La partecipazione dei cittadini e il caso Guglielmetti: il video del convegno

Dissesto

Pubblichiamo foto e video del convegno tenutosi Venerdì 27 marzo in una gremitissima Sala del Munizioniere di Palazzo Ducale, a dimostrazione del fatto che il tema è di molto interesse per la cittadinanza. Per le riprese e il montaggio video si ringrazia Ghettup TV, la televisione di quartiere del Ghetto. Si ringraziano inoltre, oltre al pubblico numeroso e attento, la Fondazione per la Cultura di Palazzo Ducale, la Fondazione San Marcellino Onlus, la Associazione di Mediazione Comunitaria di Genova, La Associazione Giovani Urbanisti, Incontri in Città, il professor Rosso del Politecnico di Milano, la professoressa Morelli dell’Università di Genova e il prof. Morisi dell’Università di Firenze. Si ringrazia anche la prof.ssa Marianella Sclavi per il video che purtroppo per un problema al cavo audio non siamo riusciti a mandare in onda durante il convegno e che pertanto pubblichiamo i questo post. Ringraziamo inoltre i membri delle associazioni e dei comitati cittadini e nazionali che hanno partecipato all’evento e risposto con entusiasmo al bisogno di partecipazione che questa città chiede oramai con forza e determinazione!

Qui di seguito riportiamo il documento condiviso dalla Associazione Amici di Ponte Carrega durante l’introduzione del convegno:

<<Dopo il convegno dell’11 gennaio è sorta in noi l’esigenza di approfondire il tema della Partecipazione e quindi di incontrarci una seconda volta, in una data abbastanza ravvicinata, per discuterne più approfonditamente insieme a chi potrà darci spunti su cui riflettere, sia a livello generale che per il caso concreto del nostro quartiere e quindi nel nostro caso specifico, per l’area ex Guglielmetti. Le ex Officine sono un ex spazio pubblico venduto dal Pubblico ai privati di Coop Liguria per fare cassa senza aver però tenuto conto di una qualche pianificazione armonica col contesto circostante di ciò che sarà l’impatto del nuovo insediamento sul futuro della vallata: anche le aree private secondo noi non devono sottrarsi al loro contesto pubblico. Qualcuno potrebbe dire che per questi ragionamenti è ormai troppo tardi, queste rivendicazioni andavano fatte nel 2010 quando le aree furono cedute dal pubblico al privato. Ma il discorso secondo noi non è ancora chiuso, da allora il proponente ha richiesto una variante al piano urbanistico per poter costruire su quelle aree un albergo molto impattante che al momento della vendita non era previsto. La variante al piano urbanistico deve ora passere da un approvazione del Consiglio Comunale. Si ripropone quindi una riflessione di rilevanza pubblica a cui noi chiediamo il diritto di poter partecipare con le nostre idee, il nostro contributo e le nostre critiche ad un processo di trasformazione che riguarda tutti e non solo il privato proprietario di quella specifica area. Per questo caso i proponenti, il comune e il municipio affermano che il percorso di partecipazione sia già stato effettuato. Non e’ cosi: dobbiamo distinguere ciò che è una semplice presentazione di un progetto in un’ assemblea pubblica da un reale percorso di condivisione di un progetto con il territorio e con tutti i portatori di interesse in un percorso definito e normato da regole. Crediamo sia necessario far crescere il dibattito sulla partecipazione, un tema vitale per la nostra città e per la nostra democrazia. Città è la metafora di Democrazia: la Città esiste nella misura in cui i suoi cittadini si riappropriano di essa, la democrazia esiste solo se i cittadini la fanno vivere contribuendo al dibattito e al confronto. Altrimenti avremo una città-cimitero e una democrazia altrettanto morente. Ecco perchè insistiamo nel dire che il tema della partecipazione sia vitale per la nostra democrazia e per la nostra città e perchè riteniamo sia un tema da affrontare sia da un punto di vista culturale, come stiamo facendo oggi, sia da un punto di vista giuridico che si concretizzi alla fine con una legge regionale sulla Partecipazione. Le scelte per lo sviluppo di questa città e di questa regione passano attraverso il contributo che i cittadini sapranno dare al dibattito politico e analogamente allo spazio che la politica darà loro, al di là dei soliti proclami pre elettorali, lasciando da parte (e questa è la parte forse più complicata) l’ autoreferenzialità e la scarsa capacità di ascolto e di autocritica della classe dirigente e politica. I cittadini esprimono una necessità, una volontà di intervenire nella trasformazione della città : forse non sempre hanno ragione ma crediamo che ci siano comunque sempre ragioni (e argomenti) da ascoltare. Il loro contributo creativo può trovare soluzioni concrete e alternative a quelle che la politica ci impone spesso senza cognizione di causa e senza l’ascolto del territorio.
 Siamo in una fase storica “interessante”, come direbbe un caro amico presente qui in sala oggi. La questione chiave, in questa disaffezione verso la democrazia rappresentativa, è la ricostruzione del concetto di cittadinanza inteso come quel processo che sappia legittimare le esigenze collettive espresse dai cittadini stessi. Questo processo secondo noi può essere solo la concertazione e la partecipazione condivisa “dal basso ”delle decisioni e può essere, a nostro modo di vedere, solo un elemento di arricchimento e di rinascimento sia per le nostre Città che per la nostra Democrazia>>.

Grazie a http://ghettuptv.net/ per le riprese

 


 

Il video della prof.ssa Marianella Sclavi, che con il suo consenso, avrebbe dovuto essere proiettato al convegno, ma che per un guasto tecnico non abbiamo potuto mostrarvelo

foto di L.Parigi per Palazzo Ducale

foto di L.Parigi per Palazzo Ducale

 

Oggi alle 17:30!

IL TERRITORIO COME BENE COMUNE
LA PARTECIPAZIONE DEI CITTADINI E IL CASO VAL BISAGNO
Ci vediamo oggi alle ore 17:30 a Palazzo Ducale nella Sala del Munizioniere. Parleremo di Partecipazione dei cittadini e dell’operazione nelle ex officine Guglielmetti insieme al Professor Massimo Morisi dell’Università di Firenze, al presidente di Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura Luca Borzani, al professor Renzo Rosso del Politecnico di Milano, ai Giovani Urbanisti – Fondazione Labò e all’architetto Giacomo Gallarati. Condurrà l’incontro la professoressa Mara Morelli dell’Università di Genova e della Associazione di Mediazione Comunitaria di Genova.

Partecipazione

La Bellezza e il decoro urbano

Da qualche tempo assistiamo a un pericoloso aumento dell’abbandono che non è solo  imputabile all’amministrazione: manca un generale il senso di rispetto e dell’importanza della qualità urbana degli spazi pubblici.

Il tema della bellezza è fondamentale da collegare a una idea di cittadinanza e di comunità.  

Occorre conoscere il territorio, occorre farlo vivere, ci vuole consapevolezza dei valori storici e ambientali che abbiamo intorno.

Avere bellezza significa avere qualcosa intorno con il quale potersi identificare: non è solo un bisogno retorico ma è un’autentica cura sociale contro il degrado.

Preoccuparsi del nostro passato significa preoccuparsi del nostro futuro.

Occorrono atteggiamenti nuovi: occorre una concezione dello sviluppo del territorio che non sia concepito esclusivamente a funzioni: dove metto il supermercato, dove metto l’albergo? Questo ragionamento lo si può fare al massimo in un deserto, ma non in una città storica.

Per una corretta pianificazione del futuro occorre partire prendendo spunto dalle testimonianze storiche che abbiamo perché esse ci disegnano una strada anche per riscattare questa nostra città per il futuro.

Il problema non è propriamente rilegare le nostre testimonianze monumentali all’interno un museo, non è nemmeno un problema di spesa e di manutenzione: rifare un muretto a secco o lastricare una creuza. Il problema è quello di ricreare le condizioni di un rinnovato senso civico che permetta di riutilizzare queste nostre testimonianze nell’uso quotidiano, consapevoli della loro grande forza vitale ed espressiva, un senso di identificazione nella bellezza.

Via-Canevari-Confronto

Ecco un esempio di come si sono ristretti gli spazi della bellezza, qui siamo a Borgo Incrociati: la dove c’era una piazza con un percorso pedonale alberato ora c’è un benzinaio affacciato sul fiume e alcuni parcheggi.

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Le arcate del ponte di S. Agata, facente parte dall’antica via romana, sono state abbandonate al degrado,  piante infestanti minacciano la sua conservazione.

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L’asfalto non ha risparmiato nemmeno le piccole piazzette all’interno del Borgo Incrociati andando a coprire gli antichi ciottolati.

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Questo è l’inizio del ponte di S.Agata all’interno del Borgo Incrociati, anche qui asfalto e degrado non sono degni dell’importanza del luogo.

Come esempio di recupero e fruizione degli spazi pubblici monumentali proponiamo e vogliamo rilanciare il progetto dell’architetto Matteo Marino per il recupero del ponte di S. Agata.

Questo progetto sarebbe in grado di restituire all’antico ponte la sua funzione originale potendolo ripercorrere a piedi o in bicicletta.

Il tratto di ponte che rimane sotto via Canevari sarebbe rimarcato da lastroni e utilizzato come attraversamento pedonale. In questo modo sarebbe riqualificato a nuova funzione anche l’antico Borgo Incrociati, oggi molto colpito dagli ultimi eventi alluvionali.

Oltre alle necessarie opere di mitigazione del rischio idrogeologico, questo progetto dovrebbe essere perseguito per rivitalizzare una parte preziosissima della nostra città.

LatoBisagno

LatoDePaoli

 

Il testo del post è stato liberamente ispirato dagli argomenti trattati dal convegno-conferenza dell’Arch. Matteo Marino – “Noi di Val Bisagno”