Domani la presentazione del nostro progetto di restauro di Ponte Carrega

Patrocinio per Ponte Carrega_Fondazione GenoaScade domani il bando del Fai-Fondo Ambiente Italiano su I Luoghi del Cuore d’Italia! Siamo pronti a presentare il nostro progetto tra centinaia di altri progetti in tutta Italia, alla sede centrale del Fai, a Milano.
Dopo aver ricevuto, in estate, la comunicazione di essere rientrati nei progetti finanziabili, la nostra associazione ha cominciato a lavorare sulle Linee Guida del 6°Censimento I Luoghi del Cuore. Abbiamo quindi pensato a un progetto che potesse riportare il Ponte al suo antico splendore con interventi di ripristino dell’antica illuminazione ottocentesca e l’installazione della edicola votiva nel suo posto originario.
Ne abbiamo parlato durante l’estate con il Fai, siamo andati in Soprintendenza e in Comune, abbiamo trovato sponsor e soggetti che ci hanno offerto il loro patrocinio e il loro attestato di partenariato per aderire e sostenere la nostra candidatura. Il progetto vero e proprio passerà invece per l’iter di approvazione della Soprintendenza (con cui abbiamo un nuovo sopralluogo Venerdì mattina).
In attesa di pubblicare il nostro Dossier completo, con tutti gli attestati di partecipazione dei nostri partner, pubblici e privati, genovesi e soprattutto territoriali, pubblichiamo l’adesione della Fondazione Genoa 1893 (http://www.fondazionegenoa.com/), tra i primi soggetti ad aver aderito all’iniziativa.

Questa mattina a Palazzo Reale l’incontro con la Soprintendenza e il Fai

 

Palazzo Reale, sede della Soprintendenza ligure

Palazzo Reale, sede della Soprintendenza ligure

Questa mattina, accompagnati dal Vice Presidente del Fai Liguria arch. Gustavo Dufour, abbiamo incontrato a Palazzo Reale la Soprintendente responsabile del procedimento per la Val Bisagno, arch. Cristina Pastor. Si è trattato di un primo step necessario prima della presentazione del progetto di restauro a Milano del prossimo 10 ottobre. Il progetto rientra tra i progetti finanziabili nel bando de I Luoghi del Cuore, di cui Ponte Carrega fa parte.
D’accordo col Fai abbiamo illustrato i punti del progetto:
ripristino della illuminazione storica ottocentesca, riposizionamento della edicola votiva al centro del ponte (o nel suo intorno) integrazione delle lastre mancanti e restauro di quelle rovinate, inserimento di pannelli esplicativi e di elementi di arredo urbano.
Il progetto che verrà presentato al FAI di Milano avrà il sostegno della Soprintendenza, che valuterà le nostre proposte avallandole o respingendole a seguito di attenta analisi filologica.
Il progetto si comprende meglio se inserito in un mosaico più ampio che prevede il coinvolgimento del Fai, del Wwf, del Cai, dei comitati locali, del Municipio, dell’Arci e Legambiente (con il progetto Rise Up) per il recupero delle creuze e dei sentieri del parco dell’acquedotto, parco dei forti del lato occidentale e soprattutto del futuro parco dei forti del versante orientale (sabato prossimo incomincia la pulizia del sentiero che porta alla Torre Quezzi con il coinvolgimento dei ragazzi del Rise Up).

Infine la Soprintendenza ha voluto conoscere e vedere i progetti di trasformazione in atto nel quartiere, riservandosi di approfondire la questione nel limite delle competenze del proprio ufficio. In particolare ci è stato fatto notare che le costruzioni intorno a un bene monumentale come Ponte Carrega debbano essere adeguate al contesto e non lesive dell’ambiente e del decoro che merita un bene dichiarato monumentale.

art. 45 d.lgs 45/2004
Il Ministero ha facoltà di prescrivere le distanze, le misure e le altre norme dirette ad evitare che sia messa in pericolo l’integrità dei beni culturali immobili, ne sia danneggiata la prospettiva o la luce o ne siano alterate le condizioni di ambiente e di decoro.

C’eravamo tutti

Il primo passo: sopralluogo dei tecnici di Tassani Colori. Nella foto il sig. SaiaLa presentazione dei lavori a Telenordla presentazione dei lavori a TelenordPonte carrega_8.jpgPonte carrega_4.jpgPonte carrega_3.jpgPonte carrega_10.jpgIMG_1679.JPGIMG_1678.JPGIMG_1651.JPGIMG_1637.JPGIMG_1643.JPGPonte carrega_12.jpgPonte carrega_11.jpgIMG_1646.JPGIMG_1627.JPGIMG_1611Fest sul ponte

Presentazione alla cittadinanza dei lavori di restauro di Ponte Carrega.

Ieri sopra il ponte c’eravamo quasi tutti, anche chi aveva sostenuto il progetto del suo abbattimento.

E’ stata una festa splendida!

Più di 150 persone hanno assistito allo spettacolo del trio Pirovano-Cambri-Cravero e poi hanno dato vita a una bellissima festa sul Nostro Ponte Carrega! Una occasione fantastica di solidarietà e di cittadinanza. E’ stata la festa del buon senso, la festa dell’impegno civile, la festa della dignità di un quartiere che non si arrende al degrado. E’ stata la festa di chi pensa che il bello, la propria identità, l’ambiente in cui vive, vada preservato in modo sostenibile e che questo sia il vero patrimonio di tutti. E’ stata la festa di chi vuole valorizzare il luogo in cui vive contro chi vuole mortificarlo per renderlo un’aera di servizio, un parcheggio per gli ultimi, una periferia sociale.

L’idea di restuaro del ponte è la presa di coscienza della ns associazione e del nostro quartiere. Rappresenta il balzo in avanti verso una politica dei cittadini. Il filo conduttore che muove la nostra attività è quello della dignità: dopo l’alluvione il nostro spirito non è stato fiaccato nemmeno dalla cementificazione in atto nel nostro quartiere. Si pensi alla rabbia e al senso di ingiustizia e di abbandono quando nel nostro quartiere ancora sporco di fango sono incominciati i lavori di sbancamento della collina; si pensi alla rabbia e alla incredulità nel sentire dire che Ponte Carrega era un ponte non a norma! E’ un ponte del ‘700, come potrebbe essere a norma con le vigenti norme idrauliche? La nostra azione è stata quella di opporci a queste “visioni di valle” muovendo competenze. Così nasce la collaborazione con il Wwf, il Fai, con il Cima di Savona (ente di ricerca dell’università di Genova) e con il Politecnico di Milano. Il restauro di Ponte Carrega ha un significato più profondo, ma di più sottile interpretazione di quello che forse è apparso al di fuori: non è stata solo occasione di festa, ma atto di denuncia verso chi pensa di poter sconvolgere la vita del cittadino senza rendergliene conto. E’ atto di impegno civile che testimonia la volontà di sporcarsi le mani e di metterci la faccia. E’ atto di resistenza, in qualche modo, verso chi tende ad avere una visione mortificante del nostro territorio e del nostro ambiente, verso chi ha una mancanza totale di una idea di sviluppo della vallata e della città, che non sia quella del cemento e dei centri commerciali. Da un punto di vista logistico abbiamo coinvolto la cittadinanza nella maniera più totale: persone diverse che lavorano insieme come durante l’alluvione del 4 novembre: come allora scout, ultras Tito, anarchici, Acr, Arci. Pura solidarietà che ci rende orgogliosi di questo quartiere. Ci eravamo dati un mese per poter completare i lavori, ma sono bastati solo 4 giorni. Decine e decine di cittadini hanno apportato il loro contributo, anche solo offrendoci il caffè, o portandoci le bibite fresche durante i lunghi pomeriggi assolati. Fondamentale poi il contributo del Cai Bolzaneto, per i delicati lavori su corda per eliminare le infestanti e le piante di fico presenti ai lati del ponte e dello sponsor privato, il colorificio Tassani, che ha offerto la pittura anticorrosiva ferromicacea per dipingere la ringhiera (precedentemente carteggiata e preparata alla coloritura: circa 100 metri di ringhiera!). Il municipio ha offerto supporto logistico e ha offerto guanti e pennelli. Prossimo obiettivo a breve termine che ci siamo posti è quello di installare le fioriere a sbalzo in modo da addobbare il ponte: l’obiettivo è quello di far si che siano le famiglie del quartiere a adottare una fioriera e a tenerla in ordine! Il Fai, in tutte le sue forme, ha dato un contributo fondamentale in termini di visibilità (anche sul suo sito). Sia la sede genovese, che ligure, sia la sede nazionale milanese hanno preso a cuore le sorti del ponte segnalato con quasi 2.000 firme al censimento promosso dal Fondo ambiente “I Luoghi del Cuore”. Ponte Carrega è primo Luogo del Cuore di Genova ed è perciò tutelato e salvaguardato dal Fai. Stiamo per inviare un dossier a Milano che il Fai pubblicherà sul libro “SOS paesaggio” e che entrerà nell’archivio nazionale del Fai. Con il Fai si sta anche sviluppando un discorso di valorizzazione del ponte con il tentativo di installare panchine e lampioni d’epoca sul ponte per riportarlo all’antico splendore. Anche la settecentesca edicola votiva della Madonna delle Grazie rientra in questa operazione di valorizzazione: si sta valutando la possibilità di installare l’edicola marmorea sul ponte (dove anticamente era posizionata), invece che nel giardino posto a fianco della rotonda sul piazzale della ex-cementifera.