Archive for Rischio idrogeologico

Il nuovo Puc

Per chi fosse interessato diamo il link dove scaricare il nuovo PUC

http://www.comune.genova.it/servizi/puc

A Pag 22 si evincono i Distretti di trasformazione della  Val Bisagno: http://www.comune.genova.it/sites/default/files/DEF/4_NRM/06_doc.pdf

Entro il 16 giugno 2015 i cittadini possono presentare le osservazioni: http://www.comune.genova.it/sites/default/files/avviso_di_deposito_puc_0.pdf

L’aria che tira – La7 – Piazza Adriatico: a Genova vendono case a rischio esondazione

Un altro servizio a livello nazionale riguardante Piazza Adriatico, trasmissione “L’aria che tira” – La7- servizio del 11-02-2015 – Link


Un po’ di rassegna stampa

Linkiamo gli articoli delle redazioni web de Il Secolo XIX e La Repubblica sulla fantasiosa idea di una cabinovia sospesa a 35 metri di altezza sul Bisagno (una idea fantastica per favorire i negozi di vicinato evidentemente, ndr!): Secolo XIX: http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2015/02/17/ARCHe6YD-trasporto_valbisagno_progetto.shtml, La Repubblica: http://genova.repubblica.it/cronaca/2015/02/17/news/cabinovia-107551502/#gallery-slider=107565594.

Qui potete vedere il video realizzato da Il Secolo XIX Web dopo il convegno di ieri mattina, a presentazione avvenuta: http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2015/02/17/ARCHe6YD-trasporto_valbisagno_progetto.shtml mentre qui di seguito trovate l’articolo sulla Cabinovia della Val Bisagno anticipato in un articolo comparso sulla Gazzetta del Lunedì:

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 Qui il commento alla notizia del Comitato Si Tram:http://genova.mentelocale.it/63240-genova-funivia-sulla-valbisagno-progetto/.
Sempre sulla Gazzetta del Lunedì è comparso un articolo sul restringimento dell’argine destro del Bisagno con alcuni aggiornamenti: potete leggere l’articolo completo in formato pdf cliccando <qui>

 

Ieri infine in consiglio comunale si è parlato del degrado dell’Acquedotto storico e della scuola di Via Lodi a seguito degli ultimi interventi sui media locali e nazionali (Era Superba:http://genova.erasuperba.it/notizie-genova/acquedotto-storico-valbisagno-degrado-frane-discariche e La7: http://www.la7.it/laria-che-tira/video/a-genova-la-scuola-più-a-rischio-d’italia-06-02-2015-146822). Per quanto riguarda la scuola di Via Lodi è importante sottolineare come non ci siano centraline per il rilevamento della qualità dell’aria nelle vicinanze della più grande autorimessa di autobus della Regione! (le più vicine si trovano in corso Europa e Corso Buenos Aires!).

Qui potete leggere la sintesi del consiglio di ieri su Acquedotto (400 mila euro stanziati per recupero con fondi Por) e scuola di Via Lodi, oltrechè per la passeggiata di Nervi e la scalinata Borghese di Piazza Tommaseo: http://www.comune.genova.it/content/consiglio-comunale-seduta-del-17-febbraio

 

Non è il relitto di del Titanic

Non è il relitto di del Titanic o di un’altra nave in fondo al mare!… si tratta dell’enorme edificio per il Bricoman di Ponte Carrega in fase di costruzione. Sempre di un naufragio si tratta: il naufragio dell’agenda 21 per la Val Bisagno e della Smart City.

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Per coloro a cui piace il nuovo edificio per il Bricoman nulla da dire, ognuno sceglie, aspira, immagina il suo futuro come meglio crede. Questa è anche la visione politica delle amministrazioni che fino ad oggi ci anno traghettato fino a questo punto.

Il post non è un giudizio sulla qualità del manufatto, che parla da solo, oggi è quasi completato, ma è l’intendo di ricordare un dato di fatto: con questo tipo di intervento è definitivamente naufragato il progetto dell’agenda 21 per la Val Bisagno. Per chi non sa cosa sia questo progetto, ma esprime un giudizio sul fatto che “qualcosa si doveva pur costruire e che l’area è decisamente migliorata rispetto a prima”, significa che ignora queste linee guida.

L’agenda 21 sono linee guida per il ventunesimo secolo, furono stabilite dopo la sottoscrizione del Comune di Genova alla carta di Aalborg. Il post esprime quindi un dato di fatto, non una opinione: questo intervento pregiudica e va nella direzione opposta alle linee di intervento dell’agenda 21 e della carta di Aalbrog.

Non accaso la prestigiosa rivista americana “WIRED” (in edizione italiana) riferendosi a Genova, pubblica un articolo con questo titolo “Così annega una smart city“, citando proprio la cementificazione di Ponte Carrega.  La riqualificazione per essere tale deve essere qualificante. Deve andare verso una direzione di sostenibilità, verso la diminuzione del traffico privato, consumo di suolo zero, verso un vero benessere delle persone.

Quindi la questione è se volgiamo essere una città che viaggia nella direzione europea o no: altrimenti perché abbiamo sottoscritto la carta di Aalborg? Perché vogliamo essere una città smart? Perché abbiamo speso soldi per definire l’agenda 21 se poi non viene rispettata? Queste amministrazioni ci hanno fatto ripiombare negli anni 60-70 con un consumo di suolo incontrollato (qui si è costruito tre volte il costruito)

Ci dicono che prima c’era una industria inquinante, ma non dicono che era dismessa da 20 anni. Un quartiere squartato per più di mezzo secolo con un cementificio polveroso e inquinante. Questo quartiere si aspettava una vera riqualificazione nel senso indicato dall’agenda 21, non una nuova area CAMPI. 

 

Foto da Google Earth

Luca Mercalli a Ponte Carrega, Riprese in corso…

Oggi Luca Mercalli è venuto a Ponte Carrega per toccare con mano la spregiudicata cementificazione concessa e attuata dalla nostra amministrazione solo otto mesi dopo l’alluvione del 2011. Un “costruito sul costruito” di 49.000 mq su un tessuto industriale esistente di 15.000 mq. Una riconversione che prevede nuovi centri commerciali che attireranno migliaia di persone vicini in luoghi a rischio.

Nell’intervista si è parlato anche del progetto di riconversione presentato da Coop-Talea sulle aree ex officine Guglielmetti, un soggetto che si dichiara sensibile ai temi ambientali e di difesa del paesaggio, ma che di fatto non ha esitato a presentare un progetto impattante sul paesaggio urbano consolidato di Ponte Carrega. Abbiamo parlato della grande torre alberghiera alta 35m davanti al Bisagno e allo storico borgo di Ponte Carrega.

Questo caso lascia sempre perplessi e increduli tutti coloro che ne vengono a conoscenza ed è oramai diventato un tema di rilevanza nazionale.

Da parte nostra abbiamo ribadito il nostro impegno a continuare nella denuncia di questi scempi.

A queste considerazioni aggiungiamo che ad oggi non esiste in Liguria una legge di regolamentazione sui processi di partecipazione della cittadinanza alla gestione del territorio: le decisioni sono state imposte dall’alto esclusivamente dal proponente e dall’autoreferenzialità amministrativa delle istituzioni. Il “caso” Ponte Carrega è evidentemente emblematico di come è gestita l’intera questione del territorio in Liguria. 

La trasmissione “SCALA MERCALLI”  andrà in onda su RAI 3 in prima serata per sei puntate da febbraio, dopo il programma di Fabio Fazio: si tratterà di clima, energia, rifiuti, consumo del suolo, agricoltura sostenibile, protezione civile, eventi meteorologici estremi. Mercalli darà voce a tante realtà come associazioni e comitati che lottano contro il degrado ambientale del paese e darà voce a tanti ricercatori e professori non noti al pubblico televisivo ma eccellenze nei loro campi di ricerca.

A Genova le riprese sono state effettuate tra Sant’Agata, il greto del Bisagno, Marassi e Ponte Carrega.

Nella foto: Luca Mercalli con il prof. Gerardo Brancucci a Ponte Carrega davanti alle ex-aree officine Guglielmetti

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Il convegno è on line! Se non hai partecipato guardalo qui!

Grazie a ai tecnici di GenoVirus, che si sono offerti gratuitamente per prestare il loro servizio tecnico al Convegno, abbiamo la possibilità di poterlo riascoltare o seguire in differita streaming.


Dissesto
GenoVirus è un blog multimediale basato totalmente sul volontariato e la passione di chi, come noi, preferisce adoperarsi per il bene comune tutto l’anno e non solo durante l’emergenza impugnando la pala per qualche giorno per spalare il fango. Il fango va rimosso durante l’emergenza, ma soprattutto dopo, tutto l’anno, rimuovendo le cause che lo hanno provocato, per farlo ci sono molti modi,  ognuno con le proprie competenze, senza retorica, senza essere angeli. Aiutare a diffondere la cultura del Bene Comune è uno di questi modi.

 


(per la visone a schermo intero impostare la modalità adoperando il tasto [ ] in basso a destra sul pannelo del video)

Fare Rete – L’agricoltura Periurbana a Genova

FARE RETE – L’AGRICOLTURA PERIURBANA A GENOVA
Incontro di preparazione al Convegno, Incontro del 9.10.2014 – Arci S. Eusebio (Genova)


video completo

playlist singoli interventi

Scopriamo il convegno: il dissesto idrogeologico

IL TERRITORIO COME BENE COMUNE
Domenica 11 gennaio dalle ore 9.30
Sala del Maggior Consiglio – Palazzo Ducale, Genova
IL DISSESTO IDROGEOLOGICO

La giornata di domenica 11 gennaio a Palazzo Ducale si concluderà con la relazione del gruppo di lavoro coordinato dal WWF Genova sul progetto di restringimento di sponda destra del Bisagno e sullo scolmatorino del Fereggiano e quello che poteva essere un progetto alternativo con costi nettamente inferiori e di più facile realizzazione che però l’amministrazione non ha voluto tenere in considerazione privilegiando la scelta di un canale scolmatore costosissimo e soprattutto ininfluente sul Bisagno! Italia Nostra Genova ci illustrerà poi gli ultimi aggiornamenti sullo stato dell’arte dei due scolmatori, sottolineando aspetti tecnici, costi e prospettive.
Infine avrà luogo la tavola rotonda “Il governo del rischio” a cui parteciperanno due tecnici idraulici (Prof. Renzo Rosso del Politecnico di Milano e Prof. Giorgio Roth, direttore del DICCA dell’Università di Genova) e due tecnici competenti per la parte geologica (Dott. Andrea Agapito del WWF Italia e Prof. Gerardo Brancucci dell’Università di Genova): in questa tavola rotonda abbiamo voluto mettere a confronto le due visioni dello stesso problema (IDRO e GEOLOGICO) per avere un quadro completo del problema e delle possibili proposte e soluzioni per la città e la vallata.
Tuttavia va anche valutata un terzo aspetto del problema, che fa da filo conduttore per tutta la giornata: il ruolo del cittadino. Le soluzioni tecniche infatti vengono spesso imposte dai tecnici, su diktat politici, senza che la popolazione venga informata o resa partecipe o consapevole di scelte che la riguardano molto da vicino.
Anche le soluzioni proposte dai tecnici dovrebbero essere, secondo la nostra visione di città, condivise con la cittadinanza. Per questo in questa tavola rotonda abbiamo voluto inserire anche una figura esperta in questo settore (la partecipazione della cittadinanza): il Prof. Massimo Morisi, della Università di Firenze e garante della comunicazione e della partecipazione della Regione Toscana.
Obiettivo di questa tavola rotonda è quello di proporre idee e soluzioni per il caso Genova ma è anche individuare un metodo di “governo” del territorio che metta al centro il cittadino come risorsa imprenscindibile per l’amministrazione, sia nella gestione del rischio, sia nella gestione della città.
A questa tavola rotonda sono stati invitati a partecipare a rappresentanza dell’istituzione: il Sindaco di Genova, Marco Doria, l’assessore ai Lavori Pubblici e Protezione Civile, Gianni Crivello e l’assessore all’ambiente Valeria Garotta. Nessuno di loro sarà presente per parlare di dissesto idrogeologico a Genova.

A partire delle ore 16:00
Il territorio come bene comune
Sala del Maggior Consiglio, Palazzo Ducale Genova
Domenica 11 gennaio 2015

Scopriamo il convegno: i film sulle alluvioni

IL TERRITORIO COME BENE COMUNE
Domenica 11 gennaio dalle ore 9.30
Sala del Maggior Consiglio – Palazzo Ducale, Genova

I film sulle alluvioni

Durante il progrmma del convegno saranno proiettati due film documentari sull’alluvione del 2011. Durante la giornata di domenica sarà la volta di “Speranze in Piena” (https://www.youtube.com/watch?v=zrTJDDycgb4), finalista allo scorso Genova Film Festival (http://www.genovafilmfestival.org/nuovosito/17-genova-film-festival-_-i-finalisti/) che sarà proiettato nella Sala del Maggior Consiglio alle 13:45,prima della tavola rotonda sul “Recupero pubblico della città esistente”. Il documentario è stato girato da un gruppo di ragazzi durante il progetto di volontariato (http://arcigenova.org/2013/06/11/rise-up-progetto-di-riqualificazione-urbana/) a cui hanno partecipato anche volontari della nostra associazione e che ha visto il coinvolgimento di 100 ragazzi tra i 18 e i 30 anni in progetti di recupero del verde pubblico, di riqualificazione urbana e progetti sociali che sono poi culminati nel film che narra l’esperienza del progetto e il dopo alluvione del 2011. Il progetto Rise Up è stato promosso da Arci Genova, Legambiente, Auser con la partecipazione del Municipio IV Media Val Bisagno.

Il secondo dei film che saranno proiettati è un film già conosciuto da molti e che è già stato proiettato durante lo scorso convegno sul dissesto idrogeologico. Si tratta del film “Se Io Fossi Acqua” (demo:https://www.youtube.com/watch?v=13B5MWQ0LMM) che sarà invece proiettato la mattina successiva davanti a 100 ragazzi delle scuole medie dell’Istituto Comprensivo di Staglieno che raccoglie i ragazzi della zona di Sant’Eusebio e Pontecarrega-Piazza Adriatico che hanno vissuto in prima persona soprattutto l’alluvione del 2011, quando una frana di fango si abbattè sulla scuola Andersen distruggendo il primo piano della scuola. Oggi quei bambini di allora frequentano la scuola media: insieme a loro e alle professoresse guarderemo il film e insieme a Lucia Tringali giocheremo al “gioco di carte resilienti” del progetto “Territori Resilienti: costruiAmo insieme una Liguria verde, sicura e per tutti”. L’attività consiste nella scelta, da un mazzo di carte, di parole legate al ricordo dell’alluvione individuate durante alcuni incontri avvenuti durante la scorsa estate tra Pontecarrega e Piazza Adriatico e di far parlare i ragazzi circa la parola da loro pescata nel mazzo. E’ un modo per cercare di tirare fuori i ricordi di quel 2011 e del 2014 e cercare di rielaborare insieme quegli eventi.

Durante la giornata di domenica gli autori di Se Io Fossi Acqua saranno presenti a palazzo Ducale, anche solo per conoscere quanti di voi vorranno chiedere loro qualcosa sul film. Marco Matera parteciperà proprio insieme a Lucia Tringali alla tavola rotonda sui “Territori resilienti”, a partire dalle ore 9:30.

Scopriamo il convegno: il flood proofing

IL TERRITORIO COME BENE COMUNE
Domenica 11 gennaio dalle ore 9.30
Sala del Maggior Consiglio – Palazzo Ducale, Genova
FLOOD PROOFING

FLOOD PROOFING, ovvero l’evoluzione del sacchetto di sabbia nella mitigazione del rischio alluvionale.
Una delle proposte forti che vogliamo far emergere dal convegno di domenica è che le barriere antialluvione possono essere un utile strumento di lotta contro le alluvioni. Nella infinita attesa della tanto promessa “messa in sicurezza” (un termine assolutamente da non usare, molto lontano dalla realtà e verità dei fatti) cosa possono fare i cittadini per proteggere le proprie abitazioni, le proprie attività e forse interi quartieri? Insieme alle misure di autoprotezione e di protezione civile le barriere flood proofing possono essere utilizzate per ridurre il rischio e salvare attività commerciali? Al convegno ne parlerà Daniele Fabrizio Bignami, professore di Rischio Idrogeologico e Protezione Civile al Politecnico di Milano e Fondazione Politecnico di Milano: ci parlerà delle opzioni di temporary flood proofing e della possibile applicazione di queste tecniche a protezione di interi quartieri, illustrando il progetto di pre fattibilità che sta portando avanti con gli studenti del suo corso sull’area di Pontecarrega e Piazza Adriatico.

Cercheremo di capire insieme a lui quali possono essere gli sviluppi, cercheremo di capire se esistono politiche che favoriscono l’installazione di queste barriere attravaerso agevolazioni fiscali e capiremo come sono fatti questi sistemi anti alluvione. In seguito, Stopflood ci illustrerà un caso concreto di barriera antialluvione installata nella valle del Fereggiano prima dell’ultima alluvione.

Scopriamo il convegno: fare rete e agricoltura periurbana

IL TERRITORIO COME BENE COMUNE
Domenica 11 gennaio dalle ore 9.30
Sala del Maggior Consiglio – Palazzo Ducale, Genova
FARE RETE
Fare rete è uno degli obiettivi che ci siamo posti come associazione ed è uno degli obiettivi che abbiamo voluto perseguire con questo convegno che è cominciato già due mesi fa con i 7 eventi preliminari attraverso i quali ci siamo formati e informati in vista di domenica: abbiamo invitato persone e associazioni, esperti e cittadini per parlare insieme a loro di tutto quel mondo di informazioni e conoscenze che formano la galassia dei Beni comuni e della tutela del territorio: ognuno ha dato un contributo che in parte ritroveremo domenica e che in parte ci servirà per il proseguo del percorso di cittadinanza consapevole e informata nei prossimi mesi.

ASPETTANDO IL CONVEGNO: SCOPRIAMO L’AGRICOLTURA PERIURBANA
Intanto Venerdì 9 gennaio siete invitati all’ultimo degli eventi che precedono il convegno e che racconta la volontà di fare rete con altre realtà che si occupano di tutela del territorio: all’Arci di Sant’Eusebio alle ore 19:00 scopriremo e conosceremo alcune esperienze di agricoltura periurbana a Genova e parleremo di esperienze e progetti di agricoltura periurbana in città, conosceremo le storie e le idee che stanno dietro a questa idea di territorio! E’ possibile un diverso modello di sviluppo per i nostri territori? E’ possibile la lotta al dissesto partendo dall’orto dietro casa? Con gli Amici di Pontecarrega ne parleranno Arci Genova , Terra! onlus, Rete Territoriale Sant’Eusebio, Le serre di San Nicola, Gas Bisagno, Gli Orti Di Staglieno e la Cooperativa Monte Di Capenardo.

Forse non tutti sanno che… la Gronda è anche a Staglieno

Il progetto definitivo della Gronda di ponente impone anche grandi cambiamenti sui nodi autostradali di accesso, tra cui anche quello del casello di Genova Est che s’impone sul bacino idrografico del Torrente Bisagno.

L’opera di collegamento prevede il raddoppio del viadotto Rovena, e tre nuove gallerie sotto forte Sperone (area naturale protetta di interesse locale) per consentire il collegamento diretto al casello Genova Ovest e con il raccordo di Genova Bolzaneto dove incomincia propriamente la Gronda di Ponente. La pianta sottostante mostra il tracciato delle nuove gallerie e il raddoppio del viadotto Rovena in Val Bisagno.

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L’opera prevede anche il rimodellamento morfologico dell’area Campursone.

Ecco come apparirà il nuovo riassetto autostradale dell’uscita di Genova Est dopo il completamento dei  lavori.

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Da notare che le imponenti opere per la nuova bretella autostradale andranno ad insistere su un bacino idrografico particolarmente delicato: quello del Rio Velino esondato più volte negli ultimi episodi alluvionali di ottobre e novembre.

Guarda la Fonte:  Infrastrutture regione Liguria

P.S. – Da non confondere queste opere con la gronda di levante

Ringraziamo Angelo Spanò per avercelo ricordato…

Scopriamo il convegno: la tavola rotonda sulla Resilienza

 

IL TERRITORIO COME BENE COMUNE
Domenica 11 gennaio dalle ore 9.30
Sala del Maggior Consiglio – Palazzo Ducale, Genova

C’è un filo conduttore che unisce tutti i temi affrontati durante le tavole rotonde del convegno? Cosa ha in comune il dissesto idrogeologico con la partecipazione e la gestione del territorio dal basso? Perchè parlare del versante in una giornata in cui riflettiamo della capacità di reagire agli eventi alluvionali? Questo filo conduttore è la RESILIENZA che ci permette di vedere i problemi in una chiave diversa, come opportunità e non solo come mero problema. In ingegneria la resilienza è la capacità dei metalli di assorbire energia di deformazione elastica. Per noi la resilienza è la capacità di reagire ai problemi vedendo in essi una opportunità e una possibilità.

Anche nei nostri territori feriti dalla cementificazione e dalle alluvioni.
La resilienza è un tema molto studiato e diffuso all’estero e per la prima volta, grazie soprattutto al contributo di Lucia Tringali, approda in un convegno a Genova.
La tavola rotonda ci porterà a scoprire il tema della resilienza partendo da un profilo generale fatto da Lucia Tringali sia attraverso la presentazione di casi internazionali, sia attraverso la presentazione del progetto locale “CostruiAmo una Liguria verde, sicura e per tutti” (Librotondo; Labter; Ass. Ambiente Regione Liguria). Alessandro Ravera modererà la tavola rotonda di apertura del convegno coordinando gli interventi di Marco Matera, Gianfranco Saffioti e Daniele Fabrizio Bignami. Marco è uno degli autori del film Se io fossi acqua e ci racconterà l’avventura della comunità di Pignone (SP) dopo l’alluvione del 2011 e la capacità dei pignonesi di reagire con forza all’evento alluvionale. Gianfranco ci racconterà invece quello che i semplici cittadini possono fare organizzandosi autonomamente per prevenire l’evento alluvionale attraverso una rete di pluviometri a basso costo. Daniele Bignami è professore del Politecnico di Milano e Fondazione Politecnico di Milano: insegna Rischio idrogeologico e Protezione civile e si sta occupando in prima persona delle opzioni di temporary flood proofing, che scopriremo durante il suo intervento: sta anche realizzando uno studio per l’applicazione di queste misure nel quartiere di Pontecarrega e Piazza Adriatico.

Al termine della tavola rotonda verrà presentata l’applicazione concreta di una misura di flood proofing nella valle del Fereggiano.

Scopriamo il convegno: la tavola rotonda sui versanti

IL TERRITORIO COME BENE COMUNE
Domenica 11 gennaio dalle ore 9.30
Sala del Maggior Consiglio – Palazzo Ducale, Genova

Abbiamo strutturato il convegno in tavole rotonde. Il convegno non vuole essere un convegno autoreferenziale ma ha lo scopo di dare spunti di riflessione e di stuzzicare la curiosità per l’inizio o il proseguo del percorso di cittadinanza consapevole di ognuno di noi. E’ quindi un percorso intermedio, tappa di arrivo e di partenza per tutti coloro che vorranno approfondire i temi proposti nei prossimi mesi per farli poi fruttare nel dibattito politico cittadino e regionale.

E’ con questo spirito che ad esempio vi presentiamo la parte che abbiamo dedicato al tema del VERSANTE. Può il versante, oggi abbandonato, essere allo stesso tempo strumento di lotta al dissesto e opportunità di sviluppo economico per la nostra regione? Si traccia quindi un filo diretto con il titolo dato alla scorsa edizione del convegno (“Dal dissesto idrogeologico una opportunità per la città”) per arrivare a discutere il ruolo e l’importanza della manutenzione del territorio in ottica di risorsa e non di problema. La manutenzione del territorio e la regimazione dei torrenti, le piccole opere di manutenzione, il ripristino dei terrazzamenti e dei muretti a secco che tipo di beneficio possono portare alla economia della nostra regione? Quale è il saldo costi-benefici tra grandi opere e opere di manutenzione del territorio? E’ possibile pensare a un altro tipo di sviluppo per la nostra regione e per il nostro entroterra? Ne discuteremo con il prof. Gerardo Brancucci dell’Università di Genova che, insieme al moderatore geologo Renzo Castello, darà vita alla tavola rotonda “Versanti: problemi, buone pratiche e progetti: utopie o realtà?” insieme alla ricercatrice del Politecnico di Milano e dello studio PN Francesca Neonato (progettazione dell’ambiente e del paesaggio), a Damiano Penco di Regione Liguria (si occupa dei fondi europei PSR) e a Pierpaolo Grignani del Comune di Genova (si occupa di progetti legati ai terrazzamenti).
Infine presenteremo una situazione concreta, come esempio da cui prendere spunto per la realtà ligure e genovese: la dott.ssa agronoma Pamela Giani interverrà a margine della tavola rotonda per illustrarci l’esperienza dell’Unione di comuni della Valle del Serchio in Toscana e il ruolo delle aziende agricole nella tutela idraulica e idrogeologica dei territori montani.

Lo spirito del convegno “Il Territorio come Bene Comune”

IL TERRITORIO COME BENE COMUNE
Domenica 11 gennaio dalle ore 9.30
Sala del Maggior Consiglio – Palazzo Ducale, Genova

Mancano 7 giorni al convegno. Da qui all’11 gennaio vi racconteremo qualche aspetto dell’evento che si terrà domenica prossima presso la Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale, raccontandovi perchè abbiamo pensato a questo convegno e presentandovi i relatori.
Lo spirito del convegno “Il Territorio come Bene Comune”: “Spalare il fango tutto l’anno“, non solo durante l’emergenza ma anche dopo nel contrasto alle cattive scelte di gestione del territorio.
Il tema del dissesto idrogeologico va visto secondo noi in tutta la sua complessità. E’ una tappa di un percorso cominciato nel 2011 e domenica 11 gennaio presenteremo allo stesso tempo i risultati e le esperienze vissute fino a qui e proveremo a dare nuovi spunti per continuare il dialogo, il confronto e la formazione anche nei prossimi mesi: il tema del dissesto non va affrontato solo nel momento dell’alluvione ma durante tutto l’anno, soprattutto quando tutto è calmo e nessuno ne parla. Affrontare il tema del dissesto idrogeologico significa affrontare un problema quotidiano e anche un problema culturale: se vogliamo affrontarlo e dare una risposta al problema dobbiamo prima di tutto conoscere i temi e farci il più possibile competenti: questo significa “spalare il fango tutto l’anno”.

Territorio come Bene Comune – Domenica 11 gennaio 2015 – Palazzo Ducale

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 Scarica il Volantino

SKY TG24 – Piazza Adriatico la roulette della sicurezza

Menzionati su WIRED! – Come annega una smart city

Wired è una delle riviste più diffuse a livello mondiale, compare anche nel cartone animato americano de I Simpson

Wired è una delle riviste più diffuse a livello mondiale, compare anche nel cartone animato americano de I Simpson

 

WiredTerstat

La prestigiosa rivista americana Wired (edizione italiana di dicembre 2014) – dedica un articolo alla nostra città, citando la nostra associazione e il caso di Ponte Carrega. L’articolo evidenzia le contraddizioni tra il voler essere una Smart City e la realtà dei fatti. Un amministrazione indolente che non sa imparare dai propri errori.

(Un articolo a firma della giornalista Carola Frediani, autrice del libro Deep Web)

WIRED

Non è un caso che la famosa giornalista esperta del web e la prestigiosa rivista americana Wired prenda come cattivo esempio il caso di Ponte Carrega per descrivere le contraddizioni di una città che pretende di essere “Smart” ma poi avvalla progetti di trasformazione edilizia devastanti dimostrando in tal senso di navigare a vista senza una effettiva strategia.  Evidentemente l’intervento CoopSette – Bricoman e ora anche Coop Liguria – Talea per le aree delle ex-officine Guglielmetti, rappresentano un caso emblematico non solo per la nostra città ma per il nostro paese: qui si continua a costruire e si è “costruito sul costruito” passando da 15.000 mq a oltre 49.000 mq.

Evidentemente ci sono interessi superiori a uno sviluppo “Smart” della città e questi attori sono in grado di condizionare la politica a loro esclusivo vantaggio, sanno già che i loro progetti hanno la strada spianata.  L’articolo riportato sul XIX secolo di oggi(http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2014/12/10/ARc5blpC-ultimatum_rimessa_guglielmetti.shtml ) mette in evidenza come ci siano opacità negli  accordi tra la politica di sempre e l’interesse privato di sempre. In particolare per il caso Coop Liguria e le aree delle ex Officine Guglielmetti sembrano essere state vendute con un contratto di vendita che avrebbe al suo interno una clausola con la quale il proponente ora minaccia la restituzione dei soldi se non verrà approvato il suo devastante progetto. Ricordiamo che Coop Liguria, contrariamente ai suoi principi etici di tutela per l’ambiente e del paesaggio, ha presentato un progetto completamente estraneo al contesto in cui si inserisce con una torre alberghiera innalzata davanti al borgo storico di Ponte Carrega e alla chiesa di Montesignano, una struttura di vendita che prevede un enorme parcheggio in copertura che dequalificherà completamente gli insediamenti storici urbani consolidati. Saranno previste migliaia di autovetture che andranno ad aumentare il traffico in queste zone ad alto rischio di inondazione. Una città che non sa valorizzare le sue risorse, svendendo con esse anche la sua memoria storica.

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Dicasi…

Dicasi… Fenomeno di ruscellamento:

In idrologia, il ruscellamento è il fenomeno di scorrimento delle acque piovane sulla superficie del terreno che si verifica quando esse non possono penetrare in profondità perché è stata superata la capacità di infiltrazione che caratterizza il terreno stesso.

Tale superamento può avvenire o perché la portata d’acqua che raggiunge la superficie è maggiore della capacità di infiltrazione (portata di pioggia – portata di infiltrazione = portata di ruscellamento) o perché è stata raggiunta la saturazione dei vuoti presenti nel terreno (portata di infiltrazione = 0 e quindi portata di pioggia = portata di ruscellamento). Esso è dunque parte del ciclo idrologico andando ad alimentare ruscelli, torrenti, fiumi e laghi tornando infine l’acqua (non evaporata) in mare. (fonte Wikipedia)

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foto : Ponte Carrega in un giorno di pioggia intensa, ma non troppo, un pochino di ruscellamento.. il motivo è perché i lavori di messa in sicurezza non sono finiti!

Dicasi… Argine e franco idraulico:

L’argine è un’opera di difesa passiva del territorio atta ad impedire lo straripamento dei corsi d’acqua. Esso è generalmente costituito da un rilevato impermeabile in terra simile ad una diga

…La quota di sommità arginale viene determinata integrando il livello di massima piena, calcolato…, di un ulteriore margine di sicurezza detto franco arginale. Esso ha entità variabile, tanto maggiore quanto più elevato è il grado di pericolosità idraulica del corso d’acqua e del suo contesto territoriale. Di norma, per corsi d’acqua primari, si adotta un franco di 1,00 m. – 1,20 m sulla massima piena. Nella regimazione dei corsi d’acqua è necessario porre particolare attenzione alle preesistenti opere d’arte, in particolare ai ponti stradali e ferroviari che sono spesso collocati in corrispondenza di un restringimento d’alveo che può provocare un innalzamento dei livelli idrometrici a monte.  (fonte Wikipedia)

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foto : Ponte Carrega, affluenza del torrente Mermi con il Bisagno nel 2014, dopo i lavori e la costruzione del nuovo edificio per il Bricoman, con valori di pioggia 60% in meno rispetto al 4 novembre 2011, il ponte sembra un pochino sovracaricato.. saranno i misteri dell’idraulica?.. forse non è una scienza esatta…, ma cosa farebbe allora “pierino” in un caso simile? alzerebbe l’argine di un “ciccinin” perché non si sa mai!… FATTO!

Dicasi… Frana:

Con il termine frana si indicano tutti i fenomeni di movimento o caduta di materiale roccioso o sciolto dovuti alla rottura dell’equilibrio statico preesistente ovvero all’effetto della forza di gravità che, agendo su di esso, supera le forze opposte di coesione del terreno. (fonte Wikipedia)

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foto : frana a monte del nuovo edifico per il Bricoman che insiste sul torrente Mermi.. ma che strano il versante era sicuro! lo diceva il piano di bacino! Stravaganze della natura!

dicasi… diga:

Una diga è uno sbarramento permanente su un corso d’acqua naturale che serve a creare un lago artificiale. A seconda dei materiali impiegati per la costruzione la diga può essere di calcestruzzo (o muratura), in terra, di pietrame o di materiale misto. Gli sbarramenti in calcestruzzo possono essere del tipo a gravità (anche alleggerita), ad arco o di tipologie miste (arco-gravità, volte multiple, ecc.).  (fonte Wikipedia)

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Sbarramento fatiscente nascosto sul bosco sopra il torrente Mermi a meno di 300m dal nuovo edificio per il Bricoman e sopra le nostre case. E’ nulla perché è semplicemente dimenticato..

Dicasi… Serenità:

Serenità è il termine con cui si descrive la condizione emotiva individuale caratterizzata, a livello interiore ed esteriore, da tranquillità e calma non solo apparente, ma talmente profonda da non essere soggetta, nell’immediato, a trasformazioni di umore, ad eccitazioni o perturbazioni tali da modificare significativamente questo stato di pace. La serenità è una componente rilevante nel costituire il benessere emotivo dell’uomo; secondo alcune teorie essa è talmente rilevante da costituire una condizione necessaria e sufficiente per la felicità dell’essere umano. (fonte Wikipedia)

SINTESI DEL DISCORSO:

C’E’ IL RISCHIO IDROGEOLOGICO?

“STATE SERENI”

 

Mitigazione dei rischi di Piena del Torrente Bisagno

Di seguito potrete scaricare in streaming la presentazione del Dossier sviluppato da Italia Nostra (Associazione Nazionale per la Tutela del Patrimonio Storico Artistico e Naturale della Nazione) riguardo la mitigazione del rischio di Piena del Torrente Bisagno.

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Il dossier, che potrete scaricare <qui> o nel sito www.italianostragenova.org , rappresenta un contributo fondamentale per la corretta comprensione della mitigazione dei Rischi di Piena del Torrente Bisagno.

Il documento di Italia Nostra rappresenta per la nostra associazione un altro autorevole tassello che dimostra come l’edificio per il Bricoman di Ponte Carrega, anche se formalmente autorizzato, non rispetta affatto i requisiti di integrazione nell’ambiente, ma anzi ne è un pessimo esempio. In tal senso diminuiscono le argomentazioni di coloro che sostengono che l’intervento ha previsto un complessivo miglioramento dell’assetto idrogeologico dell’intera area perché approvata dagli enti competenti.

Il Dossier di Italia Nostra (a pagina 20) evidenzia come l’edificio ex-Italcementi (Bricoman), insieme ad altri interventi nelle stesse vicinanze, sia da ritenere critico per la lotta alla mitigazione del rischio idrogeologico, insediamenti che erano da evitare e che sono stati costruiti con disposizioni normative di cui oggi il mondo scientifico e culturale ne auspica un superamento.

Insediamenti Critici

               La foto sottostante mostra l’enorme edificio detto per il Bricoman costruito sul fondovalle del torrente Mermi, affluente del Bisagno.

Bricoman

TgR Rai 3: http://www.tgr.rai.it/dl/tgr/regioni/PublishingBlock-e76ff69f-39a6-4e43-a278-3566b7d783b2.html