Archive for Festival dell’acquedotto

Storie e tradizioni della Val Bisagno: Val Bisagno, valle di ville

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Genova è una “civiltà di palazzi”. Non può quindi stupire che le stesse ricche famiglie di mercanti e finanzieri genovesi che risiedevano in città cercassero di esportare quella bellezza e magnificenza anche nei luoghi di villeggiatura fuori porta, sia a Levante che a Ponente, così come in Val Polcevera o in Val Bisagno.

Si tratta generalmente di ville coltive situate laddove le grandi famiglie patrizie possedevano grandi appezzamenti di terreno che davano rendite sia attraverso la locazione dei terreni a terzi sia attraverso la produzione di beni agricoli destinati alle residenze di città (Una cucina a Genova nell’ottocento, Sagep 2016).

Si può parlare di un sistema di ville in Val Bisagno: raggiungibili per la maggior parte attraverso la Strada di Bisagno, la più antica strada di fondovalle che sfruttava l’ampio greto del fiume e i periodi di secca per trasformare il Bisagno in una strada carrabile, le ville erano poi raggiungibili attraverso strade appositamente sviluppate per favorire l’accesso dei carri alle ville. Era così, ad esempio, per Villa Durazzo Grimaldi a Montesignano (chi voleva transitarvi doveva pagare una imposta per il transito) la cui strada partiva da Ponte Carrega o per la Villa Ferretto a Fontanegli che ripercorre quasi completamente l’attuale via Giovanni da Verrazzano.

Ogni grande appezzamento di terreno aveva il proprio palazzo di villa: la maggior parte di questi risale al periodo d’oro della finanza genovese, tra XVI e XVII secolo: è il periodo che Rubens celebra nel suo libro sui Palazzi di Genova nel quale comprende anche alcune ville suburbane.

Quasi tutte queste costruzioni sono state però via via riedificate o alterate nel corso degli ultimi due secoli, relegate ai margini nella disordinata crescita urbanistica del secondo dopoguerra (si pensi alla Villa Musso Piantelli stretta tra stadio e palazzi o alla vicina Villa Saredo Parodi oggi Comando dei Vigili di Marassi o ancora alla Villa Montebruno); Hanno quasi tutte perso i caratteri originari diventando spesso condomini plurifamiliari. Alcune sono state demolite, altre abbandonate per lungo tempo o vittime di speculazione (si citi, una per tutte, la villa Gio. Battista Invrea a Prato vedi ns. articolo ).

In generale non abbiamo molte notizie sui palazzi di villa della vallata: sappiamo poco sugli iniziatori delle “Fabriche” e quasi sempre non conosciamo il nome degli architetti, ad eccezione della villa di Galeazzo Alessi che sorge nella odierna via San Vincenzo (Sauli Grimaldi “in Bisagno”), anche se pesantemente modificata rispetto al disegno originario. Proprio l’Alessi rappresenta il nome che traccia lo spartiacque tra passato e futuro dell’architettura di villa nel corso del cinquecento. I palazzi da lui progettati (se ne contano tre certi tra quelli suburbani) e soprattutto quelli che a lui si ispirano (molto più numerosi), prediligono come nuovo canone architettonico la pianta quadrata e il monumentale tetto a quattro spioventi a fortissima pendenza (ad esempio la Villa oggi proprietà dell’Istituto delle Suore Maria Ausiliatrice a Marassi oppure villa Brignole Sale oggi Marassi a Montesignano o villa Thellung a Fontanegli).

Ripercorrendo la valle dalla attuale zona di Brignole fino all’estremo nord del Comune contiamo numerose testimonianze di ville antiche a partire dalla splendida villa Imperiale a Terralba (oggi sede della biblioteca Lercari), riccamente affrescata da Luca Cambiaso e talmente importante da essere scelta per ospitare nel 1502 il re di Francia Luigi XII durante un suo viaggio a Genova (come una anticipazione di quello che sarà poi il sistema dei Rolli cittadini inventato nel 1576).

Anche San Pantaleo fin dal secolo XV è zona ricca di testimonianze di villa: tra le tante ricordiamo la villa Cattanei in cima a San Pantaleo. A Staglieno troviamo la Villa Parodi in via del Veilino sulla cui facciata sono murate le palle di cannone della ritirata austriaca della guerra del 1746. Alcune ville (Rusca e Vaccarezza) furono sacrificate nel corso dell’ ottocento dall’espansione del cimitero di Staglieno. A Montesignano troviamo le già citate Durazzo Grimaldi che fu anche Grillo Cattaneo, Burlando e Chiarella, la villa Brignole Sale oggi  Marassi e la Durazzo Pallavicino Cattaneo Zanoletti alla Sciorba (Sorboa), testimonianze degli antichi possedimenti di queste famiglie nella media valle. A Sant’Eusebio incontriamo alcune ville più recenti, costruite tra ottocento e novecento (Odetti e Dolcino) mentre a Molassana ritroviamo la Villa Sauli (della Marchesa). A Fontanegli sono situate la villa Thellung, dove si conserva lo studio di G.B. Mameli, fratello di Goffredo, Ferretto (oggi casa di riposo) e Raggi (da qualche anno restaurata ad abitazione privata).

Anche se geograficamente non più nel Municipio Media Val Bisagno ma un tempo strettamente collegata alle direttrici viarie della Val Bisagno verso il Levante è importante citare la Villa di caccia dei Fieschi (e poi degli Spinola) a Bavari con il suo curioso tetto. Splendida è la Villa Durazzo a Pino, oggi Opera Don Orione, che conserva ancora alcuni ambienti al pian terreno decorati con finte grotte e nicchie e con alcuni affreschi del Guidobono: la proprietà conserva ancora alcune carrozze d’epoca che furono dei nobili Durazzo.

Concludiamo il nostro giro della vallata con l’antica villa Pallavicino a Struppa (oggi Asilo Le Coccinelle) un tempo primo bronzino dell’ acquedotto storico. Infine un breve cenno a quella che fu una delle più belle testimonianze della vallata, quella villa di Gio.Battista Invrea a Prato, vittima di una scellerata urbanistica incurante della bellezza e della storia, oggi deturpata e definitivamente compromessa. vedi ns. articolo

Il giro delle ville della Val Bisagno è pertanto un tour interessante e ricco di fascino e ispirazioni per la riscoperta e la rivalutazione della nostra vallata da un punto di vista storico paesaggistico e architettonico che sottolinea la bellezza spesso sottovalutata dei nostri quartieri.

L’ottava edizione del Festival dell’Antico Acquedotto, tenutosi durante il mese di Luglio e organizzato dal Teatro dell’Ortica ha ben valorizzato questo aspetto del nostro patrimonio facendo letteralmente scoprire angoli inaspettati di vallata, altrimenti difficilmente accessibili.

Per saperne di più: Catalogo delle Ville genovesi,  Italia Nostra, 1967
Le ville del genovesato, Valenti editore, 1987

Fabrizio Spiniello, associazione Amici di Ponte Carrega

Si ringrazia Jolanda Valenti per la collaborazione

Prospetto principale di Palazzo Thellung a Fontanegli

Prospetto principale di Palazzo Thellung a Fontanegli

Venere e Adone, Guidobono: particolare di Venere. Villa Durazzo a Pino

Venere e Adone, Guidobono: particolare di Venere. Villa Durazzo a Pino

affresco della Villa Durazzo Grimaldi a Montesignano

Affresco della Villa Durazzo Grimaldi a Montesignano

L’articolo è tratto dall’ultimo numero di “Noi in 20 Pagine”, bimestrale della Polisportiva Alta Val Bisagno a cui la Associazione Amici di Ponte Carrega ha collaborato nel corso di questi due anni curando la rubrica “C’era una volta”. Purtroppo, con il numero di Novembre 2016 si interrompono le pubblicazioni del periodico: è stato un piacere e una rara e importante opportunità poter collaborare con la Polisportiva e la redazione del giornale, vetrina più unica che rara per questi due anni della Val Bisagno e delle sue bellezze.

Nella speranza che le pubblicazioni in futuro possano riprendere cogliamo l’occasione per ringraziare in particolar modo il Direttore responsabile della testata, Maria Grazia Marletto e il Coordinatore editoriale Aldo De Crignis.

La rubrica “Storie e tradizioni della Va Bisagno” continuerà comunque sul nostro sito www.amicidipontecarrega.it: il prossimo articolo tratterà della tradizioni dei “risseu”,  con le foto dei più belli acciottolati della Val Bisagno!

In foto vi mostriamo l’ultimo (speriamo per ora) editoriale e la pagina con l’articolo delle ville della Val Bisagno (in versione tagliata rispetto all’articolo pubblicato qui sopra):

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Stasera a teatro!

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Domani in Piazza Adriatico il Festival dell’Acquedotto!

Intervento di Giordano Bruschi
Intervento di Giordano Bruschi

Intervento di Giordano Bruschi

Domani in Piazza Adriatico si terrà la conferenza “Istria, una guerra per prenderla, una guerra per perderla” con Silvio Ferrari e la Comunità istriano dalmata. La conferenza avrà inizio alle ore 17:30 in Piazza Adriatico e fa parte del programma del settimo festival dell’acquedotto e delle antiche vie.
Il luogo scelto dal Teatro dell’Ortica per la sede dell’incontro è evocativo: nel secondo dopoguerra, prima le baracche e poi i palazzi popolari di Piazza Adriatico, ospitarono gli esuli di Istria, Giulia e Dalmazia oltre agli sfollati del centro storico bombardato. Per questo motivo l’amministrazione Adamoli scelse per queste zone di nuova edificazione i nomi di Lungo Bisagno Istria e Dalmazia, Piazza Adriatico e Via Spalato. Nel 1970 Piazza Adriatico accolse poi parte delle popolazioni di Via Madre di Dio distrutta per sempre dalla speculazione edilizia.
Con il professor Silvio Ferrari ripercorreremo le vicende storiche dell’Istria tra le due guerre mondiali.
A domani!Schermata 2015-07-06 a 16.32.17

Mirko Bonomi e il prof. Silvio Ferrari durante l'incontro

Mirko Bonomi e il prof. Silvio Ferrari durante l’incontro

 

L'intervento di Eugenio Bracco della Associazione Amici di Ponte Carrega

L’intervento di Eugenio Bracco della Associazione Amici di Ponte Carrega

Festival dell’Acquedotto

Oggi un Bene Comune ritorna ad essere della comunità e della cittadinanza, riemergendo da decenni di oblio, zetto, rovi e carcasse di motorini. Il Truogolo di Salita alla Chiesa di Staglieno era stato cancellato dai percorsi ed era quasi sparito dalla memoria collettiva. Dopo sei mesi di lavoro l’Associazione Amici di Ponte Carrega è lieta, questo pomeriggio a conclusione della stondaiata che dalle 17:30 parte dal Ponte Carrega, di presentare alla cittadinanza la prima parte dei lavori di recupero di un truogolo unico nel suo genere e tornato patrimonio della città e della Val Bisagno.
La Bellezza torna oggi ad essere visibile di fronte a tante bruttezze e oscenità che ogni giorno possiamo e potremo vedere nei nostri quartieri: tanta bellezza riqualifica il nostro territorio e risalta l’arroganza e la violenza degli ecomostri che violentano il nostro territorio, dequalificando la nostra Valle e minando le nostre radici.

Il percorso passerà in mezzo a queste contraddizioni: si parte dal Ponte Carrega, si prosegue nel borgo storico, nella Ponte Carrega nascosta: passeremo negli orti di ponte Carrega a Porte chiuse. Saliremo  la antica Salita del Campo da cui un tempo si raggiungeva Quezzi e supereremo Laiasso e Orpea: qui vedremo un altro lavatoio nascosto. Supereremo il ponte Veronelli (per l’occasione adottato con nuovi fiori e piante dalla Associazione) e proseguiremo per Gavette fino al truogolo della Pigna e da lì al truogolo di Salita alla Chiesa di Staglieno.

Vi aspettiamo alle 17:30 sul Ponte Carrega

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C’eravamo tutti

Il primo passo: sopralluogo dei tecnici di Tassani Colori. Nella foto il sig. SaiaLa presentazione dei lavori a Telenordla presentazione dei lavori a TelenordPonte carrega_8.jpgPonte carrega_4.jpgPonte carrega_3.jpgPonte carrega_10.jpgIMG_1679.JPGIMG_1678.JPGIMG_1651.JPGIMG_1637.JPGIMG_1643.JPGPonte carrega_12.jpgPonte carrega_11.jpgIMG_1646.JPGIMG_1627.JPGIMG_1611Fest sul ponte

Presentazione alla cittadinanza dei lavori di restauro di Ponte Carrega.

Ieri sopra il ponte c’eravamo quasi tutti, anche chi aveva sostenuto il progetto del suo abbattimento.

E’ stata una festa splendida!

Più di 150 persone hanno assistito allo spettacolo del trio Pirovano-Cambri-Cravero e poi hanno dato vita a una bellissima festa sul Nostro Ponte Carrega! Una occasione fantastica di solidarietà e di cittadinanza. E’ stata la festa del buon senso, la festa dell’impegno civile, la festa della dignità di un quartiere che non si arrende al degrado. E’ stata la festa di chi pensa che il bello, la propria identità, l’ambiente in cui vive, vada preservato in modo sostenibile e che questo sia il vero patrimonio di tutti. E’ stata la festa di chi vuole valorizzare il luogo in cui vive contro chi vuole mortificarlo per renderlo un’aera di servizio, un parcheggio per gli ultimi, una periferia sociale.

L’idea di restuaro del ponte è la presa di coscienza della ns associazione e del nostro quartiere. Rappresenta il balzo in avanti verso una politica dei cittadini. Il filo conduttore che muove la nostra attività è quello della dignità: dopo l’alluvione il nostro spirito non è stato fiaccato nemmeno dalla cementificazione in atto nel nostro quartiere. Si pensi alla rabbia e al senso di ingiustizia e di abbandono quando nel nostro quartiere ancora sporco di fango sono incominciati i lavori di sbancamento della collina; si pensi alla rabbia e alla incredulità nel sentire dire che Ponte Carrega era un ponte non a norma! E’ un ponte del ‘700, come potrebbe essere a norma con le vigenti norme idrauliche? La nostra azione è stata quella di opporci a queste “visioni di valle” muovendo competenze. Così nasce la collaborazione con il Wwf, il Fai, con il Cima di Savona (ente di ricerca dell’università di Genova) e con il Politecnico di Milano. Il restauro di Ponte Carrega ha un significato più profondo, ma di più sottile interpretazione di quello che forse è apparso al di fuori: non è stata solo occasione di festa, ma atto di denuncia verso chi pensa di poter sconvolgere la vita del cittadino senza rendergliene conto. E’ atto di impegno civile che testimonia la volontà di sporcarsi le mani e di metterci la faccia. E’ atto di resistenza, in qualche modo, verso chi tende ad avere una visione mortificante del nostro territorio e del nostro ambiente, verso chi ha una mancanza totale di una idea di sviluppo della vallata e della città, che non sia quella del cemento e dei centri commerciali. Da un punto di vista logistico abbiamo coinvolto la cittadinanza nella maniera più totale: persone diverse che lavorano insieme come durante l’alluvione del 4 novembre: come allora scout, ultras Tito, anarchici, Acr, Arci. Pura solidarietà che ci rende orgogliosi di questo quartiere. Ci eravamo dati un mese per poter completare i lavori, ma sono bastati solo 4 giorni. Decine e decine di cittadini hanno apportato il loro contributo, anche solo offrendoci il caffè, o portandoci le bibite fresche durante i lunghi pomeriggi assolati. Fondamentale poi il contributo del Cai Bolzaneto, per i delicati lavori su corda per eliminare le infestanti e le piante di fico presenti ai lati del ponte e dello sponsor privato, il colorificio Tassani, che ha offerto la pittura anticorrosiva ferromicacea per dipingere la ringhiera (precedentemente carteggiata e preparata alla coloritura: circa 100 metri di ringhiera!). Il municipio ha offerto supporto logistico e ha offerto guanti e pennelli. Prossimo obiettivo a breve termine che ci siamo posti è quello di installare le fioriere a sbalzo in modo da addobbare il ponte: l’obiettivo è quello di far si che siano le famiglie del quartiere a adottare una fioriera e a tenerla in ordine! Il Fai, in tutte le sue forme, ha dato un contributo fondamentale in termini di visibilità (anche sul suo sito). Sia la sede genovese, che ligure, sia la sede nazionale milanese hanno preso a cuore le sorti del ponte segnalato con quasi 2.000 firme al censimento promosso dal Fondo ambiente “I Luoghi del Cuore”. Ponte Carrega è primo Luogo del Cuore di Genova ed è perciò tutelato e salvaguardato dal Fai. Stiamo per inviare un dossier a Milano che il Fai pubblicherà sul libro “SOS paesaggio” e che entrerà nell’archivio nazionale del Fai. Con il Fai si sta anche sviluppando un discorso di valorizzazione del ponte con il tentativo di installare panchine e lampioni d’epoca sul ponte per riportarlo all’antico splendore. Anche la settecentesca edicola votiva della Madonna delle Grazie rientra in questa operazione di valorizzazione: si sta valutando la possibilità di installare l’edicola marmorea sul ponte (dove anticamente era posizionata), invece che nel giardino posto a fianco della rotonda sul piazzale della ex-cementifera.

Presentazione dei lavori di restauro alla cittadinanza!

19 luglio2013, presentazione dei lavori di restauro di Ponte Carrega alla cittadinanza

Ponte Carrega su Era Superba!

http://genova.erasuperba.it/rubriche/ponte-carrega-val-bisagno-quezzi-associazione-lavori-restauro-volontari-luglio-2013

Programma del 19 luglio – Festival dell’acquedotto storico

Ecco nel dettaglio il programma del 19 luglio, giorno in cui è prevista una delle “stondaiate” del Festival dell’Antico Acquedotto che si concluderà su Ponte Carrega e sarà l’occasione per la presentazione dei restauri alla cittadinanza.

La stondaiata è uno spettacolo teatrale e musicale itinerante: i protagonisti della stondaiata saranno gli autori Mauro Pirovano, Marco Cravero e il musicista Marco Cambri.

Sarà presente il direttore artistico Mirco Bonomi.
La partenza è prevista alle ore 18:00 da Piazzale Resasco (cimitero di Staglieno, capolinea autobus numero  34). La passeggiata prosegue sull’acquedotto storico fino alle Officine del Gas (Sala Luzzati, fondazione Amga), dove si pensa di arrivare intorno alle ore 19:00. Ponte Carrega - Amici di ponte carrega - Festival Acquedotto
Il trasferimento su Ponte Carrega è previsto tra le ore 19:45 e le ore 20:00.
Il programma sul ponte prevede una breve digressione storica su Ponte Carrega da parte di Mauro Pirovano, il ringraziamento da parte dell’associazione Amici di Pontecarrega, la consegna di una targa ricordo al colorificio Tassani e al gruppo speleologico del CAI di Bolzaneto e l’inaugurazione della targa marmorea recante l’incisione della poesia Tramonto a Pontecarrega di Camillo Sbarbaro. Seguirà la foto ricordo dei bambini della Polisportiva Pontecarrega.
Per concludere verrà offerto ai presenti un rinfresco sul ponte.

Operazione compiuta!

Due giorni splendidi! Abbiamo lavorato sodo, con l’aiuto di tanti. Oltre 60 persone si sono avvicendate nei lavori per rendere più bello il nostro “bene non rinnovabile”, Ponte Carrega. E’ stato un forte momento di comunità e il quartiere si è unito in uno stretto abbraccio verso coloro che si sono sporcati le mani durante i lavori! Molti erano con noi il 4 novembre e lo spirito di solidarietà si è rinnovato anche ieri con grande gioia e forte commozione. Così vogliamo ringraziare quel signore che passando sul ponte ci ringrazia e ci stringe la mano, chi ci ha portato le bibite fresche e chi ci ha offerto la focaccia e i caffè! Vogliamo ringraziare coloro che sono venuti a fare le foto e coloro che sono venuti a sporcarsi le mani anche per poco tempo solo perchè stavano passando di lì e si sono voluti comunque fermare, in una calda e bella giornata d’estate, per affermare con l’opera e l’esempio che quel bene è anche loro ed è di tutti, patrimonio di tutti. A tutti noi, cittadini che non hanno perso il valore della testimonianza e dell’impegno, vogliamo dire grazie.
Da oggi, passando sul ponte, potrete dire che quel ponte è anche vostro o lo è un pochino di più rispetto a ieri. Toccate la ringhiera e accarezzatela poichè gli avete dato vita nuova!

E’ motivo di orgoglio della associazione e della cittadinanza essere riusciti a completare quasi definitivamente l’operazione di sverniciatura, carteggiatura e verniciatura di Ponte Carrega. Sabato prossimo termineremo l’ultima tranche e daremo una seconda mano di vernice più veloce, dopodichè verranno sistemate le fioriere fornite dal Municipio ed entro il 19 luglio (data dell’inaugurazione del restauro in occasione del Festival dell’antico acquedotto) verranno posizionate le targhe ricordo dell’operazione. Mercoledì 3 luglio invece sarà la volta dell’intervento del CAI di Bolzaneto: attraverso un intervento su corda verranno effettuati interventi sulle piante e gli alberi infestati presenti ai lati del ponte.

Un ringraziamento particolare va fatto al nostro sponsor privato, Tassani Colori, senza il cui aiuto non sarebbe stato immaginabile un intervento così importante.

 

Testimonial d'eccezione per l'operazione Ponte Pulito! Ugo Dighero, Mauro Pirovano e Mirco Bonomi alle prese con vernice e pennelli!

Testimonial d’eccezione per l’operazione Ponte Pulito! Ugo Dighero, Mauro Pirovano e Mirco Bonomi alle prese con vernice e pennelli!

L’Associazione Amici di Pontecarrega è una delle associazioni attive sul territorio che collaborano al 5° Festival dell’antico acquedotto.

il programma del quinto festival dell’antico acquedottofestival acquedotto1

Incomicia il 5° Festival dell’Antico Acquedotto; tra i collaboratori anche gli Amici di Pontecarrega

 

Il 5° Festival dell’antico acquedotto è stato presentato alla Feltrinelli giovedì scorso, assieme al calendario delle iniziative e ai partners che collaborano con il Teatro dell’Ortica e tra i quali rientra anche l’ Associazione Amici di Pontecarrega. Stasera il primo degli spettacoli del ricco calendario in programma alle ore 21:00 presso il Teatro dell’Ortica dove andrà in scena “Buona la prima…speriamo…forse anche!” con gli allievi della scuola di Teatro Comico del Teatro dell’Ortica e la regia del nostro socio Mauro Pirovano.
Nel frattempo, a seguito della presentazione, emerge l’idea di installare il futuro Teatro della Valbisagno nell’area ex-Guglielmetti. Un’idea che ci trova entusiasti ed è degna di essere approfondita e portata avanti insieme alle Istituzioni, insieme all’idea e al progetto di Ambulatorio Sociale della Valbisagno.
festival dell'antico acquedotto