Archive for agosto 2013

Ancora cemento a Pontecarrega

Un quartiere senza pace!
Siamo in grado di fornirvi i render del progetto di prossima realizzazione in Viale Gambaro (località Nane, la casa dei cipressi). Il progetto dei Chiarella, proprietari dei terreni, prevede la costruzioni di magazzini a destinazione artigianale e la costruzione di una strada di collegamento con Via Mogadiscio in prossimità della rimessa dei camper.

il prospetto generale delle nuove costruzioni da Viale Gambaro: la costruzione non colorata che si vede al margine sinistro della tavola è l'antica villa del Nane. Il camion in alto sta percorrendo Via Mogadiscio.

il prospetto generale delle nuove costruzioni da Viale Gambaro: la costruzione non colorata che si vede al margine sinistro della tavola è l’antica villa del Nane. Il camion in alto sta percorrendo Via Mogadiscio.

 

 

 

si vedono le costruzioni lungo viale Gambaro con la antica villa detta il Nane. Si noti anche il tracciato della strada che andrà a gravare sulla già trafficata Via Mogadiscio e che comporterà un nuovo carico di traffico su una strada stretta e per alcuni tratti senza marciapiedi (l'ultimo tratto di via Mogadiscio verso l'edicola e nel tratto che va dall'asilo e fino alla curva con via Fratelli Chiarella)

si vedono le costruzioni lungo viale Gambaro con la antica villa detta il Nane. Si noti anche il tracciato della strada che andrà a gravare sulla già trafficata Via Mogadiscio e che comporterà un nuovo carico di traffico su una strada stretta e per alcuni tratti senza marciapiedi (l’ultimo tratto di via Mogadiscio verso l’edicola e nel tratto che va dall’asilo e fino alla curva con via Fratelli Chiarella)

 

 

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La COOP sei TU…ma anche NOI !

Anticipandoci sui tempi, ci hanno contattato il responsabile del progetto per Talea e il direttore sviluppo di Coop Liguria per fornirci la loro disponibilità a un confronto in merito al progetto dell’area ex-officine Guglielmetti. Questo per noi è un grande risultato e senza dubbio coglieremo questa disponibilità come ottimo punto di partenza per una proficua collaborazione. Questa disponibilità è un primo segno distintivo della diversità d’approccio e attenzione verso la comunità di Ponte Carrega, rispetto a quanto invece è avvenuto per la costruzione dell’edificio per Bricoman, un errore che ha causato malumore e conflitti, anche fra il mondo cooperativo e la cittadinanza, non ancora completamente risolti.

Il nostro obiettivo, come riscontrabile dal nostro manifesto, è tutelare la nostra identità territoriale rappresentata simbolicamente dallo storico Ponte e dal suo antico borgo. Il valore storico di questo quartiere, come ci insegna il nostro Mauro Pirovano, è testimoniato anche dall’attaccamento dei suoi abitanti e dalla cura con cui essi, nonostante le vicende passate e recenti, cercano di preservarlo: aspetti forse non conosciuti ai molti ma noti a chi vive questa singolarissima realtà. Dal borgo, ancora oggi è possibile evocare le antiche percorrenze attraversando il ponte: dal versante destro verso la collina di Preli, incontrando l’acquedotto storico del seicento, si risale Salita della Chiappa e si raggiungono le principali fortificazioni genovesi: Forte Sperone, Forte Puin, Forte Diamante e due Fratelli, mentre dal versante opposto, sulle orme di Camillo Sbarbaro, si risale salita Migliavacca, per raggiungere la Torretta di Quezzi (sito di interesse comunitario) e incrociare le strade militari ottocentesche (ciclabili in fuori strada) che portano a Forte Monte Ratti, Forte Richelieu, Forte S.Tecla. Ponte Carrera è stato assunto da associazioni culturali e ambientali quali ad esempio il FAI e il WWF,  come simbolo e mezzo per unire queste grandi realtà genovesi ancora tutte da valorizzare, un volano che potrebbe portate a medio e lungo termine, veri posti di lavoro qualificanti e legati al territorio. Questo aspetto non dovrebbe essere sottovalutato ma valorizzato anche in questo progetto di trasformazione, soprattutto da chi, come suo patrimonio aziendale e cooperativo, promuove questi valori.

Svelate le carte sul progetto Guglielmetti: ecco il render in anteprima

Grazie al consigliere comunale G. Malatesta siamo in grado di rendere pubbliche le prime tavole del progetto di Talea (immobiliare di Coop) sull’area delle ex officine Guglielmetti.

E’ confermata la presenza della torre alberghiera: sembra che almeno tre catene di hotel abbiano avanzato la propria candidatura per investire nella superficie alberghiera che andrà ad occupare l’area verde tra la Guglielmetti e le concessionarie di automobili e che è frutto della rinuncia da parte di Coop di investire nella parte a destinazione industriale del vecchio complesso un tempo di proprietà di Amt.

Il progetto sembra mantenere l’altezza attuale (al colmo delle volte). Sarà sormontato sul tetto da un parcheggio di interscambio. Ciò naturalmente andrà incidere ulteriormente sull’equilibrio del nostro quartiere e aumenterà traffico, smog e rumore. Il nuovo centro commerciale conterà 21 negozi, 4 pubblici esercizi e 11 attività di connettivo urbano. Tra questi negozi troveranno spazio una Coop, la Upim e un grosso negozio di elettronica (che sia il francese Conforama? ndr).La superficie di vendita sarà di 7.434 mq mentre l’albergo avrà una superficie di 7.441 mq.

L’opera prevede la connessione dell’attuale Centro Acquisti Val Bisagno con l’area Guglielmetti attraverso una piastra coperta sulla cui superficie troveranno spazio un piccolo parco giochi e una piccola arena (4.000 mq in totale).

Non c’ è traccia delle richieste avanzate a suo tempo al Municipio da noi che chiedevamo la possibilità di installare nel nuovo complesso un poliambulatorio sociale, nè dal Teatro dell’Ortica che richiedeva una nuova sede e un teatro per la Val Bisagno. Non c’è la multisala cinema che qualcuno aveva immaginato, ma compare un centro fitness-benessere.

L’opera comporta nei confronti della collettività oneri urbanistici per 5 milioni di euro di cui la metà in opere, l’altra metà in denaro. Tra questi oneri è già conteggiata la messa in sicurezza del rio che scorre sotto la Coop arrivando da via Terpi e un ascensore (o altra soluzione da studiare) che colleghi Via Terpi al fondovalle.

L’associazione Amici di Pontecarrega ha chiesto un incontro, tramite il Municipio e l’ass. Baghino, con Coop e Talea per una mediazione che avvenga PRIMA dell’approvazione de progetto. A conti fatti, una presentazione fatta a progetto approvato non aiuta il clima di tensione in cui il nostro quartiere vive da qualche mese a causa della trasformazione dequalificante in atto. Pertanto vorremmo intraprendere con Coop, in piena sintonia con il suo statuto e la sua politica, un percorso partecipato in cui emergano le criticità del progetto e le nostre proposte per superarle.

Pur apprezzando la qualità complessiva del progetto abbiamo alcune perplessità che vorremmo chiarire assolutamente e imprescindibilmente:

-l’altezza della torre è quantificata in 35 metri: decisamente troppi per gli abitanti che vivono proprio alle sue spalle e per l’impatto sulla Valle.

-la ruzzola (rampa) di accesso al parcheggio di interscambio: anche questa si trova proprio di fronte ai civici di Lungo Bisagno e Salita alla Chiesa. Chiederemo un ripensamento/miglioramento della soluzione.

-la copertura del parcheggio di interscambio: mentre sopra Piazzale Bligny è prevista una copertura con pergolato sopra la ex Guglielmetti non sembra essere prevista. Chiederemo una copertura “verde”

-la viabilità: vorremmo chiarire se l’ingresso al centro commerciale si trovi esclusivamente in corrispondenza con la rotonda di Lungo Bisagno, ovvero se sia previsto un secondo accesso da Piazzale Bligny per decongestionare il traffico a Pontecarrega (che sarà critico anche per la contemporanea presenza di Bricoman e Sogegross).

Non diciamo no al cambiamento; vogliamo però contribuire a rendere l’impatto più umano e a misura d’uomo e di cittadino. Chi vivrà 24 ore al giorno con sopra la testa una torre di 35 metri e un parcheggio di interscambio ha DIRITTO di poter dire la sua e di poter essere ascoltato.

 

render Coop Guglielmetti

render Coop Guglielmetti

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La variante Bricoman e la sicurezza idrogeologica del nostro quartiere. I motivi del nostro NO alla variante

foto delle tavole della variante Bricoman-Coopsette

 

Ieri abbiamo avuto un incontro al circolo Pd Guglielmetti di Staglieno con alcuni amministratori di Municipio (Ass. Baghino) e Comune (Malatesta).
Ecco quello che è emerso in termini di novità:
RIO MERMI E RIO TORRE
Riguardo al Rio Mermi e rio Torre siamo in alto mare. Il primo dipende dai lavori di Coopsette, mentre per il secondo si aspetta l’approvazione del progetto della Provincia. Originariamente (il 7 giugno scorso) Crivello aveva detto che la gara per i lavori doveva partire subito dopo l’estate: vediamo se l’impegno verrà rispettato, ma l’impressione è che passerà un altro autunno come gli altri. E intanto in piazza Adriatico un privato ha venduto il suo appartamento (inagibile e allagato perchè situato al piano terra) ad una famiglia. La nostra associazione si chiede come ciò sia possibile e già da ieri si è attivata per fare chiarezza sulla questione mobilitando l’ufficio del sindaco.
Alla domanda “Quali sono le misure prese in considerazione dal comune per limitare il rischio alluvionale” la risposta è stata da una parte la costruzione dello scolmatore del Fe e dall’altra gli interventi di pulizia e cura dei piccoli rivi (a cura del Municipio). Noi oltre a questo proponiamo le misure di AUTOPROTEZIONE (compresi piani di emergenza e di evacuazione), di FLOOD PROOFING (barriere gonfiabili mobili) e di cura dei versanti.

BRICOMAN:
abbiamo fatto valere le nostre ragioni sul perchè siamo contrari alla costruzione dell’impalcato che raddoppia la superficie di parcamento del centro commerciale:
– raddoppiare i parcheggi significa raddoppiare il traffico e quindi il TRAFFICO e lo SMOG.
-significa impedire la piantumazione degli alberi ad alto fusto nel parcheggio, alberi che avrebbero la funzione di limitare proprio lo smog e il RUMORE del traffico che aumenterà in maniera vertiginosa, oltrechè avere una innegabile funzione estetica per migliorare un’area di servizio.
-significa AUMENTARE LA IMPERMEABILITÀ DEL SUOLO e quindi PEGGIORARE IL DISSESTO IDROGEOLOGICO proprio a ridosso delle case (in parole povere il cemento fa scorrere più velocemente l’acqua verso Pontecarrega e piazza Adriatico)
-significa creare DEGRADO e un’area critica per la SICUREZZA dei cittadini. Immaginatevi un parcheggio coperto (come quello della Fiumara) incustodito dall’ora di chiusura e fino al mattino.
-significa DEQUALIFICARE ulteriormente il nostro quartiere: che senso avrebbe il nostro tentativo di riqualificare l’area della casetta e i sentieri che portano alla Torretta di Quezzi; che senso avrebbe puntare sul progetto del Parco delle Mura Orientali se poi ci troveremo soffocati dalle auto e dai tir?

L’iter dell’approvazione dovrebbe concludersi entro ottobre-novembre al massimo. La giunta municipale dovrà dare un parere sulla variante ma poi la decisione spetterà alla GIUNTA Doria. La dequalificazione del quartiere passa attraverso loro: purtroppo noi temiamo che la variante possa passare. Secondo noi l’aumento di parcheggi è l’unica carta che rimane a Coopsette per riuscire a vendere il piano che non è ancora riuscita a vendere: promettere a un acquirente il doppio dei parcheggi significa promettergli potenzialmente il doppio dei clienti.
Per noi il doppio dei disagi.

Realizziamo un bosco in città, come a Milano

In coerenza con le linee guida indicate dall’agenda 21 che cita: “Valorizzazione del sistema dei parchi urbani genovesi e delle aree di pregio a valenza naturalistica-ambientale non istituzionalizzate”, riteniamo che la destinazione d’uso dei fondi delle aree ex-industriali intorno a Ponte Carrega avrebbe dovuto essere molto diversa rispetto alle trasformazioni e alla qualità architettonica approvata. Per queste aree infatti l’agenda 21 auspicava la“promozione di nuovi regolamenti edilizi orientati alla sostenibilità e all’uso di tecniche di bioedilizia”.

Di seguito segnaliamo un intervento del Prof. Renzo Rosso, ordinario di costruzioni idrauliche e marittime e idrologia al Politecnico di Milano, sul >> secolo XIX del 23.08.2013 <<  riguardante l’area ferroviaria di Terralba

Per mitigare l’impatto delle trasformazioni in atto preso Ponte Carrega, riteniamo necessario innestare attorno alle aree di servizio previste, interventi qualificanti che siano in grado, citando sempre l’agenda 21, di garantire lavalorizzazione dell’attività agricola, non commerciale – soprattutto periurbana – tutela della biodiversità anche con forme d’assistenza colturale” () “valorizzare le esperienze delle singole realtà associative della Valle, e per favorire la ricostruzione del senso d’identità”, per questo l’associazione ha chiesto all’amministrazione di dotare il quartiere di spazi verdi pubblici per realizzare orti urbani e nuovi centri di aggregazione. Visti gli alti costi di manutenzione l’associazione si prenderebbe carico della gestione della concessione e della sua manutenzione. Vedremo quali saranno le risposte…

I dubbi della Provincia sullo scolmatore del Fereggiano

I dubbi della Provincia sullo scolmatore del Fereggiano

Incontrando il Professor Rosso

Oggi siamo andati a trovare, insieme al Wwf, il professor Rosso del Politecnico di Milano e gli abbiamo illustrato i nostri studi sulla Perizia Misurale e le nostre ricerche per salvare Ponte Carrega. Abbiamo anche parlato di scolmatore e di Bisagno e insieme abbiamo parlato anche del programma del convegno di Novembre.
Un incontro interessante e prolifico che da ai nostri studi una consistenza e una solidità accademica di una certa autorevolezza.
Ora è chiaro che solo una volontà politica può scegliere per l’abbattimento.

Questo incontro, non il primo approccio con uno dei più importanti esperti di livello mondiale in materia di ingegneria idraulica, segna per noi la chiusura del cerchio per quanto riguarda la protezione del Nostro Ponte Carrega.
Siamo partiti un anno fa. Eravamo soli contro una perizia che condannava il ponte: ci davano per sognatori, folli, irreali.
E invece ciò che sostenevamo fin dal primo momento e che era sostenuto dal buon senso è ora sostenuto anche dalla tecnica.
Abbiamo mosso competenze, abbiamo cercato la nostra strada con trasparenza intellettuale e senso civico; oggi, dopo un anno siamo qui a constatare come sia facile far passare certe operazioni quando non c’è informazione e senso critico. Come sia facile per certe amministrazioni sostenere certe verità a metà, o celare certi aspetti per rendere la realtà un qualcosa di distorto.
Non è solo la Questione Morale, per dirla alla Berlinguer, che mette in scacco la politica italiana, bensì una ben più grave Questione Culturale.

La notizia che tutti aspettavamo è arrivata! Ponte Carrega è vincolato!

Con apposito decreto DDR n. 27/13 del 19/04/2013 la soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici ha dichiarato Ponte Carrega bene sottoposto a vincolo di tutela ai sensi del D.LGS 42/2004 >> guarda qui l’elenco << alla pagina 33

La notizia è ora finalmente ufficiale e ci rende orgogliosi. Sapere che l’operazione di tutela sia partita direttamente dal Ministero e dalla Soprintendenza ci rende molto orgogliosi: infatti nonostante ci fossimo mossi per apporre il vincolo insieme al Fai nazionale e al Fai Liguria l’iniziativa è partita direttamente da Palazzo Reale. Ciò è sinonimo della bontà della nostra operazione di tutela e del nostro desiderio di tutela di un bene storico culturale non rinnovabile, a cui ora viene posto il sigillo della tutela ministeriale.

Un grande risultato per il nostro Luogo del Cuore!
soprintendenzaIl decreto è stato firmato il 19 aprile scorso ma solo in questi giorni è divenuto di pubblico dominio, anche con la pubblicazione nell’elenco dei beni tutelati della Liguria. La notizia ci è stata detta direttamente dall’arch. Parodi dell’ufficio Vincoli. L’iniziativa è partita direttamente da Palazzo Reale: noi e il Fai (nazionale e ligure) abbiamo solo preso atto della forte presa di posizione della Soprintendenza ligure!
Vogliamo esprimere oggi tutta la nostra soddisfazione e il nostro orgoglio per questo importante traguardo raggiunto dal Nostro Ponte Carrega!
A un anno dall’inizio della nostra battaglia questa notizia ci riempe di soddisfazione e il risultato va dedicato a tutta quella cittadinanza che ha creduto in questo obiettivo e a tutti gli uomini e le donne che hanno a cuore il Bene comune!

 

 

Articolo di Repubblica – Così Ponte Carrega è diventato luogo del cuore

La prima pagina dell'edizione genovese di RepubblicaRepubblica Ponte Carrega

>> Anche gli ULTRAS TITO hanno segnalato l’articolo sul loro sito <<