Archive for Alluvione di cemento

Riunione pubblica del 28 settembre 2017

Cattura

Qui di seguito potete scaricare il documento che le realtà associative del quartiere hanno presentato al Municipio durante l’incontro pubblico del 28 settembre scorso: punti riunione pubblica del 28 settembre con tavole PDF

IMG-20170929-WA0008

Un nostro intervento su Primocanale-Live on the road

anteprima

Pubblichiamo un paio di stralci del nostro intervento del 18 settembre 2017 sul dissesto idrogeologico del quartiere. Nel primo video la proposta di progetto pilota di autoprotezione dal rischio alluvionale:

Nel secondo video l’intervento sui lavori di adeguamento idraulico del rio Torre:

http://www.primocanale.it/video/piazzale-adriatico-comitato-amici-ponte-carrega-aspettiamo-i-lavori-di-adeguamento-idraulico-del-rio-torre-di-quezzi–96539.html

Commissione parlamentare di inchiesta sulle periferie in Piazza Adriatico

Commisione

20170911_18591520170911_18575220170911_185903

Domenica 14 maggio – Passeggiate alla scoperta del territorio – Memorie del Bisagno

MDB

Renzo Rosso, professore di costruzioni idrauliche al Politecnico di Milano e autore del libro “Bisagno, il fiume nascosto” ci porta alla scoperta della storia idraulica, civile e politica del Bisagno.
Partendo da Ponte Carrega e scendendo in alveo all’altezza di Via Lodi è previsto di risalire il Bisagno fino alla zona della Sciorba, il tratto di corso d’acqua nel quale è prevista la realizzazione dello scolmatore del Bisagno.
A causa della presenza di ancora molta acqua all’interno del greto si consiglia di munirsi di stivali e abbigliamento sportivo.
Appuntamento alle ore 10:00 sul Ponte Carrega
Ingresso gratuito!

Locandina14MAggio

Guerrilla Gardening! Sabato 8 Aprile ore 10:00

GG

17634694_1812912199034960_6450145048548283793_n

Il Politecnico di Milano in Val Bisagno!

17457821_1813072982352215_6512069916705936467_n

Il Laboratorio di Progettazione architettonica del Politecnico di Milano fa tappa in Media Val Bisagno. La visita è prevista martedì 28 marzo dalle ore 10:15 al primo pomeriggio tra Staglieno e Gavette. L’appuntamento è in Piazzale Resasco alle ore 10:15. Scopo della visita è quello di far vedere e conoscere ai ragazzi che da tutta Europa studiano nell’ateneo milanese la complessità e la bellezza della vallata, in vista della loro esercitazione sulla riconversione di alcune grandi aree della Val Bisagno, in particolare dell’area di Gavette.
Conoscere in maniera approfondita il valore dei territori e ascoltare le sensibilità degli abitanti ha la finalità, per i futuri architetti e progettisti, di migliorare la progettazione e di renderla più vicina alle esigenze del territorio cercando al contempo di evitare danni e ferite irreversibili per la città.

La partecipazione è gratuita ma si richiede di iscriversi alla visita inviando una mail a info@amicidipontecarrega.it

Guerrilla gardening!

gardening

In attesa di scendere di nuovo per strada il prossimo Sabato 19 Novembre insieme al Comitato di Piazza Adriatico e al Centro documentazione Val Bisagno per un nuovo guerrilla gardening rinfreschiamoci la memoria con il video di Ghett Up TV sulla guerrilla del 2015 a Ponte Carrega!

 

 

Il volantino per la giornata di sabato 19 novembre

Il volantino per la giornata di sabato 19 novembre

Non solo cemento, un’altra Val Bisagno è possibile

liguritutti

Pubblicato un nostro articolo sul sito Liguri Tutti, ideato da Marco Preve,  Ferruccio Sansa, Giovanni Ghersi

http://www.liguritutti.it/2016/10/15/non-solo-cemento-unaltra-val-bisagno-possibile/

liguritutti

Via Madre di Dio

un stralcio del video proiettato sulle memorie di Via Madre di Dio, opera di Samantha Woods

Il proposito di questo documento video di Samantha Woods sulla demolizione dell’intero quartiere di Via Madre di Dio a Genova,e quindi della costruzione di nuovi edifici, è quello di far sì che la la cittadinanza, le persone, possano farsi una idea propria delle motivazioni che portano le amministrazioni pubbliche a compiere determinate scelte anziché altre; sopratutto far sì che, proprio la cittadinanza ,osservi sempre più da vicino simili fenomeni più che mai attuali, si interroghi, ed interroghino i responsabili, cercando di valutarne insieme rischi e benefici.

Il documento video, caricato da Ghett Up Tv sul forum: http://forum.ghettuptv.net/node/82

Se si osserva “La forma della città” di Pasolini (https://www.youtube.com/watch?v=btJ-EoJxwr4) si può notare come egli mette in paragone la forma di una città antica, ormai “naturalizzata”, con una città moderna, di stampo fascista, costruita ad hoc per l’uomo moderno. Pasolini valorizza e vuole salvaguardare in entrambe i casi la popolarità, cioè il popolo come “artista” nel costruire un antico borgo e il popolo nei suoi usi e costumi, rimasto nella sua genuinità e umiltà nonostante l’architettura fu pensata per un altro “tipo di uomo” Nel corso di alcune ricerche ho scoperto un “piccolo mondo” ormai andato perduto, il primo borgo di Genova e nucleo da cui si sviluppò il famoso centro storico genovese, Via Madre di Dio.

I palazzi, le case, le botteghe, le trattorie sono state costruite dal popolo per il popolo. Si creò dunque un centro di scambi, dialogo e cultura. Nei vicoli del quartiere riecheggiavano canti popolari, i bambini giocavano liberi e le donne lavavano i panni comunitariamente nel trogolo.
Via madre di Dio negli anni della grande guerra fu colpita dalle bombe, del resto come tanti altri luoghi, lasciando “scarni” alcuni edifici, ma questo non impedì ai cittadini di continuare a vivere nelle proprie abitazioni adiacenti; nonostante ciò per il volere di pochi e per cause ufficialmente non identificabili, è stato distrutto un intero quartiere portando via con sé tradizioni usi e costumi. Proteste e resistenze da parte della comunità non sono servite poiché il parere di essi stessi non è stato ascoltato.
Ciò che più sconcerne è che nel medesimo lasso di tempo in cui è stato abbattuto un intero quartiere medievale, la coscienza del patrimonio culturale era già viva nelle persone, tant’è vero che nel 1974 fu istituito il ministero dei beni culturali da Giovanni Spadolini.
Oggi al posto di Via Madre di Dio troviamo i giardini di Baltimora, un praticello incorniciato da nuovi palazzoni dell’architettura brutalista e nascosti in questa zona si posso trovare alcune tracce di un ipotetico passato. E. Turri ne “Il paesaggio e il silenzio” asserisce che: “Quando negli anni ’60 del 900 s’imposero le trasformazioni indotte dal miracolo economico, non furono molte le voci che, in Italia, si sollevarono per lamentare le offese patite del paesaggio (…) Ed è in quel periodo della storia Italiana che il nostro paesaggio comincia a morire. Si intende per morte una storia di trasformazioni così profonde che è venuto meno, per alcune generazioni, il riferimento a scenari di vita, a immagini e testimonianze nel territorio che si ponevano come elementi di identità e la cui perdita ha provocato perciò stesso una sorta di straniamento, di disorientamento”.
Quando Turri scrive di alcune generazioni a cui manca uno scenario di vita che testimonia il passato di un territorio, io posso affermare che la mia generazione, e quelle successive, subiscono inconsciamente questo stato di straniamento, poiché io ho scoperto quasi per caso l’estrapolamento del nucleo della mia città. Se è vero che l’identificazione e l’orientamento sono aspetti primari dello stare al mondo, credo che spetta a noi il recupero di un ricordo collettivo da mandare avanti per poi poterci orientare e progredire in una società consapevole (testo di Samantha Woods).

Per concludere vorremmo sottolineare come sia forte il legame del nostro quartiere con Via Madre di Dio: quando nel 1970 il quartiere del centro storico fu raso al suolo i suoi abitanti furono  dispersi per gli atri quartieri cittadini, tra i quali Piazza Adriatico e Via Mogadiscio. Memori di quello scempio, il Manifesto della nostra associazione si è intitolato “No ad un’altra via Madre di Dio” (http://www.amicidipontecarrega.it/manifesto/)
un stralcio del video proiettato sulle memorie di Via Madre di Dio, opera di Samantha Woods

un stralcio del video di Samantha Woods proiettato sulle memorie di Via Madre di Dio su Ponte Carrega

Memorie del Bisagno: il video racconto del 23 Giugno a Ponte Carrega!

memorie

I ragazzi di Ghett Up Tv, la televisione di quartiere, hanno realizzato il video racconto della giornata di festa e presentazione del progetto Memorie del Bisagno che si è svolta lo scorso 23 Giugno sul Ponte Carrega.

Qui di seguito trovate il link del video, buona visione!

http://forum.ghettuptv.net/node/81

13512178_255512734840576_140412419821703998_n

Ponte Carrega sul muro del Paradise di Ghett Up tv!

GetUpTV

Ecco il link della 2^ puntata del Muro del Paradise girata al Bar Paradise di Via Canneto da Ghett Up Tv nel quale trovate l’intervento degli Amici di Ponte Carrega:

http://forum.ghettuptv.net/node/80
“Il Muro del Paradise” è un programma sperimentale per la costituzione di un televisione di quartiere. La puntata è stata realizzata grazie al contributo di:

cittadini di Vico Amandorla e via S. Donato sulle conseguenze altamente inquinanti
per l’ambiente e le persone dell’attività di demolizione delle navi prevista nel Blue Print;
gli Amici di Ponte Carrega il cui amore per il territorio che abitano, la Val Bisagno, li
spinge a impegnarsi attivamente per promuovere politiche di riassetto ambientale
contro il dissesto provocato da una dissennata speculazione edilizia e commerciale, che
continua anche oggi malgrado sia la causa principale riconosciuta da tutti delle tragiche
vicende vissute con le ultime alluvioni;
Cristina Nico, cantutrice rock, con due splendidi brani sulla nostra contemporaneità che
interessano da vicino anche i nostri quartieri e la nostra città.
Una televisione di quartiere ha senso solo se nasce da un processo partecipato dal basso.

Fate pervenire a Ghett Up Tv le vostre idee per la terza puntata!

muro del Paradise 2

 

La cantautrice  Cristina Nico

La cantautrice Cristina Nico

Val Bisagno: la memoria della valle scorre nell’acqua. Il video servizio de La Repubblica sul lancio del progetto “Memorie del Bisagno”!

Memorie

Ripercorrere la storia e progettare il futuro della Valbisagno partendo dal suo fiume e coinvolgendo i cittadini. Risalendo la strada tracciata dal corso d’acqua. Perché Bisagno “non significa soltanto alluvioni”. Il progetto di una rete di 20 associazioni… Articolo su La Repubblica edizione genovese del 27 giugno 2016​, articolo e il video di Rosangela Urso. Memorie del Bisagno: Bellezza, Comunità, Partecipazione, riutilizzo degli spazi abbandonati, questi i temi che vogliamo riportare al centro della Val Bisagno! Noi siamo Bisagno! Qui di seguito articolo e video de La Repubblica e qualche foto della serata del 23 Giugno:

http://genova.repubblica.it/cronaca/2016/06/27/news/valbisagno_la_memoria_della_valle_scorre_nell_acqua-142909039/

FabrizioMemorie

1c8ecb00-065f-420d-add5-7e7f50ad6308

Alcuni sviluppi sull’area Boero

Boero

 

cantiere-ex-boero-molassana-344893.660x368

 

 

Dopo la nostra riflessione fatta su questo sito alcune settimane fa (http://www.amicidipontecarrega.it/2016/06/09/il-progetto-boero-un-mistero-della-fede/) il gruppo consiliare regionale del M5s ha presentato una Iri (interrogazione a risposta immediata) all’assessore regionale competente, Ass. Giampedrone, circa lo stato del cantiere e i permessi a costruire in una zona rossa (leggi qui il testo: Iri Boero). L’assessore ha detto che “i rischi sono legati ai rivi Ca Dei Rissi e Olmo e che il proponente del progetto ha presentato anche un relativo piano di sistemazione idraulica, vincolante per potere utilizzare l’area”. I lavori sono potuti iniziare grazie al fatto che la ex Provincia ha approvato una riperimetrazione preventiva dell’area nel Piano di bacino, che prevede la “messa in sicurezza” in caso di piene di portata 200ennale e la conseguente derubricazione dell’area da rossa ad una fascia meno pericolosa e pertanto edificabile (anche se si tratterà sempre di un’area alla foce del Geirato). La notizia è riportata anche dal Quotidiano online Genova Quotidiana: https://genovaquotidiana.wordpress.com/2016/06/17/ex-boero-centro-commerciale-in-zona-rossa-i-5-stelle-non-cambiare-destinazione-duso/.

Pensiamo che non sia una mossa azzeccata derubricare l’area e iniziare a costruire prima ancora dell’inizio dei lavori, quando basta una pioggia per allagare tutta la piana della ex Boero.

Una seconda novità spiega invece il nuovo impulso dato al cantiere nelle ultime settimane. La impresa costruttrice Unieco, la stessa delle Torri Faro a San Benigno, non è più l’impresa costruttrice che realizzerà l’operazione Boero. La cooperativa reggiana è stata sostituita nella realizzazione dei lavori da un’altra cooperativa emiliana, la Sicrea http://www.sicreagroup.com/index.jsp, la cosiddetta “cooperativa salvagente” del sistema cooperativo emiliano del ramo costruzioni, l’unica, secondo il quotidiano Modena Today, ad avere chiuso il bilancio 2015 in attivo (http://www.modenatoday.it/economia/bilancio-coop-sicrea-2014-2015.html).

La Val Bisagno tira le orecchie al sindaco

Urbanistica

Venerdì 10 giugno siamo intervenuti al convegno organizzato da Comune di Genova e Circolo Sertoli intitolato “Un vestito nuovo per la Val Bisagno“. Abbiamo voluto esporre al Sindaco il nostro punto di vista e le nostre idee sul futuro della Val Bisagno. Su Il Secolo XIX dell’11 Giugno è comparso il seguente articolo nel quale sono riportati alcuni passaggi del dibattito.  <guarda l’articolo qui>

Oltre a quanto riportato dal quotidiano la nostra riflessione ha posto l’accento sui temi proposti dal sindaco: lavoro, ambiente, idea di città, resilienza, mobilità. Abbiamo riconosciuto l’impegno e i risultati della Giunta nel dare risposta alla tematica idrogeologica della città e l’apprezzamento per l’alt dato al progetto di restringimento degli argini ( ripetiamo però che senza un altrettanto forte impegno sul lato del ritorno alla cura dei versanti e della tutela del territorio si rischiano di vanificare le opere idrauliche). Tuttavia, abbiamo voluto esprimere le nostre perplessità sulla idea di città e di vallata proposta dal Sindaco. Soprattutto abbiamo voluto porre l’attenzione sulla mancata pianificazione della vallata: vediamo nascere operazioni che sono coerenti con una idea di sviluppo lasciata al mercato e alla speculazione ma che non rispondono alle esigenze di una città e di una vallata come la nostra, con le trasformazioni economiche e sociali di questi ultimi anni. Non c’è disegno, non vediamo pianificazione, non esiste un disegno urbanistico ben delineato se non quello delineato “a misura di mall” o a favore del privato investitore.

All’affermazione secondo cui “la città declina senza costruire” noi abbiamo voluto ribattere con alcuni esempi e alcune considerazioni e senza nemmeno fare riferimento alle tematiche ambientali abbiamo posto l’accento su un altro aspetto altrettanto importante: una città in decrescita come la nostra, che perde da 40 anni 16 abitanti al giorno e che tra vent’anni sarà grande come una città medio-piccola ha davvero bisogno di nuove costruzioni, nuove residenze? I segnali di crisi vanno avanti da anni, eppure l’idea di progresso per questa città deve essere ancora e sempre la stessa idea da “Boom economico”? Le torri sul Chiaravagna invendute, le Torri Faro invendute, la Coopsette fallita dopo l’operazione Bricoman: siamo sicuri che il mattone porti ancora lavoro (almeno nei termini di nuove costruzioni)? O forse è un tentativo di aggrapparsi al bel mondo antico che non c’è più? Di sicuro non riusciamo a imparare dalle esperienze europee e di altri contesti riconducibili al nostro. Soprattutto manca una visione politica a lungo temine: non abbiamo l’ardire di proporre alternative e di cercare nuove strade che possano rappresentare una opportunità per la città e per la vallata. Nel frattempo la città perde i suoi giovani. Non è questione di “non vendere sogni” come dice il Sindaco ma è questione di ascoltare le idee e le proposte che in questi anni gli sono arrivati dalla città, i segnali che sono giunti dal contesto economico e sociale, le idee che  sono state proposte. Non si risolverà tutto col lavoro nei centri commerciali, ne si risolverà tutto con il ritorno alla manutenzione del territorio: ma per evitare che questa città muoia ci vuole una visione politica, non la politica del “meno peggio”: di questo in Val Bisagno come in tutta la città siamo francamente stanchi. Ci vuole coraggio nel proporre idee nuove, nel cercare nuove strade. Infatti la Val Bisagno è sempre, con altri quartieri, periferia. Lo è diventata, come dice il Sindaco, anche in mancanza di una identità forte, che va ricostruita e rafforzata. E’ vero: per farlo però bisogna avere il coraggio di mettere la periferia al centro della nostra città. Nei programmi elettorali riesce sempre bene a tutti, nella realtà dei fatti è l’ultimo dei problemi delle amministrazioni. Non bastano gli slogan, investire sulla periferia significa avere il coraggio di cambiare la propria visione politica: affermare che gli spazi vuoti siano buchi neri da non lasciare vuoti e da usare non è sufficiente se alla fine non si riesce a governare la trasformazione di questi spazi lasciando tutto alla iniziativa dei privati.

Non si sono fatti passi avanti in questi anni: il mondo cambia ma l’antico regime rimane sempre uguale a se stesso.

11:6:2016

Il progetto Boero: un mistero della fede!

Boero 1

Da qualche giorno abbiamo visto l’arrivo e il posizionamento delle gru nell’ex area Boero nel cuore di Molassana. Si è preferito parlare, giustamente, di tonni e tonnare ma è passata inosservata l’importanza dell’inizio vero e proprio del cantiere dell’area Boero. Finita la demolizione del vecchio costruito industriale, i lavori sul Rio Ca de Rissi, effettuata (ma vogliamo vederci più chiaro) la bonifica dell’area gravata da decenni di lavorazioni industriali pesanti, si è passati alla fase operativa del cantiere della cooperativa emiliana Unieco e alla realizzazione del progetto vero e proprio, che potete vedere qui sotto nei render e in tutte le tavole del progetto che ci è stato fornito dal Comitato Via Gherzi-Lusignani.

Scarica qui il progetto completo dell’area Boero:  LINK

 

 

Boero 2

 

Boero 3

 

Abbiamo poi ascoltato l’intervista al Presidente del Municipio IV Media Val Bisagno (http://www.genova24.it/2016/06/area-ex-boero-arrivano-le-gru-e-il-presidente-rassicura-i-commercianti-spazi-per-negozi-di-territorio-109011/ ) che ci ha indotto a fare, a nostra volta, insieme al Comitato Gherzi Lusignani, al Comitato Boero, al Comitato Via Gherzi-Via Molassana esercenti (Confesercenti) e a tanti altri cittadini della zona, alcune riflessioni, che già da tempo erano in essere.

C’è in particolare un punto che ci lascia estremamente perplessi a assolutamente inquieti tanto da farci affermare che l’inizio di questi lavori rappresenti un vero e proprio Mistero della Fede: si tratta della questione della SICUREZZA IDRAULICA. Nonostante i lavori sul Rio Ca de Rissi di cui ha parlato il Presidente del Municipio e nonostante la Revisione del Piano di Bacino attualmente in atto con DDG n.6 del 21/01/2016 (http://www.pianidibacino.ambienteinliguria.it/GE/bisagno/bisagnoVIC.html) l’area dell’intervento Boero risulta essere in zona ROSSA (vedi sotto), cioè RISCHIO IDRAULICO MOLTO ELEVATO. Si tratta della classe di rischio più pericolosa. Oltre alla Regione, anche la Città Metropolitana ha classificato questa area come area P3, ELEVATA PERICOLOSITA’, con Delibera di Consiglio della Città Metropolitana n.26 del 25/06/2015.

Secondo il Piano di Bacino della Regione Liguria le aree identificate con il colore rosso (Fascia A) rientrano nella disciplina dell’art. 15 comma 2 delle Norme di Attuazione al Piano di Bacino, che recita:

“Nella fascia A, fermo restando che gli interventi ammessi sul patrimonio edilizio esistente non devono comunque aumentarne la vulnerabilità rispetto ad eventi alluvionali, anche attraverso l’assunzione di misure e accorgimenti tecnico-costruttivi di cui all’allegato 5, e non devono comportare cambi di destinazione d’uso, che aumentino il carico insediativo anche temporaneo, non sono consentiti: a) interventi di nuova edificazione, di ampliamento dei manufatti esistenti, e di recupero del patrimonio edilizio esistente eccedenti quelli di restauro o risanamento conservativo” etc… (http://www.pianidibacino.ambienteinliguria.it/GE/bisagno/documentiVIC/3_Bisagno_NORME_var_alluvione2014_DIC15.pdf).

Leggendo le carte della Regione e la normativa di riferimento pertanto ci chiediamo come sia possibile la realizzazione di questa operazione nei termini di un progetto approvato prima delle alluvioni del 2011 e del 2014 e con un alto carico insediativo, commerciale e con spazi pubblici come asili e biblioteche, in un’area storicamente inondata e descritta dal Piano di Bacino come zona ad elevato rischio idraulico.

Laddove il Piano di Bacino non permetterebbe nuove realizzazioni, in un’area che rappresenta un’area di espansione del fiume in piena andremo quindi a collocare nuove costruzioni.

Come è possibile allora che siano iniziati i lavori nonostante il Piano di Bacino sia ancora in revisione e nonostante tracci un quadro così poco rassicurante per la nostra sicurezza? Probabilmente gli investitori si fanno forza di permessi e autorizzazioni già da tempo conseguiti: ma ha senso continuare su questa strada anche se il Piano di Bacino dice che quell’area è molto pericolosa? E’davvero la cosa da fare?

E’ davvero per noi un Mistero della Fede, ma si sa che le vie della Provvidenza sono infinite: aspettiamo ora che qualche Santo in Paradiso ci dia una risposta a questo nostro dubbio esistenziale!

Boero 4

 

 

Una bella notizia per la Piazza!

Repubblica

<link articolo di Repubblica>

Repubblica

La notizia è arrivata inaspettata: pur non avendo avuto alcun ruolo nel processo vero e proprio ci siamo sempre schierati al fianco della Arkia e della sua famiglia: accogliamo la notizia con gioia e commozione perchè sono stati 5 anni di lotta insieme alla famiglia, 5 anni di consigli comunali, incontri con assessori, interrogazioni consiliari, commissioni, giornali e giornalisti: alla fine abbiamo vinto tutti, abbiamo vinto perchè sapevamo di essere nel giusto e perchè sapevamo che la Dignità delle persone era stata ferita ed era giusto lottare al fianco di quella famiglia.
Oggi è il giorno della gioia e della commozione!
Piazza Adriatico ha visto riconosciuta la sua dignità,
Viva la Piazza Viva!

Sabato 14 e sabato 28 insieme puliamo il quartiere!

a

Vi aspettiamo sabato 14 maggio e sabato 28 maggio per una colorata pulizia del quartiere! Insieme ad altre associazioni del territorio, il Centro Documentazione Val Bisagno, il Comitato Gino Benazzi di Via Lodi e il Comitato Acquedotto Storico Genova 8, puliremo il quartiere dalla spazzatura e le aiuole dall’erba infestante e al loro posto pianteremo fiori e arbusti! Abbiamo un po’ di attrezzi (scope, ramazze, sacchi e guanti) ma per sicurezza meglio portarsi un po’ di attrezzi da casa: portate anche piante, fiori, semi che vorreste vedere negli spazi verdi del quartiere! Ci sono tante aree da sistemare: da Ponte Carrega, alle creuze, le aiuole nuove da ripulire, le aiuole di Piazza da abbellire, l’Orpea, Passo Ponte Carrega! Più siamo e più riusciremo ad abbellire il quartiere!

Sabato 14 ci vediamo intorno alle 9.30 presso i giardini nuovi di Ponte Carrega: si mangia negli orti di Ponte Carrega con le cose che porteremo “al sacco” o che andremo a comprare nei negozi di vicinato. La gionata di pulizia prosegue per chi può nel pomeriggio e si può concludere con l’apericena al Centro Documentazione di Piazza Adriatico, a cui seguirà la proiezione del film “Il pianeta verde” di Coline Serrau.

In caso di pioggia la pulizia/guerrilla gardening si svolgerà il sabato seguente al mattino!

Sabato 28 maggio invece l’appuntamento è sull’acquedotto storico: appuntamento intorno alle ore 9:30 dietro il muraglione di Iren, subito dopo la Garitta del dazio di Preli, in corrispondenza del civico 14 di Salita Chiappa. In pausa pranzo, con pranzo al sacco, andremo a mangiare tra gli olivi e andremo a visitare il grande lavoro degli Orti di Staglieno insieme a Marco!

Se possibile iscrivetevi prima telefonando ai numeri sul volantino o inviando una mail a info@amicidipontecarrega.it. Se non riuscite ci vediamo nei punti stabiliti direttamente il sabato mattina!
a

Informative alla cittadinanza

Info
n.1/2016

n.1/2016

n.2/2016

n.2/2016

Audizione in Commissione V Territorio per progetto Rio Torre

Torre

Mercoledì 17 Febbraio siamo stati auditi dalla Quinta Commissione del Comune di Genova riguardo all’approvazione del progetto di sistemazione idraulica del Rio Torre. Nell’occasione abbiamo posto le osservazioni che avevamo preparato insieme al Comitato di Piazza, al Centro documentazione e all’Arci Ponte Carrega (clicca qui: RIO TORRE, osservazioni PDF). Oltre a quelle domande abbiamo posto anche nuove osservazioni sulle ordinanze di sgombero in caso di allerta meteo ( http://www.comune.genova.it/content/nord-2015-439-del-29122015-temporanee-limitazioni-duso-occasione-della-dichiarazione-di-stat), sul piano di Protezione Civile per il quartiere e sulla problematica della raccolta e regimazione delle acque del Piazzale delle Autostrade che provoca continuamente danni alla zona dell’Orpea e di Via Laiasso.

Ad alcune delle domande che avevamo già posto in precedenza in sede di Conferenza dei Servizi l’Amministrazione comunale ha risposto attraverso i propri tecnici nella Proposta Delibera per l’approvazione del progetto di sistemazione idraulica del rio Torre: l’unica osservazione che è stata accolta è quella che prevede che il Comune si faccia carico di comunicare alla Regione la necessità di intervenire nella parte a monte del Rio Torre. Questa parte non verrà infatti toccata da questa fase di lavori perchè non è sotto la competenza del comune di Genova ma è bene demaniale dato in concessione a privati (i proprietari dei magazzini di Passo Ponte Carrega).

Qui trovate la Delibera per l’approvazione del progetto di sistemazione idraulica del rio Torre:  http://www.comune.genova.it/sites/default/files/doc_sedute/prop_2016_0004_testo_sistemazione_idraulica_rio_torre_quezzi.pdf

Qui potete ascoltare l’intero audio della commissione V Territorio con gli interventi della Associazione, del Vice Sindaco, del Vice Presidente del Municipio IV, dei tecnici e dei Commissari: la prima parte della Commissione riguardava il Piano Caso della Regione. L’audio sul Rio Torre parte al Minuto 15:43:46

http://www.comune.genova.it/content/seduta-del-17022016

In definitiva la Commissione ha fissato la data di approvazione del progetto che sarà martedì 23 febbraio. E’ stato poi proposto da parte di alcuni consiglieri comunali di fare un sopralluogo nella zona di Piazza Adriatico/Orpea/Laiasso. Infine il Vice sindaco, sulla questione delle ordinanze ha detto che una volta che la Regione Liguria avrà finito la riperimetrazione delle aree di esondabilità è possibile che l’ordinanza di sgombero per la sponda destra del Mermi (Salita alla Chiesa di Montesignano, via Fratelli Chiarella) venga superata definitivamente.

Il Politecnico di Milano studia le opportunità del Bisagno

Su Il Secolo XIX del 27 gennaio si parla dei laboratori di Architettura che il Politecnico di Milano svolgerà in Val Bisagno nel prossimo biennio accademico:12644702_1551575248501991_50532267707494459_n