GENOVA, DAL DISSESTO IDROGEOLOGICO UN’OPPORTUNITA’ PER LA CITTA’. Presentazione del convegno dell’8 e 9 novembre prossimi

 

LA LOCANDINA DEL CONVEGNO DELL'8 E 9 NOVEMBRE PROSSIMI!Brochure

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Brochure

Dopo il lavoro svolto in questi mesi sul tema del dissesto idrogeologico nell’ambito del gruppo di lavoro promosso dal Wwf, l’Associazione Amici di Pontecarrega è orgogliosa di presentare il programma del Convegno che l’8 e il 9 novembre prossimi vedrà impegnati, tra la Val Bisagno e Genova Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, alcuni tra i maggiori esperti di dissesto idrogeologico in campo nazionale e internazionale. Per parlare di dissesto idrogeologico in modo puntuale e scientifico, partendo dai cambiamenti climatici per arrivare nel caso particolare alla Val Bisagno.
I cittadini si muovono: appoggiata la vanga dopo il dramma del 4novembre, questo vuole essere il nostro modo per non dimenticare: vogliamo parlare di alluvioni, di piani di protezione civile, di cultura del rischio. Per farlo siamo andati a cercare il meglio: Fondazione Politecnico di Milano, Università di Genova, CIMA Research Foundation.

Con loro abbiamo costruito un convegno che parte dal basso e che vuole essere partecipato da tutta la cittadinanza e soprattutto dalle Istituzioni. Cerchiamo il confronto e non lo scontro e con umiltà abbiamo cercato di imparare qualcosa su questo tema che deve diventare di interesse quotidiano, in una città fragile come Genova: la convivenza con il rischio va insegnata e deve diventare un tema comune a tutti.

La solidarietà nata in quei giorni continua e dà i suoi primi frutti con un convegno nato da chi dal fango ha cominciato un percorso critico e di studio, analizzando cause e problemi e giungendo ad alcune proposte che saranno esposte durante la due giorni di convegno.

Il convegno è strutturato su due giorni:

 Venerdì 9 si svolgeranno quattro workshop con altrettanti Comitati o Associazioni impegnate nella problematica del rischio idrogeologico. I cittadini faranno da ciceroni guidando gli esperti nei quartieri a rischio, esponendo loro osservazioni e problematicità. Per una volta il ruolo si ribalta: il docente osserva e ascolta il cittadino, la sua esperienza sul campo.
Poi, nell’incontro residenziale presso il Municipio di Molassana in piazza dell’Olmo, il professore torna a parlare dalla cattedra esponendo le sue conclusioni in un documento condiviso che sarà esposto il giorno dopo a Palazzo Ducale.
La giornata si conclude con la proiezione

del film evento Se Io Fossi Acqua, alle ore 21:00 presso la Sala Punto di Incontro Coop Val Bisagno (qui tutte le info:https://www.facebook.com/events/211538622364485/?hc_location=stream ).
Sabato 9 novembre invece il convegno classico con i contributi di docenti, Istituzioni e cittadini nel più bel salotto della città: il Salone del Minor Consiglio di Palazzo Ducale per parlare del dissesto idrogeologico come di una opportunità che Genova non può permettersi di perdere: opportunità culturale per divulgare una cultura del rischio che ci renda consapevoli e attenti, opportunità per tornare a curare il nostro territorio e a prendercene cura.

Vi aspettiamo!

Gli Amici di Pontecarrega

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(musica di sottofondo: 1970 Alluvione a Genova, La chitarra di Bellafontana di Renzo Rosso – vedi il video su: http://www.youtube.com/watch?v=CV_mW7mC21U&feature=player_detailpage)

2 comments

  1. simona c scrive:

    Alla luce di quanto sta avvenendo adesso in Liguria mi chiedo il senso di un’iniziativa che considera il dissesto addirittura un’opportunità…

    • APC scrive:

      Ciao Simona, se ascolti il convegno capirai il senso “provocatorio” del titolo del convegno. Il dissesto è un dato di fatto, così come ormai è sotto gli occhi di tutti il drammatico cambiamento climatico in corso. Per contrastare l’inasprimento delle condizioni climatiche occorre lavorare moltissimo sulla manutenzione dei versanti, non solo operare con nuove opere idrauliche che come abbiamo visto da sole non bastano. L’opera idraulica viene vanificata se i versanti franano e sono in grado di riversare sui letti dei fiumi enormi quantità di detriti e depositi vegetali. Il costo della manutenzione dei versanti da solo sarebbe improponibile per qualsiasi amministrazione pubblica. Tuttavia è possibile procedere verso un meccanismo virtuoso per il quale la manutenzione si “auto-ripaga” facendo diventare queste attività remunerative con il doppio effetto: creare nuovi posti di lavoro legati al territorio, ridurre i danni in caso di eventi di pioggia organizzata, produrre energie rinnovabili in sostituzione di quelle fossili. Boschi puliti vuole dire anche possibilità di raccolta dei frutti del bosco. L’aspetto più remunerativo della manutenzione dei versanti è senza dubbio quello legato alla produzione di biomassa (legname). Per innescare questo ciclo virtuoso occorre predisporre una filiera locale dal agricoltore-custode all’utilizzatore. Una filiera che ha bisogno di un piccolo incentivo iniziale, una volta avviata produce effetti significativi non solo per la mitigazione del rischio idrogeologico ma per la salute dell’ambiente in generale. Per noi questa è una opportunità, non solo una necessità. Ti invitiamo a partecipare al prossimo convegno del 11 gennaio a Palazzo Ducale, ciao.

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