Archive for APC

Festa di Ponte Carrega, primo luogo del cuore 2012 per Genova e Provincia

Presentazione dei lavori di restauro alla cittadinanza!

19 luglio2013, presentazione dei lavori di restauro di Ponte Carrega alla cittadinanza

Ponte Carrega su Era Superba!

http://genova.erasuperba.it/rubriche/ponte-carrega-val-bisagno-quezzi-associazione-lavori-restauro-volontari-luglio-2013

Dall’alluvione di tronchi all’alluvione di cemento

 

Sono passati circa 16 mesi da quando il 4 Novembre 2011 una così definita “bomba d’acqua” ha colpito la Valbisagno ed ha provocato l’esondazione dei rivi che portano le acque delle colline sino al torrente Bisagno. Infatti, come è noto, non è stato il grande torrente ad esondare ma sono stati i rivi laterali che lo riforniscono a non reggere la quantità d’acqua scaricata dal cielo. L’opera distruttiva delle acque è stata amplificata dall’incuria che purtroppo impera in questi periodi dove i soldi per la sicurezza sono sempre troppo pochi, se non inesistenti ed è molto più semplice e remunerativo intervenire solo dopo, in stato di emergenza. In quei giorni abbiamo imparato che l’amministrazione è impreparata e non svolge il suo ruolo principale, ovvero quello di preoccuparsi della sicurezza del cittadino! A distanza di quasi un anno e mezzo, qui è ancora tutto in forse e apparentemente lasciato al caso. Parliamo nello specifico di quello che è successo in Piazza Adriatico e Pontecarrega, due fra i quartieri maggiormente colpiti rimasti in ombra rispetto a via Fereggiano solo perché fortunatamente non è morto nessuno. Il fatto che non vi siano state vittime è stata solo una coincidenza fortuita dato che sono stati sommersi quasi completamente tutti fondi e i primi piani degli edifici; se l’evento si fosse verificato di notte invece che di giorno avrebbe trovato nel sonno decine di anziani ed invalidi. Diversamente e per fortuna con la luce del giorno sono riusciti a mettersi in salvo. Oggi la nostra Piazza è ancora ferita da quei giorni, una ferita aperta, perché fra di noi c’è chi ha perso la casa con tutto quello che essa rappresentava per la sua vita, e c’è chi ha visto amici e parenti disperati. Abbiamo perso quel poco che avevamo, come per esempio l’ARCI, un punto di incontro e di iniziative, ancora oggi in attesa di iter amministrativi da parte del Comune per consentirne l’apertura, pratiche che tardano o vengono rimandate. A fronte di questa disgrazia tuttavia abbiamo trovato la solidarietà di tutti i cittadini che sono scesi con noi per strada per darci una mano a ripulire e ripartire. Fu come riscoprirci fratelli nel nostro “ghetto” in cui ormai non siamo più disposti a farci relegare! E’ necessario che i quartieri dormitorio delle periferie escano da questo triste ruolo! La storia del nostro quartiere è sempre stata travagliata: inizia nel dopoguerra con l’installazione di alcune baracche di legno costruite urgentemente per dare alloggio alle famiglie senza tetto vittime dei bombardamenti del conflitto mondiale e soprattutto alle popolazioni di lingua italiana in fuga di massa dalla Dalmazia e dalla Jugoslavia. I nomi della nostra piazza e delle vie adiacenti ricordano quei tristi avvenimenti: “Adriatico, Istria e Dalmazia”. Solo successivamente vennero costruite le case in muratura, intorno agli anni 50, ma sciaguratamente i fondi e i primi piani delle nuove costruzioni vennero collocati a un livello inferiore rispetto gli argini dei torrenti Mermi, Rio Torre e dello stesso Bisagno. Queste abitazioni non hanno mai avuto una effettiva agibilità ma vennero assegnate d’urgenza per la contingente necessità di nuovi alloggi per le famiglie sfollate.

Durante gli episodi alluvionali del 1970 le case vennero gravemente danneggiate: questo episodio avrebbe dovuto far riflettere le istituzioni, mentre, solo qualche mese più tardi, nel 1971, esse derogarono nuovamente al buon senso e alla incolumità delle persone, ripristinando gli appartamenti per assegnarli forzatamente alle famiglie del quartiere di Via Madre di Dio. Una operazione riconosciuta oggi all’unanimità come “infame” che vide come protagonisti la diaspora e l’allontanamento dal centro di intere famiglie verso collocazioni disparate in degradanti periferie. Più tardi, intorno agli anni 90, il Comune riuscì a vendere un lotto di case sia agli stessi inquilini sia a una società immobiliare, la TONO Spa, con una operazione di vendita riuscita nonostante sulle abitazioni gravassero seri dubbi di sostanziale inagibilità. Ancora oggi ci sono contestazioni e cause legali aperte in merito alla legittimità degli atti di vendita: una situazione paradossale, dove il soggetto che vende le case è lo stesso che poi ne dichiara l’inagibilità per l’evidente rischio idrogeologico. Nonostante tutto questo agli inquilini ancora oggi è richiesto di continuare a pagare

il mutuo contratto per l’acquisto della casa. Questo paradosso denota la mancanza di coerenza, o volontà, di certe amministrazioni per risolvere queste situazioni. Un modo di procedere che rivela come la Valbisagno continui ad essere pensata come un’area di periferia, un parcheggio sociale al servizio della città, un territorio pensato come una entità astratta e indifferente rispetto al fenomeno umano. Un concetto che promuove l’idea di centro come mera collocazione geografica e per questo, per sua natura, necessariamente delimitata da aree periferiche di minore importanza. Per ribaltare la situazione basterebbe capire che “centro” non è una collocazione geografica, ma ogni luogo in cui si concretizza e sono favoriti l’armonia di relazione e l’incontro umano, modalità con le quali gli individui possono aspirare a diventare persone ed esprimere in pienezza la loro vocazione, quel soffio vitale che gli antichi greci chiamavano “ànemos” (anima). Con questa visione emergerebbe subito che l’idea di centro geografico è assolutamente inadeguata ad assurgere a questa funzione. La periferia vista come occasione “dell’anima” diventerebbe una risorsa per la città, non un parcheggio sociale o un area di servizio per qualcuno.

Non cʼè la volontà politica, probabilmente nemmeno la competenza, per cambiare questa situazione e le operazioni a cui stiamo assistendo e dovremo ancora assistere nei prossimi anni lo dimostrano. Pochi giorni prima dell’alluvione 2011 venne variato il PUC, (piano urbanistico comunale) e autorizzato il progetto per la costruzione di un grande edificio adibito a centro commerciale e artigianale di oltre 49.000 m2 (più grosso per intenderci del palasport del quartiere fieristico alla Foce), lungo circa 300 metri e alto 40 metri, un bell’ecomostro dove troveranno casa grosse catene di vendita, tra cui spicca “Bricoman”, colosso della vendita al dettaglio e allʼingrosso di materiali edili, idraulici, elettrici, bricolage, ferramenta, giardinaggio. Un colosso che fa capo alla multinazionale francese ADEO Groupe e che metterà in crisi il settore delle piccole distribuzioni dello stesso settore merceologico. Il tutto passato dopo il solito finto dibattito pubblico tenuto segreto ai più e per quelli che sono riusciti a saperlo, ben poco spazio di trattativa sulle migliorie o sulle opzioni.

A fianco di questo grosso complesso ne sorgerà un altro, nellʼarea delle ex officine Guglielmetti: qui sorgerà una nuova Coop con annessa galleria commerciale di proporzioni molto più grandi rispetto allʼodierno centro acquisti ValBisagno.

Il tutto infarcito dai soliti “non sapevo” delle istituzioni municipali che invece hanno posto in chiaro le loro firme su molti documenti autorizzativi, spinti dalla promessa che tutto questo porterà nuovi posti di lavoro sul territorio. Sappiamo sulla nostra pelle che i posti di lavoro promessi saranno a tempo determinato, contratti al ribasso a fronte della chiusura di centinaia di piccoli negozi che oggi vendono quello che andranno a proporre le multinazionali con costi estremamente più bassi in virtù dei giochi finanziari internazionali e salari spinti al ribasso. Insomma il solito regalo a chi già “sguazza nel denaro” a discapito di chi tira la cinghia per arrivare a fine mese.

Oggi tocca a Pontecarrega dover pagare un prezzo altissimo, ma domani toccherà allʼarea Moltini, poi allʼarea Boero e così via: tutta la Valbisagno può essere toccata da queste operazioni. Il rischio concreto è quello di veder eseguite in Valbisagno le stesse operazioni che sono state fatte nellʼarea Campi e in generale in Val Polcevera. Lʼex assessore al commercio Gianni Vassallo lo aveva detto rilasciando unʼintervista al secolo XIX ((24.01.2011) “un polo simile a quello che attira a Campi numerose persone”. A questo punto sorge spontanea un’altra domanda – il traffico? Oggi le strade sono molto trafficate e i tempi di percorrenza sono lunghissimi, una volta realizzati questi nuovi centri commerciali come si pensa di migliorare il traffico a fronte di unʼaffluenza giornaliera prevista di oltre 1200 autovetture in più per la sola area “Bricoman”? Secondo gli studi della

Regione sarà sufficiente inserire una rotonda in corrispondenza di Pontecarrega per migliorare il traffico di oltre il 30%. (S67-DECR-1835-2011).

E se i fatti non corrispondessero agli studi eseguiti che giustificano queste operazioni (quasi sempre succede che gli studi siano fatti con criteri che agevolano il costruttore e che non mettono in discussione la bontà del progetto), chi pagherà le conseguenze per un flusso di traffico incontrollato? facile, noi cittadini! Se non fosse sufficiente questo, a dimostrare come la Pubblica Amministrazione consideri la nostra vallata come una zona di servizio e i suoi cittadini di serie B, si aggiunge il progetto di demolire 5 ponti (Bezzeca, passerella gas Veronelli, Carrega, Guglielmetti, Feritore) per ricostruirne solo due di tipo carrabile prospicienti ai nuovi centri commerciali. Si prevede di restringere lʼargine destro di oltre 3m e alzarlo per un totale di 5m per una lunghezza di 1,8km per farvi transitare la “busvia”, il tutto per una cifra complessiva di 24 milioni di euro. Peccato che così facendo non si migliora la sicurezza del Bisagno e avremo sempre più traffico. Vogliamo opere di mitigazione degli impatti di tali edifici e un serio ripensamento di come giungere alla tramvia senza sfasciare ulteriormente la natura del torrente e la conformazione dellʼintera Vallata. Per questo i cittadini della Valbisagno da molti mesi si stanno mobilitando per promuovere incontri e chiedere un confronto con l’amministrazione. Vogliamo riprenderci la nostra Valbisagno e diciamo basta a chi decide del nostro futuro senza interpellarci! CITTADINI DI PONTECARREGA E DELLA VALBISAGNO

Programma del 19 luglio – Festival dell’acquedotto storico

Ecco nel dettaglio il programma del 19 luglio, giorno in cui è prevista una delle “stondaiate” del Festival dell’Antico Acquedotto che si concluderà su Ponte Carrega e sarà l’occasione per la presentazione dei restauri alla cittadinanza.

La stondaiata è uno spettacolo teatrale e musicale itinerante: i protagonisti della stondaiata saranno gli autori Mauro Pirovano, Marco Cravero e il musicista Marco Cambri.

Sarà presente il direttore artistico Mirco Bonomi.
La partenza è prevista alle ore 18:00 da Piazzale Resasco (cimitero di Staglieno, capolinea autobus numero  34). La passeggiata prosegue sull’acquedotto storico fino alle Officine del Gas (Sala Luzzati, fondazione Amga), dove si pensa di arrivare intorno alle ore 19:00. Ponte Carrega - Amici di ponte carrega - Festival Acquedotto
Il trasferimento su Ponte Carrega è previsto tra le ore 19:45 e le ore 20:00.
Il programma sul ponte prevede una breve digressione storica su Ponte Carrega da parte di Mauro Pirovano, il ringraziamento da parte dell’associazione Amici di Pontecarrega, la consegna di una targa ricordo al colorificio Tassani e al gruppo speleologico del CAI di Bolzaneto e l’inaugurazione della targa marmorea recante l’incisione della poesia Tramonto a Pontecarrega di Camillo Sbarbaro. Seguirà la foto ricordo dei bambini della Polisportiva Pontecarrega.
Per concludere verrà offerto ai presenti un rinfresco sul ponte.

Inizio del restauro di Pontecarrega – 29.06.2013

PER IL PONTE-restauro di Ponte Carrega , di Serena Gargani e Lorenzo Martellacci

Un portierone a difesa del ponte!

un portierone a difesa del ponte!

un portierone a difesa del ponte!

Cosa ci fa Christian Puggioni, il numero uno del Chievo Verona con la nostra maglia sul ponte insieme al nostro Simone? Facile rispondere: Christian, è un valbisagnino doc, e sostiene la difesa di Ponte Carrega!, Grazie Christian!

 >> link facebook <<

Mediazione comunitaria: prosegue il progetto!

Prosegue il progetto di mediazione comunitaria. Questa sera Invito Ducale mediazione 8-7l’Associazione Amici di Pontecarrega sarà a Palazzo Ducale con Luca Borzani, Danilo De Luise e Mara Morelli per ricominciare il percorso insieme a Fondazione Palazzo Ducale, Fondazione San Marcellino e Università di Genova!

Anche il CAI ha offerto un prezioso contributo per il recupero di Ponte Carrega!

 

CAI SPELEOLOGIA SPELEO BOLZANETO

Ieri sera alle 18:00 con grande puntualità, gli amici della sezione speleologica del CAI di Bolzaneto hanno provveduto alla pulizia di Ponte Carrega dalle piante infestanti nate spontaneamente ai lati della struttura.

Esperti in progressione su corda i nostri amici non hanno avuto alcun problema a raggiungere ed estirpare la vegetazione infestante, disattivando i ceppi più grossi degli alberi che rischiavano di crepare ulteriormente la muratura nei punti più inaccessibili.

Ovviamente esprimiamo il nostro ringraziamento al gruppo speleologico del CAI di Bolzaneto per aver aderito così numerosi all’iniziativa di pulizia e che ovviamente invitiamo il 19 luglio sera all’inaugurazione.

CAI SPELEOLOGIA SPELEO BOLZANETO Speleo1 Speleo2 Speleo4 Speleo3         Speleo5

Prima e dopo PonteCarrega

>> CAI BOLZANETO GRUPPO SPELEOLOGICO <<

Il FAI celebra il recupero del primo luogo del cuore di Genova!

 

Il FAI nazionale dedica a Ponte Carrega un altro articolo sul proprio sito internet! Dopo l’intervento del Vice Presidente del FAI Liguria, Gustavo Doufur e del coinvolgimento della delegazione genovese ecco un altro motivo d’orgoglio per il Nostro Ponte!

Operazione compiuta!

Due giorni splendidi! Abbiamo lavorato sodo, con l’aiuto di tanti. Oltre 60 persone si sono avvicendate nei lavori per rendere più bello il nostro “bene non rinnovabile”, Ponte Carrega. E’ stato un forte momento di comunità e il quartiere si è unito in uno stretto abbraccio verso coloro che si sono sporcati le mani durante i lavori! Molti erano con noi il 4 novembre e lo spirito di solidarietà si è rinnovato anche ieri con grande gioia e forte commozione. Così vogliamo ringraziare quel signore che passando sul ponte ci ringrazia e ci stringe la mano, chi ci ha portato le bibite fresche e chi ci ha offerto la focaccia e i caffè! Vogliamo ringraziare coloro che sono venuti a fare le foto e coloro che sono venuti a sporcarsi le mani anche per poco tempo solo perchè stavano passando di lì e si sono voluti comunque fermare, in una calda e bella giornata d’estate, per affermare con l’opera e l’esempio che quel bene è anche loro ed è di tutti, patrimonio di tutti. A tutti noi, cittadini che non hanno perso il valore della testimonianza e dell’impegno, vogliamo dire grazie.
Da oggi, passando sul ponte, potrete dire che quel ponte è anche vostro o lo è un pochino di più rispetto a ieri. Toccate la ringhiera e accarezzatela poichè gli avete dato vita nuova!

E’ motivo di orgoglio della associazione e della cittadinanza essere riusciti a completare quasi definitivamente l’operazione di sverniciatura, carteggiatura e verniciatura di Ponte Carrega. Sabato prossimo termineremo l’ultima tranche e daremo una seconda mano di vernice più veloce, dopodichè verranno sistemate le fioriere fornite dal Municipio ed entro il 19 luglio (data dell’inaugurazione del restauro in occasione del Festival dell’antico acquedotto) verranno posizionate le targhe ricordo dell’operazione. Mercoledì 3 luglio invece sarà la volta dell’intervento del CAI di Bolzaneto: attraverso un intervento su corda verranno effettuati interventi sulle piante e gli alberi infestati presenti ai lati del ponte.

Un ringraziamento particolare va fatto al nostro sponsor privato, Tassani Colori, senza il cui aiuto non sarebbe stato immaginabile un intervento così importante.

 

Testimonial d'eccezione per l'operazione Ponte Pulito! Ugo Dighero, Mauro Pirovano e Mirco Bonomi alle prese con vernice e pennelli!

Testimonial d’eccezione per l’operazione Ponte Pulito! Ugo Dighero, Mauro Pirovano e Mirco Bonomi alle prese con vernice e pennelli!

Il nostro intervento di recupero di Ponte Carrega sul sito del FAI!

FAIIl sito internet del Fondo Ambiente Italiano dedica uno spazio in prima pagina alla nostra iniziativa inserendola tra le iniziative di rilevanza nazionale nell’ambito delle Attività Fai legate al censimento I Luoghi del Cuore. Inevitabile affermare il nostro orgoglio e la nostra soddisfazione per avere portato il Nostro Ponte Carrega all’attenzione nazionale!

http://www.fondoambiente.it/Attivita-FAI/Index.aspx?q=i-luoghi-del-cuore-lavori-in-corso

Il nostro intervento di recupero, sponsorizzato da Tassani Vernici, comincerà domani alle ore 8:00 e si protrarrà finio alla fine dei lavori! E’ prevista la partecipazione del Presidente del Municipio IV Media Val Bisagno, Agostino Giannelli, degli Ultras Tito Cucchiaroni, degli attori Mauro Pirovano e Ugo Dighero. Tra le associazioni che hanno dato la loro adesione c’è il Comitato di Piazza Adriatico, gli scout e l’Acr di Montesignano, alcuni membri del Cai della sezione di Bolzaneto per gli interventi su corda. Ma aspettiamo tanti cittadini e cittadine che vogliono dare il loro contributo a questa operazione in cui la cittadinanza vuole attivamente rivendicare la propria presenza sul territorio!

Il 29 giugno sarà una occasione di festa per un quartiere che vuole superare il concetto di periferia. I ragazzi che erano con noi a spalare il fango si prenderanno una bella rivincita per dire il loro NO al degrado e per dire SI a una diversa idea di città, solidale e partecipata: ecco la nostra idea di CITTADINANZA. Il 29 giugno ci riprendiamo il NOSTRO TERRITORIO: non ci opponiamo al cambiamento ma pretendiamo che questo sia a misura di uomo e di cittadino, secondo i canoni che ci siamo dati nel nostro Statuto e che ispirano la nostra azione sociale.

Pertanto, il nostro vuole essere la riscossa del nostro quartiere e un atto di denuncia verso chi pensa alla Val Bisagno come ad un’area di servizio in cui tutto è permesso e concesso! Cari Signori, qualcosa sta cambiando!

APC

La nostra idea di cittadinanza, la nostra rivincita dopo l’alluvione del 4 novembre: restauriamo insieme Ponte Carrega!

operazione ponte pulito I Luoghi del Cuore Fai

operazione ponte pulito I Luoghi del Cuore Fai

Dopo il successo della raccolta firme del Fai ” I luoghi del Cuore 2012″ l’Associazione Amici di Pontecarrega promuove, grazie alla sponsorizzazione del Colorificio Tassani, il patrocinio del Municipio IV e la collaborazione del FAI (Fondo Ambiente Italiano), alcuni lavori per valorizzare lo storico Ponte Carrega in Valbisagno in vista dell’evento del 5° Festival dell’Antico Acquedotto.

Sabato 29 giugno i cittadini sono invitati a partecipare ai lavori di coloritura della ringhiera e della pulizia dalle piante infestanti nate spontaneamente ai lati del ponte.

La manifestazione avrà luogo dalle ore 8:00 e si concluderà alle 18:30, continuando anche per i successivi giorni fino al termine dei lavori.

L’evento avrà il suo culmine tra le ore 10:00 e 12:00 del 29 giugno.

La manifestazione è un invito alla cittadinanza a prendersi cura del proprio patrimonio storico e culturale con un esempio di partecipazione attiva alla manutenzione dei beni comuni.

L’associazione Amici di Ponte Carrega e nata nel 2012 su iniziativa di alcuni cittadini preoccupati per un progetto di “riqualificazione” urbana che prevedeva la possibilità di abbattimento dello storico Ponte Carrega (anno di costruzione 1788), per lasciare posto a un altro ponte carrabile a quattro corsie automobilistiche in occasione del riassetto viario per meglio servire i nuovi centri commerciali in costruzione.

L’associazione inizialmente si è mossa mobilitandosi con una segnalazione al FAI, come “luogo del cuore 2012”, raccogliendo c.a. 2.000 firme (un mese prima della scadenza del concorso), facendo diventare il monumento il primo segnalato a Genova e il secondo, nella categoria ponti, in Italia. (80° su 10.000 segnalazioni)

L’associazione è impegnata costantemente in una campagna di sensibilizzazione e di valorizzazione del patrimonio storico-ambientale della Valbisagno, promuove in sinergia con altri soggetti (tecnici, amministrazioni, comitati, soggetti privati, ecc) proposte di riqualificazione concrete del quartiere. (recentemente colpito dall’alluvione del 4 novembre 2011 e oggi oggetto di pesanti interventi edilizi che ne cambieranno definitivamente l’assetto urbano).

In questo contesto l’associazione vuole rivendicare e suggerire ai responsabili dei progetti una maggiore attenzione alla valorizzazione dei tessuti urbani esistenti, non oppone contrarietà al cambiamento, ma rivendica un migliore pensiero sull’urbanizzazione di questo territorio con concetti di città-sviluppo e della sicurezza al rischio idrogeologico, compatibili secondo l’indirizzo dell’Agenda 21 e della Carta di Aalborg (che il Comune di Genova ha sottoscritto da tempo proprio per la Valbisagno).

Questi elementi sono ritenuti essenziali per arricchire stabilmente la comunità di cittadini e farla crescere in armonia senza creare pericolose lacerazioni in quartieri di servizio degradati privi di storia e identità.

www.amicidipontecarrega.it

Fabrizio Spiniello,

(Presidente Amici di Ponte Carrega)

Cell. 3492377545

Chi volesse dare una mano pratica ai lavori è pregato di iscriversi sull’evento facebook Operazione ponte pulito o all’indirizzo mail info@amicidipontecarrega.it ,oppure direttamente presso l’Officina Pontecarrega entro venerdì 21 giugno alle ore 14:00 in modo da agevolare le operazioni di assicurazione dei soggetti che parteciperanno all’iniziativa.
A tutti verrà fornito l’occorrente per i lavori (guanti, tuta, mascherina, occhiali, carta vetro, pennelli e colori), ma si consiglia comunque di munirsi di un abbigliamento adeguato alla coloritura.

Operazione ponte pulito

WWF – Tavolo di lavoro aperto al Pubblico – Incontro con Andrea Agapito

Venerdì scorso, 14 giugno 2013, in coerenza con il nostro manifesto e statuto, alcuni membri dell’associazione Amici di Pontecarrega hanno partecipato al tavolo di lavoro aperto al pubblico promosso dal WWF insieme alle associazioni del territorio della Val Bisagno.  L’incontro avvenuto nella sede regionale del WWF in vico Casana 9/3, è stata occasione d’incontro con alcuni esperti del rischio idrogeologico fra cui il Prof. Renzo Rosso del Politecnico di Milano e Andrea Agapito (responsabile del progetto Oasi del WWF Italia), giunto appositamente da Roma per la visita a Ponte Carrega e Fereggiano.

In questo periodo i tavoli di lavoro WWF(Genova) aperti al pubblico rappresentano occasioni d’incontro e preparazione per il convegno WWF Italia, a rilevanza nazionale, che si svolgerà il prossimo autunno a Genova.

Per via del poco tempo a disposizione, non si è potuto parlare del progetto del Parco delle Mura Orientali di Genova in cui, secondo una nostra idea, l’acquedotto storico, salita Preli, il nostro Ponte Carrega, e salita Migliavacca, raccordandosi con la torretta di Quezzi (già Sito di Interesse Comunitario – SIC) potrebbero diventare un’importante anello di collegamento con il parco dei Forti e rappresentare un unico grande polmone verde intorno alla città, fruibile con un solo biglietto dell’autobus!.

Ecco alcune foto dell’incontro.

Andrea Agapito a Ponte Carrega Prof. Renzo Rosso e Andrea Agapito

Eccezionale ritrovamento di un documento riguardante Ponte Carrega da parte di Mauro Pirovano

G.B.Celesia

 

Ieri pomeriggio, 11 giugno 2013, tra le pagine di un libro di fine settecento, è riemerso dall’oblio della storia un eccezionale documento inedito risalente al 1793, epoca nella quale erano in corso i lavori per la costruzione di Ponte Carrega.

Autore del ritrovamento è il nostro socio Mauro Pirovano, il quale, intento a studiare l’Archivio Storico della Confraternita del SS. Sacramento e Santa Maria di Terpi si è imbattuto in un carteggio autografo di uno dei cosiddetti Custodi del Ponte, Giovanni Battista Celesia.

Il testo in questione, che sveliamo in anteprima, in attesa di essere esposto e meglio contestualizzato dallo stesso Mauro Pirovano, riporta le seguenti parole:

<<20 luglio 1793,

io sottoscritto dico di avere ricevuto dal Sig. Reverendo Sig. prete don Lorenzo Nassi Lire trecento trenta per calcina provvista per la fabricha dell ponte che sarà il saldo n° 79 (?)…………… d’ogni somma dico lire 330.

in fede Gio Batta Celesia >>

Si tratta di un foglio autografo in cui G.B. Celesia asserisce di aver ricevuto lire 330 dall’allora curato di Montesignano Don Nassi per la calce da destinarsi alla costruzione del ponte. Il fatto che il foglietto sia stato trovato nell’archivio della Confraternita conferma perciò che l’opera venne realizzata con il contributo di privati,e, in questo caso, della Confraternita di Montesignano.

Sulla figura di Giovanni Battista Celesia, uno dei trentasei membri eletti nell’Assemblea del Popolo il 15 dicembre 1746 a seguito della rivolta di Portoria del 5 dicembre, emerge un dubbio legato all’età che questi poteva avere nel 1793, cinquanta anni dopo la rivolta del Balilla, considerato il fatto che Giovanni Battista era il padre del ben più noto Pietro Paolo Celesia , letterato e uomo politico di prim’ordine nel panorama genovese degli ultimi decenni del ‘700, venuto alla luce nel 1732. Nella migliore delle ipotesi, nel caso in cui Pietro Paolo fosse nato quando suo padre avesse avuto solo 20 anni, bisognerebbe arretrare la data di nascita del nostro Giovanni Battista al 1712. Nel 1793 questi avrebbe pertanto avuto 81 anni, forse troppi per una carica pubblica di tale rilievo (Il custode del ponte rappresentava gli interessi della Repubblica di Genova nella costruzione dell’opera pubblica). Potrebbe essere quindi un caso di omonimia con un Giovanni Battista Celesia ben più giovane? Oppure si tratta proprio di uno dei membri dell’Assemblea popolare del 1746 che si era adoperato attivamente per mantenere la migliore intesa tra l’organo del popolo insorto e il vecchio apparato oligarchico?

L’on. Mariani, commissione Ambiente della Camera, in visita a Pontecarrega e Piazza Adriatico

A seguito della visita dell’on.Mariani (VIII Commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici) a Pontecarrega e Piazza Adriatico svoltasi lo scorso 7 giugno, pubblichiamo la mozione sul contrasto al dissesto idrogeologico che sarà discussa alla Camera dei Deputati alla fine del mese di giugno.

>> Mozione dissesto idrogeologico in discussione alla camera_24-28giugno2013 <<

On. Mariani a Pontecarrega

Nella Foto l’On. Mariani e il presidente APC, Fabrizio Spiniello, osservano lo sbancamento della collina in prossimità di zone a rischio idrogeologico, lo sbancamento delle zone verdi servirà per fare spazio alle rampe d’accesso all’edificio per Bricoman.      

Pubblichiamo anche le nostre riflessioni riguardo la mozione, inviate all’on.Mariani:

Gentile On. Mariani,

abbiamo letto e stiamo studiando la mozione sul dissesto idrogeologico che sarà discussa alla Camera alla fine di giugno.

 

Riteniamo sia, come scritto nella mozione, “indispensabile un piano strutturale di messa in sicurezza e di manutenzione del territorio e dei corsi d’acqua finalizzato alla riduzione del rischio idrogeologico”. Analogamente riteniamo anche noi che ciò “rappresenti uno straordinario strumento di rilancio economico e di creazione di occupazione, a partire dalla riattivazione degli investimenti immediatamente cantierabili”, ma è necessario in questo caso, secondo noi, dare una interpretazione precisa di quali siano questi “strumenti di rilancio economico” e quali siano questi “investimenti immediatamente cantierabili” : l’impressione che si ha è quella che in realtà vengano privilegiati pochi interventi molto costosi, piuttosto che i piccoli interventi diffusi sul territorio e sui versanti. E’ chiaro, almeno nell’esempio genovese, che tutti gli investimenti immediatamente cantierabili siano quelli che Le abbiamo illustrato durante il sopralluogo a Pontecarrega e di cui già esiste un progetto “immediatamente cantierabile”, mentre per quanto riguarda il recupero dei versanti e del territorio ciò che ho appena detto non è posibile, dato che si incomincia a parlare di queste tematiche solo oggi. Il disegno che emerge è perciò abbastanza netto e delineato: prima si pensa alle grandi opere, poi alla gestione del territorio e quindi alla prevenzione del rischio. Sappiamo però entrambi che non ci sono risorse per entrambe le idee. Dei due, perciò, l’uno. Pazienza se poi non ci saranno le risorse per affrontare una politica pluriennale di piccoli interventi diffusi sul territorio, almeno si sarà fatta la grande opera. Ma ne siamo proprio sicuri? Prendiamo l’esempio dello scolmatore del Fereggiano: il piano di bacino prevedeva due tipi di interventi. Il primo prevedeva l’allargamento dell’alveo e della tombinatura fino al Bisagno per eliminare la strozzatura e le criticità del tratto sottostradale in cui il Fereggiano si restringe. Prezzo preventivato: 15 milioni di euro.

Il secondo prevedeva invece la realizzazione di un canale scolmatore del Fereggiano: prezzo preventivato 59 milioni di cui solo 45 certi (25 dal Piano Città, 5 dalla Regione, 5 dal Comune e 10 ancora da un mutuo del Comune ) e 14 ancora de reperire. Ma siamo sicuri che questi ulteriori 14 milioni potranno essere un giorno reperiti? Ce lo auguriamo, ma fino ad oggi la situazione è quella che Le sto descrivendo.

Nonostante l’impegno degli amministratori locali si è privilegiato l’aspetto mediatico della questione, si è privilegiata l’opera “immediatamente cantierabile” che rappresenterebbe, dal punto di vista degli amministratori, un evidente “strumento di rilancio economico”, che però, non avrebbe una forte ricaduta sul tessuto economico locale. La grande opera muove grandi risorse, ma necessita di un bando di gara europeo per la sua assegnazione; ricostruire un muretto a secco lungo gli argini di un fiume o per mettere in sicurezza una frana invece ha una ricaduta immediata sulle piccole-medie imprese locali. La grande opera prevede di essere inaugurata nel 2017: tre anni di lavoro. Il lavoro costante sui versanti, il presidio del territorio, può avere una ricaduta pluriennale su una economia locale provata da una crisi che non si risolleverà con facilità nel giro di pochi anni.

E’ pertanto necessario che emerga in maniera univoca l’idea di contrasto al dissesto idrogeologico che la mozione intende perseguire, quale sia la priorità che si intende portare avanti. Una pioggia di denaro su poche opere di impatto può valere una pioggia di denaro su tanti piccoli-medi interventi diffusi su tutto il territorio.

Per la lotta al dissesto andrebbe poi, secondo la nostra opinione di semplici cittadini interessati alla Cosa Pubblica, promosso un profondo e radicale dibattito sul Regio Decreto 523/1904, ancora oggi vigente, ma derogabile da ogni Regione. E’ impensabile parlare di mitigazione del rischio alluvionale se la normativa regionale ligure permette di costruire, in deroga al R.D. 523/1904, fino a tre metri dall’alveo di un fiume.

RingraziandoLa per la cortese attenzione,

La saluto cordialmente.
Fabrizio Spiniello
Associazione Amici di Pontecarrega

Andrea Agapito, responsabile Oasi WWF iTALIA ospite del g.d.l. dissesto idrogeologico

Appuntamento importante per la nostra associazione e per il gruppo di lavoro sul dissesto idrogeologico promosso dal WWF e giunto al quarto appuntamento dopo le puntate su scolmatore, storia del Bisagno e piani di bacino, perizia Misurale e Piano Città. Venerdì pomeriggio incontreremo Andrea Agapito, esperto di fiumi e responsabile nazionale per il PROGETTO OASI WWF ITALIA, in arrivo appositamente da Roma per l’incontro del gruppo di lavoro in cui si parlerà di fiumi e dissesto dal punto di vista dell’esperto WWF.
L’incontro è aperto a tutti e si terrà dalle 15:00 alle 17:00 presso la sede del WWF in Vico Casana 9/3.
Si prega di confermare eventuale presenza così da organizzare per il meglio la riuscita dell’incontro.gdl14giugno jpeg

L’Associazione Amici di Pontecarrega è una delle associazioni attive sul territorio che collaborano al 5° Festival dell’antico acquedotto.

il programma del quinto festival dell’antico acquedottofestival acquedotto1

Incomicia il 5° Festival dell’Antico Acquedotto; tra i collaboratori anche gli Amici di Pontecarrega

 

Il 5° Festival dell’antico acquedotto è stato presentato alla Feltrinelli giovedì scorso, assieme al calendario delle iniziative e ai partners che collaborano con il Teatro dell’Ortica e tra i quali rientra anche l’ Associazione Amici di Pontecarrega. Stasera il primo degli spettacoli del ricco calendario in programma alle ore 21:00 presso il Teatro dell’Ortica dove andrà in scena “Buona la prima…speriamo…forse anche!” con gli allievi della scuola di Teatro Comico del Teatro dell’Ortica e la regia del nostro socio Mauro Pirovano.
Nel frattempo, a seguito della presentazione, emerge l’idea di installare il futuro Teatro della Valbisagno nell’area ex-Guglielmetti. Un’idea che ci trova entusiasti ed è degna di essere approfondita e portata avanti insieme alle Istituzioni, insieme all’idea e al progetto di Ambulatorio Sociale della Valbisagno.
festival dell'antico acquedotto

Mauro Pirovano racconta la storia di Pontecarrega