Archive for Università degli Studi di Firenze

Presentazione del terzo rapporto Urban@it a Palazzo Ducale

Urbanit

L’associazione Amici di Ponte Carrega quest’anno ha voluto essere protagonista di un importante evento culturale proponendo a Genova la presentazione del “Terzo Rapporto sulle Città” di Urban@it, Centro nazionale di studi per le Politiche Urbane, edito da Il Mulino editore di Bologna (sarà possibile acquistare il dossier durante l’evento).

Urban@it è un’associazione composta da tredici università italiane (non c’è Genova al momento) e si candida a costruire e consolidare un rapporto forte e di reciproca alimentazione tra il mondo della ricerca, il mondo delle istituzioni, il mondo produttivo e la cittadinanza attiva attorno al tema delle politiche urbane. Esso aspira a qualificarsi come think tank a servizio delle città e in primo luogo della pubblica amministrazione, proponendosi di convogliare la ricerca, universitaria e non, al fine di alimentare programmaticamente l’innovazione nelle politiche pubbliche. Questa iniziativa nasce in sintonia con la rinnovata attenzione verso i temi urbani che si registra in ambito internazionale. Nell’ottobre 2016 si è tenuto a Quito (Ecuador) Habitat III, la terza grande conferenza dell’ONU sugli insediamenti umani, mentre il 30 maggio 2016 è stato sottoscritto il Patto di Amsterdam sulla Agenda urbana per l’Unione Europea.

Il rapporto Urban@it del 2018 è intitolato Mind the gap. Il distacco tra politiche e città.

La prima parte della mattinata dalle 9:30 alle 10:45, dopo l’introduzione di Fabrizio Spiniello della Associazione Amici di Ponte Carrega, sarà dedicata alla presentazione del rapporto 2018. Per Urban@it parteciperanno il prof. Morisi, docente in Scienze dell’Amministrazione a Firenze, la prof.ssa Perrone, professore associato di Tecnica e Pianificazione urbanistica dell’Università degli Studi di Firenze e il dott. Calvaresi, senior consultant presso Avanzi Milano.

Dalle 10:45 e fino alle 13.00 è prevista invece la tavola rotonda “Le politiche urbane genovesi” a cui parteciperanno: Francesco Gastaldi, docente di Urbanistica dello Iuav di Venezia, l’arch. Sibilla, in rappresentanza dell’Ordine degli Architetti di Genova, un rappresentante della Amministrazione comunale (ancora da definire) e Roberto Bobbio, docente di Urbanistica del Dipartimento di architettura e design della Scuola Politecnica dell’Università degli Studi di Genova, oltre ai tre rappresentanti di Urban@it. La tavola rotonda sarà condotta dal giornalista de La Repubblica Marco Preve.

L’intento della mattinata è duplice: da una parte presentare il rapporto Urban@it, dall’altra portare l’attenzione sulle periferie e i quartieri genovesi attraverso il coinvolgimento di esperti e docenti di altissimo livello.

Inoltre in questa occasione vogliamo lanciare una proposta di lavoro per avviare una riflessione propositiva da parte di rappresentanze di base dei cittadini, associazioni e comitati. A questo scopo proponiamo alle associazioni e ai gruppi informali di cittadini dei quartieri un breve percorso di lavoro cooperativo.

Ogni gruppo/associazione interessata, tra quelle a cui è stato proposta l’idea, dovrà garantire la partecipazione con almeno uno o due rappresentanti all’evento del 19 maggio mattina iscrivendosi entro il 14 maggio 2018 inviando una mail a info@amicidipontecarrega.it . 

Non è previsto alcun costo.

In base al numero delle iscrizioni ricevute si verificherà la possibilità di avvio del percorso (numero minimo 10 gruppi/associazioni) e si formeranno i gruppi di lavoro sui seguenti ambiti: Territorio – Sociale – Salute – Sport – Cultura e verranno comunicati agli iscritti. Chi si iscrive deve lasciare un recapito e indicare 3 ambiti dei 5 di cui sopra, in ordine di gradimento.

L’Associazione di Mediazione Comunitaria metterà a disposizione un facilitatore per ogni gruppo di lavoro per aiutarlo a lavorare sul proprio tema nei modi che i membri sceglieranno (riunioni – social – ecc…)

Ogni gruppo dovrà preparare un intervento propositivo sul proprio tema, a partire da quanto ascoltato la mattina del 19 maggio, della durata di 15/20 minuti , nel quale riassumere le proposte e le considerazioni fatte nel gruppo di lavoro. L’idea che sta alla base di questo lavoro è quella di evitare un mero elenco di lamentazioni ma di concentrarsi sugli interessi e gli obiettivi comuni sforzandosi di andare oltre alle problematiche della singola parte di territorio da cui provengono.

Gli interventi saranno presentati in un ulteriore seminario previsto per il pomeriggio di lunedì 11 giugno presso il Salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi, alla presenza del professor Morisi della rete di Urban@it e al quale saranno invitate a partecipare anche le istituzioni comunali.

L’evento si terrà sabato 19 maggio dalle 9:30 alle 13:00 presso la Sala del Camino di Palazzo Ducale ed è stato organizzato dagli Amici di Ponte Carrega in collaborazione con Urban@it, con la Fondazione San Marcellino, la Associazione di Mediazione Comunitaria, Isf Genova e la Fondazione per la Cultura di Palazzo Ducale. E’ patrocinato dall’Università degli Studi di Genova e dall’Ordine degli Architetti di Genova.

https://www.urbanit.it/genova-19-maggio-presentazione-del-terzo-rapporto-di-urbanit-mind-the-gap-il-distacco-tra-politiche-e-citta-ed-il-mulino/

https://www.urbanit.it/

Scarica qui il volantino

 

Volantino Urban@it definitivo jpg

La città come Bene comune: ne parliamo Venerdì 15 alle 18:00 presso l’aula Magna dell’Istituto Firpo-Buonarroti

Memorie

 

Partecipare è un diritto ma è soprattutto un dovere del cittadino. Ogni cittadino è chiamato a rispondere di fronte a questa responsabilità comune nella cura della Cosa Pubblica e del territorio. Per agire in modo consapevole dobbiamo avere a disposizione una “cassetta degli attrezzi” fatta di strumenti e conoscenze che possano permetterci di incidere nelle scelte di Governance. Nasce qui l’esigenza di parlare di questi temi in questo ciclo di incontri di formazione e scuola di cittadinanza!

Venerdì 15 ne parliamo insieme al prof. Massimo Morisi e agli altri relatori dell’incontro: conosceremo l’esperienza delle reti di cittadini delle periferie milanesi e di come sono nati i Contratti di Quartiere e le biblioteche di Quartiere con Claudio Calvaresi. Ci racconterà alcune esperienze di riuso di spazi pubblici abbandonati. Insieme a Ramon Alzate scopriremo invece come si può affrontare il conflitto attraverso la mediazione e attraverso esempi di buone pratiche in giro per l’Italia e per il Mondo.

 

Venerdì 15 Aprile

Venerdì 15 Aprile

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Calendario seminari, aprile 2016_venerdì15_A4

Nuove mani nella città: ciclo di incontri sulla gestione responsabile del territorio

Memorie

Calendario seminari aprile 2016 PDF_A3

Ad Aprile in Val Bisagno si parlerà di partecipazione dei cittadini alla gestione del territorio. Lo faremo insieme ad altre associazioni e comitati della vallata riuniti in rete e lo faremo insieme ad esperti e docenti universitari delle università di Firenze, Genova, Milano (Politecnico) e Bilbao (Spagna). Gli incontri avranno una forma interattiva con il pubblico: non si sono voluti organizzare seminari cattedratici o lezioni magistrali ma incontri volti alla formazione e al confronto tra tutti i soggetti coinvolti. Per questo motivo i seminari sono rivolti a tutti, studenti, cittadini, associazioni, professionisti e politici.

Abbiamo scelto due luoghi simbolo: un municipio, per sottolineare il legame con uno dei luoghi simbolo del dibattito politico sul territorio e una scuola, per sottolineare la necessità di formazione di noi tutti e l’importanza dell’istituzione scolastica nella formazione dei cittadini.

Qui di seguito trovate il calendario degli incontri, vi aspettiamo!

Guarda <qui il calendario dei seminari>

NUOVE MANI NELLA CITTÀ, ciclo di incontri sulla gestione responsabile della città

GENOVA E I SUOI QUARTIERI COME RESPONSABILITÀ COMUNE

Patrocinio

Venerdì 1 Aprile 2016

“Il governo della città”. Ovvero: “Genova come destino comune” (M. Morisi)

Sala Consiliare Municipio IV Media Val Bisagno, Piazza dell’Olmo 3, ore 18:00-20:00

Giovedì 7 Aprile 2016

“La città nelle mie mani”. Ovvero: “La partecipazione dei cittadini nella formazione e nella messa in opera delle politiche locali.” (M. Morisi)

Sala Consiliare Municipio IV Media Val Bisagno, Piazza dell’Olmo 3, ore 18:00-20:00

Venerdì 15 Aprile 2016

Il valore dei luoghi. Ovvero, “La città come Bene Comune” (C. Calvaresi, R. Alzate, M. Morisi

Aula Magna Istituto Secondario Superiore Firpo-Buonarroti, Via Canevari 51, ore 18:00-20:00

Giovedì 21 Aprile 2016

“La città come responsabilità comune” (M. Morelli, M. Penco, L. Borzani)

Aula Magna Istituto Secondario Superiore Firpo-Buonarroti, Via Canevari 51, ore 18:00-20:00

I seminari sono condotti da docenti delle università di Firenze, Milano (PoliMI), Genova e Bilbao (SP):

Ramon Alzate professore di Mediazione, Educazione e Conflitto alla Università dei Paesi Baschi di Bilbao.

Claudio Calvaresi professore di Urban Conflicts Analysis al Politecnico di Milano.

Mara Morelli  professoressa di Iberistica all’Università di Genova, è presidente della Associazione di Mediazione Comunitaria di Genova.

Massimo Morisi garante della Partecipazione della Regione Toscana, è professore di Scienza Politica e Scienza della Amministrazione all’Università di Firenze.

Monica Penco si occupa di procedure deliberative e partecipative presso il Dipartimento di

             Scienza Politica dell’Università degli Studi di Genova.

Luca Borzani presidente Fondazione per la Cultura di Palazzo Ducale

Gli obiettivi dei seminari

Capire il reale significato del partecipare. Formare cittadini consapevoli dei propri mezzi e attivi nella gestione del territorio, emanciparli dal ruolo di spettatori per renderli attori delle trasformazioni della città. Apprendere le buone pratiche di governo del territorio al di fuori di Genova e della Liguria. Conoscere modelli positivi di gestione partecipata del territorio e delle periferie nel resto del Mondo. Risolvere le controversie evitando lo scontro.

Dove

La Val Bisagno. Perché, destati violentemente dall’alluvione, abbiamo reagito creando una rete territoriale di cittadini, associazioni e comitati, alla ricerca di nuovi strumenti di governo del territorio.

Per chi

I seminari sono indirizzati a tutti, cittadini, politici, associazioni, professionisti e studenti; sono svolti in forma interattiva con il pubblico e stimolano il confronto e il dialogo. Viene consegnato un attestato di partecipazione con almeno 3/4 delle presenze.

Le associazioni e i comitati organizzatori:

Associazione Amici di Pontecarrega

Attac – genova

Associazione di Mediazione Comunitaria – Genova

Associazione Comitato Acquasola

Comitato Contro la Cementificazione di Terralba

Comitato Gino Benazzi

Comitato Via Montello

FIAB Genova – Amici della Bicicletta

Forum dei beni comuni Genova

Ghettup Tv

Giovani Urbanisti

Gossypium

Gruppo per la riqualificazione dell’ex mercato di corso Sardegna

Ingegneria senza Frontiere –Genova

Legambiente- Circolo Nuova Ecologia

Comitato Protezione Bosco Pelato

Per approfondimenti ed iscrizione ai seminari:

e-mail segreteria: memoriabisagno@gmail.com

referenti: Fabrizio Spiniello 3492377545, Laura Tubelli 3483545816

Oggi alle 17:30!

IL TERRITORIO COME BENE COMUNE
LA PARTECIPAZIONE DEI CITTADINI E IL CASO VAL BISAGNO
Ci vediamo oggi alle ore 17:30 a Palazzo Ducale nella Sala del Munizioniere. Parleremo di Partecipazione dei cittadini e dell’operazione nelle ex officine Guglielmetti insieme al Professor Massimo Morisi dell’Università di Firenze, al presidente di Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura Luca Borzani, al professor Renzo Rosso del Politecnico di Milano, ai Giovani Urbanisti – Fondazione Labò e all’architetto Giacomo Gallarati. Condurrà l’incontro la professoressa Mara Morelli dell’Università di Genova e della Associazione di Mediazione Comunitaria di Genova.

Partecipazione

Ipotesi di processo partecipativo

Come noto il gruppo Talea, immobiliare Coop, ha presentato un anno fa un progetto di riconversione delle aree ex-officine Guglielmetti, molto impattante per Ponte Carrega e la Val Bisagno. L’intervento che si vuole realizzare è molto complesso, soprattutto per le caratteristiche del luogo in cui si inserisce il nuovo edificio. L’area da riqualificare è posta in un contesto storicizzato a margine di tessuti urbani consolidati, con gravi criticità dal punto di vista paesaggistico e ambientale. Nel progetto Talea non si riscontra alcuna cognizione di questa complessità,  viene proposto un edificio concepito come un grande oggetto fuori scala che cala dall’alto sul territorio della Valbisagno senza alcun rispetto per le sue caratteristiche naturali e per la sua storia secolare. A nulla sono serviti gli incontri fra cittadini e proponenti per ottenere un miglioramento del progetto. Nella seconda revisione il proponente non risolve le criticità individuate, ma si limita a spostarle in altri punti con altre forme.

Non abbiamo dubbi sulla capacità progettale dei tecnici proponenti, ma forse sono troppo impegnati nella esclusiva funzionalità del nuovo centro commerciale, mettono in secondo piano gli aspetti del paesaggio e della storicità dei luoghi che sono beni comuni non rinnovabili. La regia e la sensibilità con cui viene proposto questo nuovo progetto sembra essere la stessa che ha sostenuto il vicino ecomostro nell’area ex-Italcementi, un edificio voluto grande tre volte il precedente stabilimento, innestato in una valle di pregio paesaggistico con pendici boschive affacciate al parco dei forti e dell’acquedotto storico. Un vero scempio del paesaggio che irresponsabilmente non è stato salvaguardato dai proponenti e nemmeno dalle istituzioni che non sono stati capaci a mediare una soluzione meno impattante. Le idee sullo sfruttamento dell’area sono state limitate al solito capannone, frequentato da tir e autovetture e non si è saputo immaginare altro di innovativo che potesse sfruttare meglio un sito così strategico per lo sviluppo sostenibile della vallata nel senso dell’agenda 21, anche considerato il fatto che nelle alture soprastanti è presente un Sito di Interesse Comunitario (S.I.C.), il comprensorio intorno alla torretta di Quezzi.

Una costruzione che certamente non brilla per fantasia, bellezza e sensibilità per il paesaggio. Almeno si spera che questa impattante costruzione porti nuovi posti di lavoro, ma non è certo nemmeno questo dal momento che non si sa quante attività verranno chiuse a seguito dell’apertura dei nuovi punti vendita.

L’operazione Bricoman nell’area ex Italcementi ha provocato un distacco tra la cittadinanza e la pubblica amministrazione per l’imposizione di un progetto senza concertazione e di forte impatto ambientale.

Per i nuovi progetti riteniamo assolutamente necessario evitare questi errori.

Per l’area Guglielmetti bisogna considerare che il proponente, oltre qualche limatura dell’idea progettuale, non ha dato alternative perché ritenute irricevibili. A fronte di questa rigidità ci siamo rivolti a un affermato studio di architettura, membro della Prince’s Foundation for Building Community (associazione no profit che si occupa di partecipazione e città sostenibili con sede a Londra), lo studio Gallarati Architetti, con i quali abbiamo approfondito le informazioni forniteci da Coop constatandone l’incompletezza.
L’ipotesi Gallarati ha come unico scopo quello di dimostrare che sono possibili altre ipotesi progettuali più sostenibili e rispettosi delle caratteristiche del luogo pur mantenendo le stesse destinazioni d’uso richieste dal proponente. Riteniamo che difronte a interessi divergenti fra tutela del territorio e interessi dei proponenti, onde evitare conflitti si debba ricorrere a una mediazione attuabile tramite un percorso di partecipazione.
Per svolgere questo percorso la nostra associazione si è preparata da tempo coinvolgendo figure di primo piano a livello nazionale. In particolare il professor Massimo Morisi, Preside della scuola di scienze politiche dell’Università degli studi di Firenze, Garante per l’informazione e la partecipazione della Regione Toscana.
La proposta di cui alleghiamo un estratto, prevede una concertazione tra tutti i soggetti coinvolti: Comune, Municipio, cittadinanza e costruttore in tempi rapidi e circoscritti nel tempo come desumibile dal documento allegato.

<< >> Scarica il documento qui << >>

PercorsoDiPartecipazione

Regole per il Buon Governo – la riforma della legge regionale Toscana sul governo del territorio

In coerenza con il nostro statuto e manifesto continuiamo il nostro percorso di conoscenza e approfondimento culturale…”la ricerca non sarà condotta genericamente, ma altresì avanzata con metodo, individuando e ricercando di volta in volta le forze e le competenze necessarie per raggiungere  efficacemente tale obbiettivo“.

Ieri abbiamo seguito e partecipato, invitati dal garante per la comunicazione e la partecipazione nel governo del territorio in Toscana, al convegno “Regole per il Buon Governo, la riforma della legge regionale sul governo del territorio”.
Numerosi i contributi di altissimo livello nel mondo della politica e della giurisprudenza che ci hanno dato numerosi spunti su cui riflettere.

Ecco la sintesi delle cose che abbiamo imparato….

Massimo Morisi
Il contributo di Edoardo Salzano, urbanista
Gli anni ’80 hanno rappresentato la fase critica del consumo del suolo in Italia. Il motivo de…terminante è il trionfo della rendita e l’abbandono della pianificazione. La debolezza della p.a. è stata in questo senso molto deleteria. Le amministrazioni non consideravano il consumo di suolo come un fenomeno importante. Fu da subito problema culturale a causa della “ideologia della crescita infinita” e della mancanza di intellettuali e critici capaci di proporre idee alternative. E’ chiaramente anche problema politico a causa della confusione che regna all’interno delle amministrazioni: sono tre le misure che andrebbero prese a livello politico: -una riduzione del consumo di suolo a livello comunale e regionale attraverso la legislazione e strumenti amministrativi; -un conseguente collegamento tra i vari livelli di governo. I vari livelli di governo non si parlano e devono incominciare a farlo; -la regolarizzazione di percorsi partecipativi.
Un ragionamento sui versanti può essere fatto solo dopo un ragionamento sul consumo di suolo. E’ necessario in primo luogo un intervento normativo a livello nazionale. Devono essere date regole uguali per tutte le regioni italiane applicando anche le leggi già esistenti. Ultimo intervento, di importanza primaria, è quello della costruzione di una classe dirigente competente e sensibili ai problemi ambientali.

Convegno


Il contributo di Giampiero Malacchi, climatologo dell’ Università di Firenze
Il clima cambia, ma sono ormai 20 anni che se ne parla e almeno 30 che si sa. Le piogge sono aumentate del 90% negli ultimi 10anni e quindi non c’è da meravigliarsi delle alluvioni di questi ultimi anni: il clima globale …è cambiato e siamo ormai davanti al fatto compiuto. Già negli anni ’80 si era raggiunto il limite delle risorse primarie globali. Siamo quindi già in debito col nostro pianeta. Alla fine degli anni 80 l’80% della popolazione mondiale viveva in aree rurali: ora è esattamente il contrario (80% in città, solo 20% in aree rurali). Come si può quindi contrastare il consumo del suolo? Può contrastarsi solo se è il territorio a tornare fonte di reddito: se non ci sarà una attività economica sul territorio non si potrà pensare a una inversione di tendenza: fino al 1900 la maggioranza delle attività dell’uomo arrivava dalla terra, poi tutto è cambiato e ora paghiamo le conseguenze di uno sviluppo che non può più autosostenersi. Il consumo del suolo può ridursi solo investendo in quella attività agricola che negli ultimi 50anni ha visto ridursi notevolmente la propria forza. Causa di questo declino è stato sicuramente il modello economico capitalista degli ultimi 100 anni che però oggi non funziona più. Il centro dell’ecomia deve tornare ad essere il territorio: non c’è altra via. Abbiamo comunque alle spalle 150 anni di progresso scientifico che può aiutarci a superare questa crisi investendo in maniera differente sul nostro territorio.


Regole per il Buon Governo, la riforma della legge regionale toscana sul governo del territorio
Il contributo di Salvatore Lo Balbo, CGIL
L’80% del costruito in Italia è privato; del rimanente 20, solo il 5% è infratruttura e il 15% è pubblico. Anche senza una legge nazionale gli amministratori possono comunque impedire il consumo di suolo. E’ però soprattutto un problema culturale e amministrativo. La legge nazionale andrà fatta e andrà fatta contro il consumo di suolo ponendo l’attenzione su spazi non impermeabilizzati. E’ necessaria una nuova edilizia con competenze oggi poco presenti sul mercato. Le imprese con una competenza qualificata vanno premiate per dare all’edilizia un futuro, per far si che questo settore non sia più quello che distrugge il il Bel Paese ma sia preparato a valorizzare la sua bellezza. Un grosso errore politico è che non va di moda la parola DECEMENTIFICARE: i fiumi vanno decementificati. Questo è quello che dobbiamo fare e non il contrario. Una soluzione per cercare di mettere al palo le amministrazioni poco virtuose (non solo del sud, anzi!) può essere quella di prevedere delle sanzioni per gli amministratori “poco sensibili” al tema del consumo del suolo ma nessuna legge ad oggi le prevede. Perchè? Chiaramente a causa dei forti interessi in gioco.


Il contributo di Paolo Maddalena, Giudice Vice Presidente emerito della corte costituzionale
Molti dei nostri problemi potrebbero essere risolti solo con la applicazione della Costituzione. La Costituzione ha una disciplina che è stata definita di “dinamismo economico” che si basa sulla redistribuzione della ricchezza e prevede si una proprietà privata ma anche un forte ruolo del pubblico: una democrazia non è salda se uno dei suoi componenti è più ricco dello stato: ecco che il pubblico è quindi un elemento di grande importanza per mantenere la stabilità dello stato democratico: la privatizzazione va perciò combattuta perchè impoverisce il pubblico. L’art. 42 pone in evidenza l’esistenza di una proprietà privata e di una proprietà collettiva: la distruzione del paesaggio colpisce tutti perchè colpisce il bene comune ed è quindi un danno che si fa alla collettività e pertanto un danno che va perseguito. Il territorio appartiene a tutti: il privato non ha di per se un diritto di costruire perchè il diritto di costruire non è compreso all’interno del diritto di proprietà.  La proprietà privata ha un valore sociale: se un proprietario non utilizza il suo territorio o il suo immobile deve essere tassato dallo stato perchè il privato in questo modo impedisce che un bene collettivo possa essere di beneficio per tutti. Ogni pezzo di terra anche se privato deve avere quindi una funzione sociale: un territorio abbandonato non ha utilità sociale. L’Italia ha bisogno di una sola grande opera: la sistemazione idrogeologica del paese. La costituzione ci da i mezzi per intervenire; ora serve la volontà politica.

Seminario di Giovanni Menduni e Massimo Morisi

….occorre chiedersi quali siano le logiche che hanno portato a queste scelte e in tal senso la ricerca non sarà condotta genericamente, ma altresì avanzata con metodo, individuando e ricercando di volta in volta le forze e le competenze necessarie per raggiungere  efficacemente tale obbiettivo… (dal manifesto Amici di Pontecarrega)

in coerenza con il nostro obbiettivo… partecipiamo numerosi al seminario offerto dal CIMA

seminario CIMA