Archive for Acquedotto storico

A Ponte Carrega con Camillo Sbarbaro

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Il percorso della memoria di Camillo Sbarbaro entra a far parte degli eventi delle giornate europee del patrimonio nella edizione 2017. Un importante riconoscimento paesaggistico e culturale per questo angolo di Val Bisagno da parte della Sporintendenza e del Ministero dei Beni e delle attività Culturali e per il Turismo. Per noi il percorso storico dell’acquedotto rappresenta il naturale accesso verso la conoscenza della vallata e delle sue piccole ma importanti costellazioni: chiese, ville, crêuze, mulini, acciotolati artistici, oratori, terrazzamenti, orti, boschi, torrenti, che nel loro insieme costituiscono un sistema monumentale e naturalistico di straordinaria importanza per la memoria storica e l’identità di questa città.

Giornata Europea del Patrimonio

Memorie del Bisagno.. i video delle escursioni

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Inseriamo in questo post i principali video degli eventi di questa primavera – estate della rassegna “Memorie del Bisagno

Buona Visione a tutti.

 

 

La città va in collina

Il decumano Bisagno

I Risseu della Val Bisagno

Bisagno storia di acqua e fiori

Il fiume nascosto

 

Puliamo l’acquedotto!

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Partono da mercoledì prossimo 9 agosto fino al 31 ottobre 2017 due progetti di pulizia e recupero:

1. ex bocciofila Gavette;

2. tratto Acquedotto ponte Preli-muro Iren.

***Stiamo cercando VOLONTARI***

Sfrutteremo questo periodo più caldo per alcuni sopralluoghi nel tardo pomeriggio / sera per fare foto e per conoscere i primi volontari, magari facendo una passeggiata al fresco, quindi non esitate a scrivere anche solo x info: ilfocato@gmail.com o info@amicidipontecarrega.it o su FB con messanger (Acquedotto storico genova 8-comitato Preli-Staglieno o Amici di Pontecarrega).

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Il Politecnico di Milano in Val Bisagno!

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Il Laboratorio di Progettazione architettonica del Politecnico di Milano fa tappa in Media Val Bisagno. La visita è prevista martedì 28 marzo dalle ore 10:15 al primo pomeriggio tra Staglieno e Gavette. L’appuntamento è in Piazzale Resasco alle ore 10:15. Scopo della visita è quello di far vedere e conoscere ai ragazzi che da tutta Europa studiano nell’ateneo milanese la complessità e la bellezza della vallata, in vista della loro esercitazione sulla riconversione di alcune grandi aree della Val Bisagno, in particolare dell’area di Gavette.
Conoscere in maniera approfondita il valore dei territori e ascoltare le sensibilità degli abitanti ha la finalità, per i futuri architetti e progettisti, di migliorare la progettazione e di renderla più vicina alle esigenze del territorio cercando al contempo di evitare danni e ferite irreversibili per la città.

La partecipazione è gratuita ma si richiede di iscriversi alla visita inviando una mail a info@amicidipontecarrega.it

Il percorso della memoria, sulle tracce di Camillo Sbarbaro

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Con questo nuovo articolo vogliamo segnalare un sentiero ancora oggi poco conosciuto che si stacca dal percorso dell’acquedotto storico e raggiunge la collina di Montesignano. Il sentiero è percorribile facilmente come deviazione dal percorso principale in circa 30 minuti di cammino.

Il percorso è ricco di testimonianze storiche e culturali d’importanza monumentale con una peculiarità che lo rende unico: i luoghi attraversati sono stati esplicitamente menzionati dal Poeta Camillo Sbarbaro in una sua prosa “Tramonto a Pontecarrega“. Ancora oggi i luoghi attraversati dal poeta, a quasi cinquant’anni dalla sua morte, si possono facilmente riconoscere anche se avulsi e a volte nascosti dietro l’intensa urbanizzazione del secolo scorso e del passato recente.

Il fascino evocativo di questo percorso è ancora oggi straordinario perché molto del paesaggio descritto dal poeta è ancora leggibile e in grado di emozionare.

Scopriamo questo percorso che idealmente abbiamo chiamato “percorso della memoria, sulle tracce di Camillo Sbarbaro” perché molti hanno dimenticato che questo tracciato un tempo era frequentato da Camillo Sbarbaro. Forse questo paesaggio così evocativo, tanto da essere menzionato dal poeta, ha contribuito a stimolarlo verso quella “tematica della natura” così ricorrente nei suoi testi. I tesori nascosti di valore paesagistico sono ancora oggi straordinariamente intensi e di grande rilevanza per la memoria storica di tutta la Val Bisagno.

Molti, la natura li disturba; i più non la vedono. In lei io mi verso. È la sola costanza, la sola fedeltà che conosco nell’incertezza di tutto” – Camillo Sbarbaro

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Il percorso inizia idealmente come deviazione al percorso principale dell’acquedotto storico in corrispondenza di Salita della Chiappa. Il punto è facilmente riconoscibile per la presenza di uno strano manufatto a pianta quadrata. Si tratta dell’antica garitta del dazio, oggi purtroppo in rovina. Dalla garitta s’imbocca Salita della Chiappa in direzione valle e si raggiunge via Lodi e si prosegue verso Via Piacenza.

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Si percorre un breve tratto lungo la sponda destra del Bisagno lungo Via Piacenza. Da questo punto guardando le sponda sinistra possiamo ammirare il paesaggio descritto da Sbarbaro (Rif. 1) dove in alto svetta la nostra meta: la Chiesa di San Michele Arcangelo di Montesignano. La chiesa ha origini che risalgono al quattrocento, come testimoniano gli affreschi recentemente rinvenuti con gli ultimi restauri. Il campanile che domina l’accesso alla valle del Rio Mermi, come un segnavia, indica la presenza dell’antico valico di crinale che porta verso Sant’Eusebio e Bavari.

Scendendo lungo Via Piacenza s’incontra Ponte Carrega, primo riferimento esplicito nella prosa di Sbarbaro.

S’ingannarono i miei occhi quella sera o Pontecarrega è in mattone (Rif 2)

Al tempo di Camillo Sbarbaro la strada di scorrimento della sponda sinistra non esisteva ancora e il ponte conservava ancora tutte le sue originali arcate.

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Veduta della Chiesa di San Michele dalla sponda sinistra del torrente Bisagno

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Pontecarrega al tempo del Poeta Sbarbaro

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Pontecarrega come appare oggi

Attraversata la strada di scorrimento, dopo la prima rotonda, guadagnano nuovamente il percorso storico, più o meno dove finiva l’antico ponte prima del suo restringimento, ovvero in corrispondenza a Salita alla Chiesa di Montesignano. Qui incontriamo il secondo riferimento esplicito nella prosa di Sbarbaro.

La stagione arruginiva il cono cui la borgata s’inerpica, pezzato di vigne (Rif 3)

L’antica borgata di Ponte Carrega a cui il poeta si riferisce è quella parte dell’abitato di Pontecarrega che sale verso la Chiesa di Montesignano le cui colline erano un tempo tappezzate di vigne. Il borgo è tuttora esistente ma le colline, in parte edificate, sono ancora oggi ben tenute con alberi da frutto e siepi.

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“il cono cui la borgata s’inerpica, pezzato di vigne”, il borgo esiste ancora ma è rimasto dietro i depositi delle ex. Officine Guglielmetti

 

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Borgata di Pontecarrega come appare oggi, verso Salita alla Chiesa di Montesignano

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il percorso sale verso Salita alla Chiesa di Montesignano

Superate le prime case la strada risale con i caratteristici tratti di una mulattiera acciottolata ma le pietre sono visibili solo al primo tornante mentre l’inizio del percorso è purtroppo ricoperto d’asfaltato. Il gruppo di edifici che si attraversa costituiscono il nucleo storico di Pontecarrega, probabilmente coevo con il ponte da cui prende il nome.

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Particolare della cartografia militare del Genio sardo rappresentante Pontecarrega con gli edifici della borgata omonima. Ignazio Porro, 1835

Consigliamo di soffermarsi sui particolari perché nel retro del borgo è ancora visibile il profilo dell’argine originale del Bisagno prima del suo restringimento. Il profilo coincide con il confine degli orti urbani ancora esistenti e ben mantenuti dietro gli edifici della borgata.

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Borgata storica di Pontecarrega ancora esistente dietro le ex. Officine Guglielmetti

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Particolare di un cortile nella borgata

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Inizio di Salita alla Chiesa di Montesignano (loc. detta “porte chiuse”)


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Pompa idraulica per pozzo in uno dei cortili della borgata

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Risalita dopo il primo tornante di Salita alla Chiesa di Montesignano

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Salita dopo il secondo tornante di Salita alla Chiesa di Montesignano

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Ultimo tratto della salita prima di arrivare alla Chiesa di San Michele Arcangelo di Montesignano

Al termine della salita la mattonata s’interrompe bruscamente per l’allargamento di Via Mogadiscio che sale verso S. Eusebio.

Finalmente siamo arrivati al sagrato della Chiesa di Montesignano, San Michele Arcangelo, e scopriamo il terzo riferimento esplicito nella prosa di Sbarbaro

Dal rogo scampavano solo le querce del sagrato.(Rif 4)

Il sagrato della chiesa è caratterizzato ancora oggi dall’antico mosaico acciottolato, uno dei più belli della Val Bisagno. Uno dei due lecci (Quercus ilex) a cui il Poeta si riferiva è ancora presente con i sui 300 e passa anni di esistenza.

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Sagrato della Chiesa San Michele Arcangelo di Montesignano

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Facciata della Chiesa di San Michele Arcangelo di Montesignano

 

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Una delle due querce rimasta come era al tempo di Camillo  ..”dal rogo scamparono solo le querce del sagrato”

Dal sagrato della Chiesa s’affacciano davanti a noi i crinali del parco dei forti, notiamo sulla sinistra Forte Sperone, poi spostandoci sulla destra in ordine Forte Puin e Forte Diamante con la sua inconfondibile forma a piramide. Questo paesaggio non è sfuggito al Poeta che così lo rappresenta:

I torvi picchi dei Forti in corona erano giganti che assistevano alla nascita d’una rosa” 

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Vista del parco dei forti dal sagrato della Chiesa, il paesaggio descritto dal poeta e forse come queste le nuvolaglie a cui si riferiva?

 

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Pontecarrega dal sagrato della Chiesa, “..un attimo dopo la borgata si splendette di un più raccolto lume.”

Per visitare la Chiesa consigliamo di contattare la Parrocchia o la Confraternita del Santissimo Sacramento e Santa Maria di Terpi, una delle confraternite più antiche della vallata e della città, la cui fondazione risale a 541 anni fa. Il nucleo originario della attuale chiesa è già presente infatti nel 1475, anno a cui si fa risalire la nascita della Confraternita e dell’oratorio, trasformato poi in chiesa parrocchiale nel 1818. Al suo interno si conservano opere della scuola genovese del seicento, da Orazio De Ferrari al Biscaino. Svetta per importanza la grande pala d’altare del fiammingo Cornelius De Wael, uno dei primi fiamminghi a lavorare in pianta stabile a Genova nella prima metà del seicento. Anche i marmi degli altari sono importanti: negli anni della trasformazione da oratorio a chiesa parrocchiale vennero acquisiti gli antichi marmi di San Domenico, demolito proprio in quegli anni per far spazio al Teatro Carlo Felice. Meritano ancora citazioni il ciclo di affreschi realizzati sulla volta dal Passano nel 1846 e l’ampio e prezioso corredo di stoffe e di cristi processionali della Confraternita. La statua lignea della Madonna del Maragliano è invece oggi conservata nella nuova sede parrocchiale in Via Terpi.

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cappa processionale della Confreternita, da poco restaurata

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La Madonna del Maragliano, conservata in Via Terpi

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Tracce degli affreschi quattrocenteschi ritrovati dietro il coro

 

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Particolare della pala d’altare di C. De Wael

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Ancora tracce degli antichi affreschi del ‘400 recentemente ritrovati

Non sappiamo se il Poeta ha proseguito oltre il sagrato, noi consigliamo di proseguire verso la borgata in località Terpi risalendo l’omonima mattonata fino alla Villa Durazzo-Grimaldi-Chiarella, la cui fabbrica risale agli inizi del seicento, e che fu anche sede del Comune di Bavari.(Rif. 5) dove notiamo come il paesaggio si apre nuovamente con i verdi crinali di S. Eusebio, di Monte Ratti e di Quezzi con la caratteristica torretta di costruzione sabauda. 

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Villa monumentale Durazzo-Grimaldi del secolo XVI. Il palazzo fu anche proprietà Raggi, Grillo-Cattaneo, Burlando e Chiarella

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Affresco interno alla villa

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Androne interno della villa

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Vista del campanile da Terpi


Il nostro percorso giunge a termine ma per ripercorrere le orme di Sbarbaro occorre ridiscendere nuovamente da dove siamo venuti.

Al ritorno, esprimeva l’ultima luce la vetrata limone dei “Paolotti(Rif. 6) 

I Paolotti è il nome di una delle tante osterie di Pontecarrega. Di questo luogo rimangono ancora molti ricordi nella memoria collettiva degli abitanti perché sono disponibili alcune fotografie su come si svolgeva la vita sociale di un tempo.

Anche in questo caso l’antica osteria è ancora riconoscibile nel contesto avulso e disordinato dell’urbanizzazione. I discutibili interventi urbanistici di recente realizzazione non hanno saputo cogliere e interpretare al meglio i valori della memoria, forse si poteva armonizzare con maggiore efficacia l’esigenze del nostro tempo con il prezioso tessuto storicamente consolidato che rappresenta un collegamento ideale, storicamente certo, tra i due parchi monumentali dei forti di Genova, quelli del versante occidentale e quelli del versante orientale, collegamento tanto auspicato per una effettiva valorizzazione di questo immenso patrimonio culturale.

Si ricorda per chi volesse ristorarsi, che la vecchia osteria dei Paolotti è ancora esistente, ma oggi si chiama trattoria “al Ciclamino”.

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Momento di socialità all’inizio del secolo scorso presso l’osteria dei Paolotti

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Insegna riconoscibile dell’osteria Paolotti

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L’antica osteria dei Paolotti, oggi trattoria “Il Ciclamino” e l’antica borgata di Pontecarrega ancora oggi riconoscibile nonostante l’aggressiva l’urbanizzazione del nostro tempo

 Vogliamo concludere la nostra breve descrizione con queste ultime parole

Sul ponte di tozza pietra bambinelle si davano la mano a girotondo” 

Di là del fiume il Caffè dei Velocipedisti sbadigliava dai buchi delle porte la noia della giornata.
Pontecarrega, rosso fiore colto dagli occhi una sera; come un ricordo d’amore tra le pagine chiuso.

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   Il testo integrale della prosa e la galleria storica è disponibile a questo <link>

 


Il percorso della memoria di Camillo Sbarbaro è stato inserito negli eventi della giornata europea del patrimonio nella edizione 2017

Camillo Sbarbaro 

Video su Camillo Sbarbato Città Metropolitana di Genova

Per approfondimenti su Camillo Sbarbaro e la tematica della natura

Camillo Sbarbaro, proposta di lettura del prof. Silvio Guarnieri

Alcune poesie

il mio cuore si gonfia per te terra,Camillo Sbarbaro

A volte, mentre vado per le strade – Camillo Sbarbaro

Svegliandomi il mattino – Camillo Sbarbaro

Talor mentre cammino, Camillo Sbarbaro

Forse un giorno, sorella – Camillo Sbarbaro

Padre che muori tutti i giorni un poco – Camillo Sbarbaro

Padre se tu non fossi – Camillo Sbarbaro

La trama delle lucciole – Camillo Sbarbaro

Sabato 14 e sabato 28 insieme puliamo il quartiere!

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Vi aspettiamo sabato 14 maggio e sabato 28 maggio per una colorata pulizia del quartiere! Insieme ad altre associazioni del territorio, il Centro Documentazione Val Bisagno, il Comitato Gino Benazzi di Via Lodi e il Comitato Acquedotto Storico Genova 8, puliremo il quartiere dalla spazzatura e le aiuole dall’erba infestante e al loro posto pianteremo fiori e arbusti! Abbiamo un po’ di attrezzi (scope, ramazze, sacchi e guanti) ma per sicurezza meglio portarsi un po’ di attrezzi da casa: portate anche piante, fiori, semi che vorreste vedere negli spazi verdi del quartiere! Ci sono tante aree da sistemare: da Ponte Carrega, alle creuze, le aiuole nuove da ripulire, le aiuole di Piazza da abbellire, l’Orpea, Passo Ponte Carrega! Più siamo e più riusciremo ad abbellire il quartiere!

Sabato 14 ci vediamo intorno alle 9.30 presso i giardini nuovi di Ponte Carrega: si mangia negli orti di Ponte Carrega con le cose che porteremo “al sacco” o che andremo a comprare nei negozi di vicinato. La gionata di pulizia prosegue per chi può nel pomeriggio e si può concludere con l’apericena al Centro Documentazione di Piazza Adriatico, a cui seguirà la proiezione del film “Il pianeta verde” di Coline Serrau.

In caso di pioggia la pulizia/guerrilla gardening si svolgerà il sabato seguente al mattino!

Sabato 28 maggio invece l’appuntamento è sull’acquedotto storico: appuntamento intorno alle ore 9:30 dietro il muraglione di Iren, subito dopo la Garitta del dazio di Preli, in corrispondenza del civico 14 di Salita Chiappa. In pausa pranzo, con pranzo al sacco, andremo a mangiare tra gli olivi e andremo a visitare il grande lavoro degli Orti di Staglieno insieme a Marco!

Se possibile iscrivetevi prima telefonando ai numeri sul volantino o inviando una mail a info@amicidipontecarrega.it. Se non riuscite ci vediamo nei punti stabiliti direttamente il sabato mattina!
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Alcuni progetti del 2003 per la valorizzazione di beni storici della Val Bisagno

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Riproponiamo alcuni progetti che nel 2003 furono proposti per valorizzare alcuni monumenti della Val Bisagno come l’Acquedotto Storico, l’Abbazia di San Siro di Struppa e Ponte Carrega attraverso una nuova illuminazione e la organizzazione di alcuni eventi volti alla riscoperta di questi beni. I progetti “Genova in Controluce” sono a firma di: Aldo Vinci, Liliana Iadeluca, Irene Delfino e Cristina Torriano.

Riscopriamoli insieme:

 

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Scarica la guida

 

PONTECARREGA (1)

Scarica la guida

 

Giri in Famiglia al trogolo di Staglieno!

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Per domani segnaliamo che apriamo il trogolo di Salita alla Chiesa di Staglieno per una iniziativa organizzata da “Girinfamiglia” – La giornata prevede la visita al Presepe del Maragliano alla Chiesa di San Bartolomeo di Staglieno e merenda e visita al trogolo. volantino-GIRINFAMIGLIA-staglienoSFS

Primi passi per la salvaguardia della garitta del dazio sull’acquedotto storico

L’arch. Matteo Marino mentre esegue i rilievi della garitta del dazio

“La Val Bisagno non può avere alcuna potenzialità turistica”

Ieri, guardando la folla che sta percorrendo l’Acquedotto storico (e i forti del lato orientale del Parco) nell’ambito della Giornata del Camminare, un evento ben pubblicizzato e promosso a livello nazionale tornano in mente le parole pronunciate da un Dirigente del Settore Urbanistica del Comune di Genova nel Maggio del 2013 durante la presentazione del Puc presso la Sala Punto d’Incontro Coop in Piazzale Bligny: “La Val Bisagno non può avere alcuna potenzialità turistica”. Dopo quell’intervento la Sala gremita incominciò a mugugnare e a mormoreggiare.

Nella convinzione comune si ritiene sia davvero così; sarà sicuramente così. Eppure quelle dichiarazioni stonano con la nostra idea diversa di Città e di Vallata: sono tante le persone che non ritengono la Val Bisagno solo una zona di servizio della città. La Val Bisagno è anche verde e natura, storia e tradizioni. C’è tanta Bellezza in Val Bisagno! La difficoltà è semmai quella di farla conoscere e di demolire quei luoghi comuni che la descrivono solo come area industriale o di servizio; l’altra difficoltà, che si scontra con una classe dirigente e politica arretrata, è quella di preservarla da ulteriori speculazioni edilizie che continuino a compromettere la sua identità e la sua Bellezza, come nuovi Bricoman e la prossima realizzazione della torre alberghiera a Ponte Carrega.

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Memorie del Bisagno, si parte!

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Si parte oggi con “Memorie del Bisagno”!!

Care Associazioni e Comitati della Val Bisagno,
siamo quattro associazioni che da un po’ di tempo si sono ritrovate attorno agli eventi che negli ultimi anni hanno interessato la Val Bisagno. Insieme abbiamo pensato di sviluppare un progetto nell’arco di un anno dal titolo “Le memorie del Bisagno”:
Il primo incontro di conoscenza e confronto in cui definire insieme il progetto si terrà oggi pomeriggio, lunedì 28 settembre, alle ore 18.30 presso il circolo ARCI “Lo Zenzero” in via Via Giovanni Torti 35.

Associazione Amici di Ponte Carrega
Ghett Up
Ingegneria Senza Frontiere
Legambiente, Circolo Nuova Ecologia

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