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Perchè. La ragione dei disastri. Un libro del prof. Giovanni Menduni

“Perchè. La ragione dei disastri”.
Un e-book del nostro caro amico, il Professor Giovanni Menduni del Politecnico di Milano. Un’opera assolutamente da leggere per meglio comprendere il tema del dissesto idrogeologico in Italia.

La trama del libro:
Il nostro Paese, ormai tutti lo sanno, si presenta come una sorta di show room del rischio naturale. Il territorio di tutte le venti regioni e quello di più o meno tutti gli oltre ottomila comuni, è soggetto a qualche forma di minaccia: frana, alluvione, subsidenza, allagamento, incendi boschivi, tsunami. Pure gli uragani, come si è visto a Taranto nel novembre del 2012, non mancano. Per non parlare dei terremoti che, per diverse ragioni costituiscono un capitolo a parte e dei quali, in questo libro, non tratteremo. Non ci facciamo mancare nulla, e si tratta di un rischio che si materializza con straordinaria frequenza in eventi drammatici, con danni ingentissimi e talvolta, purtroppo, vittime. L’Italia è stato anche un paese che ha seriamente provato a mettere a posto le cose. Ha dedicato tempo, denaro, intelligenza, a sviluppare una propria politica originale e autonoma che potesse governare questo problema. Ha anche segnato alcuni risultati importanti, battaglie volte a proprio favore in una guerra che, oggi come oggi, si presenta tuttavia ancora lunga, faticosa e tutt’altro che vincente. Anzi, diciamoci pure che la questione è messa piuttosto male e possiamo constatarlo pressoché ogni giorno. Questo libro si domanda il perché, anzi i perché di questa situazione e cerca di proporre anche qualche risposta. L’Autore ha vissuto in prima persona, e sotto diversi ruoli, molti passaggi di questa storia. Si tratta dunque di un pensiero “di parte” che ricalca i frutti di una storia personale e che, per questo, non pretende di offrire una trattazione organica e completa della materia dal punto di vista tecnico, giuridico o storico. E’ una visione sostanzialmente contro corrente che si oppone ad alcuni stereotipi che nel tempo sono andati a consolidarsi nel pensiero collettivo. Tra questi l’atteggiamento fideistico nei confronti delle opere di ingegneria, trascurando al contempo il governo del territorio e il ruolo attivo delle comunità nell’affrontare la difesa dalle calamità.
http://libreriarizzoli.corriere.it/Perch-.-Le-ragioni-dell-Italia-dei-disastri-e-qualche-idea-per-cambiare-le-cose/KpqsEWcVQjsAAAE93W9mhAFv/pc?CatalogCategoryID=Q62sEWcW7XcAAAEryr0dhq_J&Root=eBook

Il Politecnico di Milano a Pontecarrega e Piazza Adriatico. Prosegue il lavoro post convegno con Protezione Civile

Ieri mattina abbiamo dato seguito al nostro percorso incominciato col gruppo di lavoro sul dissesto idrogeologico e proseguito con il convegno dell’8 e 9 novembre scorsi.
Durante la preparazione del convegno infatti era emersa da parte nostra la richiesta di approfondire il tema della autoprotezione e della partecipazione della cittadinanza in tema di cultura del rischio e di protezione civile. Avevamo quindi chiesto alla dott.ssa Bocchiardo, capo della Protezione Civile del Comune di Genova, di organizzare un incontro per parlare più specificatamente della situazione di Piazza Adriatico e Pontecarrega. L’incontro è stato organizzato insieme alla segreteria dell’assessore alla Protezione Civile Gianni Crivello e si è tenuto venerdì 17 gennaio presso il suo ufficio al Matitone. Insieme a noi e da noi invitati c’erano Rinaldo Mazzoni del WWF e i professori Rosso e Bignami del Politecnico di Milano. Era nostra intenzione infatti, fin da subito, evitare ogni incontro politico e puntare fin da subito alle competenze tecniche e ad una riunione tecnica: in questa ottica erano stati informati dell’incontro anche i tecnici del Cima e il prof. Roth dell’Università di Genova, mentre la presenza dell’ing. Francesca Giannoni del Centro Funzionale MeteoIdrologico di Protezione Civile della Regione Liguria di Arpal è stata compromessa dallo stato di allerta 2 sul resto della Regione Liguria. Anche l’ass. Briano è stata informata mentre per quanto riguarda il Comune di Genova erano presenti all’incontro gli assessori Gianni Crivello (Lavori Pubblici e Protezione Civile), Valeria Garotta (Ambiente), la dott.ssa Monica Bocchiardo (Protezione Civile) e il dott. Franco Ravera.

L’incontro aveva come oggetto due temi:
Il primo tema era quello delle misure di protezione civile da adottare nel quartiere; dal caso generale affrontato durante il convegno ad un caso particolare e pratico da noi identificato in Piazza Adriatico e Pontecarrega in cui cercare di applicare i progressi fatti da Protezione civile nel campo della gestione del rischio finora affrontato con le sole scuole. Noi ci siamo proposti come promotori e portatori di interesse della possibilità di organizzare una esercitazione insieme alla Protezione Civile. Contemporaneamente abbiamo però espresso alcuni punti fermi: la nostra associazione si occupa di promozione sociale e non può prendersi responsabilità per le quali non è preparata. In secondo luogo abbiamo espresso le nostre perplessità sulle scelte del Comune nel nostro territorio: benissimo l’intenzione di una diversa e condivisa gestione delle emergenze ma per quanto riguarda il governo del territorio abbiamo ritenuto di esprimere le nostre considerazioni su alcune realtà che sono sotto gli occhi di tutti e che non possono essere ignorate: la costruzione dei grandi centri di attrazione in zone inondabili; l’aumento del traffico in zone inondabili; lo slittamento dei lavori del Rio Torre al 2015; la presenza di famiglie nei primi piani di Piazza Adriatico nonostante la revoca dell’uso abitativo e il rischio della revoca del decreto alla fine dei lavori su Rio Mermi e Rio Torre. Purtroppo le risposte non sono state molto esaustive per il fatto che la Protezione Civile non si occupa di tutto ciò che è strutturale che invece compete al comune. Proprio per questo e per la presenza degli ass. Crivello e Garotta c’era stata da parte nostra la volontà di fare queste premesse.

Il secondo grande tema dell’incontro era quello di portare i nostri amministratori a conoscenza delle misure di flood proofing: Il Politecnico di Milano fa da tempo ricerche sull’utilizzo e l’applicazione di queste tecniche. Si tratta di barriere non strutturali, gonfiabili o fisse, che possono essere montate in pochi minuti in caso di emergenza (alcune con un compressore, altre con il solo posizionamento) e poi possono essere trasferite in altri posti. Non risolvono il rischio alluvionale ma contribuiscono a rendere meno gravi i danni e a salvare negozi e appartamenti. Il costo di queste misure ancora poco diffuse non è proibitivo e comunque non paragonabile ai danni che un’alluvione può provocare: per questo fin dal Convegno abbiamo voluto approfondire questo aspetto della “cultura del rischio”. Il nostro invito rivolto al Politecnico di Milano era proprio rivolto ad approfondire questo tema completamente nuovo nella nostra regione e nel nostro comune ma con numerose applicazioni nel resto del mondo.
Il prof. Bignami quindi ha illustrato le varie tecniche più innovative, alcune già utilizzate in Italia e già in uso in Piemonte e Lombardia. L’idea più semplice è quella delle paratie che si vedono alle porte dei negozi o dei sacchi di sabbia lungo gli argini dei fiumi: sostanzialmente il flood proofing parte da questa idea base e semplice per arrivare a delle soluzioni tecnologicamente molto più avanzate ed efficaci rispetto alle paratie o ai sacchi di sabbia di cui sopra.
Il comune ha espresso interesse su un tema fino a ieri sconosciuto: la disponibilità è per ora quella di comiciare a tessere una alleanza con associazioni e municipi e cercare la disponibilità di fondi attraverso finanziamenti europei o progetti smart city.
Protezione Civile invece si concentrerà sulla proposta di organizzare un incontro/esercitazione con la popolazione di Pontecarrega e Piazza Adriatico: nella seconda metà di febbraio si terrà un sopralluogo sul posto con la dott.ssa Bocchiardo per organizzare l’esercitazione.
Il prof. Rosso ha poi proposto di rendere questo progetto come il PROGETTO PILOTA di un percorso partecipato di cittadinanza attiva che vedi impegnati in prima persona i cittadini e quindi la protezione civile con il solo ruolo di coordinazione. Anche nella nostra ottica potrebbe essere così e la presenza del WWF serviva anche ad affermare questa volontà di ripetere l’esperimento anche in altre parti della città coinvolgendo, ad esempio, le realtà facenti parte del gruppo di lavoro sul dissesto idrogeologico (Vivere in Collina, Terralba, Bosco Pelato).
La cosa più interessante e caratterizzante dell’incontro è emersa però dalla idea del prof. Bignami: da lui infatti nasce l’idea, da noi subito appoggiata e sostenuta, di fare uno studio di fattibilità per l’applicazione delle tecniche di flood proofing nel nostro quartiere. Gli studenti del corso di Rischio Idrogeologico e Protezione Civile del Politecnico di Milano studieranno nel corso del prossimo semestre accademico la conformazione, le quote, le planimetrie di Pontecarrega e Piazza Adriatico facendo un sopralluogo sul posto, svolgendo esercitazioni mirate e infine presentando gli studi nel corso di un apposito seminario da tenersi a giugno presso il campus del Politecnico di Milano o a Genova.

Chiaro il nostro entusiasmo e la nostra soddisfazione per questo risultato conseguito attraverso la collaborazione e l’aiuto del Politecnico, che si pone in piena sintonia con il nostro statuto e il crescente desiderio di formarci e di ricercare competenze tecniche che altrimenti non potremmo avere.

Chi sono i docenti che partecipano al Convegno: il team di docenti per “Genova, dal dissesto idrogeologico un’opportunità per la città””

A pochi giorni dal Convegno “Genova, dal dissesto idrogeologico un’opportunità per la città” vogliamo presentarVi il piatto forte della nostra iniziativa: per parlare di alluvione e cultura del rischio siamo andati a cercare le migliori competenze in campo nazionale ed internazionale.

Siamo orgogliosi pertanto di poter presentare i profili accademici dei singoli relatori universitari che parteciperanno al convegno:

 

 

 

Logo_Politecnico_Milano

Il professor Renzo Rosso, http://www.diiar.polimi.it/cimi/persona.asp?id=21

è professore ordinario di Costruzioni Idrauliche e Marittime e Idrologia nel Politecnico di Milano.

E’ considerato uno dei massimi esperti di idraulica in Italia e in Europa. E’ stato insignito del prestigioso Henry Darcy Medal, il riconoscimento della European Geosciences Union, Division on Hydrological Sciences.

 

 

 

 

Il Professor Menduni http://www.diiar.polimi.it/cimi/persona.asp?id=96 è professore associato al Politecnico di Milano, ricopre ora la carica di Commissario delegato per l’emergenza conseguente all’evento sismico del 21 giugno 2013 in Garfagnana su incarico della Presidenza del Consiglio dei Ministri. E’ stato inoltre Segretario di Bacino del fiume Arno ed è autore di una recente pubblicazione http://libreriarizzoli.corriere.it/Perch-.-Le-ragioni-dell-Italia-dei-disastri-e-qualche-idea-per-cambiare-le-cose/KpqsEWcVQjsAAAE93W9mhAFv/pc?CatalogCategoryID=Q62sEWcW7XcAAAEryr0dhq_J&Root=eBook che sarà oggetto del suo intervento al convegno.

unigeIl Professor Giorgio Roth è da poco diventato Direttore del Dipartimento di Ingegneria civile, chimica e ambientale dell’Università degli Studi di Genova. E’ membro del Gruppo Nazionale per la Difesa dalle Catastrofi Idrogeologiche del CNR ed è autore di numerose pubblicazioni internazionali.

 

 

http://www.dicca.unige.it/ita/info/staff/persone/GiorgioRoth.php

 

Il professor Brancucci, http://www.arch.unige.it/per/doc/brancuccig/brancuccigw1.htm insegna Geomorfologia Applicata presso il DSA dell’Università degli Studi di Genova.

Ha svolto attività di ricerca compiendo studi relativi all’evoluzione morfo-climatica del territorio. In particolare ha concentrato la sua attenzione alle problematiche della variabilità climatica e della sua influenza sulla morfogenesi e morfodinamica del territorio.

 

Fondazione Politecnico di Milano

 Il Professor Daniele Fabrizio Bignami è professore a contratto di Rischio idrogeologico e Protezione Civile presso il Politecnico di Milano e Research Project Manager presso la Fondazione Politecnico di Milano: https://www4.ceda.polimi.it/manifesti/manifesti/controller/ricerche/RicercaPerDocentiPublic.do?EVN_ELENCO_DIDATTICA=evento&lang=IT&k_doc=18368&aa=2013&tab_ricerca=2&jaf_currentWFID=main

GENOVA, DAL DISSESTO IDROGEOLOGICO UN’OPPORTUNITA’ PER LA CITTA’. Presentazione del convegno dell’8 e 9 novembre prossimi

 

LA LOCANDINA DEL CONVEGNO DELL'8 E 9 NOVEMBRE PROSSIMI!Brochure

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Brochure

Dopo il lavoro svolto in questi mesi sul tema del dissesto idrogeologico nell’ambito del gruppo di lavoro promosso dal Wwf, l’Associazione Amici di Pontecarrega è orgogliosa di presentare il programma del Convegno che l’8 e il 9 novembre prossimi vedrà impegnati, tra la Val Bisagno e Genova Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, alcuni tra i maggiori esperti di dissesto idrogeologico in campo nazionale e internazionale. Per parlare di dissesto idrogeologico in modo puntuale e scientifico, partendo dai cambiamenti climatici per arrivare nel caso particolare alla Val Bisagno.
I cittadini si muovono: appoggiata la vanga dopo il dramma del 4novembre, questo vuole essere il nostro modo per non dimenticare: vogliamo parlare di alluvioni, di piani di protezione civile, di cultura del rischio. Per farlo siamo andati a cercare il meglio: Fondazione Politecnico di Milano, Università di Genova, CIMA Research Foundation.

Con loro abbiamo costruito un convegno che parte dal basso e che vuole essere partecipato da tutta la cittadinanza e soprattutto dalle Istituzioni. Cerchiamo il confronto e non lo scontro e con umiltà abbiamo cercato di imparare qualcosa su questo tema che deve diventare di interesse quotidiano, in una città fragile come Genova: la convivenza con il rischio va insegnata e deve diventare un tema comune a tutti.

La solidarietà nata in quei giorni continua e dà i suoi primi frutti con un convegno nato da chi dal fango ha cominciato un percorso critico e di studio, analizzando cause e problemi e giungendo ad alcune proposte che saranno esposte durante la due giorni di convegno.

Il convegno è strutturato su due giorni:

 Venerdì 9 si svolgeranno quattro workshop con altrettanti Comitati o Associazioni impegnate nella problematica del rischio idrogeologico. I cittadini faranno da ciceroni guidando gli esperti nei quartieri a rischio, esponendo loro osservazioni e problematicità. Per una volta il ruolo si ribalta: il docente osserva e ascolta il cittadino, la sua esperienza sul campo.
Poi, nell’incontro residenziale presso il Municipio di Molassana in piazza dell’Olmo, il professore torna a parlare dalla cattedra esponendo le sue conclusioni in un documento condiviso che sarà esposto il giorno dopo a Palazzo Ducale.
La giornata si conclude con la proiezione

del film evento Se Io Fossi Acqua, alle ore 21:00 presso la Sala Punto di Incontro Coop Val Bisagno (qui tutte le info:https://www.facebook.com/events/211538622364485/?hc_location=stream ).
Sabato 9 novembre invece il convegno classico con i contributi di docenti, Istituzioni e cittadini nel più bel salotto della città: il Salone del Minor Consiglio di Palazzo Ducale per parlare del dissesto idrogeologico come di una opportunità che Genova non può permettersi di perdere: opportunità culturale per divulgare una cultura del rischio che ci renda consapevoli e attenti, opportunità per tornare a curare il nostro territorio e a prendercene cura.

Vi aspettiamo!

Gli Amici di Pontecarrega

>> SCARICA IL VOLANTINO <<

 

(musica di sottofondo: 1970 Alluvione a Genova, La chitarra di Bellafontana di Renzo Rosso – vedi il video su: http://www.youtube.com/watch?v=CV_mW7mC21U&feature=player_detailpage)

Anteprima convegno sul dissesto idrogeologico organizzato dal WWF


In questa pagina prossimamente troverete tutto il materiale sul prossimo convegno che stiamo organizzando con il WWF relativo al dissesto idrogeologico

WWFLOGO Politecnico

Una notizia che ci riempie di grande soddisfazione per il lavoro svolto fino ad oggi: il convegno di novembre ha ricevuto il Patrocinio della Fondazione Politecnico di Milano

Nel percorso di avvicinamento al Convegno sul dissesto idrogeologico dell’ 8 e 9 novembre, oggi abbiamo incontrato il professor Giorgio Roth, neodirettore del dipartimento del Dicca dell’Università di Genova. Abbiamo parlato con lui del programma del convegno ma anche di Ponte Carrega (situazione molto seguita dal professor Roth) e dello scolmatore del Fereggiano, di recupero dei versanti. E’ stimolante poter imparare qualcosa di nuovo e confrontarsi con i maggior esperti del settore del dissesto idrogeologico. Non c’è modo migliore per avvicinarsi al Convegno!
http://www.dicca.unige.it/ita/info/staff/persone/GiorgioRoth.php

In visita al Politecnico di Milano per preparare il convegno di novembre

Oggi a Milano presso il campus di Piazza Leonardo da Vinci abbiamo avuto un nuovo incontro con i docenti coinvolti nel progetto di convegno sul dissesto idrogeologico che si terrà a Genova il prossimo 8 e 9 novembre. Abbiamo presentato la nostra proposta e ascoltato i suggerimenti del Prof. Rosso e del dott. Bignami (il prof. Menduni non era infatti presente), concordando gli interventi in pieno spirito di collaborazione e amicizia.

Il Politecnico di Milano

Il Politecnico di Milano

Realizziamo un bosco in città, come a Milano

In coerenza con le linee guida indicate dall’agenda 21 che cita: “Valorizzazione del sistema dei parchi urbani genovesi e delle aree di pregio a valenza naturalistica-ambientale non istituzionalizzate”, riteniamo che la destinazione d’uso dei fondi delle aree ex-industriali intorno a Ponte Carrega avrebbe dovuto essere molto diversa rispetto alle trasformazioni e alla qualità architettonica approvata. Per queste aree infatti l’agenda 21 auspicava la“promozione di nuovi regolamenti edilizi orientati alla sostenibilità e all’uso di tecniche di bioedilizia”.

Di seguito segnaliamo un intervento del Prof. Renzo Rosso, ordinario di costruzioni idrauliche e marittime e idrologia al Politecnico di Milano, sul >> secolo XIX del 23.08.2013 <<  riguardante l’area ferroviaria di Terralba

Per mitigare l’impatto delle trasformazioni in atto preso Ponte Carrega, riteniamo necessario innestare attorno alle aree di servizio previste, interventi qualificanti che siano in grado, citando sempre l’agenda 21, di garantire lavalorizzazione dell’attività agricola, non commerciale – soprattutto periurbana – tutela della biodiversità anche con forme d’assistenza colturale” () “valorizzare le esperienze delle singole realtà associative della Valle, e per favorire la ricostruzione del senso d’identità”, per questo l’associazione ha chiesto all’amministrazione di dotare il quartiere di spazi verdi pubblici per realizzare orti urbani e nuovi centri di aggregazione. Visti gli alti costi di manutenzione l’associazione si prenderebbe carico della gestione della concessione e della sua manutenzione. Vedremo quali saranno le risposte…

Incontrando il Professor Rosso

Oggi siamo andati a trovare, insieme al Wwf, il professor Rosso del Politecnico di Milano e gli abbiamo illustrato i nostri studi sulla Perizia Misurale e le nostre ricerche per salvare Ponte Carrega. Abbiamo anche parlato di scolmatore e di Bisagno e insieme abbiamo parlato anche del programma del convegno di Novembre.
Un incontro interessante e prolifico che da ai nostri studi una consistenza e una solidità accademica di una certa autorevolezza.
Ora è chiaro che solo una volontà politica può scegliere per l’abbattimento.

Questo incontro, non il primo approccio con uno dei più importanti esperti di livello mondiale in materia di ingegneria idraulica, segna per noi la chiusura del cerchio per quanto riguarda la protezione del Nostro Ponte Carrega.
Siamo partiti un anno fa. Eravamo soli contro una perizia che condannava il ponte: ci davano per sognatori, folli, irreali.
E invece ciò che sostenevamo fin dal primo momento e che era sostenuto dal buon senso è ora sostenuto anche dalla tecnica.
Abbiamo mosso competenze, abbiamo cercato la nostra strada con trasparenza intellettuale e senso civico; oggi, dopo un anno siamo qui a constatare come sia facile far passare certe operazioni quando non c’è informazione e senso critico. Come sia facile per certe amministrazioni sostenere certe verità a metà, o celare certi aspetti per rendere la realtà un qualcosa di distorto.
Non è solo la Questione Morale, per dirla alla Berlinguer, che mette in scacco la politica italiana, bensì una ben più grave Questione Culturale.

WWF – Tavolo di lavoro aperto al Pubblico – Incontro con Andrea Agapito

Venerdì scorso, 14 giugno 2013, in coerenza con il nostro manifesto e statuto, alcuni membri dell’associazione Amici di Pontecarrega hanno partecipato al tavolo di lavoro aperto al pubblico promosso dal WWF insieme alle associazioni del territorio della Val Bisagno.  L’incontro avvenuto nella sede regionale del WWF in vico Casana 9/3, è stata occasione d’incontro con alcuni esperti del rischio idrogeologico fra cui il Prof. Renzo Rosso del Politecnico di Milano e Andrea Agapito (responsabile del progetto Oasi del WWF Italia), giunto appositamente da Roma per la visita a Ponte Carrega e Fereggiano.

In questo periodo i tavoli di lavoro WWF(Genova) aperti al pubblico rappresentano occasioni d’incontro e preparazione per il convegno WWF Italia, a rilevanza nazionale, che si svolgerà il prossimo autunno a Genova.

Per via del poco tempo a disposizione, non si è potuto parlare del progetto del Parco delle Mura Orientali di Genova in cui, secondo una nostra idea, l’acquedotto storico, salita Preli, il nostro Ponte Carrega, e salita Migliavacca, raccordandosi con la torretta di Quezzi (già Sito di Interesse Comunitario – SIC) potrebbero diventare un’importante anello di collegamento con il parco dei Forti e rappresentare un unico grande polmone verde intorno alla città, fruibile con un solo biglietto dell’autobus!.

Ecco alcune foto dell’incontro.

Andrea Agapito a Ponte Carrega Prof. Renzo Rosso e Andrea Agapito

Tecniche di Floodproofing

Il Prof. Rosso ci ha invitati a partecipare ad un seminario presso il Politecnico di Milano.
Seminario Politecnico

…e noi a Genova, pensiamo solo agli scolmatori?