La Chiesa di San Michele di Montesignano raccontata da Paolo Giacomini

Giacomini

…il “c’era una volta incomincia in maniera molto semplice, forse non tutti sanno che Montesignano, insieme al paesino di Aggio, sono gli insediamenti più antichi della Val Bisagno…

Video della Conferenza di Paolo Giacomini sulla Chiesa di San Michele di Montesignano.


… il valore del paesaggio della Val Bisagno sempre più a rischio.

Amici di Ponte Carrega inclusi in un progetto di ricerca della Georgia State University (USA)

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Il Dipartimento di Antropologia urbana della Georgia State University di Atlanta (USA) sta conducendo un progetto di ricerca etnografica sulla Val Bisagno.
La Associazione Amici di Ponte Carrega, insieme ad altre realtà, è stata inserita in questo progetto di ricerca!
Si ringrazia la Professoressa E. Guano, coordinatrice della ricerca.
Siamo contenti di poter collaborare a questo studio e siamo orgogliosi di farne parte!
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Tursi: “Mai più centri commerciali in aree industriali dismesse”

CentriCommerciali

Repubblica 2 Lunedì 7/12 la Repubblica ha pubblicato un articolo con il seguente titolo “Centri Commerciali lo Stop di Tursi, mai più in aree industriali dismesse” <Link qui>

La Repubblica, 7 dicembre 2015

La Repubblica, 7 dicembre 2015

Un titolo che annuncia un cambiamento di tendenza da parte delle nostre amministrazioni che fino poco tempo fa sostenevano il contrario: basta rammentare un altro articolo che sempre la Repubblica aveva pubblicato il 22 aprile 2014, non molto tempo fa: “Molassana,  Bricoman fa già discutere “Un mostro, ma porta lavoro“. A questo titolo occorre ricordare quanto affermato dal presidente del Muncipio media Val Bisagno, Agostino Gianelli: “Non sarà il massimo ma forse qualcuno ha dimenticato cos’era l’Italcementi“. Questo post lo scriviamo dopo che anche l’amministrazione comunale ha manifestato ufficialmente l’intenzione di cambiare rotta sulle scelte di riconversione delle zone industriali dismesse in grandi centri commerciali, come da tempo, portando anche esempi e contributi esteri (http://www.amicidipontecarrega.it/2014/07/02/la-morte-dei-centri-commerciali/), la Associazione Amici di Ponte Carrega sostiene. Con queste considerazioni vogliamo sottolineare che non abbiamo affatto dimenticato cosa era lo stabilimento Italcementi e soprattutto che cosa ci aspettavamo da una riconversione urbana decisa dopo circa cento anni di sacrifici imposti alla vallata con la presenza di uno stabilimento inquinante e invadente come quello dell’ex cementificio di Ponte Carrega. A queste considerazioni occorre sottolineare che non era solo questo perché certamente con il disagio c’era anche la produzione e con quella il lavoro a un indotto di migliaia di lavoratori. E’ proprio perché abbiamo memoria di questo fatto che la sua riconversione meritava un approfondimento più serio sul proprio destino.

Cementificio

Ingresso Ex Cementificio Italcementi

Senza dubbio l’aspettativa sulla riqualificazione era diversa da quella che lo stesso Sindaco Marco Doria nella trasmissione Report di Rai3 ha definito “un riutilizzo dell’area e non una vera e propria riqualificazione. Il cambiamento di rotta dell’amministrazione comunale ci ha sorpreso perché non dimentichiamo che fino a qualche mese fa, la stessa non sembrava contraria alla riconversione delle ex-Officine Guglielmetti in una nuova Coop con annesso albergo e posteggi “di interscambio” in bella vista sopra la copertura dei nuovi edifici. Questo progetto ora è stato bloccato dai tecnici del piano di bacino della Regione Liguria, per l’evidente allagabilità delle zone, ma non sfugge come questa prescrizione, che afferma un principio di precauzione a favore della sicurezza dei cittadini, non sia stata adottata prima. Ora ci aspettiamo un dibattito pubblico sulla destinazione di quell’area con il coinvolgimento della cittadinanza.

Viabilità a rischio inondazione

La rotonda di Ponte Carrega appena costruita e già allagata la primo evento di pioggia del 2015

Clicca <qui> per vedere il servizio di Report

Clicca <qui> per vedere il servizio di La7

Forse il cambiamento di rotta dell’attuale amministrazione comunale avviene dopo il palese fallimento del modello imposto come soluzione alla crisi industriale con la riconversione delle aree industriali in centri commerciali,

CentriCommerciali

Video di La7 sulla sorte dei centri commerciali in Italia

un modello che a Genova ha avuto il suo apice con la Fiumara, ma che poi si è rapidamente esaurito rendendo queste operazioni poco redditizie fino al suo naufragio simboleggiato dal mostruoso edificio di Ponte Carrega che ha la singolare forma di una nave, una scatola di c.a. 49.000 mq di superficie dalle dimensioni 300x60x40 m. appoggiata a pochi metri dal torrente Rio Mermi in un’area golenale di fondo valle. IMG-20150717-WA0001 Questo modello perpetuato dai costruttori senza una reale esigenza da parte del mercato immobiliare si è palesato di fronte alla crisi immobiliare: il costruito non si riesce a vendere (prezzi alti visto l’alto costo di produzione, altri magazzini vuoti in vallata, mancanza di un polo trainante, crisi economica) essendo palesemente inutile, inadeguato e sproporzionato alle esigenze richieste dal territorio. pertanto l’edificio rimane (per ora, in attesa di liquidazioni varie) invenduto e vuoto per 2/3 e risulta essere stato tra gli ultimi lavori della impresa costruttrice, Coopsette, che da questo lavoro e da altre operazioni similmente fallimentari, non si è più ripresa finendo infine il mese scorso in liquidazione coatta e lasciando a casa centinaia di lavoratori (55 a Genova). Questa tendenza a costruire a ogni costo senza una reale domanda, non è stata sufficientemente mitigata dalle autorità comunali che dovevano vigilare sulla pianificazione urbana e alla fine il risultato è stato un fallimento su molti fronti: aziendale, con errori di strategia aziendale non adattabili ad una crisi economica di questo genere (un edificio presumibilmente non progettato per la Val Bisagno, con tecniche di costruzione volte a salvaguardare rami d’azienda in difficoltà, nello specifico il comparto prefabbricati); politica, con la classe dirigente genovese che non è stata in grado di leggere la crisi (a dirla tutta molti non sono nemmeno stati in grado di leggere il progetto, “Pensavamo fosse più piccolo”!), nè di salvaguardare posti di lavoro favorendo un modello di sviluppo sorpassato e non adattabile alla crisi (e non contiamo, in questo ambito, i posti di lavoro perduti per la chiusura di piccoli rivenditori dei materiali edili etc, se ne contano già 3 in pochi mesi contro i nuovi contratti proposti da una catena multinazionale). E tutto ciò senza contare l’errore urbanistico e l’errore ambientale, frutto della stessa maggioranza politica che ora si strappa i capelli per un Piano Casa che non è certo peggiore di quello di stampo burlandiano sul quale nessuno aveva mai osato proferire parola e che dimostra ancora una volta come sia solo lo scontro ideologico a muovere la Politica e non l’interesse comune. Dietro a questi errori ci sono le necessità di incassare oneri di urbanizzazione da mettere nei bilanci di spesa corrente dei comuni. L’affermazione che questi “mostri” di cemento portano lavoro è palesemente falsificata dai dati reali e infatti le prime vittime di questo procedere sono stati proprio i costruttori che non si sono adeguati al cambiamento in corso imponendo alla collettività un costruito che poi non sono riusciti a vendere procedendo verso la strada del fallimento.

Il Secolo XIX, 30 ottobre 2015

Il Secolo XIX, 30 ottobre 2015

vedi: <articolo 7 novembre 2015 – il fatto quotidiano > Noi crediamo in un altro modello rispetto a quello propinato da anni da queste amministrazioni “paternalistiche” che in nome del “portare lavoro” hanno in realtà negato reali percorsi di partecipazione ai cittadini decidendo le sorti di molti quartieri nelle sedi ristrette di qualche partito. Un atteggiamento non democratico perché è la pratica della “dittatura della maggioranza”. Così dal nulla sono sorti i “mostri” come quello di Ponte Carrega, che contrariamente agli slogan propagandistici dei soliti partiti non hanno portato lavoro ma lo hanno solo spostato: <articolo 16 marzo 2015 – Genova24> Noi non crediamo affatto a questo tipo di sviluppo. Il lavoro, “quello vero”, lo si ottiene nella salvaguardia ambientale e nel rispetto della cultura e della bellezza in ogni sua forma. Sviluppo sostenibile e alla tutela dell’ambiente, arte e bellezza, queste le vere chiavi di svolta che potrebbero far crescere l’occupazione, anche nel settore dell’edilizia. Esiste un patrimonio immobiliare tutto da riqualificare, intere porzioni di città da rendere belle, fruibili, sicure, senza creare “nuovi mostri” visto che ci sono già sufficienti errori urbanistici da cancellare su cui lavorare per i prossimi cinquanta anni. Questo percorso di riqualificazione non può prescindere da una reale partecipazione e coinvolgimento dei cittadini e a una maggiore attenzione alle esigenze del nostro fragile territorio e delle nostre fragili, socialmente discutendo, “periferie”.   Tornando alla proposta dell’Assessore Piazza: questo cambio di prospettiva ci conferma  l’attualità e la preveggenza, da un punto di vista dello sviluppo economico e urbanistico, delle proposte della nostra associazione che da anni va ripetendo la necessità di un cambio di strategia della città, partendo dalle sue aree industriali dismesse e dai suoi vuoti urbani. Ciò che l’amministrazione comunale intenderà fare nell’area dell’ex Mercato di Corso Sardegna e della ex Caserma Gavoglio potrebbe andare in questo verso: sono due prove importanti, spartiacque tra passato e futuro della città. Se questo cambio di passo sarà portato avanti in modo inclusivo, insieme a tutta la cittadinanza, potrà essere una svolta nell’amministrazione della città e del futuro sviluppo della stessa. Gli elementi per valutare questo possibile cambio di strategia politica sono però ancora troppo pochi per dare un giudizio più completo sulle dichiarazioni della Giunta comunale: attendiamo un prossimo passo e soprattutto un serio dibattito, che tenga in considerazione sia gli aspetti economici che quelli urbanistici, sulle destinazioni d’uso delle aree dismesse della città. “Noi crediamo nel potere illimitato delle forze spirituali: Amore, Verità, Giustizia, Bellezza. Gli uomini, le ideologie, gli Stati che dimenticano una sola di queste forze creatrici non potranno indicare a nessuno il cammino della Civiltà“. (tratto da il mondo che nasce di Adriano Olivetti)

Partecipazione e politiche pubbliche nel governo del territorio. Convegno a Firenze

Morisi

Nell’ambito della nostra attività di formazione sulle tematiche legate alla Partecipazione dei cittadini nel governo del territorio e delle attività del Gruppo di Lavoro Partecipazione del progetto Memorie del Bisagno, la Associazione Amici di Ponte Carrega si è recata nella giornata di venerdì 20 novembre 2015 a Firenze per assistere al convegno della Fondazione Cesifin a Palazzo Incontri. Insieme a noi era presente anche la Associazione Ingegneria Senza Frontiere.Schermata 2015-11-20 a 11.42.49

Il Fatto Quotidiano su Bricoman e Coop Guglielmetti

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Il Fatto Quotidiano del 20/10/2015

Il Fatto Quotidiano del 20/10/2015

Qui di seguito invece un articolo sempre del 20 ottobre comparso invece su Il Secolo XIX con al centro i dati ISPRA sul consumo di suolo in Liguria e il Piano Caso della Giunta Toti:

http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2015/10/19/ARPMooNG-territorio_consumato_avanzata.shtml

Notte fra il 13 e il 14 settembre 2015

Viabilità a rischio inondazione

La nuova viabilità a Ponte Carrega, la rotonda costruita per accedere al nuovo centro commerciale nelle aree ex-Italcementi.  Tutto qui è nuovo: strada, tombini, caditoie perfettamente pulite, pendenze, tutto appena collaudato.

Eppure nonostante questo è evidente che la viabilità per raggiungere il nuovo centro commerciale è ancora facilmente allagabile. Non è stata una notte facile ma nemmeno eccezionale se raffrontata con il 2011.

Intanto il Rio Torre aspetta da troppi anni i lavori si adeguamento idraulico. Non si può più aspettare oltre, anche questa notte la Piazza stava andando sott’acqua.

(La foto è stata realizzata dalla rete di monitoraggio di LIMET)

Viabilità a rischio inondazione

Aggiungiamo alla foto notturna di LIMET un’altra foto scattata al mattino da un residente, si notano cumuli di fango lungo la nuova viabilità del centro commerciale. Perché in quel punto si sono accumulati quantitativi significativi fango? Da dove viene questo materiale? Perché una strada appena finita di costruire, dichiarata sicura, presenta segni così evidenti di ruscellamento?

Vedi anche il nostro precedente post: < qui >

Fango

Contrariamente a quanto indicato da alcuni giornali, queste foto non significano che sia esondato il Rio Mermi a valle del nuovo centro commerciale, su questo in tal senso non ci sono testimonianze. Quanto è avvenuto è comunque un indicatore importante perché a fronte di imponenti opere di mitigazione spesi in oneri di urbanizzazione, si è concesso di costruire tre volte l’edificato precedente e si sono realizzate nuove strade che permettendo ora di frequentare nuovamente luoghi da tempo abbandonati e che forse dovevano rimanere tali una volta bonificati. Evidentemente, nonostante tutte le opere realizzate, queste zone continuano ad essere in qualche modo allagabili o comunque investite da gravi fenomeni di ruscellamento proprio per la loro delicata collocazione di fondovalle. Nonostante i lavori siano stati eseguiti e collaudati a regola d’arte meno di un anno fa, qualcosa non ha funzionato.

Rai Report a Ponte Carrega

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La trasmissione condotta da Milena Gabanelli ha fatto tappa a Genova per un servizio sul dissesto idrogeologico. La troupe ha sostato anche a Ponte Carrega dove si è parlato di cementificazione e dove si è svolta l’intervista al professor Rosso del Politecnico di Milano (nella foto in basso). Tra i temi affrontati quello della costruzione dei centri commerciali, del restringimento della sponda destra del Bisagno e dello scolmatore della Sciorba. Tra gli interventi, oltre a quello della Associazione Amici di Ponte Carrega,  citiamo anche quello del professor Brancucci dell’Università di Genova sullo stato dei versanti e della manutenzione dei fiumi del bacino del Bisagno.
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Il Progetto Coop Val Bisagno non è piu un caso di studio CommOnEnergy

Albergo

Oggi una missiva del responsabile del progetto di studio CoopOnEnergy Ing. Roberto Lollini, ci ha informato che il centro commerciale COOP Valbisagno nelle aree Ex Guglielmetti non è più tra i casi pilota del progetto
La decisione non è ancora stata formalizzata perché le procedure sono piuttosto lunghe, ma di fatto è esecutiva e il consorzio afferma che sta già lavorando su un caso situato in Emilia Romagna.
Il responsabile ci informa che nei prossimi giorni il suddetto cambiamento troverà riscontro anche nel sito internet del progetto.

L’ing. Lollini non ha aggiunto commenti sul motivo di questa decisione, che avviene appena quattro mesi dopo il grande congresso CommOnEnergy svoltosi a Genova il 25 marzo scorso, nel quale il progetto di riqualificazione delle ex-Officine Guglielmetti veniva presentato come molto significativo e interessante, esempio pilota per l’Italia.

Sicuramente il fatto che il progetto presentato in prima istanza sia stato bocciato dalla VAS (Valutazione Ambientale Strategica) ha comportato uno slittamento dei tempi e inoltre può essere importante ricordare il singolare spostamento, successivamente a tale bocciatura, del dirigente responsabile del provvedimento, Nicoletta Faraldi, ad altro incarico: già queste considerazioni potrebbero essere state ragioni sufficienti, per il consorzio CommOnEnergy, per cessare gli studi di ricerca sostenibile applicati a un caso così singolare e imbarazzante.

Questi avvenimenti risalgono a date precedenti al Congresso del 25 marzo, nel quale tuttavia CommOnEnergy ha continuato a sostenere il progetto: può quindi sorgere il dubbio che non fossero solo queste le ragioni dell’attuale cessazione degli studi.

A nostro parere, oltre ai ragionevoli motivi di cui sopra, potrebbero aver influito anche le nostre istanze di richiesta di spiegazioni e la Petizione, inoltrate all’accademia di Bolzano EURAC dopo il nostro convegno sul Territorio come Bene Comune del 27 marzoLa nostra missiva infatti chiedeva indicazioni per capire come questo progetto, con tutte le criticità che abbiamo più volte sottolineato, potesse rientrare in un programma di studio per la sostenibilità ambientale ed essere portato come esempio pilota per l’Italia in Europa.

La Cessazione degli studi da parte di CommOnEnergy come caso dimostrativo, secondo noi è l’ennesima riprova che questo progetto, così come è stato concepito, anche se rispetta la norma e la legge, è comunque insostenibile, non rispettoso dell’ambiente, e deve essere ripensato.  

Albergo

Riteniamo sempre più indispensabile che la Coop Liguria intraprenda un vero percorso partecipato del progetto per apportare quei significativi miglioramenti auspicati e attesi dal quartiere.

Riteniamo che la Coop Liguria sia tenuta a un comportamento responsabile verso l’ambiente, perché l’art. 4 del suo statuto stabilisce che “La Cooperativa si propone di tutelare l’ambiente“: pertanto, per far sì che questi propositi non siano privi di riscontro pratico, riteniamo che non sia sufficiente, da parte dei suoi dirigenti, sostenere che questo progetto sia sostenibile e tuteli l’ambiente perché non realizza il massimo dei volumi ammissibili ma solo una parte o perché presenta destinazioni d’uso più gradevoli del produttivo. Affinché il progetto sia effettivamente sostenibile e tuteli l’ambiente, esso dovrà essere compatibile con i protocolli di effettiva sostenibilità con il territorio in cui viene inserito (Agenda 21, Green Building) rispetto del tessuto storico ambientale e paesaggio compreso: ci rendiamo conto che seguire queste indicazioni può essere impegnativo e comportare uno sforzo maggiore del semplice ottemperamento delle normative, ma è l’impegno richiesto a chi si proponga di agire in modo etico.

Sappiamo che le aree in questione sono state pagate molto caramente ma riteniamo che non sia corretto derogare al principio della tutela ambientale e ribaltare i propri impegni economici sulla collettività e sul territorio (salvataggio dell’AMT compreso) anche sempre tutto ovviamente nel rispetto della norma e della legge: uno scempio a metà è pur sempre uno scempio, non può essere il modo per lavarsi la coscienza.

CittadinoSostenibile

Continuiamo a ripeterlo: esiste solo un modo per uscire dalla dinamica di questi conflitti, intraprendere con il territorio e la cittadinanza attiva un cammino di mediazione, un percorso partecipato garantito per la condivisione dei progetti.

Sottolineiamo ancora una volta, come da noi sempre ripetuto, che un progetto condiviso e partecipato con la popolazione è un progetto in cui il conflitto è eliminato in una fase iniziale e che pertanto è percepito in modo completamente diverso dal quartiere: la concertazione  affronta il conflitto e lo risolve offrendo vantaggi plurimi ai soggetti: un impatto a misura di paesaggio per la popolazione, tempi più rapidi e meno spese per i proponenti e i costruttori.

La Partecipazione conviene a tutti!

NOTA:

Definizione di Ambiente: la Commissione Europea nel “Libro Verde” del 1993 definisce l’ambiente come l’insieme delle risorse naturali abiotiche e biotiche, quali l’aria, l’acqua, il suolo, la fauna e la flora, ma anche l’interazione tra questi fattori e i beni che formano il patrimonio culturale e gli aspetti caratteristici del paesaggio.

(evidentemente per tutelare l’ambiente non basta acquistare un frigorififero in classe A++)

Domani Commissione per ex Officine Guglielmetti

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Domani alle 14:00 in Municipio aggiornamento sul progetto Ex Officine Guglielmetti. La cittadinanza è invitata a partecipare!

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Riunioni di quartiere

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Domani alle ore 20:00 in PIAZZA ADRIATICO si svolgerà la Commissione seconda del Municipio. Saranno analizzate le proposte dei cittadini, presentate in modo unitario da Associazione Amici di Ponte Carrega, Comitato di Piazza Adriatico, Centro di Documentazione Val Bisagno, Arci Ponte Carrega e singoli cittadini.
Domani è importante partecipare e dire la propria opinione su come spendere i fondi in maniera utile e condivisa!
Ci sono infatti ancora circa 100 mila euro deliberati dalla Giunta comunale lo scorso anno che possono essere investiti nel quartiere! Qui la delibera:
http://www.amicidipontecarrega.it/2014/09/09/112mila-euro-per-il-quartiere/
Martedì 21 alle ore 14:00 in Municipio ci sarà un altro appuntamento importante per il nostro quartiere. In Commissione seconda verrà fatto il punto della situazione sull’operazione delle Ex Officine GUGLIELMETTI. Sarà presente Coop Liguria. Nonostante l’orario è importante portare la voce dei cittadini anche in questa sede.

Partecipiamo!
commissione 15 luglio

Qui di seguito una foto dell’ultima riunione di quartiere insieme alla Parrocchia per parlare della ricollocazione della antica edicola votiva di ponte Carrega:
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