Archive for Territorio

Riunione pubblica del 28 settembre 2017

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Qui di seguito potete scaricare il documento che le realtà associative del quartiere hanno presentato al Municipio durante l’incontro pubblico del 28 settembre scorso: punti riunione pubblica del 28 settembre con tavole PDF

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Prosegue la pulizia sul condotto!

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QUI IL VIDEO REPORT DELLA GIORNATA DI PULIZIA DI SABATO 23 SETTEMBRE:

 

 

 

 

 

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Prima

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Durante

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Durante

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Dopo

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Dopo

 

 

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Report

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Avviso

Un nostro intervento su Primocanale-Live on the road

anteprima

Pubblichiamo un paio di stralci del nostro intervento del 18 settembre 2017 sul dissesto idrogeologico del quartiere. Nel primo video la proposta di progetto pilota di autoprotezione dal rischio alluvionale:

Nel secondo video l’intervento sui lavori di adeguamento idraulico del rio Torre:

http://www.primocanale.it/video/piazzale-adriatico-comitato-amici-ponte-carrega-aspettiamo-i-lavori-di-adeguamento-idraulico-del-rio-torre-di-quezzi–96539.html

Puliamo l’acquedotto!

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Partono da mercoledì prossimo 9 agosto fino al 31 ottobre 2017 due progetti di pulizia e recupero:

1. ex bocciofila Gavette;

2. tratto Acquedotto ponte Preli-muro Iren.

***Stiamo cercando VOLONTARI***

Sfrutteremo questo periodo più caldo per alcuni sopralluoghi nel tardo pomeriggio / sera per fare foto e per conoscere i primi volontari, magari facendo una passeggiata al fresco, quindi non esitate a scrivere anche solo x info: ilfocato@gmail.com o info@amicidipontecarrega.it o su FB con messanger (Acquedotto storico genova 8-comitato Preli-Staglieno o Amici di Pontecarrega).

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Idee e proposte per la Val Bisagno – Elezioni Amministrative (2017 – 2022)

APC

L’alluvione del 4 Novembre 2011 ha cambiato la storia della nostra città.

Da quel fatidico, tragico, evento si sono susseguiti altri avvenimenti, molte parole e un altro evento alluvionale, quello del 14 Ottobre 2014, dopo il quale è stato possibile accedere ad alcuni importanti finanziamenti per la realizzazione di opere idrauliche fondamentali per la nostra città.

In particolare lo scolmatore del Bisagno sarà un’opera molto importante per il nostro territorio, un’opera che doveva essere già realizzata a partire dal 1971 con la commissione Marchi in merito ai postumi dell’alluvione del 7 Ottobre 1970. Siamo consapevoli che il raggiungimento del rischio zero sia impossibile e siamo anche sicuri del fatto che andranno realizzate altre opere indispensabili per migliorare la sicurezza idrogeologica dei nostri quartieri (sistemazione idraulica degli affluenti, cura dei versanti, ecc).  Nulla però sembra cambiato per quanto riguarda altri temi, specialmente nella nostra vallata: la mobilità e la viabilità, la diffusione di centri commerciali, il destino dell’area ex Guglielmetti, l’attrattività del sistema Genova nel suo complesso, nonostante gli ottimi numeri del turismo che sono quasi triplicati nel giro di pochi anni.

La nostra città continua a perdere abitanti in maniera impressionante, circa 300.000 a partire da fine anni’70, con previsioni identiche anche per i prossimi venti anni. Perdendo oltre 16 abitanti al giorno la nostra città si ritroverà tra pochi anni a contare meno di 450.000 abitanti pur avendo un costruito pronto ad ospitare oltre un milione di persone: questa è una delle grandi sfide che aspettano i nuovi amministratori di Genova, indipendentemente dai colori politici. La scarsa attrattività di Genova si nota soprattutto dalla diaspora di aziende che abbandonano il nostro territorio per spostarsi in altri centri (si pensi alla Boston o alla Saiwa che ha infine abbandonato anche la sede legale di Genova per Milano).

Ci chiediamo quindi, a cominciare ovviamente dalla vallata, quali siano gli obiettivi di sviluppo della città in una ottica di Pianificazione urbana e territoriale a medio lungo termine. Non è possibile ragionare con una visione limitata al solo prossimo ciclo amministrativo.  

Pur ritenendo necessario rimanere equidistante rispetto agli schieramenti politici e alle elezioni amministrative del giugno 2017, l’Associazione Amici di Ponte Carrega ritiene indispensabile esprimere a tutti i candidati le proprie idee e i propri contenuti sulla Val Bisagno con temi che trascendono dal dibattito elettorale e riguardano il futuro della nostra Valle e della nostra città.

In questo testo abbiamo elencato alcuni temi e punti che nel corso degli anni abbiamo studiato e approfondito: 

Il nostro quartiere

  • La nostra identità – chi ritiene che la Val Bisagno sia esclusivamente identificabile come luogo di servizi e come periferia urbana fa un enorme errore di lettura del territorio. La Val Bisagno non può essere ulteriormente avvilita con la realizzazione di altri complessi commerciali e da nuove impattanti costruzioni. Occorre superare il concetto di “costruire sul costruito” e iniziare a parlare di “riuso del costruito” senza aumenti di volume e di “politica del tritolo” (come suggerito da Philippe Daverio), ovvero ripensare alla città considerando anche al fatto di poter demolire gli errori architettonici ed urbanistici del passato anche in considerazione del calo demografico. L’identità della Val Bisagno è complessa e si identifica con un centro storico diffuso in tutta la valle. Molti comuni che un tempo erano autonomi, oggi sono compresi nella “Grande Genova”, ma sono ancora in grado di mantenere un ruolo di forte aggregazione, formando delle vere e proprie comunità con una loro specifica identità. Preservare questa ricchezza dovrebbe essere l’obiettivo di tutte le amministrazioni, al di là di ogni colore politico. L’identità della Val Bisagno sono i suoi versanti, i suoi sentieri e le sue bellezze storico e architettoniche, dal cimitero di Staglieno al più piccolo oratorio posto sull’acquedotto storico. L’identità della Val Bisagno passa anche dal suo torrente, per troppo tempo considerato come un elemento di interferenza o di fastidio tanto da doverlo nascondere. Il Bisagno dovrebbe ritornare ad essere un elemento vitale e caratterizzante della nostra vallata, valorizzandone sopratutto gli aspetti naturalistici e ambientali che nonostante tutto sono sono ancora leggibili. Questo torrente non può più essere ulteriormente coperto o ristretto: è necessario imparare a convivere con la sua presenza e imparare ad ascoltare quanto ha da dirci. Occorre saper meglio cogliere la Bellezza di questi luoghi, riscoprirli, e farli conoscere meglio, così come le diffuse comunità ancora presenti con le proprie peculiarità e tradizioni. Riteniamo che questi temi siano fondamentali per vivere e far vivere un territorio, senza necessariamente essere in contrasto con lo sviluppo dell’economia e del Progresso. Temi che secondo noi rappresentano un valore aggiunto per dare una diversa impronta e rilancio dell’economia e della Città. 
  • Area ex Officine Guglielmetti: per quest’area la Coop Liguria tramite il suo braccio immobiliare Talea, ha promosso un progetto in variante al PUC per togliere gli attuali vincoli in altezza (attualmente il vincolo prevede un’altezza massima di 16 metri) e poter edificare un albergo che andrebbe a impattare sul paesaggio della Val Bisagno mortificandolo, cancellando la vista della Chiesa di San Michele e adombrando lo storico borgo di Ponte Carrega. Per questo progetto chiediamo che non siano concesse varianti al PUC e che un eventuale altro progetto tenga conto effettivamente delle testimonianze storiche e paesaggistiche del luogo, auspicando anche un intervento della Soprintendenza con l’apposizione di vincoli indiretti sull’area, quindi valorizzando il percorso monumentale del noto poeta Camillo Sbarbaro in modo da collegare l’acquedotto storico con il parco dei Forti orientali. Riteniamo che il progetto di riqualificazione delle aree ex Guglielmetti debba essere svolto con un percorso di partecipazione con la cittadinanza al fine di mitigarne gli effetti sul paesaggio della vallata. 
  • Salvaguardia del Ponte Carrega: Si auspica il consolidamento della platea del ponte e il restauro del manufatto, la sua valorizzazione come collegamento tra il Parco dell’Acquedotto e il parco dei Forti occidentali e il Parco dei Forti orientali.
  • Area Casetta: Si ritiene necessario l’acquisizione dell’area della “Casetta” di Salita Migliavacca da parte del Pubblico per dare al quartiere nuovi spazi pubblici pronti fin da subito ad essere trasformati in orti urbani e collettivi;
  • Fondi e primi piani di Piazza Adriatico: chiediamo che non sia ridata l’abitabilità ai locali posti al piano terra di Piazza Adriatico anche dopo la riperimetrazione del Piano di Bacino che seguirà ai lavori di adeguamento idraulico del Rio Torre. Questi locali hanno sempre subito danni a seguito delle alluvioni del 1953, 1970, 1992 e 2011 e anche lo stesso studio idraulico sul Rio Torre indica la persistenza dello stato di alto rischio anche dopo i lavori di adeguamento (pag. 16 della relazione idraulica). In considerazione di questo fatto andrebbe data priorità alla ricollocazione delle persone che ancora abitano ai piani terra (anche in altri appartamenti nella stessa piazza) e alla trasformazione di questi spazi vuoti in cantine e spazi adibiti ad attività sociali ed aggregative.
  • Ordinanza di sgombero in caso di allerta meteo: nelle aree di Ponte Carrega e Piazza Adriatico vige tuttora un’ordinanza di sgombero delle abitazioni al piano terra in caso di allerta arancione e rossa. Nonostante i lavori di adeguamento del Rio Mermi e le opere di captazione delle acque meteoriche di Via Fratelli Chiarella, Viale Gambaro, tale  ordinanza permane in tutta la zona indistintamente. Per quanto riguarda Piazza Adriatico si attende l’adeguamento idraulico del Rio Torre e per quest’area comprendiamo che per i piani terra non sia ancora giunto il momento di revocare tale disposizione ma anzi auspichiamo che rimanga anche dopo i lavori sul rio Torre, a causa della grande pericolosità delle aree. Per sole queste abitazioni riteniamo che debba essere mantenuta l’inagibilità ad uso residenziale e che vengano destinate a scopo sociale cedendole in comodato d’uso ad enti o  associazioni senza scopo di lucro. Per le case di Ponte Carrega e Salita alla Chiesa di Montesignano riteniamo invece che tale ordinanza vada superata, in considerazione anche dell’entità dell’allagamento occorso nel 2011, decisamente inferiore e meno rischioso rispetto a quello occorso in Piazza Adriatico. Inoltre sarebbe auspicabile una maggiore collaborazione con il servizio di Protezione Civile per un effettivo monitoraggio delle zone di pericolo senza procurare evacuazioni degli immobili alla sola proclamazione dello stato di allerta.
  • Rio Torre: oltre il suo adeguamento nell’asta terminale, riteniamo sia prioritaria anche la sistemazione del tratto a monte, tratto di competenza di Autostrade.
  • Vasca abbandonata di raccolta delle acque posta alle spalle del Bricoman: tenuto conto che lo stato dei versanti in sponda sinistra del Rio Mermi è risultato critico già nell’autunno 2014 dopo gli eventi alluvionali, anche con movimenti franosi di una certa entità, si ritiene necessario un intervento straordinario di manutenzione del bosco e la rimozione dei manufatti fatiscenti dell’ex cementificio in uno dei torrenti affluenti del torrente Mermi. Questi lavori li riteniamo necessari al fine di non vanificare i lavori di adeguamento idraulico realizzati recentemente con gli oneri di urbanizzazione del nuovo edificio Bricoman.
  • Adeguamento foce Rio Mermi: per un sensibile miglioramento delle condizioni idrauliche del quartiere, sarebbe auspicabile intervenire in modo definitivo sull’asta terminale del Rio Mermi provvedendo a un aumento del franco idraulico dell’ultimo ponte stradale confluente con il torrente Bisagno.
  • Fondi per il rifacimento e la pedonalizzazione di parte di Piazza Adriatico: Le associazioni e i comitati del quartiere già nel 2015 hanno presentato all’amministrazione le linee guida per l’intervento di pedonalizzazione di parte della piazza Adriatico e di rifacimento della superficie stradale con una pavimentazione drenante, a seguito della destinazione della somma di 112 mila euro derivante dagli oneri di urbanizzazione del Bricoman: si ritiene che sia prioritario portare avanti questo progetto e realizzarlo, implementando i fondi stanziati per un miglioramento dell’intera piazza, centro aggregativo di vitale importanza per il quartiere.
  • Realizzazione delle reti bianche: Piazza Adriatico e Passo Ponte Carrega sono prive di una efficiente rete di smaltimento delle acque bianche: si ritiene sia urgente intervenire e dotare il quartiere di una efficiente rete di collettamento.
  • Scuola elementare Montesignano di Via Terpi: Per non impoverire la vita sociale del quartiere riteniamo sia importantissimo che la scuola di Via Terpi rimanga presidio educativo.

Il Bisagno:

  • Bisagno area protetta: miglioramento delle aree degradate e riconoscimento del parco fluviale del Bisagno attraverso, dove possibile, la rinaturalizzazione degli argini e la promozione di attività di educazione ambientale anche in ambito scolastico.
  • Ferma contrarietà a ulteriori restringimenti o riprofilature del Bisagno, anche dopo la realizzazione del canale scolmatore della Sciorba
  • Pulizia selettiva dell’alveo del fiume coordinato da esperti
  • Scolmatore, rivi laterali e versanti dissestati: è necessario proseguire con la realizzazione dello scolmatore del Bisagno ma allo stesso tempo è necessario intervenire sulla salvaguardia del territorio e dei versanti attraverso una diffusa opera di manutenzione del territorio e di sistemazione dei fronti franosi, a partire dalla frana dei prati Casarile. E’ necessario continuare a cercare fondi per la sistemazione dei numerosi rii affluenti del Bisagno, anche grazie a fondi europei.
  • incentivo all’utilizzo di misure di flood proofing (mobili o immobili) a protezione di alcune zone particolarmente sensibili e a difesa di attività commerciali e abitazioni
  • sostituzione delle paratie fisse poste su Lungo Bisagno Dalmazia e via Adamoli con paratie basculanti
  • implementazione delle aree verdi e umide e difesa del suolo: necessità di ridare spazio al terreno e implementare la permeabilità dei suoli togliendo cemento e asfalto da parchi e posteggi attraverso nuove pavimentazioni drenanti
  • rain garden: incentivare la realizzazione di tetti verdi (SuDS) sulle grandi superfici dei capannoni industriali e abitazioni per trattenere e rallentare il decorso delle acque durante le piogge, riducendo così l’apporto delle acque meteoriche alla rete di collettamento grazie alla evapotraspirazione. 
  • pluviometri/radar: implementazione della rete di monitoraggio con l’ausilio di pluviometri e radar meteo.
  • protezione civile: realizzare piani di emergenza per ogni quartiere, informare e formare la cittadinanza dei comportamenti da seguire in caso di emergenza dal momento della diramazione dell’allerta, con un costante monitoraggio delle condizioni effettive di pericolo e il conseguente ordine di evacuazione.

I nostri versanti:

  • Creazione del Parco dei Forti orientali secondo il progetto proposto dal WWF e valorizzazione dei sentieri e dei collegamenti con la parte occidentale del Parco, l’acquedotto storico, la ciclabile storica e la Ferrovia Genova-Casella.
  • Recupero completo dell’Acquedotto storico, ripristino della pavimentazione di Luserna, restauro dei manufatti lungo il suo percorso, incentivi volti alla creazione di attività di ristoro lungo il percorso.
  • Valorizzazione della rete di beni comuni, storico e architettonici della vallata volti alla loro promozione turistica
  • creazione di un consorzio agrario di gestione delle aree boschive volto alla creazione di una filiera corta del bosco
  • misure a favore dell’agricoltura periurbana sui versanti
  • compostiere di quartiere e nei parchi per favorire lo smaltimento a impatto zero degli sfalci. dotare il municipio di un trituratore a disposizione delle associazioni e comitati per evitare inutili smaltimenti nell’indifferenziata; creare nell’isola ecologica di Volpara uno spazio per lo smaltimento del verde urbano
  • difesa del percorso storico di Sbarbaro, percorsi e creuze storiche anche attraverso il potenziamento dei fondi municipali volti al ripristino delle creuze (70 mila euro all’anno non sono sufficienti)
  • monitoraggio e intervento sui muri in cemento armato e i muri in pietra e implementazione del capitolo di spesa municipale per questi interventi

Il lavoro:

Rappresenta una priorità per tutti gli uomini e le donne. Il Lavoro è dignità e va salvaguardato e promosso nel rispetto delle persone e dell’ambiente: uno sviluppo sconsiderato e senza rispetto dell’ecologia integrale, che comprenda cioè sia le dimensioni umane e sociali, non è progresso ma mera speculazione.

Riteniamo che l’obiettivo sopra descritto sia raggiungibile solo con un presupposto, quello di una migliore qualità urbana a cui corrisponde un’alta qualità di vita. Solo in questo modo la città è in grado di essere attrattiva anche per nuovi investimenti di qualità. Ad esempio la progettazione e la realizzazione del polo universitario alle Gavette (con cui si lavora con gli studenti del Politecnico di Milano), comporterebbe la creazione di un indotto verso la direzione sopra auspicata.

  • non realizzare nuovi centri commerciali scegliendo di difendere il commercio di prossimità.
  • Incrementare la vocazione turistico ricettiva e sportiva della vallata.
  • Opere diffuse per la tutela del territorio.
  • Maggiore manutenzione del verde pubblico e privato, per quest’ultimo con incentivi fiscali per chi converte aree impermeabili, cortili e similari cementificati in aree verdi permeabili
  • Introduzione della valutazione obbligatoria sull’impatto economico preventiva all’apertura di rilevanti strutture di vendita.

Mobilità:

Da quanto tempo si parla di tram in città in vallata, probabilmente dal giorno dopo l’eliminazione dell’ultima linea 12, quel 27 Dicembre 1966, ore 4 e 25 con l’arrivo della Littorina 935, partita dal capolinea di Viale Brigate Bisagno, al deposito di Prato.

La Val Bisagno, sommando i due municipi, la  Media e la Bassa, conta circa 130.000 abitanti, è l’unica direttrice cittadina non dotata di trasporto su rotaia e ha quindi l’assoluta priorità della realizzazione di infrastrutture su ferro che garantiscono un alto livello di confort, qualità, ad alta capacità, sostenibilità, frequenza e che allo stesso tempo riqualifichi sotto molti punti di vista il territorio.

I Tram moderni, presenti in oltre 265 città europee sono confortevoli, comodi, a grande capienza, fino a arrivare ad oltre 350 persone di capienza con una lunghezza che può arrivare oltre i 35 m. Occupano poco spazio a raso (poco meno di 6 m nella versione più piccola) e si sanno adattare anche in contest.

Tram e metrò sono due mezzi praticamente opposti, in virtù dei costi: una metropolitana, classica o leggera, costa 10 volte una moderna linea tranviaria, tenendo conto degli impatti, del segnalamento, delle costosissime opere di scavo, delle distanze di sicurezza, pertanto è da scongiurare un prolungamento dell’attuale metrò in superficie in Val Bisagno.

Quando si parla di Tram si parla prima di tutto di riqualificazione, rigenerazione urbana e soprattutto del concetto di “Effetto Rete”, all’interno di un contesto cittadino. In particolare a Genova dovrebbe partire prima di tutto dalla nostra vallata e da Corso Europa come prevede il PUM 2012 (Piano Urbano della Mobilità) vigente, all’interno di uno schema urbano di rete cittadina che deve attraversare tutto il centro città.

Da escludere del tutto il filobus, anche in versione da 24 m, peraltro non ammessa dal Codice della Strada italiano,  in quanto non apporta assolutamente nulla in termini di qualità del viaggio, comfort, attrattività del mezzo di trasporto, come ampliamene dimostrato dalla letteratura in materia di trasporto e urbanistica.

Un’ultima considerazione in merito alla viabilità, il tram non è un treno e può benissimo circolare in sede promiscua come accade ovunque, ovviamente per tratti non lunghi, ci riferiamo per esempio alla zona di Molassana, Via Piacenza, San Gottardo, portando in questo mondo, anche grazie ai fondi del POR (Piano Operativo Regionale) 2013 – 2020 e ai fondi PON (Piano Operativo Nazionale) ad una riqualificazione della zona, aumento dell’attrattività del mezzo pubblico e in sostanza ad una migliore qualità della vita per tutti.

Riteniamo che una tramvia possa essere realizzata anche senza restringere e riprofilare ulteriormente il Bisagno.

  • Rafforzamento della ciclabile storica (direttrice Borgo Incrociati, via Ponterotto, via Vecchia, Via delle Gavette),della vallata con nuova pavimentazione e bike sharing
  • Miglioramento dei percorsi pedonali già esistenti con ovvi interventi di manutenzione alle pavimentazioni, abbattimento delle barriere architettoniche, ciò che normalmente andrebbe fatto, con valorizzazione degli aspetti urbanistici e storici in cui i percorsi insistono per renderne gradevole la necessaria fruizione: ad esempio, inteventi semplici ma di grande impatto per il cittadino potrebbe essere una migliore cura ed identificazione del percorso e la piantumazione di un filare di alberi lungo le sponde del Bisagno, questo per incentivare l’uso della mobilità pedonale
  • Aumento degli ascensori e impianti di risalita collinari, per esempio Bligny – Via Terpi.
  • Modifica delle tariffe dei mezzi pubblici con introduzione di tariffa a tempo a scalare in modo tale che l’utente possa utilizzare il mezzo pubblico per il tempo effettivamente impiegato, grazie anche alla introduzione del biglietto elettronico. In questo modo si incentiva l’uso del mezzo pubblico contrastando l’evasione.

La socialità e l’aggregazione:

  • Miglioramento e manutenzione degli spazi verdi e aggregativi esistenti nei quartieri e creazione di nuovi, attrezzati secondo le moderne concezioni, con aree gioco per bambini, zone per animali, di dimensione e realizzazione adeguati a una moderna città sviluppata, affinché anche Genova su questo aspetto si parifichi ad altre città europee.   
  • Favorire le misure di convivenza giovani-anziani con l’obiettivo della lotta contro la solitudine e per favorire l’invecchiamento attivo e contemporaneamente trasmettere il bagaglio culturale e umano ai più giovani (asili e doposcuola).
  • Favorire i negozi di vicinato, agevolarne la sopravvivenza e recuperare il piccolo commercio anche favorendo la pedonalizzazione di aree e migliorando la qualità urbana dei quartieri.
  • Contrastare il gioco d’azzardo aumentando le misure premiali per chi rinuncia a tenere le slot machine nei propri locali
  • Aumentare la presenza di orti urbani e collettivi per favorire l’incontro tra giovani e anziani.
  • Favorire la diffusione della figura del “portiere di quartiere” come presidio sociale e servizio per le persone. Questa figura potrebbe essere anche molto importante per l’assistenza alle persone in caso di allerta meteo.

Partecipazione:

  • riforma a livello comunale del ruolo dei municipi con maggiore autonomia decisionale su temi urbanistici attraverso percorsi partecipati
  • promozione di una legge regionale e un regolamento comunale per rendere obbligatori percorsi informativi e partecipativi della cittadinanza per la gestione condivisa del territorio attraverso l’istituzione di una figura di Garante della Partecipazione e dell’informazione
  • aumento dei fondi a disposizione del volontariato per la cura del verde e la cura dell’arredo urbano dei quartieri

Staglieno:

Il Cimitero monumentale di Staglieno è, insieme all’acquedotto storico e ai forti, un patrimonio comune della città:  va potenziata la promozione del cimitero in rete con il resto dei beni comuni della vallata e va istituito un fondo per la cura del verde e il restauro delle opere d’arte e delle gallerie.

Urbanistica:

  • riconosciuto il valore storico artistico della vallata si ritiene sia indispensabile l’introduzione di vincoli paesaggistici al fine di garantire una maggiore tutela del paesaggio,
  • favorire la decostruzione del costruito, attraverso incentivi e detrazioni fiscali non presenti attualmente nel PUC, e favorire il riuso dell’attuale costruito
  • necessità di orientare gli oneri di urbanizzazione solo dopo il percorso partecipato
  • promozione di seminari di tecnica urbanistica per incentivare la conoscenza delle persone su queste tematiche.
  • filari di alberi sulle sponde del Bisagno
  • L’ex Mercato di Corso Sardegna rappresenta uno spazio pubblico di grande importanza per la vallata: si auspica che venga riaperto alla cittadinanza in maniera continuativa come luogo di incontro e aggregazione, salvaguardandone il patrimonio architettonico. Si tratta infatti di uno dei primi esempi in Italia di struttura mista acciaio – cemento armato adibita a mercato.
  • Area Moltini; si ritiene che quell’area, essendo a pochi metri da un asilo e una scuola, non possa essere destinata ad attività industriali dannose per la salute delle persone, tenendo conto che sull’area grava già l’onere della rimessa Gavette.

Salute:

  • Si chiede di rispettare gli impegni presi circa il definitivo spostamento del fangodotto della Volpara,
  • si chiede di monitorare adeguatamente e attentamente i fumi del forno crematorio Socrem
  • installazione di centraline per il rilevamento della qualità dell’aria 
  • creazione di un primo soccorso alla Doria

Questo testo rappresenta la sintesi delle nostre idee e proposte per la Val Bisagno all’interno di un contesto cittadino. Saremmo lieti, compatibilmente con i vostri impegni elettorali, se voleste confrontarvi su questi temi all’interno di un incontro privato presso la nostra sede.

AGGIORNAMENTO DEL 6 GIUGNO 2017:

pubblichiamo la lista dei candidati sindaco e candidati presidenti di municipio che hanno voluto confrontarsi con noi sul merito del documento qui sopra pubblicato e quelli che incontreremo nei prossimi giorni:

Marika Cassimatis; Luca Pirondini e Teresa Carrà (candidata presidente di Municipio); Arcangelo Merella; Cristina Scarfogliero (candidata presidente di Municipio); Roberto D’Avolio (candidato presidente di Municipio); Marco Bucci; Paolo Putti; Gianni Crivello.

Florence e Vincent, la loro esperienza con gli Amici di Pontecarrega

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Pubblichiamo integralmente la lettera di Vincent Brun e Florence Thornton, del servizio civile francese, relativa alla loro esperienza a Genova con gli Amidi di Ponte Carrega e non solo.

Anche noi ricambiamo con stima e ringraziamento del lavoro svolto con noi, sperando di poterli rivedere presto!

 

 

 

 

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Domenica 14 maggio – Passeggiate alla scoperta del territorio – Memorie del Bisagno

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Renzo Rosso, professore di costruzioni idrauliche al Politecnico di Milano e autore del libro “Bisagno, il fiume nascosto” ci porta alla scoperta della storia idraulica, civile e politica del Bisagno.
Partendo da Ponte Carrega e scendendo in alveo all’altezza di Via Lodi è previsto di risalire il Bisagno fino alla zona della Sciorba, il tratto di corso d’acqua nel quale è prevista la realizzazione dello scolmatore del Bisagno.
A causa della presenza di ancora molta acqua all’interno del greto si consiglia di munirsi di stivali e abbigliamento sportivo.
Appuntamento alle ore 10:00 sul Ponte Carrega
Ingresso gratuito!

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Laudato Si': Lunedì 15 maggio dibattito alla Chiesa di S. Michele di Montesignano

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Dibattito tra visione laica e religiosa dell’Enciclica di Papa FrancescoLaudato Si‘” riguardante i temi dell’ambiente e della Bellezza.

Vi aspettiamo Lunedì 15 maggio 2017 presso la Chiesa di San Michele Arcangelo di Montesignano in via Mogadiscio 10 alle ore 20:30.

Pino Petruzzelli, attore e regista teatrale e Don Nicolò Anselmi, vescovo ausiliare di Genova, daranno vita a un dibattito moderato da Fernanda Contri, ex giudice della Corte costituzionale, in cui si incontreranno il punto di vista del laico e il punto di vista del religioso sui temi ambientali affrontati dall’Enciclica Laudato Si’ di Papa Francesco.

L’ingresso è gratuito!

 

 

 

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Guerrilla Gardening! Sabato 8 Aprile ore 10:00

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Il Politecnico di Milano in Val Bisagno!

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Il Laboratorio di Progettazione architettonica del Politecnico di Milano fa tappa in Media Val Bisagno. La visita è prevista martedì 28 marzo dalle ore 10:15 al primo pomeriggio tra Staglieno e Gavette. L’appuntamento è in Piazzale Resasco alle ore 10:15. Scopo della visita è quello di far vedere e conoscere ai ragazzi che da tutta Europa studiano nell’ateneo milanese la complessità e la bellezza della vallata, in vista della loro esercitazione sulla riconversione di alcune grandi aree della Val Bisagno, in particolare dell’area di Gavette.
Conoscere in maniera approfondita il valore dei territori e ascoltare le sensibilità degli abitanti ha la finalità, per i futuri architetti e progettisti, di migliorare la progettazione e di renderla più vicina alle esigenze del territorio cercando al contempo di evitare danni e ferite irreversibili per la città.

La partecipazione è gratuita ma si richiede di iscriversi alla visita inviando una mail a info@amicidipontecarrega.it

La scuola di Montesignano non chiude

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Abbiamo sentito l’assessore ai Servizi sociali e alla Scuola del Municipio IV Media Val Bisagno, Roberto D’Avolio e gli abbiamo chiesto di aggiornarci riguardo alle voci che girano da un po’ di tempo nel quartiere circa la chiusura della scuola elementare di Montesignano in via Terpi. La scuola non chiuderà e rimarrà presidio educativo nel quartiere. Il problema riguarda, per il prossimo anno, la costituzione di una nuova classe: non si è infatti raggiunto il numero minimo necessario per la costituzione della classe prima, tuttavia, come concordato con le famiglie e il dirigente, siamo a disposizione per sensibilizzare l’ufficio scolastico affinché si prenda comunque in considerazione l’attivazione della classe nonostante il numero limitato di alunni, a tal proposito abbiamo già predisposto un documento da inviare agli uffici competenti. Continueranno a rimanere nell’istituto le classi terze, quarte e quinte attualmente presenti nella scuola. Per quanto riguarda la struttura servono interventi per un valore complessivo di parecchie decine di migliaia di euro; in questo senso il Municipio ha già provveduto ad integrare il piano triennale dei lavori pubblici per recuperare le risorse necessarie alla manutenzione straordinaria dell’edificio. Ci tengo a ribadire che quel plesso deve rimanere ad uso educativo e non CHIUDERA’. MONTESIGNANO E SANT’EUSEBIO NON CHIUDERANNO

Da contadini a operai: le trasformazioni del lavoro in Val Bisagno

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Così si uccide due volte una crosa

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Un post su facebook dell’architetto Matteo Marino ha scatenato sul web una forte polemica sull’usanza di bitumare le crose in occasione di interventi di manutenzione straordinaria delle strade.

Post-Marino

La polemica è nata dal fatto che la fotografia postata dall’architetto Marino non si riferiva a un intervento recentissimo ma datato 2014. La fotografia infatti è stata scattata dal fotografo Luciano Rosselli in occasione della manifestazione “invasioni digitali” svolta a Pontecarrega il 3 maggio 2015 e dimostra chiaramente come l’intervento di bitumazione sia profondo ed esteso a tutta la Salita alla Chiesa di Montesignano. Ricordiamo che proprio in quell’occasione lo stesso l’architetto Marino fece notare al pubblico come fosse impattante quella bitumazione “rinnovata”.

Il percorso è segnalato nelle tavole dei vincoli paesaggistici del vigente PUC  come percorso di origine storica certa <link> e quindi è riconosciuto dalla stessa amministrazione come degno di nota e di rispetto, oltre ad essere stato menzionato dal Poeta Camillo Sbarbaro in una sua prosa della raccolta “Trucioli” 

Puc-Vincoli puntuali

Il post dell’architetto Marino ha avuto una diffusione talmente virale da costringere l’amministrazione, nella figura dell’assessore Crivello, a una risposta formale di giustificazione. In sostanza, l’assessore Crivello (che il sito Genova Quotidiana Notizie ha definito “Sherlock Holmes-Crivello”), sottolinea che la foto postata dall’architetto Marino non è recente ma è relativa all’ultimo ripristino definitivo a opera di Genova Reti Gas del 2014 su un manto stradale già bitumanto da decenni.  A sostegno di queste argomentazioni vengono mostrate fotografie risalenti a prima dell’intervento; c’è addirittura chi ha utilizzato street view  per dimostrare che la crosa era da sempre profondamente degradata ed era stata bitumata già da molti anni prima.


Post-Genova Notizie

Siamo molto sorpresi di queste reazioni e secondo noi il post dell’architetto Marino è riuscito nel suo intento: far parlare dei temi che riguardano la bellezza e l’attenzione che noi tutti, cittadini e amministrazione, dobbiamo porre nei confronti di ciò che riteniamo essere bello e avere un valore.

 V1 V2 

V4

L’amministrazione nella sua risposta non smentisce se stessa e di fatto ritiene normale e accettabile questa prassi tanto da giustificarsi e assolversi del fatto che sia possibile sostituire un bitume vecchio e brutto con uno, sempre brutto ma nuovo, perpetuando in questo modo lo scempio commesso anni addietro. Lo stesso pensiero che ha generato il problema si rinnova senza lasciare speranze di cambiamento.

Questa pensiero non si corregge nemmeno in occasione di lavori straordinari di grande impatto come quelli avvenuti e conclusi nel 2014 per il rinnovo delle reti gas, che non sono riconducibili a una semplice buca, ma piuttosto a un vero e proprio ribaltamento della crosa con una trincea profonda oltre un metro per tutta la salita, senza contare le derivazioni verso le utenze private. Questa coincidenza avrebbe potuto essere l’occasione giusta per rimediare agli errori di un passato meno attento e sensibile.

Invece, la replica dell’amministrazione al post dell’architetto Marino conferma l’idea che non esiste un coordinamento che consenta di far coincidere i finanziamenti per gli interventi di manutenzione, ad esempio sulle reti, con altrettanti finanziamenti di lavori di riqualificazione, di fatto confermando il rinnovato bitume come unica soluzione!

Crivello

Titolo su Genova Quotidiana Notizie, la replica dell’assessore

 

Luciano Rosselli Crosa

Foto di Luciano Rosselli scattata il 3 mggio 2015 – manifestazione “invasioni digitali”

 

 

Il percorso della memoria, sulle tracce di Camillo Sbarbaro

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Con questo nuovo articolo vogliamo segnalare un sentiero ancora oggi poco conosciuto che si stacca dal percorso dell’acquedotto storico e raggiunge la collina di Montesignano. Il sentiero è percorribile facilmente come deviazione dal percorso principale in circa 30 minuti di cammino.

Il percorso è ricco di testimonianze storiche e culturali d’importanza monumentale con una peculiarità che lo rende unico: i luoghi attraversati sono stati esplicitamente menzionati dal Poeta Camillo Sbarbaro in una sua prosa “Tramonto a Pontecarrega“. Ancora oggi i luoghi attraversati dal poeta, a quasi cinquant’anni dalla sua morte, si possono facilmente riconoscere anche se avulsi e a volte nascosti dietro l’intensa urbanizzazione del secolo scorso e del passato recente.

Il fascino evocativo di questo percorso è ancora oggi straordinario perché molto del paesaggio descritto dal poeta è ancora leggibile e in grado di emozionare.

Scopriamo questo percorso che idealmente abbiamo chiamato “percorso della memoria, sulle tracce di Camillo Sbarbaro” perché molti hanno dimenticato che questo tracciato un tempo era frequentato da Camillo Sbarbaro. Forse questo paesaggio così evocativo, tanto da essere menzionato dal poeta, ha contribuito a stimolarlo verso quella “tematica della natura” così ricorrente nei suoi testi. I tesori nascosti di valore paesagistico sono ancora oggi straordinariamente intensi e di grande rilevanza per la memoria storica di tutta la Val Bisagno.

Molti, la natura li disturba; i più non la vedono. In lei io mi verso. È la sola costanza, la sola fedeltà che conosco nell’incertezza di tutto” – Camillo Sbarbaro

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< audio guida >

Il percorso inizia idealmente come deviazione al percorso principale dell’acquedotto storico in corrispondenza di Salita della Chiappa. Il punto è facilmente riconoscibile per la presenza di uno strano manufatto a pianta quadrata. Si tratta dell’antica garitta del dazio, oggi purtroppo in rovina. Dalla garitta s’imbocca Salita della Chiappa in direzione valle e si raggiunge via Lodi e si prosegue verso Via Piacenza.

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Si percorre un breve tratto lungo la sponda destra del Bisagno lungo Via Piacenza. Da questo punto guardando le sponda sinistra possiamo ammirare il paesaggio descritto da Sbarbaro (Rif. 1) dove in alto svetta la nostra meta: la Chiesa di San Michele Arcangelo di Montesignano. La chiesa ha origini che risalgono al quattrocento, come testimoniano gli affreschi recentemente rinvenuti con gli ultimi restauri. Il campanile che domina l’accesso alla valle del Rio Mermi, come un segnavia, indica la presenza dell’antico valico di crinale che porta verso Sant’Eusebio e Bavari.

Scendendo lungo Via Piacenza s’incontra Ponte Carrega, primo riferimento esplicito nella prosa di Sbarbaro.

S’ingannarono i miei occhi quella sera o Pontecarrega è in mattone (Rif 2)

Al tempo di Camillo Sbarbaro la strada di scorrimento della sponda sinistra non esisteva ancora e il ponte conservava ancora tutte le sue originali arcate.

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Veduta della Chiesa di San Michele dalla sponda sinistra del torrente Bisagno

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Pontecarrega al tempo del Poeta Sbarbaro

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Pontecarrega come appare oggi

Attraversata la strada di scorrimento, dopo la prima rotonda, guadagnano nuovamente il percorso storico, più o meno dove finiva l’antico ponte prima del suo restringimento, ovvero in corrispondenza a Salita alla Chiesa di Montesignano. Qui incontriamo il secondo riferimento esplicito nella prosa di Sbarbaro.

La stagione arruginiva il cono cui la borgata s’inerpica, pezzato di vigne (Rif 3)

L’antica borgata di Ponte Carrega a cui il poeta si riferisce è quella parte dell’abitato di Pontecarrega che sale verso la Chiesa di Montesignano le cui colline erano un tempo tappezzate di vigne. Il borgo è tuttora esistente ma le colline, in parte edificate, sono ancora oggi ben tenute con alberi da frutto e siepi.

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“il cono cui la borgata s’inerpica, pezzato di vigne”, il borgo esiste ancora ma è rimasto dietro i depositi delle ex. Officine Guglielmetti

 

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Borgata di Pontecarrega come appare oggi, verso Salita alla Chiesa di Montesignano

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il percorso sale verso Salita alla Chiesa di Montesignano

Superate le prime case la strada risale con i caratteristici tratti di una mulattiera acciottolata ma le pietre sono visibili solo al primo tornante mentre l’inizio del percorso è purtroppo ricoperto d’asfaltato. Il gruppo di edifici che si attraversa costituiscono il nucleo storico di Pontecarrega, probabilmente coevo con il ponte da cui prende il nome.

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Particolare della cartografia militare del Genio sardo rappresentante Pontecarrega con gli edifici della borgata omonima. Ignazio Porro, 1835

Consigliamo di soffermarsi sui particolari perché nel retro del borgo è ancora visibile il profilo dell’argine originale del Bisagno prima del suo restringimento. Il profilo coincide con il confine degli orti urbani ancora esistenti e ben mantenuti dietro gli edifici della borgata.

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Borgata storica di Pontecarrega ancora esistente dietro le ex. Officine Guglielmetti

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Particolare di un cortile nella borgata

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Inizio di Salita alla Chiesa di Montesignano (loc. detta “porte chiuse”)


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Pompa idraulica per pozzo in uno dei cortili della borgata

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Risalita dopo il primo tornante di Salita alla Chiesa di Montesignano

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Salita dopo il secondo tornante di Salita alla Chiesa di Montesignano

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Ultimo tratto della salita prima di arrivare alla Chiesa di San Michele Arcangelo di Montesignano

Al termine della salita la mattonata s’interrompe bruscamente per l’allargamento di Via Mogadiscio che sale verso S. Eusebio.

Finalmente siamo arrivati al sagrato della Chiesa di Montesignano, San Michele Arcangelo, e scopriamo il terzo riferimento esplicito nella prosa di Sbarbaro

Dal rogo scampavano solo le querce del sagrato.(Rif 4)

Il sagrato della chiesa è caratterizzato ancora oggi dall’antico mosaico acciottolato, uno dei più belli della Val Bisagno. Uno dei due lecci (Quercus ilex) a cui il Poeta si riferiva è ancora presente con i sui 300 e passa anni di esistenza.

San Michele Arcangelo di Montesignano

Sagrato della Chiesa San Michele Arcangelo di Montesignano

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Facciata della Chiesa di San Michele Arcangelo di Montesignano

 

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Una delle due querce rimasta come era al tempo di Camillo  ..”dal rogo scamparono solo le querce del sagrato”

Dal sagrato della Chiesa s’affacciano davanti a noi i crinali del parco dei forti, notiamo sulla sinistra Forte Sperone, poi spostandoci sulla destra in ordine Forte Puin e Forte Diamante con la sua inconfondibile forma a piramide. Questo paesaggio non è sfuggito al Poeta che così lo rappresenta:

I torvi picchi dei Forti in corona erano giganti che assistevano alla nascita d’una rosa” 

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Vista del parco dei forti dal sagrato della Chiesa, il paesaggio descritto dal poeta e forse come queste le nuvolaglie a cui si riferiva?

 

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Pontecarrega dal sagrato della Chiesa, “..un attimo dopo la borgata si splendette di un più raccolto lume.”

Per visitare la Chiesa consigliamo di contattare la Parrocchia o la Confraternita del Santissimo Sacramento e Santa Maria di Terpi, una delle confraternite più antiche della vallata e della città, la cui fondazione risale a 541 anni fa. Il nucleo originario della attuale chiesa è già presente infatti nel 1475, anno a cui si fa risalire la nascita della Confraternita e dell’oratorio, trasformato poi in chiesa parrocchiale nel 1818. Al suo interno si conservano opere della scuola genovese del seicento, da Orazio De Ferrari al Biscaino. Svetta per importanza la grande pala d’altare del fiammingo Cornelius De Wael, uno dei primi fiamminghi a lavorare in pianta stabile a Genova nella prima metà del seicento. Anche i marmi degli altari sono importanti: negli anni della trasformazione da oratorio a chiesa parrocchiale vennero acquisiti gli antichi marmi di San Domenico, demolito proprio in quegli anni per far spazio al Teatro Carlo Felice. Meritano ancora citazioni il ciclo di affreschi realizzati sulla volta dal Passano nel 1846 e l’ampio e prezioso corredo di stoffe e di cristi processionali della Confraternita. La statua lignea della Madonna del Maragliano è invece oggi conservata nella nuova sede parrocchiale in Via Terpi.

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cappa processionale della Confreternita, da poco restaurata

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La Madonna del Maragliano, conservata in Via Terpi

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Tracce degli affreschi quattrocenteschi ritrovati dietro il coro

 

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Particolare della pala d’altare di C. De Wael

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Ancora tracce degli antichi affreschi del ‘400 recentemente ritrovati

Non sappiamo se il Poeta ha proseguito oltre il sagrato, noi consigliamo di proseguire verso la borgata in località Terpi risalendo l’omonima mattonata fino alla Villa Durazzo-Grimaldi-Chiarella, la cui fabbrica risale agli inizi del seicento, e che fu anche sede del Comune di Bavari.(Rif. 5) dove notiamo come il paesaggio si apre nuovamente con i verdi crinali di S. Eusebio, di Monte Ratti e di Quezzi con la caratteristica torretta di costruzione sabauda. 

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Villa monumentale Durazzo-Grimaldi del secolo XVI. Il palazzo fu anche proprietà Raggi, Grillo-Cattaneo, Burlando e Chiarella

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Affresco interno alla villa

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Androne interno della villa

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Vista del campanile da Terpi


Il nostro percorso giunge a termine ma per ripercorrere le orme di Sbarbaro occorre ridiscendere nuovamente da dove siamo venuti.

Al ritorno, esprimeva l’ultima luce la vetrata limone dei “Paolotti(Rif. 6) 

I Paolotti è il nome di una delle tante osterie di Pontecarrega. Di questo luogo rimangono ancora molti ricordi nella memoria collettiva degli abitanti perché sono disponibili alcune fotografie su come si svolgeva la vita sociale di un tempo.

Anche in questo caso l’antica osteria è ancora riconoscibile nel contesto avulso e disordinato dell’urbanizzazione. I discutibili interventi urbanistici di recente realizzazione non hanno saputo cogliere e interpretare al meglio i valori della memoria, forse si poteva armonizzare con maggiore efficacia l’esigenze del nostro tempo con il prezioso tessuto storicamente consolidato che rappresenta un collegamento ideale, storicamente certo, tra i due parchi monumentali dei forti di Genova, quelli del versante occidentale e quelli del versante orientale, collegamento tanto auspicato per una effettiva valorizzazione di questo immenso patrimonio culturale.

Si ricorda per chi volesse ristorarsi, che la vecchia osteria dei Paolotti è ancora esistente, ma oggi si chiama trattoria “al Ciclamino”.

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Momento di socialità all’inizio del secolo scorso presso l’osteria dei Paolotti

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Insegna riconoscibile dell’osteria Paolotti

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L’antica osteria dei Paolotti, oggi trattoria “Il Ciclamino” e l’antica borgata di Pontecarrega ancora oggi riconoscibile nonostante l’aggressiva l’urbanizzazione del nostro tempo

 Vogliamo concludere la nostra breve descrizione con queste ultime parole

Sul ponte di tozza pietra bambinelle si davano la mano a girotondo” 

Di là del fiume il Caffè dei Velocipedisti sbadigliava dai buchi delle porte la noia della giornata.
Pontecarrega, rosso fiore colto dagli occhi una sera; come un ricordo d’amore tra le pagine chiuso.

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   Il testo integrale della prosa e la galleria storica è disponibile a questo <link>

 


Il percorso della memoria di Camillo Sbarbaro è stato inserito negli eventi della giornata europea del patrimonio nella edizione 2017

Camillo Sbarbaro 

Video su Camillo Sbarbato Città Metropolitana di Genova

Per approfondimenti su Camillo Sbarbaro e la tematica della natura

Camillo Sbarbaro, proposta di lettura del prof. Silvio Guarnieri

Alcune poesie

il mio cuore si gonfia per te terra,Camillo Sbarbaro

A volte, mentre vado per le strade – Camillo Sbarbaro

Svegliandomi il mattino – Camillo Sbarbaro

Talor mentre cammino, Camillo Sbarbaro

Forse un giorno, sorella – Camillo Sbarbaro

Padre che muori tutti i giorni un poco – Camillo Sbarbaro

Padre se tu non fossi – Camillo Sbarbaro

La trama delle lucciole – Camillo Sbarbaro

Gli Acciottolati della Val Bisagno

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Ospitiamo con molto piacere sul nostro sito l’intervento di Luca Riggio sui risseu della Val Bisagno

(a cura del Laboratorio SAN LUCA)

Mi presento: mi chiamo Luca Riggio, e da dieci anni mi occupo di acciottolati liguri (di rissêu, per dirla alla ligure) realizzandoli, restaurandoli e documentandoli. Essendo valbisagnino sono felice di condividere brevemente qui le mie ricerche, per cultura ma anche per dare lo spunto di una bella gita.
Usciamo dal centro città e risaliamo il torrente: 1) sotto la fermata Brignole della metro è stato scoperto il cinquecentesco sagrato di Santa Maria degli Incrociati, tra i più antichi della città, e proprio lì ne trovate una porzione e qualche foto; 2) a sinistra, in via s.Bartolomeo degli Armeni, c’è Villa Pallavicino delle Peschiere, con molti splendidi acciottolati ben conservati nel giardino, ma occorre chiedere il permesso all’amministrazione; 3) a destra in alto c’è la Madonna del Monte, datato 1904, con bel tappeto quadrato con stemmi, restaurato da Armando Porta; 4) risalendo il fiume, sopra il cimitero spicca la Chiesa di S.Bartolomeo di Staglieno, sagrato ricco con interessanti e insolite tessiture bianche e nere, ben restaurato di recente; 5) dall’altro lato, dominante su Ponte Carrega, abbiamo il magico sagrato della Chiesa di S.Michele Arcangelo, con i grigi e i bianchi incerti tipici degli acciottolati più antichi e rustici –i ciottoli sono piuttosto grossi e a km.0: i disegni, archetipici, asimmetrici e imprevedibili, tendono a confondersi con lo sfondo grigio; 6) poco più avanti, sul lato sinistro, c’è la Chiesa vecchia di S.Gottardo, un sagrato grande e accurato ma quasi completamente distrutto; 7) in ottime condizioni invece il sagrato della Chiesa dell’Assunta di Molassana, in via S.Felice, con la caratteristica M mariana coronata in un fine riquadro bianco e nero in mezzo al piazzale di bianchi e grigi ; 8) più avanti, sempre sulla sinistra per noi che risaliamo, imbocchiamo la strada per Creto – dopo qualche tornante troviamo la meravigliosa Chiesa di S.Siro di Struppa, con un grande sagrato nuovo indegno di lei, da menzionare in negativo per la poca cura del progetto e della posa e per i ciottoli impropri – istruttivo il confronto con i pochi metri quadri antichi davanti all’adiacente Oratorio; 9) seguiamo ancora questa strada e troviamo S.Giovanni Battista di Aggio, sagrato lungo e stretto a “frecce” bianche e nere, datato 1894, con un bel panorama; 10) tornati a valle proseguiamo di poche centinaia di metri e imbocchiamo via Trossarelli: la prima Chiesa, quella di S.Cosimo, è una delle tante che hanno perso il proprio rissêu (come anche Fontanegli e S.Eusebio), ma per fortuna dopo troviamo S.Martino di Struppa, 1887, e nella penombra degli alberi possiamo ammirare un grande e insolito sagrato bianco e nero – davanti all’ingresso un fiore “optical” a dodici petali e quattro spirali, di casa nel Levante ligure ma qui strane; 11) proseguiamo nella risalita del Bisagno, usciamo dalla città, prendiamo la SS 45 e svoltiamo a sinistra sul ponte direzione Davagna. Dopo qualche km troviamo la chiesa di S.Andrea di Càlvari, con acciottolato non molto grande, grigio, a ciottoli piuttosto grandi ma con posa estremamente accurata, tessitura originale e ottimo stato di conservazione; 12) il penultimo di questo giro si trova a Terrusso, sull’altra sponda del Bisagno, bivio sulla SS 45 a destra salendo, ed è un grande regalo per chi ama la cultura popolare: più rustico di quello di Calvari, con ciottoli più grandi e con tanti disegni evidentemente improvvisati e un po’ misteriosi, effetto accentuato dal fatto che la differenza tra bianchi e grigi, già in partenza non netta, si è ridotta col tempo; 13) purtroppo chiudiamo il giro con una nota dolente: il grande sagrato di S.Alberto di Bargagli è stato per metà asfaltato, e per metà è in stato di abbandono: incredibile il degrado a cui ho assistito nel giro di pochi anni, tra poco sarà del tutto illeggibile.

Luca Riggio
classe 1963, ha trovato nell’acciottolato il punto di equilibrio tra uomo e natura, di incontro tra spirito e materia, esempio di progresso umanistico e sostenibile (approfondimenti sul sito www.laboratoriosanluca.it), riproduzione riservata.

San Bartolomeo di Staglieno

San Bartolomeo di Staglieno – (Nota 1)

San Michele Arcangelo di Montesignano

San Michele Arcangelo di Montesignano

San Martino di Struppa

San Martino di Struppa

San Giovanni Battista di Terrusso

San Giovanni Battista di Terrusso

Sant'Alberto di Bargagli

Sant’Alberto di Bargagli

 

Nota (1) : Il sagrato della Chiesa di San Michele di Montesignano è stato menzionato nella Poesia di Camillo Sbarbaro, “Tramonto a Ponte Carrega”, nella raccolta Truccioli.

Domani Amici di Ponte Carrega ospiti al Laboratorio di analisi e progettazione del paesaggio ad Architettura!

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Guerrilla gardening!

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In attesa di scendere di nuovo per strada il prossimo Sabato 19 Novembre insieme al Comitato di Piazza Adriatico e al Centro documentazione Val Bisagno per un nuovo guerrilla gardening rinfreschiamoci la memoria con il video di Ghett Up TV sulla guerrilla del 2015 a Ponte Carrega!

 

 

Il volantino per la giornata di sabato 19 novembre

Il volantino per la giornata di sabato 19 novembre

Migliorare la qualità del decoro urbano, ognuno può far qualcosa…

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L’approssimazione o la cura con cui si trattano i particolari del decoro urbano, la pulizia, la piccola manutenzione, il mantenimento del verde, sono importanti segni che rappresentano il modo in cui viene vissuta e percepita un città, il modo in cui essa è desiderata dai suoi cittadini.

Anche un singolo cittadino può fare molto per migliorare la qualità del decoro urbano, per esempio prendendosi cura di un aiuola o mantenere pulita la via sotto casa, mettere fioriere nel proprio balcone.
Volgiamo presentarvi un piccolo esempio a Ponte Carrega. Qui di recente è stato riqualificato un piccolo cortile privato. Era un vero e proprio “buco di cemento” ma con un poco di volontà e fantasia il buco è diventato un  allegro cortile fiorito.
Si è partiti dall’idea che non esistono spazi che non possono essere riqualificati e diventare più belli anche con semplici gesti e pochissimo impegno economico.

 

Nella foto il cortile come appariva prima dell’intervento

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Nella foto sottostante il render del progetto di miglioramento

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Nella foto sotto inizio dei lavori, tolto il cemento

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Come appare oggi

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Non solo cemento, un’altra Val Bisagno è possibile

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Pubblicato un nostro articolo sul sito Liguri Tutti, ideato da Marco Preve,  Ferruccio Sansa, Giovanni Ghersi

http://www.liguritutti.it/2016/10/15/non-solo-cemento-unaltra-val-bisagno-possibile/

liguritutti

Alcune osservazioni presentate al Municipio IV sul nostro quartiere

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Il documento è stato inviato in Municipio alla fine di Luglio.

-sistemazione idraulica Rio Torre
In merito ai lavori di sistemazione idraulica del Rio Torre si chiede di aggiornare la cittadinanza circa l’inizio dei lavori. Al momento, come risulta dal sito internet del Comune di Genova l’avvio della procedura per la gara di appalto è prevista per ottobre 2016. Ciò rappresenta un ulteriore rinvio per l’apertura di un cantiere e di fondamentale importanza per il quartiere.
-rifacimento acque bianche Passo Ponte Carrega e Piazza Adriatico
 Come riferito dall’Ufficio Idraulica del Comune di Genova la somma destinata all’adeguamento idraulico del Rio Torre non è sufficiente a garantire anche la  fondamentale opera di rifacimento della rete di acque bianche di Passo Ponte Carrega e Piazza Adriatico. Rivolgiamo pertanto all’Amministrazione la richiesta di intervenire contestualmente ai lavori di adeguamento idraulico del Rio Torre (così da concentrare i lavori in un unico lotto) utilizzando fondi municipali o comunali destinati a questa categoria di opere e/o ribassi d’asta dovuti ai lavori di sistemazione idraulica del rio Torre.

-progetto rifacimento Piazza Adriatico: situazione dei fondi stanziati e della procedura presso Ass.Lavori Pubblici
A seguito degli incontri con il Municipio IV Media Val Bisagno e a seguito delle assemblee pubbliche di quartiere svoltesi nell’arco dell’estate 2015 sono state presentate, dai cittadini del quartiere, all’Ufficio dei Lavori Pubblici del Comune di Genova le linee guide per il rifacimento di Piazza Adriatico attraverso l’utilizzo dei fondi ricavati dalla mancata realizzazione del cordolo stradale e della progettazione di Piazza Adriatico derivanti dagli oneri di urbanizzazione del Bricoman.
Si intende chiedere conto all’Amministrazione di quanto presentato e protocollato dagli uffici, chiedendo di essere aggiornati sullo stato attuale della progettazione, facente riferimento all’Assessorato al Territorio del Municipio e all’Assessorato ai Lavori Pubblici del Comune di Genova-Direzione Lavori Pubblici-Settore Progettazione e Opere Pubbliche (Arch. Mirco Grassi). Analogamente si chiede all’amministrazione municipale di aggiornare la cittadinanza sugli esiti della richiesta da parte del Consiglio comunale di effettuare un sopralluogo della Commissione V Territorio presso Piazza Adriatico e Ponte Carrega.

-aggiornamento sui lavori di tracciatura della segnaletica orizzontale presso Via Fratelli Chiarella e realizzazione nuovo attraversamento presso Via Ponte Carrega
A seguito dei sopralluoghi dell’Ufficio tecnico del Municipio IV Media Val Bisagno e della Polizia Locale effettuati nel mese di giugno sulle problematiche relative alla viabilità di Via Ponte Carrega e Via Fratelli Chiarella era emersa la necessità di tracciare una nuova e più efficace segnaletica orizzontale all’inizio di Via Fratelli Chiarella e di installare un nuovo attraversamento pedonale presso i bidoni R.S.U. in Via Ponte Carrega. A seguito di tali iniziative chiediamo al Municipio IV Media Val Bisagno di aggiornare la cittadinanza.

(Su Via Chiarella è stato anche fatto presente, successivamente alla mail e all’incontro con l’Ufficio Tecnico che va rialzato lo scalino con il quale si accede ai civici di Via Fratelli Chiarella, come prima dei lavori. E’ inoltre stato fatto il sollecito ai Chiarella per la sfalciatura delle alberature sul lato sx di Via Fratelli Chiarella)

Risposta del Municipio: in attesa di aggiornamento da Aster

-aggiornamento sulla sistemazione delle aiuole di Ponte Carrega e sull’intervento di Amiu
A seguito del sopralluogo dell’Ufficio tecnico del Municipio, del dirigente di Amiu, del rappresentante dell’amministrazione del condominio Bricoman-Sogegross e dei giardinieri responsabili della manutenzione delle aiuole sono state installate nuove piante al posto di quelle seccate e si sta procedendo alla manutenzione del verde e dell’impianto di irrigazione, così come richiesto dal contratto di gestione delle aree verdi stipulato tra Comune di Genova e gestore dell’area suddetta, oltrechè dalle richieste della cittadinanza.
A seguito di ciò si vuole sottolineare, per permettere una più facile ed efficace manutenzione di tali aree, la necessità di installare dissuasori volti a impedire ai cani di accedere alle aiuole.
Si chiede anche all’Amministrazione municipale di aggiornare la cittadinanza circa una eventuale e auspicabile modifica del contratto di gestione delle aree che al momento non prevedono l’intervento di Amiu per quanto riguarda la pulizia del quartiere nelle aree di nuova realizzazione.
Allo stesso tempo si vuole esprimere vivo apprezzamento per l’installazione da parte di Amiu dei nuovi cassonetti in cemento dislocati in Piazza Adriatico e per la pulizia del verde della Creuza di Salita Terpi.

Risposta del Municipio: in attesa di modifica del contratto di gestione delle aree che avverrà nei prossimi mesi

-trogolo
Chiediamo all’amministrazione di aggiornare la Associazione, stipulante una convenzione di scopo con Questo Municipio per la gestione dell’area del lavatoio di Salita alla Chiesa di Staglieno, circa il proseguo dei lavori di sistemazione del muro di confine tra l’area del lavatoio e quella del Cimitero monumentale di Staglieno.
In assenza di questi necessari lavori di sicurezza, la nostra associazione è costretta a tenere chiusa l’area e a non poter proseguire i lavori di recupero dell’area pubblica.

-pali storici Ponte carrega
A seguito di richieste effettuate nel tempo al Presidente del Municipio IV Media Val Bisagno e all’Ufficio tecnico del Municipio si è chiesta, in passato, la possibilità di inserire nel capitolo di spese municipale riguardante la Illuminazione pubblica l’inserimento della illuminazione storica ai due estremi del Ponte Carrega. Chiediamo all’Amministrazione municipale di comunicarci l’eventuale adesione a questa progettazione già approvata dalla Soprintendenza e dagli Uffici competenti del Comune di Genova.

Inoltre la Associazione ha presentato altre tre segnalazioni al Municipio:

-la prima in data 1 agosto, mandata al Presidente del Municipio IV Gianelli, all’Ufficio Tecnico e alla Soprintendenza è stata poi trasmessa all’ing.Pinasco dell’Ufficio Idraulica del Comune di Genova riguarda lo stato di erosione della platea di Ponte Carrega. Qui di seguito il testo della mail:

Con la presente mail si vuole dare seguito alle segnalazioni fatte in precedenza in sede di audizione in Consiglio Comunale e Osservazioni al Piano triennale dei Lavori Pubblici circa la situazione di degrado ed erosione della platea in cemento armato del Ponte Carrega. Le armature sono oramai da molto tempo a vista e non risultano più essere coperte da cemento; la stessa base si presenta oramai molto erosa e scavata dalle acque. Dando seguito alle richieste dei cittadini riferiamo all’Amministrazione municipale i nostri dubbi e le nostre preoccupazioni per questa situazione e chiediamo al Municipio IV Media Val Bisagno di farsi carico della comunicazione all’Assessorato ai Lavori Pubblici del Comune di Genova affinchè i suoi tecnici possano eseguire un sopralluogo e possano quindi stabilire l’entità del problema e intervenire a salvaguardia del bene storico monumentale di Ponte Carrega, in accordo con la Soprintendenza competente, che legge in copia.
Si resta in attesa di risposta e si saluta cordialmente.

Questa la risposta del Municipio:

Spett. Associazione Amici di Ponte Carrega

In relazione alla Vostra segnalazione di cui sotto, qui pervenuta alla Segreteria del Presidente (prot. 268033/3.8.2016) e   per conoscenza   all’Area Tecnica municipale e ai Beni Culturali, si informa che la stessa,  come da Voi richiesto,  è stata inoltrata  alla Segreteria dell’Assessorato ai Lavori Pubblici del Comune di Genova.

L’Area Tecnica municipale, tramite il Responsabile Geom. Roberto Maragliano, si è peraltro prontamente attivata al fine di verificare, come di sua primaria competenza, quanto da Voi evidenziato, interessando gli Uffici competenti per gli opportuni sopralluoghi e le valutazioni in merito a quanto segnalato.

Cordiali saluti

Il Presidente del Municipio IV

Agostino Gianelli

Segreteria Organi Istituzionali

Municipio IV Media Val Bisagno

(Arrigo Gemignani)

-la seconda in data 9 agosto riguardate la movimentazione terra nel greto del Bisagno all’altezza delle Gavette. della quale l’assessore al territorio del Municipio IV, Gianni Bagnino, ci ha riferito quanto segue: “si tratta di una operazione autorizzata dalla Città Metropolitana e si tratta di terra prelevata da sotto la copertura dello Stadio di Marassi ( Aster sta effettuando la pulizia della parte sottostante la copertura del Bisagno in Piazzale Marassi), stoccata presso il greto all’altezza delle Gavette e in attesa di essere collocata all’altezza della briglia del ponte Monteverde a Staglieno”.

-la terza in data 10 agosto riguardante i lavori di ripristino della pavimentazione presso la rotonda di Ponte Carrega (laddove sono stati effettuati gli scavi per la realizzazione della bocca di lupo, guarda articolo precedente): al posto degli autobloccanti drenanti è stata fatta una asfaltatura del marciapiede. Abbiamo chiesto, tramite il Municipio e l’Ufficio tecnico, spiegazioni: Aster ci ha comunicato che l’asfaltatura è stata voluta perchè, a detta del geometra di Aster, “altrimenti si rischia che la forza dell’acqua si porti via i blocchetti”.  Crediamo che il Municipio possa trovare insieme ad Aster una soluzione diversa da quella oggi adottata e ripristinare la pavimentazione drenante in autobloccanti.

E’ stato poi fatto il punto sulla edicola votiva di Ponte Carrega. La nostra associazione insieme alla Parrocchia di Montesignano è in attesa degli ultimi rinnovi di autorizzazione per iniziare i lavori di riposizionamento dell’edicola.

Infine è stato fatto presente il problema della pensilina dell’autobus mancante in Via Terpi all’incrocio con Via Mogadiscio.