Archive for gennaio 2016

Resilience Practices Forum: Amici di Ponte Carrega col Politecnico di Milano al Forum dell’osservatorio Pratiche di Resilienza 2016

resilienza
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Scarica il volantino

L’Osservatorio Pratiche di Resilienza rappresenta la prima esperienza nazionale dedicata sia all’analisi del concetto di resilienza sotto il profilo scientifico e culturale che alla sua concreta attuazione. Saranno infatti raccolte le più significative iniziative e pratiche nazionali che promuovono la resilienza dei territori. Nell’ambito di questo progetto è nato il FORUM Pratiche di Resilienza 2016.

L’Osservatorio assume come obiettivo strategico l’accrescimento del patrimonio di conoscenze tecnico-scientifiche per tutti i soggetti territoriali, le istituzioni e le comunità coinvolte in un progetto di transizione verso una società più forte, consapevole e adattiva.

Gli assi di attività dell’Osservatorio sono:

> avviare una mappatura delle iniziative di resilienza a livello nazionale, con una stretta integrazione tra la costruzione di quadri concettuali di riferimento e il coinvolgimento diretto dei soggetti promotori di iniziative

> promuovere un avanzamento scientifico sui temi della resilienza e della transizione basato sulla ricerca applicata al territorio e alle comunità

> sviluppare un insieme di strumenti e criteri progettuali a supporto della diffusione di pratiche di resilienza

> promuovere la formazione di una rete di soggetti e attori (networking).

Insieme al Politecnico di Milano la Associazione Amici di Ponte Carrega ha aderito alla edizione 2016 dell’Osservatorio Pratiche di Resilienza!

Questo il poster che sarà presentato domani a Milano dall’Ing. Daniele Fabrizio Bignami e da Emanuele Biagi,  tesista del Poli che ha studiato le criticità idrauliche del quartiere:

Il Poster che sarà presentato a Milano il prossimo 29 gennaio

Il Poster che sarà presentato a Milano il prossimo 29 gennaio

Qui i partecipanti al Forum, progetti e ricerche: http://www.resiliencelab.eu/pages/forum.html

Resoconto Plenaria Memorie del Bisagno del 26 gennaio 2016

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Resoconto ultimi incontri Memorie Bisagno, gruppo Partecipazione

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Diavoli del Fango

http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2015/03/31/ARMhgEzD-genova_angeli_fango.shtml

Studenti, precari, ultras, disoccupati, immigrati, centri sociali, giovanissimi: tutti ragazze e ragazzi che agli occhi dei giornalisti e dei politici sono diventati l’ennesimo slogan con cui riempirsi la bocca nell’ennesima strumentalizzazione di una storia già vista troppe volte negli ultimi anni. In attesa della Terra Promessa della cura e della tutela del territorio ferito l’amministrazione bifronte con una mano concede permessi edilizi e continua a consumare suolo e a non occuparsi di tutela del territorio contribuendo a peggiorare il problema del dissesto idrogeologico e con l’altra mano dedica una strada ai ragazzi e alle ragazze del fango, cercando di salvare la propria coscienza: questo atto ci ricorda le innumerevoli storie degli “angeli per un giorno”, presto dimenticati e ritornati negli altri 364 giorni ad essere i soliti poveri diavoli di sempre: i “violenti dello stadio”, gli “immigrati che sarebbe meglio aiutarli a casa loro”, i “giovani senza valori”, gli “sfaccendati perdigiorno”…

La storia della intitolazione di una via genovese agli “Angeli del Fango” è un modo per ricordarci di chi è quotidianamente disprezzato e umiliato ma che è trasformato dalla retorica politica e dai rotocalchi popolar-giornalistici della nostra Genova in un Angelo nel momento del bisogno, come a sottolineare la Pietà che si prova nei suoi confronti.

Se fosse la Solidarietà o il Rispetto a muovervi, piuttosto che l’imperante voyeurismo mediatico che sotterra il vostro spirito critico, non ci chiamereste angeli ma semplicemente ragazzi e ragazze che hanno fatto qualcosa di Giusto.

Aprile 2015

http://www.wired.it/attualita/2014/10/13/non-chiamateci-angeli-fango/

Lo scolmatore del diritto

GiustiziaScolmata

Negli ultimi giorni si è molto discusso sui giornali e nelle piazze del ricorso fatto al Tar contro la copertura del cantiere dello scolmatore del Fereggiano in Corso Italia. La nostra associazione ha voluto fare la seguente riflessione visto il tema delicato e da noi molto sentito come quello della sicurezza idrogeologica della città.
Eravamo indecisi se intervenire o meno proprio per il fatto che il ricorso non riguarda questioni idrauliche o di merito dello scolmatore (di questo ne abbiamo discusso ampiamente quando era il momento di farlo).  Infatti il ricorso riguarda esclusivamente la legittimità della copertura sorta sopra il cantiere di Corso Italia.
Ora, lo Stato, attraverso un suo organo giudicante, si dovrà esprimere su un quesito posto da alcuni cittadini e nel caso in cui la legge fosse stata violata, in uno qualsiasi dei suoi aspetti, prenderà i provvedimenti del caso.  Il ricorso può essere accolto o respinto, ma la sola presentazione del ricorso ha fatto molti gridare allo scandalo. Presentare una domanda alla autorità giudiziaria è legittimo. La domanda che molti cittadini si sono posti è invece un’altra: è opportuno? È moralmente accettabile? Noi crediamo di si. Tutti possono rivolgersi all’autorità giudiziaria se ritengono sia stato violato un diritto.

Semmai bisognerebbe discutere e dovremmo domandarci perché quei cittadini sono arrivati a chiedere all’organo giudiziario quanto hanno effettivamente chiesto; andrebbe chiesto il perché, nel caso in cui il ricorso venisse accolto, il comune o chi ha dato i permessi non abbia controllato il corretto procedere dei lavori che avrebbe potuto scongiurare fin da subito e senza esitazioni ogni tentativo di ricorso.
E infine bisognerebbe chiedersi se e in che modo, visto che si tratta di un conflitto che si vuol far passare come “di classe” o di “quartiere”, il ricorso potesse essere evitato ricorrendo a uno strumento di gestione partecipata del territorio, come un dibattito pubblico, un incontro pubblico o una mirata informazione e sensibilizzazione verso gli abitanti. Questi compiti la Pubblica Amministrazione li ha svolti?
Questi sono i quesiti che avremmo voluto ascoltare in questi giorni, non le contrapposizioni, le esasperazioni mediatiche che invece abbiamo letto sui giornali e che portano la discussione lontana  dai punti focali della questione.
Non si tratta di voler bloccare o meno il cantiere dello scolmatore. Il ricorso non entra nel merito di scelte tecniche o di opportunità della costruzione dello scolmatore. Si domanda al Tar di verificare che tutti i passaggi previsti per la costruzione della copertura del cantiere siano avvenuti in modo legittimo e rispettosi delle normative vigenti.

Se ciò non fosse avvenuto, dovremmo prendercela con i 9 ricorrenti che hanno tutelato un interesse legittimo tutelato dalla legge e dalla Costituzione, o dovremmo prendercela con chi, nel pieno delle proprie facoltà e dei propri ruoli, non ha vigilato per tempo e nei modi corretti sull’apertura e il procedere del cantiere?

Il Comune ha fatto tutto ciò che era nei suoi poteri per far procedere il cantiere in maniera corretta?

Noi crediamo di si, non lo mettiamo in dubbio: sarà compito del Tar a questo punto stabilirlo ma se il ricorso venisse accolto e ci ritrovassimo con un cantiere non a norma di legge e con possibilità concrete di ritardare l’esecuzione dell’opera allora di chi sarebbe la colpa? Dei ricorrenti o dei tecnici del Comune? 
A questo noi sappiamo dare una risposta. Ma la domanda che rimane senza risposta è un’altra: sappiamo rispettare le regole che uno stato di diritto comporta? Un potenziale ricorrente deve fermarsi di fronte a certe esigenze di interesse collettivo? Oppure va tutelata sempre e in ogni sua forma la possibilità del singolo individuo di  tutelare il proprio interesse legittimo, fino al giudizio, senza gogna pubblica?
Le discussioni di questi giorni sottolineano la immaturità del nostro dibattito politico sempre e solo basato sulle contrapposizioni politiche e sempre poco obiettivo.
Non si parla di pro scolmatori o contro scolmatori: è una discussione più ampia e generale che riguarda la nostra idea di interpretare e vedere la Giustizia e il Diritto.

L’unica cosa che possiamo dire con certezza e con forza è che questa faccenda non deve apparire così come è sembrato invece declinarsi sulle pagine dei quotidiani: una guerra tra poveri, tra cittadini delle zone popolari e cittadini delle zone ricche.

La discussione, comunque la si pensi sullo scolmatore del Fereggiano e del Bisagno è altra.

Riguarda la nostra idea di Stato di diritto, il diritto del cittadino a ricorrere allo strumento giudiziario per veder tutelato ciò che egli ritiene possa essere stato leso.

Infine possiamo “scolmare” o deviare il diritto? Possiamo in circostanze di interesse collettivo e di sicurezza derogare al diritto? La risposta è NO: in democrazia il maggior interesse collettivo che deve prevalere è quello che il diritto di ognuno sia sempre rispettato e soprattutto garantito dallo Stato.

Relazione incontro con Ufficio Tecnico del Municipio

Oggi abbiamo incontrato il geom. Maragliano dell’Ufficio tecnico del Municipio. Ecco alcuni aggiornamenti:

civico 6: è stata tolta l’erba cresciuta sul pluviale

Calderina civico 4 con tubi esterni: dovrebbe ripartire l’appalto per fare le crene negli appartamenti

Saranno ripristinati 18 appartamenti vuoti tra Piazza Adriatico e le casette di Lungo Bisagno Dalmazia (non quelli dei piani bassi naturalmente). L’appalto è stato vinto dall’azienda Teknika, stessa ditta che sta facendo i marciapiedi di lungo Bisagno.
I lavori che si stanno effettuando adesso sul marciapiede di Lungo Bisagno comportano la realizzazione di nuove bocchette dell’acqua per ciascuna casetta di Lungo Bisagno così che in caso di rottura della bocchetta rimarrà senza acqua solo la casetta con la bocchetta rotta e non anche tutte le altre come succede ora. Inoltre spostando le bocchette la competenza passa dal comune a Mediterranea delle Acque e in questo modo si potrà usufruire del loro pronto intervento. L’asfaltatura verrà fatta anche nelle piazzette interne, oltre che sul marciapiede.

A breve verrà tracciato il marciapiede a scendere di Piazza Adriatico ma il prossimo anno si tenterà di realizzare un vero e proprio marciapiede, al di fuori dei 93 mila euro che sono stati stanziati per la riqualificazione del quartiere.

Tombini Piazza Adriatico: stappato il tombino davanti alla chiesa ma non risultano altri tombini tappati. Non è stato possibile inserire una bocca di lupo nel marciapiede perchè il marciapiede non era abbastanza alto. Si attende rifacimento della intera rete bianca di Piazza che avverrà solo con i lavori del rio Torre.

Trogolo: arriveranno le luserne ordinate per la sostituzione delle lastre mancanti o danneggiate. Stesso discorso vale per la luserna danneggiata sul Ponte Carrega.

Infine Amiu metterà i cestini in piazza e a ponte Carrega.

Vogliamo ringraziare il Geom. Roberto Maragliano per la collaborazione!

Bisagno il fiume nascosto – Presentazione del libro del Prof. Renzo Rosso all’università di Cosenza

Bisagno il fiume nascosto
- Presentazione del libro del Prof. Renzo Rosso all’università di Cosenza -

O.d.g. riunione del 20 gennaio 2016

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Continua la collaborazione con il Politecnico di Milano: interesse focalizzato sulla Val Bisagno!

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Nuovo interesse per la Val Bisagno e nuovi laboratori per i ragazzi e le ragazze che da tutto il mondo scelgono di studiare nel prestigioso ateneo lombardo: il laboratorio di progettazione architettonica e del paesaggio si concentrerà per il prossimo biennio sulla Val Bisagno!

Da questa Primavera e per due anni accademici collaboreremo col Dipartimento di Architettura del PoliMi portando i ragazzi in giro per la vallata per aiutarli a conoscere il territorio!

Ancora una volta ringraziamo il prof. Rosso per il suo vivo interesse per la Nostra Vallata!

 

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Questa iniziativa segue quella del Laboratorio di Rischio idrogeologico e Protezione Civile che si è occupato in questi ultimi due anni di studiare le criticità idrauliche del quartiere e si aggiunge agli studi già effettuati da singoli studenti per le tesi di laurea in Ingegneria o Architettura.

Stay tuned!

La presentazione della tesi di laurea sulla Val Bsagno al Festival della Scienza 2015. Nella foto le tre studentesse del Politecnico e la Presidente del Festival, Manuela Arata

La presentazione della tesi di laurea sulla Val Bsagno al Festival della Scienza 2015. Nella foto le tre studentesse del Politecnico e la Presidente del Festival, Manuela Arata

 

Le idee del quartiere per migliorare Piazza Adriatico!

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Dal mese di giugno le associazioni e i cittadini di Ponte Carrega e Piazza Adriatico si sono incontrati più volte per scegliere e discutere insieme cosa proporre alla Pubblica Amministrazione per il miglioramento di Piazza Adriatico. A seguito di alcune commissioni consiliari il Municipio e il Comune hanno messo a disposizione del quartiere una somma di circa 100 mila euro derivanti dagli oneri di urbanizzazione dell’edificio per il Bricoman e più precisamente dalla mancata realizzazione di un cordolo stradale e della mancata progettazione del restyling di Piazza Adriatico: briciole rispetto ai milioni di euro di investimento complessivo del centro commerciale e agli oneri di urbanizzazione versati nelle casse del comune (andati per metà a bilancio e per l’altra metà nei lavori di viabilità e di adeguamento idraulico del Mermi) ma pur sempre una somma di fondi utile per iniziare a lavorare al miglioramento del quartiere, in attesa soprattutto dei lavori di adeguamento idraulico del rio Torre e di rifacimento delle reti bianche, attesi da decenni. Il territorio ha cercato e voluto fortemente questa somma, anche se sicuramente insufficiente per affrontare un discorso di sistemazione più complessivo, e le realtà associative e aggregative del quartiere hanno quindi pensato che il modo migliore per scegliere cosa fare di quei soldi fosse quello di chiedere direttamente agli abitanti che vivono il territorio: il risultato di questi incontri e dell’ultima assemblea pubblica di sabato 9 gennaio è scritta in queste 8 pagine e negli allegati che illustrano le nostre idee.

Il “Documento condiviso per una progettazione partecipata di Piazza Adriatico” è stato oggi, 13 gennaio, consegnato in Municipio: oltre a singoli cittadini hanno partecipato e contribuito alla stesura del documento condiviso la Associazione Amici di Ponte Carrega, l’Arci Ponte Carrega, il Centro documentazione Val Bisagno e il Comitato di Piazza Adriatico.

Ora il documento affronterà il suo iter prima in Giunta Municipale (il Municipio è stato aggiornato degli incontri e ha organizzato una specifica commissione consiliare e una assemblea pubblica su questo tema) e infine in Comune dove la competenza spetta all’assessorato ai Lavori Pubblici.

L’idea emersa dagli incontri e che potete leggere nel documento in formato pdf qui sotto consiste principalmente nella pedonalizzazione della Piazza, in modo da rimettere al centro la socialità delle persone e dei rapporti umani limitando di conseguenza il passaggio delle auto nello spazio centrale del quartiere, un miglioramento dell’arredo urbano e della dotazione di giochi per bambini (con la individuazione di una seconda area per il gioco e la sostituzione del fondo del campetto con un nuovo fondo) e infine la delimitazione dell’area pedonale con una specifica pavimentazione drenante (tipo blocchetti o lastricato) che possa ridare permeabilità al suolo, migliorando la respirazione dell’impianto arboreo oggi presente e favorendo, anche solo per le piogge più leggere (perchè Piazza si allaga anche con piogge leggere!), l’assorbimento delle acque di caduta nel suolo (in attesa e ad integrazione di ben più importanti lavori di sistemazione idraulica come quelli sul Rio Torre, le reti bianche, regimazione acque dei versanti, scolmatore). La nuova pavimentazione contribuirà, secondo noi, a dare al nuovo spazio pedonale un aspetto di piazza pubblica e contribuirà al miglioramento estetico del quartiere.

Documento condiviso Piazza Adriatico definitivo 11 gennaio pdf

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Una delle assemblee: questa foto si riferisce alla riunione organizzata dal Municipio

Una delle assemblee: questa foto si riferisce alla riunione organizzata dal Municipio presso l’Arci Ponte Carrega

FAI: Ponte Carrega tra gli interventi ammissibili ma non finanziati per esaurimento dei fondi del Censimento I Luoghi del Cuore

Nel 2012 la grande mobilitazione per Ponte Carrega portò il Nostro ponte ad aggiudicarsi il primo posto per la città di Genova nel Censimento dei luoghi del Cuore 2012. Anche nel 2014 Ponte Carrega si è comportato molto bene: a fronte di un aumento dei beni segnalati, circa 100 mila per più di un milione di voti complessivi in tutta Italia Ponte Carrega si è piazzato comunque terzo a livello genovese. Un buon risultato contando il fatto che questa volta non abbiamo organizzato banchetti e le firme spontanee arrivate in associazione sono state tantissime, portateci da tante atre associazioni e comitati cittadini che si sono prodigati a raccogliere le firme per permetterci di raggiungere quelle 1000 firme necessarie per partecipare al bando di concorso per proporre un progetto di restauro finanziato da Fai e Intesa San Paolo. Alla fine sono arrivate più di 1400 firme ed essendoci mossi per tempo grazie allo Studio di Architettura Mangeruca siamo riusciti a presentare un progetto di restauro seguendo le linee guida del Fai: il progetto è stato approvato in Comune, in Città metropolitana e in Soprintendenza ed ha superato le selezioni preliminari del concorso senza però aggiudicarsi i fondi richiesti. Si è comunque piazzato tra i progetti approvati e questo, a fronte delle migliaia di progetti presentati, è comunque un motivo di orgoglio per la nostra organizzazione.

Il progetto ora tenterà altre strade per poter veder realizzato il disegno di abbellimento di ponte Carrega con la installazione della antica edicola votiva e della nuova illuminazione “storica”.

Un grazie a chi ci ha sostenuti!

Ci vediamo al prossimo Censimento de I Luoghi del Cuore del FAI!

Link FAI: http://iluoghidelcuore.it/infografica

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Oggi Assemblea di quartiere

Questo pomeriggio vi aspettiamo alle 18:00 alla assemblea di quartiere presso la sede del comitato di Piazza Adriatico al 10r di Piazza Adriatico!

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Ordinanza 439/2015 del Comune di Genova

Ordina

Sotto l’albero gli abitanti di Ponte Carrega e Piazza adriatico hanno trovato un nuovo regalo, l’ordinanza 439/2015 del Comune di Genova ( link qui che impone l’evacuazione dalle proprie abitazioni collocate al piano terra in caso di allerta idrogeologica tipo arancio e rossa (ex. allerta 1 ed ex. allerta 2)

Uso

                              (clicca sull’immagine per leggerla)

Non è una novità perché questa ordinanza conferma quella precedente, la N° 258/2012 ma al tempo non erano ancora partiti i lavori di messa in sicurezza del torrente Rio Mermi, inoltre era stato dichiarato lo stato di emergenza dopo l’alluvione del 2011. Uno stato di emergenza che non ha comunque impedito ai cantieri Coopsette di sbancare una collina per far spazio al nuovo centro commerciale nelle aree ex Italcementi collocate poco sopra alle aree dichiarate allagabili.

Ricordiamo che il torrente Rio Mermi, responsabile degli allagamenti di Ponte Carrega e Piazza Adriatico, doveva essere messo in sicurezza con i lavori previsti come onere di urbanizzazione per la costruzione del nuovo edificio (Bricoman) per un importo di 2.167.436,38 euro di soldi pubblici.

 

L’ordinanza emessa a fine dicembre 2015 conferma che nonostante questi imponenti lavori le zone limitrofe al nuovo centro commerciale sono rimaste PERICOLOSE tanto da dover riconfermare le stesse drastiche misure adottate nel 2012 dopo l’alluvione del 2011. In questo modo si conferma la necessità per gli abitanti degli appartamenti collocati ai piani terra di evacuare le proprie abitazioni in caso di allerta arancione e rossa  per gravi motivi di rischio per la propria incolumità. Nulla è cambiato dal 2011.

Per noi non è una novità, sapevamo da tempo che i lavori di adeguamento sono serviti esclusivamente per mettere in “salvo” l’area del nuovo centro commerciale che è stata alzata artificialmente di circa 10m con un enorme movimentazione di terre. 

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In questo modo le aree del centro commerciale collocate a monte dei centri abitati non sono più allagabili, ma per le aree collocate a valle cosa è successo?. Se consideriamo che l’ultimo ponte stradale del Rio Mermi, collocato all’imbocco del torrente Bisagno non è stato toccato e non sembra nemmeno avere il franco idraulico necessario per il corretto defluire delle acque, si potrebbe ipotizzare un peggioramento delle condizioni di rischio e non un miglioramento. A monte, con la costruzione del centro commerciale è stata impedita ogni esondazione, tutta l’acqua che prima veniva dispersa in una vasta zona ora giunge a valle più copiosa e rapidamente di prima, ma nel ponte l’acqua trova l’imbuto di sempre, cosa mai succederà a valori di pioggia simili a quelli del 2011?

Mermi

 

I lavori di adeguamento, pagati con soldi pubblici, non sono serviti per mettere in sicurezza le aree a valle del centro commerciale e l’ultima ordinanza emessa a ridosso della fine del 2015, a lavori finiti e collaudati, lo conferma ufficialmente. Le aree a valle del centro commerciale rimangono a rischio.

Ordina

Per Piazza Adriatico si potrebbe obbiettare che il torrente Torre, corresponsabile degli allagamenti del 2011, non è stato ancora adeguato. Ma questo non vale per le zone di Ponte Carrega collocate sulla sponda destra del torrente Mermi. Nella sponda destra gli allagamenti sono sempre stati provocati solo dal Mermi stesso.

Se consideriamo che anche la nuova viabilità per accedere al centro commerciale non è idonea a garantire sicurezza dal momento che al primo evento di pioggia di settembre 2015 la viabilità si è completamente allagata (per fortuna era notte e non giorno), viene da chiedersi a cosa sono serviti i lavori di adeguamento, se non al centro commerciale stesso! Ma allora perché li abbiamo pagati noi con soldi pubblici!

Viabilità a rischio inondazione

Secondo noi prima di riconfermare questa ordinanza l’amministrazione avrebbe fatto bene a convocare in assemblea le persone interessare e spiegare meglio i motivi di tale necessità, perché dopo la conclusione di lavori di “messa in sicurezza” così impegnativi e costosi., ci si aspettava un miglioramento delle condizioni di disagio e non una loro conferma.

Ma evidentemente questo interessa poco, l’importante è ordinare e assolversi da ogni responsabilità.

Qui sotto la conferma dell’Assessore Crivello che i lavori di messa in sicurezza del Rio Mermi e del Rio Torre, non sono sufficienti a mettere in sicurezza le zone collocate a valle del Centro Commerciale. L’Assessore ammette che esiste il problema delle sponde del Bisagno che non sono adeguate, ma se è così significa ammettere che tutto il traffico verso e in uscita al nuovo centro commerciale avviene in zone allagabili.. con migliaia di persone in più che vanno a frequentare quelle strade… come è possibile che non sia aumentato il valore esposto? (il centro commerciale rimane aperto anche con allerta rossa – massima allerta)

Poi ci sono anche ruscellamenti dietro il nuovo insediamento, ma se è così, se non sono stati risolti prima dell’apertura del nuovo centro commerciale, il sito come può essere considerato sicuro, il valore esposto non dipende da quante persone sono state attratte vicino a ruscellamenti e allagamenti di vario genere?

Alcuni progetti del 2003 per la valorizzazione di beni storici della Val Bisagno

Incontroluce

Riproponiamo alcuni progetti che nel 2003 furono proposti per valorizzare alcuni monumenti della Val Bisagno come l’Acquedotto Storico, l’Abbazia di San Siro di Struppa e Ponte Carrega attraverso una nuova illuminazione e la organizzazione di alcuni eventi volti alla riscoperta di questi beni. I progetti “Genova in Controluce” sono a firma di: Aldo Vinci, Liliana Iadeluca, Irene Delfino e Cristina Torriano.

Riscopriamoli insieme:

 

ANTICO_ACQUEDOTTO_E_ABBAZIA (1)

Scarica la guida

 

PONTECARREGA (1)

Scarica la guida

 

Riunione del 30/12/2015 sulle delibere di iniziativa popolare

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