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Servizio televisivo di Agorà – dove viene citato l’edificio Coopsette per conto Bricoman Italia

Ecco il link del servizio della trasmissione Nazionale “Agorà” dove si cita come pessimo esempio di urbanistica l’edificio costruito da Coopsette per conto di Bricoman Italia.

 

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            LA FILOSOFIA DEL COMUNE DI GENOVA = CEMENTIFICARE DI PIU’ PER METTERE IN SICUREZZA I TORRENTI !

10.000 mq in più di superficie agibile in cambio della messa in sicurezza del torrente Mermi

PORTARE PIU’ AUTO LUNGO LE SPONDE DEL TORRENTE BISAGNO

+6000 auto incrementali per senso di marcia nella viabilità di sponda del torrente Bisagno

      F4Catturarelazione istruttoria della direzione sviluppo urbanistico e grandi progetti

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Vedi anche l’esposto in procura fatto dagli APC all’inizio dell’anno dalla ns. associazione

Vedi anche “Alluvione di Cemento”

E i prossimi interventi previsti sono…..

Albergo2

…. altri centri commerciali e alberghi davanti al fiume!

LA STORIA NON CAMBIERA!

 

 

Contro il cemento un esposto: l’articolo de Il Corriere Mercantile sul cantiere Bricoman e la replica dell’ass. Crivello

 

Un esposto alla Procura della Repubblica per chiedere ai magistrati di accertare eventuali responsabilità per quanto accaduto il 26 dicembre scorso cantiere in corso per la costruzione dell’edificio Bricoman.Lo hanno depositato ieri gli amici di Ponte Carrega che continuano la loro battaglia contro il cemento nella vallata simbolo del dissesto idrogeologico e dei danni provocati alla cementificazione.Già il 26 dicembre gli Amici di Ponte Carrega avevano lanciato l’allarme per gli allagamenti che si erano verificati nell’area del cantiere per le masse d’acqua e fango che da li avevano raggiunto le case della zona.Gli abitanti hanno raccolto poi tutto il materiale necessario documentare quanto accaduto e hanno depositato tutto in Procura chiedendo ai magistrati di indagare. Per costruire il nuovo edificio estate sbancata una collina e ora sono presenti grande accumuli di terra a seguito della movimentazione delle terre scrivere 26 dicembre gli amici ponte Carrega il fango visto l’acqua aggiungere sfondi di passo ponte Carregaa seguito della movimentazione terre -scrivevano il 26 dicembre gli amici ponte Carrega -il fango misto ad acqua giunge presso i fondi di passo ponte Carrega
Cosa succederebbe in caso di pioggia forte come quella del 4 novembre 2011? E la preoccupazione di abitanti aumenta di fronte alla possibilità che l’amministrazione comunale approvi la variante urbanistica presentata dal gruppo coopsette per realizzare anche tra l’altro un parcheggio di struttura coperto di circa 6600 metri quadrati davanti all’edificio Bricoman.Proprio per cercare di sensibilizzare l’amministrazione e convincere la Giunta a bloccare questa variante, gli amici di Ponte Carrega hanno consegnato martedì scorso a tutti i gruppi consiliari del consiglio comunale un’interrogazione molto articolata nella quale illustrano la situazione della zona e quali sarebbero gli effetti della costruzione di un ulteriore superficie impermeabile e chiedono di argomentare le ragioni di questa eventuale scelta. E se la variante sarà comunque approvata, fanno sapere di essere pronti a rivolgersi al TAR.

CORRIERE MERCANTILE DEL 23/1/2014

 

La replica dell'ass. Crivello

La replica dell’ass. Crivello

Esposto in procura per gli avvenimenti del 26/12/2013

Ieri abbiamo raccolto le diverse testimonianze e preoccupazioni degli abitanti di Ponte Carrega e Piazza Adriatico riguardo l’effettivo stato della situazione di rischio idrogeologico del nostro quartiere. Le abbiamo presentate con un esposto alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Genova.

La domanda è semplice, visto quanto è accaduto il 26 dicembre 2013, documentato con fotografie e video, a seguito di una pioggia forte, ma non eccezionale. Cosa succederebbe in caso di precipitazioni simili a quelle che hanno colpito la scorsa settimana il levante cittadino o peggio come quella del 4 novembre 2011?

Con la movimentazione delle terre e gli sbancamenti effettuati nel vicino cantiere, avvenuti dopo il 4 novembre 2011, come sono cambiati gli scenari di rischio, sono rimasti gli stessi rispetto a prima? Sono state adottate tutte le misure di tutela e precauzione per evitare aggravio di danni in caso di alluvione?

A queste domande da circa un anno stiamo cercando una risposta ma nessuna autorità ha dato una risposta formale e soprattutto certa. I lavori di messa in sicurezza sono iniziati ma il fango sembra arrivare alle case con più frequenza di prima. E’ normale tutto questo?

In realtà una risposta certa è arrivata dal Vice Sindaco Stefano Bernini, ovvero l’intenzione di concedere una variante al progetto in corso d’opera che prevede una nuova struttura oltre a quella già approvata con un nuovo asse viario che da Via Fratelli Chiarella si sviluppa in aderenza a Via Gambaro di Montesignano, affiancando e sovrastando la stessa via, in parte anche con una struttura tipo viadotto.

Secolo WEB

Esposto

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Il Secolo XIX, prima pagina Genova

 

Il valore esposto

Un grande fiume nelle desolate steppe russe è libero di uscire dai propri argini anche due o tre volte all’anno senza che questo sia causa di rischio per qualcuno.
Un torrente che esce con forza ogni cento anni può invece causare morti e feriti e danni economici incalcolabili, semplicemente perché il suo corso è ubicato presso una città.
 
Da questa semplice considerazione si capsce come il rischio idrogeologico non sia determinato solo da un periodo di ritorno di un evento eccezionale, ma soprattutto dipende dal valore esposto.
Il rischio infatti è il risultato del prodotto di questi due fattori: il periodo di ritorno dell’evento che causa il danno per il valore dell’esposto.   
Se il valore esposto è minimo anche il rischio sarà ridotto anche con il manifestarsi di fenomeni eccezionali come sono per esempio le così dette bombe d’acqua, frane e allagamenti.
Diversamente un evento raro e di minore portata può causare ingenti danni se il valore esposto è di grande entità, come per esempio un grande numero di persone presenti nel sito coinvolto dall’evento.
 
Per l’edificio per il Bricoman, in costruzione a Ponte Carrega, l’amministrazione comunale ha concesso di poter edificare intorno al fondovalle del torrente Mermi, circa 10.000 m2 di S.A. in più rispetto a quanto inizialmente previsto. In cambio l’amministratone ha chiesto di mettere in “sicurezza” l’asta terminale del Torrente, uno scambio non propriamente proficuo ai fini della riduzione del rischio idrogeologico perché nuove superfici agibili significano anche maggioro frequentazione del sito e quindi maggiore presenza di persone. Ecco lo stralcio della relazione istruttoria che attesta quanto stiamo dicendo…
RelazioneIstruttoria
La “messa in sicurezza” idraulica significa che il torrente sarà regimato da nuove sponde, teoricamente in grado di contenere una piena eccezionale probabile statisticamente entro un periodo di ritorno di 200 anni.
Con la nuova arginatura il rischio effettivamente si ridurrà ma solo se anche l’altro fattore, il valore esposto, verrà contenuto entro limiti accettabili, altrimenti il prodotto dei due fattori non cambierà, ma anzi potrebbe  aumentare con scenari di rischio peggiori rispetto a prima.
Nella valletta del Torrente Mermi, il valore esposto era rappresentato da un vecchio fabbricato in disuso con poche persone intorno, ma con le nuove attività nel sito saranno attratte migliaia di persone.
Di quanto si è alzato il valore esposto? Non è semplice a dirlo dato che non dipenderà solo dal numero di persone che frequenteranno i luoghi, ma anche dalle conseguenze di chi si troverà imbottigliato nel traffico per l’aumento della circolazione indotta dalle nuove attività e centri commerciali. Una circolazione che avviene principalmente sulle sponde del Bisagno che sono notoriamente a grande rischio idrogeologico, considerato che la piena del periodo duecentennale è di c.a. 1300 mq/s e che l’attuale copertura a valle non supera la portata di 800 mq/s. I documenti di previsione del traffico indicano un aumento di c.a. il 10% in più rispetto al traffico di ora lungo la sola sponda sinistra del torrente Bisagno. 
Un’altra osservazione che si potrebbe fare consiste nel considerare che i calcoli con cui si progettano le nuove arginature non tengono conto dei fattori incidenti imprevedibili, ma comunque possibili, come per esempio uno smottamento, una frana, o la caduta di tronchi dei vicini versanti collinari, che potrebbero andare ad occludere la sezione utile del torrente facendolo comunque fuori uscire anche se messo a norma. Una possibilità non tanto remota considerata la conformazione del 
territorio in cui si è innestato il nuovo complesso commerciale. Un territorio caratterizzato da versanti molto ripidi e instabili, come dice la stessa relazione tecnica svolta per conto del tribunale di Genova per i fatti alluvionali del 4 novembre 2011. 

FraneMermi

(Stralci dalla relazione idraulica depositata presso la procura della Repubblica 38335/2011/44, scaricabili dal web del Secolo XIX)

Con queste considerazioni non volgiamo mettere dubbi sulla buona costruzione dell’edificio, ma critichiamo l’atteggiamento spregiudicato di un’amministrazione che non ha esitato a concedere tutto quello che il committente richiedeva solo per evidenti ragioni di cassa. Un comportamento cinico anche nei confronti di coloro che hanno subito l’alluvione del 4 novembre 2011. L’amministrazione, sei medi dopo la disastrosa alluvione, ha comunque concesso il titolo edilizio il 30/07/2012. Un atteggiamento senza scrupoli perché evidentemente non interessa il problema morale di attrarre migliaia di persone dentro questo fondo valle, che rimarrà comunque a grande rischio idrogeologico nonostante gli interventi di arginatura del torrente Mermi. Anche per questi luoghi occorrerà prevedere limitazioni di circolazione straordinarie in caso di allerta meteorologica, molte attività dovranno prevedere piani di evacuazione e di adattamento con gestione a carico dei titolari delle stesse attività. Piani complessi e onerosi perché complesso e oneroso è gestire l’emergenza quando ci sono di mezzo migliaia di persone. Dunque chiediamo a questa amministrazione che si appresta a concedere ancora un parcheggio di 6.000 mq in struttura, cemento su cemento, a ponte Carrega: ma lo avete detto ai proponenti?

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Congestione del traffico a Ponte Carrega il 21/12/2013, non c’è ancora il Bricoman e la nuova Coop…

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