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Gli Amici di Pontecarrega su Radio 24!

Domani tra le 9:00 e le 11:00 siamo in diretta nazionale su Radio24, la Radio de Il Sole 24 ore, ospiti della trasmissione “Si può fare, cronache da un paese migliore”.

http://www.radio24.ilsole24ore.com/programma/paese-migliore/index.php

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A due anni dall’alluvione riapre l’Arci Pontecarrega. Domani alle 18:00 presentazione del libro Animali di Periferia di Donatella Alfonso

Domani alle 18:00 in occasione della riapertura dell’Arci Pontecarrega ci sarà la presentazione del libro sulla Banda XXII Ottobre “Animali di Periferia” con l’autrice del libro, la giornalista di Repubblica Donatella Alfonso e con il Presidente della Fondazione per la Cultura di palazzo Ducale, Luca Borzani.
Si torna a parlare della XXII Ottobre in Piazza Adriatico e Gli Amici di Pontecarrega sono lieti di invitarvi per approfondire insieme all’autrice del libro e a Luca Borzani questo aspetto di storia recente della Val Bisagno e d’Italia.

Ore 18:00

Arci Pontecarrega

 

La festa poi continua con gli altri appuntamenti organizzati dai ragazzi di Piazza e dall’Arci (guarda volantino!).

Dalle ore 15:00 giochi per bimbi con le ragazze del Pentolino; dopo la presentazione del libro Aldo Ascolese si esibirà in un tributo a Fabrizio De Andrè. Seguirà un collegamento “solidale” con la piazza di Pignone, colpita dall’alluvione del 2011. La serata proseguirà poi con Vito e Le Orchestrine e infine con i Senza Dread.

Saranno attivi stand bar e ristorante per tutta la sera!

La domenica la festa prosegue con la raviolata (necessario prenotarsi anche lo stesso sabato) alle ore 12:30 e con lo spettacolo teatrale in genovese della Compagnia S.A.D. che porta in scena “Da o Dria”.

Il quartiere rinasce!

Non puoi mancare, ti aspettiamo!

Regole per il Buon Governo – la riforma della legge regionale Toscana sul governo del territorio

In coerenza con il nostro statuto e manifesto continuiamo il nostro percorso di conoscenza e approfondimento culturale…”la ricerca non sarà condotta genericamente, ma altresì avanzata con metodo, individuando e ricercando di volta in volta le forze e le competenze necessarie per raggiungere  efficacemente tale obbiettivo“.

Ieri abbiamo seguito e partecipato, invitati dal garante per la comunicazione e la partecipazione nel governo del territorio in Toscana, al convegno “Regole per il Buon Governo, la riforma della legge regionale sul governo del territorio”.
Numerosi i contributi di altissimo livello nel mondo della politica e della giurisprudenza che ci hanno dato numerosi spunti su cui riflettere.

Ecco la sintesi delle cose che abbiamo imparato….

Massimo Morisi
Il contributo di Edoardo Salzano, urbanista
Gli anni ’80 hanno rappresentato la fase critica del consumo del suolo in Italia. Il motivo de…terminante è il trionfo della rendita e l’abbandono della pianificazione. La debolezza della p.a. è stata in questo senso molto deleteria. Le amministrazioni non consideravano il consumo di suolo come un fenomeno importante. Fu da subito problema culturale a causa della “ideologia della crescita infinita” e della mancanza di intellettuali e critici capaci di proporre idee alternative. E’ chiaramente anche problema politico a causa della confusione che regna all’interno delle amministrazioni: sono tre le misure che andrebbero prese a livello politico: -una riduzione del consumo di suolo a livello comunale e regionale attraverso la legislazione e strumenti amministrativi; -un conseguente collegamento tra i vari livelli di governo. I vari livelli di governo non si parlano e devono incominciare a farlo; -la regolarizzazione di percorsi partecipativi.
Un ragionamento sui versanti può essere fatto solo dopo un ragionamento sul consumo di suolo. E’ necessario in primo luogo un intervento normativo a livello nazionale. Devono essere date regole uguali per tutte le regioni italiane applicando anche le leggi già esistenti. Ultimo intervento, di importanza primaria, è quello della costruzione di una classe dirigente competente e sensibili ai problemi ambientali.

Convegno


Il contributo di Giampiero Malacchi, climatologo dell’ Università di Firenze
Il clima cambia, ma sono ormai 20 anni che se ne parla e almeno 30 che si sa. Le piogge sono aumentate del 90% negli ultimi 10anni e quindi non c’è da meravigliarsi delle alluvioni di questi ultimi anni: il clima globale …è cambiato e siamo ormai davanti al fatto compiuto. Già negli anni ’80 si era raggiunto il limite delle risorse primarie globali. Siamo quindi già in debito col nostro pianeta. Alla fine degli anni 80 l’80% della popolazione mondiale viveva in aree rurali: ora è esattamente il contrario (80% in città, solo 20% in aree rurali). Come si può quindi contrastare il consumo del suolo? Può contrastarsi solo se è il territorio a tornare fonte di reddito: se non ci sarà una attività economica sul territorio non si potrà pensare a una inversione di tendenza: fino al 1900 la maggioranza delle attività dell’uomo arrivava dalla terra, poi tutto è cambiato e ora paghiamo le conseguenze di uno sviluppo che non può più autosostenersi. Il consumo del suolo può ridursi solo investendo in quella attività agricola che negli ultimi 50anni ha visto ridursi notevolmente la propria forza. Causa di questo declino è stato sicuramente il modello economico capitalista degli ultimi 100 anni che però oggi non funziona più. Il centro dell’ecomia deve tornare ad essere il territorio: non c’è altra via. Abbiamo comunque alle spalle 150 anni di progresso scientifico che può aiutarci a superare questa crisi investendo in maniera differente sul nostro territorio.


Regole per il Buon Governo, la riforma della legge regionale toscana sul governo del territorio
Il contributo di Salvatore Lo Balbo, CGIL
L’80% del costruito in Italia è privato; del rimanente 20, solo il 5% è infratruttura e il 15% è pubblico. Anche senza una legge nazionale gli amministratori possono comunque impedire il consumo di suolo. E’ però soprattutto un problema culturale e amministrativo. La legge nazionale andrà fatta e andrà fatta contro il consumo di suolo ponendo l’attenzione su spazi non impermeabilizzati. E’ necessaria una nuova edilizia con competenze oggi poco presenti sul mercato. Le imprese con una competenza qualificata vanno premiate per dare all’edilizia un futuro, per far si che questo settore non sia più quello che distrugge il il Bel Paese ma sia preparato a valorizzare la sua bellezza. Un grosso errore politico è che non va di moda la parola DECEMENTIFICARE: i fiumi vanno decementificati. Questo è quello che dobbiamo fare e non il contrario. Una soluzione per cercare di mettere al palo le amministrazioni poco virtuose (non solo del sud, anzi!) può essere quella di prevedere delle sanzioni per gli amministratori “poco sensibili” al tema del consumo del suolo ma nessuna legge ad oggi le prevede. Perchè? Chiaramente a causa dei forti interessi in gioco.


Il contributo di Paolo Maddalena, Giudice Vice Presidente emerito della corte costituzionale
Molti dei nostri problemi potrebbero essere risolti solo con la applicazione della Costituzione. La Costituzione ha una disciplina che è stata definita di “dinamismo economico” che si basa sulla redistribuzione della ricchezza e prevede si una proprietà privata ma anche un forte ruolo del pubblico: una democrazia non è salda se uno dei suoi componenti è più ricco dello stato: ecco che il pubblico è quindi un elemento di grande importanza per mantenere la stabilità dello stato democratico: la privatizzazione va perciò combattuta perchè impoverisce il pubblico. L’art. 42 pone in evidenza l’esistenza di una proprietà privata e di una proprietà collettiva: la distruzione del paesaggio colpisce tutti perchè colpisce il bene comune ed è quindi un danno che si fa alla collettività e pertanto un danno che va perseguito. Il territorio appartiene a tutti: il privato non ha di per se un diritto di costruire perchè il diritto di costruire non è compreso all’interno del diritto di proprietà.  La proprietà privata ha un valore sociale: se un proprietario non utilizza il suo territorio o il suo immobile deve essere tassato dallo stato perchè il privato in questo modo impedisce che un bene collettivo possa essere di beneficio per tutti. Ogni pezzo di terra anche se privato deve avere quindi una funzione sociale: un territorio abbandonato non ha utilità sociale. L’Italia ha bisogno di una sola grande opera: la sistemazione idrogeologica del paese. La costituzione ci da i mezzi per intervenire; ora serve la volontà politica.

A Firenze,al convegno “Regole per il buon Governo, la riforma della legge regionale sul governo del territorio”

In viaggio verso Firenze.
La nostra associazione oggi in trasferta, invitata a Palazzo Strozzi, sede della Regione Toscana, per seguire e partecipare al convegno “Regole per il Buon Governo, la riforma della legge regionale sul governo del territorio”.
Scopo del nostro gruppo studio in questa occasione è quello di approfondire il contenuto della legge toscana sulla partecipazione, n.46/2013. Nelle intenzioni dei proponenti questa legge rappresenta una piccola rivoluzione nel contesto italiano da cui speriamo di trarre suggestioni interessanti da mettere a profitto anche nel contesto genovese e ligure.
Ne parleremo con il professor Morisi dell’Università di Firenze e con il Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi. Schermata 2013-11-19 a 21.36.57

Discorso-manifesto workshop di venerdì 8 novembre

Cementifera-vigna
Il discorso-manifesto costruito durante il workshop di venerdì 8 novembre e poi rielaborato e infine letto da Eugenio Bracco nella Sala del Minor Consiglio di Palazzo Ducale. Una orazione alta che rappresenta il nostro pensiero e le nostre riflessioni durante il convegno dell’8 e 9 novembre 2013:
L’ Associazione è nata da confronti che fanno scoprire, se non identità assoluta di vedute, forti convergenze.   Da particolare impulso la coscienza di essere quella generazione di mezzo fra due epoche, una industriale dagli effetti pesanti che appartiene al passato e una futura che vorremmo di “riqualificazione” ma che vediamo albeggiare malamente.   Le nostre esperienze (e anche le nostre speranze) vertono su cinque versanti tematici: ECOLOGICO IDROGEOLOGICO LAVORATIVO PAESAGGISTICO DELLA VIABILITA’   In ordine alfabetico.   Infatti sia l’alluvione di due anni fa che i progetti “ex” (GUGLIELMETTI, ITALCEMENTI, MOLTINI), anch’essi in ordine alfabetico, si fondono fra loro e producono un unico, forte e complesso, impatto.   Di ciò bisogna assolutamente preoccuparsi, perché lasciar fare comporta gravi rischi. Lo stesso lavorìo istituzionale non è stato soddisfacente ne’ quantitativamente ne’ qualitativamente ne’ cronologicamente. Tanto più che abbiamo vissuto (almeno qualcuno di noi) qualche passaggio di greve demagogia come “l’AGENDA 21”, l’ipotizzazione di un sistema di sviluppo e rapporti così armoniosi da creare condizioni di vita complessivamente più avanzate per tutti quelli che lo vivevano. Perché è appurato: dove ci sono essenzialità di ordine ambientale e diffuso decoro si vive meglio, si cresce bene, si diventa qualcosa di nuovo e di più.   Il paradosso è che questo luogo, individuato per la quale operazione, e per cui andavano a disporsi anche risorse economiche europee, era….. la Valbisagno…..   Ora, basta guardarsi in giro, soprattutto in zona PonteCarrega (con estensione ai piccoli agglomerati di Laiasso, Campo, S.Sebastiano, Bligny e Sciorba), e si capisce che il senso di marcia è esattamente il contrario. Vien da dire che il cemento, una sorta di vocazione, come se fosse millenaria, al cemento, anche se passa dalla produzione alla colata edilizia, ci resta appiccicata, come se fosse stato sempre così.   Ma io so, ho “testimoni”, che ancora novant’anni fa l’area oggi Bricoman era una grande vigna, nel contesto ricco anche di altre coltivazioni, nella miglior tradizione “bisagnina”, in cui si faceva una grande vendemmia e poi, nella villa Chiarella di Montesignano, un mare di vino…   Anche l’albergo sul Lungobisagno (di per se’ quasi privo di nocività) si presenta con forme invadenti ed esorbitanti.   Genera perplessità pure la contraddizione dell’esaltazione dei beni culturali del sito contrapposta alla determinazione di eliminare quello che è ormai l’ultimo ponte antico sul Bisagno.
E’ stata una grande opportunità, questo Convegno. Anche se mi sento salire da dentro una domanda: qui, con scienziati che conoscono bene i fenomeni, con tecnici che sanno fare, con politici che sono preposti alle decisioni, perché mai c’è bisogno di me e di quelli come me?…
E.B.
GE – Palazzo Ducale, 9/11/MMXIII
(la foto è una ricostruzione fatta dal nostro staff tecnico della località “il Nane” pezzato di vigne ai primi del novecento, nel sito oggi sorge il cantiere per l’edificio Bricoman)

Rassegna stampa sul convegno

Iniziamo a pubblicare la rassegna stampa dedicata al convegno

Tele Nord – 09/11/2013

Tele Nord – Mattina

Il WWF a Primocanale su Live News

Repubblica 10/11/2013

Corriere Mercantile 10/11/2013

Corriere Mercantile 09/11/2013

Repubblica 08/11/2013

Il Secolo XIX 08/11/2013

Corriere Mercantile 08/11/2013

Chi sono i docenti che partecipano al Convegno: il team di docenti per “Genova, dal dissesto idrogeologico un’opportunità per la città””

A pochi giorni dal Convegno “Genova, dal dissesto idrogeologico un’opportunità per la città” vogliamo presentarVi il piatto forte della nostra iniziativa: per parlare di alluvione e cultura del rischio siamo andati a cercare le migliori competenze in campo nazionale ed internazionale.

Siamo orgogliosi pertanto di poter presentare i profili accademici dei singoli relatori universitari che parteciperanno al convegno:

 

 

 

Logo_Politecnico_Milano

Il professor Renzo Rosso, http://www.diiar.polimi.it/cimi/persona.asp?id=21

è professore ordinario di Costruzioni Idrauliche e Marittime e Idrologia nel Politecnico di Milano.

E’ considerato uno dei massimi esperti di idraulica in Italia e in Europa. E’ stato insignito del prestigioso Henry Darcy Medal, il riconoscimento della European Geosciences Union, Division on Hydrological Sciences.

 

 

 

 

Il Professor Menduni http://www.diiar.polimi.it/cimi/persona.asp?id=96 è professore associato al Politecnico di Milano, ricopre ora la carica di Commissario delegato per l’emergenza conseguente all’evento sismico del 21 giugno 2013 in Garfagnana su incarico della Presidenza del Consiglio dei Ministri. E’ stato inoltre Segretario di Bacino del fiume Arno ed è autore di una recente pubblicazione http://libreriarizzoli.corriere.it/Perch-.-Le-ragioni-dell-Italia-dei-disastri-e-qualche-idea-per-cambiare-le-cose/KpqsEWcVQjsAAAE93W9mhAFv/pc?CatalogCategoryID=Q62sEWcW7XcAAAEryr0dhq_J&Root=eBook che sarà oggetto del suo intervento al convegno.

unigeIl Professor Giorgio Roth è da poco diventato Direttore del Dipartimento di Ingegneria civile, chimica e ambientale dell’Università degli Studi di Genova. E’ membro del Gruppo Nazionale per la Difesa dalle Catastrofi Idrogeologiche del CNR ed è autore di numerose pubblicazioni internazionali.

 

 

http://www.dicca.unige.it/ita/info/staff/persone/GiorgioRoth.php

 

Il professor Brancucci, http://www.arch.unige.it/per/doc/brancuccig/brancuccigw1.htm insegna Geomorfologia Applicata presso il DSA dell’Università degli Studi di Genova.

Ha svolto attività di ricerca compiendo studi relativi all’evoluzione morfo-climatica del territorio. In particolare ha concentrato la sua attenzione alle problematiche della variabilità climatica e della sua influenza sulla morfogenesi e morfodinamica del territorio.

 

Fondazione Politecnico di Milano

 Il Professor Daniele Fabrizio Bignami è professore a contratto di Rischio idrogeologico e Protezione Civile presso il Politecnico di Milano e Research Project Manager presso la Fondazione Politecnico di Milano: https://www4.ceda.polimi.it/manifesti/manifesti/controller/ricerche/RicercaPerDocentiPublic.do?EVN_ELENCO_DIDATTICA=evento&lang=IT&k_doc=18368&aa=2013&tab_ricerca=2&jaf_currentWFID=main

Protezione Civile al convegno. Inizia una colloborazione con gli Amici di Pontecarrega

Due anni fa l’alluvione del 4 novembre che ci ha portati, in un percorso critico, ad elaborare il convegno che si aprirà venerdì 8 novembre e che avrà il suo culmine sabato 9 al Ducale.

Dopo la tavola rotonda organizzata per organizzare al meglio il convegno sul dissesto idrogeologico è nato un nuovo percorso con la Protezione Civile del Comune di Genova. Il cambiamento di rotta era da noi stato auspicato da tempo; da almeno un anno volevamo coinvolgere l’Istituzione comunale in un percorso di “cultura del rischio” che solcasse un netto taglio con un passato fatto di errori e di disattenzione. E’ necessario, secondo il nostro punto di vista, convivere con il rischio ed arrivare preparati all’evento alluvionale ritenendo utopico e sbagliato parlare apertamente del concetto di “messa in sicurezza”. Consapevoli della difficoltà di eliminare del tutto il rischio alluvionale dalle nostre vite avevamo quindi chiesto al Sindaco Doria in visita a Pontecarrega di non limitarsi a fare installare le sirene per l’allarme ma di coinvolgere la popolazione in un progetto di formazione della cultura del rischio. Questo momento è arrivato e il primo passo è rappresentato proprio dalla partecipazione al convegno del Responsabile della Protezione Civile del Comune di Genova, la dottoressa Monica Bocchiardo, la quale parteciperà alla tavola rotonda dal titolo “Convivere con il rischio” che si terrà alle ore 12:00 di Sabato 9 novembre presso il Salone del Minor Consiglio di Palazzo Ducale.

Il secondo passo? Ve lo illustreremo con più precisione dopo il Convegno!protezione_civile

 

Ascanio Celestini e Discorsi alla Nazione

Abbiamo incontrato Ascanio Celestini qualche giorno fa alla Corte. Poi abbiamo preparato un po’ di nostro materiale e, grazie al Teatro dell’Archivolto, abbiamo fatto recapitare sulla sua scrivania qualche notizia sulla nostra associazione! Siamo andati allo spettacolo e nel suo work in progress, durante lo spettacolo d’avanguardia (come lui lo ha definito) sono entrate parole come “esondazioni dei fiumi cementificati” e poi qualche sagace riferimento alle “cooperative dei compagni”, che ci hanno fatto sorridere, riflettere e allo stesso tempo balzare dalla poltrona. Nella nostra ingenuità, nelle nostre fantasticherie notturne abbiamo pensato a un piccolo riferimento alla realtà che gli avevamo presentato. Chi invece tra noi è più realista ha pensato a una coincidenza e a una constatazione: non siamo solo noi ad aver toccato certi temi. Non siamo solo noi ad esserci resi conto di certe realtà: della fragilità del nostro territorio e della cementificazione selvaggia, della scaltrezza di certi costruttori “politicizzati”. Che sia un caso o una volontà precisa vogliamo ringraziare Ascanio Celestini per uno spettacolo che ha toccato le nostre coscienze civili.

Siete ancora in tempo per vederlo e per regalarVi un’ora e mezza di riflessione unica e forte: Discorsi alla Nazione va in scena oggi pomeriggio alle ore 17:00 presso il Teatro Modena di Sampierdarena.

Anche Arpal al convegno

A pochi giorni dall’inizio del convegno sul dissesto idrogeologico “Genova, dal dissesto idrogeologico un’opportunità per la città” presentiamo gli ospiti che daranno un taglio scientifico agli interventi.

Per la Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente Ligure parteciperà la dottoressa Francesca Giannoni,ingegnere idraulico ed esperta di previsioni pluviometriche, la quale prenderà parte alla tavola rotonda dal titolo “Convivere con il rischio” che si terrà alle ore 12:00 presso la Sala del Minor Consiglio di Palazzo Ducale.

 

Potete trovare più informazioni sulla attività di Arpal sul sito istituzionale: http://www.arpal.gov.it/Arpal

Un ricordo dell’alluvione del 1970 nella musica e nelle parole del Prof. Renzo Rosso, ospite del nostro convegno

Leggi l’articolo de Il Corriere della Sera: http://www.corriere.it/cronache/10_ottobre_05/alluvione-genova-1970_d78478b0-d087-11df-9b01-00144f02aabc.shtml

Il Convegno anche nel programma ufficiale di Palazzo Ducale!

La Associazione Amici di Pontecarrega e il Convegno “Genova, dal dissesto idrogeologico una opportunità per la città” compaiono sul programma ufficiale della locandina eventi di Palazzo Ducale.

La Fondazione per la Cultura di Palazzo Ducale patrocina l’evento e ha messo a disposizione una delle sue più prestigiose sale per accogliere l’evento: il Salone del Minor Consiglio farà infatti da splendida cornice al Convegno nella giornata del 9 novembre!

Guarda il volantino web: http://www.palazzoducale.genova.it/newsletter/questasettimana.htm

La Fondazione Cima partecipa al convegno!

CMYK baseAd una settimana dall’inizio del convegno sul dissesto idrogeologico “Genova, dal dissesto idrogeologico un’opportunità per la città” presentiamo gli ospiti che daranno un taglio scientifico agli interventi.

Per la Fondazione Cima, fondazione universitaria con sede nel campus UniGe di Savona parteciperà il Vice-presidente Professor Luca Ferraris, il quale prenderà parte alla tavola rotonda dal titolo “Convivere con il rischio” che si terrà alle ore 12:00 presso la Sala del Minor Consiglio di Palazzo Ducale.

Potete trovare più informazioni sulla attività della Fondazione Cima sul sito www.cimafoundation.org

Anche l’attore Mauro Pirovano al Convegno sul dissesto idrogeologico

Anche l’attore Mauro Pirovano al convegno dell’8 e 9 novembre. Un breve intermezzo tra un docente universitario ed un altro per parlare di Bisagno da un punto di vista popolare con un artista che studia e ricerca aneddoti andati perduti nel tempo. Pirovano racconterà poesie e storie popolari che raccontano il Bisagno: riteniamo sia necessario il contributo culturale in un convegno che non è solo scientifico e che sia anzi fondamentale per imparare a conoscere meglio la Valle in cui viviamo.

Sabato 9 novembre 2013
Sala del Minor Consiglio di Palazzo Ducale

Mauro Pirovano

GENOVA, DAL DISSESTO IDROGEOLOGICO UN’OPPORTUNITA’ PER LA CITTA’. Presentazione del convegno dell’8 e 9 novembre prossimi

 

LA LOCANDINA DEL CONVEGNO DELL'8 E 9 NOVEMBRE PROSSIMI!Brochure

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Brochure

Dopo il lavoro svolto in questi mesi sul tema del dissesto idrogeologico nell’ambito del gruppo di lavoro promosso dal Wwf, l’Associazione Amici di Pontecarrega è orgogliosa di presentare il programma del Convegno che l’8 e il 9 novembre prossimi vedrà impegnati, tra la Val Bisagno e Genova Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, alcuni tra i maggiori esperti di dissesto idrogeologico in campo nazionale e internazionale. Per parlare di dissesto idrogeologico in modo puntuale e scientifico, partendo dai cambiamenti climatici per arrivare nel caso particolare alla Val Bisagno.
I cittadini si muovono: appoggiata la vanga dopo il dramma del 4novembre, questo vuole essere il nostro modo per non dimenticare: vogliamo parlare di alluvioni, di piani di protezione civile, di cultura del rischio. Per farlo siamo andati a cercare il meglio: Fondazione Politecnico di Milano, Università di Genova, CIMA Research Foundation.

Con loro abbiamo costruito un convegno che parte dal basso e che vuole essere partecipato da tutta la cittadinanza e soprattutto dalle Istituzioni. Cerchiamo il confronto e non lo scontro e con umiltà abbiamo cercato di imparare qualcosa su questo tema che deve diventare di interesse quotidiano, in una città fragile come Genova: la convivenza con il rischio va insegnata e deve diventare un tema comune a tutti.

La solidarietà nata in quei giorni continua e dà i suoi primi frutti con un convegno nato da chi dal fango ha cominciato un percorso critico e di studio, analizzando cause e problemi e giungendo ad alcune proposte che saranno esposte durante la due giorni di convegno.

Il convegno è strutturato su due giorni:

 Venerdì 9 si svolgeranno quattro workshop con altrettanti Comitati o Associazioni impegnate nella problematica del rischio idrogeologico. I cittadini faranno da ciceroni guidando gli esperti nei quartieri a rischio, esponendo loro osservazioni e problematicità. Per una volta il ruolo si ribalta: il docente osserva e ascolta il cittadino, la sua esperienza sul campo.
Poi, nell’incontro residenziale presso il Municipio di Molassana in piazza dell’Olmo, il professore torna a parlare dalla cattedra esponendo le sue conclusioni in un documento condiviso che sarà esposto il giorno dopo a Palazzo Ducale.
La giornata si conclude con la proiezione

del film evento Se Io Fossi Acqua, alle ore 21:00 presso la Sala Punto di Incontro Coop Val Bisagno (qui tutte le info:https://www.facebook.com/events/211538622364485/?hc_location=stream ).
Sabato 9 novembre invece il convegno classico con i contributi di docenti, Istituzioni e cittadini nel più bel salotto della città: il Salone del Minor Consiglio di Palazzo Ducale per parlare del dissesto idrogeologico come di una opportunità che Genova non può permettersi di perdere: opportunità culturale per divulgare una cultura del rischio che ci renda consapevoli e attenti, opportunità per tornare a curare il nostro territorio e a prendercene cura.

Vi aspettiamo!

Gli Amici di Pontecarrega

>> SCARICA IL VOLANTINO <<

 

(musica di sottofondo: 1970 Alluvione a Genova, La chitarra di Bellafontana di Renzo Rosso – vedi il video su: http://www.youtube.com/watch?v=CV_mW7mC21U&feature=player_detailpage)

Il documentario Se Io Fossi Acqua a Genova per il convegno sul dissesto idrogeologico

se io fossi acquaEsattamente due anni fa una violenta alluvione si abbatteva sullo spezzino. Pochi giorni il dramma si abbatteva con ferocia anche su Genova.

A due anni da quel tragico evento e in occasione del convegno sul dissesto idrogeologico presentiamo la proiezione di “Se Io Fossi Acqua”, documentario che narra il dramma e la rinascita di una comunità colpita dall’alluvione del 25 ottobre 2011, nella Valle del Pignone.

Venerdì 8 Novembre 2013
ore 21
Sala Punto Incontri Coop Val Bisagno
Lungo Bisagno Dalmazia 75

Il documentario sarà presentato da Mauro Pirovano e dalla giornalista Anna Maria Coluccia de Il Corriere Mercantile che dialogheranno con i tre autori Luigi Martella, Massimo Bondielli e Marco Matera sul film e sul fragile rapporto che intercorre tra dissesto idrogeologico e cementificazione.

https://www.facebook.com/SeIoFossiAcqua

Oggi su Il Secolo XIX una nostra testimonianza sul quartiere a due anni dall’alluvione

Si parla solo di aumentare parcheggi e di realizzare nuovi centri commerciali. Ma della gente, delle persone non ne parla nessuno. Oggi, invece, su Il Secolo XIX Web, l’intervista di Licia Casali ai nostri Ivan, Sabrina e Simona a due anni dal 4 novembre. Ascoltate le loro parole e la loro testimonianza! Loro parlano di piazza, di vivibilità, di dignità.
Questa è politica nel senso più alto.
Punto.

http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2013/10/21/AQcKhvj-piazza_adriatico_abbandonati.shtml

Un parcheggio è sempre meglio di una piazza

SoloParkOggi Il Corriere Mercantile dedica due pagine a Pontecarrega e in particolare alla variante del Bricoman che è in via di approvazione in giunta comunale (ma prima deve passare in giunta municipale per una osservazione che anche se non vincolante è politicamente incisiva). Crediamo che alla fine la variante verrà approvata. Ancora una volta sarà il nostro territorio a pagare il prezzo più alto di un progetto perdente e le poche migliorie da noi proposte (sostanzialmente mettere qualche albero nel parcheggio) non saranno realizzate, nonostante le parole dei nostri amministratori, da sempre favorevoli (a loro detta) ad una mitigazione dell’impatto: impossibile infatti piantare alberi su un parcheggio in struttura. Come si concluderà la questione? Facile. Puntando sulla mancanza di parcheggi pubblici. Ad oggi infatti non c’è nessun accordo tra amministrazione e Bricoman per l’apertura al pubblico dei parcheggi privati della struttura. Questi parcheggi sono “privati ad uso pubblico”, il che significa che dalle 22:00 alle 6:00 i parcheggi saranno chiusi al pubblico. Degli 80 parcheggi oggi esistenti su Via Pontecarrega e in parte su Lungo Bisagno Dalmazia ne saranno realizzati solo 26 pubblici. Un errore voluto? Secondo noi si perchè in questo modo Bricoman potrà avere carta bianca all’approvazione di una variante che, pur prendendo in giro il cittadino e la nostra associazione, accontenterebbe sia l’amministrazione (la panacea dei parcheggi), sia il proponente (il piano ancora invenduto potrà essere venduto più facilmente se presentato agli acquirenti con un’area di 6.000 mq in più di parcheggi pertinenziali e quindi di potenziali clienti). Eppure i parcheggi sarebbero più che sufficienti per l’intero quartiere e anche di più: 208 parcheggi sono già previsti infatti solo nel piazzale antistante il Bricoman. In questo modo rispondiamo anche al presidente Gianelli che oggi a Primocanale ha dichiarato di volere i parcheggi: i parcheggi ci sono già e a questi possiamo anche aggiungere l’innumerevole mole di parcheggi che sarà realizzata nella copertura della ex Guglielmetti: un grande parcheggio che andrà da Pontecarrega a Piazzale Bligny.
Caro Presidente, non sono i parcheggi che mancheranno a Pontecarrega, ma spazi aggregativi e sociali.
(Nota bene, gli alberi nel render di cantiere sono un inganno, non sono mai stati previsti, come è scritto nella relazione istruttoria: il piazzale antistante all’edificio e il parcheggio… saranno delimitate da aiuole idoneamente piantumate con essenze a basso fusto e cespugli)

Dario Vergassola interverrà al convegno sul dissesto idrogeologico!

18 giorni al convegno sul Dissesto idrogeologico!
Tra gli ospiti, l’attore comico Dario Vergassola: da Napoli, dove è impegnato nelle riprese di un programma insieme a Licia Colò, si collegherà con noi per parlare di alluvione e per ricordare la sua esperienza durante l’alluvione dello spezzino del 2011.Dario Vergassola

Un film già visto..


Metropolis-new-tower-of-babel

Tra qualche giorno la giunta dovrà esprimersi per l’approvazione della variante richiesta dal gruppo Coopsette, per l’edifico in cui andrà a collocarsi il nuovo negozio Bricoman.

Il film sarà sempre lo stesso, forse perché queste cose sono regolate con accordi preliminari, dove i cittadini contano come il due di picche.

Come associazione da circa un anno abbiamo chiesto il miglioramento del progetto attraverso semplici interventi di piantumazione di alberi a medio e alto fusto intorno all’attività prevista. Questa richiesta sarebbe un minimo riconoscimento e attenzione per il disagio che sarà arrecato a chi dovrà vivere con il traffico e l’aumento dell’inquinamento portato dei nuovi centri commerciali.

Dopo sei mesi di comunicazioni politiche e istituzionali, dove i signori di turno esprimevano compiacenza e approvazione alle nostre richieste, il risultato è stato quello di ottenere una variante dove al posto del piazzale del parcheggio viene proposta una nuova struttura per aumentare i posti auto pertinenziali.

Evidentemente nel progetto approvato i posteggi previsti non erano sufficienti.

In questa storia troppe cose non tornano: un ponte del 1788, non più idoneo al piano di bacino, si deve abbattere senza nemmeno prospettare un suo adeguamento. Perché questa volontà distruttiva? Forse non si conosceva il valore storico o culturale del monumento? In tal caso l’ipotesi è ancora più inquietante perché getterebbe un ombra sulle capacità, soprattutto culturali, dei progettisti proponenti. Noi non crediamo che sia così. Anzi i tecnici a questo livello sono molto bravi, piuttosto crediamo che abbiano risposto alle esigenze di un committente superiore, ma quale?

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Dopo l’abbattimento di Ponte Carrega il progetto prevede il rifacimento di un ponte a quattro corsie automobilistiche con innesto nella rotonda verso i nuovi centri commerciali: ex-Italcementi, ex-officine Gulgielmetti. Ma non è difficile prospettare che il nuovo ponte è realizzato per favorire l’accesso veicolare verso l’area delle Gavette, oggi di proprietà del Comune tramite la società controllata S.P.IN.spa

In tutto questo procedere sembra che ci sia una regia superiore, estranea anche alla volontà dichiarata dalle principali forze politiche di maggioranza e dei cittadini. In campagna elettorale si diceva: “..non s’intende avvallare un modello di insediamento presente in altre parti della citta (Campi) , molti di noi hanno creduto a queste affermazioni, ma i fatti, ora è certo, sono un’altra cosa.

In Val Bisagno ci sono grandi distretti di trasformazione, aree pubbliche da vendere ai privati e da far fruttare il più possibile con la monetizzazione e gli oneri di urbanizzazione, proprio come è già avvenuto per l’ex area italcementi e le ex-officine Guglielmetti. Diciamo la verità, le grandi aree pubbliche, per essere appetibili ai privati, dovranno essere prima raccordate con una nuova viabilità, altrimenti la vallata esploderà.

Ma come far passare tutta questa opera di trasformazione senza che ci sia un opposizione forte dei residenti che presto saranno travolti dal nuovo traffico, inquinamento e rumore, con un declassamento complessivo della qualità di vita?

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Occorre qualcosa che attragga il consenso e che sia anche di grande riscontro mediatico, diversamente nessuno approverebbe una trasformazione della Val Bisagno nella Val Polcevera del levante.

Ecco quindi l’idea di unire il concetto della messa in sicurezza idraulica“, ovvero di un  fine superiore al quale nessuno porterà opporsi, all’idea della mobilità.

La chiave è la necessità di un TPL veloce, e in tal senso ben vengano anche le riduzioni degli autobus e la difficoltà dei cittadini nel muoversi. Questo non farà altro che portare consenso e maggiore pressione per la realizzazione dell’opera, ma riducendo il rischio di critiche sulla qualità della progettazione che favorisce non solo il trasporto pubblico ma soprattutto quello privato. Non era possibile un altro progetto altrettanto efficace per il trasporto pubblico ma meno impattante per l’ambiente e magari capace di riqualificare il tessuto urbano in un senso più umanoIl progetto del TPL presentato prevede l’abbattimento dei cinque ponti, tra cui lo storico Ponte Carrega, e la ricostruzione di solo due ponti a quattro corsie automobilistiche, non viene quindi favorita la mobilità pedonale tra le due sponde (distruzione delle attuali passerelle pedonali senza loro sostituzione) isolando le due sponde che rimarranno fra loro irraggiungibili senza un mezzo di trasporto. Tutto il progetto è pianificato per non intaccare, anzi favorire, la circolazione di mezzi privati. A ben guardare il progetto sembra essere studiato dalla stessa regia che ha mosso la volontà di costruire in Val Bisagno gli enormi centri commerciali, ovvero appartenere a quella volontà assoluta di non sottrarre spazio alla circolazione veicolare privatache anzi deve essere agevolarla, se no ai centri commerciali chi ci va?

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(rampa elicoidale prevista vicino alla rotonda di Ponte Carrega per l’accesso al centro commerciale Coop)

Dunque se verrà approvata la variante del parcheggio in struttura presentata dalla ditta Coopsette per aumentare il numero di posti auto di pertinenza al Bricoman, sarà un ulteriore riprova di questa volontà.

 

(alcune immagini sono tratte dal film metropolis di Fritz Lang)

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