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Economia Circolare

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Grazie Renzo..ma ora vienici a trovare!

renzopianoperiferico Oggi il Fattoqutidiano pubblica una lunga intervista di Ferruccio Sansa al neo senatore a Vita Renzo Piano. L’intervista è sconcertante, sembra che il neo senatore abbia letto il nostro manifesto e lo abbia fatto suo.

Renzo Piano, dimentica di essere stato il consulente per l’urbanistica durante l’amministrazione Marta Vincenzi, l’ex sindaco con la delega all’urbanistica che lo ha voluto al suo fianco come consulente agli Urban Lab.[cvg-video videoId=’53’ width=’300′ height=’200′ mode=’playlist’ /]

L’amministrazione Vincenzi dopo i buoni propositi iniziali, riscontrabili nell’intervista, ha successivamente approvato le varianti per le trasformazioni in atto nelle aree ex-Italcementi ed ex-officine Guglielmetti. Operazioni legittime, ma che non riteniamo coerenti con lo sviluppo sostenibile per la Val Bisagno che fu delineato nel 2004 nella rispettiva agenda 21 (sottoscrizione carta di Aalborg).

Non ci risulta che l’architetto Piano abbia mosso un dito per contrastare queste trasformazioni, che ripetiamo, ci sembrano in palese contraddizione con le sue affermazioni. Secondo noi queste trasformazioni ci riportano nel medioevo del secolo scorso con una urbanizzazione, una cementificazione, degna di essere annoverata con quella degli anni 60-70, più che del nuovo secolo.

Ma ora il grande architetto e senatore a vita ha l’occasione di mettere in atto le sue affermazioni.

Lo invitiamo a “salvarci”, venga qui a Ponte Carrega a vedere i cantieri e gli interventi edilizi in fase di approvazione, vorremo avere un suo parere, soprattutto se questo è ciò che intende per “recuperare le periferie”.

Ci auspichiamo il cambiamento, ma è la credibilità dei soggetti, che si fanno portatori del cambiamento, che ci fa riflettere. Un gruppo dirigente forse con poche idee, forse troppo anziano o reclutato nelle stesse file di chi ha sempre fatto le stesse operazioni e altro non riesce nemmeno a immaginare.

La domanda che facciamo a Renzo Piano è la seguente: può una parte politica legata a questo tipo di economia e di sviluppo, farsi portatrice di un modello di sviluppo antitetico rispetto a quello fino ad oggi perseguito?

Riportiamo di seguito alcune affermazioni dell’intervista a Renzo Piano…

bricoman-genova-ponte-carrega-1 “Le periferie. Questa è la nostra grande sfida, dobbiamo recuperarle, renderle davvero parte della città .. non devono più essere qualcosa che sta intorno a un centro”

bricoman-genova-ponte-carrega-2 - Periferie. Qualcuno vorrebbe raderle al suolo – “Sarebbe un atto di violenza, di arroganza, simile a quello di chi le ha costruite”

bricoma-senza-amore - Come cancellare danni tanto profondi – “Le periferie sono state costruite senza amore, senza cura per chi doveva viverci. Ma non sono tristi. Come diceva Calvino nelle Città invisibili in ogni luogo c’è un bagliore, un angolo di bellezza” … “Le periferie sono la città che non sa di esserlo … dobbiamo impegnare tutte le nostre energie per recuperarle” … “non penso a interventi faraonici ma a quelli realizzati da piccole imprese, spesso guidate da giovani” … “Il Verde. Non è solo un fatto estetico o poetico, non è solo bellezza, per quanto importante. E’ assolutamente pratico, significa ridurre la temperatura d’estate di due o tre gradi” … “e si contribuisce al consolidamento del suolo, soprattutto dove come a Genova esiste un elevato rischio idrogeologico. In periferia c’è almeno un vantaggio, c’è più spazio, può essere occupato dal verde”

Noi Amici di Ponte Carrega lo abbiamo sempre sostenuto e non finiremo mai di ricordarlo.

Le sofferenze di molti cittadini nei confronti di certi cantieri e interventi urbanistici, anche se formalmente legittimi, sono causati dalla mancanza di una effettiva partecipazione da parte dei cittadini ai processi decisionali.

A chi pensa che la partecipazione sia solo la pratica di presentare un progetto, magari con qualche bella diapositiva, magari davanti a un pubblico poco informato, noi diciamo che non è così e per dire questo ci siamo informati.

Quest’anno il nostro obbiettivo, in conformità con il nostro statuto e manifesto, sarà quello di intraprendere un autorevole studio di come dovrebbero avvenire i percorsi partecipati per la gestione del territorio. Abbiamo per questo già preso contatti con il mondo accademico, istituzionale, e naturalmente culturale.

La mancanza di vera partecipazione fra i cittadini, istituzioni e proponenti, crea conflitti e tensioni che non giovano a nessuno e per questo riteniamo assolutamente necessario aprire un dibattito serio su questo argomento.

Il nostro riferimento, per il momento, è la proposta di Legge Regionale Toscana, in particolare crediamo che occorra un’autorità garante per la partecipazione e la comunicazione. leggeregionaletoscana

(manifesto della proposta di legge sulla gestione del territorio – Regione Toscana)

“La crescita in equità esige qualcosa di più. Lungi da me il proporre un populismo irresponsabile, ma l’economia non può più ricorrere a rimedi che sono un nuovo veleno…” da “Evangelii Gaudium” – Papa Bergoglio

La Passarola

passarola Il Signor A, anche in virtù di essere un grande negozio, comunica alla propria clientela le seguenti affermazioni:

“Per noi, lo sviluppo sostenibile si declina al plurale”

“Sviluppo sostenibile delle aziende, nei paesi, nelle città e nei quartieri in cui ci insediamo”

“Progettazione e costruzione dei nostri punti vendita nel rispetto dell’ambiente”.

“Coinvolgimento nelle iniziative locali e negli impegni cittadini”.

“Lo sviluppo sostenibile è sostenuto dalla sensibilizzazione dei nostri clienti nel mondo per quanto concerne l’ambiente. È in tal senso importante promuovere procedure corrette e comportamenti professionali corretti, considerando tutti i collaboratori”.

“Prima di stabilirci in un paese, cerchiamo innanzitutto di conoscerne gli abitanti, lo stile di vita e l’habitat.”

“Quando apriamo un punto vendita, ne monitoriamo l’integrazione nell’ambiente e lavoriamo con le autorità locali”.

“In questo modo, creiamo posti di lavoro sostenibili e nuove collaborazioni”.

“In tutti i paesi in cui siamo presenti, rispettiamo la cultura locale, al fine di essere più vicini ai nostri clienti”.

Il Signor B, a differenza del primo, è un piccolo negozio, non ha i mezzi e intenzione di affermare alcuna etica aziendale, con la crisi del settore è già tanto che non abbia chiuso i battenti e rimane sempre appena al disotto del limite consentito per legge, sotto la quale sarebbe in mora.

Con i suoi dipendenti applica contratti di lavoro sufficienti per essere in regola con i contratti di lavoro e le norme di sicurezza, i suoi punti vendita sono costruiti non oltre i requisiti minimi richiesti dalla legge. Il Signor B non partecipa e non può permettersi coinvolgimenti particolari nelle iniziative locali ne tanto meno negli impegni cittadini; a lui non interessa nulla di tutto ciò, deve sopravvivere.  

Immaginiamo una clientela mediamente formata, eterogenea, e di diversa estrazione sociale, fra questi ipotetici clienti alcuni saranno assolutamente insensibili alle tematiche sponsorizzate dal Signor A, per loro è assolutamente indifferente andare a comprare da un venditore o dall’altro, guarda solo il prezzo.

Tuttavia in un campione di clientela così diversificato è anche possibile che qualche cliente sia maggiormente sensibile alle tematiche sponsorizzate dal Signor A. Sono tematiche molto importanti e molte persone ne sentono un gran bisogno, sono le tematiche ambientali, di sviluppo sostenibile, di rispetto dei valori della cultura locale, della progettazione e della costruzione dei  punti vendita con una maggiore integrazione e rispetto per l’ambiente. 

C’è da aggiungere che queste attenzioni, così come sono sponsorizzare, nulla sembrano voler intendere con le normali attenzioni necessarie per legge, in tal caso non ci sarebbe nulla da sponsorizzare, sarebbe comunque obbligatorio, diversamente non potrebbe essere..

In questo scenario è facile immaginare che il Signor A intercetterà una clientela numericamente più vasta del signor B riuscendo ad attrarre dalla sua parte tutti coloro che sono maggiormente sensibili alle tematiche da lui sponsorizzate.

Ma se le affermazioni del Signor A fossero palesemente disattese e non corrispondessero al vero, cosa succederebbe?

Il cliente (sensibile) sarebbe palesemente imbrogliato, il servizio offerto non corrisponderebbe agli standard sponsorizzati, almeno nei metodi, e il soggetto B sarebbe palesemente danneggiato.

Per il momento al signor A abbiamo chiesto formalmente di giustificare ogni sua affermazione, attenderemo ancora qualche giorno in modo che il nostro uccellino arrivi a destinazione.

Per meditare….

“Questo popolo, che tanto si aspetta dal cielo, guarda ben poco in alto dove si dice che ci sia il cielo. La gente va a lavorare nei campi, nei villaggi, entra ed esce dalle case, va nell’orto, alla fonte, si accoccola dietro a un pino, solo una donna sdraiata su della stoppia con un uomo sopra di sé crede di vedere qualcosa passare nel cielo, ma pensa che siano visioni di chi sta tanto godendo” José Saramago – Memoriale del convento” – La figura mostra la macchina volante progettata da Padre Bartolomeo Lourenco, precursore dell’aereonautica 1709

La grande bellezza

 

la-grande-bellezza La primavera e’ vicina, il tepore di una giornata insolitamente calda sembra allontanare i preoccupanti rigurgiti dell’acqua che hanno caratterizzato un autunno finito alle porte della bella stagione.

C’è aria di rinnovato ottimismo con un oscar a un film italiano che è una “grande bellezza”, ma soprattutto abbiamo un nuovo governo che ci guiderà senza indugio verso la primavera perché, come a Ponte Carrega, è “cambiato il passo”.  

Nonostante l’aria che tira qualcuno non riesce ancora a digerire il cemento che è stato versato dopo il 4 novembre 2011. Sembra un butto sogno, o come un bambino che si è immedesimato in un racconto malvagio, quel fango spalato con fatica, ora sembra solidificarsi in colonne di cemento che la mente non riesce più a spazzare via. Il quartiere non si risolleverà, questo è certo,  non per l’alluvione ma per quello che è avvenuto dopo. In effetti il passo è stato cambiato, ma occorre capire in quale direzione, dato che il grande l’edificio un primato certamente lo ha, fin troppo ingombrante. Chi non e’ nato in questi luoghi, o chi non li ha frequentati, non può capire. Questo scempio edilizio continuerà a produrre sofferenza e a mantenere aperto un conflitto che non si placherà  perché fisicamente percepito come un’offesa agli abitanti. Il foresto si guarda intorno smarrito, non trova le differenze fra questa e tante altre periferie che ha trattato con uguale superficialità: ruggine e rottami, qualche traccia di antico vissuto, case popolari di operai senza lavoro e il degrado. Le grandi aree dismesse sono tutte uguali.

Il “nulla da riempire” deve essere stato il pensiero di  qualche tecnico, ingegnere o architetto che sia, spinto dagli indicatori di  sistema per massimizzare la speculazione e sfruttare il diritto a edificare.

Riguardo al fatto che la “cosa” poteva essere migliore, la risposta è sempre quella: il cliente ha sempre ragione altrimenti non si compra e non si vende. Questa è la convinzione ferma del mercante alla quale invece l’arte e il buon senso avrebbero consigliato la prudenza, il non buttar via secoli di storia, di cultura e con quello l’ultimo briciolo di umanità che avrebbe voluto far sorgere il bello, il buono e la giusta misura.

Persone, spinte da amorevole convinzione “cooperativa” non hanno esitato acquistare spazio a tre volte il suo valore, pur di non rischiare un concorrente.

Auto e carrello è il destino di tutti, altro non sanno pensare, perché se si abbassa, o si  restringe, il risultato è sempre quello: vieni a comprare.   altri-carrelli  

In tutto questo muover di concetti, propositi, riqualificazioni e speculazioni, piccoli rappresentanti del popolo s’aggirano smarriti al sorgere di un edificio che avevano inteso molto più piccolo e che ora invece appare grande il triplo.

Con il senno del poi, codesti personaggi, vorrebbero vederlo ridotto, ma è troppo tardi, ormai hanno concesso il titolo. Per dire di no, non hanno avuto la forza, perché più del popolo, rincorrono il partito, e in quello la base conta, ma il capitale di più, alla faccia di chi ci ha creduto! Il ponte intanto rimane li, a guardare queste cose, sempre avvezzo a sorprendere. Qualcuno lo vuole già spacciato e in quel posto vuole mettere un bel totem, segno di vittoria del mercato. totem

Ora i suoi abitanti sono già pronti con una colonna infame, di marmo o di cartone, questo non importa, a inaugurare gli incanti e questi sepolcri.  

Saranno gli abitanti di quei luoghi, i figli di nessuno, che in gran festa, ogni anno, davanti a quei mercati, sapranno rammentare i fatti: “S’ingannarono i miei occhi quella sera” e in terra dei franchi già vola un uccellino a rammentare le cose: di belle e di brutte qui se ne son viste di tutte.    

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Pontecarrega ad Architettura!

logounige Oggi alle 12:30 l’Associazione Amici di Pontecarrega, insieme al Comitato No cementificazione Terralba, sarà ospite della Facoltà di Architettura in Stradone Sant’Agostino per un seminario di studio sulla Val Bisagno e per una chiaccherata con gli studenti

Politecnico per Pontecarrega e Piazza Adriatico

politecnico-di-milano-concorsi Dopo quasi due mesi l’ufficio cartografico del Comune di Genova e la Protezione Civile ci hanno trasmesso i dati cartografici di Piazza Adriatico e Pontecarrega per poter finalmente cominciare il progetto insieme al Politecnico di Milano. Per ottenere un file in formato dwg e in scala 1:1000 abbiamo dovuto sudare più del previsto ma la nostra perseveranza alla fine ha ottenuto il tanto richiesto materiale digitale.
Ora può cominciare il lavoro dei ragazzi del corso di Rischio Idrogeologico e Protezione Civile del Politecnico di Milano che dalla prossima settimana e fino a giugno studieranno Piazza Adriatico e Pontecarrega facendo uno studio di prefattibilità sull’impiego di tecniche di flood proofing nel nostro quartiere!
Buon lavoro!

Aggiornamento Rio Torre

 

Rio Torre.
Come riportato da Il Secolo XIX di oggi ieri la Giunta comunale ha approvato il progetto preliminare per l’adeguamento idraulico del rio Torre.

 

Leggi sempre sul Rio Torre:

http://www.amicidipontecarrega.it/?p=3300

Ex Moltini, nostro intervento su Il Secolo XIX

Oggi su Il Secolo XIX il nostro intervento sull’area Moltini a firma di Alice Martinelli.
http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2014/02/27/AQLeKjvB-calcio_fabbrica_posto.shtmlex MoltiniPubblichiamo anche l’articolo di risposta di Ricupoil comparso su Il Secolo XIX il 28 febbraio:

http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2014/02/28/AQkIykwB-cittadini_risponde_proteste.shtml

 

Convocazione Assemblea annuale soci APC

Assemblea-annuale

Aggiornamento Rio Torre

 

Riportiamo di seguito la mail inviataci venerdì 14 febbraio 2014 dall’assessore ai Lavori Pubblici Gianni Crivello in seguito alla nostra richiesta di aggiornamento sulla sistemazione idraulica del rio Torre inoltrata il 17 gennaio 2014 in seguito alla riunione con l’assessore.

Gentilissimi,
 
in riferimento alla vostra richiesta, relativa alla messa in sicurezza di Rio Torre, sentititi gli uffici competenti, vi comunico quanto segue. 
 
-          Il progetto, redatto dai nostri uffici, è stato trasmesso alla Provincia per l’acquisizione del parere Tecnico di Bacino e il relativo rilascio del nulla osta idraulico;
 
-          In data 16.12.2013 è pervenuto il parere di compatibilità delle opere a progetto espresso dal Comitato Tecnico di Bacino della Regione Liguria;
 
-          A seguito di suddetto parere è in corso la verifica del progetto preliminare e la conseguente approvazione da parte della Giunta Comunale.
 
-          Successivamente si procederà alla stesura della progettazione definitiva che verrà sottoposta alla conferenza dei servizi.
 
Rimanendo a disposizione per qualsiasi chiarimento in merito, vi porgo cordiali saluti.
 
 
Giovanni Crivello
Assessore Lavori Pubblici
e Manutenzioni, Protezione Civile e
Rapporti con i Municipi

 

In data 19 febbraio 2014 abbiamo incontrato in sede di consiglio comunale l’ing. Pinasco del Comune, il quale afferma che il rio Torre andrà a gara a fine 2014; l’inizio dei lavori è, forse, previsto per fine 2014.

Laboratorio della Sussidiarietà: gli Amici di Pontecarrega inseriti nella mappa nazionale dei Beni Comuni. Grande soddisfazione anche per la menzione delle nostre attività al Congresso dell’Arci

Vogliamo festeggiare questo primo anno di associazione condividendo con Voi questo articolo comparso sul sito di Labsus, Laboratorio per la Sussidiarietà, dedicato alla nostra associazione e alla operazione di pulizia e restauro dello storico Ponte Carrega avvenuta la scorsa estate. La eco della nostra attività è giunta fino alla Capitale e la Associazione Amici di Pontecarrega è stata inserita, prima tra le realtà genovesi, nella mappa nazionale dei Beni Comuni che il Laboratorio per la Sussidiarietà sta realizzando. Tra le realtà genovesi menzionate da Labsus troviamo anche, in altri ambiti, gli amici della Fondazione San Marcellino e la Onlus Per Staglieno per le loro attività meritevoli nel campo dell’assistenza e del volontariato attivo.

Questo l’articolo a firma di Lucia Zanfrilli: http://www.labsus.org/2014/02/amici-di-pontecarrega-per-la-citta-di-genova/

E’ motivo di grande orgoglio e di conferma del valore delle nostre scelte e delle nostre idee essere inseriti nella mappa nazionale dei Beni Comuni da un associazione di prestigio e indipendente come il Laboratorio della Sussidiarietà (http://www.labsus.org/ ), il cui scopo è quello di favorire la cittadinanza attiva nel rispetto del principio di sussidiarietà sancito dall’art. 118 della Costituzione. Labsus si avvale della collaborazione di università ed esperti in materia giuridica, economica e sociologica attraverso il lavoro di una direzione, di una redazione e di un prestigioso comitato scientifico (http://www.labsus.org/le-persone/). Questo riconoscimento conferma come la strada intrapresa sia giusta: il livello decentrato di governo del territorio fa parte del disegno costituzionale dalla riforma del 2001. La nostra associazione si pone in questa scia culturale che vede la cittadinanza come il primo e più importante livello di decisione amministrativa: la gestione del territorio passa attraverso il cittadino e le associazioni presenti sul territorio. Chi vive il territorio è promotore e primo attore che deve avere coscienza del proprio territorio. E’ questo l’unico modo che immaginiamo per la risoluzione dei conflitti e per la mediazione, di norma conflittuale, tra territorio e mondo politico. Noi offriamo un cambio di prospettiva, laboratorio vivo in cui si sperimenta la cittadinanza attiva: non ci opponiamo al cambiamento ma vogliamo esserne partecipi e promotori. La gestione del territorio va ridiscussa dal basso, con il contributo della cittadinanza in un rapporto “orizzontale” tra i livelli decentrati di governo e la cittadinanza. Essere cittadinanza attiva significa avere un ruolo ben definito ma significa avere una prospettiva propositiva e critica nei processi decisionali e di partecipazione che vanno al di là della democrazia rappresentativa rasentando i principi della democrazia partecipativa.

Altro grande motivo di soddisfazione, inoltre, è lo spazio dedicato alla Associazione Amici di Pontecarrega al convegno dell’Arci di sabato 8 febbraio 2013 ( http://arcigenova.org/2014/01/11/a-marzo-il-xvi-congresso-nazionale-dellarci/ ) che ha visto il rinnovo delle cariche sociali e la presentazione del documento “Il valore dell’ associazionismo al tempo della crisi “. La nostra associazione non era presente ma la menzione dell’Arci è per noi motivo di grande soddisfazione e segno di una fruttuosa collaborazione anche con l’Arci Genova.

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http://www.labsus.org/2014/02/amici-di-pontecarrega-per-la-citta-di-genova/

Renzo Piano…vieni a Pontecarrega!

Piano venga a Pontecarrega!

Sarebbe bello poter replicare a Renzo Piano, consulente per l’urbanistica della scorsa amministrazione. Quale era la sua idea di periferia nel 2010 quando la giunta di cui era il consulente approvò il Bricoman? Quando nel 2009 la Guglielmetti passò alla Coop Talea e già si sapeva cosa ne sarebbe venuto fuori, cioè un centro commerciale…posteggi e interscambio auto-carrello? Vorremmo invitarlo qui e chiedergli di ripetere le stesse cose, molto condivisibili e da noi ripetute fino allo sfinimento. Queste cose le ha dette a La7, venga a qui a vedere l’effetto delle sue consulenze… davanti al nuovo edificio per il Bricoman!

                                                             LE PAROLE

                                                              I FATTI

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Guarda anche questo link

In attesa di verdetto – rassegna stampa Corriere Mercantile 6.02.2014

BRICOMAN IN ATTESA DI VERDETTO

Comunicato stampa sul parere del consiglio superiore dei lavori pubblici

WWF Genova e Comitati – Comunicato Stampa – Parere CSLP scolmatore Fereggiano

Genova, 6 febbraio 2014

 

Lotta al dissesto idrogeologico: no, non si fa così!

 

Il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici stronca in modo clamoroso lo scolmatore del Fereggiano. Lo stronca perché ci vuole troppo tempo per realizzarlo, i costi sono sottostimati, la copertura economica è molto carente, gli studi sono vecchi, non considerati gli impatti, non si è certi che intercetterà tutta l’acqua ed anzi c’è il rischio che vada a creare problemi da altre parti (vedi la falda di Terralba). In aggiunta, il CSLP stigmatizza anche la definizione di “primo lotto dello scolmatore del Bisagno” in quanto è lampante che con esso non c’entri nulla: insomma, un maldestro tentativo di gioco delle tre carte e così “fregare” i cittadini genovesi additando i dubbiosi come i soliti contestatori di professione.

Siamo alle solite: abbiamo dei gravi problemi e le soluzioni sono da apprendisti stregoni; ci attendiamo che qualche testa di alto livello cada, anche se la cifra di questa amministrazione è la mediocrità più assoluta e quindi siamo pressoché certi che la nostra sarà un’attesa vana.

Come insieme di associazioni e comitati, abbiamo cercato di indicare strade diverse con il nostro evento dello scorso 8 e 9 Novembre ed in particolare durante il convegno a Palazzo Ducale abbiamo proposto un’idea progettuale alternativa allo scolmatore del Fereggiano, bellamente accantonata dagli assessori presenti seppur ritenuta interessante da uno dei Professori intervenuti. L’assessore Garotta ha detto che si applicava il Piano di Bacino in quanto era il primo lotto dello scolmatore del Bisagno (sigh!) mentre l’assessore Crivello ha detto che c’erano da prendere i soldi del “Piano Città” grazie a questo (doppio sigh!) progetto definitivo.

Purtroppo sembra che l’assessore intenda andare avanti minimizzando la stroncatura e trincerandosi dietro il valore “solo” consultivo del parere. Ed il fatto che in sede di Conferenza dei Servizi non siano uscite fuori nuove spese ci lascia molto preoccupati visti i tanti aspetti non chiari di questo progetto.

Ma durante il convegno abbiamo proposto anche un metodo diverso rispetto a quello dell’apprendista stregone e cioè costruire collettivamente come comunità le soluzioni in modo partecipato. In altre parole, per la lotta al dissesto idrogeologico non servono leggi ad hoc che funzionano come una lotteria in cui si tirano fuori dai cassetti progetti pronti per ogni occasione.

Il rischio che si corre a replicare cose come il Piano Città è che si perda ancora più tempo; e menomale che il CSLP si è “accorto” che il progetto non andava perché altrimenti avremmo anche speso soldi vanamente.

Siamo dunque terrorizzati dalle affermazioni del Presidente Burlando quando dice di avere nei cassetti decine e decine di progetti già pronti in attesa di essere finanziati. Non è così che si fa, ogni progetto deve essere costruito insieme alla comunità di riferimento dove esperti, tecnici, amministratori e cittadini potranno esprimere e condividere le soluzioni, creando anche una forza sociale rilevante rispetto alla richiesta di finanziamento, diffondendo al tempo stesso la cultura della tutela del territorio.

Sapranno i nostri amministratori cambiare il loro modo di fare politica? Dubitiamo, sta a noi cittadini riprendere in mano il destino delle nostre vite e della nostra città.

WWF Genova

Associazione Amici di Ponte Carrega

Comitato Protezione Bosco Pelato

Associazione Vivere in Collina – Quezzi

Comitato NoCememntificazione Terralba-Genova

 

 

Commissione V Territorio del Comune di Genova a Ponte Carrega

A seguito della ns. interrogazione consiliare mercoledì 5 febbraio 2014 la commissione territorio del Comune di Genova si è riunita a Ponte Carrega per un sopralluogo.
Nel video si vede l’architetto De Fornari illustra il progetto ai consiglieri comunali presso il circolo A.R.C.I. Ponte Carrega. In seguito è cominciato il sopralluogo nel quale abbiamo insistito nell’illustrare a tutti i consiglieri comunali presenti (una ventina circa) le problematiche legate alla variante. In questo modo abbiamo potuto approfondire la questione con tutti i gruppi consiliari di maggioranza e opposizione chiarendo i dubbi e le perplessità riguardanti l’aspetto tecnico e idrogeologico della variante. Alla fine abbiamo avuto un incontro con il segretario provinciale del Pd Alessandro Terrile.

http://youtu.be/VXq5_hxlDBo

Scolmatore Fereggiano: tutto da rifare? Le critiche del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici

Il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici evidenzia alcune criticità del progetto definitivo sul Mini scolmatore del Fereggiano. Il progetto, inoltrato ad agosto, ha ricevuto le dovute osservazioni a fine dicembre ed ora, grazie al professor Rosso e ad Antonio Bruno, siamo in grado di fornirvi il documento completo (69pagine) in formato pdf.

Uno dei passi che più sembrano confermare le tante critiche di cui questo progetto è stato oggetto fin dal convegno di novembre riguarda alcuni aspetti idrologici: in particolare il parere tecnico alla pagina 47 sottolinea come “la portata di dimensionamento dell’opera sia stata definita in maniera convenzionale senza sviluppare un apposito studio idrologico riferito ai bacini idrografici di interesse”. Come dire che sul bacino del Fereggiano, del Rovare e del Noce non siano stati effettuati studi adeguati ad un’opera del genere; un’opera, vogliamo sottolinearlo, dal valore di 45milioni di euro per la realizzazione del solo primo stralcio del primo lotto cioè la sola captazione del rio Fereggiano. La captazione del rio Rovare e del Rio Noce rappresenta il secondo stralcio del primo lotto e ha un costo aggiuntivo di 13 milioni e trecentomila euro per un costo complessivo del primo lotto pari a euro 58,3 milioni. Questo secondo stralcio del primo lotto è da destinarsi ad una seconda fase mediante l’impiego dei ribassi di gara (cfr pag. 29) mentre il secondo lotto è rappresentato dal prolungamento dello scolmatore fino alla Sciorba.

La relazione prosegue mettendo il dito su quella che sembra la più grave mancanza di questo progetto che sembra non tenere adeguatamente conto dei processi di cambiamento climatico in atto da diversi anni affermando che “le stime del tempo di ritorno della portata di progetto definiscono probabilmente in modo non sufficientemente preciso per il rischio residuo di inondazione per incapacità dell’opera di scolmo di convogliare la portata in arrivo da monte”. Se non si tratta di bocciatura, poco ci manca: il progetto viene accusato di essere stato fatto su stime, calcoli e previsioni dello scorso secolo (sulla base di tabelle vecchie di 30anni, cfr pag. 48)

Il Consiglio Superiore inoltre sottolinea un altro aspetto molto importante, da noi sottolineato durante il Convegno. Nella relazione geologica, a pagina 54, si sottolinea la necessità di valutare la interazione tra le possibili frane, già verificatesi durante l’alluvione del 4novembre, e lo scolmatore. Occorre pertanto prevedere “interventi mirati a mitigare l’erosione sui versanti e/o stabilizzare pendii a rischio di frana a causa di eventi pioggia eccezionali”: chiaramente la concomitanza, non così eccezionale come dimostrano i recenti esempi, di una frana e di una piena del fiume “comprometterebbe di fatto la funzionalità delle opere previste”.

Altro elemento che, a parere del Consiglio merita maggiori approfondimenti, è quello riguardante l’utilizzo dei materiali e la “durabilità della superficie interna del rivestimento di galleria con particolare riferimento ai possibili fenomeni di abrasione in relazione ai valori di scabrezza di progetto”: è previsto che lo scolmatore del Fereggiano lavori in maniera ottimale “in pressione” e che in caso di eventi meno rilevanti rispetto ad episodi di piena (quelli per intenderci con tempo di ritorno di 25-35 anni) il deflusso mostri comportamenti instabili sollecitando continuamente e pericolosamente la superficie di rivestimento della galleria (pag.49) e quindi portandola velocemente ad una sua rapida erosione e rovina. Per questo motivo sarebbe fondamentale a nostro avviso, che nel computo di spesa complessivo venisse già inserita una clausola recante un preventivo dei costi di gestione e di manutenzione di un’opera che per il suo corretto funzionamento avrà un alto costo di manutenzione.

Altro punto problematico evidenziato dalla relazione sembra essere quello dello sbocco a mare (pag 50): va

verificato infatti, si legge nella relazione, il funzionamento che consideri le portate contemporaneamente in arrivo dalla galleria Fereggiano e dalla galleria Bisagno, allo scopo di quantificare il rigurgito che può interessare questa ultima”.

Il fatto, poi, che lo scolmatore, funzioni in pressione (caso unico al mondo) può compromettere il corretto funzionamento dello stesso nel caso in cui la piena sia contemporanea ad eventi meteo marini intensi: per questo Il Consiglio Superiore chiede di approfondire questa criticità come era stato, del resto, già prescritto per il progetto definitivo dello scolmatore del Bisagno nel 2007 (pag.51).

Il Consiglio esprime ancora un’altra perplessità riguardo le opere di presa dello scolmatore originariamente previste in maniera ottimale nel progetto del 2007 attraverso numerose simulazioni e la prevista realizzazione di una vasca con gradino che aveva la funzione di trattenere i corpi flottanti e la gran parte dei solidi trasportati dalla corrente. Il progetto attuale invece prevede un ridimensionamento delle dimensioni generali e la conseguente sostituzione del gradino di fondo con il restringimento che, così come previsto oggi, non sarebbe più in grado di trattenere adeguatamente quanto trasportato dalla corrente.

(si ringraziano il Prof. Rosso del Politecnico di Milano e il cons.comunale Antonio Bruno)

Parere Tecnico del Consiglio Nazionale dei Lavori Pubblici sullo Scolmatore Fereggiano.

Pista ciclabile in Val Bisagno: noi ci proviamo

Può sembrare utopia e potrà sembrare, ai più, tempo perso. Per noi no: vogliamo dare un segnale. Un’altra idea di città è possibile, un’altra idea di mobilità si può fare. E’ in questa ottica che ieri alcuni membri della nostra associazione (Andrea, Loredana, Mirko, Luigi, Valter, Susanna e Fabrizio) hanno incontrato gli amici del WWF, il consigliere municipale Mazzarello e Enrico Perroni(promotore dell’incontro): l’obiettivo era quello di avere un primo incontro per scambiarsi idee tra coloro che in parte avevano già avuto idee di percorsi per la Val Bisagno e per tastare il modo di procedere di un nuovo tavolo di lavoro che si occuperà del tema, dovrà prendere i contatti con l’ufficio mobilità del comune, fare sopralluoghi e infine presentare un progetto alla cittadinanza e alla municipalità. Non si parte da zero. C’è qualcosa di più di un’idea: il progetto di pista ciclabile sulle direttive secondarie parallele alle principali su sponda destra (Borgo Incrociati-Ponterotto-Bobbio-Via Vecchia-Staglieno-Gavette) era già stato oggetto di studio nella scorsa amministrazione comunale. L’obiettivo è partire da lì e risolvere le problematicità di quel percorso con l’aiuto di appassionati e cittadini che vorranno contribuire al progetto dando il loro apporto e dedicando il loro tempo e la loro esperienza ad un percorso che deve essere il più condiviso possibile e che rispetto a cinque anni fa sembra oggi necessario per rispondere alla sempre maggiore utenza di lavoratori e studenti che si muovono in bicicletta (circa 200-300 secondo il consigliere municipale). A tal proposito si pone anche il progetto seguito da Simone Mazzarello con gli Amici della Bicicletta denominato “Bike to Work”, oggi in fase di sperimentazione.

Nelle prossime settimane il gruppo (chi voglia partecipare non ha che da scrivere a info@amicidipontecarrega.it , a genova@wwf.it oppure alla pagina facebook anemmu in bici a Zena ) prenderà contatti con l’ufficio mobilità e farà un primo sopralluogo per sottolineare i punti critici del percorso. Vogliamo sottolineare come questo percorso sia già conosciuto dai cicloamatori come “percorso storico della Val Bisagno”: basterebbe davvero poco, o addirittura niente nella ipotesi di installazione della sola segnaletica verticale e orizzontale, per rendere questo percorso più conosciuto e meglio fruibile alla cittadinanza.

Mercoledì 5 febbraio Commissione consiliare del Comune di Genova a Pontecarrega

A seguito della nostra interrogazione consiliare e della riunione dei capogruppo nel consiglio comunale di due settimane fa, domani alle 14:30 la V Commissione-Territorio del Comune di Genova si riunirà a Pontecarrega per un sopralluogo presso il cantiere Bricoman.

http://www.comune.genova.it/content/seduta-05022014

commissione mercoledì' 5 febbraio

Perchè. La ragione dei disastri. Un libro del prof. Giovanni Menduni

“Perchè. La ragione dei disastri”.
Un e-book del nostro caro amico, il Professor Giovanni Menduni del Politecnico di Milano. Un’opera assolutamente da leggere per meglio comprendere il tema del dissesto idrogeologico in Italia.

La trama del libro:
Il nostro Paese, ormai tutti lo sanno, si presenta come una sorta di show room del rischio naturale. Il territorio di tutte le venti regioni e quello di più o meno tutti gli oltre ottomila comuni, è soggetto a qualche forma di minaccia: frana, alluvione, subsidenza, allagamento, incendi boschivi, tsunami. Pure gli uragani, come si è visto a Taranto nel novembre del 2012, non mancano. Per non parlare dei terremoti che, per diverse ragioni costituiscono un capitolo a parte e dei quali, in questo libro, non tratteremo. Non ci facciamo mancare nulla, e si tratta di un rischio che si materializza con straordinaria frequenza in eventi drammatici, con danni ingentissimi e talvolta, purtroppo, vittime. L’Italia è stato anche un paese che ha seriamente provato a mettere a posto le cose. Ha dedicato tempo, denaro, intelligenza, a sviluppare una propria politica originale e autonoma che potesse governare questo problema. Ha anche segnato alcuni risultati importanti, battaglie volte a proprio favore in una guerra che, oggi come oggi, si presenta tuttavia ancora lunga, faticosa e tutt’altro che vincente. Anzi, diciamoci pure che la questione è messa piuttosto male e possiamo constatarlo pressoché ogni giorno. Questo libro si domanda il perché, anzi i perché di questa situazione e cerca di proporre anche qualche risposta. L’Autore ha vissuto in prima persona, e sotto diversi ruoli, molti passaggi di questa storia. Si tratta dunque di un pensiero “di parte” che ricalca i frutti di una storia personale e che, per questo, non pretende di offrire una trattazione organica e completa della materia dal punto di vista tecnico, giuridico o storico. E’ una visione sostanzialmente contro corrente che si oppone ad alcuni stereotipi che nel tempo sono andati a consolidarsi nel pensiero collettivo. Tra questi l’atteggiamento fideistico nei confronti delle opere di ingegneria, trascurando al contempo il governo del territorio e il ruolo attivo delle comunità nell’affrontare la difesa dalle calamità.
http://libreriarizzoli.corriere.it/Perch-.-Le-ragioni-dell-Italia-dei-disastri-e-qualche-idea-per-cambiare-le-cose/KpqsEWcVQjsAAAE93W9mhAFv/pc?CatalogCategoryID=Q62sEWcW7XcAAAEryr0dhq_J&Root=eBook

Contro il cemento un esposto: l’articolo de Il Corriere Mercantile sul cantiere Bricoman e la replica dell’ass. Crivello

 

Un esposto alla Procura della Repubblica per chiedere ai magistrati di accertare eventuali responsabilità per quanto accaduto il 26 dicembre scorso cantiere in corso per la costruzione dell’edificio Bricoman.Lo hanno depositato ieri gli amici di Ponte Carrega che continuano la loro battaglia contro il cemento nella vallata simbolo del dissesto idrogeologico e dei danni provocati alla cementificazione.Già il 26 dicembre gli Amici di Ponte Carrega avevano lanciato l’allarme per gli allagamenti che si erano verificati nell’area del cantiere per le masse d’acqua e fango che da li avevano raggiunto le case della zona.Gli abitanti hanno raccolto poi tutto il materiale necessario documentare quanto accaduto e hanno depositato tutto in Procura chiedendo ai magistrati di indagare. Per costruire il nuovo edificio estate sbancata una collina e ora sono presenti grande accumuli di terra a seguito della movimentazione delle terre scrivere 26 dicembre gli amici ponte Carrega il fango visto l’acqua aggiungere sfondi di passo ponte Carregaa seguito della movimentazione terre -scrivevano il 26 dicembre gli amici ponte Carrega -il fango misto ad acqua giunge presso i fondi di passo ponte Carrega
Cosa succederebbe in caso di pioggia forte come quella del 4 novembre 2011? E la preoccupazione di abitanti aumenta di fronte alla possibilità che l’amministrazione comunale approvi la variante urbanistica presentata dal gruppo coopsette per realizzare anche tra l’altro un parcheggio di struttura coperto di circa 6600 metri quadrati davanti all’edificio Bricoman.Proprio per cercare di sensibilizzare l’amministrazione e convincere la Giunta a bloccare questa variante, gli amici di Ponte Carrega hanno consegnato martedì scorso a tutti i gruppi consiliari del consiglio comunale un’interrogazione molto articolata nella quale illustrano la situazione della zona e quali sarebbero gli effetti della costruzione di un ulteriore superficie impermeabile e chiedono di argomentare le ragioni di questa eventuale scelta. E se la variante sarà comunque approvata, fanno sapere di essere pronti a rivolgersi al TAR.

CORRIERE MERCANTILE DEL 23/1/2014

 

La replica dell'ass. Crivello

La replica dell’ass. Crivello