Dicasi…

Dicasi… Fenomeno di ruscellamento:

In idrologia, il ruscellamento è il fenomeno di scorrimento delle acque piovane sulla superficie del terreno che si verifica quando esse non possono penetrare in profondità perché è stata superata la capacità di infiltrazione che caratterizza il terreno stesso.

Tale superamento può avvenire o perché la portata d’acqua che raggiunge la superficie è maggiore della capacità di infiltrazione (portata di pioggia – portata di infiltrazione = portata di ruscellamento) o perché è stata raggiunta la saturazione dei vuoti presenti nel terreno (portata di infiltrazione = 0 e quindi portata di pioggia = portata di ruscellamento). Esso è dunque parte del ciclo idrologico andando ad alimentare ruscelli, torrenti, fiumi e laghi tornando infine l’acqua (non evaporata) in mare. (fonte Wikipedia)

fotoRuscellamento

foto : Ponte Carrega in un giorno di pioggia intensa, ma non troppo, un pochino di ruscellamento.. il motivo è perché i lavori di messa in sicurezza non sono finiti!

Dicasi… Argine e franco idraulico:

L’argine è un’opera di difesa passiva del territorio atta ad impedire lo straripamento dei corsi d’acqua. Esso è generalmente costituito da un rilevato impermeabile in terra simile ad una diga

…La quota di sommità arginale viene determinata integrando il livello di massima piena, calcolato…, di un ulteriore margine di sicurezza detto franco arginale. Esso ha entità variabile, tanto maggiore quanto più elevato è il grado di pericolosità idraulica del corso d’acqua e del suo contesto territoriale. Di norma, per corsi d’acqua primari, si adotta un franco di 1,00 m. – 1,20 m sulla massima piena. Nella regimazione dei corsi d’acqua è necessario porre particolare attenzione alle preesistenti opere d’arte, in particolare ai ponti stradali e ferroviari che sono spesso collocati in corrispondenza di un restringimento d’alveo che può provocare un innalzamento dei livelli idrometrici a monte.  (fonte Wikipedia)

Mermi

foto : Ponte Carrega, affluenza del torrente Mermi con il Bisagno nel 2014, dopo i lavori e la costruzione del nuovo edificio per il Bricoman, con valori di pioggia 60% in meno rispetto al 4 novembre 2011, il ponte sembra un pochino sovracaricato.. saranno i misteri dell’idraulica?.. forse non è una scienza esatta…, ma cosa farebbe allora “pierino” in un caso simile? alzerebbe l’argine di un “ciccinin” perché non si sa mai!… FATTO!

Dicasi… Frana:

Con il termine frana si indicano tutti i fenomeni di movimento o caduta di materiale roccioso o sciolto dovuti alla rottura dell’equilibrio statico preesistente ovvero all’effetto della forza di gravità che, agendo su di esso, supera le forze opposte di coesione del terreno. (fonte Wikipedia)

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foto : frana a monte del nuovo edifico per il Bricoman che insiste sul torrente Mermi.. ma che strano il versante era sicuro! lo diceva il piano di bacino! Stravaganze della natura!

dicasi… diga:

Una diga è uno sbarramento permanente su un corso d’acqua naturale che serve a creare un lago artificiale. A seconda dei materiali impiegati per la costruzione la diga può essere di calcestruzzo (o muratura), in terra, di pietrame o di materiale misto. Gli sbarramenti in calcestruzzo possono essere del tipo a gravità (anche alleggerita), ad arco o di tipologie miste (arco-gravità, volte multiple, ecc.).  (fonte Wikipedia)

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Sbarramento fatiscente nascosto sul bosco sopra il torrente Mermi a meno di 300m dal nuovo edificio per il Bricoman e sopra le nostre case. E’ nulla perché è semplicemente dimenticato..

Dicasi… Serenità:

Serenità è il termine con cui si descrive la condizione emotiva individuale caratterizzata, a livello interiore ed esteriore, da tranquillità e calma non solo apparente, ma talmente profonda da non essere soggetta, nell’immediato, a trasformazioni di umore, ad eccitazioni o perturbazioni tali da modificare significativamente questo stato di pace. La serenità è una componente rilevante nel costituire il benessere emotivo dell’uomo; secondo alcune teorie essa è talmente rilevante da costituire una condizione necessaria e sufficiente per la felicità dell’essere umano. (fonte Wikipedia)

SINTESI DEL DISCORSO:

C’E’ IL RISCHIO IDROGEOLOGICO?

“STATE SERENI”

 

Mitigazione dei rischi di Piena del Torrente Bisagno

Di seguito potrete scaricare in streaming la presentazione del Dossier sviluppato da Italia Nostra (Associazione Nazionale per la Tutela del Patrimonio Storico Artistico e Naturale della Nazione) riguardo la mitigazione del rischio di Piena del Torrente Bisagno.

IN

Il dossier, che potrete scaricare <qui> o nel sito www.italianostragenova.org , rappresenta un contributo fondamentale per la corretta comprensione della mitigazione dei Rischi di Piena del Torrente Bisagno.

Il documento di Italia Nostra rappresenta per la nostra associazione un altro autorevole tassello che dimostra come l’edificio per il Bricoman di Ponte Carrega, anche se formalmente autorizzato, non rispetta affatto i requisiti di integrazione nell’ambiente, ma anzi ne è un pessimo esempio. In tal senso diminuiscono le argomentazioni di coloro che sostengono che l’intervento ha previsto un complessivo miglioramento dell’assetto idrogeologico dell’intera area perché approvata dagli enti competenti.

Il Dossier di Italia Nostra (a pagina 20) evidenzia come l’edificio ex-Italcementi (Bricoman), insieme ad altri interventi nelle stesse vicinanze, sia da ritenere critico per la lotta alla mitigazione del rischio idrogeologico, insediamenti che erano da evitare e che sono stati costruiti con disposizioni normative di cui oggi il mondo scientifico e culturale ne auspica un superamento.

Insediamenti Critici

               La foto sottostante mostra l’enorme edificio detto per il Bricoman costruito sul fondovalle del torrente Mermi, affluente del Bisagno.

Bricoman

TgR Rai 3: http://www.tgr.rai.it/dl/tgr/regioni/PublishingBlock-e76ff69f-39a6-4e43-a278-3566b7d783b2.html

La ex cementifera….all’estero!

un esempio di riconversione di una ex cementifera...all'estero

un esempio di riconversione di una ex cementifera…all’estero

Un esempio di ciò che si fa all’estero con gli edifici industriali dismessi. Qui di seguito il caso emblematico di una ex cementifera riconvertita, segnalatoci dalla prof.ssa Arch. Eleonora Burlando della Scuola Politecnica dell’Università degli Studi di Genova:

http://www.yatzer.com/A-former-Cement-Factory-is-now-the-workspace-and-residence-of-Ricardo-Bofill

Buona lettura!

Fango e cemento il nostro testamento – manifestazione del 20-11-2014

Dopo gli allagamenti provocati dal Rio Torre e dal Rio Mermi il 9 ottobre scorso, il rischio idrogeologico di queste zone è aumentato nella sua componente “geologica” con frane, cedimenti, e manufatti fatiscenti lasciati a marcire in mezzo ai torrenti. Tutto questo è avvenuto con il 60% di pioggia in meno rispetto al 4  novembre 2011, cosa succederebbe in caso di evento critico paragonabile a quello?

Questi dissesti ora gravitano minacciosi dietro l’edificio per il Bricoman e rischiando di riversarsi a valle compromettendo l’efficacia dei nuovi argini che ci dovrebbero mettere in “sicurezza”

La protezione civile impone un continuo stato di allerta che ci obbliga a lasciare continuamente le nostre case ogni volta che piove, evidentemente le nuove opere non sono efficaci e il rischio rimane, altro che messa in sicurezza!.

L’esasperazione dei cittadini oggi è esplosa. Ci dispiace per il disagio di coloro che dovevano attraversare queste aree, ma se si continua in questa direzione, non rimarrà altra via:  il disagio non sarà solo il nostro perché continueremo a manifestare!

Ora occorre cambiare rotta

 

 ADESSO BASTA PROMESSE MALTEMPO O MALGOVERNO

 


Fonte: http://www.ilsecoloxix.it/p/multimedia/genova/2014/11/20/ARL3ZEdC-adriatico_carrega_protesta.shtml

Fonte: http://www.7gold.tv/

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-b9fa9f18-7148-4ba0-99c7-9959aace8573-tgr.html#p=0


Articolo de Il Secolo XIX: http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2014/11/20/ARfj1AdC-allerta_protestano_adriatico.shtml

Articolo de La Repubblica: http://genova.repubblica.it/cronaca/2014/11/21/news/piazzale_adriatico_la_roulette_della_sicurezza-101093480/

Articolo sempre de La Repubblica: http://genova.repubblica.it/cronaca/2014/11/19/news/piazzale_adriatico_meno_pioggia_e_stessa_paura_un_corteo_per_chiedere_pi_sicurezza_e_controlli-100908371/

Video da Genova24: http://webtv.genova24.it/2014/11/20/lunico-allerta-cittadini-valbisagno-in-piazza/

Video da Primocanale: http://www.primocanale.it/video/alluvione-i-residenti-di-piazzale-adriatico-chiedono-interventi-66130.html

Video da Primocanale con intervento Coopsette: http://www.primocanale.it/video/coopsette-sul-rio-mermi-importanti-interventi-di-messa-in-sicurezza–66132.html

Oggi manifestiamo per la nostra sicurezza dopo l’ennesima alluvione!

Oggi pomeriggio dalle ore 16:30, come stabilito dall’assemblea condivisa di quartiere, ci vediamo in Piazza Adriatico per rivendicare il diritto di questa valle e dei suoi cittadini a vivere in SICUREZZA in un luogo che non vogliamo che sia più PERIFERIA. Oggi manifestiamo per una esigenza vitale, di interesse generale di tutta la città: LOTTA AL DISSESTO IDROGEOLOGICO significa dire STOP al degrado del territorio, dire STOP alle decisioni imposte dall’alto che non guardano alle esigenze del cittadino, dire STOP a un consumo di suolo sconsiderato, dire STOP a decenni di scelte scellerate sul nostro territorio e sulla nostra pelle.
Potremmo arrecare disturbo ad altri cittadini con la nostra marcia: non odiateci, lo facciamo per tutti, per la incolumità e la sicurezza, per la DIGNITA’ di questa valle e di questa città

PER NON MORIRE SOTTERRATI DA FANGO E CEMENTO.
Ci vediamo in Piazza!1503232_10203112555313999_4267075007460663563_n

Frane a Ponte Carrega sul Rio Mermi, condoni o politica spregiudicata del territorio?

Condoni o politica spregiudicata del territorio?

Il nuovo edificio a Ponte Carrega (più conosciuto come edificio per il “Bricoman”) è stato regolarmente concesso in deroga al piano di bacino grazie al principio dell’invarianza idraulica per cui è possibile costruire a dieci metri da un torrente con opportune opere idrauliche. Nessun condono quindi ma una precisa volontà politica di aumentare il valore esposto di zone ad alto rischio idrogeologico. Lo si è fatto in nome di una economia spregiudicata che sacrifica l’ambiente, il paesaggio, il territorio e il futuro delle prossime generazioni che si troveranno difronte a un territorio marcio e cementificato da bonificare.

Contronto

In questo luogo è stato concesso di edificare tre volte il costruito (passando da 15.000 mq a 49.000) - il titolo edilizio è stato concesso il 30.07.2012 senza ripensamenti da parte dell’attuale giunta , circa otto mesi dopo l’alluvione del 4 novembre 2011.

infoCantiere

La stessa amministrazione, un mese dopo la concessione del titolo, emette un ordinanza di sgombro in caso di eventi di allerta 1 e 2 per i piani terra delle abitazioni poste immediatamente a valle del cantiere. Questa limitazione d’uso è ancora oggi in vigore 

infoOrdinanza

A denunciare tutto questo siamo stati presi per dei folli. Il Vicesindaco Stefano Bernini aveva anche affermato “..sa benissimo il costruttore che non potrà usare quel manufatto se non avrà fatto i lavori dal punto di vista idrogeologico….”  Ma di che lavori sta parlando il Vice Sindaco? I lavori che si stanno concludendo sono sole opere idrauliche e nulla si è fatto sulla parte “geologica” del rischio. Nulla è stato fatto per la sistemazioni dei versanti e le nuove opere idrauliche saranno presto compromesse da ciò che i versanti sono in grado di riversare sul torrente.  Già oggi, a opere idrauliche non ancora completate, si notano già grandi massi precipitati sul greto del torrente appena ripulito, da ieri c’è anche una frana e monte di tutto ciò hanno lasciato persino una diga fatiscente del vecchio stabilimento cementificio.

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Chi fermerà le innumerevoli frane in formazione sul vicino versante che rischiano di riversarsi sul torrente con enormi quantità di materiale? La sezione calcolata per garantire la così detta “sicurezza” presto si ridurrà vanificando i lavori eseguiti e se non si adopererà una manutenzione periodica di pulizia il rischio idrogeologico sarà più alto di primaIl valore esposto di queste zone presto aumenterà perché in questo luogo saranno attratte  migliaia di automobili e persone. Per raggiungere il centro commerciale non esistono strade di accesso che non siano in zone allagabili ad alto rischio. Sappiamo che per l’effetto del cambiamento climatico aumenterà la frequenza di fenomeni di pioggia in grado di trasformare qualsiasi strada in un fiume. Ormai è esperienza di tutti che non basta regimare i fiumi per rendere il rischio idrogeologico accettabile.

Sulla bontà delle nuove opere idrauliche svolte sul Rio Mermi vigileremo ancora perché con valori di pioggia molto inferiori rispetto il 2011, lo scorso 9 ottobre, si sono verificati ancora gravi episodi di esondazione in corrispondenza del ponte stradale poco prima della confluenza con il Bisagno. Vogliamo capire se questo è stato causato da una dinamica diversa di comportamento del torrente dopo la costruzione dell’enorme centro commerciale. Sappiamo che durante i lavori di sbancamento della collina sono stati intercettati e canalizzati diversi rivi di cui forse non si conosceva nemmeno la presenza e che abbiamo anche documentato con fotografie e video.

 

 

Il fenomeno del ruscellamento e dell’innalzamento del tirante idraulico ha portato conseguenze peggiorative all’imbocco del ponte stradale? Sono fantasiose ipotesi degli Amici di Ponte Carrega, ma a queste domande qualcuno prima o poi dovrà rispondere.

Mermi

Non parliamo di scolmatori se non saremo in grado di garantirgli un buon funzionamento con la manutenzione dei versanti.

(In fondo articolo Corriere Mercantile del 16.11.2014)

Feana Mermi 9

Flood Proofing a Pontecarrega e Piazza Adriatico

ArticoloSecoloTra le misure da mettere in pratica in ottica resiliente per ridurre il rischio idrogeologico e limitare i danni vi sono anche le misure di flood proofing. Scarsamente utilizzate in Italia, non agevolate dal punto di vista fiscale e misconosciute alle amministrazioni locali, le misure di flood proofing sono barriere mobili o strutturali che si azionano automaticamente in caso di allagamento. E’ l’evoluzione del sacchetto di sabbia e può contribuire, a seconda del tipo di barriera scelta a evitare allagamenti di negozi e abitazioni. La Associazione Amici di Ponte Carrega da quasi due anni porta avanti col Politecnico di Milano una collaborazione finalizzata alla promozione di questo tema e alla verificabilità di un utilizzo delle tecniche di flood proofing anche in ambiti territoriali più estesi rispetto al singolo negozio o cantina. Il Politecnico, cioè, sta facendo uno studio di prefattibilità per la installazione delle barriere in Piazza Adriatico e Pontecarrega, in modo da contribuire a superare una situazione di rischio che si protrae dal 1953 e che ha già visto numerose alluvioni e allagamenti.

Vorremmo capire, se i 112mila euro avanzati dagli oneri di urbanizzazione del progetto per il Bricoman e rientrati nella disponibilità pubblica, possano essere in parte utilizzati in questo modo e se, a seguito della attivazione di un percorso partecipato tra tutti gli abitanti del quartiere, questa possa essere una soluzione condivisa o meno.

Qui di seguito potete vedere un intervento del Prof. Rosso del Politecnico di Milano:

http://www.primocanale.it/video/allerta-meteo-l-esperto-ecco-cosa-fare-in-attesa-degli-scolmatori–65517.html

Qui accanto invece il trafiletto che Il Secolo XIX ha dedicato a questa collaborazione lo scorso 30 ottobre:

Le fantasiose inquietudini degli Amici di Ponte Carrega

In questi giorni abbiamo avuto modo di sentire con insistenza dagli esperti che il rischio idrogeologico non è solo una questione di idraulica.
Il rischio idrogeologico, come suggerisce la stessa parola, si articola di due aspetti, idrico e geologico. Di fronte a fenomeni di pioggia intensi i due aspetti sono fortemente connessi fra loro.

Considerare solo l’aspetto idraulico trascurando l’aspetto geologico può indurre a gravi errori e viceversa. I due aspetti vanno affrontati insieme, senza trascurare uno dei due.

Cosa succede a un torrente correttamente regimato da nuove sponde se i versanti a monte sono in grado di scaricare a valle grande quantità di detriti, fango, e vegetazione?

Sentendo autorevoli pareri, il letto del torrente presto si riempie di detriti e le sezioni calcolate con tanto rigore diventano insufficienti perchè calcolate con modelli matematici che considerano in maniera superficiale la parte “geologica” causa del trascinamento verso valle di fango, detriti e residui vegetali.

Tronchi

Le inquietudini degli Amici di Ponte Carrega continuano

A Ponte Carrega il grandissimo centro commerciale-artigianale meglio conosciuto come “edificio per il Bricoman” è ormai quasi completato e tra qualche mese diventerà un centro in grado di attrarre migliaia di persone e automezzi intorno al bacino del torrente Rio Mermi andando ad aumentare notevolmente il valore esposto. Naturalmente contestualmente alla edificazione del grande edificio è stata prevista la messa in sicurezza idraulica del torrente Rio Mermi. Siamo altresì convinti che l’opera idraulica di messa in sicurezza, anch’essa in fase di ultimazione, da sola non sarà sufficiente a garantire le condizioni di sicurezza auspicate se continueranno a persistere condizioni di rischio indotte dallo stato di dissesto idrogeologico dei vicini versanti, nella misura in cui tale dissesto è in grado di interferire negativamente con le opere appena costruite.

Il 18 ottobre dopo la nuova alluvione, alcuni di noi accompagnati da esperti sono andati a verificare lo stato del versante sopra al nuovo centro commerciale in costruzione.

Abbiamo notato che nel bosco ci sono molti alberi caduti o inclinati che andrebbero tagliati prima che scivolino a valle ad interessare il torrente. In tali versanti abbiamo riscontrato preoccupanti forme morfologiche che possono, a parere degli scriventi, essere definite come “frane superficiali ” in formazione con evidenti segni di instabilità dovuti principalmente a trincee nel terreno, piani di scivolamento con cambio repentino di pendenza, materiale sciolto e soprattutto numerose piante fortemente inclinate.

La nostra peregrinazione lungo l’affluente in sponda sx del Mermi ci ha portato a scoprire sul Rio Sprà, che scende dalla torretta di Quezzi e da Leamara, un manufatto in c.a. posto a qualche decina di metri dalla confluenza con il già citato rio Mermi.

Il manufatto, vista la vicinanza, sembra essere una vasca di accumulo delle acque funzionali ai processi produttivi del ex stabilimento Italcementi.

L’opera in calcestruzzo è collocata ovviamente ortogonalmente nel letto del rio. Il manufatto è in pessimo stato di conservazione con un foro per la parziale fuoriuscita delle acque che sembra essere stato praticato recentemente.

Secondo noi questa interazione di una situazione critica del versante (con la conseguente possibile attivazione delle frane superficiali presenti) con uno sbarramento a valle parzialmente distrutto ma con la possibilità di creare comunque un “effetto diga ” in prossimità del rio Mermi si ritiene possa creare una criticità in caso di forti piogge.

Tale criticità secondo noi è dovuta a due elementi di pericolo che può diventare un rischio in quanto tale “nodo” risulta essere posizionato a qualche decina di metri dal nuovo centro commerciale con una prossima frequentazione di migliaia di persone, ma soprattutto a breve distanza dalle abitazioni di Ponte Carrega e  Piazzale Adriatico.

Sono solo fantasiose inquietudini degli Amici di Ponte Carrega, ma come mai questa struttura collocata così vicino all’enorme centro commerciale non è stata ancora demolita? Può questa struttura rimanere li come se nulla fosse è senza essere una fonte di rischio? Tutto questo è normale?

Dopo l’alluvione del 4 novembre 2011, l’allora Presidente del Consiglio dei ministri aveva emesso la dichiarazione dello stato di emergenza in relazione alle eccezionali avversità atmosferiche verificatesi i quei giorni. A seguito di ciò ancora oggi le abitazioni poste a valle di questi versanti hanno un divieto di permanenza nei locali posti al piano terra in caso di allerta 1 e 2.

Come mai sei mesi dopo l’alluvione del 4 novembre 2011 e la proclamazione dello stato di emergenza è stato concesso il titolo a costruire immediatamente a valle di questa struttura idraulica fatiscente senza anteporre evidentemente un principio di precauzione che forse avrebbe consigliato di far demolire da subito tutte le strutture eventuali fonti di pericolo?  Una struttura del genere può rimanere li così come è? Come mai questa struttura in parte crollata con evidenti segni di lesioni non è stata opportunamente confinata con divieto di accesso e segnalata con cartelli monitori di pericolo? 

I versanti possono rimanere in questo stato di dissesto senza essere fonte di rischio per le costruzioni poste a valle? A queste nostre inquietudini prima o poi qualcuno dovrà dare una risposta certa.

Abbiamo segnalato quanto esposto alle autorità competenti di Provincia e Regione, e ai VV.FF. per la questione della messa in sicurezza del manufatto per evitare che qualcuno avvicinandosi si possa far male.

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Cisterna Italcementi     Luogo indicativo del ritrovamento

Come è possibile che dopo l’alluvione del 4 novembre 2011 nessuno abbia dato ordine di demolizione di questo manufatto?

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Terra – Rete4 – trasmissione del 3-11-2014

Terra

BricomanTerraTerra – Trasmissione di Rete4 – trasmissione del 3/11/2014

Un altra trasmissione a livello nazionale cita il grande centro commerciale di Ponte Carrega come pessimo esempio di urbanizzazione e attenzione per il territorio,l’evidenza è davanti agli occhi di tutti

il servizio al minuto 16 dice: “La città con i corsi d’acqua interrati, con percorsi in condutture troppo strette, continua a cementificare come i 216.000 mq di cemento lungo il Rio Mermi, affluente del Bisagno, un insediamento industriale che lascia posto a un centro commerciale in cemento e quello che è stato definita messa in sicurezza del Rio Mermi è di fatto l’ennesima costruzione vicino a un corso d’acqua in un alveo di cemento, attorno orti e muretti a secco terreni normalmente permeabili..”

clicca sull’immagine per vedere tutta la trasmissione integrale

Titanic a Ponte Carrega

Il primato di Ponte Carrega

Installato fra il parco delle mura occidentali, fra l’acquedotto storico del 600, a due passi dal complesso monumentale di Staglieno e sotto a un sito di interesse comunitario (SIC)

ecco a voi il nuovo centro commerciale di 49.000 mq a 10m dal torrente Rio Mermi

Grande come due transatlantici RMS Titanic

(Lungo 300m x Largo 60m x Alto 40m)

TitaniCarrega

titanicAcarrega

alcune note di chi lo ha voluto:

Prima di stabilirci in un paese, cerchiamo innanzitutto di conoscere gli abitanti, lo stile di vita e l’habitat

quando apriamo un punto vendita, ne monitoriamo l’integrazione nell’ambiente e lavoriamo con le autorità locali

L’aspetto cromatico è vincolato al format che la catena (omiss) in Italia ripete per ogni nuovo negozio” dal documento istruttorio S467-DECR 1835 della Regione Liguria

Effettivamente, bisogna ammettere, non si poteva fare di più!