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Restauro di un documento antico sulla Val Bisagno!

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Come facciamo da alcuni anni anche nel 2019 abbiamo aderito all’iniziativa dell’Archivio di Stato di Genova “Adotta un Documento”.

 

 

 

 

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Si tratta di una lodevole iniziativa che ha l’obiettivo di coinvolgere la cittadinanza nella conservazione dell’immenso patrimonio documentale conservato presso il complesso di Sant’Ignazio e in particolare della parte della documentazione medievale relativa all’antica Repubblica di Genova.

Due anni fa la curatrice dott.ssa Olgiati aveva individuato per noi un documento del XII Secolo che trattava della zona della Volpara e di un mulino antico (Maucene).

Nel 2019 invece la dott.ssa Olgiati ha scelto per noi un documento analogo, sempre riguardante la Val Bisagno e ancora una volta tratto dalla raccolta delle Pergamene di Santo Stefano, facente parte dell’Archivio Segreto della Repubblica di Genova:

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Qui sotto potete vedere la foto del documento restaurato e la sua descrizione storica:

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Come ogni anno vogliamo inoltre ringraziare la nostra socia, sig.ra Iolanda Valenti, per le ricerche che sta svolgendo su questa parte di Val Bisagno e che un prima o poi vi presenteremo, per averci fatto conoscere questa splendida iniziativa che rinnoveremo anche nel 2020.

Un ringraziamento va poi naturalmente all’Archivio di Stato e alla dott.ssa Olgiati per l’amore e la passione che mettono nella conservazione del nostro patrimonio archivistico e per la spledida iniziativa che portano avanti da alcuni anni, sperando che sempre più persona possano aderire a questa iniziativa, anche con piccole offerte!

7 marzo: giornata di pulizia dell’Acquedotto Storico

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Sabato 7 marzo 2020 si svolgerà la giornata di pulizia dell’acquedotto storico organizzata dalla Federazione di Associazioni dell’Antico Acquedotto di cui la Associazione Amici di Ponte Carrega è membro fondatore.

Per quanto riguarda la nostra associazione l’appuntamento è tra le 8:30 e le 9:00 sul sagrato della chiesa di San Bartolomeo di Staglieno (raggiungibile in auto percorrendo via delle Gavette o a piedi risalendo Salita alla Chiesa di Staglieno, dietro la Socrem). La giornata di pulizia procederà fino al primo pomeriggio presso l’area del trogolo di Staglieno (proprio sotto la chiesa di San Bartolomeo). Le operazioni di pulizia consisteranno soprattutto nel taglio di infestanti e rovi nell’area.

i lavatoi di Staglieno: ora sono infestati da erba alta e rovi, sabato 7 marzo procederemo alla pulizia dell'area

i lavatoi di Staglieno: ora sono infestati da erba alta e rovi, sabato 7 marzo procederemo alla pulizia dell’area

 

I volontari possono poi raggiungere l’Arci di Pino dove alle ore 13:00 si svolgerà il pranzo per i volontari offerto dal Municipio IV.

Ogni volontario sarà registrato per ragioni assicurative. Noi porteremo gli attrezzi ma consigliamo sempre ai volontari di portarsi dietro un paio di guanti da giardino.

Nelle prossime settimane la nostra associazione continuerà a lavorare nell’area del trogolo con l’obiettivo di finire finalmente, entro l’estate, i lavori di sistemazione e recupero del lavatoio di Staglieno, così da poter aprire l’area alla cittadinanza!

Chi volesse darci una mano e aiutarci nel rendere più bella questa parte di quartiere, anche nei sabati successivi al 7 marzo, può scriverci una mail all’indirizzo info@amicidipontecarrega.it oppure rimanere in contatto con noi tramite la pagina Facebook Amici Di Pontecarrega in cui verranno pubblicati di settimana in settimana orari e lavori di volontariato da effettuare.

Il volantino per la giornata di pulizia del 7 marzo con i vari riferimenti per ogni associazione e per ogni tratto dell'acquedotto storico

Il volantino per la giornata di pulizia del 7 marzo con i vari riferimenti per ogni associazione e per ogni tratto dell’acquedotto storico

Il Forte Puin: uno dei gioielli del sistema dei forti genovesi

Il piccolo Puin sorge nel monte Moisè a 500 metri sul livello del mare ed è il primo forte campale oltre le mura, l’origine del suo nome è molto particolare in quanto, in assenza di notizie ufficiali, possiamo fare solamente delle ipotesi.

 

Foto di Paolo Congiu

La rampa di accesso al Forte Puin. Foto di Paolo Congiu

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Costruito dal Genio Sabaudo nel 1815 oltre che “battere” le valli sottostanti doveva coprire eventuali movimenti del nemico e difendere le sortite delle truppe alleate tra i Due Fratelli e lo Sperone.

Le prime notizie di una fortificazione su questo colle si hanno nel 1747 con una ridotta chiamata Ridotta dei Pani, dovuta alla sua vicinanza con la Baracca Puin e diventando punto di ritrovo per i soldati.

La ridotta era circondata da un fossato e protetta inoltre da trincee più antiche che arrivavano dallo Sperone e che successivamente nello stesso anno si decise di estendere fino al monte dei Due Fratelli con l’inserimento di quattro ridotte e una batteria lungo la dorsale.

Nel breve periodo napoleonico venne progettata la torre che oggi possiamo ammirare ma solo nel 1815, insieme ai Due Fratelli, sotto il dominio del governo Sabaudo, si decise di iniziarne la costruzione.

Terminati i lavori nel 1828 si inserì una cinta muraria bastionata a protezione della torre e l’aggiunta di un ulteriore ponte levatoio a bolzoni e relativa rampa di accesso.

La semplice torre era caratterizzata da una caditoia per lato e numerose feritoie a protezione della sua base.

All’interno l’opera è formata da due piani più un sotterraneo, il piano terra è suddiviso in due locali adibiti a cucina e vano comune per i soldati; i tre locali sotterranei accessibili tramite scala hanno la funzione di magazzino e riservetta; il primo piano è suddiviso in due locali.

L’accesso alla terrazza con pavimentazione in mattoni avveniva tramite una ripida scala protetta da un’uscita in casamatta.

 

Foto di Paolo Congiu

Uno spettacolare Forte Puin con una corona di monti innevati. Foto di Paolo Congiu

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La fortificazione poteva contare su una guarnigione di 28 soldati, più altri 45 da sistemare “paglia a terra” in caso di emergenza. L’armamento consisteva in 2 cannoni da 8, 4 cannoncini, 2 obici e 2 petrieri.

L’opera non è mai stata protagonista di battaglie o altri eventi bellici ed è stata abbandonata nel 1908. Col finire delle Due Guerre Mondiali ha subito devastazioni per l’asportazione di legno e ferro, provocando la caduta di una caditoia.

Nel 1963 su richiesta del dott. Parodi, gli è stato dato in concessione e a sue spese è stato ristrutturato con piccole modifiche: all’nterno nei servizi igienici, nel cucinino, aggiunte di  inferriate; all’esterno è stata ripristinata la terrazza e nel caso della caditoia distrutta non si è fatto altro che aggiungere una fantasiosa struttura in merloni.

 

Foto di Paolo Congiu

Interno del Forte.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Foto di Paolo Congiu

Altro particolare dell’interno.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il forte Puin è raggiungibile passando sotto la grande mole dello Sperone e una volta arrivati alla “Ostaja le Baracche” ci bastano dieci minuti di percorso tra antiche trincee settecentesche, il tutto incorniciato dal grande verde e il silenzio infranto dal fischio del vento.

Una meta ideale per una breve passeggiata rilassante, il panorama unico fa il resto: le verdi valli, i forti campali che dominano il loro monte, Genova vista dall’alto a 360 gradi e il grande azzurro del mare. Una volta raggiunto ci troveremo sulla lunga rampa di accesso che terminava con un ponte levatoio, oggi rimosso; non è possibile accedervi ma possiamo ammirarlo comunque molto bene e realizzare bellissime foto e, perchè no, portarci fogli e matite per ritrarlo, ricordando il pittore che con grande passione lo ha ristrutturato e abitato per vent’anni.

 

Disegno di Paolo Congiu

Disegno di Paolo Congiu

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Articolo scritto per la nostra rubrica di Storia e Tradizioni della Val Bisagno da Paolo Congiu, fotografo, appassionato conoscitore della storia della città e della vallata, coautore, tra le altre cose, del libro La Valpolcevera dal primo Novecento ad oggi, Nuova Editrice Genovese, 2015.

 

Presentazione del terzo rapporto Urban@it a Palazzo Ducale

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L’associazione Amici di Ponte Carrega quest’anno ha voluto essere protagonista di un importante evento culturale proponendo a Genova la presentazione del “Terzo Rapporto sulle Città” di Urban@it, Centro nazionale di studi per le Politiche Urbane, edito da Il Mulino editore di Bologna (sarà possibile acquistare il dossier durante l’evento).

Urban@it è un’associazione composta da tredici università italiane (non c’è Genova al momento) e si candida a costruire e consolidare un rapporto forte e di reciproca alimentazione tra il mondo della ricerca, il mondo delle istituzioni, il mondo produttivo e la cittadinanza attiva attorno al tema delle politiche urbane. Esso aspira a qualificarsi come think tank a servizio delle città e in primo luogo della pubblica amministrazione, proponendosi di convogliare la ricerca, universitaria e non, al fine di alimentare programmaticamente l’innovazione nelle politiche pubbliche. Questa iniziativa nasce in sintonia con la rinnovata attenzione verso i temi urbani che si registra in ambito internazionale. Nell’ottobre 2016 si è tenuto a Quito (Ecuador) Habitat III, la terza grande conferenza dell’ONU sugli insediamenti umani, mentre il 30 maggio 2016 è stato sottoscritto il Patto di Amsterdam sulla Agenda urbana per l’Unione Europea.

Il rapporto Urban@it del 2018 è intitolato Mind the gap. Il distacco tra politiche e città.

La prima parte della mattinata dalle 9:30 alle 10:45, dopo l’introduzione di Fabrizio Spiniello della Associazione Amici di Ponte Carrega, sarà dedicata alla presentazione del rapporto 2018. Per Urban@it parteciperanno il prof. Morisi, docente in Scienze dell’Amministrazione a Firenze, la prof.ssa Perrone, professore associato di Tecnica e Pianificazione urbanistica dell’Università degli Studi di Firenze e il dott. Calvaresi, senior consultant presso Avanzi Milano.

Dalle 10:45 e fino alle 13.00 è prevista invece la tavola rotonda “Le politiche urbane genovesi” a cui parteciperanno: Francesco Gastaldi, docente di Urbanistica dello Iuav di Venezia, l’arch. Sibilla, in rappresentanza dell’Ordine degli Architetti di Genova, un rappresentante della Amministrazione comunale (ancora da definire) e Roberto Bobbio, docente di Urbanistica del Dipartimento di architettura e design della Scuola Politecnica dell’Università degli Studi di Genova, oltre ai tre rappresentanti di Urban@it. La tavola rotonda sarà condotta dal giornalista de La Repubblica Marco Preve.

L’intento della mattinata è duplice: da una parte presentare il rapporto Urban@it, dall’altra portare l’attenzione sulle periferie e i quartieri genovesi attraverso il coinvolgimento di esperti e docenti di altissimo livello.

Inoltre in questa occasione vogliamo lanciare una proposta di lavoro per avviare una riflessione propositiva da parte di rappresentanze di base dei cittadini, associazioni e comitati. A questo scopo proponiamo alle associazioni e ai gruppi informali di cittadini dei quartieri un breve percorso di lavoro cooperativo.

Ogni gruppo/associazione interessata, tra quelle a cui è stato proposta l’idea, dovrà garantire la partecipazione con almeno uno o due rappresentanti all’evento del 19 maggio mattina iscrivendosi entro il 14 maggio 2018 inviando una mail a info@amicidipontecarrega.it . 

Non è previsto alcun costo.

In base al numero delle iscrizioni ricevute si verificherà la possibilità di avvio del percorso (numero minimo 10 gruppi/associazioni) e si formeranno i gruppi di lavoro sui seguenti ambiti: Territorio – Sociale – Salute – Sport – Cultura e verranno comunicati agli iscritti. Chi si iscrive deve lasciare un recapito e indicare 3 ambiti dei 5 di cui sopra, in ordine di gradimento.

L’Associazione di Mediazione Comunitaria metterà a disposizione un facilitatore per ogni gruppo di lavoro per aiutarlo a lavorare sul proprio tema nei modi che i membri sceglieranno (riunioni – social – ecc…)

Ogni gruppo dovrà preparare un intervento propositivo sul proprio tema, a partire da quanto ascoltato la mattina del 19 maggio, della durata di 15/20 minuti , nel quale riassumere le proposte e le considerazioni fatte nel gruppo di lavoro. L’idea che sta alla base di questo lavoro è quella di evitare un mero elenco di lamentazioni ma di concentrarsi sugli interessi e gli obiettivi comuni sforzandosi di andare oltre alle problematiche della singola parte di territorio da cui provengono.

Gli interventi saranno presentati in un ulteriore seminario previsto per il pomeriggio di lunedì 11 giugno presso il Salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi, alla presenza del professor Morisi della rete di Urban@it e al quale saranno invitate a partecipare anche le istituzioni comunali.

L’evento si terrà sabato 19 maggio dalle 9:30 alle 13:00 presso la Sala del Camino di Palazzo Ducale ed è stato organizzato dagli Amici di Ponte Carrega in collaborazione con Urban@it, con la Fondazione San Marcellino, la Associazione di Mediazione Comunitaria, Isf Genova e la Fondazione per la Cultura di Palazzo Ducale. E’ patrocinato dall’Università degli Studi di Genova e dall’Ordine degli Architetti di Genova.

https://www.urbanit.it/genova-19-maggio-presentazione-del-terzo-rapporto-di-urbanit-mind-the-gap-il-distacco-tra-politiche-e-citta-ed-il-mulino/

https://www.urbanit.it/

Scarica qui il volantino

 

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Adotta un documento!

Documento

La bellezza di restaurare e restituire alla comunità un antico documento della Val Bisagno, un foglio antico che parla della nostra storia e del nostro territorio: è stata una cosa che ci ha coinvolto e ci ha profondamente entusiasmato! Il documento in questione è un documento del 15 dicembre 1196 e riguarda la nostra valle: si tratta di un contratto di vendita tra il monastero di Santo Stefano (che possiamo vedere sopra Via XX settembre) e un certo Marchisio de Vulpaira per la vendita di due terreni situati in Maguceno, in località Podium, al prezzo di lire 17, riservandosi il relativo diritto d’uso dell’acqua per i suoi mulini posti sul Bisagno. Da oggi potete andare a vederlo insieme a tanti altri importanti documenti restaurati nel corso del 2017 grazie ai contributi di tanti cittadini e associazioni genovesi alla mostra allestita nei locali dell’ Archivio di Stato di Genova! Grazie all’ Archivio di Stato di Genova per questa splendida iniziativa e per questa grande occasione di preservare e trasmettere la nostra memoria!

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Laudato Si': Lunedì 15 maggio dibattito alla Chiesa di S. Michele di Montesignano

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Dibattito tra visione laica e religiosa dell’Enciclica di Papa FrancescoLaudato Si‘” riguardante i temi dell’ambiente e della Bellezza.

Vi aspettiamo Lunedì 15 maggio 2017 presso la Chiesa di San Michele Arcangelo di Montesignano in via Mogadiscio 10 alle ore 20:30.

Pino Petruzzelli, attore e regista teatrale e Don Nicolò Anselmi, vescovo ausiliare di Genova, daranno vita a un dibattito moderato da Fernanda Contri, ex giudice della Corte costituzionale, in cui si incontreranno il punto di vista del laico e il punto di vista del religioso sui temi ambientali affrontati dall’Enciclica Laudato Si’ di Papa Francesco.

L’ingresso è gratuito!

 

 

 

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Fotoracconto nel degrado del cimitero di Staglieno

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Insieme ad Alessandro Ravera siamo andati a vedere lo stato di conservazione di alcuni dei marmi più belli del cimitero monumentale di Staglieno. Ogni nuova visita mostra un peggioramento dello stato di conservazione dei marmi, sempre più corrosi dalla “lebbra dei marmi” (carbonatazione e solfatazione del marmo:http://www.whatischemistry.unina.it/it/martmarmo.html) che sgretola in maniera irreparabile quel gioiello di museo a cielo aperto di Staglieno.

Tra qualche anno questi capolavori non saranno più visibili, dissolvendosi piano piano sotto l’effetto dell’inquinamento atmosferico.

E’ necessario intervenire, subito.

Associazione Amici di Ponte Carrega

DEGRADO
(allegria di naufragi)
Quando porto i turisti a Staglieno, il “padrone di casa” sono io; non è l’assessore (gli assessori: lavori pubblici, turismo e cultura e servizi), non sono i custodi e non sono nemmeno i genovesi… sono io. E trovare una risposta alle condizioni in cui si trova tocca a me. Non posso fare come gli assessori che danno la colpa del degrado ai tagli di bilancio, non posso fare come i custodi che danno la colpa del degrado ai tagli dell’organico e non posso fare come i genovesi che danno la colpa del degrado alla maleducazione, ai cani e allo scontro di civiltà… Quando è venuta la responsabile della scultura del Novecento del Prado, piangeva; ma anche i normali turisti mediamente alfabetizzati che vengono dall’estero restano stupefatti Così, me la cavo dando la colpa al Bisagno: eh… il dissesto idrogeologico, la natura che si ribella, l’inquinamento del traffico, le scie chimiche…
Ma questa foto come diavolo la spiego? Gli dico che gli hanno tagliato il naso per ricordare Megollo Lercari?
Almeno quelli che sbriciolavano i marmi del Partenone ne ricavavano la calce.

PS Per carità di patria, non mi metto a descrivere le espressioni dei turisti “del mestiere”: vengono spesso gruppi legati alle esequie funerarie e quando vedono le condizioni delle bare accatastate all’ingresso rimangono a bocca aperta… bocca che gli chiude se provano ad andare nel bagno dietro alla camera ardente.

Alessandro Ravera

Tomba Pignone, Ora

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Tomba Pignone, Prima

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Anche Caterina Campodonico, la venditrice di nocciolino, con l'orecchino oramai compromesso

Anche Caterina Campodonico, la venditrice di noccioline, una delle statue più conosciute e popolari, con l’orecchino oramai compromesso

Festival dell’Acquedotto

Oggi un Bene Comune ritorna ad essere della comunità e della cittadinanza, riemergendo da decenni di oblio, zetto, rovi e carcasse di motorini. Il Truogolo di Salita alla Chiesa di Staglieno era stato cancellato dai percorsi ed era quasi sparito dalla memoria collettiva. Dopo sei mesi di lavoro l’Associazione Amici di Ponte Carrega è lieta, questo pomeriggio a conclusione della stondaiata che dalle 17:30 parte dal Ponte Carrega, di presentare alla cittadinanza la prima parte dei lavori di recupero di un truogolo unico nel suo genere e tornato patrimonio della città e della Val Bisagno.
La Bellezza torna oggi ad essere visibile di fronte a tante bruttezze e oscenità che ogni giorno possiamo e potremo vedere nei nostri quartieri: tanta bellezza riqualifica il nostro territorio e risalta l’arroganza e la violenza degli ecomostri che violentano il nostro territorio, dequalificando la nostra Valle e minando le nostre radici.

Il percorso passerà in mezzo a queste contraddizioni: si parte dal Ponte Carrega, si prosegue nel borgo storico, nella Ponte Carrega nascosta: passeremo negli orti di ponte Carrega a Porte chiuse. Saliremo  la antica Salita del Campo da cui un tempo si raggiungeva Quezzi e supereremo Laiasso e Orpea: qui vedremo un altro lavatoio nascosto. Supereremo il ponte Veronelli (per l’occasione adottato con nuovi fiori e piante dalla Associazione) e proseguiremo per Gavette fino al truogolo della Pigna e da lì al truogolo di Salita alla Chiesa di Staglieno.

Vi aspettiamo alle 17:30 sul Ponte Carrega

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