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La Passarola

passarola Il Signor A, anche in virtù di essere un grande negozio, comunica alla propria clientela le seguenti affermazioni:

“Per noi, lo sviluppo sostenibile si declina al plurale”

“Sviluppo sostenibile delle aziende, nei paesi, nelle città e nei quartieri in cui ci insediamo”

“Progettazione e costruzione dei nostri punti vendita nel rispetto dell’ambiente”.

“Coinvolgimento nelle iniziative locali e negli impegni cittadini”.

“Lo sviluppo sostenibile è sostenuto dalla sensibilizzazione dei nostri clienti nel mondo per quanto concerne l’ambiente. È in tal senso importante promuovere procedure corrette e comportamenti professionali corretti, considerando tutti i collaboratori”.

“Prima di stabilirci in un paese, cerchiamo innanzitutto di conoscerne gli abitanti, lo stile di vita e l’habitat.”

“Quando apriamo un punto vendita, ne monitoriamo l’integrazione nell’ambiente e lavoriamo con le autorità locali”.

“In questo modo, creiamo posti di lavoro sostenibili e nuove collaborazioni”.

“In tutti i paesi in cui siamo presenti, rispettiamo la cultura locale, al fine di essere più vicini ai nostri clienti”.

Il Signor B, a differenza del primo, è un piccolo negozio, non ha i mezzi e intenzione di affermare alcuna etica aziendale, con la crisi del settore è già tanto che non abbia chiuso i battenti e rimane sempre appena al disotto del limite consentito per legge, sotto la quale sarebbe in mora.

Con i suoi dipendenti applica contratti di lavoro sufficienti per essere in regola con i contratti di lavoro e le norme di sicurezza, i suoi punti vendita sono costruiti non oltre i requisiti minimi richiesti dalla legge. Il Signor B non partecipa e non può permettersi coinvolgimenti particolari nelle iniziative locali ne tanto meno negli impegni cittadini; a lui non interessa nulla di tutto ciò, deve sopravvivere.  

Immaginiamo una clientela mediamente formata, eterogenea, e di diversa estrazione sociale, fra questi ipotetici clienti alcuni saranno assolutamente insensibili alle tematiche sponsorizzate dal Signor A, per loro è assolutamente indifferente andare a comprare da un venditore o dall’altro, guarda solo il prezzo.

Tuttavia in un campione di clientela così diversificato è anche possibile che qualche cliente sia maggiormente sensibile alle tematiche sponsorizzate dal Signor A. Sono tematiche molto importanti e molte persone ne sentono un gran bisogno, sono le tematiche ambientali, di sviluppo sostenibile, di rispetto dei valori della cultura locale, della progettazione e della costruzione dei  punti vendita con una maggiore integrazione e rispetto per l’ambiente. 

C’è da aggiungere che queste attenzioni, così come sono sponsorizzare, nulla sembrano voler intendere con le normali attenzioni necessarie per legge, in tal caso non ci sarebbe nulla da sponsorizzare, sarebbe comunque obbligatorio, diversamente non potrebbe essere..

In questo scenario è facile immaginare che il Signor A intercetterà una clientela numericamente più vasta del signor B riuscendo ad attrarre dalla sua parte tutti coloro che sono maggiormente sensibili alle tematiche da lui sponsorizzate.

Ma se le affermazioni del Signor A fossero palesemente disattese e non corrispondessero al vero, cosa succederebbe?

Il cliente (sensibile) sarebbe palesemente imbrogliato, il servizio offerto non corrisponderebbe agli standard sponsorizzati, almeno nei metodi, e il soggetto B sarebbe palesemente danneggiato.

Per il momento al signor A abbiamo chiesto formalmente di giustificare ogni sua affermazione, attenderemo ancora qualche giorno in modo che il nostro uccellino arrivi a destinazione.

Per meditare….

“Questo popolo, che tanto si aspetta dal cielo, guarda ben poco in alto dove si dice che ci sia il cielo. La gente va a lavorare nei campi, nei villaggi, entra ed esce dalle case, va nell’orto, alla fonte, si accoccola dietro a un pino, solo una donna sdraiata su della stoppia con un uomo sopra di sé crede di vedere qualcosa passare nel cielo, ma pensa che siano visioni di chi sta tanto godendo” José Saramago – Memoriale del convento” – La figura mostra la macchina volante progettata da Padre Bartolomeo Lourenco, precursore dell’aereonautica 1709