riconoscimento di questo ulteriore risultato ed obiettivo raggiunto dalla nostra vallata e dal Nostro Ponte! L’obiettivo di superare le mille firme è stato ampiamente sfondato e ora potremo partecipare al bando per cercare di ottenere quei finanziamenti per restauro che nel 2012 non eravamo riusciti ad ottenere per la mancanza di un dettaglio nel progetto di riqualificazione, chiudendo quindi un percorso incominciato nel 2012. Quest’anno, grazie allo studio di architetti Mangeruca, ci siamo mossi in anticipo per cercare di proporre al Fai un piccolo progetto per rendere questa parte di vallata più bella!

Il progetto verrà presentato in una delle prossime riunioni di quartiere.

Quest’anno il ponte si è classificato 3° luogo del cuore di Genova, rimanendo quindi sul podio e piazzandosi davanti alla Villa della Duchessa di Galliera di Voltri e all’Acquedotto storico e classificandosi al 207° posto su scala nazionale sugli oltre 20 mila luoghi segnalati e sui 1.658.701 voti complessivi (1 milione e seicentomila!) che hanno fatto di questa edizione una edizione record!

Il censimento del Fai ha poi riconosciuto, per la prima volta e con grande soddisfazione per la nostra Regione, la vittoria di un bene del cuore ligure: è arrivato infatti primo nella classifica nazionale il convento dei frati Cappuccini di Monterosso al Mare http://iluoghidelcuore.it/risultati# con oltre 110mila voti raccolti!

Il ponte è arrivato secondo nella categoria settoriale “ponti” a livello nazionale – un risultato per noi molto soddisfacente che ci permette di rientrare a pieno titolo nei piani di finanziamento del FAI e che ci rende orgogliosi del risultato raggiunto per il nostro quartiere e la vallata!

Grazie a tutti per aver partecipato!

Rassegna stampa Fai per recupero di Ponte Carrega nella scorsa edizione:

http://www.fondoambiente.it/Attivita-FAI/Index.aspx?q=recupero-del-primo-luogo-del-cuore-di-genova

Link Classifiche Luoghi del Cuore 2014: http://iluoghidelcuore.it/risultati#Fai3


Qui sotto riportiamo un video di repertorio sull’intervento di pulizia promosso dagli Amici di Ponte Carrega nel 2013

 

Un po’ di rassegna stampa

Linkiamo gli articoli delle redazioni web de Il Secolo XIX e La Repubblica sulla fantasiosa idea di una cabinovia sospesa a 35 metri di altezza sul Bisagno (una idea fantastica per favorire i negozi di vicinato evidentemente, ndr!): Secolo XIX: http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2015/02/17/ARCHe6YD-trasporto_valbisagno_progetto.shtml, La Repubblica: http://genova.repubblica.it/cronaca/2015/02/17/news/cabinovia-107551502/#gallery-slider=107565594.

Qui potete vedere il video realizzato da Il Secolo XIX Web dopo il convegno di ieri mattina, a presentazione avvenuta: http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2015/02/17/ARCHe6YD-trasporto_valbisagno_progetto.shtml mentre qui di seguito trovate l’articolo sulla Cabinovia della Val Bisagno anticipato in un articolo comparso sulla Gazzetta del Lunedì:

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 Qui il commento alla notizia del Comitato Si Tram:http://genova.mentelocale.it/63240-genova-funivia-sulla-valbisagno-progetto/.
Sempre sulla Gazzetta del Lunedì è comparso un articolo sul restringimento dell’argine destro del Bisagno con alcuni aggiornamenti: potete leggere l’articolo completo in formato pdf cliccando <qui>

 

Ieri infine in consiglio comunale si è parlato del degrado dell’Acquedotto storico e della scuola di Via Lodi a seguito degli ultimi interventi sui media locali e nazionali (Era Superba:http://genova.erasuperba.it/notizie-genova/acquedotto-storico-valbisagno-degrado-frane-discariche e La7: http://www.la7.it/laria-che-tira/video/a-genova-la-scuola-più-a-rischio-d’italia-06-02-2015-146822). Per quanto riguarda la scuola di Via Lodi è importante sottolineare come non ci siano centraline per il rilevamento della qualità dell’aria nelle vicinanze della più grande autorimessa di autobus della Regione! (le più vicine si trovano in corso Europa e Corso Buenos Aires!).

Qui potete leggere la sintesi del consiglio di ieri su Acquedotto (400 mila euro stanziati per recupero con fondi Por) e scuola di Via Lodi, oltrechè per la passeggiata di Nervi e la scalinata Borghese di Piazza Tommaseo: http://www.comune.genova.it/content/consiglio-comunale-seduta-del-17-febbraio

 

Scopriamo il convegno: la Bellezza

IL TERRITORIO COME BENE COMUNE
Domenica 11 gennaio dalle ore 9.30
Sala del Maggior Consiglio – Palazzo Ducale, Genova
LA BELLEZZA 

La Val Bisagno non è solo un’area di servizio della città; non è solo fango e cemento, alluvioni e dissesto idrogeologico. La Val Bisagno ha una dimensione di bellezza tutta da scoprire e da rivalutare.

Partendo dal libro del Prof. Renzo Rosso “Bisagno. Il fiume nascosto” edito da Marsilio (http://www.marsilioeditori.it/libri/scheda-libro/3171790/bisagno) Alessandro Ravera, esperto di studi urbani e guida turistica innamorata del cimitero di Staglieno darà vita a un breve scambio di battute, assaggio di un qualcosa di più gustoso che proporremo più avanti, sulla Bellezza della Val Bisagno e sulla sua affascinante storia, insieme al prof. Rosso e al noto attore “bisagnino” Mauro Pirovano.

Insieme racconteranno le bellezze da cui bisogna ripartire: cimitero di Staglieno, sistema dei forti, Ponte Carrega, Abbazie e chiese, l’acquedotto storico e insieme ripercorreranno alcuni episodi storici della storia della città e d’Italia che sono passati anche attraverso la Val Bisagno, dalla Resistenza agli inizi della lotta armata.

Domenica alle 16:30 presso la Sala del Maggior Consiglio di palazzo Ducale