Archive for Convegno dissesto idrogeologico

Politecnico per Pontecarrega e Piazza Adriatico

politecnico-di-milano-concorsi Dopo quasi due mesi l’ufficio cartografico del Comune di Genova e la Protezione Civile ci hanno trasmesso i dati cartografici di Piazza Adriatico e Pontecarrega per poter finalmente cominciare il progetto insieme al Politecnico di Milano. Per ottenere un file in formato dwg e in scala 1:1000 abbiamo dovuto sudare più del previsto ma la nostra perseveranza alla fine ha ottenuto il tanto richiesto materiale digitale.
Ora può cominciare il lavoro dei ragazzi del corso di Rischio Idrogeologico e Protezione Civile del Politecnico di Milano che dalla prossima settimana e fino a giugno studieranno Piazza Adriatico e Pontecarrega facendo uno studio di prefattibilità sull’impiego di tecniche di flood proofing nel nostro quartiere!
Buon lavoro!

Comunicato stampa sul parere del consiglio superiore dei lavori pubblici

WWF Genova e Comitati – Comunicato Stampa – Parere CSLP scolmatore Fereggiano

Genova, 6 febbraio 2014

 

Lotta al dissesto idrogeologico: no, non si fa così!

 

Il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici stronca in modo clamoroso lo scolmatore del Fereggiano. Lo stronca perché ci vuole troppo tempo per realizzarlo, i costi sono sottostimati, la copertura economica è molto carente, gli studi sono vecchi, non considerati gli impatti, non si è certi che intercetterà tutta l’acqua ed anzi c’è il rischio che vada a creare problemi da altre parti (vedi la falda di Terralba). In aggiunta, il CSLP stigmatizza anche la definizione di “primo lotto dello scolmatore del Bisagno” in quanto è lampante che con esso non c’entri nulla: insomma, un maldestro tentativo di gioco delle tre carte e così “fregare” i cittadini genovesi additando i dubbiosi come i soliti contestatori di professione.

Siamo alle solite: abbiamo dei gravi problemi e le soluzioni sono da apprendisti stregoni; ci attendiamo che qualche testa di alto livello cada, anche se la cifra di questa amministrazione è la mediocrità più assoluta e quindi siamo pressoché certi che la nostra sarà un’attesa vana.

Come insieme di associazioni e comitati, abbiamo cercato di indicare strade diverse con il nostro evento dello scorso 8 e 9 Novembre ed in particolare durante il convegno a Palazzo Ducale abbiamo proposto un’idea progettuale alternativa allo scolmatore del Fereggiano, bellamente accantonata dagli assessori presenti seppur ritenuta interessante da uno dei Professori intervenuti. L’assessore Garotta ha detto che si applicava il Piano di Bacino in quanto era il primo lotto dello scolmatore del Bisagno (sigh!) mentre l’assessore Crivello ha detto che c’erano da prendere i soldi del “Piano Città” grazie a questo (doppio sigh!) progetto definitivo.

Purtroppo sembra che l’assessore intenda andare avanti minimizzando la stroncatura e trincerandosi dietro il valore “solo” consultivo del parere. Ed il fatto che in sede di Conferenza dei Servizi non siano uscite fuori nuove spese ci lascia molto preoccupati visti i tanti aspetti non chiari di questo progetto.

Ma durante il convegno abbiamo proposto anche un metodo diverso rispetto a quello dell’apprendista stregone e cioè costruire collettivamente come comunità le soluzioni in modo partecipato. In altre parole, per la lotta al dissesto idrogeologico non servono leggi ad hoc che funzionano come una lotteria in cui si tirano fuori dai cassetti progetti pronti per ogni occasione.

Il rischio che si corre a replicare cose come il Piano Città è che si perda ancora più tempo; e menomale che il CSLP si è “accorto” che il progetto non andava perché altrimenti avremmo anche speso soldi vanamente.

Siamo dunque terrorizzati dalle affermazioni del Presidente Burlando quando dice di avere nei cassetti decine e decine di progetti già pronti in attesa di essere finanziati. Non è così che si fa, ogni progetto deve essere costruito insieme alla comunità di riferimento dove esperti, tecnici, amministratori e cittadini potranno esprimere e condividere le soluzioni, creando anche una forza sociale rilevante rispetto alla richiesta di finanziamento, diffondendo al tempo stesso la cultura della tutela del territorio.

Sapranno i nostri amministratori cambiare il loro modo di fare politica? Dubitiamo, sta a noi cittadini riprendere in mano il destino delle nostre vite e della nostra città.

WWF Genova

Associazione Amici di Ponte Carrega

Comitato Protezione Bosco Pelato

Associazione Vivere in Collina – Quezzi

Comitato NoCememntificazione Terralba-Genova

 

 

Scolmatore Fereggiano: tutto da rifare? Le critiche del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici

Il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici evidenzia alcune criticità del progetto definitivo sul Mini scolmatore del Fereggiano. Il progetto, inoltrato ad agosto, ha ricevuto le dovute osservazioni a fine dicembre ed ora, grazie al professor Rosso e ad Antonio Bruno, siamo in grado di fornirvi il documento completo (69pagine) in formato pdf.

Uno dei passi che più sembrano confermare le tante critiche di cui questo progetto è stato oggetto fin dal convegno di novembre riguarda alcuni aspetti idrologici: in particolare il parere tecnico alla pagina 47 sottolinea come “la portata di dimensionamento dell’opera sia stata definita in maniera convenzionale senza sviluppare un apposito studio idrologico riferito ai bacini idrografici di interesse”. Come dire che sul bacino del Fereggiano, del Rovare e del Noce non siano stati effettuati studi adeguati ad un’opera del genere; un’opera, vogliamo sottolinearlo, dal valore di 45milioni di euro per la realizzazione del solo primo stralcio del primo lotto cioè la sola captazione del rio Fereggiano. La captazione del rio Rovare e del Rio Noce rappresenta il secondo stralcio del primo lotto e ha un costo aggiuntivo di 13 milioni e trecentomila euro per un costo complessivo del primo lotto pari a euro 58,3 milioni. Questo secondo stralcio del primo lotto è da destinarsi ad una seconda fase mediante l’impiego dei ribassi di gara (cfr pag. 29) mentre il secondo lotto è rappresentato dal prolungamento dello scolmatore fino alla Sciorba.

La relazione prosegue mettendo il dito su quella che sembra la più grave mancanza di questo progetto che sembra non tenere adeguatamente conto dei processi di cambiamento climatico in atto da diversi anni affermando che “le stime del tempo di ritorno della portata di progetto definiscono probabilmente in modo non sufficientemente preciso per il rischio residuo di inondazione per incapacità dell’opera di scolmo di convogliare la portata in arrivo da monte”. Se non si tratta di bocciatura, poco ci manca: il progetto viene accusato di essere stato fatto su stime, calcoli e previsioni dello scorso secolo (sulla base di tabelle vecchie di 30anni, cfr pag. 48)

Il Consiglio Superiore inoltre sottolinea un altro aspetto molto importante, da noi sottolineato durante il Convegno. Nella relazione geologica, a pagina 54, si sottolinea la necessità di valutare la interazione tra le possibili frane, già verificatesi durante l’alluvione del 4novembre, e lo scolmatore. Occorre pertanto prevedere “interventi mirati a mitigare l’erosione sui versanti e/o stabilizzare pendii a rischio di frana a causa di eventi pioggia eccezionali”: chiaramente la concomitanza, non così eccezionale come dimostrano i recenti esempi, di una frana e di una piena del fiume “comprometterebbe di fatto la funzionalità delle opere previste”.

Altro elemento che, a parere del Consiglio merita maggiori approfondimenti, è quello riguardante l’utilizzo dei materiali e la “durabilità della superficie interna del rivestimento di galleria con particolare riferimento ai possibili fenomeni di abrasione in relazione ai valori di scabrezza di progetto”: è previsto che lo scolmatore del Fereggiano lavori in maniera ottimale “in pressione” e che in caso di eventi meno rilevanti rispetto ad episodi di piena (quelli per intenderci con tempo di ritorno di 25-35 anni) il deflusso mostri comportamenti instabili sollecitando continuamente e pericolosamente la superficie di rivestimento della galleria (pag.49) e quindi portandola velocemente ad una sua rapida erosione e rovina. Per questo motivo sarebbe fondamentale a nostro avviso, che nel computo di spesa complessivo venisse già inserita una clausola recante un preventivo dei costi di gestione e di manutenzione di un’opera che per il suo corretto funzionamento avrà un alto costo di manutenzione.

Altro punto problematico evidenziato dalla relazione sembra essere quello dello sbocco a mare (pag 50): va

verificato infatti, si legge nella relazione, il funzionamento che consideri le portate contemporaneamente in arrivo dalla galleria Fereggiano e dalla galleria Bisagno, allo scopo di quantificare il rigurgito che può interessare questa ultima”.

Il fatto, poi, che lo scolmatore, funzioni in pressione (caso unico al mondo) può compromettere il corretto funzionamento dello stesso nel caso in cui la piena sia contemporanea ad eventi meteo marini intensi: per questo Il Consiglio Superiore chiede di approfondire questa criticità come era stato, del resto, già prescritto per il progetto definitivo dello scolmatore del Bisagno nel 2007 (pag.51).

Il Consiglio esprime ancora un’altra perplessità riguardo le opere di presa dello scolmatore originariamente previste in maniera ottimale nel progetto del 2007 attraverso numerose simulazioni e la prevista realizzazione di una vasca con gradino che aveva la funzione di trattenere i corpi flottanti e la gran parte dei solidi trasportati dalla corrente. Il progetto attuale invece prevede un ridimensionamento delle dimensioni generali e la conseguente sostituzione del gradino di fondo con il restringimento che, così come previsto oggi, non sarebbe più in grado di trattenere adeguatamente quanto trasportato dalla corrente.

(si ringraziano il Prof. Rosso del Politecnico di Milano e il cons.comunale Antonio Bruno)

Parere Tecnico del Consiglio Nazionale dei Lavori Pubblici sullo Scolmatore Fereggiano.

Perchè. La ragione dei disastri. Un libro del prof. Giovanni Menduni

“Perchè. La ragione dei disastri”.
Un e-book del nostro caro amico, il Professor Giovanni Menduni del Politecnico di Milano. Un’opera assolutamente da leggere per meglio comprendere il tema del dissesto idrogeologico in Italia.

La trama del libro:
Il nostro Paese, ormai tutti lo sanno, si presenta come una sorta di show room del rischio naturale. Il territorio di tutte le venti regioni e quello di più o meno tutti gli oltre ottomila comuni, è soggetto a qualche forma di minaccia: frana, alluvione, subsidenza, allagamento, incendi boschivi, tsunami. Pure gli uragani, come si è visto a Taranto nel novembre del 2012, non mancano. Per non parlare dei terremoti che, per diverse ragioni costituiscono un capitolo a parte e dei quali, in questo libro, non tratteremo. Non ci facciamo mancare nulla, e si tratta di un rischio che si materializza con straordinaria frequenza in eventi drammatici, con danni ingentissimi e talvolta, purtroppo, vittime. L’Italia è stato anche un paese che ha seriamente provato a mettere a posto le cose. Ha dedicato tempo, denaro, intelligenza, a sviluppare una propria politica originale e autonoma che potesse governare questo problema. Ha anche segnato alcuni risultati importanti, battaglie volte a proprio favore in una guerra che, oggi come oggi, si presenta tuttavia ancora lunga, faticosa e tutt’altro che vincente. Anzi, diciamoci pure che la questione è messa piuttosto male e possiamo constatarlo pressoché ogni giorno. Questo libro si domanda il perché, anzi i perché di questa situazione e cerca di proporre anche qualche risposta. L’Autore ha vissuto in prima persona, e sotto diversi ruoli, molti passaggi di questa storia. Si tratta dunque di un pensiero “di parte” che ricalca i frutti di una storia personale e che, per questo, non pretende di offrire una trattazione organica e completa della materia dal punto di vista tecnico, giuridico o storico. E’ una visione sostanzialmente contro corrente che si oppone ad alcuni stereotipi che nel tempo sono andati a consolidarsi nel pensiero collettivo. Tra questi l’atteggiamento fideistico nei confronti delle opere di ingegneria, trascurando al contempo il governo del territorio e il ruolo attivo delle comunità nell’affrontare la difesa dalle calamità.
http://libreriarizzoli.corriere.it/Perch-.-Le-ragioni-dell-Italia-dei-disastri-e-qualche-idea-per-cambiare-le-cose/KpqsEWcVQjsAAAE93W9mhAFv/pc?CatalogCategoryID=Q62sEWcW7XcAAAEryr0dhq_J&Root=eBook

Il Politecnico di Milano a Pontecarrega e Piazza Adriatico. Prosegue il lavoro post convegno con Protezione Civile

Ieri mattina abbiamo dato seguito al nostro percorso incominciato col gruppo di lavoro sul dissesto idrogeologico e proseguito con il convegno dell’8 e 9 novembre scorsi.
Durante la preparazione del convegno infatti era emersa da parte nostra la richiesta di approfondire il tema della autoprotezione e della partecipazione della cittadinanza in tema di cultura del rischio e di protezione civile. Avevamo quindi chiesto alla dott.ssa Bocchiardo, capo della Protezione Civile del Comune di Genova, di organizzare un incontro per parlare più specificatamente della situazione di Piazza Adriatico e Pontecarrega. L’incontro è stato organizzato insieme alla segreteria dell’assessore alla Protezione Civile Gianni Crivello e si è tenuto venerdì 17 gennaio presso il suo ufficio al Matitone. Insieme a noi e da noi invitati c’erano Rinaldo Mazzoni del WWF e i professori Rosso e Bignami del Politecnico di Milano. Era nostra intenzione infatti, fin da subito, evitare ogni incontro politico e puntare fin da subito alle competenze tecniche e ad una riunione tecnica: in questa ottica erano stati informati dell’incontro anche i tecnici del Cima e il prof. Roth dell’Università di Genova, mentre la presenza dell’ing. Francesca Giannoni del Centro Funzionale MeteoIdrologico di Protezione Civile della Regione Liguria di Arpal è stata compromessa dallo stato di allerta 2 sul resto della Regione Liguria. Anche l’ass. Briano è stata informata mentre per quanto riguarda il Comune di Genova erano presenti all’incontro gli assessori Gianni Crivello (Lavori Pubblici e Protezione Civile), Valeria Garotta (Ambiente), la dott.ssa Monica Bocchiardo (Protezione Civile) e il dott. Franco Ravera.

L’incontro aveva come oggetto due temi:
Il primo tema era quello delle misure di protezione civile da adottare nel quartiere; dal caso generale affrontato durante il convegno ad un caso particolare e pratico da noi identificato in Piazza Adriatico e Pontecarrega in cui cercare di applicare i progressi fatti da Protezione civile nel campo della gestione del rischio finora affrontato con le sole scuole. Noi ci siamo proposti come promotori e portatori di interesse della possibilità di organizzare una esercitazione insieme alla Protezione Civile. Contemporaneamente abbiamo però espresso alcuni punti fermi: la nostra associazione si occupa di promozione sociale e non può prendersi responsabilità per le quali non è preparata. In secondo luogo abbiamo espresso le nostre perplessità sulle scelte del Comune nel nostro territorio: benissimo l’intenzione di una diversa e condivisa gestione delle emergenze ma per quanto riguarda il governo del territorio abbiamo ritenuto di esprimere le nostre considerazioni su alcune realtà che sono sotto gli occhi di tutti e che non possono essere ignorate: la costruzione dei grandi centri di attrazione in zone inondabili; l’aumento del traffico in zone inondabili; lo slittamento dei lavori del Rio Torre al 2015; la presenza di famiglie nei primi piani di Piazza Adriatico nonostante la revoca dell’uso abitativo e il rischio della revoca del decreto alla fine dei lavori su Rio Mermi e Rio Torre. Purtroppo le risposte non sono state molto esaustive per il fatto che la Protezione Civile non si occupa di tutto ciò che è strutturale che invece compete al comune. Proprio per questo e per la presenza degli ass. Crivello e Garotta c’era stata da parte nostra la volontà di fare queste premesse.

Il secondo grande tema dell’incontro era quello di portare i nostri amministratori a conoscenza delle misure di flood proofing: Il Politecnico di Milano fa da tempo ricerche sull’utilizzo e l’applicazione di queste tecniche. Si tratta di barriere non strutturali, gonfiabili o fisse, che possono essere montate in pochi minuti in caso di emergenza (alcune con un compressore, altre con il solo posizionamento) e poi possono essere trasferite in altri posti. Non risolvono il rischio alluvionale ma contribuiscono a rendere meno gravi i danni e a salvare negozi e appartamenti. Il costo di queste misure ancora poco diffuse non è proibitivo e comunque non paragonabile ai danni che un’alluvione può provocare: per questo fin dal Convegno abbiamo voluto approfondire questo aspetto della “cultura del rischio”. Il nostro invito rivolto al Politecnico di Milano era proprio rivolto ad approfondire questo tema completamente nuovo nella nostra regione e nel nostro comune ma con numerose applicazioni nel resto del mondo.
Il prof. Bignami quindi ha illustrato le varie tecniche più innovative, alcune già utilizzate in Italia e già in uso in Piemonte e Lombardia. L’idea più semplice è quella delle paratie che si vedono alle porte dei negozi o dei sacchi di sabbia lungo gli argini dei fiumi: sostanzialmente il flood proofing parte da questa idea base e semplice per arrivare a delle soluzioni tecnologicamente molto più avanzate ed efficaci rispetto alle paratie o ai sacchi di sabbia di cui sopra.
Il comune ha espresso interesse su un tema fino a ieri sconosciuto: la disponibilità è per ora quella di comiciare a tessere una alleanza con associazioni e municipi e cercare la disponibilità di fondi attraverso finanziamenti europei o progetti smart city.
Protezione Civile invece si concentrerà sulla proposta di organizzare un incontro/esercitazione con la popolazione di Pontecarrega e Piazza Adriatico: nella seconda metà di febbraio si terrà un sopralluogo sul posto con la dott.ssa Bocchiardo per organizzare l’esercitazione.
Il prof. Rosso ha poi proposto di rendere questo progetto come il PROGETTO PILOTA di un percorso partecipato di cittadinanza attiva che vedi impegnati in prima persona i cittadini e quindi la protezione civile con il solo ruolo di coordinazione. Anche nella nostra ottica potrebbe essere così e la presenza del WWF serviva anche ad affermare questa volontà di ripetere l’esperimento anche in altre parti della città coinvolgendo, ad esempio, le realtà facenti parte del gruppo di lavoro sul dissesto idrogeologico (Vivere in Collina, Terralba, Bosco Pelato).
La cosa più interessante e caratterizzante dell’incontro è emersa però dalla idea del prof. Bignami: da lui infatti nasce l’idea, da noi subito appoggiata e sostenuta, di fare uno studio di fattibilità per l’applicazione delle tecniche di flood proofing nel nostro quartiere. Gli studenti del corso di Rischio Idrogeologico e Protezione Civile del Politecnico di Milano studieranno nel corso del prossimo semestre accademico la conformazione, le quote, le planimetrie di Pontecarrega e Piazza Adriatico facendo un sopralluogo sul posto, svolgendo esercitazioni mirate e infine presentando gli studi nel corso di un apposito seminario da tenersi a giugno presso il campus del Politecnico di Milano o a Genova.

Chiaro il nostro entusiasmo e la nostra soddisfazione per questo risultato conseguito attraverso la collaborazione e l’aiuto del Politecnico, che si pone in piena sintonia con il nostro statuto e il crescente desiderio di formarci e di ricercare competenze tecniche che altrimenti non potremmo avere.

Pontecarrega e Piazza Adriatico su La Nuova Ecologia

La Nuova Ecologia è il periodico di Legambiente Italia. E’ mensile e ha diffusione nazionale. Questo mese dedica un reportage sul rischio alluvionale dal titolo “Italia Smemorata”. Genova ha molto spazio in questo dossier che parla di Bisagno, Fereggiano e Mermi con uno zoom sul cantiere Bricoman e il progetto di restringimento del Bisagno all’altezza di Ponte Carrega. Il giornalista Francesco Loiacono ha raccolto le testimonianze di Santo Grammatico, Presidente Legambiente Liguria, del Professor Renzo Rosso del Politecnico di Milano e del vice presidente dell’ordine dei geologi liguri, Guido Paliaga. Il nostro quartiere ancora una volta al centro dell’attenzione nazionale e l’Associazione Amici di Pontecarrega si è fatta portatrice di questo interesse dando la propria testimonianza in questo reportage ed esprimendo le proprie perplessità sulla cementificazione del bacino idrografico del Mermi e sul restringimento del Bisagno.
Potete trovare la versione cartacea in biblioteca Berio e nelle migliori librerie. Qui la versione web del report:

http://www.lanuovaecologia.it/view.php?id=12288&contenuto=Notizia 

Il video:

Genova smemorata, il Bisagno e il Fereggiano due anni dopo l’alluvione del 2011 www.youtube.comCemento a monte e cemento sulla foce. Basta scendere insieme all’acqua del torrente Bisagno, e del suo affluente Fereggiano, dai quartieri di Genova a ridoss…

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Nostro intervento su Radio24

 

 

 

 

 

http://www.radio24.ilsole24ore.com/notizie/paese-migliore/2013-11-29/contro-alluvioni-arriva-alleanza-175207.php

Galleria fotografica del convegno sul dissesto idrogeologico del 9 novembre 2013

Gli Amici di Pontecarrega su Radio 24!

Domani tra le 9:00 e le 11:00 siamo in diretta nazionale su Radio24, la Radio de Il Sole 24 ore, ospiti della trasmissione “Si può fare, cronache da un paese migliore”.

http://www.radio24.ilsole24ore.com/programma/paese-migliore/index.php

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Discorso-manifesto workshop di venerdì 8 novembre

Cementifera-vigna
Il discorso-manifesto costruito durante il workshop di venerdì 8 novembre e poi rielaborato e infine letto da Eugenio Bracco nella Sala del Minor Consiglio di Palazzo Ducale. Una orazione alta che rappresenta il nostro pensiero e le nostre riflessioni durante il convegno dell’8 e 9 novembre 2013:
L’ Associazione è nata da confronti che fanno scoprire, se non identità assoluta di vedute, forti convergenze.   Da particolare impulso la coscienza di essere quella generazione di mezzo fra due epoche, una industriale dagli effetti pesanti che appartiene al passato e una futura che vorremmo di “riqualificazione” ma che vediamo albeggiare malamente.   Le nostre esperienze (e anche le nostre speranze) vertono su cinque versanti tematici: ECOLOGICO IDROGEOLOGICO LAVORATIVO PAESAGGISTICO DELLA VIABILITA’   In ordine alfabetico.   Infatti sia l’alluvione di due anni fa che i progetti “ex” (GUGLIELMETTI, ITALCEMENTI, MOLTINI), anch’essi in ordine alfabetico, si fondono fra loro e producono un unico, forte e complesso, impatto.   Di ciò bisogna assolutamente preoccuparsi, perché lasciar fare comporta gravi rischi. Lo stesso lavorìo istituzionale non è stato soddisfacente ne’ quantitativamente ne’ qualitativamente ne’ cronologicamente. Tanto più che abbiamo vissuto (almeno qualcuno di noi) qualche passaggio di greve demagogia come “l’AGENDA 21”, l’ipotizzazione di un sistema di sviluppo e rapporti così armoniosi da creare condizioni di vita complessivamente più avanzate per tutti quelli che lo vivevano. Perché è appurato: dove ci sono essenzialità di ordine ambientale e diffuso decoro si vive meglio, si cresce bene, si diventa qualcosa di nuovo e di più.   Il paradosso è che questo luogo, individuato per la quale operazione, e per cui andavano a disporsi anche risorse economiche europee, era….. la Valbisagno…..   Ora, basta guardarsi in giro, soprattutto in zona PonteCarrega (con estensione ai piccoli agglomerati di Laiasso, Campo, S.Sebastiano, Bligny e Sciorba), e si capisce che il senso di marcia è esattamente il contrario. Vien da dire che il cemento, una sorta di vocazione, come se fosse millenaria, al cemento, anche se passa dalla produzione alla colata edilizia, ci resta appiccicata, come se fosse stato sempre così.   Ma io so, ho “testimoni”, che ancora novant’anni fa l’area oggi Bricoman era una grande vigna, nel contesto ricco anche di altre coltivazioni, nella miglior tradizione “bisagnina”, in cui si faceva una grande vendemmia e poi, nella villa Chiarella di Montesignano, un mare di vino…   Anche l’albergo sul Lungobisagno (di per se’ quasi privo di nocività) si presenta con forme invadenti ed esorbitanti.   Genera perplessità pure la contraddizione dell’esaltazione dei beni culturali del sito contrapposta alla determinazione di eliminare quello che è ormai l’ultimo ponte antico sul Bisagno.
E’ stata una grande opportunità, questo Convegno. Anche se mi sento salire da dentro una domanda: qui, con scienziati che conoscono bene i fenomeni, con tecnici che sanno fare, con politici che sono preposti alle decisioni, perché mai c’è bisogno di me e di quelli come me?…
E.B.
GE – Palazzo Ducale, 9/11/MMXIII
(la foto è una ricostruzione fatta dal nostro staff tecnico della località “il Nane” pezzato di vigne ai primi del novecento, nel sito oggi sorge il cantiere per l’edificio Bricoman)

Rassegna stampa sul convegno

Iniziamo a pubblicare la rassegna stampa dedicata al convegno

Tele Nord – 09/11/2013

Tele Nord – Mattina

Il WWF a Primocanale su Live News

Repubblica 10/11/2013

Corriere Mercantile 10/11/2013

Corriere Mercantile 09/11/2013

Repubblica 08/11/2013

Il Secolo XIX 08/11/2013

Corriere Mercantile 08/11/2013

Chi sono i docenti che partecipano al Convegno: il team di docenti per “Genova, dal dissesto idrogeologico un’opportunità per la città””

A pochi giorni dal Convegno “Genova, dal dissesto idrogeologico un’opportunità per la città” vogliamo presentarVi il piatto forte della nostra iniziativa: per parlare di alluvione e cultura del rischio siamo andati a cercare le migliori competenze in campo nazionale ed internazionale.

Siamo orgogliosi pertanto di poter presentare i profili accademici dei singoli relatori universitari che parteciperanno al convegno:

 

 

 

Logo_Politecnico_Milano

Il professor Renzo Rosso, http://www.diiar.polimi.it/cimi/persona.asp?id=21

è professore ordinario di Costruzioni Idrauliche e Marittime e Idrologia nel Politecnico di Milano.

E’ considerato uno dei massimi esperti di idraulica in Italia e in Europa. E’ stato insignito del prestigioso Henry Darcy Medal, il riconoscimento della European Geosciences Union, Division on Hydrological Sciences.

 

 

 

 

Il Professor Menduni http://www.diiar.polimi.it/cimi/persona.asp?id=96 è professore associato al Politecnico di Milano, ricopre ora la carica di Commissario delegato per l’emergenza conseguente all’evento sismico del 21 giugno 2013 in Garfagnana su incarico della Presidenza del Consiglio dei Ministri. E’ stato inoltre Segretario di Bacino del fiume Arno ed è autore di una recente pubblicazione http://libreriarizzoli.corriere.it/Perch-.-Le-ragioni-dell-Italia-dei-disastri-e-qualche-idea-per-cambiare-le-cose/KpqsEWcVQjsAAAE93W9mhAFv/pc?CatalogCategoryID=Q62sEWcW7XcAAAEryr0dhq_J&Root=eBook che sarà oggetto del suo intervento al convegno.

unigeIl Professor Giorgio Roth è da poco diventato Direttore del Dipartimento di Ingegneria civile, chimica e ambientale dell’Università degli Studi di Genova. E’ membro del Gruppo Nazionale per la Difesa dalle Catastrofi Idrogeologiche del CNR ed è autore di numerose pubblicazioni internazionali.

 

 

http://www.dicca.unige.it/ita/info/staff/persone/GiorgioRoth.php

 

Il professor Brancucci, http://www.arch.unige.it/per/doc/brancuccig/brancuccigw1.htm insegna Geomorfologia Applicata presso il DSA dell’Università degli Studi di Genova.

Ha svolto attività di ricerca compiendo studi relativi all’evoluzione morfo-climatica del territorio. In particolare ha concentrato la sua attenzione alle problematiche della variabilità climatica e della sua influenza sulla morfogenesi e morfodinamica del territorio.

 

Fondazione Politecnico di Milano

 Il Professor Daniele Fabrizio Bignami è professore a contratto di Rischio idrogeologico e Protezione Civile presso il Politecnico di Milano e Research Project Manager presso la Fondazione Politecnico di Milano: https://www4.ceda.polimi.it/manifesti/manifesti/controller/ricerche/RicercaPerDocentiPublic.do?EVN_ELENCO_DIDATTICA=evento&lang=IT&k_doc=18368&aa=2013&tab_ricerca=2&jaf_currentWFID=main

Protezione Civile al convegno. Inizia una colloborazione con gli Amici di Pontecarrega

Due anni fa l’alluvione del 4 novembre che ci ha portati, in un percorso critico, ad elaborare il convegno che si aprirà venerdì 8 novembre e che avrà il suo culmine sabato 9 al Ducale.

Dopo la tavola rotonda organizzata per organizzare al meglio il convegno sul dissesto idrogeologico è nato un nuovo percorso con la Protezione Civile del Comune di Genova. Il cambiamento di rotta era da noi stato auspicato da tempo; da almeno un anno volevamo coinvolgere l’Istituzione comunale in un percorso di “cultura del rischio” che solcasse un netto taglio con un passato fatto di errori e di disattenzione. E’ necessario, secondo il nostro punto di vista, convivere con il rischio ed arrivare preparati all’evento alluvionale ritenendo utopico e sbagliato parlare apertamente del concetto di “messa in sicurezza”. Consapevoli della difficoltà di eliminare del tutto il rischio alluvionale dalle nostre vite avevamo quindi chiesto al Sindaco Doria in visita a Pontecarrega di non limitarsi a fare installare le sirene per l’allarme ma di coinvolgere la popolazione in un progetto di formazione della cultura del rischio. Questo momento è arrivato e il primo passo è rappresentato proprio dalla partecipazione al convegno del Responsabile della Protezione Civile del Comune di Genova, la dottoressa Monica Bocchiardo, la quale parteciperà alla tavola rotonda dal titolo “Convivere con il rischio” che si terrà alle ore 12:00 di Sabato 9 novembre presso il Salone del Minor Consiglio di Palazzo Ducale.

Il secondo passo? Ve lo illustreremo con più precisione dopo il Convegno!protezione_civile

 

Ascanio Celestini e Discorsi alla Nazione

Abbiamo incontrato Ascanio Celestini qualche giorno fa alla Corte. Poi abbiamo preparato un po’ di nostro materiale e, grazie al Teatro dell’Archivolto, abbiamo fatto recapitare sulla sua scrivania qualche notizia sulla nostra associazione! Siamo andati allo spettacolo e nel suo work in progress, durante lo spettacolo d’avanguardia (come lui lo ha definito) sono entrate parole come “esondazioni dei fiumi cementificati” e poi qualche sagace riferimento alle “cooperative dei compagni”, che ci hanno fatto sorridere, riflettere e allo stesso tempo balzare dalla poltrona. Nella nostra ingenuità, nelle nostre fantasticherie notturne abbiamo pensato a un piccolo riferimento alla realtà che gli avevamo presentato. Chi invece tra noi è più realista ha pensato a una coincidenza e a una constatazione: non siamo solo noi ad aver toccato certi temi. Non siamo solo noi ad esserci resi conto di certe realtà: della fragilità del nostro territorio e della cementificazione selvaggia, della scaltrezza di certi costruttori “politicizzati”. Che sia un caso o una volontà precisa vogliamo ringraziare Ascanio Celestini per uno spettacolo che ha toccato le nostre coscienze civili.

Siete ancora in tempo per vederlo e per regalarVi un’ora e mezza di riflessione unica e forte: Discorsi alla Nazione va in scena oggi pomeriggio alle ore 17:00 presso il Teatro Modena di Sampierdarena.

Anche Arpal al convegno

A pochi giorni dall’inizio del convegno sul dissesto idrogeologico “Genova, dal dissesto idrogeologico un’opportunità per la città” presentiamo gli ospiti che daranno un taglio scientifico agli interventi.

Per la Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente Ligure parteciperà la dottoressa Francesca Giannoni,ingegnere idraulico ed esperta di previsioni pluviometriche, la quale prenderà parte alla tavola rotonda dal titolo “Convivere con il rischio” che si terrà alle ore 12:00 presso la Sala del Minor Consiglio di Palazzo Ducale.

 

Potete trovare più informazioni sulla attività di Arpal sul sito istituzionale: http://www.arpal.gov.it/Arpal

Un ricordo dell’alluvione del 1970 nella musica e nelle parole del Prof. Renzo Rosso, ospite del nostro convegno

Leggi l’articolo de Il Corriere della Sera: http://www.corriere.it/cronache/10_ottobre_05/alluvione-genova-1970_d78478b0-d087-11df-9b01-00144f02aabc.shtml

Il Convegno anche nel programma ufficiale di Palazzo Ducale!

La Associazione Amici di Pontecarrega e il Convegno “Genova, dal dissesto idrogeologico una opportunità per la città” compaiono sul programma ufficiale della locandina eventi di Palazzo Ducale.

La Fondazione per la Cultura di Palazzo Ducale patrocina l’evento e ha messo a disposizione una delle sue più prestigiose sale per accogliere l’evento: il Salone del Minor Consiglio farà infatti da splendida cornice al Convegno nella giornata del 9 novembre!

Guarda il volantino web: http://www.palazzoducale.genova.it/newsletter/questasettimana.htm

La Fondazione Cima partecipa al convegno!

CMYK baseAd una settimana dall’inizio del convegno sul dissesto idrogeologico “Genova, dal dissesto idrogeologico un’opportunità per la città” presentiamo gli ospiti che daranno un taglio scientifico agli interventi.

Per la Fondazione Cima, fondazione universitaria con sede nel campus UniGe di Savona parteciperà il Vice-presidente Professor Luca Ferraris, il quale prenderà parte alla tavola rotonda dal titolo “Convivere con il rischio” che si terrà alle ore 12:00 presso la Sala del Minor Consiglio di Palazzo Ducale.

Potete trovare più informazioni sulla attività della Fondazione Cima sul sito www.cimafoundation.org

Anche l’attore Mauro Pirovano al Convegno sul dissesto idrogeologico

Anche l’attore Mauro Pirovano al convegno dell’8 e 9 novembre. Un breve intermezzo tra un docente universitario ed un altro per parlare di Bisagno da un punto di vista popolare con un artista che studia e ricerca aneddoti andati perduti nel tempo. Pirovano racconterà poesie e storie popolari che raccontano il Bisagno: riteniamo sia necessario il contributo culturale in un convegno che non è solo scientifico e che sia anzi fondamentale per imparare a conoscere meglio la Valle in cui viviamo.

Sabato 9 novembre 2013
Sala del Minor Consiglio di Palazzo Ducale

Mauro Pirovano

GENOVA, DAL DISSESTO IDROGEOLOGICO UN’OPPORTUNITA’ PER LA CITTA’. Presentazione del convegno dell’8 e 9 novembre prossimi

 

LA LOCANDINA DEL CONVEGNO DELL'8 E 9 NOVEMBRE PROSSIMI!Brochure

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Brochure

Dopo il lavoro svolto in questi mesi sul tema del dissesto idrogeologico nell’ambito del gruppo di lavoro promosso dal Wwf, l’Associazione Amici di Pontecarrega è orgogliosa di presentare il programma del Convegno che l’8 e il 9 novembre prossimi vedrà impegnati, tra la Val Bisagno e Genova Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, alcuni tra i maggiori esperti di dissesto idrogeologico in campo nazionale e internazionale. Per parlare di dissesto idrogeologico in modo puntuale e scientifico, partendo dai cambiamenti climatici per arrivare nel caso particolare alla Val Bisagno.
I cittadini si muovono: appoggiata la vanga dopo il dramma del 4novembre, questo vuole essere il nostro modo per non dimenticare: vogliamo parlare di alluvioni, di piani di protezione civile, di cultura del rischio. Per farlo siamo andati a cercare il meglio: Fondazione Politecnico di Milano, Università di Genova, CIMA Research Foundation.

Con loro abbiamo costruito un convegno che parte dal basso e che vuole essere partecipato da tutta la cittadinanza e soprattutto dalle Istituzioni. Cerchiamo il confronto e non lo scontro e con umiltà abbiamo cercato di imparare qualcosa su questo tema che deve diventare di interesse quotidiano, in una città fragile come Genova: la convivenza con il rischio va insegnata e deve diventare un tema comune a tutti.

La solidarietà nata in quei giorni continua e dà i suoi primi frutti con un convegno nato da chi dal fango ha cominciato un percorso critico e di studio, analizzando cause e problemi e giungendo ad alcune proposte che saranno esposte durante la due giorni di convegno.

Il convegno è strutturato su due giorni:

 Venerdì 9 si svolgeranno quattro workshop con altrettanti Comitati o Associazioni impegnate nella problematica del rischio idrogeologico. I cittadini faranno da ciceroni guidando gli esperti nei quartieri a rischio, esponendo loro osservazioni e problematicità. Per una volta il ruolo si ribalta: il docente osserva e ascolta il cittadino, la sua esperienza sul campo.
Poi, nell’incontro residenziale presso il Municipio di Molassana in piazza dell’Olmo, il professore torna a parlare dalla cattedra esponendo le sue conclusioni in un documento condiviso che sarà esposto il giorno dopo a Palazzo Ducale.
La giornata si conclude con la proiezione

del film evento Se Io Fossi Acqua, alle ore 21:00 presso la Sala Punto di Incontro Coop Val Bisagno (qui tutte le info:https://www.facebook.com/events/211538622364485/?hc_location=stream ).
Sabato 9 novembre invece il convegno classico con i contributi di docenti, Istituzioni e cittadini nel più bel salotto della città: il Salone del Minor Consiglio di Palazzo Ducale per parlare del dissesto idrogeologico come di una opportunità che Genova non può permettersi di perdere: opportunità culturale per divulgare una cultura del rischio che ci renda consapevoli e attenti, opportunità per tornare a curare il nostro territorio e a prendercene cura.

Vi aspettiamo!

Gli Amici di Pontecarrega

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(musica di sottofondo: 1970 Alluvione a Genova, La chitarra di Bellafontana di Renzo Rosso – vedi il video su: http://www.youtube.com/watch?v=CV_mW7mC21U&feature=player_detailpage)