Archive for aprile 2015

Programma prossimi eventi

foto di L.Parigi per Palazzo Ducale

La associazione Amici di Ponte Carrega vi comunica le prossime niziative:

Domenica 3 maggio

Ore 9:00 – sul ponte Carrega

Invasioni  digitali Val Bisagno

Passeggiata  spontanea “invasione” nei luoghi simboli della vallata, dal bene tutelato di  Ponte Carrega, al tratto mediano dellacquedotto  storico fino al recuperato trogolo di Salita alla Chiesa di Staglieno.

http://www.amicidipontecarrega.it/2015/04/15/ponte-carrega-invasioni-digitali-4/

http://www.lavatoigenovesi.altervista.org/117.html

http://www.amicidipontecarrega.it/2014/10/23/il-lavatoio-di-salita-alla-chiesa-di-staglieno/

Mercoledi 6 maggio

Ore 10 – in Piazza Adriatico

La Costituzione in Piazza, con Fernanda Contri

A 70 anni dalla Liberazione l’ex giudice della Corte Costituzionale Fernanda Contri incontra i ragazzi dell’Istituto comprensivo Staglieno e i cittadini in una delle piazze simbolo delle ultime alluvioni.

In caso di pioggia la manifestazione si terrà all’interno della scuola ma l’ingresso sarà limitato ai soli studenti.

http://it.wikipedia.org/wiki/Fernanda_Contri

Sabato 16 maggio

Ore 10:00 – a Ponte Carrega

Guerilla gardening, pulizia delle aiuole a Ponte Carrega

Guanti e strumenti forniti dalla associazione e dal Municipio.

Iscrizione per usufruire della copertura assicurativa entro domenica 10 maggio all’indirizzo info@amicidipontecarrega.it  indicando nome e cognome dei partecipanti

(in alternativa le adesioni potranno essere raccolte presso l’officina di Ponte Carrega)

Verbale Assemblea annuale 2015-28 aprile

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Resoconto corso Open Street Map, sabato 18 aprile 2015

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Resoconto sopralluogo Soprintendenza, 23 aprile 2015

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Verbale assemblea direttiva del 21/04/2015

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Amici di Ponte Carrega: un’altra vittoria!

Ponte carrega_4.jpg

Un’altra richiesta che facevamo da tempo ha trovato spazio in una delibera di giunta regionale!

La nostra associazione ha sempre sostenuto la necessità di intervenire fin da subito sulla prevenzione del rischio alluvionale attraverso strumenti non strutturali di mitigazione del rischio. Le misure di flood proofing sono sicuramente una di queste misure che nell’attesa di un miglioramento (se mai ci sarà) dell’assetto idrogeologico cittadino possa salvaguardare attività commerciali e abitazioni nel breve-medio periodo con costi accettabili e col sostegno di assicurazioni e incentivi regionali (come le detrazioni fiscali per gli infissi).

La Giunta regionale di venerdi 27 marzo ha quindi stanziato dieci milioni di euro dai fondi POR-FESR 2014-2020 a favore di un bando per l’installazione di impianti tecnologici in grado di prevenire e mitigare i danni in caso di calamità alluvionali.
Le agevolazioni consistono in un contributo, a fondo perduto, nella misura del 50% dell’investimento ammissibile, per i soggetti che non hanno subito danni segnalati alla Camera di commercio a seguito di precedenti eventi atmosferici eccezionali, del 60% per chi ha già subito danni in un evento atmosferico eccezionale e dell’80% per coloro che hanno subito danni in più eventi atmosferici.
L’investimento agevolabile non potrà essere inferiore a 5.000 euro e superiore a 20.000 euro.
Le domande di ammissione alla agevolazione devono essere redatte online attraverso la piattaforma regionale “bandi on line” accessibile dal seguente indirizzo (http://filseonline.regione.liguria.it/FilseWeb/Home.do) ed essere presentate a decorrere dal 29 aprile 2015 sino al 26 maggio 2015.
La piattaforma per la compilazione e preparazione delle domande (modalità off-line) sarà disponibile a partire dal 15 aprile 2015.

 

https://filseonline.regione.liguria.it/FilseWeb/Home.do

http://www.regione.liguria.it/argomenti/affari-e-fondi-europei/por-fesr-2014-2020/i-bandi-del-por-fesr-2014-2020/asse-3-competitivita-delle-imprese/azione-311-agevolazione-a-favore-delle-attivita-economiche-per-prevenzione-da-rischi-alluvionali-attraverso-soluzioni-tecnologiche.html

Nel frattempo, mentre apprendiamo la notizia a due anni dalla prima riunione con il Comune di Genova e la Protezione civile sul tema flood proofing e dopo due convegni al Ducale, va avanti lo studio del Politecnico di Milano sulla possibilità di utilizzare queste barriere non solo su scala ridotta a prevenzione di negozi e singole abitazioni ma anche a salvaguardia di intere aree cittadine e di quartieri: nel caso genovese lo studio riguarda la possibilità di dotare un quartiere come quello di Pontecarrega e piazza Adriatico di strutture di flood proofing. Lo studio è realizzato dal prof. Bignami con un tesista del Politecnico e anche quest’anno il caso sarà oggetto del laboratorio del Corso di Rischio Idrogeologico e Protezione Civile del Politecnico di Milano.

 

Ponte Carrega – Invasioni digitali

InvasioniDigitali

Ponte Carrega, recentemente salvato dall’abbattimento, il Trogolo di Staglieno, strappato al degrado, l’Acquedotto Storico, una potenzialità ancora da recuperare in pieno, saranno le tappe di questo percorso. Una festa, un incontro, una scoperta, una breve e facile escursione accompagnati dagli Amici di Pontecarrega, da Mauro Pirovano, Luciano Rosselli, Matteo Marino e da alcuni abitanti della vallata che illustreranno gli aspetti storici, architettonici e ambientali dei tre manufatti e del contesto che li circonda. Quest’invasione propone così una spontanea passeggiata in un itinerario ad anello con tre tappe:

Domenica 3 maggio, ore 9 – Ponte Carrega ore 10 – Acquedotto Storico (ponte rio Preli) ore 11 – Trogolo di Staglieno

E’ possibile partecipare all’invasione che si preferisce o effettuare il percorso insieme. Vi aspettiamo numerosi! Tutti gli aggiornamenti qui sull’evento.

#invasionidigitali

#digitalinvasions

#genova2015

#id_pontecarrega

#id_acquedottostorico

#id_trogolodistaglieno

#id_valbisagno

Info mail: ilfocato@gmail.com

info@amicidipontecarrega.it

http://www.invasionidigitali.it/it/invasionedigitale/invasione-valbisagno-ponte-carrega-acquedotto-storico-trogolo#.VSqk3uHkUlN  Nota:

invasioni digitali

Lungo il percorso si potrà toccare con mano anche gli effetti della recente cementificazione: la così detta “riqualificazione urbana” del quartiere di Ponte Carrega, ovvero il grande edificio “ex-italcemtneti”, 3 volte il costruito grande come due RMS Titanic (300x40x60m) collocato a 10m dal torrente Rio Mermi, oltre a poter ammirare le aree del prossimo intervento di “riqualificazione” delle aree “ex-officine Guglielmetti”, altro intervento che impatterà sul paesaggio con i grandi volumi previsti per la costruzione di una grande torre alberghiera.

Qui sotto il nostro impegno alla ricerca della bellezza in Val Bisagno: ultimi preparativi per l’evento: la messa a dimora del nuovo cancello in tondino di ferro all’ingresso del recuperato truogolo di Salita alla Chiesa di Staglieno.

(Ringraziamo tutti coloro che hanno partecipato con la loro donazione per comprare il materiale, si ricorda che la vernice è stata gentilmente offerta dallo stabilimento colorificio Tassani nel 2013, scorte che avevamo ancora dalla verniciatura della ringhiera di Ponte Carrega)

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Guarda anche il sito di Luciano Rosselli: http://www.lavatoigenovesi.altervista.org/117.html

Guarda anche il percorso dell’acquedotto storico del ‘600 intorno al quartiere di Ponte Carrega: Itinerario N°8

La partecipazione dei cittadini e il caso Guglielmetti: il video del convegno

Dissesto

Pubblichiamo foto e video del convegno tenutosi Venerdì 27 marzo in una gremitissima Sala del Munizioniere di Palazzo Ducale, a dimostrazione del fatto che il tema è di molto interesse per la cittadinanza. Per le riprese e il montaggio video si ringrazia Ghettup TV, la televisione di quartiere del Ghetto. Si ringraziano inoltre, oltre al pubblico numeroso e attento, la Fondazione per la Cultura di Palazzo Ducale, la Fondazione San Marcellino Onlus, la Associazione di Mediazione Comunitaria di Genova, La Associazione Giovani Urbanisti, Incontri in Città, il professor Rosso del Politecnico di Milano, la professoressa Morelli dell’Università di Genova e il prof. Morisi dell’Università di Firenze. Si ringrazia anche la prof.ssa Marianella Sclavi per il video che purtroppo per un problema al cavo audio non siamo riusciti a mandare in onda durante il convegno e che pertanto pubblichiamo i questo post. Ringraziamo inoltre i membri delle associazioni e dei comitati cittadini e nazionali che hanno partecipato all’evento e risposto con entusiasmo al bisogno di partecipazione che questa città chiede oramai con forza e determinazione!

Qui di seguito riportiamo il documento condiviso dalla Associazione Amici di Ponte Carrega durante l’introduzione del convegno:

<<Dopo il convegno dell’11 gennaio è sorta in noi l’esigenza di approfondire il tema della Partecipazione e quindi di incontrarci una seconda volta, in una data abbastanza ravvicinata, per discuterne più approfonditamente insieme a chi potrà darci spunti su cui riflettere, sia a livello generale che per il caso concreto del nostro quartiere e quindi nel nostro caso specifico, per l’area ex Guglielmetti. Le ex Officine sono un ex spazio pubblico venduto dal Pubblico ai privati di Coop Liguria per fare cassa senza aver però tenuto conto di una qualche pianificazione armonica col contesto circostante di ciò che sarà l’impatto del nuovo insediamento sul futuro della vallata: anche le aree private secondo noi non devono sottrarsi al loro contesto pubblico. Qualcuno potrebbe dire che per questi ragionamenti è ormai troppo tardi, queste rivendicazioni andavano fatte nel 2010 quando le aree furono cedute dal pubblico al privato. Ma il discorso secondo noi non è ancora chiuso, da allora il proponente ha richiesto una variante al piano urbanistico per poter costruire su quelle aree un albergo molto impattante che al momento della vendita non era previsto. La variante al piano urbanistico deve ora passere da un approvazione del Consiglio Comunale. Si ripropone quindi una riflessione di rilevanza pubblica a cui noi chiediamo il diritto di poter partecipare con le nostre idee, il nostro contributo e le nostre critiche ad un processo di trasformazione che riguarda tutti e non solo il privato proprietario di quella specifica area. Per questo caso i proponenti, il comune e il municipio affermano che il percorso di partecipazione sia già stato effettuato. Non e’ cosi: dobbiamo distinguere ciò che è una semplice presentazione di un progetto in un’ assemblea pubblica da un reale percorso di condivisione di un progetto con il territorio e con tutti i portatori di interesse in un percorso definito e normato da regole. Crediamo sia necessario far crescere il dibattito sulla partecipazione, un tema vitale per la nostra città e per la nostra democrazia. Città è la metafora di Democrazia: la Città esiste nella misura in cui i suoi cittadini si riappropriano di essa, la democrazia esiste solo se i cittadini la fanno vivere contribuendo al dibattito e al confronto. Altrimenti avremo una città-cimitero e una democrazia altrettanto morente. Ecco perchè insistiamo nel dire che il tema della partecipazione sia vitale per la nostra democrazia e per la nostra città e perchè riteniamo sia un tema da affrontare sia da un punto di vista culturale, come stiamo facendo oggi, sia da un punto di vista giuridico che si concretizzi alla fine con una legge regionale sulla Partecipazione. Le scelte per lo sviluppo di questa città e di questa regione passano attraverso il contributo che i cittadini sapranno dare al dibattito politico e analogamente allo spazio che la politica darà loro, al di là dei soliti proclami pre elettorali, lasciando da parte (e questa è la parte forse più complicata) l’ autoreferenzialità e la scarsa capacità di ascolto e di autocritica della classe dirigente e politica. I cittadini esprimono una necessità, una volontà di intervenire nella trasformazione della città : forse non sempre hanno ragione ma crediamo che ci siano comunque sempre ragioni (e argomenti) da ascoltare. Il loro contributo creativo può trovare soluzioni concrete e alternative a quelle che la politica ci impone spesso senza cognizione di causa e senza l’ascolto del territorio.
 Siamo in una fase storica “interessante”, come direbbe un caro amico presente qui in sala oggi. La questione chiave, in questa disaffezione verso la democrazia rappresentativa, è la ricostruzione del concetto di cittadinanza inteso come quel processo che sappia legittimare le esigenze collettive espresse dai cittadini stessi. Questo processo secondo noi può essere solo la concertazione e la partecipazione condivisa “dal basso ”delle decisioni e può essere, a nostro modo di vedere, solo un elemento di arricchimento e di rinascimento sia per le nostre Città che per la nostra Democrazia>>.

Grazie a http://ghettuptv.net/ per le riprese

 


 

Il video della prof.ssa Marianella Sclavi, che con il suo consenso, avrebbe dovuto essere proiettato al convegno, ma che per un guasto tecnico non abbiamo potuto mostrarvelo

foto di L.Parigi per Palazzo Ducale

foto di L.Parigi per Palazzo Ducale

 

Cara maestra, ti scrivo

Albergo

Cara Coop Liguria, ti scrivo questa lettera perché ho letto nel giornale(1) che tu hai sottoscritto un accordo con la Regione Liguria e ufficialmente diventerai la mia maestra di scuola per insegnarmi il consumo consapevole e responsabile per non parlare delle buone pratiche di cittadinanza attiva.  

Sono molto contento che si parli anche a scuola di queste cose perché questi valori sono anche i miei valori, quelli insegnati dal mio papà e dalla mia mamma.

Infatti i miei genitori di recente si sono iscritti a un gruppo di acquisto solidale (GAS) che si è costituito spontaneamente nel quartiere e si sono fatti anche un piccolo orto urbano con il quale condividono esperienze e i frutti del raccolto tra vicini di casa.

Da qualche tempo i miei genitori hanno smesso di frequentare i vicini centri commerciali, che portano anche il tuo nome, perché mi hanno spiegato che preferiscono incentivare il piccolo esercizio di vicinato piuttosto che i grandi gruppi di vendita.

Il piccolo negozio di vicinato aperto ravviva la vie del quartiere in cui vivo che diversamente sarebbe solo un dormitorio.

Di recente mio papà e mia mamma si sono iscritti a un’associazione nata per tutelare un ponte pedonale che porta il nome del mio quartiere.

I miei genitori si sono dovuti impegnare molto per salvare il ponte perché il Comune aveva previsto di abbatterlo per farci al suo posto un nuovo ponte stradale per le macchine.

Molti dicono che questo intervento, più che la messa in sicurezza idrogeologica, avrebbe agevolato i nuovi centri commerciali in costruzione, fra cui c’è anche il tuo.

Cara maestra Coop, tu che mi vuoi insegnare cosa è un comportamento etico e sostenibile, vorrei sapere perché proprio tu hai previsto di sottrarmi la gioia di vedere sorgere il sole dietro alla mia collina con la costruzione di un grande albergo alto oltre 30m quando il quartiere ti aveva proposto e mostrato come farlo diversamente.

Cara maestra, vorrei capire quali valori avresti la pretesa di insegnarmi se proprio tu mi farai perdere il senso e il valore del paesaggio nel quale tutti i giorni mi riconosco ogni volta che mi affaccio alla finestra della scuola vedendo il mio bel ponte, la Chiesa di San Michele e il verde della collina dove sorge la torretta di Quezzi.

Rivedere sorgere la bellezza nel mio quartiere è il desiderio del mio cuore, l’insegnamento che ti posso offrire.

Con affetto,

un tuo (prossimo) alunno

Albergo

La foto mostra approssimativamente i profili  del nuovo centro commerciale Coop nelle ex aree delle officine Guglielmetti con il profilo della torre alberghiera davanti alla chiesa di S. Michele, l’apertura della valle del Mermi, il borgo di Ponte Carrega. Il profilo rappresenta la perdita della vista del paesaggio visto dalla sponda destra del Bisagno nella vicinanze della scuola Mazzini Lucarno.

(1) – Articolo uscito sul secolo XIX – del 9.04.2015 – “Intesa fra Coop e Regione sulla didattica nelle aule”

Coop

Attac – nuove collaborazioni

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Dal convegno di gennaio ad oggi non è passata settimana senza aver incontrato un comitato o una associazione interessata a fare rete e a conoscerci. Questo è uno dei grandi risultati del convegno di gennaio che ci ha permesso di metterci in contatto con tanta cittadinanza attiva, non solo della nostra città, ma anche in ambito regionale e nazionale. Riportiamo il resoconto di Attac Genova relativo al nostro incontro con loro.

Grazie ad Attac per l’interessamento.

Attac

Incontro di laboratorio sulla “democrazia di prossimità”
giovedì 19 febbraio (h.18.00 / 21.30)

Resoconto e risultati

Per prima cosa la delegazione di Attac-Genova (formata da Marina, Ivo e Pino) presente all’incontro con l’Associazione Amici di Pontecarrega ha reso noto al gruppo di lavoro di Attac-Genova, quanto emerso durante il colloquio. (Qui di seguito sono riassunti solo alcuni dati salienti)

Agli  Amici di Pontecarrega erano state poste domande relative al percorso intrapreso dall’Associazione,
– la motivazione della sua costituzione,
– gli obiettivi della loro azione,
– i risultati finora ottenuti
– i problemi incontrati.

Le risposte avevano in particolare evidenziato che:

– il punto di partenza è stato il rischio di demolizione del ponte storico e la conseguente protesta degli abitanti del quartiere per l’inizio dei lavori di rimozione dei pilastri; lo scopo dell’Associazione si è poi ampliato e riguarda oggi la riqualificazione della valle Bisagno, considerata come periferica e quindi soggetta a degrado, quindi la possibilità dei suoi abitanti di conservare e tutelare la loro memoria storica e di partecipare alla scelta della destinazione d’uso del  territorio, dei suoi edifici e dei suoi spazi;

– il percorso,  certamente non concluso,  ha avuto come tappe significative: la raccolta di 2500 firme per bloccare la demolizione del ponte; svariati incontri con Municipio e Comune e soggetti privati, in merito della concessione di spazi e luoghi del quartiere; la richiesta di un percorso partecipato e la presentazione di progetti alternativi (su restringimento  viabilità, area centro commerciale e altro); i lavori per il restauro del ponte,  l’organizzazione dei due convegni su “territorio come bene comune” a Palazzo Ducale, con il coinvolgimento di molte realtà impegnate a vario titolo sul territorio genovese (e non solo);

-le maggiori difficoltà incontrate hanno riguardato il rapporto con le istituzioni che si sono dimostrate poco competenti, disinformate, quando non inesistenti. L’associazione pur cercando il dialogo e non il contrasto, non ottiene reale ascolto dalle Istituzioni e la lentezza e l’ambiguità di  Municipio e Comune le sono state di ostacolo;

-altro problema è la difficoltà di coinvolgere con continuità gli abitanti del quartiere, vuoi per disinteresse, vuoi per rassegnazione e, in molti casi, per scarsa memoria e diffuso adeguamento alla logica del mercato. Infine è da notare che l’Associazione non è ancora riuscita a ottenere una sede idonea per la sua attività.

 

Terminato il resoconto, il gruppo di lavoro di Attac ha dibattuto sulla natura, sulle potenzialità e sui limiti dell’azione intrapresa dall’associazione. Ciascuno dei presenti  ha dato la propria valutazione e ha portato le proprie considerazioni. Dal confronto e dal dibattito è emerso quanto segue:

Si valuta che gli Amici di Pontecarrega abbiano  raggiunto risultati più che apprezzabili. In particolare sono riusciti a

  • dare visibilità ai problemi della Val Bisagno e maggiore dignità al quartiere
  • prospettare la possibilità della sua riqualificazione con proposte concrete e fondate
  • porre il territorio e la sua salvaguardia al centro dell’attenzione politica
  • ventilare l’idea che un’alternativa allo sfruttamento e alla mercificazione degli spazi e dei luoghi è possibile
  • tessere relazioni sociali e mettere in rete  associazioni e comitati presenti sul territorioSi apprezza  che l’Associazione, nonostante le difficoltà incontrate specie nel rapporto con Municipio e Comune, prosegua con tenacia e ostinazione, senza venir meno all’idea del dialogo e del confronto, nell’intento di migliorare la qualità della vita collettiva e con l’idea che gli abitanti hanno il diritto di  partecipare alla gestione del territorio.

I limiti o le carenze dell’azione portata avanti dagli Amici di Pontecarrega sembrano imputabili alle Istituzioni piuttosto che a difetti del loro lavoro. Si rileva anzi il pregio di un percorso coerente, nei modi e nelle scelte di contenuto, con gli obiettivi dichiarati e con lo scopo generale di difendere la ricchezza sociale del territorio. Nel loro operato, se mai, potrebbe esserci il rischio, possibile in tutte le azioni locali, di non riferire le problematiche territoriali al quadro politico ed economico generale. Tuttavia gli Amici di Pontecarrega, che dicono di essere cresciuti personalmente e politicamente grazie al loro percorso di cittadinanza attiva, sembrano aver maturato nel loro percorso la consapevolezza che  la posta in gioco è assai più ampia  e che, al di là dei problemi locali, essa coinvolge il rapporto fra cittadini e Istituzioni e il principio stesso di sovranità popolare.

L’Associazione sembra promuovere un modo nuovo di fare politica, basato sull’ascolto e sul confronto. Ci chiediamo se la scelta di dialogare e di proporre progetti e soluzioni migliorative sia una tattica e corrisponda a un atteggiamento pragmatico e fermo sugli obiettivi dell’Associazione, o se risponda a una visione alternativa che mette in discussione il sistema vigente fondato sulla delega, sulla mercificazione del territorio e sulla svendita della “cosa pubblica”.

Riteniamo che l’azione degli Amici di Pontecarrega promuova un cambiamento soprattutto culturale che va nella direzione della collaborazione “sociale” e della necessità di acquisire e “socializzare” competenze e  informazione. Gli aspetti più innovativi sono forse la ricerca di modalità e strumenti “partecipativi” e la considerazione del territorio come spazio di vita, di relazione, di continuità e memoria storica, insomma come bene comune.

Il gruppo di lavoro Attac-genova ritiene che il cammino da fare (per tutti) sia proprio nella direzione in cui gli Amici di Pontecarrega si sono mossi con esito apprezzabile, cioè nel fare “rete” con chi condivide lo scopo di “riappropriarsi del comune”. Ma non solo. Proprio alla luce delle battaglie intraprese dagli Amici di Pontecarrega, ci sembra necessario spingere  verso un cambiamento nel rapporto fra Istituzioni e cittadinanza, per una ridistribuzione del potere  di decidere, controllare e deliberare che garantisca il diritto di conservare e avere accesso alle risorse del territorio.

Per concludere, il gruppo di lavoro si è posto la domanda sul ruolo di Attac-Genova rispetto ad azioni locali quali quelle promosse dagli Amici di Pontecarrega. Nel ribadire l’utilità di questo incontro di  “laboratorio” sia all’interno di attac stesso, come momento di autoformazione, sia verso l’esterno, come occasione di scambio, ritiene che Attac abbia una funzione trasversale di stimolo al dialogo e alla ricerca di strategie alternative e di percorsi possibili per far fronte comune alla crisi economica, politica e sociale in corso.

Riflettere sul colloquio avuto con gli Amici di Pontecarrega ci ha offerto lo spunto per confrontarci sul tema della democrazia partecipativa e di prossimità e su questo vorremmo proseguire il dialogo e il confronto con l’Associazione.

In particolare si sono rilevate evidenti connessioni fra il loro percorso e quanto contenuto nel documento ultimo di Attac nazionale “Riprendiamoci il Comune” e anche su questo contiamo di poter avere con loro un proficuo scambio di idee.