Archive for Architettura

Memorie del Bisagno.. i video delle escursioni

Memorie

Inseriamo in questo post i principali video degli eventi di questa primavera – estate della rassegna “Memorie del Bisagno

Buona Visione a tutti.

 

 

La città va in collina

Il decumano Bisagno

I Risseu della Val Bisagno

Bisagno storia di acqua e fiori

Il fiume nascosto

 

Scopriamo il convegno: Periferia?

IL TERRITORIO COME BENE COMUNE
Domenica 11 gennaio dalle ore 9.30
Sala del Maggior Consiglio – Palazzo Ducale, Genova
PERIFERIA

Superiamo il concetto di periferia partecipando alle scelte urbanistiche delle trasformazioni in città!

Per essere Centro riprendiamoci la città, partendo dagli spazi dismessi e contribuendo a rendere a misura d’uomo e di cittadino gli spazi di trasformazione della Val Bisagno attraverso un “recupero pubblico della città esistente”: è questo il titolo della tavola rotonda coordinata dai ragazzi di Incontri in Città e dai Giovani UrbanistiFondazione Labò e che vede la partecipazione di cittadini e università per discutere le proposte per la Val Bisagno: i temi e i progetti che saranno affrontati riguardano le aree di Terralba, dell’ex mercato di Corso Sardegna, delle ex Officine Guglielmetti, dell’area di Gavette e le aree di attraversamento tra le due sponde del Bisagno. Introdurrà il tema il prof. Giovanni Spalla; interverranno le prof.sse Eleonora Burlando e Adriana Ghersi della Scuola Politecnica dell’Università di Genova, Patrizia Conte e Stefano Lanzarotto del Gruppo per la Riqualificazione del mercato di Corso Sardegna, Giacomo Gallarati per la trasformazione delle aree ex Guglielmetti a Pontecarrega con la proposta alternativa al progetto Talea Coop Liguria (http://www.amicidipontecarrega.it/?p=5053) e il prof. Ezechieli del Politecnico di Milano (http://carloezechieli.tumblr.com/about) che sta coordinando un gruppo di studentesse nella studio “Riscoprire il Bisagno: da minaccia a opportunità” e che presenteranno una idea coraggiosa per la Val Bisagno!
Nello spazio espositivo ricavato nella Sala del Maggior Consiglio saranno durante la giornata di domenica esposti alcuni di questi elaborati e progetti!
La tavola rotonda ha inizio alle 14:30 di domenica 11 gennaio mentre la esposizione degli elaborati incomincerà alle 9:00.

Territorio come Bene Comune – Domenica 11 gennaio 2015 – Palazzo Ducale

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La ex cementifera….all’estero!

un esempio di riconversione di una ex cementifera...all'estero

un esempio di riconversione di una ex cementifera…all’estero

Un esempio di ciò che si fa all’estero con gli edifici industriali dismessi. Qui di seguito il caso emblematico di una ex cementifera riconvertita, segnalatoci dalla prof.ssa Arch. Eleonora Burlando della Scuola Politecnica dell’Università degli Studi di Genova:

http://www.yatzer.com/A-former-Cement-Factory-is-now-the-workspace-and-residence-of-Ricardo-Bofill

Buona lettura!

Due chiacchere con i ragazzi di Architettura

logounige La nostra associazione si caratterizza da sempre per la ricerca arch1 delle competenze. Siamo cittadini normali che si formano e cercano il confronto costruttivo con terzi, istituti di ricerca e università. Il nostro percorso è caratterizzato da questa impronta: anche oggi si è verificato questo e grazie all’amico Alessandro siamo entrati in contatto con il Dipartimento di Architettura della Scuola politecnica della Università degli Studi di Genova e la mattina del 19 marzo siamo stati invitati a tenere un seminario sulla Val Bisagno nell’ambito della lezione di Laboratorio di Progettazione del Paesaggio.

Abbiamo illustrato agli studenti la nostra attività, abbiamo descritto loro il nostro territorio e le operazioni speculative di cui noi e il nostro territorio siamo testimoni. Abbiamo descritto la Val Bisagno e Pontecarrega in un contesto europeo, quello descritto dalle linee dell’Agenda 21 e della Carta di Aalborg: lo abbiamo fatto nella consapevolezza che quella direzione è stata tradita e disattesa e che il modello di sviluppo proposto per la Val Bisagno sia oramai un modello superato e non più attuale (da alcuni decenni secondo noi). E’ stimolante parlare di questi contenuti davanti a studenti di diverse regioni e differenti origini, è stimolante parlarne davanti a ragazzi e professori la cui visione guarda all’ Europa e non alla provincia e agli “interessi particolari”.

Il ritardo culturale di Genova (e dell’Italia) di fronte a certi temi è allarmante. L’università è uno dei pochi luoghi dove permane un certo dinamismo intellettuale e con grande entusiasmo abbiamo colto l’occasione di poter incominciare a collaborare anche con loro, per un reciproco scambio di idee e confronto.

Sostenere che il futuro possa sostenersi sulle stesse basi di ieri significa due cose: non voler vedere l’evidenza di questa crisi strutturale della nostra economia; ovvero non essere in grado di vedere il cambiamento a cui la nostra economia si sta indirizzando, inevitabilmente, per cause macroeconomiche di portata mondiale.

Per questo riteniamo che sia auspicabile un ritorno progressivo all’utilizzo del territorio come risorsa che, allo stesso tempo, possa produrre ricchezza, posti di lavoro di qualità (qualificati e qualificanti) e possa porre un rimedio alla grande problematica del dissesto idrogeologico (che così, come affermato nel convegno di novembre scorso, può diventare una “risorsa per la città”).

Rispetto a questa visione si pongono in contraddizione le grandi operazioni speculative che deturpano e depauperizzano il nostro tessuto commerciale e sociale creando insanabili ferite per il nostro territorio: è il gigante che sferra l’attacco prima di crollare. Con la chimera di posti di lavoro (ma quali tipi di contratto?) e senza tenere conto che determinati tipi di attività non andranno a creare nuovi posti di lavoro ma andranno solamente a ricollocare impiegati in esubero da altre attività similari, si mantiene in vita un modello di sviluppo oramai sorpassato e in declino. Il futuro è già tracciato e va in direzione opposta rispetto ai grandi centri commerciali; la grande industria è oramai un lontano ricordo della Genova che fu ed è un futuro che non appartiene più a Genova (e forse all’Italia e a gran parte dell’Europa per cause macroeconomiche) e la grande distribuzione non potrà sostenersi in un mondo in cui si produce sempre meno e si consuma sempre meno (impoverimento della classe media; aumento dei pensionati in una città composta in grande maggioranza di over 65 con un potere di acquisto che via via sarà sempre minore a causa dell’abbassamento progressivo delle pensioni come conseguenza di contratti di lavoro non di qualità, mal retribuiti e flessibili). Oggi godiamo ancora dell’ultima parte di questa “golden age” ma bisognerebbe già pensare con la testa rivolta al futuro, al momento in cui il gigante sarà immobile e a terra, esanime. Per questo consideriamo le operazioni sul nostro territorio come il frutto di una miope visione politica che guarda agli effetti immediati (e nemmeno bene, a dire la verità!) piuttosto che a lungo termine. Una visione legata ad idee vecchie e ormai sorpassate. Idee legate a doppio filo ad un imperante provincialismo (più che all’Europa e ai nostri vicini) e all’inalterato mantenimento degli equilibri di potere e degli interessi di mercato dei soliti noti.

Con i futuri architetti e con i loro professori abbiamo voluto discutere anche della Responsabilità dei Tecnici: un architetto ha le stesse responsabilità degli amministratori. Per questo abbiamo voluto porre l’accento sulla mancanza di percorsi di condivisione con la cittadinanza. Siamo voluti partire dal nostro caso concreto e dalla mancanza di partecipazione nei processi decisionali legati al nostro territorio per dire che non si deve arrivare a scontri e conflitti insanabili ma che va fatto un percorso di mediazione per arrivare a soluzioni condivise tra tecnici, amministratori e cittadinanza. La mediazione va fatta da un’autorità garante che sia autorevole per entrambi le parti e che bilanci i rapporti di forza, da un lato un enorme potere politico-finanziario e dall’altra i cittadini.

“Non il possesso della conoscenza, della verità irrefutabile, fa l’uomo di scienza, ma la ricerca critica, persistente e inquieta, della verità”  – Karl Raimund Popper

Pontecarrega oggi ospite alla Facoltà di Architettura dell’Università di Genova

logounige Oggi dalle 12:30 alle 13:30 la nostra Associazione sarà ospite del corso di Laboratorio di Progettazione del Paesaggio della Scuola Politecnica dell’Università degli Studi di Genova. Esporremo agli studenti del corso la nostra idea di Paesaggio e di Urbanistica Partecipata partendo dal Nostro amato ponte e dal nucleo storico del nostro quartiere: le operazioni e le costruzioni non condivise e che non rispettano il tessuto sociale di un quartiere offendono la dignità dei suoi abitanti.

Pontecarrega ad Architettura!

logounige Oggi alle 12:30 l’Associazione Amici di Pontecarrega, insieme al Comitato No cementificazione Terralba, sarà ospite della Facoltà di Architettura in Stradone Sant’Agostino per un seminario di studio sulla Val Bisagno e per una chiaccherata con gli studenti