Archive for Fabrizio Spiniello

Verbale 21/11/2016

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Riunione 7 Novembre 2016

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Incontro del 2 novembre con centro doc

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Storie e tradizioni della Val Bisagno: Val Bisagno, valle di ville

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Genova è una “civiltà di palazzi”. Non può quindi stupire che le stesse ricche famiglie di mercanti e finanzieri genovesi che risiedevano in città cercassero di esportare quella bellezza e magnificenza anche nei luoghi di villeggiatura fuori porta, sia a Levante che a Ponente, così come in Val Polcevera o in Val Bisagno.

Si tratta generalmente di ville coltive situate laddove le grandi famiglie patrizie possedevano grandi appezzamenti di terreno che davano rendite sia attraverso la locazione dei terreni a terzi sia attraverso la produzione di beni agricoli destinati alle residenze di città (Una cucina a Genova nell’ottocento, Sagep 2016).

Si può parlare di un sistema di ville in Val Bisagno: raggiungibili per la maggior parte attraverso la Strada di Bisagno, la più antica strada di fondovalle che sfruttava l’ampio greto del fiume e i periodi di secca per trasformare il Bisagno in una strada carrabile, le ville erano poi raggiungibili attraverso strade appositamente sviluppate per favorire l’accesso dei carri alle ville. Era così, ad esempio, per Villa Durazzo Grimaldi a Montesignano (chi voleva transitarvi doveva pagare una imposta per il transito) la cui strada partiva da Ponte Carrega o per la Villa Ferretto a Fontanegli che ripercorre quasi completamente l’attuale via Giovanni da Verrazzano.

Ogni grande appezzamento di terreno aveva il proprio palazzo di villa: la maggior parte di questi risale al periodo d’oro della finanza genovese, tra XVI e XVII secolo: è il periodo che Rubens celebra nel suo libro sui Palazzi di Genova nel quale comprende anche alcune ville suburbane.

Quasi tutte queste costruzioni sono state però via via riedificate o alterate nel corso degli ultimi due secoli, relegate ai margini nella disordinata crescita urbanistica del secondo dopoguerra (si pensi alla Villa Musso Piantelli stretta tra stadio e palazzi o alla vicina Villa Saredo Parodi oggi Comando dei Vigili di Marassi o ancora alla Villa Montebruno); Hanno quasi tutte perso i caratteri originari diventando spesso condomini plurifamiliari. Alcune sono state demolite, altre abbandonate per lungo tempo o vittime di speculazione (si citi, una per tutte, la villa Gio. Battista Invrea a Prato vedi ns. articolo ).

In generale non abbiamo molte notizie sui palazzi di villa della vallata: sappiamo poco sugli iniziatori delle “Fabriche” e quasi sempre non conosciamo il nome degli architetti, ad eccezione della villa di Galeazzo Alessi che sorge nella odierna via San Vincenzo (Sauli Grimaldi “in Bisagno”), anche se pesantemente modificata rispetto al disegno originario. Proprio l’Alessi rappresenta il nome che traccia lo spartiacque tra passato e futuro dell’architettura di villa nel corso del cinquecento. I palazzi da lui progettati (se ne contano tre certi tra quelli suburbani) e soprattutto quelli che a lui si ispirano (molto più numerosi), prediligono come nuovo canone architettonico la pianta quadrata e il monumentale tetto a quattro spioventi a fortissima pendenza (ad esempio la Villa oggi proprietà dell’Istituto delle Suore Maria Ausiliatrice a Marassi oppure villa Brignole Sale oggi Marassi a Montesignano o villa Thellung a Fontanegli).

Ripercorrendo la valle dalla attuale zona di Brignole fino all’estremo nord del Comune contiamo numerose testimonianze di ville antiche a partire dalla splendida villa Imperiale a Terralba (oggi sede della biblioteca Lercari), riccamente affrescata da Luca Cambiaso e talmente importante da essere scelta per ospitare nel 1502 il re di Francia Luigi XII durante un suo viaggio a Genova (come una anticipazione di quello che sarà poi il sistema dei Rolli cittadini inventato nel 1576).

Anche San Pantaleo fin dal secolo XV è zona ricca di testimonianze di villa: tra le tante ricordiamo la villa Cattanei in cima a San Pantaleo. A Staglieno troviamo la Villa Parodi in via del Veilino sulla cui facciata sono murate le palle di cannone della ritirata austriaca della guerra del 1746. Alcune ville (Rusca e Vaccarezza) furono sacrificate nel corso dell’ ottocento dall’espansione del cimitero di Staglieno. A Montesignano troviamo le già citate Durazzo Grimaldi che fu anche Grillo Cattaneo, Burlando e Chiarella, la villa Brignole Sale oggi  Marassi e la Durazzo Pallavicino Cattaneo Zanoletti alla Sciorba (Sorboa), testimonianze degli antichi possedimenti di queste famiglie nella media valle. A Sant’Eusebio incontriamo alcune ville più recenti, costruite tra ottocento e novecento (Odetti e Dolcino) mentre a Molassana ritroviamo la Villa Sauli (della Marchesa). A Fontanegli sono situate la villa Thellung, dove si conserva lo studio di G.B. Mameli, fratello di Goffredo, Ferretto (oggi casa di riposo) e Raggi (da qualche anno restaurata ad abitazione privata).

Anche se geograficamente non più nel Municipio Media Val Bisagno ma un tempo strettamente collegata alle direttrici viarie della Val Bisagno verso il Levante è importante citare la Villa di caccia dei Fieschi (e poi degli Spinola) a Bavari con il suo curioso tetto. Splendida è la Villa Durazzo a Pino, oggi Opera Don Orione, che conserva ancora alcuni ambienti al pian terreno decorati con finte grotte e nicchie e con alcuni affreschi del Guidobono: la proprietà conserva ancora alcune carrozze d’epoca che furono dei nobili Durazzo.

Concludiamo il nostro giro della vallata con l’antica villa Pallavicino a Struppa (oggi Asilo Le Coccinelle) un tempo primo bronzino dell’ acquedotto storico. Infine un breve cenno a quella che fu una delle più belle testimonianze della vallata, quella villa di Gio.Battista Invrea a Prato, vittima di una scellerata urbanistica incurante della bellezza e della storia, oggi deturpata e definitivamente compromessa. vedi ns. articolo

Il giro delle ville della Val Bisagno è pertanto un tour interessante e ricco di fascino e ispirazioni per la riscoperta e la rivalutazione della nostra vallata da un punto di vista storico paesaggistico e architettonico che sottolinea la bellezza spesso sottovalutata dei nostri quartieri.

L’ottava edizione del Festival dell’Antico Acquedotto, tenutosi durante il mese di Luglio e organizzato dal Teatro dell’Ortica ha ben valorizzato questo aspetto del nostro patrimonio facendo letteralmente scoprire angoli inaspettati di vallata, altrimenti difficilmente accessibili.

Per saperne di più: Catalogo delle Ville genovesi,  Italia Nostra, 1967
Le ville del genovesato, Valenti editore, 1987

Fabrizio Spiniello, associazione Amici di Ponte Carrega

Si ringrazia Jolanda Valenti per la collaborazione

Prospetto principale di Palazzo Thellung a Fontanegli

Prospetto principale di Palazzo Thellung a Fontanegli

Venere e Adone, Guidobono: particolare di Venere. Villa Durazzo a Pino

Venere e Adone, Guidobono: particolare di Venere. Villa Durazzo a Pino

affresco della Villa Durazzo Grimaldi a Montesignano

Affresco della Villa Durazzo Grimaldi a Montesignano

L’articolo è tratto dall’ultimo numero di “Noi in 20 Pagine”, bimestrale della Polisportiva Alta Val Bisagno a cui la Associazione Amici di Ponte Carrega ha collaborato nel corso di questi due anni curando la rubrica “C’era una volta”. Purtroppo, con il numero di Novembre 2016 si interrompono le pubblicazioni del periodico: è stato un piacere e una rara e importante opportunità poter collaborare con la Polisportiva e la redazione del giornale, vetrina più unica che rara per questi due anni della Val Bisagno e delle sue bellezze.

Nella speranza che le pubblicazioni in futuro possano riprendere cogliamo l’occasione per ringraziare in particolar modo il Direttore responsabile della testata, Maria Grazia Marletto e il Coordinatore editoriale Aldo De Crignis.

La rubrica “Storie e tradizioni della Va Bisagno” continuerà comunque sul nostro sito www.amicidipontecarrega.it: il prossimo articolo tratterà della tradizioni dei “risseu”,  con le foto dei più belli acciottolati della Val Bisagno!

In foto vi mostriamo l’ultimo (speriamo per ora) editoriale e la pagina con l’articolo delle ville della Val Bisagno (in versione tagliata rispetto all’articolo pubblicato qui sopra):

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foto-ringraziamenti

Verbale riunione 19/09/2016

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Storia e tradizioni della Val Bisagno: Fontanegli e la lavorazione del corallo

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La Media Valle della Valbisagno è formata da antiche frazioni in cui gli abitanti si occupavano prevalentemente di agricoltura. Ma c’è un paese che in questo si è differenziato da ogni altro: Fontanegli, il paese a forma di cuore. Prima di addentrarci in questo discorso, conosciamolo meglio.

Situato su una collina nel versante sinistro del torrente Bisagno, facente parte del comune di Bavari. È nato da piccole famiglie contadine nei pressi della “via del sale”, creando così un luogo di ristoro per i mercanti. Il suo nome, come si può intuire, è stato ispirato dalla presenza di numerose sorgenti naturali, infatti il termine “Fontanegli” deriva dalla forma dialettale “Fontaneggi”.

Per la sua posizione soleggiata e tipicamente fresca, questa vallata è stata scelta come luogo di villeggiatura da importanti famiglie nobili, di cui possiamo ancora trovare tre ville: Villa Ferretto, Villa Centurione Thellung e Villa Raggi. Villa Ferretto, di origine seicentesca, è stata proprietà dei marchesi omonimi e successivamente di altre famiglie molto conosciute nella Valbisagno.

La seicentesca Villa Centurione Thellung é situata più in basso rispetto le altre ville ed è meno visibile, dicerie popolari affermano che qui Goffredo Mameli, abbia scritto l’Inno d’Italia. Villa Raggi è anch’essa di epoca seicentesca e, dopo un periodo di totale abbandono é stata in parte ricostruita e restaurata. Proprio la famiglia Raggi si prestò a donare soldi per restaurare ed ingrandire l’antica chiesa di San Pietro, apostolo di Fontanegli, di cui le prime notizie si hanno nel 1198.

Ma ora ritorniamo al discorso iniziale. Nella grande vallata della Valbisagno era tradizione coltivare la terra, occuparsi del bestiame, preoccuparsi del proprio mulino e accogliere i mercanti provenienti dalla “via del sale”, tutto questo avveniva anche a Fontanegli, ma c’era una cosa che la caratterizzava da tutti gli altri paesi vicini: la lavorazione del corallo. Genova, che era molto gelosa del suo primato nella lavorazione di gioielli di corallo, tra il ‘600 e ’800 si proteggeva con delle leggi studiate appositamente e acconsentiva a pochissimi paesi al di fuori delle Mura questo tipo di commercio.

Un aneddoto lo possiamo trovare nell’avventura poco fortunata di Giacinto Lastrego di Fontanegli, un grande artista in questo settore. Dopo essersi  distinto a Genova, decise di provare il salto di qualità trasferendosi in Toscana, ma una volta trasferitosi, gli vennero sequestrati tutti i suoi beni e imprigionarono il padre, costringendolo a tornare a lavorare nel paese natale. La lavorazione del corallo avveniva in laboratori specifici in  mano a delle grandi botteghe artigiane, di cui si ricordano soprattutto la “Francesco e Raffaele Costa”, i “Morando” e i “Dellepiane”. La materia prima arriva direttamente dalla Sardegna, ma anche da India e Giappone. Si aveva una vastissima richiesta di compratori dalle grandi città di tutta Europa, soprattutto dalla Russia. Tutte le polveri e gli avanzi di corallo venivano riciclati per la realizzazione dei pavimenti alla veneziana, insomma, non si buttava assolutamente nulla. Naturalmente questo lavoro avveniva soprattutto nelle tradizionali case-botteghe a conduzione famigliare, ricordi di cui ormai non si ha più traccia. Durante l’ottocento queste attività persero di interesse ma restò ugualmente viva grazie alle donne di paese che durante l’inverno cercavano di “arrotondare” le entrate della propria famiglia. Questa è una delle tante storie di un passato che purtroppo si sta perdendo, ma che tutti insieme possiamo mantenere viva. Questa era Fontanegli, il paese che per alcuni dei suoi attuali abitanti ha la forma di un cuore…di corallo!

Paolo Congiu, fotografo e appassionato di storia e tradizioni della Val Bisagno.

L’articolo è tratto dal numero di Giugno 2016 “Noi in 20 Pagine, il notiziario della Polisportiva Alta Val Bisagno”, dalla rubrica C’era una volta.


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 Aggiorniamo questo post con il seguente video di RAI TRE del 1982 riguardante lo straordinario tesoro della “Casa del Corallo” a Ligorna, un tempo appartenuta alla ditta Raffaele Costa.

 

Verbale riunione APC 9 Giugno 2016

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proposta ad arci, riunione del 29 febbraio 2016

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Delibere di iniziativa popolare: ne parliamo oggi pomeriggio al Circolo Zenzero!

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Noi di Val Bisagno: il 3 marzo si parla dei ponti della val Bisagno

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Noi di Val Bisagno. Proposta Centro culturale Terralba per 2016/2017

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Gdl Partecipazione, 19 febbraio 2016

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Audizione in Commissione V Territorio per progetto Rio Torre

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Mercoledì 17 Febbraio siamo stati auditi dalla Quinta Commissione del Comune di Genova riguardo all’approvazione del progetto di sistemazione idraulica del Rio Torre. Nell’occasione abbiamo posto le osservazioni che avevamo preparato insieme al Comitato di Piazza, al Centro documentazione e all’Arci Ponte Carrega (clicca qui: RIO TORRE, osservazioni PDF). Oltre a quelle domande abbiamo posto anche nuove osservazioni sulle ordinanze di sgombero in caso di allerta meteo ( http://www.comune.genova.it/content/nord-2015-439-del-29122015-temporanee-limitazioni-duso-occasione-della-dichiarazione-di-stat), sul piano di Protezione Civile per il quartiere e sulla problematica della raccolta e regimazione delle acque del Piazzale delle Autostrade che provoca continuamente danni alla zona dell’Orpea e di Via Laiasso.

Ad alcune delle domande che avevamo già posto in precedenza in sede di Conferenza dei Servizi l’Amministrazione comunale ha risposto attraverso i propri tecnici nella Proposta Delibera per l’approvazione del progetto di sistemazione idraulica del rio Torre: l’unica osservazione che è stata accolta è quella che prevede che il Comune si faccia carico di comunicare alla Regione la necessità di intervenire nella parte a monte del Rio Torre. Questa parte non verrà infatti toccata da questa fase di lavori perchè non è sotto la competenza del comune di Genova ma è bene demaniale dato in concessione a privati (i proprietari dei magazzini di Passo Ponte Carrega).

Qui trovate la Delibera per l’approvazione del progetto di sistemazione idraulica del rio Torre:  http://www.comune.genova.it/sites/default/files/doc_sedute/prop_2016_0004_testo_sistemazione_idraulica_rio_torre_quezzi.pdf

Qui potete ascoltare l’intero audio della commissione V Territorio con gli interventi della Associazione, del Vice Sindaco, del Vice Presidente del Municipio IV, dei tecnici e dei Commissari: la prima parte della Commissione riguardava il Piano Caso della Regione. L’audio sul Rio Torre parte al Minuto 15:43:46

http://www.comune.genova.it/content/seduta-del-17022016

In definitiva la Commissione ha fissato la data di approvazione del progetto che sarà martedì 23 febbraio. E’ stato poi proposto da parte di alcuni consiglieri comunali di fare un sopralluogo nella zona di Piazza Adriatico/Orpea/Laiasso. Infine il Vice sindaco, sulla questione delle ordinanze ha detto che una volta che la Regione Liguria avrà finito la riperimetrazione delle aree di esondabilità è possibile che l’ordinanza di sgombero per la sponda destra del Mermi (Salita alla Chiesa di Montesignano, via Fratelli Chiarella) venga superata definitivamente.

Oggi Assemblea di quartiere

Questo pomeriggio vi aspettiamo alle 18:00 alla assemblea di quartiere presso la sede del comitato di Piazza Adriatico al 10r di Piazza Adriatico!

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Riunione del 30/12/2015 sulle delibere di iniziativa popolare

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GDL Partecipazione, 1 dicembre 2015

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Documento condiviso Piazza. Versione definitiva

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Riunione del 4 novembre 2015

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Memorie del Bisagno, si parte!

SiParte

Si parte oggi con “Memorie del Bisagno”!!

Care Associazioni e Comitati della Val Bisagno,
siamo quattro associazioni che da un po’ di tempo si sono ritrovate attorno agli eventi che negli ultimi anni hanno interessato la Val Bisagno. Insieme abbiamo pensato di sviluppare un progetto nell’arco di un anno dal titolo “Le memorie del Bisagno”:
Il primo incontro di conoscenza e confronto in cui definire insieme il progetto si terrà oggi pomeriggio, lunedì 28 settembre, alle ore 18.30 presso il circolo ARCI “Lo Zenzero” in via Via Giovanni Torti 35.

Associazione Amici di Ponte Carrega
Ghett Up
Ingegneria Senza Frontiere
Legambiente, Circolo Nuova Ecologia

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Proposta Epson

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