Studiate e Siate Coraggiosi

Studiate e siate coraggiosi

Oggi su la Repubblica Genova è stata pubblicata un’intervista di Marco Preve agli Amici Di Pontecarrega , Mobige e Friday for future sul tema della militanza dal basso e del rapporto con la politica e i partiti. L’articolo fa parte dell’inchiesta “Alla ricerca della sinistra” e ha dato ampio spazio alle posizioni della nostra associazione.

L’attuale periodo storico è caratterizzato da un vuoto di rappresentanza che tenta di essere colmato dall’associazionismo: i partiti non hanno più una rappresentanza territoriale e faticano a trovare una quadra su diverse tematiche. L’organizzazione e l’impegno dei comitati e delle associazioni dovrebbe invece essere considerata una risorsa da non disperdere ma per il momento non è così e i due mondi continuano a viaggiare su due binari separati per incontrarsi solo prima delle elezioni.

Diffidenze reciproche, disillusione dalla politica, scontro tra interessi generali e particolari: tutto ciò ha contribuito a uno svuotamento del ruolo dei partiti nel meccanismo democratico.

È come se mancasse un meccanismo: il macchinario non può continuare a girare come se nulla fosse. Mancano i pezzi di ricambio ma anche le professionalità che possano sistemarlo.

Il tema dell’articolo era soprattutto questo: il ruolo delle associazioni è fondamentale ma è chiaro che la loro diffusione risponda a un bisogno di rappresentanza che non è più svolto dai partiti e che va colmato.

 

Qui di seguito il testo dell’articolo.

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Il nuovo progetto Coop per l’area delle ex Officine Guglielmetti

Guglielmetti

Come molti di voi avranno letto su Il Secolo XIX (https://www.ilsecoloxix.it/genova/2021/02/08/news/coop-all-attacco-obiettivo-valbisagno-maxi-progetto-per-l-ex-officina-amt-1.39875090) Coop Liguria ha infine presentato il progetto di riconversione delle ex officine Guglielmetti a Ponte Carrega.

Siamo in grado di fornirvi il render del progetto in questione e di dare alcuni commenti sul progetto.

Guglielmetti

Render del nuovo centro commerciale presentato in Comune da Coop-Talea

 

Come ormai era risaputo già dal 2017 non ci sarà alcuna variante al PUC: nessuno stravolgimento urbanistico e soprattutto nessuna torre alberghiera alta 35 metri nel mezzo della Val Bisagno: con la presentazione di questo nuovo progetto questa voce viene consolidata. Ricordiamo quanto impattante e violento nei confronti del nostro territorio fosse il vecchio progetto. - vedi qui come era il vecchio progetto

Il progetto attuale, a cura dello studio Design International, è ridimensionato rispetto alle prime versioni non essendoci più la destinazione ad uso ricettivo con l’eliminazione del vincolo in altezza dei relativi edifici.

E’ qui che si instaura il dubbio lanciato da Il Secolo XIX e che per molto tempo è stato anche da noi commentato: questa porzione del lotto di proprietà poteva o potrebbe essere permutato o nuovamente ceduto al Comune per realizzare una nuova rimessa di mezzi di trasporto pubblico locale (anche in tal caso sarebbe comunque necessaria una variante al PUC vigente, non essendo prevista quel tipo di destinazione.

L’area fu pagata da Coop la bellezza di circa 26 milioni di euro: un gioiellino piuttosto caro quindi, difficile da piazzare a un soggetto pubblico (Comune o Città metropolitana che sia), comprensibile quindi che il soggetto privato volesse in qualche modo far fruttare l’investimento fatto con l’acquisto dell’area nel 2009.

Abbiamo pensato che questa operazione potesse essere fatta attraverso una permuta (quindi uno scambio di aree tra pubblico e privato) o attraverso i fondi governativi grazie ai quali, salvo soprese, Genova (e la Val Bisagno) sarà dotata di un sistema di trasporto filoviario.

Abbiamo talmente a cuore il destino di questa area strategica della città che più volte abbiamo sostenuto, insieme all’attuale giunta municipale, l’importanza di far rimanere questo spazio di natura produttiva: sappiamo di aziende, anche di una certa rilevanza e di un certo prestigio e appeal internazionale, che erano in cerca di spazi per allargare la propria attività manifatturiera: abbiamo seguito da vicino questi passaggi ma il risultato è stato un nulla di fatto, fumata nera, nessuna lottizzazione della proprietà, o tutto o niente!

Rimane quindi a Coop l’unica altra destinazione prevista dal PUC, abilmente modificato dalla Giunta Vincenzi ormai tanti anni fa: la grande distribuzione, che si legge “centro commerciale”.

Saranno presenti tre medie superficie di vendita, MSV per un totale di circa 3.800 metri quadrati di superficie netta di vendita, dove saranno ricollocate le due MSV attualmente presenti più una terza.

La galleria commerciale avrà, in estrema sintesi, 22 negozi e 9 esercizi di vicinato (circa 3.000 metri quadrati complessivi) , oltre alla grande struttura di vendita Coop che sarà di 2.500 metri quadrati di SNV (Superficie netta di vendita).

Si tratta quindi proprio di quella destinazione d’uso che ora incontra più difficoltà a livello globale sia per la crisi economica sia per l’exploit dell’e-commerce e il boom di Amazon e altre piattaforme simili, ma che a Genova sembra non conoscere fine dato anche il recente ingresso sul mercato locale di un altro colosso della GDO come Esselunga.

Per questo motivo siamo rimasti un po’ perplessi dopo aver visto il nuovo progetto (che in realtà, salvo piccole modifiche) è il progetto rielaborato nel 2017 rimasto nei cassetti dei proponenti e depositato in Comune solo la scorsa settimana.

Il progetto, come anticipato, è sicuramente meno impattante rispetto alle prime versioni del 2013 e del 2014, mantiene una parte di produttivo con la realizzazione di due palazzine destinate, probabilmente, a uffici e una parte ad uso pubblico, a scorporo degli oneri, che è rappresentata da una piccola area verde in copertura e da uno spazio polivalente (un teatro).

La parte destinata agli uffici è realizzata con due palazzine spostate più a valle rispetto all’attuale capannone, con il mantenimento delle quote esistenti o forse, speriamo, anche più basse. Per queste palazzine auspichiamo che possano essere realizzate nell’ottica dell’insediamento in Val Bisagno degli uffici di una partecipata del Comune di Genova come Aster, che ha manifestato la volontà di spostare i propri uffici da Via XX Settembre. Un inserimento che auspichiamo il più possibile compatibile anche sotto il profilo delle scelte estetiche e funzionali in armonia con il prezioso tessuto storico e culturale del luogo.

Tornando al progetto presentato, siamo sempre perplessi di come non vengano valorizzate le ampie e luminose superfici della copertura dove il panorama si affaccia sul parco dei forti e dell’acquedotto storico.

Il pensiero progettuale in tal senso è sempre orientato a utilizzare le coperture quasi esclusivamente come parcheggio. A nostro avviso sarebbe stato meglio rafforzare in questi luoghi la funzione di aggregazione e connessione tra le persone in forte sintonia con il territorio destinando tali spazi alla pratica del coworking, della ristorazione e dell’intrattenimento anche all’aperto.

Chiudiamo con le dichiarazioni riportate dal Presidente di Coop: “…l’intervento permetterà di riqualificare un’area oggi inutilizzata , anche a beneficio del quartiere, al quale Coop Liguria continuerà a offrire un’ampia proposta di attività culturali, solidali e educative”.

Dunque invitiamo il presidente a conoscere questo quartiere ricco di testimonianze storiche e inserito dal MiBACT nel 2017 nelle manifestazioni delle giornate europee del patrimonio “Percorso della memoria culturale e paesaggistico da Ponte Carega alla Val Trebbia sulle tracce di Camillo Sbarbaro e Giorgio Caproni> vedi qui <  e oggi anche percorso multimediale > vedi qui < .

Nel 2020 la quercia del Sagrato è diventata un albero monumentale > vedi qui <

Questi importanti riconoscimenti dovrebbero indurre tutti gli operatori privati e pubblici a porre molta attenzione su ciò che in queste aree si andrà a costruire per non mortificare ulteriormente questa vallata, per far si che questa operazione non sia l’ennesima occasione persa per la Val Bisagno.

Per concludere la nostra associazione porterà tutta la sua attenzione sul tema degli oneri di urbanizzazione che saranno versati per la realizzazione di questa opera: è interesse di tutto il territorio concordare come e dove concentrare le risorse economiche derivanti da questa operazione.

 

Il giocattolo sospeso – la consegna

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Dopo 2 settimane di intensa raccolta di libri e di giocattoli (raccolta, sanificazione e impacchettamento di centinaia di doni), oggi abbiamo iniziato la distribuzione in un pomeriggio freddo e bagnato dalla pioggia ma riscaldato dai sorrisi felici dei bambini! Babbo Natale, uno straordinario Andrea Merlo, e i suoi aiutanti hanno distribuito tanti doni in Piazza Adriatico.
Un ringraziamento per questa iniziativa va alle tante persone, volontari e associazioni che hanno aiutato e contribuito a rendere questa giornata speciale!
Partiamo dai nostri volontari che da sabato scorso hanno iniziato, ogni pomeriggio e ogni sera di questa settimana, a igienizzare e poi a impacchettare i regali.
Diciamo grazie alle tante persone che hanno donato, e sono state tantissime, centinaia: in un periodo come questo non era scontato, e questo ci ha allargato il cuore!
Grazie alle associazioni: I circolioperai e Genovasolidale, il Comitato Cittadini Piazza Adriatico, ,

Bulldog Terpi, Sertoli Circolo Ricreativo Culturale, Centro Documentazione Libertario ValBisagno, il Genova48, CoSerco e un grande grazie ai volontari del servizio civile di Legambiente Liguria Onlus e della Comunità Cooperativa Sociale

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Un grande grazie alla Tipografia Algraphy di Passo Ponte Carrega per aver regalato la carta regalo, ai negozi che ci hanno aiutato con la raccolta (La Befana e la libreria L’amico immaginario).
Grazie anche al Municipio 4 Media Val Bisagno per l’assistenza nell’organizzazione!
La distribuzione continua ora a domicilio insieme alla spesa sospesa fino a mercoledì 23.
Il più grande grazie va però ai tantissimi bambini di oggi pomeriggio: eravamo convinti di regalare loro una piccola gioia quando invece, magari senza saperlo, sono stati loro ad averci illuminato di nuova luce.