Archive for Territorio

Domani Amici di Ponte Carrega ospiti al Laboratorio di analisi e progettazione del paesaggio ad Architettura!

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Guerrilla gardening!

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In attesa di scendere di nuovo per strada il prossimo Sabato 19 Novembre insieme al Comitato di Piazza Adriatico e al Centro documentazione Val Bisagno per un nuovo guerrilla gardening rinfreschiamoci la memoria con il video di Ghett Up TV sulla guerrilla del 2015 a Ponte Carrega!

 

 

Il volantino per la giornata di sabato 19 novembre

Il volantino per la giornata di sabato 19 novembre

Migliorare la qualità del decoro urbano, ognuno può far qualcosa…

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L’approssimazione o la cura con cui si trattano i particolari del decoro urbano, la pulizia, la piccola manutenzione, il mantenimento del verde, sono importanti segni che rappresentano il modo in cui viene vissuta e percepita un città, il modo in cui essa è desiderata dai suoi cittadini.

Anche un singolo cittadino può fare molto per migliorare la qualità del decoro urbano, per esempio prendendosi cura di un aiuola o mantenere pulita la via sotto casa, mettere fioriere nel proprio balcone.
Volgiamo presentarvi un piccolo esempio a Ponte Carrega. Qui di recente è stato riqualificato un piccolo cortile privato. Era un vero e proprio “buco di cemento” ma con un poco di volontà e fantasia il buco è diventato un  allegro cortile fiorito.
Si è partiti dall’idea che non esistono spazi che non possono essere riqualificati e diventare più belli anche con semplici gesti e pochissimo impegno economico.

 

Nella foto il cortile come appariva prima dell’intervento

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Nella foto sottostante il render del progetto di miglioramento

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Nella foto sotto inizio dei lavori, tolto il cemento

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Come appare oggi

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Non solo cemento, un’altra Val Bisagno è possibile

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Pubblicato un nostro articolo sul sito Liguri Tutti, ideato da Marco Preve,  Ferruccio Sansa, Giovanni Ghersi

http://www.liguritutti.it/2016/10/15/non-solo-cemento-unaltra-val-bisagno-possibile/

liguritutti

Alcune osservazioni presentate al Municipio IV sul nostro quartiere

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Il documento è stato inviato in Municipio alla fine di Luglio.

-sistemazione idraulica Rio Torre
In merito ai lavori di sistemazione idraulica del Rio Torre si chiede di aggiornare la cittadinanza circa l’inizio dei lavori. Al momento, come risulta dal sito internet del Comune di Genova l’avvio della procedura per la gara di appalto è prevista per ottobre 2016. Ciò rappresenta un ulteriore rinvio per l’apertura di un cantiere e di fondamentale importanza per il quartiere.
-rifacimento acque bianche Passo Ponte Carrega e Piazza Adriatico
 Come riferito dall’Ufficio Idraulica del Comune di Genova la somma destinata all’adeguamento idraulico del Rio Torre non è sufficiente a garantire anche la  fondamentale opera di rifacimento della rete di acque bianche di Passo Ponte Carrega e Piazza Adriatico. Rivolgiamo pertanto all’Amministrazione la richiesta di intervenire contestualmente ai lavori di adeguamento idraulico del Rio Torre (così da concentrare i lavori in un unico lotto) utilizzando fondi municipali o comunali destinati a questa categoria di opere e/o ribassi d’asta dovuti ai lavori di sistemazione idraulica del rio Torre.

-progetto rifacimento Piazza Adriatico: situazione dei fondi stanziati e della procedura presso Ass.Lavori Pubblici
A seguito degli incontri con il Municipio IV Media Val Bisagno e a seguito delle assemblee pubbliche di quartiere svoltesi nell’arco dell’estate 2015 sono state presentate, dai cittadini del quartiere, all’Ufficio dei Lavori Pubblici del Comune di Genova le linee guide per il rifacimento di Piazza Adriatico attraverso l’utilizzo dei fondi ricavati dalla mancata realizzazione del cordolo stradale e della progettazione di Piazza Adriatico derivanti dagli oneri di urbanizzazione del Bricoman.
Si intende chiedere conto all’Amministrazione di quanto presentato e protocollato dagli uffici, chiedendo di essere aggiornati sullo stato attuale della progettazione, facente riferimento all’Assessorato al Territorio del Municipio e all’Assessorato ai Lavori Pubblici del Comune di Genova-Direzione Lavori Pubblici-Settore Progettazione e Opere Pubbliche (Arch. Mirco Grassi). Analogamente si chiede all’amministrazione municipale di aggiornare la cittadinanza sugli esiti della richiesta da parte del Consiglio comunale di effettuare un sopralluogo della Commissione V Territorio presso Piazza Adriatico e Ponte Carrega.

-aggiornamento sui lavori di tracciatura della segnaletica orizzontale presso Via Fratelli Chiarella e realizzazione nuovo attraversamento presso Via Ponte Carrega
A seguito dei sopralluoghi dell’Ufficio tecnico del Municipio IV Media Val Bisagno e della Polizia Locale effettuati nel mese di giugno sulle problematiche relative alla viabilità di Via Ponte Carrega e Via Fratelli Chiarella era emersa la necessità di tracciare una nuova e più efficace segnaletica orizzontale all’inizio di Via Fratelli Chiarella e di installare un nuovo attraversamento pedonale presso i bidoni R.S.U. in Via Ponte Carrega. A seguito di tali iniziative chiediamo al Municipio IV Media Val Bisagno di aggiornare la cittadinanza.

(Su Via Chiarella è stato anche fatto presente, successivamente alla mail e all’incontro con l’Ufficio Tecnico che va rialzato lo scalino con il quale si accede ai civici di Via Fratelli Chiarella, come prima dei lavori. E’ inoltre stato fatto il sollecito ai Chiarella per la sfalciatura delle alberature sul lato sx di Via Fratelli Chiarella)

Risposta del Municipio: in attesa di aggiornamento da Aster

-aggiornamento sulla sistemazione delle aiuole di Ponte Carrega e sull’intervento di Amiu
A seguito del sopralluogo dell’Ufficio tecnico del Municipio, del dirigente di Amiu, del rappresentante dell’amministrazione del condominio Bricoman-Sogegross e dei giardinieri responsabili della manutenzione delle aiuole sono state installate nuove piante al posto di quelle seccate e si sta procedendo alla manutenzione del verde e dell’impianto di irrigazione, così come richiesto dal contratto di gestione delle aree verdi stipulato tra Comune di Genova e gestore dell’area suddetta, oltrechè dalle richieste della cittadinanza.
A seguito di ciò si vuole sottolineare, per permettere una più facile ed efficace manutenzione di tali aree, la necessità di installare dissuasori volti a impedire ai cani di accedere alle aiuole.
Si chiede anche all’Amministrazione municipale di aggiornare la cittadinanza circa una eventuale e auspicabile modifica del contratto di gestione delle aree che al momento non prevedono l’intervento di Amiu per quanto riguarda la pulizia del quartiere nelle aree di nuova realizzazione.
Allo stesso tempo si vuole esprimere vivo apprezzamento per l’installazione da parte di Amiu dei nuovi cassonetti in cemento dislocati in Piazza Adriatico e per la pulizia del verde della Creuza di Salita Terpi.

Risposta del Municipio: in attesa di modifica del contratto di gestione delle aree che avverrà nei prossimi mesi

-trogolo
Chiediamo all’amministrazione di aggiornare la Associazione, stipulante una convenzione di scopo con Questo Municipio per la gestione dell’area del lavatoio di Salita alla Chiesa di Staglieno, circa il proseguo dei lavori di sistemazione del muro di confine tra l’area del lavatoio e quella del Cimitero monumentale di Staglieno.
In assenza di questi necessari lavori di sicurezza, la nostra associazione è costretta a tenere chiusa l’area e a non poter proseguire i lavori di recupero dell’area pubblica.

-pali storici Ponte carrega
A seguito di richieste effettuate nel tempo al Presidente del Municipio IV Media Val Bisagno e all’Ufficio tecnico del Municipio si è chiesta, in passato, la possibilità di inserire nel capitolo di spese municipale riguardante la Illuminazione pubblica l’inserimento della illuminazione storica ai due estremi del Ponte Carrega. Chiediamo all’Amministrazione municipale di comunicarci l’eventuale adesione a questa progettazione già approvata dalla Soprintendenza e dagli Uffici competenti del Comune di Genova.

Inoltre la Associazione ha presentato altre tre segnalazioni al Municipio:

-la prima in data 1 agosto, mandata al Presidente del Municipio IV Gianelli, all’Ufficio Tecnico e alla Soprintendenza è stata poi trasmessa all’ing.Pinasco dell’Ufficio Idraulica del Comune di Genova riguarda lo stato di erosione della platea di Ponte Carrega. Qui di seguito il testo della mail:

Con la presente mail si vuole dare seguito alle segnalazioni fatte in precedenza in sede di audizione in Consiglio Comunale e Osservazioni al Piano triennale dei Lavori Pubblici circa la situazione di degrado ed erosione della platea in cemento armato del Ponte Carrega. Le armature sono oramai da molto tempo a vista e non risultano più essere coperte da cemento; la stessa base si presenta oramai molto erosa e scavata dalle acque. Dando seguito alle richieste dei cittadini riferiamo all’Amministrazione municipale i nostri dubbi e le nostre preoccupazioni per questa situazione e chiediamo al Municipio IV Media Val Bisagno di farsi carico della comunicazione all’Assessorato ai Lavori Pubblici del Comune di Genova affinchè i suoi tecnici possano eseguire un sopralluogo e possano quindi stabilire l’entità del problema e intervenire a salvaguardia del bene storico monumentale di Ponte Carrega, in accordo con la Soprintendenza competente, che legge in copia.
Si resta in attesa di risposta e si saluta cordialmente.

Questa la risposta del Municipio:

Spett. Associazione Amici di Ponte Carrega

In relazione alla Vostra segnalazione di cui sotto, qui pervenuta alla Segreteria del Presidente (prot. 268033/3.8.2016) e   per conoscenza   all’Area Tecnica municipale e ai Beni Culturali, si informa che la stessa,  come da Voi richiesto,  è stata inoltrata  alla Segreteria dell’Assessorato ai Lavori Pubblici del Comune di Genova.

L’Area Tecnica municipale, tramite il Responsabile Geom. Roberto Maragliano, si è peraltro prontamente attivata al fine di verificare, come di sua primaria competenza, quanto da Voi evidenziato, interessando gli Uffici competenti per gli opportuni sopralluoghi e le valutazioni in merito a quanto segnalato.

Cordiali saluti

Il Presidente del Municipio IV

Agostino Gianelli

Segreteria Organi Istituzionali

Municipio IV Media Val Bisagno

(Arrigo Gemignani)

-la seconda in data 9 agosto riguardate la movimentazione terra nel greto del Bisagno all’altezza delle Gavette. della quale l’assessore al territorio del Municipio IV, Gianni Bagnino, ci ha riferito quanto segue: “si tratta di una operazione autorizzata dalla Città Metropolitana e si tratta di terra prelevata da sotto la copertura dello Stadio di Marassi ( Aster sta effettuando la pulizia della parte sottostante la copertura del Bisagno in Piazzale Marassi), stoccata presso il greto all’altezza delle Gavette e in attesa di essere collocata all’altezza della briglia del ponte Monteverde a Staglieno”.

-la terza in data 10 agosto riguardante i lavori di ripristino della pavimentazione presso la rotonda di Ponte Carrega (laddove sono stati effettuati gli scavi per la realizzazione della bocca di lupo, guarda articolo precedente): al posto degli autobloccanti drenanti è stata fatta una asfaltatura del marciapiede. Abbiamo chiesto, tramite il Municipio e l’Ufficio tecnico, spiegazioni: Aster ci ha comunicato che l’asfaltatura è stata voluta perchè, a detta del geometra di Aster, “altrimenti si rischia che la forza dell’acqua si porti via i blocchetti”.  Crediamo che il Municipio possa trovare insieme ad Aster una soluzione diversa da quella oggi adottata e ripristinare la pavimentazione drenante in autobloccanti.

E’ stato poi fatto il punto sulla edicola votiva di Ponte Carrega. La nostra associazione insieme alla Parrocchia di Montesignano è in attesa degli ultimi rinnovi di autorizzazione per iniziare i lavori di riposizionamento dell’edicola.

Infine è stato fatto presente il problema della pensilina dell’autobus mancante in Via Terpi all’incrocio con Via Mogadiscio.

 

Nuovi alberi e nuove bocche di lupo per il quartiere

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Dopo i sopralluoghi degli scorsi mesi e la presentazione di osservazioni da parte della nostra associazione registriamo sia da parte pubblica (Municipio IV Media Val Bisagno, Aster e Lavori Pubblici del Comune) che da parte privata (condominio Bricoman-Sogegross) alcune migliorie e modifiche nel quartiere. Per quanto riguarda la situazione idraulica: – monitoriamo il progetto di sistemazione idraulica del Rio Torre. La gara di appalto è prevista per ottobre 2016: http://www.comune.genova.it/content/rio-torre-bisagnetto -sono stati eseguiti i lavori su Via Fratelli Chiarella con la realizzazione di una griglia di captazione delle acque superficiali di Via Chiarella e Viale Gambaro di Montesignano, con conseguente modifica alla pendenza della strada e sistemazione di una ringhiera a protezione di Salita alla Chiesa di Montesignano. -In questi giorni vengono realizzate le nuove bocche di lupo su Via Ponte Carrega, che seguono a quelle realizzate su Lungo Bisagno Dalmazia. Rimangono inalterate le barriere metalliche sull’argine sinistro del Bisagno, anche se è stata indicata da più parte e per più volte la loro inefficacia. -Al momento non è previsto alcun lavoro per il rifacimento delle reti di acque bianche di Passo Ponte Carrega: sarà compito del Municipio, d’accordo con i Lavori Pubblici del Comune, riuscire a realizzare questi lavori ricavando la cifra necessaria nei ribassi d’asta per i lavori di sistemazione idraulica del Rio Torre o ricavando la cifra dal prossimo piano triennale dei lavori pubblici. Per quel che riguarda la viabilità la situazione attuale è di attesa esecuzione tracciatura da parte di Aster della segnaletica di: -nuovo attraversamento pedonale su via Ponte Carrega all’altezza di Passo Ponte Carrega; – ritracciatura delle aree dove sono stati translati i contenitori AMIU; – nuova tracciatura di frecce direzionali fondo stradale della curva di via Chiarella prossimità rotonda. Non verranno installati i dissuasori stradali. Per quanto riguarda Amiu si sottolinea che è stata eseguita la pulizia di Salita Terpi e il collocamento di due cestini a terra, in cemento, presso Piazza Adriatico. Siamo in attesa che venga sottoscritta la convenzione col Municipio per la pulizia delle nuove aiuole e quindi il collocamento dei nuovi cestini anche su Via Ponte Carrega e giardinetti. Per quanto riguarda le aiuole nuove, come si evince dalle foto qui sotto e come da richiesta nostra e del Municipio sono state ripristinate le alberature seccate. E’ stata riparata la irrigazione e si sta continuando con la manutenzione degli spazi verdi procedendo con la pulizia dalle essenze seccate. In seguito saranno inserite nuove piante e arbusti. E’ stato anche segnalato che la illuminazione intorno ai giochi e all’ulivo rimane spenta.

realizzazione della nuova bocca di lupo all'altezza della vecchia, come indicato dai cittadini

realizzazione della nuova bocca di lupo all’altezza della vecchia, come indicato dai cittadini

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Piazza Adriatico: il mio posto magico

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Pubblichiamo il racconto scritto da Sabrina Casagrande su Piazza Adriatico per la guida topografica alternativa alla città di Genova ideata da Incontri in Città, il laboratorio permanente di studi urbani dell’Università di Genova che ci aveva chiesto di scrivere un contributo sul nostro quartiere: Sabrina ha scritto il suo ricordo in un testo che la rappresenta e che rappresenta il suo e il nostro amore nei confronti di Piazza Adriatico e del Nostro quartiere! Il Blog Luoghi Comuni racconta la vita della città nei piccoli racconti di chi la abita e la frequenta: i luoghi comuni, gli spazi condivisi, i momenti collettivi. Descrive la città delle persone. L’idea è stata sviluppata nel corso del 2013 ed è stata pubblicata in un libro, che trovate in tutte le librerie: Luoghi Comuni – Guida topografica alternativa della città (http://genova.mentelocale.it/64753-genova-luoghi-comuni-arriva-guida-informale-citta/)

Qui il link al sito e al racconto firmato da Sabrina Casagrande: https://luoghicomunigenova.wordpress.com/2015/05/23/il-mio-posto-magico-piazza-adriatico/

Buona lettura!

Qui il testo del racconto:

Voglio raccontare una storia…la storia di un posto magico.
Si…magico.
Un posto di cui non puoi non innamorarti.
Piazza Adriatico.
Ci sono arrivata da bambina,2 anni e mezzo appena. La mia piazza l’ho vista la prima volta da sopra un’Ape 50, durante il trasloco da via Madre di Dio (altro posto meraviglioso, purtroppo distrutto). Nonostante i pochi anni che avevo, il ricordo è vivissimo… un “rettangolo” bellissimo…alberi, panchine, giochi per bambini.
Spazio per tutti. Da 0 a 100 anni.
Li sono cresciuta…insieme a molti altri.
È stato bello crescere li. Eravamo tanti, di tutte le età…che ricordi…
Alla mattina a scuola, pranzo e poi tutti fuori. Nel nostro mondo magico.
Dove si poteva stare ore e ore a giocare a grette, maschi e femmine, a nascondino…chi pattinava, chi giocava a pallone…Quanti vetri rotti ai piani terreni!!!
Chi costruiva carretti per poi lanciarsi (come pazzi) giù dal discesone di Ponte
Carrega.
Chi giocava a “figu”…c’è l’ho…mi manca…
Nella mia piazza c’era sempre posto per tutti. Grandi e piccini. Le mamme…che ti chiamavano dalla finestra…le nonne…erano le mamme e le nonne di tutti..un piccolo paese…
Poi, da grande, li sono cresciuti i miei figli, i figli delle mie amiche.
È stato bello vedere che anche loro hanno vissuto con amore quel posto…anche se la generazione era un’altra, l’amore per la mia piazza, da parte loro, è stato lo stesso. E anche loro, oggi adulti, ognuno con la loro vita e la loro storia si ritrovano

  1. Sulle stesse panchine di un tempo, come se il tempo si fosse fermato.

Perché in un posto così, nella mia piazza, non puoi non starci bene.
Negli anni, la mia piazza, è stata anche maltrattata…dagli eventi atmosferici…dalle istituzioni…dall’egoismo.
Ma ogni volta che sono li…che mi siedo su una panchina e mi guardo intorno…mi rendo conto di quanto sono stata fortunata a crescere in quel posto…e di quanto lo amo.
Dove si era tutti (o quasi) amici, dove i bambini si sbucciavano le ginocchia, dove si beveva alla fontanella, dove la sera c ‘era chi prendeva la chitarra e si cantava tutti insieme. Dove a mezzanotte, d’estate, un’anguria divisa da “buoni fratelli”.
Dove si andava in motorino in due…dove si faceva la guerra dei gavettoni…dove il
24 giugno tutti sul greto del Bisagno A fare il falò…ma i “pive” no, era pericoloso.
Riuscite, leggendo i miei ricordi, ad immaginare questo posto magico…la mia piazza?
E sì… la MIA PIAZZA…….ci torno spesso a respirare i ricordi…a mettere insieme i pezzi del mio cuore.

 

Val Bisagno: la memoria della valle scorre nell’acqua. Il video servizio de La Repubblica sul lancio del progetto “Memorie del Bisagno”!

Memorie

Ripercorrere la storia e progettare il futuro della Valbisagno partendo dal suo fiume e coinvolgendo i cittadini. Risalendo la strada tracciata dal corso d’acqua. Perché Bisagno “non significa soltanto alluvioni”. Il progetto di una rete di 20 associazioni… Articolo su La Repubblica edizione genovese del 27 giugno 2016​, articolo e il video di Rosangela Urso. Memorie del Bisagno: Bellezza, Comunità, Partecipazione, riutilizzo degli spazi abbandonati, questi i temi che vogliamo riportare al centro della Val Bisagno! Noi siamo Bisagno! Qui di seguito articolo e video de La Repubblica e qualche foto della serata del 23 Giugno:

http://genova.repubblica.it/cronaca/2016/06/27/news/valbisagno_la_memoria_della_valle_scorre_nell_acqua-142909039/

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La Val Bisagno tira le orecchie al sindaco

Urbanistica

Venerdì 10 giugno siamo intervenuti al convegno organizzato da Comune di Genova e Circolo Sertoli intitolato “Un vestito nuovo per la Val Bisagno“. Abbiamo voluto esporre al Sindaco il nostro punto di vista e le nostre idee sul futuro della Val Bisagno. Su Il Secolo XIX dell’11 Giugno è comparso il seguente articolo nel quale sono riportati alcuni passaggi del dibattito.  <guarda l’articolo qui>

Oltre a quanto riportato dal quotidiano la nostra riflessione ha posto l’accento sui temi proposti dal sindaco: lavoro, ambiente, idea di città, resilienza, mobilità. Abbiamo riconosciuto l’impegno e i risultati della Giunta nel dare risposta alla tematica idrogeologica della città e l’apprezzamento per l’alt dato al progetto di restringimento degli argini ( ripetiamo però che senza un altrettanto forte impegno sul lato del ritorno alla cura dei versanti e della tutela del territorio si rischiano di vanificare le opere idrauliche). Tuttavia, abbiamo voluto esprimere le nostre perplessità sulla idea di città e di vallata proposta dal Sindaco. Soprattutto abbiamo voluto porre l’attenzione sulla mancata pianificazione della vallata: vediamo nascere operazioni che sono coerenti con una idea di sviluppo lasciata al mercato e alla speculazione ma che non rispondono alle esigenze di una città e di una vallata come la nostra, con le trasformazioni economiche e sociali di questi ultimi anni. Non c’è disegno, non vediamo pianificazione, non esiste un disegno urbanistico ben delineato se non quello delineato “a misura di mall” o a favore del privato investitore.

All’affermazione secondo cui “la città declina senza costruire” noi abbiamo voluto ribattere con alcuni esempi e alcune considerazioni e senza nemmeno fare riferimento alle tematiche ambientali abbiamo posto l’accento su un altro aspetto altrettanto importante: una città in decrescita come la nostra, che perde da 40 anni 16 abitanti al giorno e che tra vent’anni sarà grande come una città medio-piccola ha davvero bisogno di nuove costruzioni, nuove residenze? I segnali di crisi vanno avanti da anni, eppure l’idea di progresso per questa città deve essere ancora e sempre la stessa idea da “Boom economico”? Le torri sul Chiaravagna invendute, le Torri Faro invendute, la Coopsette fallita dopo l’operazione Bricoman: siamo sicuri che il mattone porti ancora lavoro (almeno nei termini di nuove costruzioni)? O forse è un tentativo di aggrapparsi al bel mondo antico che non c’è più? Di sicuro non riusciamo a imparare dalle esperienze europee e di altri contesti riconducibili al nostro. Soprattutto manca una visione politica a lungo temine: non abbiamo l’ardire di proporre alternative e di cercare nuove strade che possano rappresentare una opportunità per la città e per la vallata. Nel frattempo la città perde i suoi giovani. Non è questione di “non vendere sogni” come dice il Sindaco ma è questione di ascoltare le idee e le proposte che in questi anni gli sono arrivati dalla città, i segnali che sono giunti dal contesto economico e sociale, le idee che  sono state proposte. Non si risolverà tutto col lavoro nei centri commerciali, ne si risolverà tutto con il ritorno alla manutenzione del territorio: ma per evitare che questa città muoia ci vuole una visione politica, non la politica del “meno peggio”: di questo in Val Bisagno come in tutta la città siamo francamente stanchi. Ci vuole coraggio nel proporre idee nuove, nel cercare nuove strade. Infatti la Val Bisagno è sempre, con altri quartieri, periferia. Lo è diventata, come dice il Sindaco, anche in mancanza di una identità forte, che va ricostruita e rafforzata. E’ vero: per farlo però bisogna avere il coraggio di mettere la periferia al centro della nostra città. Nei programmi elettorali riesce sempre bene a tutti, nella realtà dei fatti è l’ultimo dei problemi delle amministrazioni. Non bastano gli slogan, investire sulla periferia significa avere il coraggio di cambiare la propria visione politica: affermare che gli spazi vuoti siano buchi neri da non lasciare vuoti e da usare non è sufficiente se alla fine non si riesce a governare la trasformazione di questi spazi lasciando tutto alla iniziativa dei privati.

Non si sono fatti passi avanti in questi anni: il mondo cambia ma l’antico regime rimane sempre uguale a se stesso.

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Sopralluogo 1° Giugno 2016

Sopralluogo

Stamattina si è svolto il sopralluogo dell’ufficio tecnico del Municipio e della P.M.per la viabilitá e gli attraversamenti pedonali di Via Ponte Carrega e Via Fratelli Chiarella. Su Via F.lli Chiarella non verrá posizionato il dosso come richiesto da associazione e abitanti: il codice in quel tratto della strada non lo permette. Verrà tracciata nuova e più evidente segnaletica orrizzontale. Su via Chiarella verrà intimato ai prorietari delle fasce di tagliare la vegetazione che sta invadendo la carreggiata.E’ stato fatto poi notare la pericolosità dell’attraversamento pedonale subito dopo la rotonda di Lungo Bisagno Dalmazia. L’attraversamento rimarrà al suo posto ma verrá aggiunto un nuovo attraversamento pedonale su via Ponte Carrega in prossimitá dei bidoni Rsu. Abbiamo segnalato anche il rifacimento della segnaletica di Via Terpi. Il sopralluogo é servito anche per segnalare al Municipio il pessimo stato di manutenzione delle aiuole: la manutenzione spetta al Bricoman, il prossimo 7 giugno effettueranno un sopralluogo insieme al Municipio.

Sopralluogo

 

 

Nuove mani nella Città – i video degli incontri

Memorie

Video del primo incontro “Nuove mani nella Città“, Genova e i suoi quartieri come responsabilità comune, ciclo di incontri sulla gestione responsabile del territorio

 


Incontro del 1 aprile 2016
 


Incontro del 7 aprile 2016
 


Incontro del 15 aprile 2016


Ultimo incontro del 21 aprile 2016

Il Cinema Teatro Nazionale di Molassana

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Ogni quartiere che si rispetti ha il suo fiore all’occhiello, un luogo che vive nel cuore della gente, un posto dove abbiamo lasciato una parte di noi. Il luogo del cuore di Molassana è il Cinema Teatro Nazionale. Costruito nel 1937 nella località Olmo per volontà della famiglia Finello e progettato dall’Ing. Ravera, in origine fu denominato “Savoia” ed è stato  il primo cinema a nascere nella vallata, seguirono poi il piccolo ”Esperia” in Lungo Bisagno Dalmazia e la ”Perla” in via Piacenza che possedeva addirittura una sala all’aperto. Con la sua facciata monumentale arricchita da pregiate balaustre e modanature, si presentava come un grande salotto della Genova “bene”, per poi diventare col tempo il centro di ritrovo dei più giovani che qui passavano interi pomeriggi con amici. Il suo interno presenta un seminterrato adibito a deposito, un piano terra con foyer per ospitare gli spettatori durante i tempi morti, la suggestiva sala con platea, comodi seggiolini in legno seppur scricchiolanti e ovviamente lui: il palcoscenico. Successivamente al piano superiore fu realizzata una palestra e la sede “Opera Nazionale Balilla”. Ma come tutte le belle storie,  ha anche una fine. E quella del Cinema Teatro Nazione porta la data degli anni ’70, quando si era deciso di chiuderlo provvisoriamente. Il cinema però non è mai stato riaperto e versa in condizioni precarie, vedendolo protagonista pochi anni fa di un grave  incendio sviluppatosi al suo interno a causa di abusivi, che contribuiscono ad aggravare la situazione. Una ferita aperta per la comunità di Molassana: all’epoca non c’erano molti divertimenti in zona, i bambini giocavano nel greto del Bisagno e i ragazzini più grandi andavano a vedere giocare il Molassana, finché non è nata questa grande scatola magica che ancora ricorda i bei tempi dei varietà, l’appuntamento delle ore 21.00 in cui veniva  trasmesso “Lascia e raddoppia” con Mike Bongiorno e le locandine dei prossimi film western in uscita appese fuori. Chissà quanta gente ricorda i signori Finello arrivare con la propria automobile per aprire la saracinesca, la puzza di fumo che si attaccava ai vestiti  quando ancora si poteva fumare, le indimenticabili caramelle di Pippo che non si scioglievano mai e la simpatia dell’operatore Dario. Chissà quanti ragazzi qui hanno portato la fanciulla di cui erano innamorati per poterla abbracciare furtivamente. Chissà quanti amori sono nati con un semplice biglietto da 50 lire. Chissà quanti figli di queste coppie oggi sono costretti a passare d’avanti a questo edificio ormai vuoto e dalla facciata triste. Una ferita aperta che urla: la gente di Molassana non ci sta a vedere chiuso il proprio Cinema e ne chiede prepotentemente la riqualificazione. Ma la situazione non è delle più rosee, infatti, un lascito testamentario ne blocca la cessione e i proprietari non sono intenzionati a vendere al Comune per continui mancati accordi.  Probabilmente non riavremo più il cinema, ma sarebbe bello che questi locali un giorno ritornassero a vivere e che la luce possa nuovamente filtrare dalle finestre sigillate da fin troppo tempo.

Articolo scritto da Paolo Congiu, fotografo e appassionato di Genova. Co-autore del libro “La Valpolcevera – Nuova Editrice Genovese.”

L’articolo è tratto dal numero di Pasqua 2016 del bimestrale della Polisportiva Alta Val Bisagno “Noi in 20 Pagine”, rubrica “C’era una Volta” a cura degli Amici di Ponte Carrega.

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Ponte Carrega, Origine e Nome

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Seconda parte del video della conferenza tenuta il 3 marzo scorso nell’ambito della rassegna “Noi di Val Bisagno” nella Chiesa di San Michele di Montesignano.

Jolanda Valenti Clara racconta l’origine e il nome di Ponte Carrega.

Riprese a cura degli Amidi di Ponte Carrega

Buona visione

Proposta di tre delibere di iniziativa popolare. Il video della presentazione al Circolo Zenzero

Zenzero

Lo scolmatore del diritto

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Negli ultimi giorni si è molto discusso sui giornali e nelle piazze del ricorso fatto al Tar contro la copertura del cantiere dello scolmatore del Fereggiano in Corso Italia. La nostra associazione ha voluto fare la seguente riflessione visto il tema delicato e da noi molto sentito come quello della sicurezza idrogeologica della città.
Eravamo indecisi se intervenire o meno proprio per il fatto che il ricorso non riguarda questioni idrauliche o di merito dello scolmatore (di questo ne abbiamo discusso ampiamente quando era il momento di farlo).  Infatti il ricorso riguarda esclusivamente la legittimità della copertura sorta sopra il cantiere di Corso Italia.
Ora, lo Stato, attraverso un suo organo giudicante, si dovrà esprimere su un quesito posto da alcuni cittadini e nel caso in cui la legge fosse stata violata, in uno qualsiasi dei suoi aspetti, prenderà i provvedimenti del caso.  Il ricorso può essere accolto o respinto, ma la sola presentazione del ricorso ha fatto molti gridare allo scandalo. Presentare una domanda alla autorità giudiziaria è legittimo. La domanda che molti cittadini si sono posti è invece un’altra: è opportuno? È moralmente accettabile? Noi crediamo di si. Tutti possono rivolgersi all’autorità giudiziaria se ritengono sia stato violato un diritto.

Semmai bisognerebbe discutere e dovremmo domandarci perché quei cittadini sono arrivati a chiedere all’organo giudiziario quanto hanno effettivamente chiesto; andrebbe chiesto il perché, nel caso in cui il ricorso venisse accolto, il comune o chi ha dato i permessi non abbia controllato il corretto procedere dei lavori che avrebbe potuto scongiurare fin da subito e senza esitazioni ogni tentativo di ricorso.
E infine bisognerebbe chiedersi se e in che modo, visto che si tratta di un conflitto che si vuol far passare come “di classe” o di “quartiere”, il ricorso potesse essere evitato ricorrendo a uno strumento di gestione partecipata del territorio, come un dibattito pubblico, un incontro pubblico o una mirata informazione e sensibilizzazione verso gli abitanti. Questi compiti la Pubblica Amministrazione li ha svolti?
Questi sono i quesiti che avremmo voluto ascoltare in questi giorni, non le contrapposizioni, le esasperazioni mediatiche che invece abbiamo letto sui giornali e che portano la discussione lontana  dai punti focali della questione.
Non si tratta di voler bloccare o meno il cantiere dello scolmatore. Il ricorso non entra nel merito di scelte tecniche o di opportunità della costruzione dello scolmatore. Si domanda al Tar di verificare che tutti i passaggi previsti per la costruzione della copertura del cantiere siano avvenuti in modo legittimo e rispettosi delle normative vigenti.

Se ciò non fosse avvenuto, dovremmo prendercela con i 9 ricorrenti che hanno tutelato un interesse legittimo tutelato dalla legge e dalla Costituzione, o dovremmo prendercela con chi, nel pieno delle proprie facoltà e dei propri ruoli, non ha vigilato per tempo e nei modi corretti sull’apertura e il procedere del cantiere?

Il Comune ha fatto tutto ciò che era nei suoi poteri per far procedere il cantiere in maniera corretta?

Noi crediamo di si, non lo mettiamo in dubbio: sarà compito del Tar a questo punto stabilirlo ma se il ricorso venisse accolto e ci ritrovassimo con un cantiere non a norma di legge e con possibilità concrete di ritardare l’esecuzione dell’opera allora di chi sarebbe la colpa? Dei ricorrenti o dei tecnici del Comune? 
A questo noi sappiamo dare una risposta. Ma la domanda che rimane senza risposta è un’altra: sappiamo rispettare le regole che uno stato di diritto comporta? Un potenziale ricorrente deve fermarsi di fronte a certe esigenze di interesse collettivo? Oppure va tutelata sempre e in ogni sua forma la possibilità del singolo individuo di  tutelare il proprio interesse legittimo, fino al giudizio, senza gogna pubblica?
Le discussioni di questi giorni sottolineano la immaturità del nostro dibattito politico sempre e solo basato sulle contrapposizioni politiche e sempre poco obiettivo.
Non si parla di pro scolmatori o contro scolmatori: è una discussione più ampia e generale che riguarda la nostra idea di interpretare e vedere la Giustizia e il Diritto.

L’unica cosa che possiamo dire con certezza e con forza è che questa faccenda non deve apparire così come è sembrato invece declinarsi sulle pagine dei quotidiani: una guerra tra poveri, tra cittadini delle zone popolari e cittadini delle zone ricche.

La discussione, comunque la si pensi sullo scolmatore del Fereggiano e del Bisagno è altra.

Riguarda la nostra idea di Stato di diritto, il diritto del cittadino a ricorrere allo strumento giudiziario per veder tutelato ciò che egli ritiene possa essere stato leso.

Infine possiamo “scolmare” o deviare il diritto? Possiamo in circostanze di interesse collettivo e di sicurezza derogare al diritto? La risposta è NO: in democrazia il maggior interesse collettivo che deve prevalere è quello che il diritto di ognuno sia sempre rispettato e soprattutto garantito dallo Stato.

Continua la collaborazione con il Politecnico di Milano: interesse focalizzato sulla Val Bisagno!

ingPoli

Nuovo interesse per la Val Bisagno e nuovi laboratori per i ragazzi e le ragazze che da tutto il mondo scelgono di studiare nel prestigioso ateneo lombardo: il laboratorio di progettazione architettonica e del paesaggio si concentrerà per il prossimo biennio sulla Val Bisagno!

Da questa Primavera e per due anni accademici collaboreremo col Dipartimento di Architettura del PoliMi portando i ragazzi in giro per la vallata per aiutarli a conoscere il territorio!

Ancora una volta ringraziamo il prof. Rosso per il suo vivo interesse per la Nostra Vallata!

 

polimi

 

Questa iniziativa segue quella del Laboratorio di Rischio idrogeologico e Protezione Civile che si è occupato in questi ultimi due anni di studiare le criticità idrauliche del quartiere e si aggiunge agli studi già effettuati da singoli studenti per le tesi di laurea in Ingegneria o Architettura.

Stay tuned!

La presentazione della tesi di laurea sulla Val Bsagno al Festival della Scienza 2015. Nella foto le tre studentesse del Politecnico e la Presidente del Festival, Manuela Arata

La presentazione della tesi di laurea sulla Val Bsagno al Festival della Scienza 2015. Nella foto le tre studentesse del Politecnico e la Presidente del Festival, Manuela Arata

 

La riqualificazione

Riqualifica

Con il termine “riqualificazione” s’intende l’azione di cambiare e migliorare la qualifica di un oggetto. Un termine che esprime concetti spirituali estremamente positivi: quello del cambiamento, ossia dello sforzo umano di chi si oppone alla stagnazione e il fine di tale azione che è il miglioramento di ciò che si ritiene migliorabile.

Con questa premessa tuttavia non sfugge come l’applicazione di questa pratica assuma spesso connotati negativi ed è motivo di preoccupazione se non di contestazione. Perché avviene questo?

Villa Gio. Batta Invrea prima della “riqualificazione”

Fine Lavori

Intervento molto discutibile di “riqualificazione” della storica villa cinquecentesca di Gio. Batta Invrea a Genova Prato in Val Bisagno

Prendiamo per esempio il caso in cui l’amministrazione preveda un premio a chi demolisce una vecchia costruzione fatiscente per costruirne un’altra “riqualificata”. Questo premio molto spesso si realizza concedendo indici di edificazione volumetrica maggiori rispetto al vecchio costruito.

Questa pratica di per se non è negativa, nè positiva, perché i termini volumetrici, seppur significativi, non sono direttamente collegabili con l’impatto dell’edificio sul territorio e sull’ambiente. Per esempio una palazzina piccola con il tetto di amianto ed energivora può essere molto più impattante per l’ambiente di una palazzina più grande costruita con tecnologie bioedilizie, reversibile, riciclabile, a consumo di energia passivo, magari costruita in modo che il suo impatto estetico sia minimizzato e ben integrato nel paesaggio. In questi termini non è difficile pensare che una simile “riqualificazione”, pur ammettendo un aumento di volume, sia più che accettabile e conveniente per la collettività.

D’altra parte una società riluttante all’approfondimento non può che affermarsi con frasi di grande effetto mediatico come “costruire nel costruito”, senza tenere conto che se costruisco peggio di prima non ho alcun vantaggio e ho solo rinnovato l’elemento del degrado. L’efficacia di questi slogan trovano la loro ragione di essere perché frasi come “costruire nel costruito” sembrano voler intendere che non si costruirà mai più oltre ai confini di ciò che c’è già. Questo assunto sembra avere un connotato positivo perché troppo spesso i confini del costruito sono degradati e invivibili, quindi è sempre auspicabile non procedere oltre a tale degrado. Ci si dimentica tuttavia che ci sarebbero interi quartieri da demolire, territori da far ritornare al loro stato naturale per i quali l’applicazione del criterio del “costruire nel costruito” sarebbe un gravissimo errore,  occorrerebbe in tal caso parlare piuttosto di “decostruzione”.

La gestione dell’ambiente e del territorio è una materia complessa perché complessa è l’azione dell’uomo sugli elementi naturali intorno ad esso. Come è possibile racchiudere questa complessità all’interno di una  legislazione? Con l’uso di formule matematiche, algoritmi, termini e definizioni, quali sono gli elementi che non riuscirò a controllare, che volontariamente o involontariamente ho trascurato? Se la normativa è troppo complessa come posso limitare l’abusivismo? Secondo noi non esiste una norma sufficiente per racchiudere tutta la complessità delle azioni possibili. Il vero problema di come contenere l’abusivismo e la speculazione edilizia è da ricercare altrove, non in una legislazione per quanto buona o cattiva possa essere.

In Italia si ha un eccesso di legislazione ma non per questo le cose vanno meglio, anzi questo procedere fa capire come si tenti di dare ai cittadini una cornice edittale entro cui stare in assenza degli altri strumenti culturali di cui il paese è evidentemente sprovvisto, per tradizione o per formazione.

Per essere educati non serve una legge ma servono gli strumenti per sviluppare quella educazione. Se nel nostro paese si è concesso di costruire troppo e male, vi sono fenomeni di abusivismo e corruzione , non è solo una questione legislativa ma è soprattutto una questione culturale. Un’assenza di sensibilità e capacità del saper fare che comprende tutti i livelli della società, da chi domanda a chi propone, fino arrivare a chi è preposto alla decisione e al controllo.

Prima di ogni legislazione occorre che si formi una piena coscienza di come si deve gestire correttamente il territorio fra sfruttamento, valorizzazione economica, tutela ambientale, riqualificazione, difesa dei valori identitari del paesaggio, capire di volta in volta cosa sia accettabile fare per il bene della comunità.   Questo percorso deve avvenire senza contrapposizioni ideologiche, occorre escludere qualunque visione di un economia che agisce “secondo natura” dove beni e servizi sono raggiunti esclusivamente dalla mutua interazione fra venditori e acquirenti, ma occorre affermare la priorità della politica, ovvero le regole della convivenza sociale, incardinandole su modalità partecipative.

Questo procedere è l’unico modo, secondo noi, che garantisca la comprensione di ciò che richiede il territorio in tutta la sua complessità, culturale, economica, sociale.

Affermare questo principio significherebbe stimolare le risorse spirituali della collettività: università, ordini professionali, associazioni, istituzioni e cittadini insieme, con il fine di rimettersi in gioco ogni volta se ne presenti l’occasione, per offrire all’interno di questi percorsi inclusivi le soluzioni più innovative e accettabili per la comunità, percorsi senza i quali oggi le opere vengono realizzate da pochi interlocutori, (troppo spesso solo economici), al minimo ribasso anche in termini concettuali. Riteniamo che i tempi e le tecnologia per fare questo passo siano maturi.

Se non si è capaci di fare questo allora è meglio lasciare le cose come stanno, non “riqualificare” nulla, rimandare questo complicato compito alle generazioni future per evitare ulteriori danni, scempi del nostro territorio: in questo contesto trovano spazio le ragioni del “No”, la ragionevole paura del cambiamento, così che il termine “riqualificazione” assume un connotato negativo.  

Cementificazione

Particolare della costruzione dell’edificio ex Cementificio Italcementi a Genova Ponte Carrega

 

 

 

 

Una tesi di laurea sulla trasformazione delle aree dismesse della Val Bisagno

Tesi

Sono passati alcuni anni da quando abbiamo incominciato a collaborare col Politecnico di Milano. Da allora abbiamo avuto un cospicuo scambio di interessi e opinioni, abbiamo partecipato insieme al bando per un progetto europeo Life+, siamo stati ai loro convegni per informarci e formarci e abbiamo ospitato gli interventi dei professori nei nostri eventi. Abbiamo incontrato insieme esponenti della Giunta comunale per portare avanti temi di interesse collettivo e collaborato a studi su interventi di flood proofing (barriere anti alluvione) nel quartiere. Insieme a queste attività si è affiancata anche quella di dare una mano e collaborare ad alcune tesi di laurea sia di Ingegneria che di Architettura.

Una di queste tesi, arrivata alla sua conclusione, è quella delle studentesse Martina Romanò, Serena Galli e Valentina Gaffuri ed è incentrata, come si legge nell’abstract qui sotto, sulla trasformazione di alcune aree della Val Bisagno.

Chi fosse stato presente al convegno dell’11 gennaio scorso nella sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale potrà ricordare il loro intervento e l’intervento del Correlatore della tesi, il prof. Ezechieli, che insieme al Prof. Rosso ha seguito le tre studentesse nel loro percorso di laurea. Questa tesi verrà nuovamente presentata a Genova, ancora a Palazzo Ducale ma nella Sala del Minor Consiglio, sabato 31 ottobre alle ore 10:00 all’interno del calendario del Festival della Scienza, nel contorno di una conferenza su Leonardo da Vinci organizzata dal Circolo Sertoli di Molassana.

L'abstract della tesi

L’abstract della tesi

Riportiamo anche un articolo dell’agosto 2014 sull’idea lanciata dalla nostra associazione della Università in Val Bisagno al posto di aree dismesse e centri commerciali comparso sulle pagine del quotidiano La Repubblica. L’articolo è stato uno degli spunti raccolti dal prof. Rosso per la la tesi di laurea.

La-Repubblica-art-unige-18-agosto-2014

La locandina della conferenza di sabato 31 ottobre

La locandina della conferenza di sabato 31 ottobre

Il nuovo Piano di Bacino regionale-Bisagno

Piano di Bacino Sovraimpressione

In attesa delle elezioni e dell’approvazione politica siamo ora in grado, grazie alla segnalazione del consigliere comunale Stefano De Pietro, di fornirvi le tavole aggiornate del nuovo piano di bacino regionale fatto da Regione Liguria (deve ancora passare il vaglio politico, nb)

Le tavole aggiornate sono consultabili sul sito www.cartografia.regione.liguria.it / REPERTORIO CARTOGRAFICO / CARTE TEMATICHE / PIANIFICAZIONE DEL TERRITORIO E CATASTO:

 

 

 P.d.B. rilievo regionale – Fasce fluviali

P.d.B. rilievo regionale – Rischio Geomorfologico ed Idrogeologico

P.d.B. rilievo regionale – Rischio Idraulico ed Idrogeologico

P.d.B. rilievo regionale – Suscettività al dissesto e Regimi Normativi

Per quanto riguarda il nostro quartiere abbiamo fatto questa sovrapposizione

Piano di Bacino Sovraimpressione

– Piazza Adriatico rimane zona rossa di tipo A (le criticità non sono state risolte con la “messa in sicurezza” del Rio Mermi)

– La ex Guglielmetti rimane come prima, area Gialla (fascia B). L’attuale Coop è in zona rossa A3; Lungo Bisagno Dalmazia rimane zona rossa A3

– Bricoman, verde;

-ex Moltini, verde

– Terralba rossa A3; Corso Sardegna A;

Infine da sottolineare due articoli usciti questa mattina su La Repubblica edizione Genova sulla presentazione del piano di protezione civile. Anche la nostra associazione, fino all’alluvione di ottobre, ha partecipato come caso pilota per la città nella elaborazione del censimento delle zone a rischio partito oltre un anno fa. Dopo l’alluvione di ottobre sono però stati vani i tentativi di riprendere il discorso e l’ultima mail tra noi e Protezione civile risulta essere stata mandata poco prima del convegno dell’11 gennaio scorso. Perciò stiamo cercando di  organizzarci autonomamente in attesa dei mesi autunnali: questa è resilienza.

In ultimo vogliamo aggiornarvi sul piano triennale dei lavori pubblici che è stato presentato in municipio martedì scorso:

tra 20 giorni partirà la pulizia del Bisagno.
Sono stati stanziati 1,2 milioni di euro per pulizia dei rivi (spendibili dal 3 giugno 2015 )
Stanziati 3,5 milioni di euro per il recupero di alloggi popolari di Arte.
Stanziati 5,4 milioni di euro per il ripristino di danni alluvionali ( non specificati )
Il fondo a disposizione del Municipio per il 2015 è di euro 400.000 + euro 281.000 per investimenti mirati sul territorio.
Per quanto riguarda i 112.000 € ( a detta del Municipio 90.000 euro) rientranti dagli oneri di urbanizzazione del Bricoman il Presidente del Municipio ha detto che non saranno disponibili fino all’apertura del Bricoman. Il comitato di Piazza Adriatico ha presentato un progetto, mentre gli Amici di Ponte Carrega hanno chiesto che il progetto venga condiviso con tutti gli abitanti.

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Qui sotto il link alla trasmissione “Matrix” di Luca Telese andata in onda il 6.05.2015, ancora una volta l’intervento Coopsette – Bricoman Italia, al centro di un servizio sulla cattiva gestione del territorio e dissesto idrogeologico.

BricomanMatrix

Spot dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambiente) sul consumo di suolo

A Genova la scuola più a rischio d’Italia

Oggi l’emittente televisiva LA7, durante la trasmissione “L’aria che tira” ha trasmesso un servizio relativo alla scuola Mazzini-Lucarno in Val Bisagno.

La7

Ricordiamo che anche noi avevamo pubblicato qualcosa riguardo alla criticità della scuola in oggetto, ecco il link del post.

Alle cose dette dal servizio di La7 noi aggiungiamo che presto a questi bambini della scuola, la Coop-Talea toglierà anche la vista sulla collina di Montesignano, al posto della Chiesa di S.Michele si mostrerà in tutta la sua imponenza un albergo (a tre stelle, alto c.a.  35m e lungo c.a. 40m), collocato a pochi passi da un torrente e da una viabilità di sponda a grave rischio idrologico.

Chiediamoci con quali valori e riferimenti di spirito potranno crescere questi bambini.

Sopra alla grane struttura Coop, in bella vista dai parchi dei forti, sorgerà anche un enorme parcheggio di interscambio (tra cosa? forse fra auto e carrello.. non spetta a noi giudicarlo) ma saranno comunque soldi pubblici spesi in oneri di urbanizzazione.

Questa foto era stata elaborata a suo tempo dal nostro staff, (nei render del progetto originale non abbiamo trovato una vista che rappresentasse l’impatto del nuovo edificio visto dal basso dalla sponda destra del torrente Bisagno). Forse è un render artigianale ma l’idea dell’impatto sul paesaggio dovrebbe comunque darlo. Questo nostro sforzo voleva essere di aiuto ai proponenti per fare due conti, dare uno spunto di riflessione sul tipo di impatto che ancora oggi vogliono imporre al quartiere e a tutta la comunità della Val Bisagno.


AlbergoRenderSpondaDestra