Archive for maggio 2013

Cittadinanza attiva: il progetto Rise up

Un progetto e un’ idea a cui vogliamo aderire con entusiasmo!Radici Profonde è un progetto promosso dal Municipio Media Val Bisagno ma gestito da una rete di associazioni (in particolare, Arci Genova e Legambiente).Verranno coinvolti cento o più ragazzi tra i 18 e i 30 anni che, tra settembre e novembre, si divideranno in gruppi da circa una decina di persone per attivare percorsi di riqualificazione nelle zone colpite dall’alluvione 2011.In particolare, i gruppi si occuperanno di:
* riqualifica si spazi verdi (greti dei fiumi/discariche abusive/ aree verdi dismesse e abbandonate…)
* riqualifica urbana (murales/ arredo urbano/ decoro artistico di sedi o scuole fatiscenti)
* progetti sociali (sostegno a doposcuola/ animazione territoriale/ organizzazione feste)
* documentazione (video/foto, raccolta delle memorie, documentazione del progetto).

Ogni gruppo sarà seguito da un tutor e, oltre alle ore operative, verrà coinvolto in alcune ore d’aula (in cui verranno passate le competenze necessarie all’azione concreta) e in alcune serate più conviviali (aperitivi
e festa finale).

Ogni aderente potrà scegliere tra uno o più gruppi a cui partecipare.

A fronte di 30 ore di partecipazione (tra aula, momenti di socialità e lavoro sul territorio) ad ogni partecipante verrà riconosciuto un voucher dal valore di 300 euro. Tutte le attività saranno organizzate in orari conciliabili con
studio/lavoro.rise up

Alluvione di cemento, non c’è pace per il nostro quartiere

Nonostante la nostra campagna informativa sul degrado del nostro territorio e sulla continua cementificazione, nonostante il riconoscimento delle amministrazioni sul fatto che il rischio idrogeologico è determinato anche da una eccessiva cementificazione e impermeabilizzazione del suolo, nonostante il Comune di Genova e la stessa Provincia hanno aderito alla carta di Aalborg con l’agenda 21 per la Valbisagno città sostenibile, ecco spuntare un altro progetto per cementificare altre aree verdi del quartiere. Un altro capannone con destinazione produttivo artigianale accanto all’enorme edificio in costruzione Coopsette – Bricoman, con costruzione di strada di pertinenza annessa.

Ecco gli estremi del progetto >>  Settore Approvazione Progetti e Controllo Attività Edilizia Prot. 5491 / 2010 <<

Vial Gambaro

Ora la nostra tesi è la seguente: se il rischio idrogeologico è determinato anche da una eccessiva cementificazione e il bacino idrografico dove dovrebbero insistere questi edifici è particolarmente delicato (nel 2011 il Presidente del Consiglio dei Ministri ha dichiarato lo stato di emergenza per il territorio della Liguria e Piemonte) e poco più a valle vige ancora una ordinanza  (provvedimento N. 2012-POS.274 del 28/08/2012), che impone ai residenti di Piazzale Adriatico e di Ponte Carrega, e alle persone che svolgono attività nei locali ai piani terra, di non permanere in tali zone in caso di sola Allerta idrologica di tipo I e II. Come è possibile sostenere ora che questi nuovi interventi di cementificazione sono estranei rispetto agli scenari di rischio idrogeologico? >> Leggi articolo della Stampa “Allarme cementificazione, dall’Anbi un piano per la riduzione del rischio idrogeologico <<

La contraddizione è evidente, se l’amministrazione non risponde a favore di un ripensamento generale sulla opportunità di continuare ad edificare in collina consumando ulteriori aree verdi, in zone a grande rischio idrogeologico, occorrerà procedere con altre strade per tutelare la nostra sicurezza e la nostra qualità di vita. Queste ultime istanze sono diritti che vanno ben oltre alla regolarità dei procedimenti edilizi e delle concessioni dei  titoli a costruire che il Comune ha il potere di rilasciare, soprattutto per monetizzare e mettere in ordine i conti in rosso. Questo modo di costruire e concedere permessi a costruire in colline e zone ad alto rischio idrogeologico è una pratica che a lungo termine si rivela tragicamente pericolosa e già superata dai fatti, purtroppo anche molto gravi come quelli recentemente avvenuti il 4 novembre 2011, per non parlare delle recentissime frane di via Ventotene e Via Dassori, dove solo per caso non c’è scappato il morto.

>> Guarda il video si cosa ne pensa l’attuale Sindaco Marco Doria <<

“…nella nostra realtà il fenomeno di un certo tipo di urbanizzazione è sicuramente una delle cause della complessità dei dissesti… l’inasprimento dei fattori climatici, è ormai accertato genericamente, determina anche un diverso regime delle precipitazioni, quindi cause complesse…”

“…I rimedi: la prima questione è pensare a quale modello di società vogliamo tendere…come società civile, come amministratori, come politici, come cittadini, siamo tenuti a compiere o a pronunciarci su scelte che riguardano il futuro che noi volgiamo costruire…”  

(Marco Doria, Palazzo Tursi, Convegno “Alluvioni, mitigazione e adattamento” – 5 novembre 2012)

A questo punto è legittimo chiedersi, quale sarà la scelta?…